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	<title>Difendiamo La Calabria &#187; inceneritore</title>
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		<title>Bucita. Sui rifiuti manovre tendenziose ed affaristiche ai danni della città</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 10:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il Comitato Popolare contro le Discariche di Bucita riunitosi nella serata di martedì 21 presso l’agriturismo “Il Giardino di Iti” dopo ampia ed approfondita discussione ha delineato ed approvato a larghissima maggioranza le linee programmatiche e di intervento da realizzare nell’immediato futuro.</p> <p>Netta è stata la volontà di considerare nefasta e devastante, all’economia ed alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato Popolare contro le Discariche di Bucita riunitosi nella serata di martedì 21 presso l’agriturismo “Il Giardino di Iti” dopo ampia ed approfondita discussione ha delineato ed approvato a larghissima maggioranza le linee programmatiche e di intervento da realizzare nell’immediato futuro.</p>
<p>Netta è stata la volontà di considerare nefasta e devastante, all’economia ed alla salute, i tentativi da parte di soggetti spregiudicati della nostra città e del territorio di sfruttare la crisi ambientale in atto, a causa del provvedimento di sequestro di parte dell’impianto e della discarica di servizio a Bucita, per proporre e tentare opere di convincimento allo scopo di preparare l’opinione pubblica ad accettare  l’installazione di un impianto chimico-elettrico che utilizza i rifiuti come combustibile di base.</p>
<p>Il “Comitato” ritiene l’inceneritore, in qualunque sito venisse ubicato, come una sciagura alla pari della centrale a carbone. Tali iniziative si porrebbero in grave contraddizione con l’obiettivo di riduzione dei rifiuti e metterebbe il sito di Bucita in una perenne e drammatica servitù al servizio dei trafficanti dei veleni, affaristi di ogni risma e criminalità organizzata. Un vero e proprio impianto chimico, insomma, con l’emissione di metalli pesanti, diossine, ossidi di azoto ed ozono e, secondo un dossier dei “Medici per l’Ambiente”  e dell’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) il danno maggiore sarebbe l’emissione del particolato ultrafine, simile ai virus, in grado di entrare nel circolo sanguigno e giungere in ogni distretto dell’organismo. Le conseguenze sono ampiamente documentate a livello medico-scientifico e colpiscono prevalentemente gli organismi in accrescimento, i feti, i neonati, le donne in gravidanza ed in allattamento. Contro questi tentativi criminali, il Comitato s’impegna ad attivare le più ampie e dure iniziative di lotta unitaria e di massa.</p>
<p>Il Comitato, inoltre, considera positivamente l’iniziativa giudiziaria di sequestro preventivo di parte dell’impianto e della relativa discarica di servizio a Bucita. Considera le motivazioni della dott.ssa Letizia Benigno, adottate in ordinanza di sequestro, serie, approfondite, puntuali e competenti con le quali si evincono ben più ampi ed alti possibili coinvolgimenti sul disastro di Bucita. Non solo, quindi, della diretta responsabilità aziendale.</p>
<p>Ed è proprio dal sequestro di Bucita, arrivato solo grazie alla capillare ed ostinata mobilitazione della popolazione di contrada Amica, quasi tutte donne, che il “Comitato” vuole ripartire per indicare alla Regione Calabria modi e metodi di gestione futura dei rifiuti. Ogni attività umana sul territorio regionale deve essere condotta secondo princìpi di etica morale sostenibile che tendono alla riduzione, al riuso, al riciclaggio ed al recupero di tutte le materie circolanti, riducendo al minimo la produzione di rifiuti. Il sistema delle discariche comporta aggravi dei costi ambientali, contrari ai princìpi di sviluppo sostenibile. Pertanto l’utilizzo delle discariche deve avvenire solo in formea residuale, dopo che i materiali siano stati separati ed avviati al riutilizzo con raccolta differenziata.</p>
<p>E’ per questo che stiamo lavorando, in collaborazione con il “Forum Ambientale Regionale” e la “Rete Difesa Territoriale – Franco Nisticò” su una proposta di legge regionale, già elaborata, il cui testo sarà presentato anche a Rossano, nei prossimi giorni, in una specifica e qualificata conferenza stampa.</p>
<p>Rossano 22/12/2010</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">Pietro Altavilla</p>
<p style="text-align: right;">Delegato dal “COMITATO POPOLARE contro le DISCARICHE di BUCITA</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2010%2F12%2F23%2Fbucita-sui-rifiuti-manovre-tendenziose-ed-affaristiche-ai-danni-della-citta%2F&amp;title=Bucita.%20Sui%20rifiuti%20manovre%20tendenziose%20ed%20affaristiche%20ai%20danni%20della%20citt%C3%A0" id="wpa2a_2"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>In tanti “stanno lavorando per noi”, per questo siamo seriamente preoccupati!</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 19:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dovremmo essere contenti, visto che in questi giorni tanti soggetti privati, alcuni amministratori locali, freschi e stagionatissimi amministratori regionali e chi più ne ha più ne metta, si affannano con svariate dichiarazioni ed interventi a spiegarci che nella gestione dei rifiuti tutti “stanno lavorando per noi”.</p> <p>Sta lavorando per noi la Veolia, multinazionale francese che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lavocedinocera.it/siti_d1.gif" alt="" width="359" height="207" />Dovremmo essere contenti, visto che in questi giorni tanti soggetti privati, alcuni amministratori locali, freschi e stagionatissimi amministratori regionali e chi più ne ha più ne metta, si affannano con svariate dichiarazioni ed interventi a spiegarci che nella gestione dei rifiuti tutti “stanno lavorando per noi”.</p>
<p>Sta lavorando per noi la Veolia, multinazionale francese che gestisce l’inceneritore di Gioia Tauro e diversi impianti e discariche regionali, che si impegna a farci uscire dall’emergenza entro il 2011 con il raddoppio del “termovalorizzatore” (e quindi dei veleni per i cittadini della Piana!), “regalando” anche seicentomila euro al comune di Gioia per “interventi compensativi” dei danni che evidentemente apporta a quel territorio.</p>
