Articoli con tag discariche

Discarica di Bucita. Un processo al contrario!

Lunedì 19 aprile si terrà, presso il Tribunale di Rossano, la terza udienza del processo contro il compagno Francesco Cirillo, giornalista e militante ambientalista del tirreno cosentino, denunciato (con assurda richiesta di risarcimento di ben 500.000 euro) dal rappresentante della BIECO, società che gestisce la discarica privata di Bucita. La pretestuosa iniziativa giudiziaria nasce da un articolo-dossier di Cirillo, sugli intrecci ed i retroscena del traffico di veleni a Rossano. Grande è lo sconcerto per una iniziativa giudiziaria, l’ennesima, verso una persona che rappresenta anche un rilevante ed attivo movimento politico-sociale ed ambientalista calabrese.

Al Comune di Rossano ed al Sindaco chiediamo di attivarsi per esprimere solidarietà e vicinanza a Francesco Cirillo per essersi impegnato fattivamente a cercare di far luce, con efficace azione di controinformazione, sui retroscena di una vicenda ancora tutta da chiarire. Le discariche di Bucita, ancora oggi, nascondono, oltre che veleni, una serie di pesanti interrogativi che la città aspetta ancora di chiarire. Interessi speculativi che coinvolgono

esponenti delle passate Amministrazioni Comunali, a partire dagli anni ottanta ad oggi. Terreni agricoli, vincoli archeologici ed ecosistemi delicati, attività produttive e ricettive importanti e che ora sono sull’orlo del fallimento: tutto ciò non ha fermato iniziative azzardate e speculative di amministratori comunale dell’epoca (ma anche attuali) senza scrupoli, i quali hanno avuto l’ardire di sconvolgere un patrimonio eco-produttivo rilevante in un disastro ambientale senza precedenti a Rossano.

E’ su questi elementi che la magistratura ha omesso di indagare e fare chiarezza. Una speculazione pseudo industriale al servizio dei trafficanti di veleni, della mafia dei TIR fuorilegge, di politici corrotti ed arricchitisi a spese della salute della gente. Operazioni politiche-clientelari ma anche minacce, intimidazioni e repressione (non dimentichiamo le vicende punitive

patite dal cittadino De Vincenti Luigi), che hanno prima diviso e poi fatto sparire un Comitato di Lotta (quello di Bucita), attivo e di massa, e poi sventrato da operazioni elettoralistiche-clientelari fatte di false promesse e scambio di voti. Una brutta storia tutta da indagare e da scrivere, insomma, una vicenda, di sicuro,la più vergognosa e dannosa nella storia della città.

E’ per queste ragioni che lunedì saremo al Tribunale per salutare, stare vicino e, soprattutto ringraziare il compagno Francesco, per il suo interessamento alle vicende di questa città, pur non essendone residente. Ci aspettiamo iniziative adeguate di accoglienza anche da parte di chi ci rappresenta nelle Istituzioni. Staremo a vedere.
Rossano lì 13/04/2010

PIETRO ALTAVILLA

Dirigente Sindacale Provinciale SdL – COSENZA

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Appello al sindaco e ai consiglieri comunali di Castrolibero

Vorremmo comunicarvi le nostre considerazioni, analisi e preoccupazioni – in qualità di associazioni e comitati di cittadini -  in merito all’ampliamento della discarica di Castrolibero.

Premettiamo che la nostra non è una lotta ambientalista – con tutto il rispetto verso le persone che dedicano il loro tempo alla salvaguardia del nostro pianeta – ma una battaglia per ristabilire la legalità e il rispetto della salute dei cittadini!
Non siamo contro le discariche, ma contro quelle costruite a poche centinaia di metri dalle case e dalle scuole; contro quelle concepite per raccogliere rifiuti di ogni genere; contro quelle costruite in zona a rischio frane; contro quelle progettate su terreni geologicamente non adatti.

