Articoli con tag inceneritore

Inceneritore a Casabona (KR): ancora parlano i sindaci?!

I giovani di Casabona (KR), a seguito della decisione del sindaco di ospitare un inceneritore nel territorio, stanno protestando – almeno per il momento ‘virtualmente’ – ma non solo… La protesta è nata spontanea su Facebook, nel gruppo Casabona regna, da parte di cittadini di Casabona, studenti fuori sede, lavoratori emigrati e tante altre persone che hanno a cuore la salute e la tutela del territorio di questo piccolo centro calabrese, supportata anche dai comuni limitrofi. Successivamente si è costituito un comitato cittadino per il no all’inceneritore che sta raccogliendo le adesioni proprio in questi giorni.
Rilanciando anche da queste pagine il secco ‘no agli inceneritori’ nè a Casabona nè altrove, ribadiamo ancora una volta che l’unica alternativa praticabile sia la strategia ‘Rifiuti Zero‘, illustrata diverse volte in Calabria proprio dal suo ‘creatore’ Paul Connett, che a pochi chilometri da Casabona, a Scala Coeli, qualche mese fa, l’ha illustrata ai cittadini.
* dal blog di By.Ros
* dal blog di Emilio Grimaldi
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Rifiuti: le incoerenze del Consiglio Comunale di Rende

noinceneritoreL’Associazione “No alle discariche”  vuole segnalare la propria presenza al Consiglio comunale di Rende (12 novembre) che si è svolto tra tante incoerenze. Sono emerse alcune contraddizioni che non possiamo far passare silenti.

La prima riguarda i consiglieri Tommasi Ettore e D’Ambrosio Franco che si sono espressi favorevolmente ad un inceneritore nella città  di Rende. I cittadini della zona industriale di Rende stanno ancora aspettando che l’area circostante l’ex inceneritore di Rende venga bonificata che già si vorrebbe costruirne uno di nuova generazione, cosicché i nostri figli poi lotteranno per chiedere la bonifica dei danni di “nuova generazione”…

I nostri politici ancora non riescono a capire che il problema non è nei vecchi o nuovi inceneritori, ma semplicemente nella loro logica fondata sulla combustione. Purtroppo la chimica ci insegna che quando c’è combustione c’è anche materiale di scarto (leggi ceneri) e nano particelle cancerogene che si liberano nell’atmosfera. Sfatiamo quindi la falsa notizia che gli inceneritori ci liberano dalle discariche, anzi gli inceneritori hanno bisogno di discariche per rifiuti speciali, come impone la normativa vigente in materia. In sintesi: l’inceneritore non è alternativo alla discarica, ma alla riduzione dei rifiuti ed al riciclaggio.

Gli stessi consiglieri hanno parlato di inceneritori di altre città europee non sapendo che in quelle città fanno una massiccia raccolta differenziata e quello che bruciano è solo la parte che non riescono più a differenziare. Quindi, non hanno risolto il problema dei rifiuti con l’inceneritore, ma con la raccolta differenziata spinta e relativo riciclo dei materiali di scarto!

Che dire poi del Presidente del Consiglio, Emilio Chiappetta, che ha addirittura proposto un inceneritore in ogni provincia, non sapendo che la cosa è irrealizzabile,  sia dal punto di vista economico che tecnico, per non citare poi il problema ambientale. Infatti, lo stesso Sindaco Bernaudo, in un consiglio comunale di qualche mese fa, sempre sui rifiuti, si espresse contro gli inceneritori e citò uno studio di fattibilità avviato dalla Provincia di Cosenza  che metteva in luce una serie di dati che dimostravano che la via dell’incenerimento dei rifiuti è poco sostenibile, inquinante ed economicamente svantaggiosa.

Volete un esempio pratico? L’inceneritore di Brescia. È costato più di 300 milioni di euro, ma impiega solo qualche decina di unità lavorative. L’Unione Europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora per la terza linea dell’inceneritore. Addirittura si è verificata la necessità di importare rifiuti da fuori della provincia di Brescia. Nel latte locale è stata trovata diossina in alte percentuali.

Inoltre, da quando è entrato in funzione l’inceneritore la raccolta differenziata nella città di Brescia è scesa drasticamente. Figuriamoci cosa succederebbe nella nostra realtà se si realizzasse un inceneritore… lasciamo ai nostri amministratori immaginarlo.

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A proposito dell’inceneritore in Provincia di Cosenza

Lo scorso 11 ottobre Il Quotidiano della Calabria ha concesso quasi tutta la pagina delle opninioni (pag. 23) ad Ezio Zarro, presumibilmente un pensionato ARSSA, il quale si è prodotto in una serie di elucubrazioni per dimostrare la necessità di un secondo termovalorizzatore in Calabria. A questo articolo è seguito un dettagliato commento del dott. Ferdinando Laghi, membro dell’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia, inviato il successivo 15 ottobre. Inviato, ma non pubblicato, almeno fino ad oggi. Dato che un commento ad un pezzo uscito troppo tempo addietro non ha molto senso, difendiamolaclabria oggi provvede a pubblicare almeno sul sito le puntuali osservazioni del dott. Laghi.

