Centrale del Mercure. Cosa fa la Regione Calabria?

1° Comunicato stampa

Affollata Assemblea Popolare, organizzata dal Forum Stefano Gioia presso l’Ente Parco del Pollino, sul tema:” Parco o Centrale”. Dopo le gravi e illegittime iniziative di funzionari dell’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Calabria, che tentano vanamente di rianimare un procedimento ormai defunto, continua l’alzata di scudi di cittadini, Istituzioni, Associazioni, Comitati, politici di ogni orientamento. I sindaci di Rotonda e Viggianello, dopo la lettera di contestazione inviata all’Assessorato calabrese, hanno ieri annunciato che il 31 agosto si terrà, sulla Centrale, un consiglio comunale aperto e congiunto all’interno della sede dell’Ente Parco. Il Consigliere provinciale Libonati, ha portato la notizia di passi ufficiali fatti dal Presidente della Provincia di Potenza, Lacorazza, contro il progetto dell’Enel, così come sono pervenuti, nel corso della manifestazione, fax e comunicazioni di Assessori e Consiglieri regionali calabresi e lucani, tutti decisamente schierati con le popolazioni e la legalità, e dunque contro l’apertura della Centrale. La piena ripresa dell’attività politica, dopo la pausa estiva, darà il via a numerose altre iniziative volte a chiudere definitivamente una vicenda che non avrebbe mai dovuto nascere. In aggiunta a quelle politiche continuano, a cura degli avvocati delle Associazioni, Bonafine e Nardi, anche le iniziative legali, che hanno non solo lo scopo di contrastare le tante e palesi illegalità, ma anche di evidenziare comportamenti amministrativi sulla cui liceità sarà la Magistratura ad esprimersi. Al termine dell’Assemblea, una delegazione dei partecipanti ha avuto un incontro con il Direttore dell’Ente Parco, a cui è stato contestato l’atteggiamento ormai inaccettabilmente dilatorio per atti dovuti e conseguenti alle indicazioni degli Organi di governo dell’Ente, di chiara e assoluta opposizione al progetto di riapertura della Centrale.

Castrovillari 19 agosto 2010

2° comunicato stampa

Continuano a valanga le adesioni importanti al fronte del “NO ALLA CENTRALE DEL MERCURE”. L’Amministrazione di Laino Castello ha deliberato l’abbandono delle precedenti posizioni, per schierarsi contro la Centrale per un motivo assai significativo: il lavoro. La centrale, infatti, rappresenterebbe un ostacolo insuperabile per lo sviluppo turistico che Laino Castello sta concretamente implementando sul suo territorio. Una clamorosa decisione che è però perfettamente in linea con la comprovata tesi dei danni anche in termini occupazionali che il progetto Enel determinerebbe. Passando al versante lucano, il consigliere Giannino Romaniello ha scritto una nota ufficiale all’Assessore regionale all’Ambiente della Basilicata, Mancusi, chiedendo il ritiro in autotutela della Valutazione di Incidenza concessa dalla Regione. Anche in questo caso l’iniziativa è densa di significato, se si considera che Romaniello è Presidente della Commissione regionale Ambiente ed Attività Produttive e dunque più che qualificato a valutare sia gli impatti ambientali che economico-occupazionali dell’opera.

Ed altre importanti novità provengono dal Consiglio e dalla Giunta regionale lucana: l’Assessore Mastrosìmone e il Presidente del Gruppo consiliare dell’Idv Enrico Mazzeo Cicchetti hanno chiesto il ritiro della Valutazione di Incidenza, basata su presupposti autorizzativi ormai non più esistenti.

Infine, ma non certo da ultimo, le dolenti note riguardanti i rischi per la salute, certi e documentati, che l’entrata in funzione della Centrale determinerebbe. ISDE-Italia, Medici per l’Ambiente, ha diffuso una nota nella quale si stigmatizza l’assenza di uno studio serio sugli impatti sanitari a carico delle popolazioni della Valle del Mercure e i gravi rischi per la salute connessi alla eventuale apertura della Centrale dell’Enel.

Castrovillari 22 agosto 2010

Forum “Stefano Gioia” delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani per la tutela della legalità e del territorio

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Vibo Valentia. Un sogno l’acqua potabile

[Post in continuo aggiornamento]

Acqua pubblica a Vibo Valentia: meno male che esistono gli amici!