Siamo contro il malaffare della politica locale, che, sfruttando l’emergenza rifiuti, sperpera finanziamenti pubblici per costruire strade attraverso costoni franosi di colline e per giunta su vecchie discariche da bonificare.
Tante famiglie, che avevano scelto le colline di Castrolibero per respirare aria salubre, ora si ritrovano, a due passi dalle abitazioni: l’ampliamento di una discarica di quasi 1 milione di metri cubi, il deprezzamento delle loro case e per giunta un mutuo sulle spalle ancora da pagare. Ma non è solo un problema di fetori, sarebbe l’ultimo dei problemi, perchè, quando le distanze dai centri abitati sono così ridotte, si va incontro a seri problemi di carattere igienico e sanitario.
Abbiamo il dovere di far notare agli amministratori di Castrolibero che la decisione di voler ampliare la discarica tradisce l’impostazione ecosostenibile della “Cittadella dell’energia” e non rispetta i cittadini dell’Area Urbana che abitano intorno alla discarica.

Ecco le tante ragioni del nostro “NO” alla mega-discarica:

  • 1. Pericoli per la salute pubblica. Oltre alla presenza di centri abitati, la zona limitrofa alla discarica si è popolata anche di giovani studenti, ed è divenuta urgente la questione della salubrità dell’aria, dei fetori nauseabondi che si sprigionano e la pericolosità dei gas prodotti (metano, anidride carbonica, CVM…), che, oltre a puzzare, possono contenere composti tossici e cancerogeni come appunto il cloruro di vinile. Inoltre, la crescita microbica nelle discariche è una possibile fonte di infezioni. Tutta l’area diventerebbe inadatta a qualsiasi attività umana! Altro che campo da golf!!

  • 2. Distanze ridottissime dai centri abitati. A ridosso della discarica, a circa 200 metri in linea d’aria, esiste il quartiere Marchesato (EverGreen) e il nuovo Polo Scolastico. Mentre tutto intorno insistono i quartieri residenziali di S. Agostino, Difesa, Saporito, Cavalcanti, Ortomatera e Andreotta; zone che subiscono l’aumento di popolazione durante l’estate, ma non di persone, bensì di mosche, moscerini, parassiti ed altri insetti.

  • 3. La natura geologica del terreno (sabbioso, invece che roccioso o argilloso) si presta ad un possibile inquinamento delle falde acquifere, situate a soli pochi metri di profondità. E’ stato dimostrato che anche discariche ben costruite, hanno riversato il pericoloso percolato nel sottosuolo, superando le famose barriere composte da teli “impermeabilizzanti” e strati di altri materiali protettivi. Per non parlare poi del fatto che ci troviamo in una zona di dissesto idrogeologico a rischio frana, come classificata dal Piano di Bacino per l’assetto idrogeologico della Regione Calabria.

  • 4. Inosservanza della normativa nazionale e della direttiva dell’Unione Europea (99/31/CE), la quale, ha stabilito che in discarica devono finire solo materiali non riciclabili, dando priorità al compostaggio e al riciclaggio quali strategie primarie per lo smaltimento dei rifiuti: in altre parole, le discariche devono essere l’ultima soluzione per lo smaltimento dei rifiuti.

  • 5. Spreco di denaro pubblico. Infatti, considerata la natura del sito, tra timpe e burroni, la realizzazione della discarica richiede, inizialmente, ben 4 milioni di euro, mentre altri 4 sono stati destinati per nuove strade, anche se la strada di accesso esisteva già. La stessa discarica, costruita in una zona geologicamente più idonea, costerebbe molto di meno e garantirebbe una sicurezza molto maggiore! Che senso ha sperperare soldi pubblici per riempire un burrone con i rifiuti, per poi chiuderlo fra 5 o 6 anni? Riempita una buca se ne cercherà un’altra e continueremo così a deturpare e inquinare il territorio (la nostra Casa per chi non l’avesse ancora capito).

  • 6. Il Comune di Castrolibero ha aderito nel 2007 alla Carta di Aalborg, impegnandosi ha rispettare l’Ambiente e seguire una condotta ecosostenibile. Ma il semplice fatto di costruire una discarica, progettata per rifiuti indifferenziati, la pone in evidente contrasto con i principi stessi degli “Aalborg Commitments”.

  • 7. Biogas: e’ stato scelto il metodo peggiore per ricavare biogas dai rifiuti, quello meno ecosostenibile!

  • 8. La costruenda discarica incrementerà la produzione dei gas serra (i principali gas che causano i cambiamenti climatici), quindi, facendo esattamente l’opposto di quello che recitano gli “Impegni di Aalborg” e contro le raccomandazioni della comunità scientifica internazionale!

