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Dalla Calabria a tutta l’Italia: No al Carbone. Solidali con i cittadini di Civitavecchia.

9 Marzo 2013 – Comunicato Stampa.

Inquinamento-26-marzo-2011-ore-23Da tempo abbiamo affermato che la lotta per un modello di sviluppo diverso, per esempio per la riduzione della produzione di rifiuti e per la riduzione del consumo energetico, non passa attraverso proclami e enunciazioni teoriche, bensì attraverso lotte senza frontiere contro il vero movente dei disastri sparsi in Italia e nel mondo: la speculazione privata.

Per questo tutti i comitati ed i cittadini della Calabria che hanno a cuore le sorti della propria terra sono a fianco dei cittadini della sibaritide e dell’area grecanica nella lotta contro il carbone a Rossano (CS) ed a Saline Joniche (RC).

Per questo siamo a fianco di tutti i comitati che si battono da tempo contro il carbone in tutta Italia, perché

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Enel via dal Pollino!

centrale del mercure

Siamo lieti di comunicare all’Enel ulteriori brutte notizie circa quel rottame enfaticamente definito centrale del Mercure. Notizie pessime per Enel ma, in compenso, ottime per le popolazioni che da oltre dieci anni vivono sotto l’incubo del suo predatorio progetto.

Dopo il confortante esito dell’udienza del TAR promossa dai Sindaci di Viggianello e Rotonda, il 24 gennaio scorso, in cui il Tribunale Amministrativo ha riconosciuto la fondatezza del ricorso, è ora il turno del Forum Ambientalista Nazionale a scendere in campo per la tutela della salute, del lavoro e dei diritti della gente della Valle. Il 21 febbraio, infatti, si terrà, sempre al TAR, una udienza sul procedimento promosso, questa volta dall’Associazione ambientalista, contro la centrale del Mercure. Come più volte ribadito, soprattutto coi fatti (manifestazioni, proteste, occupazioni, presidi, azioni legali), il messaggio, da parte degli abitanti della Valle del Mercure per l’Azienda elettrica, è uno e uno solo: ANDATE VIA!

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135 mila tonnellate di veleni di Enel e del carbone in Calabria

Nel 2009 l’operazione “Leucopetra” aveva smascherato un’associazione a delinquere che aveva interrato in provincia di Reggio Calabria più di centomila tonnellate di fanghi tossici provenienti dalla centrale a carbone di Brindisi “Federico II”, quella che Enel definisce d’avanguardia e con cui finanzia concerti, squadre di basket e visite pastorali del Papa.

Quando qualche settimana fa la Guardia di Finanzia informava dello smaltimento illegale in Calabria di 135 mila tonnellate di rifiuti tossici, prodotti da una “azienda leader del settore energetico”, nessuno lo ha detto ma sembrava un film già visto. Oggi scopriamo, per niente sorpresi, che nelle campagne di Vibo Valentia sono state sepolte 127 mila tonnellate di sostanze tossiche e pericolosissime prodotte ancora una volta dalla centrale a carbone di Brindisi, contenenti Nichel, Vanadio, Stagno, Selenio, Floruri e Solfati: stiamo parlando di veleno per il nostro organismo.

Aldilà della verità giudiziaria che richiederà tempo ed è sempre incerta, è palese ancora una volta un’impietosa verità politica: il carbone è fonte inesauribile di veleni per l’aria, l’acqua e la terra, e viene utilizzata e proposta solo per il profitto di Enel Spa o altri speculatori energetici. Queste sostanze, quando sono smaltite in discariche autorizzate, non sono assolutamente innocue, in quanto le attuali tecniche permettono solo di limitare l’impatto che queste hanno per la salute e l’ambiente. Ma queste tecniche sono comunque costose, ed evidentemente qualcuno preferisce gettare i fanghi tossici direttamente nelle campagne della Calabria, facendo leva su qualche mafiosetto del luogo.

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La vittoria contro il carbone è solo un punto di partenza

Abbiamo atteso qualche ora prima di esprimere nuovamente soddisfazione per un risultato politico epocale per il territorio calabrese: il no al carbone della Regione.

Abbiamo atteso perché è sempre interessante, dopo mesi di difficile lavoro, osservare il salto generale sul carro dei vincitori. Osservare le reazioni di chi, almeno a parole, in questa vicenda si è espresso e di chi, ambiguamente, ha preferito tacere.

Ci piace sottolineare che è stato solo grazie alla spinta popolare ed al lavoro dei comitati locali che si è smascherato l’intero impianto devastatore di Enel Spa, il piano di ulteriore sfruttamento di un territorio il quale, sia a livello cittadino che regionale, sta pagando a caro prezzo i profitti degli speculatori e le concessioni di una classe dirigente inadeguata.

