Articoli con tag biomassa

Mercure. Vanno all’attacco del Forum!

Il Sindaco di Laino Borgo e il Direttore dell’Ente Parco del Pollino hanno, in questi giorni, con una curiosa concomitanza temporale, chiamato in causa avvocati e/o Magistratura a tutela, sembra di capire, della propria onorabilità e, addirittura, per evitare possibili “conseguenze negative personali”. Obiettivi dell’azione legale – giudiziaria sono l’intero Forum delle Associazioni che si oppongono alla riapertura della Centrale del Mercure e suoi singoli rappresentanti. Se l’iniziativa, che certamente incontrerà il compiacimento e la riconoscenza dell’ENEL, fosse finalizzata a incutere timore in chi, ormai da otto anni, difende strenuamente i diritti e gli interessi delle popolazioni della Valle del Mercure, allora questa iniziativa è già fallita in partenza. La vertenza del Mercure, con le sue motivazioni, ideali e concrete, troverà anzi in questo patetico tentativo nuovo slancio e vitalità. Quanto poi al merito della vicenda due semplici riflessioni. Anzitutto la storia di questi anni ha dimostrato che la politica dell’Enel -quella si aggressiva- e gli atteggiamenti spesso di supina acquiescenza di taluni Enti preposti alla gestione e tutela del territorio hanno trovato nelle Associazioni aderenti al Forum e nella popolazione tutta della Valle una opposizione tanto decisa quanto democratica e pacifica. Le due imponenti manifestazioni popolari, il presidio democratico svolto davanti alla sede dell’Ente Parco e le mille altre iniziative del Forum, svoltisi tutte senza il minimo incidente, stanno lì a dimostrarlo. Noi abbiamo la forza della ragione e con quella, e solo con quella, raggiungeremo il nostro obiettivo. In secondo luogo, vorremmo ricordare che l’onorabilità istituzionale (quella personale non ci interessa e non ci riguarda) e il credito professionale si conquistano con comportamenti adeguati, leali e trasparenti. E soprattutto coerenti con il mandato ricevuto. La Centrale del Mercure sta lì, speriamo ancora per poco, a dimostrare che quanto bisognava fare non è stato fatto.

Forum “Stefano Gioia”

Associazioni e Comitati calabresi e lucani per la tutela del territorio e della legalità

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Costituito il Comitato per il No alla centrale a “biomasse” di Panettieri (CZ)

Si è costituito il Comitato contro la costruzione della Centrale a Biomasse che si vorrebbe realizzare nel Comune di Panettieri (CS), in un sito attiguo alla frazione Iannetta del Comune di Bianchi ed a poche centinaia di metri dalle abitazioni del confinante comune di Carlopoli (CZ).

Per il 10 maggio 2010, è stata convocata presso la Regione Calabria – Dipartimento Attività Produttive, la prima Conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto di una centrale a biomasse da della potenza di 11,5 Mega Watt elettrici.

Il Comitato, formato da singoli cittadini, associazioni e consiglieri comunali, si propone di informare la popolazione sui tanti aspetti negativi che la realizzazione dell’impianto comporterebbe.

Infatti questo è un fatto rilevante, che ipoteca il futuro del comprensorio montano del Reventino e della Presila, di cui però pochi hanno, fino ad ora, avuto conoscenza, neppure gli amministratori dei Comuni limitrofi, nonostante le ricadute negative siano moltissime.

Questi impianti pongono dei seri problemi:

  • riguardo alle reali possibilità di approvvigionamento del combustibile;
  • al traffico dei pesanti mezzi usati per il trasporto;
  • alle ingenti quantità d’acqua necessarie per il loro funzionamento (200.000 m3 annui);
  • alle risorse naturalistiche e paesaggistiche dell’intero territorio;
  • alle emissioni inquinanti rilasciate in atmosfera che, complessivamente, come è facile intuire, più che un solo Comune, possono investire un intero comprensorio;
  • ai danni provocati all’occupazione ed alle attività economiche (turismo ed ospitalità, agricoltura di qualità, prodotti tipici, raccolta frutti del bosco e sottobosco).