Grazie a dio, appena tornato in città, un’ amica premurosa mi informa che l’acqua del rubinetto non può essere usata neanche per lavarsi i denti, avevo già lo spazzolino in mano.

Mi dice: a causa di un guasto che ha riversato nell’acqua un eccesso di ipoclorito di sodio. L’ipoclorito di sodio è quel comunissimo composto di cui tutti conosciamo il sapore e l’odore: infatti è utilizzato per potabilizzare le acque, per disinfettare le tettarelle dei biberon (si trova in farmacia col nome di amuchina), per rendere balneabili le piscine, a concentrazioni maggiori è conosciuto come “varechina”, insomma, fa parte della nostra vita.

L’effetto dell’ipoclorito di sodio sulle acque è, in parole povere, quello di azzerarne la carica patogena e di renderle incolori grazie a quell’ “effetto sbiancante” e disinfettante tanto sbandierati dalle pubblicità delle candeggine odierne e dei prodotti per l’infanzia.

E’ lui che dà all’acqua di rubinetto quel caratteristico “sapore di cloro” che però evapora via se si lascia sul tavolo il bicchiere pieno per una mezz’oretta.

Il divieto all’utilizzo dell’acqua si è avuto grazie alle segnalazioni dei cittadini, molti dei quali sanno bene che l’acqua marrone, qualunque sia la ragione, non è potabile e che se, per di più, non “puzza di varechina”, vuol dire che il colore marrone non si deve all’eccesso di ipoclorito.

Bisogna quindi ringraziare l’eroico guasto ed il suo responsabile, che, riversando nell’acquedotto così tanto ipoclorito di sodio ha, è vero, reso l’acqua nuovamente imbevibile perchè chimicamente aggressiva, ma ha pure involontariamente disintegrato tutti gli eventuali agenti patogeni che spesso si trovano nelle acque marroni, dando anche una bella pulita al nostro acquedotto vetusto.

Il problema però rimane e quindi riproponiamo alle attuali giunte locali, comunale e provinciale, ed alla giunta regionale, in quanto Sorical, ed agli altri soggetti interessati e coinvolti, le richieste già presentate all’allora sindaco Sammarco nel 2006, sperando in migliore risposta (quella di Sammarco fu nulla, quindi ci vuol poco) da parte dell’attuale sindaco D’Agostino.

Le richieste che seguono sono sostenute ormai da migliaia di cittadini vibonesi molti dei quali, oltre a firmarle e recapitarle al sindaco, hanno pure firmato per la proposta di legge popolare sull’acqua nel 2007, chiesto e ottenuto quest’anno un’importante delibera della giunta comunale sull’acqua pubblica come diritto umano, e sostenuto successivamente, in numero ancora maggiore, la raccolta firme per i tre referendum sull’acqua, arrivata in tutta Italia allo sbalorditivo numero di più di un milione e quatttrocentomila firme.

Riproponiamo il testo integrale dell’appello del 2006 principalmente al sindaco D’Agostino che, crediamo, come primo cittadino vorrà agire da portavoce e, speriamo, pure da sostenitore della salute e della legalità.

Si chiede, semplicemente e senza esagerare, il rispetto di alcune tra le leggi e i contratti vigenti tra gli enti pubblici e i cittadini, a cui il comune ed il sindaco in primis sono comunque tenuti a garantire la qualità costante dell’acqua pubblica.

Luciano Gagliardi – Forum italiano dei movimenti per l’acqua VV.

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Placanica (RC): continua la protesta contro la discarica

