Prossimi appuntamenti


  • 24.02.2012 @ 09:30
    Processo Marlane. Una vergogna infinita
    » read more «

 

febbraio: 2012
L M M G V S D
« gen    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829  

Categorie

Lamezia: presentazione del libro “Marlane: la fabbrica dei veleni”

Una storia di ordinaria ingiustizia, tutta italiana.
Anzi… forse la più emblematica storia di ordinaria ingiustizia tutta italiana. Una storia dimenticata o non conosciuta e proprio per questo emblematica.
elementi ci sono tutti: una grande azienda, una fabbrica che promette di dar lavoro, futuro e speranze ad una intera popolazione di un territorio del sud bellissimo, fra i più belli della costa dell’alto tirreno; ma anche imprenditori senza scrupoli, funzionari pubblici accondiscendenti, disposti a coprire, insabbiare, nascondere. E poi ci sono i morti, tanti, troppi! » continua a leggere «
Share

Crotone: la bonifica subito!

Il progetto SENTIERI – studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento – condotto dall’Istituto Superiore della Sanità, dal Ministero per la Salute, dall’Università “La Sapienza” di Roma, dall’Istituto di Fisiologia Clinica, dal Dipartimento epidemiologia SSR regione Lazio, ha ribadito, ancora una volta, che nella città pitagorica vi è un eccesso di morti da inquinamento.

Le due precedenti indagini condotte nel 1997 e 2002 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra di loro sostanzialmente coerenti nei risultati, per come riportato nell’indagine denominata Sentieri, evidenziano un eccesso di mortalità per tutte le cause e per i tumori in particolare negli uomini.

“Lo studio conferma l’osservazione di eccessi di mortalità per numerose cause tra quelle evidenziate in indagini precedenti”. Ad avviso degli studiosi è opportuno attivare un sistema di sorveglianza epidemiologica. » continua a leggere «

Share

Appello giù le mani dall’acqua e dalla democrazia

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti. » continua a leggere «

Share

Vallecrati… dopo il danno la beffa!

 

Soluzione Vallecrati: politici in discarica e rifiuti differenziati

Ripercorriamo i fatti: circa tre anni fa la Vallecrati spa, apparentemente, navigava in cattive acque. Apparentemente perchè, in realtà, vantava dai comuni un credito pari alle perdite, ma per strani giochi politici e giudiziari venne dichiarato il fallimento e messa in liquidazione. Chi ne ha causato e voluto il fallimento? A chi ha giovato? Vallecrati è una storia sporca di poltrone e scatole cinesi. Di spartizioni, favori e clientelismi che ha visto avvicendarsi nei piani alti dell’amministrazione volti noti e meno noti della politica nostrana, personaggi che, scartati alle elezioni venivano riciclati a vario titolo nella società. Chi ha pagato per questo fallimento? Chiaramente nessun politico ne amministratore. Come può la casta politica e padronale citare se stessa come diretta responsabile del fallimento della principale società di raccolta e smaltimento dei rifiuti? A pagare come al solito sono stati i cittadini, il territorio e, più di tutti naturalmente, gli operai che -ieri hanno perso ben sette mensilità-, ed oggi otto di loro si vedono recapitare un decreto di citazione a giudizio per adunata sediziosa, occupazione di locali pubblici, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento e oltraggio a pubblico ufficiale. Oltre il danno la beffa! » continua a leggere «

Share

Il tempo della cuccagna maleodorante in Calabria è finito

Il popolo calabrese non è più disposto ad accettare alcun ricatto o speculazione sul proprio territorio: questo è il messaggio chiaro scaturito da un intenso anno di iniziative della RdT, culminato con la grande manifestazione del 12 Novembre a Crotone e proseguito col blocco della SS 106 a Cariati l’11 Dicembre. La parola d’ordine di queste manifestazioni è cristallina: fine del commissariamento all’emergenza rifiuti. Quello che fino a ieri era un porto delle nebbie di cui molti cittadini ignoravano l’esistenza, è diventato noto a tutti i calabresi ed ha suscitato il grido che dalle strade di Crotone è giunto stridente fino a Palazzo Campanella ed ai palazzi romani: “’mo basta”.

Le voci che si susseguono in questi giorni e la mancata consueta proroga del commissariamento calabrese nel decreto “mille proroghe” sembrano dar ragione a quei calabresi, ma consapevoli degli interessi, anche ‘ndranghetisti, che ruotano intorno alla monnezza, non abbiamo intenzione di mollare la presa. » continua a leggere «

Share

Livorno, 200 fusti tossici sui fondali del Santuario dei cetacei.

Silenzio sui 200 fusti dispersi nel mare di Livorno. I cittadini protestano e la procura avvia un’inchiesta. Ancora una nave dei veleni?