Nello specifico, una centrale di queste dimensioni, se realizzata, oltre a porre dei problemi seri riguardanti l’approvvigionamento della biomassa, non reperibile in zona nelle grandi quantità annue previste, (circa 130.000 tonnellate annue dichiarate), in ogni caso comporterebbe la totale destinazione del patrimonio boschivo del nostro comprensorio per i suoi consumi, con un evidente uso improprio della risorsa bosco con la conseguenza di provocare la distruzione del patrimonio naturalistico e del paesaggio fortemente tutelato dalla Costituzione Italiana (art. 9).

Sull’approvvigionamento – come peraltro riportato in interrogazioni parlamentari riguardanti altre proposte di realizzazioni di centrali in Calabria – l’Assessorato regionale all’Agricoltura, Foreste e Forestazione della Regione Calabria, nel Piano Triennale «Programma Autosostenibile di Sviluppo nel Settore Forestale Regionale», a pag. 44, affermava che «In regione Calabria sono stati realizzati in 4 siti diversi 5 impianti di produzione di energia elettrica con biomasse forestali e agricole. La potenzialità di assorbimento di tali impianti è di 2,25 M ton, un volume ben superiore alle attuali condizioni dell’offerta regionale», suggerendo perciò l’impossibilità di alimentare con biomasse autoctone ulteriori Centrali elettriche.

Sono chiari i rischi di dissesto idrogeologico, provocati dalle enormi quantità di bosco che verrebbero tagliate per procurare il legname necessario per l’alimentazione della centrale. Un inverno di frane e gravissimi danni alle strade di montagna, sembra non abbia insegnato nulla.

Preoccupa, inoltre, sia la situazione idrogeologica del fiume a monte ed a valle del sito, peraltro segnalata all’Autorità di Bacino Regionale, che l‘inchiesta della Guardia di Finanza riguardante la variante urbanistica dell’area.

La devastazione di questa risorsa paesaggistica e naturalistica, provocherebbe anche un danno alle attività economiche che fondano la propria capacità attrattiva sulla bellezza del nostro territorio montano, dove operano numerosi alberghi, ristoranti, agriturismi, bed & breakfast ecc. e quindi all’occupazione nel settore.

Ulteriori problemi all’intero comprensorio potranno essere apportati dal traffico e dall’inquinamento dei mezzi pesanti diretti all’impianto, peraltro su tortuose strade di montagna, a fronte della quantità necessaria dichiarata, si può affermare che passeranno sulle nostre strade migliaia di Tir all’anno.

Il maggiore danno alla salute sarebbe provocato dalla nocività delle emissioni prodotte da questo tipo di impianti, quali: polveri sottili, (le c.d. PM10, quelle che comportano la chiusura del traffico di molte città del nord); le ancora più pericolose nano-polveri, ossidi di azoto, ossidi di carbonio e da sostanze cancerogene, quali: formaldeide, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, furani e diossine!

Altro problema viene provocato dalle ceneri ed in particolare dalle ceneri volanti, contenenti: cadmio, cromo, rame, piombo e mercurio.

Tutte queste criticità vengono evidenziate da una letteratura scientifica che incomincia a preoccuparsi del problema della combustione delle biomasse e che si sofferma non solo sulle conseguenze dell’inalazione di tali sostanze, ma nella concentrazione, destinata ad aumentare nel tempo, nella zona e quindi nella catena alimentare.

E’ evidente che le varie sostanze chimiche che si rilascerebbero, molto dannose per la salute umana ed indicate negli stessi elaborati progettuali, comporterebbero il conseguente depauperamento delle attività agricole e di trasformazione dei prodotti tipici, di raccolta dei frutti del bosco e sottobosco (come i funghi), la cui qualità è data dalla salubrità del nostro territorio, anche qui con evidentissimi danni all’occupazione del comprensorio.