A Placanica,trascorsa la festa,finiti i balli le salsicce e il vino,rimane solo la protesta.Una protesta di popolo, messa in piazza per dire no alla “bizzarra” idea del sindaco di realizzare una discarica alle porte del paese. Una protesta cominciata il 24 giugno con una manifestazione pacifica davanti al municipio,proseguita con una fiaccolata e culminata nell’ormai famoso consiglio comunale aperto dove la gente di Placanica avrebbe dovuto essere informata e rassicurata circa la bontà e l’assenza di rischi che questa  discarica tanto voluta dal nostro sindaco (chissà poi per quale motivo), ma che effettivamente non ha sortito gli effetti sperati.Il comitato civico per il NO  ha deciso in questi giorni in cui a Placanica si festeggiava, di rendere ancora più visibile la protesta contro lo scellerato progetto del sindaco, affiggendo striscioni ai propri balconi. sono comparsi, infatti, per le vie del paese circa quaranta striscioni con la scritta “NO alla discarica”che avevano lo scopo di far pervenire il messaggio ai “diecimila” venuti per il Borgo in fiore. O biettivo raggiunto ,vista la mole delle informazioni che il comitato civico ha dovuto dare in quei giorni ai turisti arrivati.
E’ una lotta ad oltranza,dunque,quella dei cittadini di Placanica che hanno deciso di dire no alla discarica con fermezza e determinazione.
Gli organizzatori del Borgo in fiore hanno parlato di ridare lustro a Placanica,dicono di voler riportare il paese agli antichi splendori e dare la giusta considerazione:Infatti il sindaco che li guida vuole costruire un immondezzaio proprio alle porte del paese. Come strategia per la ripresa non è davvero male,ma ripresa per chi? Di sicuro non per tutti quelli che hanno scelto di vivere qui,e che si sentono offesi quotidianamente  per scelte che devono subire senza potervi partecipare. Di sicuro neanche per i “nostri” turisti che torna(va)no ogni anno, con cui abbiamo avuto la possibilità di scambiare qualche opinione a riguardo, e che adesso solo al pensiero di dover subire tutti i disagi che una eventuale discarica comporta ci dicono No grazie!
Allora come faranno a tornare anche a fari spenti, come qualcuno vorrebbe far credere,se non torneranno più neanche per le ferie d’agosto? E’ un paese strano,il nostro,amministrato da un sindaco strano,che canta,ride e balla e non prende in seria considerazione le bacchettate della corte dei conti che lo avvisa per la seconda volta in tre anni che Placanica potrebbe finire in dissesto. Sembra il Titanic il nostro paese!Ah! dimenticavo! Stavamo parlando della discarica.
Noi del comitato civico vogliamo dare a costoro(i nostri turisti) la certezza che non molleremo e che continueremo a lottare anche per loro,affinchè possano tornare ogni anno e riassaporare il gusto della loro terra,senza doversi preoccupare di rientrare dalle vacanze con qualche batterio strano in corpo pensando che il luogo dove sono nati e dove tornano per rivedere amici e parenti non li possa più accogliere perché il loro posto è stato occupato da una discarica.
Pasquale Aiello
Comitato civico per il no alla discarica

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Dal 24 al 28 Agosto 2010 2° Campeggio Antinucleare

