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	<title>Difendiamo La Calabria &#187; rifiuti zero</title>
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	<description>Rete per la Difesa del Territorio - Franco Nisticò</description>
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		<title>Appello al sindaco e ai consiglieri comunali di Castrolibero</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 07:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorremmo comunicarvi le nostre considerazioni, analisi e preoccupazioni &#8211; in qualità di associazioni e comitati di cittadini -  in merito all’ampliamento della discarica di Castrolibero. Premettiamo che la nostra non è una lotta ambientalista &#8211; con tutto il rispetto verso le persone che dedicano il loro tempo alla salvaguardia del nostro pianeta &#8211; ma una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { color: #0000ff } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><img class="alignright" src="http://3.bp.blogspot.com/_Cg9-3DHo0tw/S03KnKVnahI/AAAAAAAAAhY/LyskuEpJOYY/s320/non+vedo+non+sento+non+parlo.jpg" alt="" width="320" height="215" />Vorremmo comunicarvi le nostre considerazioni, analisi e preoccupazioni &#8211; in qualità di associazioni e comitati di cittadini -  in merito <strong>all’ampliamento della discarica di Castrolibero</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Premettiamo che la nostra non è una lotta ambientalista &#8211; con tutto il rispetto verso le persone che dedicano il loro tempo alla salvaguardia del nostro pianeta &#8211; ma una battaglia per ristabilire la legalità e il rispetto della salute dei cittadini!<span style="font-size: xx-small;"><br />
</span><strong>Non siamo contro le discariche</strong>, ma contro quelle costruite a poche centinaia di metri dalle case e dalle scuole; contro quelle concepite per raccogliere rifiuti di ogni genere; contro quelle costruite in zona a rischio frane; contro quelle progettate su terreni geologicamente non adatti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Siamo contro il malaffare della politica locale, che, sfruttando l&#8217;emergenza rifiuti, sperpera  finanziamenti pubblici per costruire strade attraverso costoni franosi di colline e per giunta su vecchie discariche da bonificare.<span style="font-size: xx-small;"><br />
</span>Tante famiglie, che avevano scelto le colline di Castrolibero per respirare aria salubre, ora si ritrovano, a due passi dalle abitazioni: l&#8217;ampliamento di una discarica di quasi 1 milione di metri cubi, il deprezzamento delle loro case e per giunta un mutuo sulle spalle ancora da pagare. Ma non è solo un problema di fetori, sarebbe l&#8217;ultimo dei problemi, perchè, quando le <strong>distanze </strong>dai centri abitati sono così ridotte, si va incontro a seri <strong>problemi di carattere igienico e sanitario</strong>.<span style="font-size: xx-small;"><br />
</span>Abbiamo il dovere di far notare agli <strong>amministratori di</strong> <strong>Castrolibero</strong> che la decisione di voler ampliare la discarica tradisce l’impostazione <span style="text-decoration: underline;">ecosostenibile</span> della “Cittadella dell’energia” e non rispetta i cittadini dell’Area Urbana che abitano intorno alla discarica.
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><strong>Ecco le tante ragioni del nostro “NO” alla mega-discarica:</strong></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>1. Pericoli per 	la salute pubblica. </strong>Oltre alla presenza di centri abitati,  la 	zona limitrofa alla discarica si è popolata anche di giovani 	studenti, ed è divenuta urgente la questione della salubrità 	dell’aria, dei fetori  nauseabondi che si sprigionano e la 	pericolosità <span style="color: #000000;">dei gas prodotti (metano, 	anidride carbonica, CVM…), che, oltre a puzzare, possono contenere 	composti tossici e cancerogeni come appunto il cloruro di vinile</span>. 	Inoltre, la crescita microbica nelle discariche è una possibile 	fonte di infezioni. Tutta l’area diventerebbe inadatta a qualsiasi 	attività umana! Altro che campo da golf!!</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>2.</strong> <strong>Distanze 	ridottissime dai centri abitati.</strong> A ridosso della discarica, a 	circa 200 metri in linea d’aria, esiste il quartiere<strong> Marchesato 	(EverGreen)</strong> e il nuovo <strong>Polo Scolastico</strong>. Mentre tutto 	intorno insistono i quartieri residenziali di <strong>S. Agostino</strong>, 	<strong>Difesa, Saporito, Cavalcanti,  Ortomatera e Andreotta;</strong> zone 	che subiscono l’aumento di popolazione durante l’estate, ma non 	di persone, bensì di mosche, moscerini, parassiti ed altri insetti.