Durissimo intervento del senatore Felice Casson sulla Centrale ENEL del Mercure. Il Parlamentare del PD ha presentato una interrogazione al Ministro dell’Ambiente in cui riassume dettagliatamente i fatti fin qui occorsi e si pone in maniera assai critica anche nei confronti di diversi Enti e Istituzioni, che assieme a ENEL sono coinvolti nella vicenda.
Nella parte finale dell’interrogazione il senatore Casson chiede poi al Ministro “quali urgenti iniziative si intendano adottare a tutela della salute e dello sviluppo economico ed occupazionale delle popolazioni della valle del Mercure, nonché dell’ambiente e delle specie protette del parco del Pollino che avrebbero, dall’entrata in esercizio della Centrale del Mercure, gravissimo danno”. Ma non è soltanto la salute delle popolazioni, lo sviluppo economico del territorio e la tutela delle specie protette ad aver spinto il Parlamentare all’intervento, ma anche la evidenza delle illegittimità su cui poggia l’intera vicenda e che mette l’Italia a rischio di infrazione, con i relativi provvedimenti sanzionatori, da parte della Comunità Europea. La Centrale si trova infatti in una zona doppiamente protetta essendo nel Parco del Pollino e nella Zona di Protezione Speciale Pollino e Orsomarso, di interesse comunitario. E il senatore Casson, Magistrato di Cassazione con specifica esperienza in reati ambientali, la vicenda della centrale ENEL del Mercure la conosce bene, avendo firmato, assieme al prof. Paolo Rabitti, uno studio sull’argomento, nel quale, già nel 2006, si evidenziavano quelle carenze e inadeguatezze normative e progettuali che puntualmente stanno man mano venendo alla luce. La domanda finale che pone Casson nell’interrogazione, su “quali ulteriori e urgenti iniziative si intendano adottare per bloccare definitivamente il progetto dell’Enel di riattivazione della centrale del Mercure” è la domanda che si pongono tutti coloro che vogliono voltare pagine chiudendo, una volta per tutta, la scandalosa vicenda della Centrale -ENEL – nel Parco Nazionale del Pollino.
Castrovillari 22 marzo 2009
Ufficio Stampa Associazione Ambientalista Il Riccio – Castrovillari
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Risposta. – Il 14 dicembre 1990, la motonave “Rosso” (ex Jolly Rosso), con bandiera italiana e di proprietà della società Ignazio Messina e C. con sede a Genova, partita dal porto di Malta con destinazione La Spezia, si è arenata sulla spiaggia di Camponara San Giovanni, frazione di Amantea, in provincia di Cosenza.