Località Masseria Fattizze sulla San Pancrazio-Porto Cesareo ,a 2 Km da Porto Cesareo (Lecce)
Siamo ormai nel terzo anno di una crisi economica che a dispetto dei proclami del governo è ben lungi dall’essere alle nostre spalle. Anzi la crisi accelera, i grandi gruppi finanziari ed assicurativi, dopo essere stati salvati con i soldi dei contribuenti, impongono riavviando il perverso ciclo della speculazione finanziaria una manovra Europea coordinata dalla Germania tutta “lacrime e sangue” per i cittadini di ogni paese.
Il conto di oltre 20 anni di liberismo sfrenato, globalizzazione selvaggia, privatizzazioni di pezzi importanti di welfare state viene oggi fatto pagare ai lavoratori, ai precari ai disoccupati ai pensionati. Anche chi pensava come i dipendenti pubblici di essere al riparo dagli sconquassi di un turbocapitalismo tecnocratico globalizzato è oggi colpito e nell’angolo incapace di una reazione.
Il ritorno al nucleare in Italia è sicuramente parte importante di un progetto autoritario e reazionario scelto dal Governo Berlusconi per consentire ad aziende incapaci di progettare modelli di sviluppo differenti una scialuppa di salvataggio nel mare in tempesta della crisi mondiale.
Le grandi Multinazionali dell’Energia: Enel, Edf Edison, Eni, quelle dell’impiantistica da Areva a Finmeccanica, le lobby del cemento si apprestano al banchetto. Voglio i 30 miliardi di euro cifra minima prevista per le prime 4 centrali nucleari in Italia per continuare a fare ingenti profitti, devastando territori, annientando con politiche repressive qualunque forma di resistenza.
La crisi accelera dicevamo con la Fiat ,che al solito anticipa quanto accadrà in futuro, chiede la resa dei lavoratori a Pomigliano e non avendola ottenuta minaccia e licenzia delegati sindacali per rappresaglia, promettendo delocalizzazioni per chi non ci sta e nuovi contratti senza diritti per chi ci sta.
E’ il nuovo mondo, la modernità senza diritti ma solo con doveri.
Da tali contraddizioni esplodono ovunque conflitti, gli operai di Pomigliano, il popolo dell’acqua pubblica con il milione e quattrocentomila firme, i precari della scuola, i comitati contro il carbone delle centrali Enel, la TAV ed il Ponte sullo Stretto, tante battaglie sociali ed ambientali, appuntamenti internazionali come Cancun, momenti di resistenza purtroppo oggi frammentate e divise.
Con questo 2°campeggio – luogo di incontro, dialogo, socialità – proviamo a fare un passo avanti nel riconnettere le vertenze cosi’ da sostanziare un comune percorso di resistenza e cambiamento.
Il ritorno al nucleare ,dentro il disegno governativo di sfruttamento intensivo di tutte le fonti energetiche comprese quelle rinnovabili, con l’ulteriore devastazione ambientale e i connessi cambiamenti climatici che induce, così come il ciclo integrato dei rifiuti e le dannose “grandi opere”, nella incalzante sottrazione dei beni comuni , dell’occupazione,dei diritti individuali e collettivi, sono i temi all’ordine del giorno di questo 2° campeggio.
5 giorni di tavoli seminariali e di pubbliche uscite antinucleari come la “Notte della della Taranta” il 28 Agosto, per contribuire a rendere vivace e coinvolgente l’agenda politica dell’autunno 2010.
Brindisi 29.07.10
Comitato promotore regionale pugliese “NO al Nucleare”
Coordinamento nazionale antinucleare Salute –Ambiente-Energia

Per informazioni:368 582406 – Puglia Antagonista

PROGRAMMA DEL CAMPEGGIO

MARTEDI’ 24 AGOSTO
ORE 18,00 ASSEMBLEA AVVIO DEL 2° CAMPEGGIO ANTINUCLEARE
ORE 20,00, PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LA SANITA’ MALATA”, RIFLESSIONI SUL SISTEMA SANITARIO PUGLIESE CON IL DOTTOR MAURIZIO PORTALURI AUTORE DEL LIBRO

MERCOLEDI’ 25 AGOSTO
ORE 18,00, IL PUNTO SULLA BATAGLIA ANTINUCLEARE
ORE 21,00 PORTO CESAREO IN PIAZZA NAZARIO SAURO INIZIATIVA ANTINUCLEARE

GIOVEDI’ 26 AGOSTO
ORE 18,00 CENTRALI NUCLEARI ,TURBOGAS, BIOMASSE, RINNOVABILI, SMASCHERIAMO IL BUSINESS DELL’ENERGIA PADRONA

VENERDI’ 27 AGOSTO
ORE 18,00, ATTUALITA’ DELLA PARTECIPAZIONE POPOLARE: REFERENDUM ACQUA,TUTELA DEI BENI COMUNI ,CONTRASTO DELLE OPERE INUTILI E DANNOSE (PONTE, TAV, MANCATA RICOSTRUZIONE DELL’AQUILA)
ORE 21,00 SANT’ISIDORO C/O “CENTRO RICREATIVO DON TONINO BELLO” INIZIATIVA PUBBLICA

SABATO 28 AGOSTO
ORE20,00 INFORMATIVA DEL CAMPEGGIO ALLA CONCLUSIONE DELLA “NOTTE DELLA TARANTA”

DOMENICA 29 AGOSTO
CONCLUSIONI ED APPUNTAMENTI PER IL PROSSIMO AUTUNNO

TUTTE LE SERE DAL 24 AL 27 AGOSTO DALLE ORE 23,00 IN POI, MUSICA PER TUTTE/I

Coordinamento Promotore Pugliese NO al Nucleare
Coordinamento Nazionale Antinucleare
Salute Ambiente Energia