La scarsità di biomasse nel territorio calabrese è da più parti evidenziata, tanto che il gruppo industriale Marcegaglia, proprietario dell’analoga centrale a biomasse d Cutro, ha dichiarato di voler rinunciare al proprio programma di investimenti, in quanto non più remunerativo.

Incombe, evidente, la possibilità concreta che questo impianto sia poi destinato a bruciare rifiuti, visto che per la normativa italiana, assurdamente, frazioni dei rifiuti industriali e urbani sono assimilate alle biomasse.

Il Comitato fa quindi appello ai cittadini, alle associazioni, ai partiti, agli amministratori locali, ai lavoratori e agli imprenditori anche attraverso le loro organizzazioni di categoria, affinché si mobilitino per evitare lo scempio del comprensorio.

Invita gli amministratori di Panettieri, a riflettere su cosa si stanno mettendo in casa ed a quale futuro stanno offrendo ai loro cittadini e all’intero comprensorio, desistendo dall’attuare un progetto completamente avulso dal territorio, che porterebbe vantaggi solo alla società lombarda che realizza l’impianto, che lucrerebbe dalle incentivazioni statali previste con un bassissimo ritorno occupazionale.

Il Comitato annuncia l’organizzazione di un convegno sul tema per le prossime settimane.

6 maggio 2010

Comitato per il No alla centrale a “biomasse” di Panettieri

Per contatti: cell. 347-6313661 indirizzo e-mail: forum_del_reventino@yahoo.it
Web: http://www.forumdelreventino.org/forum/index.php

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3000 NO alla Centrale del Mercure

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Riuscita senza alcun dubbio la manifestazione popolare a Laino Borgo, sabato 5 settembre, nel parco del pollino, grazie alla forte partecipazione, locale innanzitutto, di tutte le età, soprattutto di donne, ed anziani, come non se ne vedevano da tanto. Oltre 3000 le persone e decine i paesi mobilitati.

Importante la conoscenza da parte della gente dei problemi e delle tematiche della manifestazione ed anche la presenza di decine di cartelli e striscioni fatti in casa, insieme alla calma ma determinata e dignitosa presenza anche di molti anziani. Significativo pure il contributo esterno, sebbene penalizzato dai pochi giorni di preparazione. Decine di associazioni e comitati dal basso hanno dato vita ad una ferma denuncia delle devastazioni che il territorio correrà se le scellerate decisioni passeranno. Ma ormai dopo 7 anni di battaglie, anche amministrative e legali, con questa manifestazione i partecipanti pensano di aver segnato un punto di svolta.

Nel mese scorso la mobilitazione popolare occupava l’ente parco che aveva dato il consenso alla ristrutturazione di una centrale chiusa dal 93, che funzionava a lignite, facendogli fare marcia indietro, chiedendo le dimissioni del direttivo. L’ENEL rispondeva che la centrale avrebbe inquinato meno di oggi che non funziona, (!?) in barba al più comune buon senso, più che al protocollo di Kioto: bruciare biomasse da mezza Europa per nutrire 35 megawatt, con 230 passaggi di camion al giorno, le ricadute negative sulla crescente economia bio-gastronomico-naturalistica. Senza alcun posto di lavoro millantato.

Un risultato prezioso, su cui occorre riflettere, la nostra gente è disposta a muoversi, quando sono chiari gli obbiettivi e trasperente il metodo. Coordinare esperienze, energie, volontà è importante, se si vogliono far crescere e vincere le nostre battaglie, i risultati si ottengono operando con intelligenza e sapendo incontrare le reali esigenze e dialogando con il territorio. In materia di ambiente è fondamentale.

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Sabato 5 settembre a Laino Borgo manifestazione popolare

centrale_parcoDifendiamo insieme la nostra terra e i nostri diritti!!!
La grande mobilitazione popolare al Parco del Pollino, che ha visto tanta gente presidiare i propri diritti dal mattino fino a notte fonda, ha ottenuto la sospensione del parere favorevole del Parco al progetto dell’Enel.