Dobbiamo essere però onesti: in questi anni abbiamo anche pagato l’indifferenza e l’arrendevolezza di una popolazione troppo spesso silenziosa.

Per questo Rossano e Saline ci insegnano che i territori possono vincere senza chiedere, rivendicando il loro diritto di sovranità su terra, acqua, aria, salute.

Per questo non siamo granché entusiasti di chi si è già lanciato nella rincorsa ad Enel Spa e Sei Spa, ai loro miliardi, come se si trattasse di istituti di beneficenza. Le comunità grecaniche e della sibaritide devono capire e decidere come sviluppare i propri territori, eventualmente liberandoli degli scempi edilizi ed industriali di questi decenni, garantendo realmente benessere alle comunità, quindi salute ed economia.

Ma questa non è stata solo una battaglia contro gli speculatori ed i loro faccendieri, ma anche contro l’eterno ricatto del lavoro. Quel ricatto generato dal sottosviluppo e che si è rinnovato ogni qual volta abbiamo svenduto terra e dignità: questa volta non è stato così.

Per questo il no al carbone non è un arrivo, ma una tappa importante che apre le porte a scenari meno neri non solo per noi, ma per il futuro dell’intera Regione.

Flavio Stasi

Rete di Difesa Territoriale “Franco Nisticò”

Coordinamento Nazionale No Carbone

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Centrale del Mercure. Solidarietà per l’aggressione subita da Ulderico Pesce

Ulderico Pesce è impegnato in tante battaglie territoriali

Le vicende legate al progetto dell’ENEL sulla Centrale del Mercure si vanno sempre più connotando di inquietanti particolari ed episodi. Tale è l’aggressione, a Ulderico Pesce, riportata dalla stampa, in occasione della diretta televisiva di RAI3 Calabria “Buongiorno Regione”. Aggressione a base di sputi, minacce verbali e gravissime affermazioni, da parte di figuri “sensibili” alle tesi dell’ENEL. Al noto attore e autore lucano, di cui è ben conosciuto l’impegno sociale, si rimproveravano, evidentemente, le prese di posizione e le iniziative a tutela del territorio e delle popolazioni del Mercure. Ma affermazioni del tipo: “la mafia è con noi”, introducono un elemento di fortissima preoccupazione non solo per l’incolumità personale di chi democraticamente e pacificamente si oppone al progetto dell’Enel, ma anche sull’agibilità democratica della vertenza e sul futuro stesso del territorio. Che la delinquenza organizzata sia a sostegno delle ragioni di chi vuole la riapertura della Centrale, come in pratica è stato affermato, è fatto di sconvolgente gravità. Mai, fino ad ora, si era giunti a tanto, pur se atteggiamenti intimidatori e aggressivi, nei confronti di rappresentanti dei movimenti contrari alla riapertura della Centrale e delle Istituzioni, già si erano verificati, pur essi, a suo tempo, puntualmente denunciati alle Autorità competenti.

Questa deriva non può essere ulteriormente accettata. C’è la necessità di una risposta immediata, chiara e ferma delle Istituzioni democratiche, delle Forze politiche e sindacali, delle Forze dell’Ordine, per isolare e sconfiggere la violenza e l’intimidazione, da sempre strumenti, oggi verbali, domani chissà, per la malavita organizzata, vero cancro della nostra Regione. Enel, da parte sua, condanni immediatamente e senza infingimenti detti accadimenti da cui la presa di distanza non può che essere netta e, soprattutto, definitiva. L’allarme che oggi lanciamo sia anche a futura memoria, perché nessuno, domani, possa dire “io non ne ero al corrente”.

Forum “Stefano Gioia” delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani per la tutela della legalità e del territorio

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Appunti di Controinformazione: Energia e disastri

* ore 17.30: Apertura

* A seguire: Dibattito sul rapporto tra energia e territorio. I Numerosi progetti di riconversione, il bilancio energetico regionale, l’utilizzo di combustibili e fonti obsolete ed insostenibili rendono la calabria una vera e propria polveriera. Grazie alla partecipazione di numerosi comitati locali (comitato no carbone Rossano, forum Stefano Gioia pollino, comitato no carbone saline ioniche e altri) nonché di autorevoli medici ed esperti in materia, tenteremo di tracciare lo stato di salute e le prospettive di sviluppo del nostro territorio mentre continua quello che ha tutta l’aria di essere uno strutturale attacco della speculazione energetica.