PROGRAMMA CAMPEGGIO+APPELLO
>>PER INFORMAZONI 368 582406
>>
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>>PROGRAMMA 2°  CAMPEGGIO ANTINUCLEARE:
>>-MARTEDI’ 24 AGOSTO
>>ORE 18,00 , ASSEMBLEA AVVIO  DEL 2° CAMPEGGIO ANTINUCLEARE
>>ORE 20,00  , PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LA SANITA’ MALATA” ,
>>RIFLESSIONI SUL SISTEMA SANITARIO PUGLIESE CON IL DOTTOR MAURIZIO
>>PORTALURI AUTORE DEL LIBRO
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>>MERCOLEDI’ 25 AGOSTO
>>ORE 18,00 , IL PUNTO SULLA BATAGLIA ANTINUCLEARE
>>ORE 21,00 PORTO CESAREO IN PIAZZA NAZARIO SAURO INIZIATIVA
>>ANTINUCLEARE
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>>GIOVEDI’26AGOSTO
>>ORE 18,00 CENTRALI NUCLEARI ,TURBOGAS,BIOMASSE ,RINNOVABILI,
>>SMASCHERIAMO IL BUSINESS  DELL’ENERGIA PADRONA
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>>VENERDI’ 27 AGOSTO
>>ORE 18,00 , ATTUALITA’ DELLA PARTECIPAZIONE POPOLARE:REFERENDUM
>>ACQUA
>>,TUTELA DEI BENI COMUNI ,CONTRASTO DELLE OPERE INUTILI E DANNOSE
>>(PONTE,
>>TAV,MANCATA RICOSTRUZIONE DELL’AQUILA)
>>ORE 21,00 SANT’ISIDORO C/O “CENTRO RICREATIVO DON TONINO BELLO”
>>INIZIATIVA PUBBLICA
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>>SABATO 28 AGOSTO
>>ORE20,00 INFORMATIVA DEL CAMPEGGIO ALLA CONCLUSIONE DELLA “NOTTE
>>DELLA TARANTA”
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>>DOMENICA 29 AGOSTO
>>CONCLUSIONI ED APPUNTAMENTI PER IL PROSSIMO AUTUNNO
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>>TUTTE LE SERE DAL 24 AL 27 AGOSTO DALLE ORE 23,00 IN POI, MUSICA
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>>TUTTE/I
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Martirano Lombardo. Difendiamo l’acqua pubblica

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Assemblea popolare al Parco sul Mercure

Parteciperanno alla manifestazione rappresentanti delle Istituzioni e dei Comitati e Associazioni che ormai da otto anni difendono il diritto delle nostre popolazioni anzitutto alla legalità, ma anche, e mai come in questo caso, alla salute, all’occupazione e ad uno sviluppo reale e duraturo.

La tutela del Parco Nazionale del Pollino dall’aggressione da parte dell’Enel che continua irragionevole, testarda, arrogante, con il progetto di riapertura della Centrale elettrica della Valle del Mercure (una Centrale -in un Parco!- che dovrebbe bruciare 450.000 tonnellate l’anno di legname, trasportato su una pseudo-autostrada e sulle disastrate strade interne, da decine e decine e decine di camion ogni giorno, tutto il giorno, tutto l’anno…) deve essere presidiata, speriamo con l’ultima, decisiva, mobilitazione.

Comunicato Stampa

Dura protesta dei Sindaci e delle Istituzioni lucane all’indomani della nota inviata dall’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Calabria, in cui si richiedono i pareri relativi alla Centrale Enel della Valle del Mercure, con modalità, vincoli e tempistica del tutto inaccettabili e illegittimi. In una lettera inviata a tutte le Autorità politiche ed amministrative interessate, calabresi e lucane, gli Amministratori di Viggianello, Rotonda (i comuni maggiormente esposti e già colpiti in passato dalle emissioni della Centrale) e il Consigliere provinciale Vincenzo Libonati, ribadiscono la più ferma opposizione al progetto, che rappresenterebbe una vera sciagura per i diritti e gli interessi delle popolazioni della Valle. Nella nota, inoltre, si esprime forte contrarietà per l’andamento di un procedimento che si tenta in ogni maniera di mantenere in vita, nonostante gli strutturali, clamorosi e insanabili difetti dell’iter autorizzativo, oltre che del progetto medesimo. Non ultima la sancita incompetenza della Provincia di Cosenza che TAR e Consiglio di Stato hanno estromesso dal procedimento, malgrado l’opposizione dell’Enel ed accogliendo invece una tesi portata avanti da anni dalle Associazioni ambientaliste. La conseguenza giuridica di tale decisione è il totale azzeramento della fase istruttoria curata dalla Provincia e non certo la continuazione del procedimento da parte della Regione Calabria. Queste “sviste” amministrative, in una vicenda così intricata, delicata e importante per la salute e lo sviluppo di intere popolazioni, che in più di un’occasione hanno fatto sentire chiara e forte la propria opposizione, non appaiono del tutto limpide e bene farebbe l’Assessore alle Attività Produttive della Calabria, Antonio Stefano Caridi, a intervenire su un progetto tecnicamente inammissibile e politicamente assai torbido.