<p>Sta lavorando per noi la Daneco, altra grossa azienda che prospera sul business dei rifiuti e che “gestisce” la discarica di Pianopoli, già interessata da indagini della magistratura ed oggi sequestrata dopo le nostre pubbliche denunce e le nostre manifestazioni.</p>
<p>Stanno lavorando per noi quegli amministratori locali che, dal comprensorio lametino all’area urbana cosentina, dalla Locride al crotonese, incapaci di vedere le migliori soluzioni già adottate anche nella nostra regione, sono disponibili a svendere il territorio che amministrano per un piatto di lenticchie, sostenendo soluzioni altamente tecnologiche: le discariche!<span id="more-2412"></span></p>
<p>Stanno lavorando per noi quanti fuori della Calabria si “vendono” come difensori dei beni comuni mentre qui – da amministratori &#8211; fanno scelte di segno opposto.</p>
<p>Stanno lavorando per noi l’Assessore regionale all’ambiente, neofita della politica ma sostenuto dai consigli e dal bacino elettorale dell’ex consigliere Sculco, ed il consigliere Nicola Adamo, un politico stagionato sui banchi del consiglio e forte delle competenze familiari nel settore.</p>
<p>Tutti costoro stanno lavorando per noi, per questo ritengono inutile la partecipazione dei cittadini e delle organizzazioni sociali alle decisioni che riguardano la collettività e concordano nel biasimare gli allarmisti (cioè quelli che hanno denunciato l’illegalità) e quanti manifestano civilmente per chiedere la fine degli interessi favoriti dal commissariamento (clientele, incarichi e consulenze delle società miste portate al fallimento, arricchimenti dei soliti noti&#8230;) e l’avvio di politiche virtuose finalizzate ad invertire la rotta ed affrontare con serietà e determinazione il problema nell’esclusivo interesse delle donne e degli uomini calabresi.</p>
<p>Aveva ragione il prefetto Ruggero, già commissario, un vero servitore dello Stato e l’unico che veramente ha lavorato per noi, quando denunciava che in Calabria la gestione commissariale serve esclusivamente per prorogare l’emergenza di anno in anno e, aggiungiamo noi,  forse anche per permettere a tanti di dichiarare di “lavorare per noi”.</p>
<p>Per questo siamo seriamente preoccupati e continueremo con forza a difendere questo nostro martoriato territorio parlando di Rifiuti Zero, così come si è fatto nelle città di San Francisco e Canberra (che, assicuriamo il consigliere Adamo, non sono proprio piccole città) ed a Capannori (46.000 abitanti) in Italia. Rifiuti zero è l’unica politica che sosteniamo per la Calabria e che proponiamo agli amministratori locali sensibili, invitandoli a partire sin da subito con la raccolta differenziata spinta porta-a-porta, abbandonando soluzioni devastanti come le discariche e gli inceneritori.</p>
<p>Lamezia Terme</p>
<p style="text-align: right;">Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”</p>
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		<title>Castrovillari. No alla costruzione di un inceneritore</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 19:21:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Una drammatica e inquietante fotografia dell’impianto di rifiuti che un privato vorrebbe insediare a Cammarata è emersa dalla riunione della Commissione Consiliare tenutasi venerdì 12 a Castrovillari: un megaimpianto che dovrebbe trattare una quantità enorme di rifiuti speciali anche pericolosi (più di quelli che si sarebbero voluti conferire, anni fa, a Castrovillari, da tutta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2008/12/inceneritore.jpg" alt="" width="400" height="285" />Una drammatica e inquietante fotografia dell’impianto di rifiuti che un privato vorrebbe insediare a Cammarata è emersa dalla riunione della Commissione Consiliare tenutasi venerdì 12 a Castrovillari: un megaimpianto che dovrebbe trattare una quantità enorme di rifiuti speciali anche pericolosi (più di quelli che si sarebbero voluti conferire, anni fa, a Castrovillari, da tutta la provincia di Cosenza); rischio di possibile esplosione; puzza di fogna attorno all’area; immissione di acque reflue dell’impianto in quelle usate per l’irrigazione; smaltimento addirittura all’estero(!), tramite ditte non meglio specificate, dei rifiuti prodotti; arrivo di rifiuti dalle più degradate periferie industriali d’Italia (in pratica, residui di tutti i tipi di lavorazioni industriali, la stragrande maggioranza delle quali non presenti in Calabria); via vai di decine di camion al giorno, su strade sconnesse, con pericolo di incidenti che potrebbero far sversare, su asfalto e campi, sostanze tossiche e pericolose; emissioni gassose di sostanze pericolose per la salute, l’ambiente, e i prodotti agroalimentari. E, con il danno, la beffa dei 3 (!) addetti che, da soli, potrebbero far funzionare l’impianto, mentre migliaia di persone, impiegate nel comparto agroalimentare, rischierebbero invece il posto di lavoro.</p>
<p>Per tutti questi motive, l’ingegnere progettista, che ha illustrato l’impianto, è stato messo frequentemente in grave difficoltà ed in evidente imbarazzo dalle domande e dalle obiezioni sollevate durante la discussione successiva alla presentazione.</p>
<p>Vivo sconcerto, anche nella stessa maggioranza, ha poi suscitato la notizia che un Consigliere comunale proprio di maggioranza ha collaborato alla redazione di questo progetto, lo stesso su cui il Comune di Castrovillari dovrà ora esprimere parere. Così, mentre i Sindaci dell’area, Organizzazioni di categoria, Forze politiche e sindacali, manifestano preoccupazione e opposizione a una iniziativa tanto pericolosa, sotto tutti gli aspetti, per l’intero territorio, la traballante Amministrazione di Castrovillari e il suo Sindaco pluridimissionario, non si pronuncia, trincerandosi dietro gli Uffici comunali, gli unici, secondo una interpretazione, tutta di comodo, di Blaiotta &amp; C., a doversi esprimere. La verità è un’altra ed è ormai sotto gli occhi di tutti: questa Amministrazione ha ormai definitivamente abdicato alla gestione e alla programmazione del territorio. Ciò che rimane è solo la difesa di interessi particolari, mai come in questo caso in clamoroso contrasto con il bene comune e la tutela di migliaia di famiglie.</p>
<p style="text-align: right;">Associazione Cittadina “Solidarietà e Partecipazione”</p>