Non basta ancora! L’affaristica aggressione dell’Enel deve essere sconfitta definitivamente!

Basta con i tentennamenti e gli opportunismi. Lottiamo per il diritto alla salute e allo sviluppo della Valle del Mercure, che la Centrale ENEL affosserebbe definitivamente.
La nostra terra e le nostre popolazioni hanno già subito fin troppi danni dalla centrale dell’Enel.
Sindaci, Associazioni, Comitati, semplici cittadini, hanno denunciato gravissimi aspetti del progetto Enel. Tra cui, centinaia di camion che congestionerebbero le nostre strade e renderebbero irrespirabile la nostra aria; posti di lavoro persi, nelle attività turistiche e nel commercio dei prodotti tipici locali; nessuno sviluppo reale dell’occupazione, diversamente da come millantato dagli amici dell’Enel.
È tempo che quei Sindaci e Amministratori fin qui troppo sordi o troppo compiacenti prendano finalmente esempio da quelli che invece tutelano veramente e sul campo la legalità e gli interessi dei propri amministrati. Le popolazioni della Valle del Mercure hanno il diritto di decidere del loro territorio e della loro vita. La mobilitazione popolare, segnale di speranza ma anche di democratico monito, è solo agli inizi.

sabato 5 settembre 2009 ore 10.00

loc. Pianette di Laino Borgo (davanti ex stazione)

Guarda la mappa (uscita Laino Borgo dell’autostrada A3 SA-RC)

Approfondimenti:

- Scheda e documenti sulla Centrale del Mercure (a cura dell’associazione Il riccio di Castrovillari)

- Firma l’appello contro la conversione a biomasse della centrale del Mercure.
NB: ENEL ti invierà automaticamente una mail in risposta alla tua adesione. Contiene informazioni fuorvianti, puntualmente già confutate sul sito, ma soprattutto testimonia l’efficacia di questa iniziativa e l’importanza della tua adesione.

- Gruppi su Facebook

Salviamo il Parco Naz. del Pollino! No alla centrale Enel del Mercure!
No alla centrale del Mercure

- Canale YouTube: nocentralemercure

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Centrale del Mercure: ENEL e mistificazioni

Replica alla risposta dell’ENEL (ovvero le bugie hanno le gambe corte… e vita breve)

ENEL: La protesta contro il progetto di conversione a biomasse della Centrale Enel della Valle del Mercure è immotivata rispetto ai pareri favorevoli che, necessari a garantire i criteri di tutela dell’eco-sistema, sono stati già acquisiti dai rappresentanti del Parco del Pollino, dagli enti locali calabresi e lucani dell’area, dalle ASL di Castrovillari e Cosenza e dal Corpo Forestale dello Stato, dalla provincia di Cosenza e dal Presidente della Provincia di Potenza.

FORUM ASSOCIAZIONI: Questo puzzle di pareri (su diversi dei quali pesano obiezioni e ricorsi, nelle sedi competenti, oltre che alla Magistratura ordinaria), affannosamente e disordinatamente rincorso da ENEL, è tuttora ampiamente incompleto e, comunque, del tutto inadeguato, visto che la normativa italiana ed europea vieta progetti come quello dell’Enel. Cfr. il documento perché la centrale ENEL del Mercure non può essere riattivata. Non si possono certo accampare pretese infondate solo perché ci si chiama… ENEL.

ENEL: In questa fase, continua l’iter per il raggiungimento del decreto autorizzativo dalla Provincia di Cosenza e dell’Autorizzazione integrata ambientale: l’istruttoria del progetto di conversione è iniziata nel 2001, quando Enel – anche in considerazione delle richieste avanzate dalle amministrazioni locali – presentò domanda per la riattivazione della sola sezione 2 della Centrale, disattivata per ragioni tecnico-economiche dal 1993.

FORUM: Si attesta qui un fatto fondamentale, che si cerca poi di smentire, solo poche righe più giù: la Centrale è completamente chiusa e inattiva da molti anni. Perciò ora non inquina. L’inquinamento eventualmente prodotto con la riaccensione andrebbe a danneggiare un ambiente salubre e pulito!

