Articoli con tag Vallecrati

Dov’è finita la raccolta differenziata in Presila?

Vallecrati_2Le conseguenze della crisi della ValleCrati, non ancora finita, che ha visto a lungo i lavoratori in sciopero per rivendicare sacrosanti diritti come lo stipendio e lo stesso posto di lavoro, non hanno prodotto solo disservizi per la raccolta dei rifiuti, ma hanno cancellato  la raccolta differenziata porta a porta che andava avanti da qualche anno in alcuni comuni della Presila come Spezzano Sila, Celico, Pedace ed altri. Tutto ciò è successo senza dare un minimo di informazione alla popolazione . Nonostante  la mancata opera di sensibilizzazione del consorzio ValleCrati e delle  varie amministrazioni presilane, la raccolta differenziata porta a porta aveva raggiunto il 40% dei rifiuti. Un discreto risultato che fra l’altro portava risparmio alle casse dei comuni. Nonostante qualche cittadino continui  a differenziare aspettando che da un momento all’altro ci si decida a  ripristinare la situazione precedente, sta di fatto che oggi funziona la raccolta  indifferenziata.

E’ un grave danno per la collettività.  Si ritorna indietro. Si distrugge un patrimonio che si stava consolidando. Si perdono le abitudini quotidiane che difficilmente si riusciranno a ripristinare.

Riteniamo che sia il momento di passare ad una gestione diretta del ciclo dei rifiuti perchè sarà possibile offrire un servizio migliore con un impatto ambientale molto ridotto e con maggiori opportunità di lavoro.

L’esempio di Saracena è chiaro. In un anno sono riusciti a raggiungere il 65% di raccolta differenziata porta a porta e, attraverso incentivi mirati, intendono arrivare all’80% entro il prossimo anno. Saracena non è sulla  luna, è nella provincia di Cosenza. Perchè non generalizzare?

Fortunatamente ci sono altri comuni in Italia che arrivano anche all’85%, e che si sono posti l’obiettivo entro il 2020 di conseguire l’obiettivo Rifiuti Zero.

Cosenza 14/10/09

Per il  comitato beni comuni provincia di Cosenza – Giovanni Peta

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Vallecrati. Diario di un fallimento

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Il tetto degli uffici della provincia di Vaglio Lise

E’ da diversi anni che le tute gialle della Vallecrati, lottano per vedere garantiti i loro diritti di lavoratori, sempre calpestati dai vari amministratori succedutesi e dal consorzio tutto. Vallecrati è una società mista pubblico-privato composta da 44 comuni che detengono il 51% e da 4 soci privati che hanno il restante 49%. L’ultimo anno è stato caratterizzato da molte proteste determinate dal continuo tira e molla rispetto agli stipendi e dall’incertezza per il futuro culminate, nel mese di agosto, con una forte radicalizzazione della lotta con vari blocchi dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e la consequenziale sospensione della raccolta dei rifiuti. In pochi giorni la città si riempì di rifiuti e questo argomento visibile spinse finalmente il consorzio a pagare il dovuto, ovvero, una mensilità arretrata. La questione sembrava risolta invece, dopo un mese, si ripresenta il problema, di nuovo a far traboccare i cassonetti e con il mancato pagamento degli stipendi e il rischio di fallimento dell’azienda. Vista l’azione dei sindaci e dei privati appartenenti al consorzio- tesa a distruggere Vallecrati (lavoro con ordinanza e mancato pagamento dei sindaci dei debiti nei confronti della spa), con la consequenziale azione della procura cittadina, anomala per la modalità d’azione, che chiede il fallimento dell’azienda. Gli operai bloccano la raccolta e decidono di scendere nuovamente in piazza, e lo fanno con un gesto che riprende la lotta degli operai dall’ innse di Milano, nella notte di martedì 1 settembre, quando salgono sul tetto del palazzo degli uffici della provincia di Cosenza rivendicando i salari arretrati e garanzie sulla continuità dell’occupazione. Pur trattandosi di un lavoro dequalificato, poco retribuito, sicuramente sporco, le tute gialle, così come molti meridionali abituati ad accettare come una fortuna quella che è di fatto una sciagura, tengono oramai da più di una settimana. Il palazzo della provincia occupato si trova di fronte al carcere di via Popilia e la prima solidarietà arriva proprio dal cortile e dalle celle dove di notte si vedono le fiammelle degli accendini, come nei concerti allo stadio. I primi giorni passano con blocchi estemporanei della S.S. 107 e una occupazione della Salerno-Reggio Calabria. Intanto monta il presidio nel cortile del palazzo della provincia con la presenza fissa di una parte degli operai pronti a dare il cambio ai colleghi che andavano a casa dopo la notte passata sul tetto.

Nei giorni successivi, si susseguono le notizie che vedono naufragare la vallecrati come il titanic. Gli incontri tra cda e sindaci, dove si decide delle sorti della società e dei contratti dei 350 operai, si svolgono nella sede legale della vallecrati a Contrada Cutura, trasformata per l’occasione in un fortino protetto dalle forze dell’ordine, anche se mancano gli operai che decidono di aspettare le notizie dal tetto occupato.

9 settembre

Nel pomeriggio si respira un’aria sospesa [Continua a leggere...]

Aggiornamenti continueranno su indymedia calabria

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Solidarietà alle tute gialle

Vallecrati-protesta-provincEsprimiamo solidarietà alle Tute Gialle della Vallecrati che da una settimana hanno occupato il tetto del palazzo della Provincia. Come comitati e associazioni più volte siamo intervenuti in merito alla questione Vallecrati denunciando la gestione scellerata del ciclo dei rifiuti da parte dei soci privati e dei comuni.

La soluzione, con un po’ di buona volontà e meno interessi speculativi, potrebbe essere a portata di mano anzi, potrebbe essere “Porta a Porta”. La raccolta differenziata Porta a Porta avrebbe diversi punti di forza:
1) tutelerebbe tutti i posti di lavoro;
2) abolirebbe definitivamente l’accumulo indifferenziato dei rifiuti;
3) tutelerebbe l’ambiente;
4) potrebbe creare nuovi posti di lavoro per il riciclo e il riuso dei materiali riciclabili (con la crezione di filiere per vetro, carta, plastica, umido, alluminio ecc.).

Ancora una volta ribadiamo che non risponde agli interessi e ai bisogni delle collettività la strategia dell’emergenza che da più parti si sta perseguendo, magari con l’obiettivo futuro di imporci “manu militari” un inceneritore (Napoli insegna). All’emergenza rifiuti rispondiamo Rifiuti Zero e invitiamo la collettività a sostenere la lotta, dignitosa, delle Tute Gialle.

Associazione Yairahia
Associazione “NO alle discariche” – Rende
Comitato Beni Comuni – Cosenza
Forum Ambientalista Calabria
Comitato “NO all’inceneritore e termovalorizzatore” – S. Lorenzo del Vallo
Ingegneria Senza Frontiere – Cosenza

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