<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2010%2F11%2F13%2Fcastrovillari-no-alla-costruzione-di-un-inceneritore%2F&amp;title=Castrovillari.%20No%20alla%20costruzione%20di%20un%20inceneritore" id="wpa2a_6"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Inceneritore a Casabona (KR): ancora parlano i sindaci?!</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 14:51:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I giovani di Casabona (KR), a seguito della decisione del sindaco di ospitare un inceneritore nel territorio, stanno protestando &#8211; almeno per il momento &#8216;virtualmente&#8217; &#8211; ma non solo&#8230; La protesta è nata spontanea su Facebook, nel gruppo Casabona regna, da parte di cittadini di Casabona, studenti fuori sede, lavoratori emigrati e tante altre persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignright" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/01/inceneritore-no.jpg" alt="" width="192" height="189" />I giovani di Casabona (KR), a seguito della decisione del sindaco di ospitare un inceneritore nel territorio, stanno protestando &#8211; almeno per il momento &#8216;virtualmente&#8217; &#8211; ma non solo&#8230; La protesta è nata spontanea su Facebook, nel gruppo Casabona regna, da parte di cittadini di Casabona, studenti fuori sede, lavoratori emigrati e tante altre persone che hanno a cuore la salute e la tutela del territorio di questo piccolo centro calabrese, supportata anche dai comuni limitrofi. Successivamente si è costituito un comitato cittadino per il no all&#8217;inceneritore che sta raccogliendo le adesioni proprio in questi giorni.</div>
<div>Rilanciando anche da queste pagine il secco &#8216;no agli inceneritori&#8217; nè a Casabona nè altrove, ribadiamo ancora una volta che l&#8217;unica alternativa praticabile sia la strategia &#8216;<a href="http://www.difendiamolacalabria.org/rifiuti-zero/">Rifiuti Zero</a>&#8216;, illustrata diverse volte in Calabria proprio dal suo &#8216;creatore&#8217; Paul Connett, che a pochi chilometri da Casabona, a Scala Coeli, qualche mese fa, l&#8217;ha illustrata ai cittadini.</div>
<div></div>
<div>* Gruppo Facebook <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=295450231958&amp;ref=ts">&#8220;Noi k l&#8217;inceneritore a Casabona non lo vogliamo&#8230;!!!&#8221;</a><span><span><span><span><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></span></span></div>
<div>* dal blog di <a href="http://www.byros.splinder.com/post/22112073/Appello+di+alcuni+giovani+per">By.Ros</a></div>
<div>* dal blog di <a href=" http://emiliogrimaldi.blogspot.com/2010/01/casabona-qui-milano-grazie.html">Emilio Grimaldi</a></div>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2010%2F01%2F30%2Finceneritore-a-casabona-kr-ancora-parlano-i-sindaci%2F&amp;title=Inceneritore%20a%20Casabona%20%28KR%29%3A%20ancora%20parlano%20i%20sindaci%3F%21" id="wpa2a_8"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Rifiuti: le incoerenze del Consiglio Comunale di Rende</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L’Associazione “No alle discariche”  vuole segnalare la propria presenza al Consiglio comunale di Rende (12 novembre) che si è svolto tra tante incoerenze. Sono emerse alcune contraddizioni che non possiamo far passare silenti.</p> <p>La prima riguarda i consiglieri Tommasi Ettore e D’Ambrosio Franco che si sono espressi favorevolmente ad un inceneritore nella città  di Rende. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/10/noinceneritore.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-535" title="noinceneritore" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/10/noinceneritore.jpg" alt="noinceneritore" width="200" height="200" /></a>L’Associazione “No alle discariche”  vuole segnalare la propria presenza al Consiglio comunale di Rende (12 novembre) che si è svolto tra tante incoerenze. Sono emerse alcune contraddizioni che non possiamo far passare silenti.</p>
<p>La prima riguarda i consiglieri Tommasi Ettore e D’Ambrosio Franco che si sono espressi favorevolmente ad un inceneritore nella città  di Rende. I cittadini della zona industriale di Rende stanno ancora aspettando che l’area circostante l’ex inceneritore di Rende venga bonificata che già si vorrebbe costruirne uno di nuova generazione, cosicché i nostri figli poi lotteranno per chiedere la bonifica dei danni di “nuova generazione”…</p>
<p>I nostri politici ancora non riescono a capire che il problema non è nei vecchi o nuovi inceneritori, ma semplicemente nella loro logica fondata sulla combustione. Purtroppo la chimica ci insegna che quando c’è combustione c’è anche materiale di scarto (leggi ceneri) e nano particelle cancerogene che si liberano nell’atmosfera. Sfatiamo quindi la falsa notizia che gli inceneritori ci liberano dalle discariche, anzi gli inceneritori hanno bisogno di <strong>discariche per rifiuti speciali</strong>, come impone la normativa vigente in materia. In sintesi: l<strong>’inceneritore non è alternativo alla discarica, ma alla riduzione dei rifiuti ed al riciclaggio.</strong></p>
<p>Gli stessi consiglieri hanno parlato di inceneritori di altre città europee non sapendo che in quelle città fanno una massiccia raccolta differenziata e quello che bruciano è solo la parte che non riescono più a differenziare. Quindi, non hanno risolto il problema dei rifiuti con l’inceneritore, ma con la raccolta differenziata spinta e relativo riciclo dei materiali di scarto!</p>
<p>Che dire poi del Presidente del Consiglio, Emilio Chiappetta, che ha addirittura proposto un inceneritore in ogni provincia, non sapendo che la cosa è irrealizzabile,  sia dal punto di vista economico che tecnico, per non citare poi il problema ambientale. Infatti, lo stesso <strong>Sindaco Bernaudo</strong>, in un consiglio comunale di qualche mese fa, sempre sui rifiuti, <strong>si espresse contro</strong> gli inceneritori e citò uno studio di fattibilità avviato dalla Provincia di Cosenza  che metteva in luce una serie di dati che dimostravano che la via dell’incenerimento dei rifiuti è poco sostenibile, inquinante ed economicamente svantaggiosa.</p>