ENEL: Dopo i lavori di riconversione dell’impianto, la riattivazione ha subito i forti rallentamenti burocratici che dal 2005 continuano a bloccare il funzionamento.

FORUM: Tra i “forti rallentamenti burocratici” è anche compreso il tempo “perduto” per i sequestri giudiziari, dopo il rinvenimento di rifiuti tossici e cancerogeni illegalmente sepolti all’interno dell’area della Centrale, in seguito a indagini promosse dalle denunce dei cittadini?

ENEL: di un impianto perfettamente ecocompatibile: la produzione di energia da biomasse vegetali, infatti, è un processo che non aumenta la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, essendo la quantità di CO2 rilasciata durante la combustione pari a quella che le biomasse assorbono, per fotosintesi, nel corso del loro accrescimento.

FORUM: Affermazioni del tutto infondate. Le Centrali a biomasse per essere in pari con il bilancio della CO2, devono avere una potenza dell’ordine di 0,5 MW elettrici ed un bacino di approvvigionamento di circa 40-50 Km di raggio. Questo perché nel bilancio della CO2 va calcolata l’estrazione e il trasporto delle biomasse. La Centrale del Mercure, una delle più grandi d’Europa!, ha una potenza di 35 MW elettrici netti (70 volte più grande!) e come bacino di approvvigionamento l’intera Comunità Europea, come ENEL stessa ha dovuto ufficialmente confessare, dopo anni di reticenze. 400.000 tonnellate l’anno il legname da incenerire e centinaia i camion che ogni giorno andrebbero a congestionare ulteriormente una viabilità già ora inadeguata e a spandere i loro gas di scarico in un ambiente incontaminato e protetto (un Parco Nazionale!). Le Centrali a biomasse nascono inoltre per fornire energia alle comunità locali, non a scopo unicamente speculativo (legittimo se non comporta danno all’ambiente e alle popolazioni residenti).

ENEL: Rispetto al funzionamento a olio combustibile, la conversione a biomasse consentirà la riduzione del 97% delle emissioni degli ossidi di zolfo e le ulteriori riduzioni del 69% delle emissioni degli ossidi di azoto e dell’80% delle polveri totali.

FORUM: Grossolana e grave alterazione della realtà reale. Attualmente la Centrale non funziona a olio combustibile. Semplicemente non funziona del tutto dal 1997, per cui l’aria è pura da ben dodici anni. E tale vogliamo rimanga.

ENEL: La Centrale, infatti, sarà dotata di tutti i più moderni sistemi di depurazione dei fiumi che assicurano il rigoroso rispetto dei limiti di emissione previsti dalle normative vigenti.

FORUM: Il problema delle patologie da particolato fine ed ultrafine (allergie, patologie respiratorie in genere, malattie cardiovascolari, tumori, ecc.) non è certo un’invenzione egli ambientalisti! Come è ben noto dalla letteratura scientifica internazionale, le nanoparticelle più pericolose sono quelle più piccole (da PM 2.5 fino a PM 0,1), che è impossibile intercettare con i filtri industriali attualmente in commercio. Per non parlare poi di ossidi di zolfo, ossidi di azoto, diossine.

ENEL: La gestione e purificazione delle acque utilizzate per il ciclo di raffreddamento permetterà, rispetto al funzionamento passato, una notevole riduzione della temperatura d’uscita, sia per il decremento di potenza dell’impianto (da 150 MW a 35 MW), sia per il ripristino della piena funzionalità delle torri di raffreddamento. L’acqua utilizzata per il ciclo di raffreddamento sarà prelevata dal fiume Mercure e restituita tal quale allo stesso nel rispetto delle indicazioni di legge.

