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	<title>Difendiamo La Calabria &#187; replica</title>
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		<title>Sorical. La risposta del Coordinamento all&#8217;ex presidente Camo</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 20:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Coordinamento regionale acqua pubblica 'Bruno Arcuri']]></category>
		<category><![CDATA[Geppino Camo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Sabato 20 novembre il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” ha promosso un’iniziativa nella città di Bisignano per promuovere la manifestazione regionale che si terrà a Cosenza il 4 dicembre, nell’ambito della giornata nazionale di mobilitazione dei movimenti per l’acqua pubblica con la richiesta di moratoria immediata.</p> <p>Nel corso dell’iniziativa il Coordinamento ha informato come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 20 novembre il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” ha promosso un’iniziativa nella città di Bisignano per promuovere la manifestazione regionale che si terrà a Cosenza il 4 dicembre, nell’ambito della giornata nazionale di mobilitazione dei movimenti per l’acqua pubblica con la richiesta di moratoria immediata.</p>
<p>Nel corso dell’iniziativa il Coordinamento ha informato come sempre i Cittadini, presenti in gran numero, sugli effetti della privatizzazione in Italia e nella nostra Regione; la discussione finale ha visto poi la partecipazione dell’ex-presidente della Sorical SpA, Geppino Camo, che, dopo aver elencato i suoi tanti incarichi ricoperti in passato, ha fornito, nel merito delle questioni, risposte che non hanno convinto i partecipanti.</p>
<p>Le questioni riguardanti la privatizzazione delle acque, viceversa, necessitano di risposte chiare e la presenza sempre più numerosa di Cittadini nelle nostre iniziative fanno ben sperare sulla dignità dei Calabresi nel “riappropriarsi” del loro Bene Comune più importante; ed i Cittadini, per rispetto democratico e partecipativo, non possono e non devono essere apostrofati “signor nessuno” soprattutto da chi tanti incarichi pubblici ha ricoperto.<span id="more-2538"></span></p>
<p>Prima di entrare nel merito delle questioni, è il caso di evidenziare che proprio chi ha rappresentato nelle cariche parlamentari i cittadini operando a difesa degli stessi, e cioè del pubblico, invochi il ricorso al “privato” come panacea di ogni male; coerenza e senso del “pubblico” richiederebbero, invece, di adoperarsi in ogni modo proprio per far funzionare le Pubbliche amministrazioni.</p>
<p>Veniamo adesso nel merito di alcune questioni sorte con la privatizzazione dell’acqua nella nostra Regione e delle informazioni che il nostro Coordinamento fornisce ai sempre più attenti Cittadini.</p>
<p>Mutuo Depfa Bank &#8211; Il Coordinamento ha chiesto più volte di sapere chi ha garantito il mutuo da 240 milioni di euro acceso dalla So.Ri.Cal. S.p.A. con la Depfa Bank, istituto coinvolto nello scandalo dei derivati della città di Milano, per escludere, nell’interesse dei Cittadini calabresi, che il garante sia stato, in qualche modo, la parte pubblica della società e cioè la Regione Calabria.</p>
<p>La domanda, rimasta senza risposta, è di maggiore attualità in questi giorni dal momento che la Depfa Bank è una banca irlandese, ovvero di un Paese che sta vivendo una gravissima crisi finanziaria con pesanti ripercussioni sull’economia dei Paesi della Comunità Europea.</p>
<p>Il Coordinamento chiede quindi che venga detto, con chiarezza, che il garante di questo mutuo è il socio privato, la multinazionale francese Veolia, anche in riferimento alla garanzia fideiussoria di 400 miliardi di lire che, per come previsto negli atti contrattuali, doveva rilasciare proprio il Socio privato.</p>
<p>E’ lecito porre questa domanda ed avere una precisa risposta? Noi pensiamo di sì.</p>
<p>Tariffe applicate ai Comuni calabresi &#8211; Il Coordinamento, da più di un anno, ha chiesto di verificare la legittimità delle tariffe applicate ai Comuni calabresi facendo presente che la determinazione degli adeguamenti tariffari è di competenza esclusiva del legislatore statale. Abbiamo anche informato i Calabresi che, in tal senso, le tariffe applicate ai nostri Comuni, a tutto il 31 dicembre 2008, hanno subito un aumento illegittimo del 21%. In questa battaglia, che è tutta a favore dei nostri Comuni, non siamo soli; addirittura vi sono state due sentenze della Corte Costituzionale (n.29 e n.142 del 2010) che ha ribadito, con forza, che l’esclusiva competenza degli adeguamenti tariffari è del legislatore statale e non del legislatore regionale. Ci sono state interrogazioni nel Consiglio Regionale della Calabria e, notizia recentissima, addirittura nel Parlamento italiano.</p>