Il progetto di Cittadella Energetica dell’amministrazione comunale di Castrolibero si pone così in netto contrasto con i principi espressi nella carta dei comuni ecosostenibili.

Abbiamo notato che nel nostro Comune l’opposizione politica è in via di estinzione, ma non lo è la critica costruttiva di noi cittadini verso un progetto di Cittadella energetica che, ancor lontano dal vedere la luce, è nato già sbagliato: nel suo DNA porta una malformazione genetica che provoca:

  • Indifferenza alla salvaguardia della Salute pubblica.

  • Arraffamento indiscriminato e sperpero di finanziamenti pubblici.

  • Nascita di opere pubbliche in zone di dissesto idrogeologico.

  • Non rispetto delle direttive europee sullo smaltimento dei rifiuti urbani.

Concludiamo con la speranza che possiate ripensare l’ampliamento della discarica e dirottare i finanziamenti ricevuti dalla Regione Calabria verso politiche atte a realizzare seriamente la raccolta differenziata porta a porta, e quindi avviare la città e l’area urbana verso l’obiettivo piu’ innovativo, cioè Rifiuti Zero (http://rifiutizero.org/). “Rifiuti Zero”, è una strategia che mira a diminuire le discariche nel breve periodo e, nel lungo periodo, eliminare le discariche; si muove quindi, verso la prospettiva rifiuti zero. Non è solo una proposta teorica, ma vede già importanti realizzazioni, in particolare da parte del Consorzio Priula di Treviso, formato da circa 219.000 abitanti: riduzione della produzione di rifiuti a 0,9 kg/die/pro capite (a Brescia oltre 2 kg!); raccolta differenziata oltre il 75%. Mentre il Comune di Capannori (Lucca) ha previsto che entro il 2020 riciclerà praticamente il 100% dei suoi rifiuti. Anche da noi non mancano gli esempi di Comuni virtuosi come ad esempio Saracena, leader per la raccolta differenziata.

Nella speranza che la nostra voce approdi nelle vostre coscienze auguriamo buon lavoro e Cordiali Saluti.

Comitato “No alla mega-discarica” – Castrolibero, No alle discariche nei centri urbani – Castrolibero/Rende, Ingegneria senza frontiere – UNICAL, Forum ambientalista – Calabria, Beni Comuni – Cosenza, LIPU – Rende

Comitato “No alla mega-discarica” Castrolibero
No alle discariche nei centri urbani – Castrolibero/Rende
Ingegneria senza frontiere – UNICAL
Forum ambientalista – Calabria
Beni  Comuni – Cosenza
LIPU – Rende
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E il Prefetto visita la bella megadiscarica di Castrolibero…

IMG_0310Vorremmo iniziare la nostra replica – in qualità di associazioni e comitati  all’articolo apparso sul giornale di martedi 23 in merito alla visita del Prefetto, Antonio Reppucci, presso la discarica di Castrolibero, con alcune perle di saggezza popolare:

“Li campane ce sèntene a còcchia (in presenza di opinioni contrapposte si devono sempre ascoltare le due parti contemporaneamente)”.

“Dio ci ha dato due orecchie per ascoltare da due direzioni diverse”.

“….Sempre due campane per conoscere la verità, o perlomeno farsi un’idea di essa… Soltanto dopo, la nostra opinione sarà obbiettiva, ma prima conoscere i fatti …sempre…”.

Il Sindaco di Castrolibero ha invitato ieri il Prefetto Reppucci a visitare i lavori per la costruzione della nuova discarica di Castrolibero. Comprendiamo il disagio del Sindaco di questi giorni: messo alle strette da tante famiglie che avevano scelto le colline di Castrolibero per respirare aria salubre e ora si ritrovano, a due passi da casa, con l’ampliamento di una discarica di quasi 1 milione di metri cubi! (e un mutuo sulle spalle ancora da pagare).

