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Megadiscarica di Castrolibero. E tutto, magicamente, sparì!

Ecco come si presentano i luoghi in data 6 marzo

Ecco come si presentano i luoghi in data 6 marzo

Quello che sta succedendo per la costruzione della nuova strada che porta alla discarica di Castrolibero (discarica che servirà tutta l’Area Urbana: Cosenza-Rende-Castrolibero, ecc…) ha dell’incredibile.

Prima di tutto ricordiamo che esisteva gia’ una strada che raggiungeva la discarica, ma gli amministratori del Comune di Castrolibero ci dissero che era troppo complicato e oneroso allargarla, così hanno pensato di studiare un nuovo tracciato piu’ sicuro, tanto sicuro che e’ gia’ franato piu’ volte (vedi foto tracciato) visto che ci troviamo su un costone di collina impervio e franoso, come riportato dalla carta regionale dei Piani di Bacino per l’assetto idrogeologico.
Ma la storia di questa strada, ancora in fase iniziale, non finisce qui. Adesso abbiamo scoperto che, parte del suo percorso, passa proprio sopra una discarica abbandonata e, per giunta, in attesa di essere bonificata dalla Regione Calabria.
Ma i lavori in opera proprio in questi giorni hanno gia’ lacerato i manti impermeabili di protezione lasciando cosi via libera al percolato inquinante di infiltrarsi nel terreno per poi raggiungere la falda freatica che è a poche decine di metri nel sottosuolo.
Ora, vi sembra plausibile costruire un’opera pubblica sui rifiuti? Si potra’ mai bonificare un’area su cui ci si costruisce sopra?
Riepilogando:
  1. Strada in corso di costruzione su terreno ad alto rischio frana (Dalle carte regionali).
  2. Parte della progettazione della strada insiste proprio su di una vecchia discarica.(dalle foto scattate il 2 marzo 2010).
Ieri siamo andati a fare la denuncia ai vigili urbani e al Corpo forestale dello Stato, e oggi (vedi foto 6 marzo) i cumuli di rifiuti asportati e i teli di protezione distrutti dalle ruspe sono scomparsi! Tutto e’ ritornato, per magia, come era prima.
Si tratta di un danno ambientale enorme, vista la rottura dei teli che trattenevano il percolato, oltre alla violazione delle norme di legge in materia di dissesto idrogeologico.

Castrolibero/Cosenza, 6/2/10.

Comitato Beni Comuni – Cosenza, Associazione “No alle discariche nei centri urbani” – Castrolibero, Forum Ambientalista – Calabria, LIPU – Rende, Ingegneria senza Frontiere – UNICAL
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Replica dei comitati al Sindaco Orlandino Greco

lavoridiscarica

Lavori in discarica - i mezzi invece di movimentare terra, pare stiano movimentando rifiuti... di Rende!

Replica delle associazioni/comitati all’articolo del 3 marzo pubblicato sui quotidiani locali.

Finalmente abbiamo l’onore di vedere sui quotidiani una dichiarazione del Sindaco di Castrolibero, Orlandino Greco, sulla nuova discarica di Castrolibero. Siamo ormai abituati a sentir parlare di Cittadella Energetica, ma la realta’ la possono andare a vedere tutti: si tratta di un burrone che presto sarà riempito di rifiuti di ogni genere e che poi vedra’ nascere una centrale per ricavarne biogas. In pratica e’ stato scelto il modo peggiore per fare il biogas dai rifiuti, quello meno ecosostenibile!

E’ facile per un Sindaco organizzare una conferenza stampa, invitare la stampa che preferisce, e divulgare notizie senza un contraddittorio. Noi lo avevamo invitato giorno 20 febbraio all’incontro pubblico con i cittadini per parlare del tema Rifiuti nell’Area Urbana, ma il Sindaco ha preferito rinunciare, cosa che non hanno fatto altri amministratori dell’Area Urbana. Leggiamo oggi le dichiarazioni del Sindaco sui quotidiani che si trattava di una “trappola”, è completamente falso! La realtà e’ che il Sindaco si e’ sottratto al dialogo e al confronto con i cittadini e con esperti del settore ambientale, medico e sanitario.

Ribadiamo ancora una volta che siamo al di fuori di ogni logica o appartenenza politica, ma siamo dei semplici cittadini stanchi di esser presi in giro, assistere inermi allo spreco di risorse pubbliche e alla violazione dei diritti alla salute dei cittadini!