Forum “Stefano Gioia” delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani per la tutela della legalità e del territorio

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28 agosto 2010: corteo No Ponte a Torre Faro

UN PONTE PER L’INFERNO ?

Impregilo, amministrazioni locali, governo nazionale e cosche mafiose attendono frementi la costruzione del Ponte: un progetto già morto ancora prima di nascere, incompatibile con le esigenze di questo territorio, inutile per la mobilità delle persone e delle merci, devastante sul piano ambientale e semplicemente folle per i costi economici.
Pensare di spendere più di 6 Miliardi di euro per il Ponte è più di una provocazione: è l’umiliazione di una città strangolata dalla crisi economica, duramente segnata dal collasso del proprio territorio e sempre più invivibile. La demagogia pontista fa finta di non vedere la realtà: i 30.000 disoccupati, i 1.500 sfollati di San Fratello e Giampilieri, i 5.000 lavoratori licenziati solo negli ultimi 12 mesi senza ammortizzatori sociali, gli oltre 3.000 baraccati, i 25.000 emigranti in dieci anni. Secondo recenti studi il partito pontista ha sperperato in progettazione (quella preliminare, nemmeno esecutiva), pubbliche relazioni e prebende oltre 400 milioni di euro: per mettere in sicurezza tutte le aree colpite dalle frane ne sarebbero bastati la metà.
Il Ponte sullo stretto, in un mix di autoritarismo e delirio di onnipotenza, lascia intatte tutte le devastazioni, i drammi e le solitudini di questo territorio per distruggere (con risorse pubbliche) anche le ultime possibilità di riscatto e di liberazione di questa città.

CORTEO NO PONTE
via circuito di fronte alla trivella
SABATO 28 AGOSTO 2010 ore 18.00

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Nota stampa sul sequestro della discarica di Lamezia

Se dovessimo utilizzare un termine per descrivere le politiche ambientali da parte di Comune, Provincia e Regione non esisterebbe parola più adatta del termine fallimento. Si, perché solo una pessima gestione, affiancata da strafottenza o, forse, chissà quali altri interessi, possono aver portato a risultati del genere.
In pochi giorni vengono sequestrati i depuratori di Lamezia e Nocera e la discarica di Stretto. A tutto questo si aggiunge che la stessa discarica ora è satura e i rifiuti verranno conferiti nella nuova discarica privata di Pianopoli, nonostante un procedimento penale in corso per progettisti e amministratori. Senza considerare i sequestri di discariche abusive che ormai sono all’ordine del giorno.
Mentre si avvia la vendita di quote della Lamezia Multiservizi spa, non si è avviata purtroppo una discussione su questa azienda e su ciò che gestisce, convinti che la terza vasca fosse la migliore soluzione , dimenticandosi, però, che fare fosse e buttarci dentro la spazzatura non risolve il problema, semmai lo nasconde per qualche anno.
La soluzione è una sola, e si chiama Rifiuti Zero, e per fare questo serve un impegno serio e costante, cosa che oggi ancora manca, di amministrazioni e cittadini, partendo dalla raccolta differenziata porta a porta in tutta la città ed educando la popolazione a differenziare. I comuni del Nord ci insegnano che la raccolta differenziata può essere attuata in percentuali altissime, ben lontane da quelli che sono i nostri risultati. A questo bisogna puntare.
Noi a questa costante mortificazione della nostra terra non ci stiamo più.

Collettivo Altra Lamezia

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