IMG_0310Peccato che ieri il Prefetto non abbia incontrato anche l’unico consigliere di opposizione rimasto a Castrolibero; oppure ascoltare quei cittadini che abitano a poche centinaia di metri dalla discarica; oppure le associazioni che seguono la vicenda da alcuni anni; delle volte sentire l’altra campana puo’ essere utile. Ma noi siamo consapevoli che in tutto questo il Prefetto non ha alcuna responsabilità, è stato invitato da un Sindaco, si conosceva gia’ il giorno del suo arrivo e si e’ preparato tutto per bene. A leggere i quotidiani apprendiamo della pulizia del luogo, e sul fatto che non si avvertiva nessun olezzo. Beh, a questo punto sarebbe la prima discarica al mondo per rifiuti indifferenziati a non puzzare! Ma, Sign. Prefetto, non le sembra un po’ strano?
Ma la puzza sarebbe l’ultimo dei problemi, perchè, quando le distanze dai centri abitati non sono rispettate, si va incontro a seri problemi di carattere igienico e sanitario.

Proprio domenica 21 marzo, il giorno prima della visita del Prefetto, un gruppetto di cittadini si era recato presso la discarica per controllare l’evoluzione dei lavori, e, con grande meraviglia, avevano notato che i rifiuti, contrariamente a tutte le altre volte, erano cosparsi di terra (per attenuare la puzza nauseabonda) oltre ad aver notato una pulizia particolare che non si era mai vista prima.  Adesso abbiamo capito il perchè.

Il Sindaco Greco dichiara che i Comuni che scaricheranno  nella discarica dovranno dimostrare di fare la raccolta differenziata (fra l’altro e’ una nostra proposta che abbiamo suggerito piu’ volte al Sindaco), peccato pero’ che non si parla di raccolta differenziata nel Protocollo d’intesa stipulato con la Provincia di Cosenza e la Regione Calabria proprio in merito al finanziamento che il Comune di Castrolibero ha ricevuto per la costruzione della mega discarica, detto in parole semplici: non si tratta di una discarica a supporto della raccolta differenziata. Siamo pronti a portare i documenti e mostrarli pubblicamte agli organi di stampa.

IMG_0312Ribadiamo ancora una volta che la nostra non è una lotta ambientalista – con tutto il rispetto per le persone che dedicano il loro tempo alla salvaguardia del nostro pianeta – ma una battaglia per ristabilire la legalità e il rispetto della salute dei cittadini! Non siamo contro le discariche, ma contro quelle costruite a 200 metri dalle case e dalle scuole; contro il malaffare della politica locale, che, sfruttando l’emergenza rifiuti, si costruisce le strade comunali attraverso costoni franosi di colline e per giunta su vecchie discariche, ma non con i soldi delle casse Comunali, ma con i soldi regionali, pagati da tutti noi con le tasse!!

Al piu’ presto chiederemo un incontro con il Prefetto per fargli conoscere l’altra faccia della medaglia, il lato oscuro della luna, quello che attraverso gli occhi non vediamo, ma esiste pure. Fatto non di parole, ma di documenti ufficiali che attestano il dissesto idrogeologico che interessa la zona, le distanze ridottissime dai centri abitati, e la scelta di fare il biogas (ricavare energia dai rifiuti) utilizzando il metodo peggiore: quello meno ecosotenibile, quando invece e’ ormai un dato della comunità scientifica internazionale che bisogna diminuire i gas serra (quelli che causano i cambiamenti climatici).

IMG_0318Concludiamo nel dire che se a Castrolibero l’opposizione politica e’ in via di estinzione non lo è la critica costruttiva dei cittadini verso un progetto di Cittadella energetica che, ancor lontano dal vedere la luce,  è nato già sbagliato:  nel suo DNA porta una malformazione genetica che comporta:

  1. Indifferenza alla salvaguardia della Salute pubblica.
  2. Arraffamento indiscriminato e sperpero di finanziamenti pubblici.
  3. Costruizione di opere pubbliche in zone dichiarate dall’Autorità di Bacino della Regione Calabria “Rischio frane e dissesto idrogeologico”
  4. Non rispetto delle direttive europee sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Nella speranza che la nostra voce approdi sulle “vostre” pagine inviamo buon lavoro e Cordiali Saluti.

Frank Turco
Presidente associazione “No alle discariche nei centri urbani”

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Megadiscarica di Castrolibero. E tutto, magicamente, sparì!

Ecco come si presentano i luoghi in data 6 marzo

Ecco come si presentano i luoghi in data 6 marzo

Quello che sta succedendo per la costruzione della nuova strada che porta alla discarica di Castrolibero (discarica che servirà tutta l’Area Urbana: Cosenza-Rende-Castrolibero, ecc…) ha dell’incredibile.