I cittadini, le associazione ed i comitati non sono affatto soddisfatti della replica – da parte dell’amministrazione comunale di Castrolibero – alle tante domande e perplessita’ che la gente dell’area urbana (Cosenza, Castrolibero, Rende) ha fatto e che ancora non hanno avuto degne risposte.

La nostra e’ una battaglia, ancor prima che ambientale, civile, legale e per il diritto alla salute pubblica.

Elenchiamo e smontiamo punto per punto le dichiarazioni fatte ieri dal Sindaco alla Stampa (ma non tutta):

1.Discarica privata.

Il sindaco parla di una discarica privata, di proprieta’ comunale, ma facciamo notare che i finanziamenti in arrivo sono regionali e provinciali (quindi risorse prelevate attraverso le tasse che tutti noi paghiamo…). Con una mano vuole gestire la discarica privatamente e con l’altra pesca i finanziamenti pubblici.

2.<<Ancora non ho capito se sono contro le discariche a priori o contro quelle fatte male>>.

Il sindaco conosce bene le nostre richieste, perche’ piu’ volte abbiamo avuto incontri presso la casa comunale e scambio di lettere. Noi siamo per una riduzione del numero delle discariche nell’immediato, ma guardiamo con interesse alla prospettiva “rifiuti zero” nel lungo termine. (Riciclare tutti i materiali che dovrebbero andare in discarica. Se vuole il nostro Sindaco, come tutti, può approfondirla in rete, anche sul nostro sito www.difendiamolacalabria.org). Ma, soprattutto, siamo per le discariche lontano dai centri abitati!

Inoltre, al Sindaco che cita discariche fatte bene o male, ricordiamo che non esistono al mondo discariche sicure. I teli impermeabilizzanti che si mettono a protezione del percolato dal terreno sottostante, hanno dato buoni risultati se il terreno era poco permeabile, mentre su terreni permeabilissimi, come il caso Castrolibero, ha dato, dopo alcuni anni, problemi gravi di inquinamento delle falde acquifere e dei terreni circostanti.

3.Buca chiusa naturalmente sui 4 lati.

Forse il sindaco non conosce bene il suo territorio. Invitiamo i media a fare un sopralluogo per rendersi conto che il lato est è completamente aperto, scende in una valle, dove attualmente scorre il percolato che scorre proprio in direzione del fiume Campagnano.

4.Vivrà 6 o 7 anni e poi ci sarà la centrale a biogas.

Ebbene, un bel modo per sperperare 8 milioni di euro di finanziamenti pubblici che finiranno in una buca e poi ci ritroveremo di nuovo in emergenza rifiuti! Bel modo di programmare! Dove e’ finita la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti? Che è poi l’unico strumento per contrastare l’aumento indiscriminato di nuove discariche. Riguardo al biogas, se il sindaco fosse venuto all’incontro/dibattito con i cittadini – del 20 febbraio 2010 – avrebbe appreso come è possibile ricavare biogas dai rifiuti in modo ecosostenibile e non come vogliono fare a Castrolibero costruendo nuove discariche.

5.Campo da Golf.

Ancora una volta il sindaco insiste sul voler costruire un campo da golf sulla discarica. E’ solo propaganda politica: per norma di legge le discariche, dopo la chiusura, devono essere controllate per decenni a causa di problemi igienico-sanitari, gas che continuano a fuoriuscire dal sottosuolo e possibilità di inquinamento delle falde acquifere. Ma caro sindaco: Lei manderebbe i suoi figli a giocare su di una discarica?

6.Vicinanza al Polo Scolastico. <<C’è la valutazione di impatto ambientale…>>

Prima di tutto si tratta solo di un assenso preliminare. E poi sappiamo bene come questi certificati, spesso, vengono rilasciati con superficialità. Comunque, l’amministrazione comunale di Castrolibero dovrà spiegare ai cittadini dell’Area Urbana, specialmente a quei cittadini che abitano nei quartieri tutto intorno alla discarica, che il certificato di impatto ambientale non blocca i batteri, gli insetti e, specialmente l’odore nauseabondo dei rifiuti.