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: x-small;"><strong>3. </strong></span><strong>La natura geologica del terreno</strong> (sabbioso, invece 	che roccioso o argilloso) si presta ad un possibile inquinamento 	delle falde acquifere, situate a soli pochi metri di profondità. E’ 	stato dimostrato che anche discariche ben costruite, hanno riversato 	il pericoloso percolato nel sottosuolo, superando le famose barriere 	composte da teli “impermeabilizzanti” e strati di altri 	materiali protettivi. Per non parlare poi del fatto che ci troviamo 	in una <span style="text-decoration: underline;"><strong>zona di dissesto idrogeologico a rischio frana</strong></span>, 	come classificata dal Piano di Bacino per l’assetto idrogeologico 	della Regione Calabria.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: x-small;"><strong>4. 	Inosservanza della </strong></span><strong>normativa nazionale  e della</strong><span style="font-size: x-small;"><strong> direttiva dell’Unione Europea</strong></span><span style="font-size: x-small;"> (99/31/CE), </span>la quale,  ha stabilito che in discarica devono 	finire solo materiali  non riciclabili, dando priorità al <span style="text-decoration: underline;"> compostaggio e al riciclaggio quali strategie primarie per lo 	smaltimento dei rifiut</span><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;">i</span></span><span style="font-size: x-small;">: 	in altre parole, </span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: x-small;">le 	discariche devono essere l’ultima soluzione per lo smaltimento dei 	rifiuti.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>5.</strong> <strong>Spreco 	di denaro pubblico</strong>. Infatti, considerata la natura del sito, tra 	timpe e burroni, la realizzazione della discarica richiede, 	inizialmente, ben <span style="text-decoration: underline;">4 milioni di euro, mentre altri 4 sono stati 	destinati per nuove strade, anche se la strada di accesso esisteva 	già</span>. La stessa discarica, costruita in una zona geologicamente 	più idonea,  costerebbe molto di meno e garantirebbe una sicurezza 	molto maggiore! Che senso ha sperperare soldi pubblici per riempire 	un burrone con i rifiuti, per poi chiuderlo fra 5 o 6 anni? Riempita 	una buca se ne cercherà un’altra e continueremo così a deturpare 	e inquinare il territorio (la nostra <span style="text-decoration: underline;">Casa</span> per chi non 	l’avesse ancora capito).</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>6.</strong> Il Comune 	di Castrolibero ha aderito nel 2007 alla <strong>Carta di Aalborg</strong>, 	impegnandosi ha rispettare l’Ambiente e seguire una condotta 	ecosostenibile. Ma il semplice fatto di costruire una discarica, 	progettata per rifiuti indifferenziati, la pone in evidente 	contrasto con i principi stessi degli “Aalborg Commitments”.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>7.</strong> <strong>Biogas</strong>: 	e’ stato scelto il metodo peggiore per ricavare biogas dai 	rifiuti, quello meno ecosostenibile!</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>8.</strong> La 	costruenda discarica incrementerà la produzione dei <strong>gas serra</strong> (i principali gas che causano i cambiamenti climatici),  quindi, 	facendo esattamente l’opposto di quello che recitano gli “Impegni 	di Aalborg” e contro le raccomandazioni della<strong> comunità 	scientifica internazionale!</strong></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il <em><strong>progetto di Cittadella Energetica</strong></em> dell’amministrazione comunale di Castrolibero si pone così in netto contrasto con i principi espressi nella carta dei comuni ecosostenibili.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Abbiamo notato che nel nostro Comune l&#8217;opposizione politica è in via di estinzione, ma non lo è la <span style="text-decoration: underline;">critica costruttiva</span> di noi cittadini verso un progetto di Cittadella energetica che, ancor lontano dal vedere la luce,  è nato già sbagliato:  <strong>nel suo DNA porta una malformazione genetica che provoca:</strong></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Indifferenza alla salvaguardia 	della Salute pubblica.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Arraffamento indiscriminato e 	sperpero di finanziamenti pubblici.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nascita di opere pubbliche in zone 	di dissesto idrogeologico.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non rispetto delle direttive 	europee sullo smaltimento dei rifiuti urbani.