Un comitato per la verità e la bonifica della Seteco. Un comitato per far luce sulla poltiglia di rifiuti in autocombustione da almeno quattro anni in località Serramonda di Marcellinara. Un comitato, infine, che chiede interventi immediati e non più derogabili per la salute dei cittadini e la salubrità dell’ambiente. Si è costituito ieri nei pressi della stessa fabbrica di Servizi e Tecnologie ecologiche della zona industriale della cittadina sulla strada dei Due Mari che mette in collegamento il capoluogo di Regione con Lamezia Terme raccogliendo l’invito del gruppo nato sul social network più diffuso, facebook: Seteco, La fabbrica dei veleni nascosti.
Un gruppo di cittadini provenienti da tutta la provincia di Catanzaro. Che chiede legalità e giustizia.
Molte le denunce registrate negli ultimi anni tra la popolazione limitrofa e il paese più a monte. Tante le richieste di intervento da parte dell’Amministrazione locale. Quotidiani i malumori tra gli automobilisti che sono costretti ad abbassare i finestrini per non respirare i fumi che sprigiona la Seteco h 24. Come un inceneritore impazzito.
Un sit-in subito, venerdi prossimo, 30 luglio dalle nove del mattino, presso il Palazzo Alemanni, sede della giunta calabrese, per un incontro con la più alta carica della Regione: il presidente Giuseppe Scopelliti. Ad oltranza per avere delle risposte. “E’ arrivato il momento di alzare la testa”, questo il motto del comitato. E questa la decisione presa nell’immediatezza della sua costituzione.
Nel prossimo periodo, invece, una manifestazione di protesta sulla Due Mari e dalla parte di sotto, davanti alla Fabbrica che produceva fertilizzanti, per porre all’attenzione dell’opinione pubblica e di tutte le istituzioni dello Stato un dramma che continua giorno dopo giorno ad avvelenare l’ambiente e l’uomo, che la natura, invece, dovrebbe rispettare e preservare secondo i canoni della morale comune. Al giorno d’oggi anche legge e vanto dello Stato democratico e repubblicano. Eppure bypassata da lobby senza scrupoli e meccanismi burocratici a volte, sembra, guidati da mani occulte.
Per approfondimenti: http://emiliogrimaldi.blogspot.com
Lunedì 19 aprile si terrà, presso il Tribunale di Rossano, la terza udienza del processo contro il compagno Francesco Cirillo, giornalista e militante ambientalista del tirreno cosentino, denunciato (con assurda richiesta di risarcimento di ben 500.000 euro) dal rappresentante della BIECO, società che gestisce la discarica privata di Bucita. La pretestuosa iniziativa giudiziaria nasce da un articolo-dossier di Cirillo, sugli intrecci ed i retroscena del traffico di veleni a Rossano. Grande è lo sconcerto per una iniziativa giudiziaria, l’ennesima, verso una persona che rappresenta anche un rilevante ed attivo movimento politico-sociale ed ambientalista calabrese.
Vorremmo comunicarvi le nostre considerazioni, analisi e preoccupazioni – in qualità di associazioni e comitati di cittadini - in merito all’ampliamento della discarica di Castrolibero.