Ricordiamo, che la distanza dalla discarica, in linea d’aria, dai quartieri e dal Polo scolastico è soltanto di poche centinaia di metri! Mentre la normativa parla di almeno 1000 metri. Per non parlare poi di quei cittadini che avevano scelto le colline di Castrolibero e di Rende per respirare aria salubre!

Qualcosina il Sindaco l’ha dimenticata. Non pretendiamo ora di descrivere tutte le cose che non

vanno in questo progetto di “Cittadella Energetica”, non abbiamo probabilmente tanto spazio a disposizione, ma permetteteci di segnalare due elementi gravissimi che non sono emersi nella conferenza stampa di ieri:

A pagina 34 (Fonte: Libro pubblicato dal Comune di Castrolibero nel 2007 sulla Sostenibilita’): Si dichiara di voler preservare l’area verde “Timpe di Spada”, ma guarda un po’!? Si tratta proprio del sito dove sorgerà la nuova discarica! Ma leggiamo quello che c’è scritto: “Le Timpe di Spada sono caratterizzate da elevata stabilità ecologica interna, da un livello medio-alto di biodiversità e da un elevato valore paesistico-culturale, questa grande riserva di naturalità è individuata come eccellenza ambientale.” E hanno deciso di farci una discarica! Figuriamoci se non fosse stata una eccellenza ambientale, come l’hanno giustamente descritta, che cosa ci avrebbero fatto? Una centrale nucleare?

A pagina 84 (Fonte: Libro pubblicato dal Comune di Castrolibero nel 2007 sulla Sostenibilita’): L’ultima incoerenza riguarda un tema di strettissima attualità: il rischio idrogeologico che il nostro territorio sta attraversando. E, purtroppo, dobbiamo dirlo, spesso si costruisce sui dirupi, sul letto dei fiumi, sulle spiagge, e poi la natura si riprende ciò che è suo. Ora, sul territorio di Castrolibero sono individuate delle aree a rischio frane, – individuate non da noi, ma dal Comune stesso – dichiarate con instabilità alta e molto alta. E, udite, udite, proprio su queste aree a rischio frane è in costruzione la nuova discarica con relativa strada! Quindi,  diventerà una zona transitata da cittadini oltre che frequentata dal personale che dovrebbe gestire il funzionamento della discarica. In caso di smottamenti, frane, calamità, disastri… (speriamo mai), chi pagherà? Chi si sta accollando la responsabilità di tali atti scellerati?

Castrolibero 03/03/2010

Comitato Beni Comuni – Cosenza, Associazione “No alle discariche nei centri urbani” – Castrolibero, Forum Ambientalista – Calabria, LIPU – Rende, Ingegneria senza Frontiere – UNICAL

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Un altro anno di commissario!

Un altro anno di commissariamento per i rifiuti in Calabria – Ass. Greco “Serve secondo termovalorizzatore”.

Gestione Commissariale per l”emergenza rifiuti nella nostra Regione
Rischia di passare clamorosamente sotto silenzio la decisione del Governo nazionale di prorogare a tutto il 2010, la gestione Commissariale per l”emergenza rifiuti nella nostra Regione. Con questo saranno 14 anni che dura questa emergenza: un po” troppa, per essere una emergenza! Sconcerta il silenzio delle forze politiche democratiche e di sinistra, delle associazione di categoria e delle forze sociali, delle Istituzioni. Purtroppo questa decisione, che viene dopo l”oscuramento da parte del Governo delle vicende legate all”inquinamento del territorio e delle coste Calabresi, la pervicace volontà di costruire l”inutile ponte sullo stretto, il sostanziale disinteresse ad avviare le bonifiche dei SIN Calabresi, è un ennesimo smacco per la Calabria e la sua drammatica condizione ambientale. La gestione commissariale in questi anni lungi dall”essere stata adeguata a risolvere i problemi ha concorso in maniera determinante ad aggravare notevolmente le condizioni ambientali della Calabria. Dietro, la gestione commissariale si sono nascoste e si nascondono negligenze, inefficienze, deresponsabilizzazioni inaccettabili. In Calabria , sbagliando drammaticamente, si continua ad immaginare che la questione del ciclo integrato dei rifiuti sia solo un problema di smaltimento. Il dibattito che viene alimentato è discariche o inceneritori. Nessuno a partire dal commissario ha finora prestato attenzione alla necessità di programmare una riorganizzazione strutturale: riduzione, raccolta differenziata, riciclo, riuso, smaltimento. Da anni come CGIL Calabria stiamo rivendicando, a tutela delle migliaia di lavoratori impegnati nel settore ed esposti a fortissimi problemi occupazionali e di tutela dei loro diritti contrattuali, di rivedere il, per lo più, fallito modello gestionale delle società miste. Da anni rivendichiamo il protagonismo delle Istituzioni Locali, nel determinare una organizzazione industriale del sistema. Mentre si praticano regressioni municipaliste in tante realtà della Calabria. La proroga della gestione commissariale mantiene inalterate tutte queste criticità. Una ennesima dimostrazione della grave crisi in cui si dibatte la nostra Regione.