</p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Concludiamo con la speranza che possiate ripensare l’ampliamento della discarica e dirottare i finanziamenti ricevuti dalla Regione Calabria verso politiche atte a  <span style="text-decoration: underline;">realizzare seriamente  la</span> <span style="text-decoration: underline;"><strong>raccolta differenziata porta a porta</strong></span>, e quindi avviare la città e l’area urbana verso l’obiettivo piu’ innovativo, cioè <strong>Rifiuti Zero </strong>(<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rifiutizero.org/">http://rifiutizero.org/</a></span></span>).   <em><strong>&#8220;Rifiuti Zero&#8221;,</strong></em> è  una strategia  che mira a diminuire le discariche nel breve periodo e, nel lungo periodo, <span style="text-decoration: underline;">eliminare le discariche</span>;  si muove quindi, verso la prospettiva <strong>rifiuti zero. </strong><span style="text-decoration: underline;">Non è  solo una proposta teorica</span>, ma vede già importanti realizzazioni, in particolare da parte del <strong>Consorzio Priula di Treviso,</strong> formato da circa 219.000 abitanti: riduzione della produzione di rifiuti a 0,9 kg/die/pro capite (a Brescia oltre 2 kg!); raccolta differenziata oltre il 75%. Mentre il Comune di <strong>Capannori (Lucca) ha previsto che entro</strong> <strong>il 2020  riciclerà praticamente il 100% dei suoi rifiuti</strong>. Anche da noi non mancano gli esempi di Comuni virtuosi come ad esempio <strong>Saracena</strong>, leader per la raccolta differenziata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nella speranza che la nostra voce approdi nelle vostre coscienze auguriamo buon lavoro e Cordiali Saluti.</p>
<p style="text-align: right;">Comitato “No alla mega-discarica” – Castrolibero, No alle discariche nei centri urbani – Castrolibero/Rende, Ingegneria senza frontiere – UNICAL, Forum ambientalista – Calabria, Beni  Comuni – Cosenza, LIPU – Rende</p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;">
<h6 style="margin-bottom: 0cm;"></h6>
<h6 style="margin-bottom: 0cm;"></h6>
<h6 style="margin-bottom: 0cm;"></h6>
<h6 style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Comitato “No alla mega-discarica”</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><strong> </strong></span><span style="font-size: medium;">–</span><span style="font-size: medium;"><em><strong> </strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>Castrolibero</em></span></h6>
<h6 style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>No alle discariche nei centri urbani – </strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>Castrolibero/Rende</em></span></h6>
<h6 style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="font-size: medium;"><strong>Ingegneria senza frontiere</strong></span></em><em><span style="font-size: medium;"> – UNICAL</span></em></h6>
<h6 style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Forum ambientalista – </strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>Calabria</em></span><span style="font-size: medium;"><br />
</span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Beni  Comuni – </strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>Cosenza<br />
</em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>LIPU</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em> – Rende</em></span></h6>
</div>
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		<title>Rifiuti: le incoerenze del Consiglio Comunale di Rende</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Associazione “No alle discariche”  vuole segnalare la propria presenza al Consiglio comunale di Rende (12 novembre) che si è svolto tra tante incoerenze. Sono emerse alcune contraddizioni che non possiamo far passare silenti. La prima riguarda i consiglieri Tommasi Ettore e D’Ambrosio Franco che si sono espressi favorevolmente ad un inceneritore nella città  di Rende. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/10/noinceneritore.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-535" title="noinceneritore" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/10/noinceneritore.jpg" alt="noinceneritore" width="200" height="200" /></a>L’Associazione “No alle discariche”  vuole segnalare la propria presenza al Consiglio comunale di Rende (12 novembre) che si è svolto tra tante incoerenze. Sono emerse alcune contraddizioni che non possiamo far passare silenti.</p>
<p>La prima riguarda i consiglieri Tommasi Ettore e D’Ambrosio Franco che si sono espressi favorevolmente ad un inceneritore nella città  di Rende. I cittadini della zona industriale di Rende stanno ancora aspettando che l’area circostante l’ex inceneritore di Rende venga bonificata che già si vorrebbe costruirne uno di nuova generazione, cosicché i nostri figli poi lotteranno per chiedere la bonifica dei danni di “nuova generazione”…</p>