Prima di tutto ricordiamo che esisteva gia’ una strada che raggiungeva la discarica, ma gli amministratori del Comune di Castrolibero ci dissero che era troppo complicato e oneroso allargarla, così hanno pensato di studiare un nuovo tracciato piu’ sicuro, tanto sicuro che e’ gia’ franato piu’ volte (vedi foto tracciato) visto che ci troviamo su un costone di collina impervio e franoso, come riportato dalla carta regionale dei Piani di Bacino per l’assetto idrogeologico.
Ma la storia di questa strada, ancora in fase iniziale, non finisce qui. Adesso abbiamo scoperto che, parte del suo percorso, passa proprio sopra una discarica abbandonata e, per giunta, in attesa di essere bonificata dalla Regione Calabria.
Ma i lavori in opera proprio in questi giorni hanno gia’ lacerato i manti impermeabili di protezione lasciando cosi via libera al percolato inquinante di infiltrarsi nel terreno per poi raggiungere la falda freatica che è a poche decine di metri nel sottosuolo.
Ora, vi sembra plausibile costruire un’opera pubblica sui rifiuti? Si potra’ mai bonificare un’area su cui ci si costruisce sopra?
Riepilogando:
  1. Strada in corso di costruzione su terreno ad alto rischio frana (Dalle carte regionali).
  2. Parte della progettazione della strada insiste proprio su di una vecchia discarica.(dalle foto scattate il 2 marzo 2010).
Ieri siamo andati a fare la denuncia ai vigili urbani e al Corpo forestale dello Stato, e oggi (vedi foto 6 marzo) i cumuli di rifiuti asportati e i teli di protezione distrutti dalle ruspe sono scomparsi! Tutto e’ ritornato, per magia, come era prima.
Si tratta di un danno ambientale enorme, vista la rottura dei teli che trattenevano il percolato, oltre alla violazione delle norme di legge in materia di dissesto idrogeologico.

Castrolibero/Cosenza, 6/2/10.

Comitato Beni Comuni – Cosenza, Associazione “No alle discariche nei centri urbani” – Castrolibero, Forum Ambientalista – Calabria, LIPU – Rende, Ingegneria senza Frontiere – UNICAL
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Rifiuti: le incoerenze del Consiglio Comunale di Rende

noinceneritoreL’Associazione “No alle discariche”  vuole segnalare la propria presenza al Consiglio comunale di Rende (12 novembre) che si è svolto tra tante incoerenze. Sono emerse alcune contraddizioni che non possiamo far passare silenti.

La prima riguarda i consiglieri Tommasi Ettore e D’Ambrosio Franco che si sono espressi favorevolmente ad un inceneritore nella città  di Rende. I cittadini della zona industriale di Rende stanno ancora aspettando che l’area circostante l’ex inceneritore di Rende venga bonificata che già si vorrebbe costruirne uno di nuova generazione, cosicché i nostri figli poi lotteranno per chiedere la bonifica dei danni di “nuova generazione”…

I nostri politici ancora non riescono a capire che il problema non è nei vecchi o nuovi inceneritori, ma semplicemente nella loro logica fondata sulla combustione. Purtroppo la chimica ci insegna che quando c’è combustione c’è anche materiale di scarto (leggi ceneri) e nano particelle cancerogene che si liberano nell’atmosfera. Sfatiamo quindi la falsa notizia che gli inceneritori ci liberano dalle discariche, anzi gli inceneritori hanno bisogno di discariche per rifiuti speciali, come impone la normativa vigente in materia. In sintesi: l’inceneritore non è alternativo alla discarica, ma alla riduzione dei rifiuti ed al riciclaggio.

Gli stessi consiglieri hanno parlato di inceneritori di altre città europee non sapendo che in quelle città fanno una massiccia raccolta differenziata e quello che bruciano è solo la parte che non riescono più a differenziare. Quindi, non hanno risolto il problema dei rifiuti con l’inceneritore, ma con la raccolta differenziata spinta e relativo riciclo dei materiali di scarto!