* ore 20.30: Cena Sociale

* A seguire: Proiezione videodocumentario “Altolazio come brindisi” a cura del comitato Cittadini Liberi di Tarquinia

Questa serie di eventi è stata concepita come promemoria. In un periodo in cui la verità sul presente e sul futuro di milioni di persone si fa sempre più torbida e tristemente univoca, solo attingendo a piene mani da fonti differenti, quanto meno possibile colluse e compromesse dai giochi dei potenti, ci si può avvicinare alla piena coscienza di ciò che realmente sta accadendo alla nostra terra ed alle sue genti. Attraverso i 7 racconti-dibattito Avvelenati, Inchiesta, Ponte!?, Navi a perdere, Acqua pubblica, Navi dei veleni, Energia e disastri, giornalisti ed esperti da tutta Italia porteranno la loro testimonianza per condividere, con coloro che decideranno di partecipare, la loro esperienza maturata sul campo. Allo spirito di auto-formazione di cui si vestono tutte le giornate è da unirsi la volontà ed il bisogno degli studenti di vivere reali e sinceri momenti di aggregazione. Rigettiamo la logica secondo la quale il naturale bisogno di divertimento e aggregazione degli individui debba necessariamente trasformarsi in business e questa è la ragione per cui ogni giornata si concluderà con una cena sociale, alla quale ciascuno contribuirà con i mezzi che possiede con il solo scopo di ritrovare quella collettività viva che tra i cubi della nostra università e in generale nella società tutta manca oramai da tempo.

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5 anni di elettrodotto a Montalto… festeggiamo!!!

Un altro anno è passato; e sono 5 da quando l’elettrodotto è stato energizzato (31.10.2005 – 31.10.2010). Tanti sono i motivi per essere contenti.

Contentissimi perché noi abitanti di Pianette e di Lucchetta siamo ancora vivi, nonostante gli studi scientifici testimoniano che ad una distanza compresa tra i 4-500 metri da un elettrodotto come quello che attraversa il nostro territorio, si muore per tumori, leucemie ed altre gravi malattie.

Contenti perchè quasi tutte le forze politiche e la gran parte dei nostri cari concittadini continuano a disinteressarsi del problema.

Contenti perchè i sindaci dei comuni limitrofi hanno lottato duramente per non rovinare la salute dei funghi e dei castagni, impedendo l’approvazione della variante che prevedeva il passaggio dei cavi in prossimità del crinale della montagna. Certo, le persone valgono meno dei funghi e dei castagni!

Contenti perchè l’attuale tracciato montaltese non corrisponde esattamente al tracciato indicato nel progetto originario su cui si è espresso il Ministero dell’Ambiente  nel 1998, ma nessuno fa niente.

Contentissimi perchè a Pianette e a Lucchetta non è avvenuto l’interramento dei cavi nonostante  una legge regionale della Calabria del marzo 2005 lo preveda nelle aree antropizzate.

Contenti perchè non riusciamo nemmeno ad incontrare il Presidente della Provincia Oliverio, il Governatore Scopelliti… per non parlare del Min. dell’Ambiente.

Contentissimi perché la gente continua a credere erroneamente che abbiamo ricevuto  indennizzi da TERNA.

Contentissimi perché nessuno ci risveglia da un incubo. A dire il vero qualcuno ci ha pure provato in quest’ultimo anno; sono l’On. Franco Laratta (PD), l’On. Domenco Scilipoti (IDV) e l’On. Luigi de Magistris (IDV) che hanno presentato delle Interrogazioni Parlamentari e anche la Procura della Repubblica. Ma noi ci chiediamo perché disturbare TERNA S.p.A. che dorme così beata sonni tranquilli?  E perché disturbare il Governo (che ovviamente non risponde) con Interrogazioni Parlamentari che riguardano la salute dei cittadini, quando probabilmente esso ha ben altre cose più interessanti e lucrose di cui occuparsi…!

Comitato “Insieme per la Salute”

Associazione ACSSA

Invitiamo il sindaco, i rappresentanti politici, i cittadini,
Domenica 31 ottobre ore 10,30  in piazza E. Bianco.  “FESTEGGEREMO con allegria” il 5° “splendido” anniversario.
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[Carbone] Disoccupazione: buongiorno ai sindacati. L’esempio Civitavecchia? La centrale è fuorilegge.

Riscopriamo nell’autunno di quest’anno di avere persino dei sindacati nella sibaritide. Come lavoratori, disoccupati, studenti e sfruttati di questo territorio non ce ne eravamo mai accorti, costretti sempre a difenderci da soli mentre le sigle cosiddette sindacali dividevano la torta con la classe dirigente a suon di clientele e favoritismi.