<p>I nostri politici ancora non riescono a capire che il problema non è nei vecchi o nuovi inceneritori, ma semplicemente nella loro logica fondata sulla combustione. Purtroppo la chimica ci insegna che quando c’è combustione c’è anche materiale di scarto (leggi ceneri) e nano particelle cancerogene che si liberano nell’atmosfera. Sfatiamo quindi la falsa notizia che gli inceneritori ci liberano dalle discariche, anzi gli inceneritori hanno bisogno di <strong>discariche per rifiuti speciali</strong>, come impone la normativa vigente in materia. In sintesi: l<strong>’inceneritore non è alternativo alla discarica, ma alla riduzione dei rifiuti ed al riciclaggio.</strong></p>
<p>Gli stessi consiglieri hanno parlato di inceneritori di altre città europee non sapendo che in quelle città fanno una massiccia raccolta differenziata e quello che bruciano è solo la parte che non riescono più a differenziare. Quindi, non hanno risolto il problema dei rifiuti con l’inceneritore, ma con la raccolta differenziata spinta e relativo riciclo dei materiali di scarto!</p>
<p>Che dire poi del Presidente del Consiglio, Emilio Chiappetta, che ha addirittura proposto un inceneritore in ogni provincia, non sapendo che la cosa è irrealizzabile,  sia dal punto di vista economico che tecnico, per non citare poi il problema ambientale. Infatti, lo stesso <strong>Sindaco Bernaudo</strong>, in un consiglio comunale di qualche mese fa, sempre sui rifiuti, <strong>si espresse contro</strong> gli inceneritori e citò uno studio di fattibilità avviato dalla Provincia di Cosenza  che metteva in luce una serie di dati che dimostravano che la via dell’incenerimento dei rifiuti è poco sostenibile, inquinante ed economicamente svantaggiosa.</p>
<p>Volete un esempio pratico? L’inceneritore di Brescia. È costato più di 300 milioni di euro, ma impiega solo qualche decina di unità lavorative. <strong>L’Unione Europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora per la terza linea dell’inceneritore. Addirittura si è verificata la necessità di importare rifiuti da fuori della provincia di Brescia. Nel latte locale è stata trovata diossina in alte percentuali.</strong><strong></strong></p>
<p>Inoltre, da quando è entrato in funzione l’inceneritore la raccolta differenziata nella città di Brescia è scesa drasticamente. Figuriamoci cosa succederebbe nella nostra realtà se si realizzasse un inceneritore… lasciamo ai nostri amministratori immaginarlo.</p>
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		<title>RIFIUTI ZERO @ COSENZA</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 12:38:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" data="http://vimeo.com/hubnut/?user_id=user2404764&amp;color=ff0179&amp;background=000000&amp;fullscreen=1&amp;slideshow=1&amp;stream=uploaded_videos&amp;id=&amp;server=vimeo.com"><param name="quality" value="best" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="scale" value="showAll" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/hubnut/?user_id=user2404764&amp;color=ff0179&amp;background=000000&amp;fullscreen=1&amp;slideshow=1&amp;stream=uploaded_videos&amp;id=&amp;server=vimeo.com" /></object></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Tour di Paul Connett in provincia di Cosenza</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 22:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle 11.30 incontro anche con gli studenti del liceo Scorza COMUNICATO STAMPA Mentre ancora una volta nella nostra terra si accendono i riflettori sull’emergenza rifiuti, sia quelli smaltiti illegalmente, sia quelli che non si riesce a smaltire legalmente – a causa del fallimento dell’esperienza delle società miste come ValleCrati o delle decisioni ‘calate dall’alto’ come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/09/manifesto_cosenza.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-379" title="manifesto_cosenza" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/09/manifesto_cosenza.jpg" alt="manifesto_cosenza" width="338" height="479" /></a>Alle 11.30 incontro anche con gli studenti del liceo Scorza</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>Mentre ancora una volta nella nostra terra si accendono i riflettori sull’emergenza rifiuti, sia quelli smaltiti illegalmente, sia quelli che non si riesce a smaltire legalmente – a causa del fallimento dell’esperienza delle società miste come ValleCrati o delle decisioni ‘calate dall’alto’ come l’inceneritore a Scala Coeli – <strong>il <em>coordinamento di associazioni per i beni comuni della provincia di Cosenza,</em> in occasione dell’ottava giornata mondiale di mobilitazione contro l’incenerimento dei rifiuti (30 settembre), promuove due dibattiti, a Cosenza e Scala Coeli, in cui Paul Connett, professore emerito di chimica presso la St. Lawrence University di New York, presenterà la strategia Rifiuti Zero</strong>, di cui è promotore a livello mondiale.</p>