Che dire poi del Presidente del Consiglio, Emilio Chiappetta, che ha addirittura proposto un inceneritore in ogni provincia, non sapendo che la cosa è irrealizzabile,  sia dal punto di vista economico che tecnico, per non citare poi il problema ambientale. Infatti, lo stesso Sindaco Bernaudo, in un consiglio comunale di qualche mese fa, sempre sui rifiuti, si espresse contro gli inceneritori e citò uno studio di fattibilità avviato dalla Provincia di Cosenza  che metteva in luce una serie di dati che dimostravano che la via dell’incenerimento dei rifiuti è poco sostenibile, inquinante ed economicamente svantaggiosa.

Volete un esempio pratico? L’inceneritore di Brescia. È costato più di 300 milioni di euro, ma impiega solo qualche decina di unità lavorative. L’Unione Europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora per la terza linea dell’inceneritore. Addirittura si è verificata la necessità di importare rifiuti da fuori della provincia di Brescia. Nel latte locale è stata trovata diossina in alte percentuali.

Inoltre, da quando è entrato in funzione l’inceneritore la raccolta differenziata nella città di Brescia è scesa drasticamente. Figuriamoci cosa succederebbe nella nostra realtà se si realizzasse un inceneritore… lasciamo ai nostri amministratori immaginarlo.

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Indovina indovinello…

Dove vogliono buttare tutta la monnezza dell’area urbana?

Indovinello

 

L’unica risposta all’emergenza rifiuti è la strategia RIFIUTI ZERO!

NewlogoGreennonamemedium

 

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Si alla differenziata! No agli inceneritori e alle discariche!

No agli inceneritori e alle discariche!

Sì alla raccolta differenziata e al riciclo!

Emergenze rifiuti programmate a tavolino, discariche, inceneritori: solo storie di affari, tangenti, mazzette e devastazione ambientale.

Dopo la Campania sarà il turno della Calabria?

Dopo la Campania sarà il turno della Calabria? Sembra proprio di si! In provincia di Cosenza montagne di rifiuti appaiono ormai ovunque. Come mai? Semplice: bisogna convincere i cittadini che la Calabria Nord ha bisogno di discariche e inceneritori che vengano costruiti quanto prima, se si vuole evitare che la situazione precipiti come è accaduto a suo tempo in Campania.
I comitati civici e le associazioni ambientaliste e territoriali calabresi da sempre combattono l’incenerimento dei rifiuti e le discariche spiegandone i motivi e avanzando proposte alternative in merito:

  • l’incenerimento dei rifiuti non risolve il problema, fa aumentare le discariche di raccolta e delle ceneri e con la caduta libera delle polveri sottili crea danni seri e irreversibili alla salute pubblica e all’ambiente facendo aumentare malattie e tumori;
  • nessun finanziamento pubblico deve essere più elargito alla costruzione di inceneritori e discariche ma alla realizzazione di una raccolta differenziata generalizzata, unico metodo atto a risolvere radicalmente la questione rifiuti.

Ma a questa denuncia ed a questa proposta le istituzioni politiche ed economiche come rispondono? Criminalizzano la denuncia e ridicolizzano la proposta!

Chiunque si opponga alla costruzione di inceneritori e discariche è un criminale, è un pericolo pubblico, e come tale va fermato, denunciato, arrestato, perché impedisce la risoluzione dell’emergenza rifiuti. Infatti, non è forse questo ciò che l’autorità istituzionale fa ovunque ci sono migliaia e migliaia di cittadini che contestano la costruzione di inceneritori e discariche, giungendo persino al dividi et impera, dei buoni e dei cattivi con l’obbiettivo di imporre poi le sue scelte?

È pura utopia, dicono lor signori, pensare di poter giungere con una raccolta differenziata generalizzata a risolvere l’emergenza rifiuti. Ma noi ci chiediamo: il lasciare alla “buona volontà” di qualche sindaco la messa in atto della raccolta differenziata senza nessuna politica generalizzata di riferimento e continuare invece a finanziare inceneritori e discariche non significa forse che a coniugare la raccolta differenziata con l’utopia sono proprio le decisioni politiche prese a livello di stato centrale?