Catanzaro 20 Gennaio 2010

Massimo Covello ,Segretario regionale
Sergio Genco, Segretario Generale

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Ecco dove vanno a finire le tasse che paghiamo: in discarica!

Lo van dicendo dappertutto...

Egr. On. Gaetano Pecorella,

Lo van dicendo dappertutto…

Abbiamo appreso dai giornali locali che la Commissione Ecomafia, da Lei guidata, sta girando la nostra Regione incontrando uomini delle istituzioni e visitando impianti per lo smaltimento dei rifiuti.

Ci è subito balzata agli occhi la visita presso la discarica di Castrolibero, il cui Sindaco, Orlandino Greco, che è anche Presidente del Consiglio Provinciale di Cosenza, si vanta tanto di tale discarica ancora da realizzare e situata al centro dell’Area urbana, vicino a scuole e quartieri residenziali! Ci siamo subito chiesti cosa ci sia di tanto interessante nella discarica di Castrolibero, ma sinceramente non siamo riusciti a trovare una risposta decente, se non l’importo rilevante di ben 8 milioni di euro! E’ questo l’ammontare della cifra che i calabresi dovranno sborsare dalle proprie tasche per la realizzazione della nuova mega discarica di ben un milione di metri cubi. Ma non è finita qui, da tale importo ben 4 milioni di euro sono stati destinati per la costruzione di nuove strade.

Purtroppo tale “investimento”  non apporterà nessun beneficio alla problematica della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nell’area urbana, anzi, rappresenterà un tradimento verso le politiche virtuose, quali la  raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti.

Noi cittadini, che viviamo sul territorio, assistiamo quotidianamente allo sperpero di denaro pubblico e a come viene spesso mal gestito dai nostri politici. E siccome questo è lo scopo che ci siamo prefisssi, allora abbiamo pensato che, oltre a sensibilizzare i cittadini sulle problematiche dei rifiuti dobbiamo iniziare a denunciare queste porcherie di mala politica!

Facciamo qualche esempio: degli 8 milioni di euro 4 sono destinati all’ampliamento della discarica esistente, mentre gli altri 4 sono destinati per realizzare una super-strada. Chissa’ se qualcuno alla Regione si è mai chiesto come arrivassero prima i rifiuti alla discarica preesistente? Infatti esisteva già una strada, magari piccola, ma si poteva rendere più funzionale con una modica spesa. Ma le stranezze non finiscono qui. Si perche’ la strada in oggetto, una volta raggiunta la discarica mica finisce lì, ma continua fino a raggiungere c.da Ortomatera (tanto i soldi li mette la Regione…).

Quindi, tirando le somme: dove sono le risorse destinate alla raccolta differenziata, alla riduzione dei rifiuti, alla loro trasformazione e riciclo? Non sarebbe stato più importante destinare parte di questo enorme finanziamento pubblico per scopi un po’ più sostenibili di una super-strada?

Onorevole Pecorella, volete sapere come finirà questa storia? Appena terminata la buca si inizierà rapidamente a riempirla di rifiuti e, in giro di 5 o 6 anni sarà colma. Nel frattempo i Comuni limitrofi si saranno cullati della discarica a loro disposizione e ci ritroveremo di nuovo in emergenza alla ricerca di un altro burrone da riempire e con la raccolta differenziata ancora all’anno zero. Ma in compenso il Sindaco Orlandino Greco si potrà vantare di aver realizzato delle strade (sempre grazie all’emergenza rifiuti), ai cui margini, fra qualche annetto, vedremo sorgere la solita speculazione edilizia.

