Vorremmo comunicarvi le nostre considerazioni, analisi e preoccupazioni – in qualità di associazioni e comitati di cittadini - in merito all’ampliamento della discarica di Castrolibero.
Premettiamo che la nostra non è una lotta ambientalista – con tutto il rispetto verso le persone che dedicano il loro tempo alla salvaguardia del nostro pianeta – ma una battaglia per ristabilire la legalità e il rispetto della salute dei cittadini!
Non siamo contro le discariche, ma contro quelle costruite a poche centinaia di metri dalle case e dalle scuole; contro quelle concepite per raccogliere rifiuti di ogni genere; contro quelle costruite in zona a rischio frane; contro quelle progettate su terreni geologicamente non adatti.
Siamo contro il malaffare della politica locale, che, sfruttando l’emergenza rifiuti, sperpera finanziamenti pubblici per costruire strade attraverso costoni franosi di colline e per giunta su vecchie discariche da bonificare.
Tante famiglie, che avevano scelto le colline di Castrolibero per respirare aria salubre, ora si ritrovano, a due passi dalle abitazioni: l’ampliamento di una discarica di quasi 1 milione di metri cubi, il deprezzamento delle loro case e per giunta un mutuo sulle spalle ancora da pagare. Ma non è solo un problema di fetori, sarebbe l’ultimo dei problemi, perchè, quando le distanze dai centri abitati sono così ridotte, si va incontro a seri problemi di carattere igienico e sanitario.
Abbiamo il dovere di far notare agli amministratori di Castrolibero che la decisione di voler ampliare la discarica tradisce l’impostazione ecosostenibile della “Cittadella dell’energia” e non rispetta i cittadini dell’Area Urbana che abitano intorno alla discarica.
Ecco le tante ragioni del nostro “NO” alla mega-discarica:
-
1. Pericoli per la salute pubblica. Oltre alla presenza di centri abitati, la zona limitrofa alla discarica si è popolata anche di giovani studenti, ed è divenuta urgente la questione della salubrità dell’aria, dei fetori nauseabondi che si sprigionano e la pericolosità dei gas prodotti (metano, anidride carbonica, CVM…), che, oltre a puzzare, possono contenere composti tossici e cancerogeni come appunto il cloruro di vinile. Inoltre, la crescita microbica nelle discariche è una possibile fonte di infezioni. Tutta l’area diventerebbe inadatta a qualsiasi attività umana! Altro che campo da golf!!
-
2. Distanze ridottissime dai centri abitati. A ridosso della discarica, a circa 200 metri in linea d’aria, esiste il quartiere Marchesato (EverGreen) e il nuovo Polo Scolastico. Mentre tutto intorno insistono i quartieri residenziali di S. Agostino, Difesa, Saporito, Cavalcanti, Ortomatera e Andreotta; zone che subiscono l’aumento di popolazione durante l’estate, ma non di persone, bensì di mosche, moscerini, parassiti ed altri insetti.
-
3. La natura geologica del terreno (sabbioso, invece che roccioso o argilloso) si presta ad un possibile inquinamento delle falde acquifere, situate a soli pochi metri di profondità. E’ stato dimostrato che anche discariche ben costruite, hanno riversato il pericoloso percolato nel sottosuolo, superando le famose barriere composte da teli “impermeabilizzanti” e strati di altri materiali protettivi. Per non parlare poi del fatto che ci troviamo in una zona di dissesto idrogeologico a rischio frana, come classificata dal Piano di Bacino per l’assetto idrogeologico della Regione Calabria.
-
4. Inosservanza della normativa nazionale e della direttiva dell’Unione Europea (99/31/CE), la quale, ha stabilito che in discarica devono finire solo materiali non riciclabili, dando priorità al compostaggio e al riciclaggio quali strategie primarie per lo smaltimento dei rifiuti: in altre parole, le discariche devono essere l’ultima soluzione per lo smaltimento dei rifiuti.