Comunque, è anche vero che politici ed imprese se non reagissero cosi alle denunce ed alle proposte dei Comitati civici ed associazioni ambientaliste e territoriali in materia di rifiuti, vuol dire che farebbero male il loro mestiere, che non è certamente quello di salvaguardare la salute pubblica e l’ambiente, bensì quello di riempire il loro portafogli. Inceneritori e discariche per politici ed imprenditori sono un vero affare, un tesoro di denaro pubblico da saccheggiare. Discariche ed inceneritori sono solo storie di mazzette e tangenti per politici ed impresari, e storie di tumori e veleni per l’uomo e l’ambiente tutto.

Poco importa se danneggiamo salute pubblica ed ambiente, tanto la morte arriverà in ogni caso, e se nel frattempo ci riempiamo di soldi vivremo sicuramente meglio quel che ci resta da vivere: evidentemente è così che ragionano coloro che hanno la pretesa di rappresentarci, coloro che affermano di lavorare per il nostro bene, per il bene comune, coloro che decidono sulle nostre teste.

A dire il vero, ogni tanto succede che qualche amministratore locale che vuole stare in pace con la propria coscienza trovi la forza di dire sinceramente no all’incenerimento e si schieri conseguentemente con le contestazioni popolari e le proposte alternative; ci sono però altri che si fanno belli davanti alla protesta per poi spartirsi la torta in camera caritatis una volta “imposti dall’alto” inceneritori e discariche; ed infine ci sono quelli che dinanzi all’odor dei soldi, strafregandosene della salute pubblica, dell’ambiente, delle proteste cittadine, perdono i lumi della ragione e si dicono pronti ad ospitare nel loro territorio discariche, inceneritori, gassificatori, etc.

No agli inceneritori e alle discariche!

Sì alla raccolta differenziata e al riciclo!

Emergenze rifiuti programmate a tavolino, discariche, inceneritori: solo storie di affari, tangenti, mazzette e devastazione ambientale

Dopo la Campania sarà il turno della Calabria?

Dopo la Campania sarà il turno della Calabria? Sembra proprio di si! In provincia di Cosenza montagne di rifiuti appaiono ormai ovunque. Come mai? Semplice: bisogna convincere i cittadini che la Calabria Nord ha bisogno di discariche e inceneritori che vengano costruiti quanto prima, se si vuole evitare che la situazione precipiti come è accaduto a suo tempo in Campania.

I comitati civici e le associazioni ambientaliste e territoriali calabresi da sempre combattono l’incenerimento dei rifiuti e le discariche spiegandone i motivi e avanzando proposte alternative in merito:
- l’incenerimento dei rifiuti non risolve il problema, fa aumentare le discariche di raccolta e delle ceneri e con la caduta libera delle polveri sottili crea danni seri e irreversibili alla salute pubblica e all’ambiente facendo aumentare malattie e tumori;
- nessun finanziamento pubblico deve essere più elargito alla costruzione di inceneritori e discariche ma alla realizzazione di una raccolta differenziata generalizzata, unico metodo atto a risolvere radicalmente la questione rifiuti.

Ma a questa denuncia ed a questa proposta le istituzioni politiche ed economiche come rispondono? Criminalizzano la denuncia e ridicolizzano la proposta!

Chiunque si opponga alla costruzione di inceneritori e discariche è un criminale, è un pericolo pubblico, e come tale va fermato, denunciato, arrestato, perché impedisce la risoluzione dell’emergenza rifiuti. Infatti, non è forse questo ciò che l’autorità istituzionale fa ovunque ci sono migliaia e migliaia di cittadini che contestano la costruzione di inceneritori e discariche, giungendo persino al dividi et impera, dei buoni e dei cattivi con l’obbiettivo di imporre poi le sue scelte?

È pura utopia, dicono lor signori, pensare di poter giungere con una raccolta differenziata generalizzata a risolvere l’emergenza rifiuti. Ma noi ci chiediamo: il lasciare alla “buona volontà” di qualche sindaco la messa in atto della raccolta differenziata senza nessuna politica generalizzata di riferimento e continuare invece a finanziare inceneritori e discariche non significa forse che a coniugare la raccolta differenziata con l’utopia sono proprio le decisioni politiche prese a livello di stato centrale?