<p>Volete un esempio pratico? L’inceneritore di Brescia. È costato più di 300 milioni di euro, ma impiega solo qualche decina di unità lavorative. <strong>L’Unione Europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora per la terza linea dell’inceneritore. Addirittura si è verificata la necessità di importare rifiuti da fuori della provincia di Brescia. Nel latte locale è stata trovata diossina in alte percentuali.</strong><strong></strong></p>
<p>Inoltre, da quando è entrato in funzione l’inceneritore la raccolta differenziata nella città di Brescia è scesa drasticamente. Figuriamoci cosa succederebbe nella nostra realtà se si realizzasse un inceneritore… lasciamo ai nostri amministratori immaginarlo.</p>
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		<title>A proposito dell&#8217;inceneritore in Provincia di Cosenza</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 07:57:04 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 11 ottobre Il Quotidiano della Calabria ha concesso quasi tutta la pagina delle opninioni (pag. 23) ad Ezio Zarro, presumibilmente un pensionato ARSSA, il quale si è prodotto in una serie di elucubrazioni per dimostrare la necessità di un secondo termovalorizzatore in Calabria. A questo articolo è seguito un dettagliato commento del dott. Ferdinando Laghi, membro dell&#8217;Associazione Medici per l&#8217;Ambiente &#8211; ISDE Italia, inviato il successivo 15 ottobre. Inviato, ma non pubblicato, almeno fino ad oggi. Dato che un commento ad un pezzo uscito troppo tempo addietro non ha molto senso, difendiamolaclabria oggi provvede a pubblicare almeno sul sito le puntuali osservazioni del dott. Laghi.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<div id="attachment_591" class="wp-caption alignleft" style="width: 385px"><img class="size-full wp-image-591" title="termovalorizzatore-gioia-tauro" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/11/termovalorizzatore-gioia-tauro.jpg" alt="L'inceneritore di Gioia Tauro" width="375" height="333" /><p class="wp-caption-text">L&#39;inceneritore di Gioia Tauro</p></div>
<p>Ho letto con interesse l’intervento di un pensionato dell’ARSSA sul problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) pubblicato dal Quotidiano domenica 11 ottobre. L’articolo, dopo il routinario preambolo sulla ormai vetusta e abusata sindrome NIMBY, si diffonde su dettagli tecnico-organizzativi riguardanti il posizionamento di un inceneritore per rifiuti (non sulle ragioni dell’opzione incenerimento!) nell’ambito della provincia di Cosenza. Sembra in realtà di intuire che la preoccupazione principale, o una delle principali, dell’autore sia quella di dare un senso all’attività di alcuni dipendenti ARSSA, Ente soppresso dalla Regione Calabria.</p>
<p>L’intervento risente, con ogni evidenza, di una mancanza di competenza tecnica nel campo, difficile, dello smaltimento dei RSU, cui si aggiunge la non contestualizzazione geografica del problema in ambito regionale. Il tutto alla luce della fascinazione della soluzione incenerimento, presentata come salvifica e risolutiva, in realtà inadeguata e peggiorativa.</p>
<p>È certamente difficile giungere ad una valutazione serena ed obiettiva del problema, non condizionata da interessi politico-affaristici o da mera ignoranza, ma anche su questo complesso argomento esistono tuttavia mezzi e modi per acquisire informazioni e conoscenze.</p>
<p>E una di queste occasioni si è concretizzata proprio a Cosenza lo scorso 1 ottobre, con la presenza del professor Paul Connett, riconosciuto esperto internazionale nel campo, nonché eccezionale divulgatore. Il convegno, organizzato dal Comitato Beni Comuni della  provincia di Cosenza (<a href="../">www.difendiamolacalabria.org</a>) e tenutosi nel Salone di rappresentanza del Comune di Cosenza, ha visto anche la partecipazione dell’Assessore all’Ambiente di Capannori, paese in provincia di Lucca, uno dei comuni italiani che ha deliberato la strategia “Rifiuti Zero”, un insieme cioè di buone pratiche amministrative e organizzative che tentano di riprodurre ciò che comunemente accade in natura: nessun accumulo di rifiuti. Le interessantissime relazioni e l’illustrazione degli eccellenti risultati ottenuti a Capannori sono stati appannaggio di una platea attenta e numerosissima, in cui tuttavia brillava la pressoché totale assenza di amministratori locali. Troppo superficiali e disinteressati ai problemi reali dei cittadini o forse già troppo esperti nella materia per aver bisogno di approfondimenti. Di certo lo stato dello smaltimento dei RSU in Calabria non sembra avvalorare questa seconda ipotesi.</p>
<p>Né i nostri politici ed amministratori, a caccia di siti dove piazzare, ad onta delle volontà delle popolazioni, discariche di talquale e inceneritori, sembrano tenere in alcun conto la normativa italiana e le direttive della Unione Europea (UE) al riguardo. La  UE con la Direttiva 2008/98/CE, del 19 novembre 2008, esplicita chiaramente quale sia la gerarchia nello smaltimento dei rifiuti: ”<em>a) prevenzione; b) preparazione per il riutilizzo; c) riciclaggio; d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e) smaltimento”, </em>confinando agli ultimissimi posti quello che in Calabria si vorrebbe far passare come unica soluzione possibile.</p>
<div id="attachment_592" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-592" title="sibari_g" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/11/sibari_g-300x288.jpg" alt="Il Distretto Agroalimnetare di Qualità di Sibari" width="300" height="288" /><p class="wp-caption-text">Il Distretto Agroalimentare di Qualità di Sibari</p></div>
<p>Non bisogna poi dimenticare che gli inceneritori di RSU emettono sostanze gravemente nocive alla salute (fumi e particolato) ad azione infiammatoria e cancerogenetica, tanto da essere classificati “Industrie insalubri di classe I” (art. 216 RD 1265/34; DM 5/9/1994). Per tale motivo ne è esclusa la collocazione in zone agricole caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti (D.lgs. 228 del 18/05/2001). Il territorio del comune di Tarsia, proposto come sito per l’inceneritore, fa parte, assieme ad altri 31 Comuni, del Distretto Agroalimentare di Qualità (DAQ) di Sibari, istituito con apposita legge regionale, e presenta proprio quelle tipicità e qualità di prodotti previste dalla legge che impedisce gli insediamenti industriali caratterizzati da rischi per la salute.</p>