<p>Al contrario di quanto sostengono molti fautori di un ciclo dei rifiuti costituito da impiantistica a forte impatto ambientale e a grave rischio per la salute delle popolazioni (mega-discariche, o inceneritori con relative discariche speciali dove stoccare le ceneri prodotte), <strong>la strategia Rifiuti Zero, basata su riprogettazione industriale dei prodotti, riduzione alla fonte dei rifiuti, riuso, riciclo e raccolta differenziata porta a porta,</strong> non solo è rispettosa del territorio e della salute delle persone (e in Calabria non è poco!), ma si rivela anche un modello di gestione vincente, promosso persino dal Presidente Obama (<a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/my.barackobama.com');" href="http://my.barackobama.com/page/group/ReduceReuseRecycle">http://my.barackobama.com/page/group/ReduceReuseRecycle</a>) ed applicato in tutto il mondo (ad es. San Francisco, Canberra), Italia compresa.</p>
<p>Gli incontri si svolgeranno:</p>
<p>-         <strong>a Scala Coeli, mercoledì 30 settembre alle ore 17.30 in via Provinciale presso la Sala della Musica; interverranno inoltre i</strong> Comitati spontanei dei cittadini di Scala Coeli, Cariati e Crucoli Torretta;</p>
<p>-         <strong>a Cosenza, giovedì 1° ottobre</strong> invece triplo appuntamento:</p>
<ul>
<li>alle ore 10.00 il professore sarà ospite dell’ITIS ‘A. Monaco’;</li>
<li>alle ore 11.30 all’interno del Liceo Scientifico ‘Scorza’;</li>
<li><strong>alle ore 18.00 presso il Salone di Rappresentanza del Comune di Cosenza</strong>. La relazione del prof. Connett sarà accompagnata dalla testimonianza di Alessio Ciacci, assessore alle Politiche Ambientali di Capannori (LU), primo Comune in Italia ad adottare la strategia Rifiuti Zero, che descriverà il percorso seguito dalla sua Amministrazione ed i vantaggi che ne sono conseguiti. È previsto inoltre l’intervento di un dipendente precario della Vallecrati spa, che con la sua presenza e le sue parole evidenzierà le storture cui ha condotto l’attuale gestione, basata su una continua emergenza e sulle società miste.</li>
</ul>
<p>Tutti i cittadini, ed in particolare gli amministratori, sono invitati a partecipare ed intervenire.</p>
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		<title>Solidarietà alle tute gialle</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 14:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esprimiamo solidarietà alle Tute Gialle della Vallecrati che da una settimana hanno occupato il tetto del palazzo della Provincia. Come comitati e associazioni più volte siamo intervenuti in merito alla questione Vallecrati denunciando la gestione scellerata del ciclo dei rifiuti da parte dei soci privati e dei comuni. La soluzione, con un po’ di buona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-237" title="Vallecrati-protesta-provinc" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/09/Vallecrati-protesta-provinc-150x150.jpg" alt="Vallecrati-protesta-provinc" width="150" height="150" />Esprimiamo solidarietà alle Tute Gialle della Vallecrati che da una settimana hanno occupato il tetto del palazzo della Provincia. Come comitati e associazioni più volte siamo intervenuti in merito alla questione Vallecrati denunciando la gestione scellerata del ciclo dei rifiuti da parte dei soci privati e dei comuni.</p>
<p>La soluzione, con un po’ di buona volontà e meno interessi speculativi, potrebbe essere a portata di mano anzi, potrebbe essere “Porta a Porta”. La raccolta differenziata Porta a Porta avrebbe diversi punti di forza:<br />
1) tutelerebbe tutti i posti di lavoro;<br />
2) abolirebbe definitivamente l’accumulo indifferenziato dei rifiuti;<br />
3) tutelerebbe l’ambiente;<br />
4) potrebbe creare nuovi posti di lavoro per il riciclo e il riuso dei materiali riciclabili (con la crezione di filiere per vetro, carta, plastica, umido, alluminio ecc.).</p>
<p>Ancora una volta ribadiamo che non risponde agli interessi e ai bisogni delle collettività la strategia dell’emergenza che da più parti si sta perseguendo, magari con l’obiettivo futuro di imporci “manu militari” un inceneritore (Napoli insegna). All’emergenza rifiuti rispondiamo Rifiuti Zero e invitiamo la collettività a sostenere la lotta, dignitosa, delle Tute Gialle.</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">Associazione Yairahia<br />
Associazione “NO alle discariche” – Rende<br />
Comitato Beni Comuni – Cosenza<br />
Forum Ambientalista Calabria<br />