<p>Dunque è lecito porre questa domanda, informare i Cittadini? Noi pensiamo di sì.</p>
<p>Crediti pregressi &#8211; I crediti pregressi rappresentano i crediti che vanta la Regione Calabria dai Comuni calabresi per mancato pagamento dei canoni idrici negli anni antecedenti la gestione Sorical SpA; l’importo complessivo stimato è di 500 milioni di euro (circa 1.000 miliardi delle vecchie lire).</p>
<p>Nella Convenzione sottoscritta tra la Regione Calabria e la Sorical, quest’ultima si impegnava a recuperare tali crediti con un rimborso del 2% sull’importo recuperato. Successivamente, con un accordo integrativo, la Sorical ha rinunciato a recuperare i crediti pregressi dei Comuni avendone in cambio lo “sblocco” delle tariffe idriche (per Convenzione le tariffe dovevano rimanere bloccate per 5 anni) ed un canone annuo di concessione di tutti gli acquedotti regionali, fisso ed invariabile, di 500.000,00 euro.</p>
<p>Adesso risulta che la Sorical si interessi della riscossione dei crediti pregressi dei Comuni calabresi.</p>
<p>E’ lecito chiedere quali siano i compensi assicurati alla Sorical per questo incarico e come mai non è stato rivisto un accordo che, di fatto, ha visto una parte recedere? Noi pensiamo di sì.</p>
<p>Investimenti negli Acquedotti calabresi &#8211; Nei primi 5 anni dovevano essere realizzati, negli acquedotti regionali, investimenti per quasi 100 milioni di euro.</p>
<p>E’ lecito chiedere se sono stati compiuti e rendere di dominio pubblico l’elenco di tali investimenti? Noi pensiamo di sì.</p>
<p>Queste sono alcune delle problematiche per le quali il Coordinamento ha chiesto, nell’interesse esclusivo dei Calabresi e per la difesa di un Bene Comune, chiarimenti che non sono mai stati forniti.</p>
<p>E’ il caso di ricordare che l’amministratore delegato della Sorical SpA è nominato dal socio privato, dalla Veolia, mentre il presidente rappresenta la “quota” pubblica in quanto nominato direttamente dalla Regione Calabria.</p>
<p>Il presidente è quindi in grado di fornire le risposte, chiare, alle tante problematiche sorte con la gestione dei nostri acquedotti da parte della Sorical S.p.A.; risposte che il Coordinamento chiede da tempo e che devono essere fornite a tutti i Cittadini calabresi.</p>
<p>Non abbiamo intenzione di rivolgere alcun cenno polemico verso l’ex-presidente della Sorical SpA; facciamo semplicemente notare che i vari comitati esistenti in tutta la regione sono costituiti da volontari mentre, e questo è un dato davvero inconfutabile, l’ex-presidente della Sorical SpA, nell’anno 2008, ha percepito un compenso lordo di 191.405,40 euro.</p>
<p>Per quanto riguarda il Coordinamento, continueremo ad organizzare iniziative informando i Cittadini, i tanti “signor nessuno”, che partecipano sempre più numerosi e convinti che la difesa del nostro bene comune più importante, l’Acqua, sia anche la difesa della propria dignità e della propria Terra.</p>
<p>La gestione delle nostre acque, dei nostri Acquedotti, dovrà tornare pubblica, democratica e partecipata. Non potrà accadere? Noi pensiamo di sì!</p>
<h5>Perché si scrive Acqua ma si legge Democrazia !</h5>
<p style="text-align: right;">Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”</p>
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		<title>Centrale del Mercure: ENEL e mistificazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 16:31:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Replica alla risposta dell&#8217;ENEL (ovvero le bugie hanno le gambe corte… e vita breve)</p> <p>ENEL: La protesta contro il progetto di conversione a biomasse della Centrale Enel della Valle del Mercure è immotivata rispetto ai pareri favorevoli che, necessari a garantire i criteri di tutela dell&#8217;eco-sistema, sono stati già acquisiti dai rappresentanti del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Replica alla risposta dell&#8217;ENEL (ovvero le bugie hanno le gambe corte… e vita breve)</strong></p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>ENEL: La protesta contro il progetto di conversione a biomasse della Centrale Enel della Valle del Mercure è immotivata rispetto ai pareri favorevoli che, necessari a garantire i criteri di tutela dell&#8217;eco-sistema, sono stati già acquisiti dai rappresentanti del Parco del Pollino, dagli enti locali calabresi e lucani dell&#8217;area, dalle ASL di Castrovillari e Cosenza e dal Corpo Forestale dello Stato, dalla provincia di Cosenza e dal Presidente della Provincia di Potenza.