<p>È poi paradossale che si parli di incenerimento in una regione nella quale tutte, ma proprio tutte, le condizioni non solo permetterebbero, ma imporrebbero uno smaltimento dei RSU che escludesse tale pratica, a vantaggio della Raccolta Differenziata (RD) e delle altre pratiche virtuose ad essa collegate.</p>
<p>Ogni ipotesi organizzativa di smaltimento dei RSU, infatti, non può non tener conto del contesto geografico ed abitativo in cui deve essere implementata: due tra le variabili di maggior peso sono rappresentate dalla densità abitativa e dalle vie di comunicazione. La Calabria è una regione orograficamente complessa e “difficile”, con uno sviluppo costiero imponente (circa 800 km), ma con la maggior parte del territorio montuoso e con una viabilità, autostrada compresa, assolutamente inadeguata già alle normali esigenze della quotidianità. Gli abitanti, 2.000.000 circa, vivono in 409 comuni e producono un milione circa di tonnellate annue di RSU. La densità abitativa della Calabria è di 132 abitanti/km<sup>2 </sup>.Per fare un raffronto, la Campania (il cui “spettro”, quando si parla di rifiuti, viene spesso agitato, anche in ambito nazionale) conta 5.800.000 abitanti (427 abitanti/km<sup>2</sup>), mentre la Provincia di Napoli, la vera area dell’emergenza rifiuti, ha ben 3.000.000 di abitanti, con la densità abitativa più alta d’Italia (2.629 abitanti/km<sup>2</sup>).</p>
<p>Una situazione, quella calabrese, che rende assai problematica ed economicamente onerosa sia la fase di raccolta che di trasporto dei rifiuti, consigliando, invece, di incentivare il più possibile sia la riduzione della produzione, che le iniziative di smaltimento locale dei RSU, incentrate sulla RD.</p>
<p>Al contrario, le pratiche dell’incenerimento e del conferimento in discarica del talquale appaiono inevitabilmente connesse con rischi per la salute umana, oltre che con costi elevati e pericoli di infiltrazioni malavitose.</p>
<p>Anche nella nostra regione esistono esempi concreti di buone pratiche nell’ambito dello smaltimento dei RSU. Chi volesse visitare un Comune della nostra provincia che ha imboccato, e con successo, la strada della RD, può recarsi a Saracena, dove in poco più di un anno sono scomparsi i cassonetti stradali, le strade sono pulite, gli abitanti hanno ottenuto una riduzione della tassa sui rifiuti, sono aumentati i posti di lavoro per gli addetti al settore.</p>
<p>Perché dunque tanto si è dibattuto, in questi anni, sulla strada da intraprendere in Calabria per lo smaltimento dei RSU?</p>
<p>C’è più di un motivo per ritenere, come anche le cronache giudiziarie dimostrano chiaramente, che gli interessi politico-malavitosi non siano stati estranei a scelte che garantivano, evidentemente, la massimizzazione dei loro profitti.</p>
<p>Castrovillari, 14 ottobre 2009</p>
<p>Ferdinando Laghi</p>
<p>Associazione Medici per l’Ambiente ISDE-Italia</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2009%2F11%2F02%2Fa-proposito-dellinceneritore-in-provincia-di-cosenza%2F&amp;title=A%20proposito%20dell%26%238217%3Binceneritore%20in%20Provincia%20di%20Cosenza" id="wpa2a_12"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Inceneritore a Cosenza? consiglio comunale, atto III &#8211; Comunicato stampa ComitatoBeniComuni</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 21:59:37 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sentiamo la necessità di informare la maggioranza consiliare del Comune di Cosenza e il vicesindaco Ambrogio, che quella che è stata definita la &lt;&lt;protesta disgustosa di un manipolo di provocatori&gt;&gt; altro non era che l&#8217;espressione della volontà di partecipazione di un nutrito e colorato gruppo di cittadini e rappresentanti di sindacati, comitati e associazioni rispetto ad una scelta fondalmentale per il futuro dell&#8217;area urbana.<br />
Una amministrazione che si definisce “cristallina”, dovrebbe spiegare alla cittadinanza come sia stato possibile aver perso un finanziamento regionale di 524.000 euro per la raccolta differenziata porta a porta, rimasto inutilizzato per due anni; inoltre, dovrebbe spiegare perchè – a partire dal presidente regionale Loiero, passando per il sindaco di Castrolibero, fino ad arrivare al consigliere Ciacco – l&#8217;area urbana è considerata idonea per la realizzazione di megadiscariche e di un pericoloso ed inutile inceneritore.<br />
Poiché anche noi, come Ambrogio, siamo per la “fermezza democratica e la serietà istituzionale”, chiediamo fermamente e seriamente che sulla questione dei rifiuti solidi urbani l&#8217;amministrazione comunale decida di svolgere un consiglio comunale aperto ai cittadini.</p>
<p><em><a href="www.lipurende.it/" target="_blank">LIPU – Rende</a>, Associazione “NO alle discariche” – Rende, Comitato RO.MO.RE. – Rende, <a href="http://www.difendiamolacalabria.org/2009/01/23/inceneritore-cosenza-3" target="_blank">Comitato Beni Comuni – Cosenza</a>, <a href="http://www.prontoimprese.it/calabria/cosenza/cosenza/associazioni-sindacali-e-di-categoria|461153.html" target="_blank">CIB &#8211; UNICOBAS – Cosenza</a>, Forum Ambientalista Calabria, <a href="http://www.isfcosenza.it" target="_blank">Ingegneria Senza Frontiere – Cosenza</a>, <a href="http://www.cgilcosenza.it/" target="_blank">CGIL – Camera del Lavoro Cosenza</a>, <a href="http://www.ciroma.org" target="_blank">Radio Ciroma</a>, <a href="http://www.myspace.com/rebelfans">Rebel Fans Cosenza</a>, <a href="http://www.inventati.org/rialzo/" target="_blank">CPOA Rialzo</a>, Onda Calabra, <a href="http://www.yairaiha.org" target="_blank">Yairahia</a>.</em></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2009%2F01%2F23%2Finceneritore-cosenza-3%2F&amp;title=Inceneritore%20a%20Cosenza%3F%20consiglio%20comunale%2C%20atto%20III%20%26%238211%3B%20Comunicato%20stampa%20ComitatoBeniComuni" id="wpa2a_14"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Inceneritore a Cosenza? consiglio comunale, atto II</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 21:57:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ma che Ciacco dici??! No Inceneritore, sì raccolta differenziata!</strong></p>
<p>Cronaca del 22-23/01/2009 &#8211; Aula adunanza consiglio comunale.</p>