FORUM: Di nuovo si finge di dimenticare che la Centrale è ben chiusa e che il fiume Mercure ringrazia per questo da dodici anni. La grande quantità di acqua che ora si vorrebbe sottrarre al piccolo fiume Mercure, modificata nella composizione e nella temperatura, non potrebbe che avere un impatto fortemente sfavorevole sull’ambiente e sull’ecosistema circostante, con nocumento per piante e animali, tra cui la lontra (ma non solo), la cui presenza nell’area è certificata da studi scientifici.

ENEL: La coerenza del progetto con l’habitat naturale e con le normative vigenti, insieme ai pareri positivi degli enti locali e alla possibilità di creare nell’indotto almeno 130 nuovi posti di lavoro con la Centrale in esercizio, manifestano, così, l’immotivata contraddittorietà e il travisamento dei presupposti di fatto, di diritto e di sviluppo economico sostenibile che guidano le voci di protesta contro la riconversione a biomasse.

FORUM: La grottesca vicenda dei presunti posti di lavoro sarebbe comica se non speculasse su una delle piaghe endemiche della nostra terra, quella della disoccupazione. Che la Centrale non mitigherebbe affatto, ma aggraverebbe e di molto. Scomparsi (per vergogna?), in questa lettera di ENEL, ogni passato riferimento a “nuovi posti di lavoro” nella Centrale, si passa ad un altrettanto irrealistico “indotto”. Ma quale? Quello di ditte di autotrasporto che non ci sono, o di altrettanto inesistenti “coltivatori di biomasse”, mestiere, per altro, assolutamente non redditizio e per di più all’interno di un’area protetta? E perché non si parla dei danni all’occupazione già presente che la Centrale creerebbe? Per esempio alle cooperative che fanno rafting sul Mercure-Lao (circa 20.000 turisti l’anno che certo non vengono ad “ammirare” una ingombrante e dannosa Centrale che “beve” il nostro fiume). Oppure ai piccoli imprenditori di prodotti tipici locali, che hanno nella qualità ambientale della filiera di produzione il loro punto di forza?

FORUM: E’ per tutto questo che popolazioni locali, Sindaci dei Comuni maggiormente danneggiati, Comitati e Associazioni ambientaliste, locali e nazionali, hanno fatto fronte comune, ormai da oltre sette anni, per bloccare un tentativo di progetto dannoso e predatorio e in evidente conflitto con la normativa italiana ed europea di tutela di aree protette quali il Parco Nazionale del Pollino e la Zona di Protezione Speciale Pollino–Orsomarso (IT9310303), al cui interno si vorrebbe “accendere” la Centrale del Mercure.

Cordiali saluti, Enel Relazioni Esterne
Cordiali saluti. Il Forum delle Associazioni e Comitati contro la riapertura della Centrale ENEL della Valle del Mercure

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Sospensione del parere favorevole da parte dell’Ente Parco del Pollino sulla centrale Enel della valle del Mercure

Riunione del direttivo dell’Ente Parco del Pollino, presente il presidente Pappaterra, l’11 agosto 2009. Sin dalle prime ore del mattino, centinaia di persone si sono avvicendate: cittadini dei Comuni di Rotonda e Viggianello, con i Sindaci Pandolfi e Fiore, Laino, Castrovillari; Associazioni ambientaliste e Amministratori hanno effettuato un democratico presidio fino a notte fonda davanti alla sede dell’Ente istituzionalmente demandato a proteggere il parco e le popolazioni che lo abitano e che aveva invece dato parere favorevole al progetto ENEL per la Centrale del Mercure.

Sono ormai sette anni che lottiamo, assieme alle popolazioni locali, per difendere l’ambiente del Parco Nazionale del Pollino (tra Calabria e Basilicata) dall’aggressione affaristica dell’Enel che vorrebbe riaccendere una centrale elettrica, chiusa ormai da dodici anni, prevedendo di bruciarvi almeno 400.000 tonnellate l’anno di legname reperito su tutto il territorio della Comunità Europea (!). Un progetto disastroso non solo per l’ambiente ma anche per lo sviluppo economico del territorio e potenzialmente pericoloso anche per la salute degli abitanti dell’area. Crediamo inoltre che il progetto sia contrario a leggi nazionali e comunitarie.