Comitato “NO all’inceneritore e termovalorizzatore” &#8211; S. Lorenzo del Vallo<br />
Ingegneria Senza Frontiere – Cosenza</p>
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		<title>Indovina indovinello&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 22:24:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dove vogliono buttare tutta la monnezza dell&#8217;area urbana?   L&#8217;unica risposta all&#8217;emergenza rifiuti è la strategia RIFIUTI ZERO!  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dove vogliono buttare tutta la monnezza dell&#8217;area urbana?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-252" title="Indovinello" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/09/Indovinello1.jpg" alt="Indovinello" width="968" height="664" /></p>
<p> </p>
<p>L&#8217;unica risposta all&#8217;emergenza rifiuti è la strategia <strong><a href="http://www.zerowaste.org/" target="_blank">RIFIUTI ZERO!</a></strong></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-256" title="NewlogoGreennonamemedium" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/09/NewlogoGreennonamemedium1-269x300.jpg" alt="NewlogoGreennonamemedium" width="269" height="300" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Obiettivo rifiuti zero! Paul Connett in Calabria</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 22:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Scarica la presentazione (pdf)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-267" title="manifestoConnett" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/09/manifestoConnett.jpg" alt="manifestoConnett" width="450" height="618" /></p>
<p> </p>
<p>Scarica la <a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/09/University-Nov-26-2008.pdf" target="_blank">presentazione</a> (pdf)</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Fate di Napoli una S. Francisco&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 20:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>orestep</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[incenerimento]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervista a Paul Connet, teorico mondiale dei rifiuti zero: «Nella città americana solo il 35% in discarica. Vivere senza spazzatura si può. Il problema è la corruzione, perché gli inceneritori sono il nuovo business» Paul Connet è docente di biochimica alla università St.Lawrence di Canton, nello Stato di New York. Teorico mondiale della strategia «rifiuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small; color: #000000; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"><strong> Intervista a Paul Connet, teorico mondiale dei rifiuti zero: «Nella città americana solo il 35% in discarica. Vivere senza spazzatura si può. Il problema è la corruzione, perché gli inceneritori sono il nuovo business»</strong></span></p>
<p><span style="font-size: x-small; color: #000000; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"><strong> </strong></span><span style="font-size: x-small; color: #000000; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">Paul Connet è docente di biochimica alla università St.Lawrence di Canton, nello Stato di New York. Teorico mondiale della strategia «rifiuti zero», ha tenuto conferenze in più di quaranta nazioni mettendo in luce i pericoli sanitari derivanti dall&#8217;incenerimento dei rifiuti e illustrando le possibili alternative. Lo abbiamo incontrato appena giunto in Italia in occasione di un tour vorticoso di incontri con i cittadini e gli amministratori locali, il primo dei quali con il presidente-commissario della Regione Lazio, Marrazzo, circa la disastrosa questione di Malagrotta a Roma, la più grande discarica d&#8217;Europa, in procedura d&#8217;infrazione perché esaurita da anni e oggetto di una class action contro i danni da inquinamento, nella quale è, appunto, in costruzione un inceneritore con recupero energetico (termovalorizzatore è un termine italiano per distrarre dal problema principale). «La ragione per cui vengo spesso in Italia è che ho la speranza che voi abbiate ancora la creatività di Leonardo e Galileo. I rifiuti sono un&#8217;invenzione umana quindi l&#8217;obiettivo è disegnare i rifiuti fuori dal sistema: una nuova sfida per l&#8217;industrial design &#8211; spiega Connet &#8211; La costruzione di ogni inceneritore, invece, porta indietro di 25 anni il nostro sviluppo. C&#8217;è un approccio stupido, avido e infantile allo spreco: come se le risorse e lo spazio fossero infiniti. Così non è. Anche i manager delle corporation, pur avendo il compito di far quadrare il bilancio trimestrale hanno dei figli. Devono convincersi, dunque, che il riciclo e il riutilizzo delle componenti non deteriorate non solo è possibile ma è anche economicamente vantaggioso.<br />