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L'inceneritore di Gioia Tauro

L'inceneritore di Gioia Tauro

Ho letto con interesse l’intervento di un pensionato dell’ARSSA sul problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) pubblicato dal Quotidiano domenica 11 ottobre. L’articolo, dopo il routinario preambolo sulla ormai vetusta e abusata sindrome NIMBY, si diffonde su dettagli tecnico-organizzativi riguardanti il posizionamento di un inceneritore per rifiuti (non sulle ragioni dell’opzione incenerimento!) nell’ambito della provincia di Cosenza. Sembra in realtà di intuire che la preoccupazione principale, o una delle principali, dell’autore sia quella di dare un senso all’attività di alcuni dipendenti ARSSA, Ente soppresso dalla Regione Calabria.

L’intervento risente, con ogni evidenza, di una mancanza di competenza tecnica nel campo, difficile, dello smaltimento dei RSU, cui si aggiunge la non contestualizzazione geografica del problema in ambito regionale. Il tutto alla luce della fascinazione della soluzione incenerimento, presentata come salvifica e risolutiva, in realtà inadeguata e peggiorativa.

È certamente difficile giungere ad una valutazione serena ed obiettiva del problema, non condizionata da interessi politico-affaristici o da mera ignoranza, ma anche su questo complesso argomento esistono tuttavia mezzi e modi per acquisire informazioni e conoscenze.

E una di queste occasioni si è concretizzata proprio a Cosenza lo scorso 1 ottobre, con la presenza del professor Paul Connett, riconosciuto esperto internazionale nel campo, nonché eccezionale divulgatore. Il convegno, organizzato dal Comitato Beni Comuni della  provincia di Cosenza (www.difendiamolacalabria.org) e tenutosi nel Salone di rappresentanza del Comune di Cosenza, ha visto anche la partecipazione dell’Assessore all’Ambiente di Capannori, paese in provincia di Lucca, uno dei comuni italiani che ha deliberato la strategia “Rifiuti Zero”, un insieme cioè di buone pratiche amministrative e organizzative che tentano di riprodurre ciò che comunemente accade in natura: nessun accumulo di rifiuti. Le interessantissime relazioni e l’illustrazione degli eccellenti risultati ottenuti a Capannori sono stati appannaggio di una platea attenta e numerosissima, in cui tuttavia brillava la pressoché totale assenza di amministratori locali. Troppo superficiali e disinteressati ai problemi reali dei cittadini o forse già troppo esperti nella materia per aver bisogno di approfondimenti. Di certo lo stato dello smaltimento dei RSU in Calabria non sembra avvalorare questa seconda ipotesi.

Né i nostri politici ed amministratori, a caccia di siti dove piazzare, ad onta delle volontà delle popolazioni, discariche di talquale e inceneritori, sembrano tenere in alcun conto la normativa italiana e le direttive della Unione Europea (UE) al riguardo. La UE con la Direttiva 2008/98/CE, del 19 novembre 2008, esplicita chiaramente quale sia la gerarchia nello smaltimento dei rifiuti: ”a) prevenzione; b) preparazione per il riutilizzo; c) riciclaggio; d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e) smaltimento”, confinando agli ultimissimi posti quello che in Calabria si vorrebbe far passare come unica soluzione possibile.

Il Distretto Agroalimnetare di Qualità di Sibari

Il Distretto Agroalimentare di Qualità di Sibari

Non bisogna poi dimenticare che gli inceneritori di RSU emettono sostanze gravemente nocive alla salute (fumi e particolato) ad azione infiammatoria e cancerogenetica, tanto da essere classificati “Industrie insalubri di classe I” (art. 216 RD 1265/34; DM 5/9/1994). Per tale motivo ne è esclusa la collocazione in zone agricole caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti (D.lgs. 228 del 18/05/2001). Il territorio del comune di Tarsia, proposto come sito per l’inceneritore, fa parte, assieme ad altri 31 Comuni, del Distretto Agroalimentare di Qualità (DAQ) di Sibari, istituito con apposita legge regionale, e presenta proprio quelle tipicità e qualità di prodotti previste dalla legge che impedisce gli insediamenti industriali caratterizzati da rischi per la salute.

È poi paradossale che si parli di incenerimento in una regione nella quale tutte, ma proprio tutte, le condizioni non solo permetterebbero, ma imporrebbero uno smaltimento dei RSU che escludesse tale pratica, a vantaggio della Raccolta Differenziata (RD) e delle altre pratiche virtuose ad essa collegate.

Ogni ipotesi organizzativa di smaltimento dei RSU, infatti, non può non tener conto del contesto geografico ed abitativo in cui deve essere implementata: due tra le variabili di maggior peso sono rappresentate dalla densità abitativa e dalle vie di comunicazione. La Calabria è una regione orograficamente complessa e “difficile”, con uno sviluppo costiero imponente (circa 800 km), ma con la maggior parte del territorio montuoso e con una viabilità, autostrada compresa, assolutamente inadeguata già alle normali esigenze della quotidianità. Gli abitanti, 2.000.000 circa, vivono in 409 comuni e producono un milione circa di tonnellate annue di RSU. La densità abitativa della Calabria è di 132 abitanti/km2 .Per fare un raffronto, la Campania (il cui “spettro”, quando si parla di rifiuti, viene spesso agitato, anche in ambito nazionale) conta 5.800.000 abitanti (427 abitanti/km2), mentre la Provincia di Napoli, la vera area dell’emergenza rifiuti, ha ben 3.000.000 di abitanti, con la densità abitativa più alta d’Italia (2.629 abitanti/km2).