<p>Ore 20.00 &#8211; Dopo un&#8217;estenuante maratona sui &#8220;gruppi e monogruppi&#8221;, distribuzione di materiali informativi [<a title="Comunicato Stampa " href="http://www.difendiamolacalabria.org/documenti/consiglio_20gennaio.pdf" target="_blank">comunicato</a> - <a title="Volantino Inceneritore nell'area Urbana: no!" href="http://www.difendiamolacalabria.org/documenti/flyer.pdf" target="_blank">volantino</a> - <a title="10 ragioni contro l'inceneritore, 10 ragioni per ridurre, riciclare, riusare" href="http://www.difendiamolacalabria.org/documenti/10%20ragioni.pdf" target="_blank">10 ragioni</a>] le persone presenti all&#8217;interno dell&#8217;aula si autodeterminano (oltre 50). Viene interrotto il consiglio per una decina di minuti a colpi di &#8220;Noi non vogliamo i tumori&#8221; &#8220;Vergogna, vergogna&#8221; esposto uno striscione &#8220;Ma che Ciacco dici??! No Inceneritore, sì raccolta differenziata&#8221;. Infine un messaggio è stato scandito, rivolto all&#8217;intero consiglio comunale, a Ciacco in particolare, oltre che al sindaco: ritorneremo!</p>
<p><strong>comunicato del comune<br />
rassegna stampa:<br />
<a title="Quotidiano della Calabria - Cosenza, Consiglio con Protesta" href="http://www.difendiamolacalabria.org/rassegna_stampa/20090123-qc-cs_1.pdf" target="_blank">Il Quotidiano di Calabria 23/01/09 pag 17</a><br />
<a title="Il Quotidiano della Calabria - Irruzione in Consiglio; protestano gli ambientalisti contro l'ipotesi inceneritore" href="http://www.difendiamolacalabria.org/rassegna_stampa/20090123-qc-cs_2.pdf" target="_blank">Il Quotidiano di Calabria 23/01/09 pag.20</a></strong><br />
<strong><a title="CalabriaOra - Ma che Ciacco...!" href="http://www.difendiamolacalabria.org/rassegna_stampa/20090123-co-cs.pdf" target="_blank">CalabriaOra 23/01/09 pag.20</a></strong></p>
<p>Si ritorna il giorno successivo e il punto non viene discusso, il presidente comunica che i punti all&#8217;ordine del giorno verranno trattati alla successiva assemblea, di seguito a quelli già definiti. Nel frattempo si decide di rispondere con un <a title="Comunicato Stampa ComitatoBeniComuniCosenza sulla possibilità di un inceneritore a Cosenza" href="http://www.difendiamolacalabria.org/2009/01/23/inceneritore-cosenza-3" target="_blank">comunicato stampa</a>, non pubblicato da alcun giornale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border: 0pt none; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" title="ma che Ciacco dici?" src="http://www.difendiamolacalabria.org/IMG_2711.JPG" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border: 0pt none; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" title="ma che Ciacco dici?" src="http://www.difendiamolacalabria.org/IMG_2723.JPG" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2009%2F01%2F23%2Finceneritore-cosenza-2%2F&amp;title=Inceneritore%20a%20Cosenza%3F%20consiglio%20comunale%2C%20atto%20II" id="wpa2a_16"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il sindaco di San Lorenzo del Vallo apre il suo show</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 19:25:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le bande di affari si scatenano, il presidente della Regione Calabria Loiero interviene in Parlamento <p style="text-align: justify;">Da qualche anno a questa parte, il sindaco di San Lorenzo Del Vallo, a più riprese si era detto favorevole ad ospitare in località Fedula la costruzione di un inceneritore, per poi segnare la ritirata; in piena “emergenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Le bande di affari si scatenano, il presidente della Regione Calabria Loiero interviene in Parlamento</h3>
<p style="text-align: justify;">Da qualche anno a questa parte, il sindaco di San Lorenzo Del Vallo, a più riprese si era detto favorevole ad ospitare in località Fedula la costruzione di un inceneritore, per poi segnare la ritirata; in piena “emergenza rifiuti Campania”, valutando il momento come altamente propizio, si risveglia dal letargo in cui era caduto ed inizia il suo show: scrive all’allora presidente Prodi dicendosi di nuovo pronto ad ospitare la costruzione dell’inceneritore, pubblica con i soldi del comune la sua lettera su fogli nazionali, partecipa a trasmissioni televisive territoriali, rilascia dichiarazioni, attacca i comitati civici ed ambientalisti che si oppongono all’incenerimento, e via discorrendo. Non un comizio pubblico, non un’assemblea sono stati dal sindaco convocati per comunicare la sua decisione alla comunità di San Lorenzo del Vallo ed alle comunità del comprensorio.</p>
<p style="text-align: justify;">A Spezzano Albanese, comunità limitrofa di San Lorenzo del Vallo il 1° luglio 2008, c’è stato un importante e partecipato momento di pubblico confronto territoriale, organizzato da comitati ed associazioni calabresi, che ha sancito un netto no agli inceneritori ed un forte si alla raccolta differenziata: naturalmente il sindaco di San Lorenzo del Vallo non solo lo ha disertato ma si è poi divertito a sminuirne la portata seminando falsità e calunnie con dichiarazioni rilasciate a quotidiani provinciali.</p>
<p style="text-align: justify;">In quegli stessi giorni appare sempre sulla stampa provinciale, una presa di posizione del presidente del Distretto Agroalimentare di qualità della Sibaritide, Caligiuri: &#8220;In Campania… non hanno più venduto un litro di latte né un chilo di mozzarella da quando è in atto questa situazione… E allora oggi voglio dire a tutto il mondo politico, a tutte le istituzioni (a partire da Regione e Provincia) e a chi ci ascolta che bisogna dire basta ai no&#8230; dobbiamo realizzare impianti che siano a norma&#8230; confermo di aver dato il mio assenso, come imprenditore prima e come presidente del Daq dopo, a dar man forte al sindaco Marranghello perché vada avanti con questa sua idea. E quando tutto manca &#8211; avverte, parlando di lotta di civiltà &#8211; lo realizzerò io stesso sui miei terreni, a fianco dei pescheti. Se il termovalorizzatore non sarà realizzato a San Lorenzo del Vallo, allora sarà realizzato nella mia azienda: dimostreremo così cosa vuole dire l&#8217;imprenditoria&#8221;. Non c’è che dire.. praticamente il presidente del Distretto Agroalimentare di qualità della Sibaritide, in barba alle chiacchiere degli ambientalisti e della scienza, ci garantisce che le pesche alla diossina allungano la vita. Oppure, sempre Caligiuri, sta pensando che forse, oggi come oggi è più redditizio fare l’imprenditore della “monnezza” anziché l’imprenditore agricolo? Il sindaco Marranghello, comunque, per il momento è felice: dopo il grande e vistoso NO all’incenerimento dei rifiuti incassato dal convegno ambientalista di Spezzano Albanese, ha finalmente incassato un grande Si da una importante istituzione: la Daq.</p>