<strong>La sua è un&#8217;ipotesi per il futuro o si tratta di strategie già in atto?</strong><br />
Esempi in tal senso non mancano: la Xerox ha un programma di riciclaggio dei materiali di consumo usati, come i toner. Inoltre ha sperimentato che ritirando le vecchie fotocopiatrici e riutilizzano le componenti non usurate ottiene un risparmio di milioni di dollari creando nuovi posti di lavoro. Questa è la grande novità. Indispensabile è, poi, l&#8217;investimento in ricerca per arrivare a una progettazione industriale che riduca gli sprechi e studi strategie di riutilizzo. Centri di ricerca mirati dovrebbero sorgere anche vicino alle discariche per studiare i differenti tipi di materiale. Inventare un sistema che cerca di controllare cosa esce fuori da una discarica è l&#8217;unico modo per controllare di conseguenza cosa vi entra e tentare di ridurlo.<br />
<strong>Cosa accade, invece, con l&#8217;utilizzo degli inceneritori?</strong><br />
L&#8217;esatto contrario: tu fissi la quantità di rifiuto e non c&#8217;è modo di ridurla. Anzi il business sta nell&#8217;aumentare sempre più il tonnellaggio combusto. Gli inceneritori bloccano la via al riuso e alla riduzione. Altrimenti faremo la fine di Tokyo con i suoi 23 inceneritori (loro bruciano tutto) cinque volte tanto la media del mondo occidentale.<br />
</span><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: x-small; color: #000000; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"><strong>Quindi non è sufficiente il solo riciclo ma occorre una vera inversione delle politiche di sviluppo industriale, combinata con una riduzione dello spreco consumistico. Un patto tra il cittadino e l&#8217;industria vantaggioso per tutti.</strong><br />
Vantaggioso perché il ciclo di raccolta differenziata porta il costo a un terzo di quello attuale; perché gli impianti per il riciclaggio hanno una tecnologia meccanica semplice, economica e di rapida realizzazione; perché è un processo che impiega un quarto dell&#8217;energia necessaria all&#8217;incenerimento, riducendo spreco di risorse ed effetto serra; perché opera risparmi di scala sulla produzione industriale e incremento di posti di lavoro. Questo sistema produce un risparmio energetico che riduce di 46 volte (4.600%) il surriscaldamento globale.<br />
<strong>Qual è stato il ruolo delle proteste e delle resistenze messe in campo dai cittadini contro soluzioni come gli inceneritori?</strong><br />
Determinante perché la pubblica amministrazione va condizionata. E gli Stati Uniti dimostrano che è possibile. <span style="text-decoration: underline;">Negli Usa l&#8217;incenerimento è la tecnologia più impopolare dopo quella nucleare. L&#8217;ultimo inceneritore costruito risale al 1995</span>, da quel momento sono state rigettate ben 300 domande di autorizzazione per nuovi impianti. Anche se, attualmente, stanno tornando alla carica. Tuttavia la maggior parte dei rifiuti finisce ancora in discarica e lì hanno molto spazio. Ma a S. Francisco, che paragonerei a Napoli come popolazione (850.000 persone) e struttura (è una città portuale) si è raggiunto in breve tempo un riciclo del 65% con l&#8217;obiettivo del 75% nel 2010. La parte residua va ancora in discarica, ma non dimentichiamo che <strong>il 25% di quello che l&#8217;inceneritore brucia si trasforma in ceneri tossiche che comunque vanno smaltite in discariche speciali</strong>. L&#8217;emergenza di Napoli (come per ogni altra città) si risolve con un diverso e funzionale rapporto con le aree limitrofe, come è accaduto a San Francisco: la campagna esporta in città il riciclo, dove non è un problema il riutilizzo di carta, vetro, metalli, plastica. La città esporta l&#8217;organico compostato per la produzione agricola che viene poi reimportata per il consumo cittadino.<br />
Ma in Italia il sostegno economico pubblico va agli inceneritori incentivando, così, le strategie degli imprenditori privati&#8230;.<br />
Proprio perché l&#8217;incenerimento non risolve il problema ma continuerà a riprodurlo, stando il business nella quantità bruciata, l&#8217;amara conclusione è che è facile risolvere la crisi dei rifiuti, quello che è difficile (per tutti) è risolvere la crisi della corruzione.</span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: x-small; color: #000000; font-family: Verdana;"><strong>Simona Bonsignori<br />
</strong></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: x-small; color: #000000; font-family: Verdana;"><strong>il Manifesto del 20 Gennaio 2008</strong></span></span></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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