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">FORUM ASSOCIAZIONI: Questo puzzle di pareri (su diversi dei quali pesano obiezioni e ricorsi, nelle sedi competenti, oltre che alla Magistratura ordinaria), affannosamente e disordinatamente rincorso da ENEL, è tuttora ampiamente incompleto e, comunque, del tutto inadeguato, visto che la normativa italiana ed europea vieta progetti come quello dell’Enel. Cfr. il documento <a title="documento: perché la centrale del Mercure non può essere riattivata" href="http://www.ilriccio.info/lontra/la_centrale_non_pu%C3%B2_essere_riattivata.html" target="_blank"><strong>perché la centrale ENEL del Mercure non può essere riattivata</strong></a>. Non si possono certo accampare pretese infondate solo perché ci si chiama… ENEL.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>ENEL: In questa fase, continua l&#8217;iter per il raggiungimento del decreto autorizzativo dalla Provincia di Cosenza e dell&#8217;Autorizzazione integrata ambientale: l&#8217;istruttoria del progetto di conversione è iniziata nel 2001, quando Enel &#8211; anche in considerazione delle richieste avanzate dalle amministrazioni locali &#8211; presentò domanda per la riattivazione della sola sezione 2 della Centrale, disattivata per ragioni tecnico-economiche dal 1993.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">FORUM: Si attesta qui un fatto fondamentale, che si cerca poi di smentire, solo poche righe più giù: la Centrale è completamente chiusa e inattiva da molti anni. Perciò <strong>ora non inquina. L’inquinamento eventualmente prodotto con la riaccensione andrebbe a danneggiare un ambiente salubre e pulito!</strong></p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>ENEL: Dopo i lavori di riconversione dell&#8217;impianto, la riattivazione ha subito i forti rallentamenti burocratici che dal 2005 continuano a bloccare il funzionamento.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">FORUM: Tra i “forti rallentamenti burocratici” è anche compreso il tempo “perduto” per i sequestri giudiziari, dopo il rinvenimento di rifiuti tossici e cancerogeni illegalmente sepolti all’interno dell’area della Centrale, in seguito a indagini promosse dalle denunce dei cittadini?</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>ENEL: di un impianto perfettamente ecocompatibile: la produzione di energia da biomasse vegetali, infatti, è un processo che non aumenta la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, essendo la quantità di CO2 rilasciata durante la combustione pari a quella che le biomasse assorbono, per fotosintesi, nel corso del loro accrescimento.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">FORUM: Affermazioni del tutto infondate. Le Centrali a biomasse per essere in pari con il bilancio della CO2, devono avere una potenza dell’ordine di 0,5 MW elettrici ed un bacino di approvvigionamento di circa 40-50 Km di raggio. Questo perché nel bilancio della CO2 va calcolata l’estrazione e il trasporto delle biomasse. La Centrale del Mercure, una delle più grandi d’Europa!, ha una potenza di 35 MW elettrici netti (70 volte più grande!) e come bacino di approvvigionamento l’intera Comunità Europea, come ENEL stessa ha dovuto ufficialmente confessare, dopo anni di reticenze. 400.000 tonnellate l’anno il legname da incenerire e centinaia i camion che ogni giorno andrebbero a congestionare ulteriormente una viabilità già ora inadeguata e a spandere i loro gas di scarico in un ambiente incontaminato e protetto (un Parco Nazionale!). Le Centrali a biomasse nascono inoltre per fornire energia alle comunità locali, non a scopo unicamente speculativo (legittimo se non comporta danno all’ambiente e alle popolazioni residenti).</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>ENEL: Rispetto al funzionamento a olio combustibile, la conversione a biomasse consentirà la riduzione del 97% delle emissioni degli ossidi di zolfo e le ulteriori riduzioni del 69% delle emissioni degli ossidi di azoto e dell&#8217;80% delle polveri totali.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">FORUM: Grossolana e grave alterazione della realtà reale. Attualmente la Centrale non funziona a olio combustibile. Semplicemente non funziona del tutto dal 1997, per cui l’aria è pura da ben dodici anni. E tale vogliamo rimanga.