-
5. Spreco di denaro pubblico. Infatti, considerata la natura del sito, tra timpe e burroni, la realizzazione della discarica richiede, inizialmente, ben 4 milioni di euro, mentre altri 4 sono stati destinati per nuove strade, anche se la strada di accesso esisteva già. La stessa discarica, costruita in una zona geologicamente più idonea, costerebbe molto di meno e garantirebbe una sicurezza molto maggiore! Che senso ha sperperare soldi pubblici per riempire un burrone con i rifiuti, per poi chiuderlo fra 5 o 6 anni? Riempita una buca se ne cercherà un’altra e continueremo così a deturpare e inquinare il territorio (la nostra Casa per chi non l’avesse ancora capito).
-
6. Il Comune di Castrolibero ha aderito nel 2007 alla Carta di Aalborg, impegnandosi ha rispettare l’Ambiente e seguire una condotta ecosostenibile. Ma il semplice fatto di costruire una discarica, progettata per rifiuti indifferenziati, la pone in evidente contrasto con i principi stessi degli “Aalborg Commitments”.
-
7. Biogas: e’ stato scelto il metodo peggiore per ricavare biogas dai rifiuti, quello meno ecosostenibile!
-
8. La costruenda discarica incrementerà la produzione dei gas serra (i principali gas che causano i cambiamenti climatici), quindi, facendo esattamente l’opposto di quello che recitano gli “Impegni di Aalborg” e contro le raccomandazioni della comunità scientifica internazionale!
Il progetto di Cittadella Energetica dell’amministrazione comunale di Castrolibero si pone così in netto contrasto con i principi espressi nella carta dei comuni ecosostenibili.
Abbiamo notato che nel nostro Comune l’opposizione politica è in via di estinzione, ma non lo è la critica costruttiva di noi cittadini verso un progetto di Cittadella energetica che, ancor lontano dal vedere la luce, è nato già sbagliato: nel suo DNA porta una malformazione genetica che provoca:
-
Indifferenza alla salvaguardia della Salute pubblica.
-
Arraffamento indiscriminato e sperpero di finanziamenti pubblici.
-
Nascita di opere pubbliche in zone di dissesto idrogeologico.
-
Non rispetto delle direttive europee sullo smaltimento dei rifiuti urbani.
Concludiamo con la speranza che possiate ripensare l’ampliamento della discarica e dirottare i finanziamenti ricevuti dalla Regione Calabria verso politiche atte a realizzare seriamente la raccolta differenziata porta a porta, e quindi avviare la città e l’area urbana verso l’obiettivo piu’ innovativo, cioè Rifiuti Zero (http://rifiutizero.org/). “Rifiuti Zero”, è una strategia che mira a diminuire le discariche nel breve periodo e, nel lungo periodo, eliminare le discariche; si muove quindi, verso la prospettiva rifiuti zero. Non è solo una proposta teorica, ma vede già importanti realizzazioni, in particolare da parte del Consorzio Priula di Treviso, formato da circa 219.000 abitanti: riduzione della produzione di rifiuti a 0,9 kg/die/pro capite (a Brescia oltre 2 kg!); raccolta differenziata oltre il 75%. Mentre il Comune di Capannori (Lucca) ha previsto che entro il 2020 riciclerà praticamente il 100% dei suoi rifiuti. Anche da noi non mancano gli esempi di Comuni virtuosi come ad esempio Saracena, leader per la raccolta differenziata.
Nella speranza che la nostra voce approdi nelle vostre coscienze auguriamo buon lavoro e Cordiali Saluti.
Comitato “No alla mega-discarica” – Castrolibero, No alle discariche nei centri urbani – Castrolibero/Rende, Ingegneria senza frontiere – UNICAL, Forum ambientalista – Calabria, Beni Comuni – Cosenza, LIPU – Rende

Esprimiamo solidarietà alle Tute Gialle della Vallecrati che da una settimana hanno occupato il tetto del palazzo della Provincia. Come comitati e associazioni più volte siamo intervenuti in merito alla questione Vallecrati denunciando la gestione scellerata del ciclo dei rifiuti da parte dei soci privati e dei comuni.