<p style="text-align: justify;">Strada facendo però il vento in poppa comincia a cambiare: altri politici ed altri impresari, a loro volta si risvegliano. Si vociferano altri siti, geograficamente più ambiti, disponibili ad ospitare l’inceneritore della Calabria nord. La saggezza popolare commenta: si è aperta la guerra fra bande!</p>
<p style="text-align: justify;">Il sindaco di San Lorenzo del Vallo, però non si perde d’animo e, senza retrocedere, indirettamente rilancia: non rinunciamo all’inceneritore, ma siamo pronti ad ospitare un dissociatore molecolare. E difatti dalla sera alla mattina la comunità di San Lorenzo del Vallo si ritrova con una delibera consiliare che approva la costituzione di una società mista (Ente comunale e privato) che dovrebbe andare a gestire la costruzione e l’attività di un dissociatore molecolare, che poi altro non è se non che un inceneritore con un nome più scientifico. La notizia suscita a livello popolare un lapidario commento: perso un affare si può sempre sopperire con un altro.</p>
<p style="text-align: justify;">A metà gennaio corrente anno, siamo inoltre venuti a conoscenza, tramite la stampa provinciale, che il Presidente della regione Calabria Loiero, in audizione parlamentare sul problema dello smaltimento dei rifiuti, ha tracciato una linea di intervento in materia di discariche e inceneritori dichiarando che in Calabria entro otto mesi apriranno dieci discariche ed ha segnalato fra l’altro “per la locazione dell’inceneritore la disponibilità del sindaco di San Lorenzo del Vallo”, nonché una dichiarazione ventilata dell’amministrazione comunale di Cosenza sulla “possibilità di individuare un sito adeguato e sinergico ad altre strutture di raccolta per raggiungere l’autosufficienza del territorio nello smaltimento dei rifiuti”.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi doveva capire ha capito, ed infatti, trascorso qualche giorno dalle dichiarazioni del presidente Loiero il sindaco di Cosenza convoca per il giorno 23 gennaio un consiglio comunale in cui al quarto punto all’ordine del giorno è prevista la discussione su «Un termovalorizzatore per il Comune di Cosenza e l’area urbana». Non c’è che dire, lor signori sono tutti in azione. Stanno solo cercando un buon accordo e poi via… ecco a voi l’inceneritore della Calabria nord. Ma sono proprio sicuri che filerà loro tutto liscio?</p>
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		<title>Si alla differenziata! No agli inceneritori e alle discariche!</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 18:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>asca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[No agli inceneritori e alle discariche! Sì alla raccolta differenziata e al riciclo! Emergenze rifiuti programmate a tavolino, discariche, inceneritori: solo storie di affari, tangenti, mazzette e devastazione ambientale. Dopo la Campania sarà il turno della Calabria? <p style="text-align: justify;">Dopo la Campania sarà il turno della Calabria? Sembra proprio di si! In provincia di Cosenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;">No agli inceneritori e alle discariche!</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Sì alla raccolta differenziata e al riciclo!</h3>
<h4 style="text-align: justify;">Emergenze rifiuti programmate a tavolino, discariche, inceneritori: solo storie di affari, tangenti, mazzette e devastazione ambientale.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Dopo la Campania sarà il turno della Calabria?</h4>
<p style="text-align: justify;">Dopo la Campania sarà il turno della Calabria? Sembra proprio di si! In provincia di Cosenza montagne di rifiuti appaiono ormai ovunque. Come mai? Semplice: bisogna convincere i cittadini che la Calabria Nord ha bisogno di discariche e inceneritori che vengano costruiti quanto prima, se si vuole evitare che la situazione precipiti come è accaduto a suo tempo in Campania.<br />
I comitati civici e le associazioni ambientaliste e territoriali calabresi da sempre combattono l’incenerimento dei rifiuti e le discariche spiegandone i motivi e avanzando proposte alternative in merito:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li> l’incenerimento dei rifiuti non risolve il problema, fa aumentare le discariche di raccolta e delle ceneri e con la caduta libera delle polveri sottili crea danni seri e irreversibili alla salute pubblica e all’ambiente facendo aumentare malattie e tumori;</li>
<li> nessun finanziamento pubblico deve essere più elargito alla costruzione di inceneritori e discariche ma alla realizzazione di una raccolta differenziata generalizzata, unico metodo atto a risolvere radicalmente la questione rifiuti.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ma a questa denuncia ed a questa proposta le istituzioni politiche ed economiche come rispondono? Criminalizzano la denuncia e ridicolizzano la proposta!</p>
<p style="text-align: justify;">Chiunque si opponga alla costruzione di inceneritori e discariche è un criminale, è un pericolo pubblico, e come tale va fermato, denunciato, arrestato, perché impedisce la risoluzione dell’emergenza rifiuti. Infatti, non è forse questo ciò che l’autorità istituzionale fa ovunque ci sono migliaia e migliaia di cittadini che contestano la costruzione di inceneritori e discariche, giungendo persino al dividi et impera, dei buoni e dei cattivi con l’obbiettivo di imporre poi le sue scelte?</p>