Le istanze e le ragioni delle popolazioni e delle Associazioni ambientaliste hanno ieri prevalso. Infatti, a tarda sera, il Presidente Pappaterra comunicava la sospensione del parere favorevole rilasciato in sede di Conferenza dei Servizi e assumeva l’impegno dell’apertura di un “tavolo forte” con le Istituzioni: Provincie e Prefetture di Potenza e Cosenza, Regioni Calabria e Basilicata, Ministero dell’Ambiente, Ente Parco, per rivedere l’intero progetto, anche alla luce dell’ennesima denuncia di gravissime irregolarità e illegalità che caratterizzerebbero il progetto e che sono state oggetto di durissimi interventi dei rappresentanti delle popolazioni.

La lunga giornata ha visto dunque una protesta forte, determinata, civile, nonostante alcune deprecabili intemperanze di qualche tutore dell’ordine, democratica, coronata da una importante vittoria, che non è comunque definitiva e che non deve in alcun modo indurre ad abbassare il livello di guardia, ma anzi spingere ad azioni sempre più incisive ed incalzanti.

La vittoria, ancorchè non conclusiva, che come Beni Comuni Cosenza salutiamo, è stata possibile grazie al sostegno di tutti coloro che hanno messo nella vertenza forza ed entusiasmo, continuando a combattere una battaglia impari, ma che siamo certi comunque di vincere, anche grazie all’azione dissuasiva che la pressione della pubblica opinione eserciterà su Enel. Al suo disastroso progetto continueremo ad opporci in ogni sede e luogo possibile, dalla strada ai tribunali di ogni ordine e grado.

Cosenza, 12/08/09

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Comunicato stampa contro la Centrale del Mercure

Centrale del Mercure

Comunicato Stampa

Proficuo incontro, per comune valutazione, ieri, lunedì 19 gennaio, a Catanzaro, tra i rappresentanti del Forum delle Associazioni contrarie alla riattivazione della centrale del Mercure e l’Assessore Regionale all’Ambiente, prof. Silvio Greco.

All’Assessore è stato significato come la vicenda della Centrale del Mercure dimostri, ancora una volta, al di là delle fantasiose ed infondate tesi di alcuni settori politico e sindacali, lette anche in queste giorni, che in Calabria (e in questo caso anche in Basilicata) l’emergenza vera sia quella della legalità.

E’ questa la chiave di lettura proposta anche degli ennesimi colpi di scena avvenuti, ad esempio, durante la Conferenza dei Servizi tenuta dalla Provincia di Cosenza sulla Centrale del Mercure. Conferenza  in cui l’Ente Parco ha negato il parere favorevole e dove anche ad alcuni dei Sindaci presenti, che hanno tra l’altro invocato l’immediato intervento della Magistratura, è sembrato che si tentasse – dopo 7 anni! – di disconoscere norme e decreti in vigore nonché di distorcere addirittura la stessa realtà geografica. Di una Centrale cioè, definita vicina, limitrofa, adiacente ad aree protette e che invece si trova, così come riconosciuto dal DPR del 2/12/97, assolutamente all’interno del Parco Nazionale del Pollino e della Zona di Protezione Speciale –ZPS- Pollino e Orsomarso e perciò inibita a qualsiasi attivazione di nuovi impianti (perché tali sono, per legge, quelli dismessi prima del 2000 e inattivi a quella data).

All’Assessore Greco sono stati anche illustrate altri aspetti della vicenda che, a parere dei rappresentanti delle Associazioni, rendono del tutto irrealizzabile il progetto ENEL.

In attesa di ulteriori sviluppi, comunque, le Associazioni ambientaliste hanno già dato corso ad altre iniziative indirizzate, anche in ordine al principio dell’autotutela, a tutti gli Enti interessati, calabresi e lucani, all’Autorità giudiziaria, al Consiglio regionale, al Parlamento nazionale ed a quello europeo.

Forum delle Associazioni contro l’attivazione della centrale del Mercure

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