Comunque, è anche vero che politici ed imprese se non reagissero cosi alle denunce ed alle proposte dei Comitati civici ed associazioni ambientaliste e territoriali in materia di rifiuti, vuol dire che farebbero male il loro mestiere, che non è certamente quello di salvaguardare la salute pubblica e l’ambiente, bensì quello di riempire il loro portafogli. Inceneritori e discariche per politici ed imprenditori sono un vero affare, un tesoro di denaro pubblico da saccheggiare. Discariche ed inceneritori sono solo storie di mazzette e tangenti per politici ed impresari, e storie di tumori e veleni per l’uomo e l’ambiente tutto.

Poco importa se danneggiamo salute pubblica ed ambiente, tanto la morte arriverà in ogni caso, e se nel frattempo ci riempiamo di soldi vivremo sicuramente meglio quel che ci resta da vivere: evidentemente è così che ragionano coloro che hanno la pretesa di rappresentarci, coloro che affermano di lavorare per il nostro bene, per il bene comune, coloro che decidono sulle nostre teste.

A dire il vero, ogni tanto succede che qualche amministratore locale che vuole stare in pace con la propria coscienza trovi la forza di dire sinceramente no all’incenerimento e si schieri conseguentemente con le contestazioni popolari e le proposte alternative; ci sono però altri che si fanno belli davanti alla protesta per poi spartirsi la torta in camera caritatis una volta “imposti dall’alto” inceneritori e discariche; ed infine ci sono quelli che dinanzi all’odor dei soldi, strafregandosene della salute pubblica, dell’ambiente, delle proteste cittadine, perdono i lumi della ragione e si dicono pronti ad ospitare nel loro territorio discariche, inceneritori, gassificatori, etc.
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Comunicato Stampa sulla gestione dei Rifiuti in Calabria

Comunicato stampa

La gestione dei rifiuti in Calabria

Il Presidente Loiero, in audizione parlamentare sul problema dello smaltimento dei rifiuti, ha tracciato una linea di intervento tutta basata, in pratica, su discariche di tal quale e inceneritori. La cosa lascia piuttosto sconcertati. Non solo perché ciò è in contrasto in parte con le normative vigenti in materia, ed in parte con il buonsenso, ma anche perché a decidere le soluzioni non dovrebbe essere lui, bensì il Commissario Governativo per l’Emergenza che, in regime di ennesima proroga (richiesta, tra gli altri, dallo stesso Loiero), ha la responsabilità dell’intero ciclo dei RSU in Calabria. Nell’intervento riportato dalla stampa, tra un’anomalia e l’altra, anche una ipotesi di localizzazione di un inceneritore in pieno Distretto Agroalimentare di Qualità di Sibari.

Parlando di Presidenti, poi, sarebbe interessante, e forse doveroso, conoscere, una buona volta, l’opinione in merito allo smaltimento dei RSU della Provincia di Cosenza e del suo Presidente Oliverio. Che è, tra i mille altri impegni, anche Presidente del Distretto Agroalimentare. Come si pone, la Provincia di Cosenza, che pare stia preparando il Piano dell’Ambito Provinciale, nei confronti dell’incenerimento, pratica pericolosa, costosa e, certamente in Calabria, del tutto inutile?
Gli interrogativi sono chiari, le risposte un po’ meno.

Associazioni e Comitati, che da anni si occupano del problema rifiuti e, più complessivamente, della tutela di ambiente, salute e diritti delle popolazioni calabresi, invitano ancora una volta ad abbandonare ogni ipotesi di incenerimento dei RSU e ad imboccare finalmente la strada della Raccolta Differenziata. Ma in modo chiaro, concreto e soprattutto coerente.

LIPU – Rende, Associazione Ambientalista “il riccio” – Castrovillari, Pensieri Liberi Pollino – Lungro, Medici per l’Ambiente – ISDE Italia – Cosenza, Comitato contro le discariche Bucita – Rossano Calabro, SdL – Rossano, F.M.B. – Spezzano Albanese, Associazione per il WWF – Rossano Calabro, Associazione “NO alle discariche” – Rende, Comitato RO.MO.RE. – Rende, Comitato Beni Comuni – Cosenza, CIB – UNICOBAS – Cosenza, Forum Ambientalista Calabria, Comitato “NO all’inceneritore e termovalorizzatore” – S. Lorenzo del Vallo, Ingegneria Senza Frontiere – Cosenza, Movimento Ambientalista del Tirreno Cosentino, Rischiozero – Scalea

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