Ecco le ragioni del NO alla discarica per rifiuti indifferenziati:

-          Spreco di denaro pubblico. Infatti, considerata la natura del sito, tra timpe e burroni, realizzare una discarica a norma di legge richiederà ingenti somme di denaro.

-          Ecco dove vanno a finire le tasse che paghiamo: in discarica! Eppure, secondo la legge italiana, entro il 2006 era obbligo di tutti i Comuni raccogliere in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti (in origine tale percentuale era da raggiungere nel 2003); mentre la nuova normativa prevede l’obbligo di raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il 31/12/2012. Ma si sa, siamo in Italia: fatta le legge trovato l’inganno. Ma la cosa più grave è che, ancora oggi, nel 2009, invece di mettere in atto la raccolta differenziata, incentivare le attività di riciclaggio dei rifiuti, si attuano politiche arcaiche, come dimostrato dai progetti di nuove discariche.

-          La natura geologica del terreno (sabbioso, invece che roccioso o argilloso) si presta ad un possibile inquinamento delle falde acquifere, situate a solo poche decine di metri nel sottosuolo. E’ stato dimostrato che anche discariche ben costruite, dopo anni di attività, hanno riversato il pericoloso percolato nel sottosuolo, superando le famose barriere composte da teli “impermeabilizzanti” e strati di altri materiali protettivi.

-          Inosservanza della direttiva dell’Unione Europea (99/31/CE), la quale,  ha stabilito che in discarica devono finire solo materiali a basso contenuto di carbonio organico e materiali non riciclabili: in altre parole, dando priorità al recupero di materia, la direttiva prevede il compostaggio ed il riciclo quali strategie primarie per lo smaltimento dei rifiuti.

-          Posizione geografica: la discarica di Castrolibero è situata proprio nel cuore dell’Area urbana (Cosenza-Castrolibero-Rende)! Circondata da quartieri residenziali.

-          Il Sindaco di Castrolibero, Orlandino Greco, da una parte vuole incentivare la raccolta differenziata e nello stesso tempo sollecita l’ampliamento della discarica per rifiuti indifferenziati (alla faccia del riciclaggio!).

-          Vuole fare dei digestori per raccogliere l’umido per poi ricavarne del biogas. Mentre, a nostro avviso, sarebbe stato meglio sfruttare l’umido per farne compost. In questo modo si sprecherebbero meno soldi pubblici e si incentiverebbe l’agricoltura biologica.

-          Per quanto invece concerne il recupero del biogas dalla futura discarica, osserviamo una doppia incoerenza: da una parte ci sarebbe un bilancio energetico passivo  (l’energia che si risparmia con il riciclaggio e il compostaggio supera di gran lunga quella prodotta dal recupero del biogas) e dall’altro ci sarebbe un errore di fondo di ecosostenibilità,  consistente nel principio stesso  che non possiamo deturpare il paesaggio con discariche per poi dire: “Tanto ci facciamo il biogas”. Non ha proprio senso! Purtroppo Città ecosostenibile non fa rima con discarica per ricavare biogas.

Fra 4 o 5 anni, quando la discarica sara’ riempita, ci ritroveremo punto e accapo: soldi buttati letteralmente nelle buche, ed i Comuni della Provincia di Cosenza ancora alle prese con la problematica rifiuti, alla ricerca di altri territori da deturpare e con una raccolta differenziata ancora da avviare.

Inoltre, Le vorremmo segnalare che a ridosso della discarica, a 200 metri in linea d’aria,  esiste un un costruendo polo scolastico, un nuovissimo quartiere residenziale (C.da Marchesato), zona che subisce un notevole aumento di popolazione durante l’estate, ma non di persone, bensì di mosche, moscerini ed altri insetti; per non parlare degli olezzi nauseabondi che si sprigionano dalla discarica quando il vento soffia in determinate direzioni.

A questo punto penserete che siamo i soliti ambientalisti del NO, e invece siamo dei semplici cittadini consapevoli dello sperpero di soldi pubblici che si sta per consumare e vorremmo denunciare tali oscenità, come ad esempio quella di non mettere in atto la raccolta differenziata, ma forse i progetti per nuove discariche lucrano di più.

