Ad un solo mese dall’inizio della campagna referendaria per la ripubblicizzazione del servizio idrico, ed a ben due mesi dalla scadenza dei termini, l’obiettivo di adesioni prefissato in Calabria è stato già superato!
Per contribuire alla raccolta di 700mila firme sull’intero territorio nazionale, alla nostra Regione ne erano richieste 24mila. Tale soglia è stata abbondantemente superata durante lo scorso week end, nel corso del quale sono state raggiunte ben 28800 firme (13115 nella provincia di Cosenza, 6200 in quella di Reggio, 4085 a Catanzaro, 3700 a Crotone e 1700 a Vibo).
Ma i numeri, anche se importanti, non bastano a descrivere il favore che la campagna sta riscuotendo ovunque nella regione. I banchetti sono presi d’assalto. La gente mostra di essere al corrente della differenza tra la nostra proposta referendaria e quella concorrenziale (ed incompleta) di Italia dei Valori (presso i cui banchetti è capitato di sentir dire che il loro quesito è uguale ai nostri: attenzione, è falso!). Esponenti, anche di alto livello, di partiti che ufficialmente non aderiscono alla campagna, ritengono invece di dover firmare. Numerose adesioni provengono da amministratori locali di ogni estrazione politica, preoccupati dagli effetti che già da ora la gestione privatistica del servizio idrico in Calabria a firma Veolia sta producendo.
Insomma, sarà forse eccessivo parlare di una rinnovata ‘egemonia culturale’ sulla questione dell’acqua bene comune da parte dei movimenti per la ripubblicizzazione, ma certamente è significativo il fatto che la Sorical abbia sentito l’esigenza di modificare il proprio logo, aggiungendo la frase: “un servizio pubblico per un bene comune”. Un patetico tentativo di restyling ed un chiaro segno di difficoltà, che non può fermare il moltiplicarsi degli ambiti di discussione pubblica, i quali prefigurano una gestione del servizio idrico partecipata e non delegata ad oscuri consigli d’amministrazione. E i primi frutti già si vedono: è di questi giorni la denuncia del Comune di Borgia, su segnalazione del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, in merito agli illeciti tariffari della Sorical.
Ma non finisce qui. Venerdì arriverà in Calabria Marco Bersani, del Coordinamento Nazionale del Forum dei Movimenti per l’Acqua. Alle ore 19.00 sarà a Cosenza, in p.zza XI settembre, insieme ai rappresentanti dei comitati locali, alla CGIL che sostiene la campagna ed a circa una ventina di sindaci, con i quali si ragionerà sulla costituzione di un coordinamento regionale degli enti locali per l’acqua pubblica. Sabato invece appuntamento a Reggio Calabria dove alle 21.00 è prevista un’iniziativa sul Lungomare Falcomatà. Per proseguire la strada verso la ripubblicizzazione del servizio idrico anche in Calabria. Perché la battaglia per l’acqua pubblica è una battaglia per i beni comuni. Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.
Comitato referendario regionale per l’acqua pubblica

A noi rimane la spiacevole sensazione che su un tema così importante si continui ad evitare un confronto aperto, proprio in consiglio comunale, per discutere una volte per tutte o, se volete, per cominciare a discutere di questo tema nella massima assise cittadina.
406.500 firme raccolte a livello nazionale, 15.000 in Calabria, di cui 5.356 ad opera del Comitato cosentino “Acqua Bene Comune” cui vanno aggiunte, sul territorio provinciale, le oltre 1000 firme raccolte autonomamente da Rifondazione Comunista. Anche a Cosenza si può brindare, con le chiare, fresche, dolci acque delle nostre fontane, alla riuscita di una campagna che, sostenuta pochissimo a livello nazionale sia dai media sia dall’establishment politico (fatte le dovute eccezioni), è stata davvero gestita dal basso, da comuni cittadini che si sono trovati per la prima volta a lavorare insieme, ed ha trovato la sua forza nella giustezza della sua proposta: l’acqua non è una merce, ma un bene comune, e la sua gestione non può essere lasciata nelle mani del cosiddetto “libero” mercato, ma deve essere pubblica, comune responsabilità di tutti.