Una situazione, quella calabrese, che rende assai problematica ed economicamente onerosa sia la fase di raccolta che di trasporto dei rifiuti, consigliando, invece, di incentivare il più possibile sia la riduzione della produzione, che le iniziative di smaltimento locale dei RSU, incentrate sulla RD.

Al contrario, le pratiche dell’incenerimento e del conferimento in discarica del talquale appaiono inevitabilmente connesse con rischi per la salute umana, oltre che con costi elevati e pericoli di infiltrazioni malavitose.

Anche nella nostra regione esistono esempi concreti di buone pratiche nell’ambito dello smaltimento dei RSU. Chi volesse visitare un Comune della nostra provincia che ha imboccato, e con successo, la strada della RD, può recarsi a Saracena, dove in poco più di un anno sono scomparsi i cassonetti stradali, le strade sono pulite, gli abitanti hanno ottenuto una riduzione della tassa sui rifiuti, sono aumentati i posti di lavoro per gli addetti al settore.

Perché dunque tanto si è dibattuto, in questi anni, sulla strada da intraprendere in Calabria per lo smaltimento dei RSU?

C’è più di un motivo per ritenere, come anche le cronache giudiziarie dimostrano chiaramente, che gli interessi politico-malavitosi non siano stati estranei a scelte che garantivano, evidentemente, la massimizzazione dei loro profitti.

Castrovillari, 14 ottobre 2009

Ferdinando Laghi

Associazione Medici per l’Ambiente ISDE-Italia

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Inceneritore a Cosenza? consiglio comunale, atto III – Comunicato stampa ComitatoBeniComuni

Sentiamo la necessità di informare la maggioranza consiliare del Comune di Cosenza e il vicesindaco Ambrogio, che quella che è stata definita la <<protesta disgustosa di un manipolo di provocatori>> altro non era che l’espressione della volontà di partecipazione di un nutrito e colorato gruppo di cittadini e rappresentanti di sindacati, comitati e associazioni rispetto ad una scelta fondalmentale per il futuro dell’area urbana.
Una amministrazione che si definisce “cristallina”, dovrebbe spiegare alla cittadinanza come sia stato possibile aver perso un finanziamento regionale di 524.000 euro per la raccolta differenziata porta a porta, rimasto inutilizzato per due anni; inoltre, dovrebbe spiegare perchè – a partire dal presidente regionale Loiero, passando per il sindaco di Castrolibero, fino ad arrivare al consigliere Ciacco – l’area urbana è considerata idonea per la realizzazione di megadiscariche e di un pericoloso ed inutile inceneritore.
Poiché anche noi, come Ambrogio, siamo per la “fermezza democratica e la serietà istituzionale”, chiediamo fermamente e seriamente che sulla questione dei rifiuti solidi urbani l’amministrazione comunale decida di svolgere un consiglio comunale aperto ai cittadini.

LIPU – Rende, Associazione “NO alle discariche” – Rende, Comitato RO.MO.RE. – Rende, Comitato Beni Comuni – Cosenza, CIB – UNICOBAS – Cosenza, Forum Ambientalista Calabria, Ingegneria Senza Frontiere – Cosenza, CGIL – Camera del Lavoro Cosenza, Radio Ciroma, Rebel Fans Cosenza, CPOA Rialzo, Onda Calabra, Yairahia.

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Inceneritore a Cosenza? consiglio comunale, atto II

Ma che Ciacco dici??! No Inceneritore, sì raccolta differenziata!

Cronaca del 22-23/01/2009 – Aula adunanza consiglio comunale.

Ore 20.00 – Dopo un’estenuante maratona sui “gruppi e monogruppi”, distribuzione di materiali informativi [comunicato - volantino - 10 ragioni] le persone presenti all’interno dell’aula si autodeterminano (oltre 50). Viene interrotto il consiglio per una decina di minuti a colpi di “Noi non vogliamo i tumori” “Vergogna, vergogna” esposto uno striscione “Ma che Ciacco dici??! No Inceneritore, sì raccolta differenziata”. Infine un messaggio è stato scandito, rivolto all’intero consiglio comunale, a Ciacco in particolare, oltre che al sindaco: ritorneremo!

comunicato del comune
rassegna stampa:
Il Quotidiano di Calabria 23/01/09 pag 17
Il Quotidiano di Calabria 23/01/09 pag.20

CalabriaOra 23/01/09 pag.20

Si ritorna il giorno successivo e il punto non viene discusso, il presidente comunica che i punti all’ordine del giorno verranno trattati alla successiva assemblea, di seguito a quelli già definiti. Nel frattempo si decide di rispondere con un comunicato stampa, non pubblicato da alcun giornale.

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