Noi non abbiamo voce per arrivare a Lei, ma confidiamo in Calabria Ora, e se tali parole Le arriveranno, si ricordi che quello che ha visto a Cosenza e’ solo meta’ della medaglia, l’altra metà si chiama C.da Coda di Volpe, ovvero inceneritore chiuso dalla magistratura per inquinamento; C.da Lecco, ovvero Ex Legnochimica i cui veleni sono ancora li ad aspettare una bonifica che non arriverà mai; C.da San Agostino, ovvero ex discarica illegale che sta riversando il proprio percolato nelle falde acquifere sottostanti.

Grazie Onorevole,

volevamo semplicemente mostrarle l’altra Calabria che non le faranno mai vedere in questo suo tour.

Associazione “No alle discariche” – Comitato Beni Comuni Cosenza – ROMORE

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WWF, no all’ipotesi del termovalorizzatore

dal sito del WWF Calabria

Di fronte al paventato rischio di costruzione di nuovi termovalorizzatori, il WWF ribadisce che ridurre e riciclare i rifiuti rimangono le uniche alternative.

Non è accettabile che ad ogni “emergenza rifiuti,” con le immagini di cassonetti stracolmi e di spazzatura nelle strade,spunti fuori puntualmente l’idea del termovalorizzatore, o meglio, di un inceneritore, come se bruciare i rifiuti fosse la panacea di tutti i mali, piuttosto che un moltiplicatore di problemi ambientali.

E’ quanto si sta verificando in questi giorni in seguito ai problemi sorti a Cosenza nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani dopo la protesta dei lavoratori della Valle Crati che da mesi non ricevono più lo stipendio. Da qui le dichiarazioni del Presidente del Consiglio di voler esportare il “modello Acerra” ad altre realtà regionali, tra cui, appunto la Calabria, proprio nel momento in cui la Giunta Regionale, per bocca dell’Assessore all’Ambiente Silvio Greco, annuncia invece di voler incrementare seriamente la raccolta differenziata e dotare la Regione di sessanta isole ecologiche mediante l’emanazione di appositi bandi. Quanto all’intenzione del Commissario per la cosiddetta “emergenza rifiuti” (un’emergenza che dura da ben undici anni…) di costruire un altro inceneritore, l’Assessore Greco sa benissimo che delle due l’una: o si ricicla o si brucia e che gli inceneritori, per funzionare, hanno bisogno di tanta spazzatura: esattamente l’opposto della raccolta differenziata e del recupero dei materiali.

Il WWF ribadisce a proposito la propria netta contrarietà alla realizzazione di altri inceneritori e ripropone con forza la politica della riduzione a monte dei rifiuti, della raccolta differenziata spinta e del riciclaggio delle materie prime come uniche risposte ecologicamente valide al problema.

L’alternativa sarebbe il continuo e insostenibile trionfo della filosofia dell’usa e getta, del consumo di risorse e di materie prime per produrre nuovi rifiuti, lo spreco di quantità enormi di inutili imballaggi, la trasformazione (non la sparizione!) di centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti solidi  in fumi, ceneri, diossine e altre sostanze inquinanti, oltre che la realizzazione di nuove discariche speciali  per i residui tossici prodotti dal processo di combustione.

La scellerata proposta di costruire in Calabria altri inceneritori, oltre a quello di Gioia Tauro che tanti problemi e tante polemiche continua a suscitare nelle popolazioni della piana, e altre discariche come quella crotonese di Giammiglione, si inserisce così nel piano generale che vedrebbe nella nostra regione una concentrazione mai vista di impianti per la produzione di energia, che vanno dalla contestatissima Centrale del Mercure nel Pollino, alle “proposte indecenti” di centrali a carbone e nucleari, passando per quelle “ecologiche” a biomasse del crotonese che stanno divorando i boschi della Sila, per non parlare della proliferazione eccessiva  di pali eolici in ogni dove e del progetto di rigassificatore, sempre nella piana di Gioia.

Si tratta di un quadro allarmante che, se dovesse completarsi, segnerebbe davvero la fine di quello che rimane dell’identità territoriale, paesaggistica e naturalistica della regione.

Una realtà che, oltre ad assestare un colpo mortale alle già tenui prospettive di rilancio turistico della regione, con conseguenze catastrofiche dal punto di vista economico, rischia in molti casi di minacciare la stessa salute dei cittadini calabresi.

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