D’improvviso il ceto sindacale della città si è accorto dell’epocale problema della disoccupazione nel meridione e nella sibaritide, e che cosa fa? Chiede lavoro? Chiede contratti a tempo indeterminato? Chiede ammortizzatori sociali? No, niente di tutto questo. Chiede carbone, la nuova panacea contro tutti i mali. Inutile dilungarsi oltre, basta chiedere ad un cittadino qualunque cosa pensa dei sindacati, a parte qualche rara eccezione, per capire di che tipo di apparati stiamo parlando.

Se avessero fatto negli ultimi vent’anni metà del loro dovere, a quest’ora avremmo un presente sicuramente diverso, per cui abbiano la dignità di smetterla di speculare sui bisogni della popolazione.

Piuttosto ricordiamo agli smemorati che l’iper-moderna centrale a carbone di Civitavecchia, quella dei gerani e delle spigole per intenderci, è negli ultimi mesi al centro di una vera e propria bufera.

La Procura della Repubblica ha infatti recepito e verificato le denunce dei cittadini dell’alto lazio, attestando che la centrale non rispetta né le norme vigenti per quanto riguarda la qualità dell’aria, né le prescrizioni previste dal decreto autorizzativo della centrale.

Le violazioni riguardano le modalità di carico e scarico del carbone, le quantità di zolfo emesse in aria, l’accantonamento di ceneri e residui cancerogeni in aree non idonee, il mancato rispetto delle norme di sicurezza per gli operai a contatto col materiale di scarto e le contropartite da trasferire alle amministrazioni locali. Insomma, la centrale a carbone di Civitavecchia è fuorilegge. La Procura ha richiesto l’intervento dei ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, i quali tardano ad intervenire perché evidentemente poco interessati alla salute dei cittadini dell’Alto Lazio.

Nella sibaritide non aspetteremo nessun Ministero: il dialogo con Enel Spa si aprirà solo quando questa avrà ritirato il progetto di una conversione a carbone per delle alternative ecosostenibili che garantiscano salute, lavoro e sviluppo. In caso contrario speculatori e faccendieri dovranno andare a fare profitti da un’altra parte.

Flavio Stasi

Rete di Difesa Territoriale “Franco Nisticò”

Coordinamento Nazionale No Carbone

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Centrale del Mercure: la Regione dice si, ma è illegittimo

Un’Enel “ventriloqua” continua a parlare con la bocca di altri, che oltre alla dignità, hanno perso, e da tempo, il senso del reale. Ecco come uno sparuto gruppo di “sostenitori a gettone”, del tutto estranei al territorio, diventano migliaia di persone, mentre le devastazioni -economiche, occupazionali, ambientali- che la Centrale del Mercure determinerebbe, diventano, come per incanto, vantaggi. Bisognerebbe però chiedersi come mai questi vantaggi siano da sempre sfuggiti e ancora sfuggano alle popolazioni che abitano questa terra, aggredita e vilipesa. E così anche una semplice delibera di un ossequioso funzionario, ancora neanche pubblicata, diventa LA vittoria definitiva. Falso, falso, falso. Non sarà certamente questo documento a chiudere la partita. Documento, pieno di incredibili e evidentissimi “errori”, emesso senza che nessuna Conferenza di Servizi sia stata convocata, e che servirà invece a capire chi vorrà difendere la legalità e chi interessi estranei e opposti a quelli delle popolazioni. Certo è che questo documento rimanda anche alle gravissime responsabilità di un Ente Parco imbelle e subalterno, che con la sua politica, volutamente attendista e rinunciataria, ha consentito questo squallido tentativo che troverà le risposte adeguate, di legalità -in Italia e presso la Comunità Europea- e da parte della popolazione sulla cui pelle in troppi cercano di speculare.

I festeggiamenti degli “amici” dell’Enel sono perciò assolutamente fuori posto. La vicenda della Centrale finirà soltanto quando quell’ammasso di amianto e ferraglia rugginosa, dismesso dai lontani anni novanta, verrà smontato e portato lontano dalla nostra terra.

Forum “Stefano Gioia” delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani per la tutela della legalità e del territorio

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ENEL: l’energia che ci devasta!

Lo striscione esposto a Lorica (CS) durante il Sila in Festa, sponsorizzato anche dall'Enel. Peppe Voltarelli ha risposto all'appello leggendo dal palco il volantino, tra gli applausi dei presenti.