<p style="text-align: justify;">È pura utopia, dicono lor signori, pensare di poter giungere con una raccolta differenziata generalizzata a risolvere l’emergenza rifiuti. Ma noi ci chiediamo: il lasciare alla “buona volontà” di qualche sindaco la messa in atto della raccolta differenziata senza nessuna politica generalizzata di riferimento e continuare invece a finanziare inceneritori e discariche non significa forse che a coniugare la raccolta differenziata con l’utopia sono proprio le decisioni politiche prese a livello di stato centrale?</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque, è anche vero che politici ed imprese se non reagissero cosi alle denunce ed alle proposte dei Comitati civici ed associazioni ambientaliste e territoriali in materia di rifiuti, vuol dire che farebbero male il loro mestiere, che non è certamente quello di salvaguardare la salute pubblica e l’ambiente, bensì quello di riempire il loro portafogli. Inceneritori e discariche per politici ed imprenditori sono un vero affare, un tesoro di denaro pubblico da saccheggiare. Discariche ed inceneritori sono solo storie di mazzette e tangenti per politici ed impresari, e storie di tumori e veleni per l’uomo e l’ambiente tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Poco importa se danneggiamo salute pubblica ed ambiente, tanto la morte arriverà in ogni caso, e se nel frattempo ci riempiamo di soldi vivremo sicuramente meglio quel che ci resta da vivere: evidentemente è così che ragionano coloro che hanno la pretesa di rappresentarci, coloro che affermano di lavorare per il nostro bene, per il bene comune, coloro che decidono sulle nostre teste.</p>
<p style="text-align: justify;">A dire il vero, ogni tanto succede che qualche amministratore locale che vuole stare in pace con la propria coscienza trovi la forza di dire sinceramente no all’incenerimento e si schieri conseguentemente con le contestazioni popolari e le proposte alternative; ci sono però altri che si fanno belli davanti alla protesta per poi spartirsi la torta in camera caritatis una volta “imposti dall’alto” inceneritori e discariche; ed infine ci sono quelli che dinanzi all’odor dei soldi, strafregandosene della salute pubblica, dell’ambiente, delle proteste cittadine, perdono i lumi della ragione e si dicono pronti ad ospitare nel loro territorio discariche, inceneritori, gassificatori, etc.</p>
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<pre>No agli inceneritori e alle discariche!

Sì alla raccolta differenziata e al riciclo!

Emergenze rifiuti programmate a tavolino, discariche, inceneritori: solo storie di affari, tangenti, mazzette e devastazione ambientale

Dopo la Campania sarà il turno della Calabria?

Dopo la Campania sarà il turno della Calabria? Sembra proprio di si! In provincia di Cosenza montagne di rifiuti appaiono ormai ovunque. Come mai? Semplice: bisogna convincere i cittadini che la Calabria Nord ha bisogno di discariche e inceneritori che vengano costruiti quanto prima, se si vuole evitare che la situazione precipiti come è accaduto a suo tempo in Campania.

I comitati civici e le associazioni ambientaliste e territoriali calabresi da sempre combattono l’incenerimento dei rifiuti e le discariche spiegandone i motivi e avanzando proposte alternative in merito:
- l’incenerimento dei rifiuti non risolve il problema, fa aumentare le discariche di raccolta e delle ceneri e con la caduta libera delle polveri sottili crea danni seri e irreversibili alla salute pubblica e all’ambiente facendo aumentare malattie e tumori;
- nessun finanziamento pubblico deve essere più elargito alla costruzione di inceneritori e discariche ma alla realizzazione di una raccolta differenziata generalizzata, unico metodo atto a risolvere radicalmente la questione rifiuti.

Ma a questa denuncia ed a questa proposta le istituzioni politiche ed economiche come rispondono? Criminalizzano la denuncia e ridicolizzano la proposta!

Chiunque si opponga alla costruzione di inceneritori e discariche è un criminale, è un pericolo pubblico, e come tale va fermato, denunciato, arrestato, perché impedisce la risoluzione dell’emergenza rifiuti. Infatti, non è forse questo ciò che l’autorità istituzionale fa ovunque ci sono migliaia e migliaia di cittadini che contestano la costruzione di inceneritori e discariche, giungendo persino al dividi et impera, dei buoni e dei cattivi con l’obbiettivo di imporre poi le sue scelte?

È pura utopia, dicono lor signori, pensare di poter giungere con una raccolta differenziata generalizzata a risolvere l’emergenza rifiuti. Ma noi ci chiediamo: il lasciare alla “buona volontà” di qualche sindaco la messa in atto della raccolta differenziata senza nessuna politica generalizzata di riferimento e continuare invece a finanziare inceneritori e discariche non significa forse che a coniugare la raccolta differenziata con l’utopia sono proprio le decisioni politiche prese a livello di stato centrale?

Comunque, è anche vero che politici ed imprese se non reagissero cosi alle denunce ed alle proposte dei Comitati civici ed associazioni ambientaliste e territoriali in materia di rifiuti, vuol dire che farebbero male il loro mestiere, che non è certamente quello di salvaguardare la salute pubblica e l’ambiente, bensì quello di riempire il loro portafogli. Inceneritori e discariche per politici ed imprenditori sono un vero affare, un tesoro di denaro pubblico da saccheggiare. Discariche ed inceneritori sono solo storie di mazzette e tangenti per politici ed impresari, e storie di tumori e veleni per l’uomo e l’ambiente tutto.

Poco importa se danneggiamo salute pubblica ed ambiente, tanto la morte arriverà in ogni caso, e se nel frattempo ci riempiamo di soldi vivremo sicuramente meglio quel che ci resta da vivere: evidentemente è così che ragionano coloro che hanno la pretesa di rappresentarci, coloro che affermano di lavorare per il nostro bene, per il bene comune, coloro che decidono sulle nostre teste.

A dire il vero, ogni tanto succede che qualche amministratore locale che vuole stare in pace con la propria coscienza trovi la forza di dire sinceramente no all’incenerimento e si schieri conseguentemente con le contestazioni popolari e le proposte alternative; ci sono però altri che si fanno belli davanti alla protesta per poi spartirsi la torta in camera caritatis una volta “imposti dall’alto” inceneritori e discariche; ed infine ci sono quelli che dinanzi all’odor dei soldi, strafregandosene della salute pubblica, dell’ambiente, delle proteste cittadine, perdono i lumi della ragione e si dicono pronti ad ospitare nel loro territorio discariche, inceneritori, gassificatori, etc.</pre>
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