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>ENEL: La Centrale, infatti, sarà dotata di tutti i più moderni sistemi di depurazione dei fiumi che assicurano il rigoroso rispetto dei limiti di emissione previsti dalle normative vigenti.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">FORUM: Il problema delle patologie da particolato fine ed ultrafine (allergie, patologie respiratorie in genere, malattie cardiovascolari, tumori, ecc.) non è certo un’invenzione egli ambientalisti! Come è ben noto dalla letteratura scientifica internazionale, le nanoparticelle più pericolose sono quelle più piccole (da PM 2.5 fino a PM 0,1), che è impossibile intercettare con i filtri industriali attualmente in commercio. Per non parlare poi di ossidi di zolfo, ossidi di azoto, diossine.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>ENEL: La gestione e purificazione delle acque utilizzate per il ciclo di raffreddamento permetterà, rispetto al funzionamento passato, una notevole riduzione della temperatura d&#8217;uscita, sia per il decremento di potenza dell&#8217;impianto (da 150 MW a 35 MW), sia per il ripristino della piena funzionalità delle torri di raffreddamento. L&#8217;acqua utilizzata per il ciclo di raffreddamento sarà prelevata dal fiume Mercure e restituita tal quale allo stesso nel rispetto delle indicazioni di legge.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">FORUM: Di nuovo si finge di dimenticare che la Centrale è ben chiusa e che il fiume Mercure ringrazia per questo da dodici anni. La grande quantità di acqua che ora si vorrebbe sottrarre al piccolo fiume Mercure, modificata nella composizione e nella temperatura, non potrebbe che avere un impatto fortemente sfavorevole sull’ambiente e sull’ecosistema circostante, con nocumento per piante e animali, tra cui la lontra (ma non solo), la cui presenza nell’area è certificata da studi scientifici.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>ENEL: La coerenza del progetto con l&#8217;habitat naturale e con le normative vigenti, insieme ai pareri positivi degli enti locali e alla possibilità di creare nell&#8217;indotto almeno 130 nuovi posti di lavoro con la Centrale in esercizio, manifestano, così, l&#8217;immotivata contraddittorietà e il travisamento dei presupposti di fatto, di diritto e di sviluppo economico sostenibile che guidano le voci di protesta contro la riconversione a biomasse.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">FORUM: La grottesca vicenda dei presunti posti di lavoro sarebbe comica se non speculasse su una delle piaghe endemiche della nostra terra, quella della disoccupazione. Che la Centrale non mitigherebbe affatto, ma aggraverebbe e di molto. Scomparsi (per vergogna?), in questa lettera di ENEL, ogni passato riferimento a “nuovi posti di lavoro” nella Centrale, si passa ad un altrettanto irrealistico “indotto”. Ma quale? Quello di ditte di autotrasporto che non ci sono, o di altrettanto inesistenti “coltivatori di biomasse”, mestiere, per altro, assolutamente non redditizio e per di più all’interno di un’area protetta? E perché non si parla dei <strong>danni all’occupazione</strong> già presente che la Centrale creerebbe? Per esempio alle cooperative che fanno rafting sul Mercure-Lao (circa 20.000 turisti l’anno che certo non vengono ad “ammirare” una ingombrante e dannosa Centrale che “beve” il nostro fiume). Oppure ai piccoli imprenditori di prodotti tipici locali, che hanno nella qualità ambientale della filiera di produzione il loro punto di forza?</p>
<p style="text-align: justify;">FORUM: E’ per tutto questo che popolazioni locali, Sindaci dei Comuni maggiormente danneggiati, Comitati e Associazioni ambientaliste, locali e nazionali, hanno fatto fronte comune, ormai da oltre sette anni, per bloccare un tentativo di progetto dannoso e predatorio e in evidente conflitto con la normativa italiana ed europea di tutela di aree protette quali il Parco Nazionale del Pollino e la Zona di Protezione Speciale Pollino–Orsomarso (IT9310303), al cui interno si vorrebbe “accendere” la Centrale del Mercure.</p>
<p style="text-align: justify;">Cordiali saluti, Enel Relazioni Esterne<br />
Cordiali saluti. Il Forum delle Associazioni e Comitati contro la riapertura della Centrale ENEL della Valle del Mercure</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2009%2F08%2F19%2Fcentrale-del-mercure-enel-e-mistificazioni%2F&amp;title=Centrale%20del%20Mercure%3A%20ENEL%20e%20mistificazioni" id="wpa2a_4"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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