LO SAPEVATE CHE…

ENEL VUOLE BRUCIARE CARBONE NELLA CENTRALE DI ROSSANO (CS), SULLA SPIAGGIA DEL GOLFO DI SIBARI,

COSTRUIRCI UN MOLO PER NAVI CARBONIERE DA CENTOMILA TONNELLATE, UTILIZZARE 17.000 TIR PER IL

TRASPORTO, DANDO UN COLPO MORTALE A SALUTE, AMBIENTE E TURISMO DI TUTTA LA SIBARITIDE?

LO SAPEVATE CHE…

ENEL VUOLE ACCENDERE UNA ENORME CENTRALE A BIOMASSE NEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO,

BRUCIANDO OLTRE 400.000 TONNELLATE DI LEGNO L’ANNO, TRASPORTATO DA OLTRE 100 CAMION AL

GIORNO, DANNEGGIANDO COSÌ IN MANIERA IRREPARABILE SALUTE, AMBIENTE, TURISMO E SPECIE

PROTETTE?

CHIEDIAMO A TUTTI GLI ARTISTI SOLIDARIETA’ CONTRO QUESTA AGGRESSIONE ALLA NOSTRA TERRA E DI

RICORDARE CHI E’ E COSA FA ENEL…L’ENERGIA CHE CI DEVASTA!

Enel s.p.a. da qualche anno finanzia concerti in tutta Italia attraverso sponsorizzazioni e campagne per promuovere la sua immagine. Il Sila in Festa è sponsorizzato dalla stessa azienda che da otto anni sta utilizzando ogni mezzo a propria disposizione per aprire una centrale termoelettrica nel bel mezzo del Parco Nazionale del Pollino, la cosiddetta “Centrale del Mercure” dal nome dello splendido fiume che attraversa Basilicata e Calabria, che scorre non distante dal sito dove si vorrebbe costruire la nuova centrale e dove vi sono ancora i rottami dell’impianto spento nel 1997. Dal 2005 Enel vorrebbe anche riconvertire a carbone la centrale termoelettrica che si trova a Rossano (CS). Si tratta di una centrale piazzata “opportunamente” nel mezzo della spiaggia, che di fatto divide il litorale delle due cittadine di Rossano e Corigliano Calabro. La riconversione prevede anche la costruzione di un molo ad hoc per navi transoceaniche cariche di carbone e l’utilizzo di 17.400 tir sulla già congestionatissima e tristemente famosa Statale 106. Si tratta di devastazione pura: colpi letali inferti alla salute ed allo sviluppo di un territorio a vocazione naturalistica, turistica, agricola. Certamente non industriale. Sono molti i territori d’Italia che patiscono gli attacchi degli speculatori dell’energia, i quali si ostinano a promuovere centrali a basso costo che però ammalano le persone e danneggiano le economie locali. Lo sanno benissimo i cittadini di Civitavecchia, Vado Ligure, Porto Tolle, Brindisi e tanti altri. Proprio a Brindisi Enel ha organizzato un concerto nella centrale a carbone di Cerano. Una forte spinta popolare ha convinto Simone Cristicchi a rinunciare all’esibizione mentre molta gente, piuttosto che assistere al resto dei concerti, ha preferito restare fuori in segno di protesta. Cristiano De Andrè ha recentemente firmato un volantino dei cittadini di Vado Ligure che denuncia i danni provocati dall’impianto a carbone Tirreno Power.

Vi siete chiesti perché queste aziende prima devastano e poi ci fanno cantare e ballare? Panem et circenses, si diceva nell’antica Roma. Organizzando concerti nelle peggiori centrali d’Italia si vorrebbe dare a queste fabbriche di veleno un’immagine positiva, far dimenticare quanti dolori provocano alle persone. Sponsorizzando eventi come il Sila in Festa, Enel vorrebbe farci dimenticare i suoi progetti scellerati o gli elettrodotti nei centri abitati. Noi crediamo che l’arte, la musica, non possa avallare tutto questo, anzi: da sempre è stata fonte di coscienza e sana ribellione. Per cui stasera cantiamo e balliamo sulla nostra terra consapevoli di doverla difendere dagli speculatori che intendono sfruttarla e devastarla. Ci appelliamo anche agli artisti: avete voci potenti, lingue allenate a battere il tamburo, per cui unitevi alla nostra battaglia in difesa della salute e della dignità della terra che vi ospita.

Quest’iniziativa aderisce alla campagna “Fuori la musica dalle centrali” lanciata dal Coordinamento Nazionale Contro il Carbone.

Associazione LiberaMente Rossano – Associazione Il riccio Castrovillari – Rete di Difesa Territoriale Franco Nisticò – Forum Stefano Gioia – Coordinamento Nazionale Contro il Carbone – Comitato NO Carbone Rossano

Il Quotidiano della Calabria, ed Cosenza, 31/08/2010

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