 Foto scattate da Franco Falsetti, Wwf Italia

Gli organi di informazione di massa non ne parlano. Ma da quasi tre settimane una nave mercantile ha perso, nel mare di Livorno, un carico di 200 bidoni pieni di catalizzatori Co/Mo, cioè a base di monossido di cobalto e molibdeno. Una sostanza usata in un passaggio della raffinazione del petrolio – la idrodesulfirizzazione. I fusti viaggiavano sulla nave “Venezia” della compagnia Grimaldi Lines e adesso si troverebbero su un fondale di circa 500 metri di profondità in un’area di quasi 45 miglia quadrate a sud dell’isola di Gorgona, un’area protetta dal Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, nel cuore del Santuario internazionale di mammiferi marini Pelagos, il cosiddetto “Santuario dei cetacei”. » continua a leggere «

Share

Per l’acqua pubblica ed i beni comumi

Share

Prossima la chiusura della discarica di Pianopoli

Nella valle del fiume Amato la foschia, bianca come la neve, taglia il cielo e la terra. In due mondi. Il verde e l’azzurro. La rugiada bagna anche quando non piove. E profuma di linfa. Località Serramonda. Lavata da una vegetazione toccata da Dio. Da un po’ di tempo è ferita a morte. Rimarginata da pochi mesi la coltellata della Seteco nel Comune di Marcellinara – la fabbrica dei veleni, in luogo dei fertilizzanti – persiste il bubbone della discarica. Località Gallù-Carratello, comune di Pianopoli, qualche centinaio di metri più in là.
La genitura partì con un nulla osta idrogeologico del Corpo forestale dello Stato il 6 dicembre 2002 alla Eco Inerti Srl di Vercelli. La stessa Polizia che durante i lavori in corso, nel 2005, sequestrò il sito denunciando la ditta per “distruzione e deturpamento delle bellezze naturali”.  Poi intervenne la Regione Calabria con una sanatoria di quelle che scrivono la storia. Che mettono il punto al capoverso. Con il dio denaro anche la merda diventa oro. Ingiunse alla ditta il risarcimento di 18 mila e dispari euro “per i lavori realizzati in assenza o in difformità del Nulla Osta paesaggistico”. Risequestrata nel 2010 dai carabinieri del Noe, Nucleo operativo ecologico di Catanzaro, per scarichi abusivi, è operativa come non mai oggi. Dopo i fatti di Alli – sequestro dei beni agli amministratori della società appaltante per frode fiscale – è stata promossa a pieni voti. Ampliamento, la parola d’ordine del governatore Scopelliti e del Commissario Melandri il 24 agosto scorso. E dire che era stata autorizzata solo per rifiuti speciali “non pericolosi”. Cer (codice europeo del rifiuto) dallo 01 al 10. Da quelli minerali agli edili. Dalla lavorazione della carta alle vernici. Dalle fotografie al carbone. Di necessità virtù.  Virtù dispensata con l’acqua benedetta dei soldi.
Nella località non si dorme mai. I gabbiani svolazzano senza tregua. Si cibano della monnezza. Sono loro a dare il benvenuto ai compattatori, camion e tir a più rimorchi. Seguono famelici il serpentone di almeno cinquanta mezzi che attende di scaricare.  Arrivano da tutta la Calabria. Ci sono conducenti che vi passano la notte per essere i primi all’alba. E autisti che hanno la precedenza. Non tutti sono uguali. Quelli della società Ecosistem srl, per esempio, sono più uguali degli altri. Ore non pagate, denunciano. Già, il business dei rifiuti sa anche come risparmiare.
Ma la notte arriverà. Come ad Alli anche a Gallu-Carratello. Sono sempre più insistenti le voci che ne annunciano la chiusura. Già satura in poco meno di due anni. Dal prossimo15 gennaio. Alla conquista di altre bellezze naturali. La Calabria ne è piena.
Share

Presidio per l’acqua pubblica ed i beni comuni a Lamezia

La vittoria referendaria dello scorso 12 e 13 giugno ha evidenziato in maniere inconfutabile il volere della maggioranza dei cittadini italiani su acqua, nucleare e sui beni comuni più in generale.
L’abrogazione dell’art. 23bis mette nelle condizioni le pubbliche amministrazioni di poter operare una scelta, quella cioè della ripubblicizzazione dei servizi pubblici locali.
Napoli è stata la prima città in assoluto a seguire questa via con la trasformazione della ARIN SpA in una azienda speciale di diritto pubblico denominata ABC Napoli, dimostrando che, la dove esiste una volontà politica, è possibile segnare una svolta democratica e di giustizia sociale pur nelle difficoltà quotidiane che la gestione della “cosa pubblica” comporta.
Anche il popolo Calabrese ha dato un chiaro segnale ai suoi governanti: l’acqua è un bene comune, nessun profitto su di essa!
Inoltre, in questi giorni, abbiamo vissuto sulla nostra pelle gli effetti della privatizzazione dell’acqua e di cosa sia realmente la So.Ri.Cal SpA: un intero quartiere di Lamezia è rimasto per più di 48 ore senza acqua potabile per un “guasto improvviso”.
Noi ci chiediamo, dove sono gli interventi di manutenzione? Che fine hanno fatto i 100 milioni di euro che la So.Ri.Cal doveva investire per la manutenzione delle strutture di propria pertinenza?
La So.Ri.Cal SpA opera nella illegalità più diffusa con tariffe illegittime, scarsi interventi strutturali su condotte e serbatoi e contratti capestro con gli utenti (cioè i comuni).  Lo diciamo noi da diversi anni, ma lo afferma a gran voce la Corte dei Conti nell’ultima relazione presentata all’adunanza pubblica del 5 dicembre scorso.
Pertanto l’acqua calabrese deve ritornare in mano pubblica ed è giunto il momento di cacciare dalla nostra terrà la multinazionale francese Veolia – socio privato della So.Ri.Cal SpA – che lucra sulla nostra acqua e specula sui rifiuti. Dobbiamo farlo perché abbiamo il volere popolare dalla nostra parte.

E’ GIUNTO IL MOMENTO DI AGIRE!
Le amministrazioni locali – ed in primis i Sindaci – hanno grandi responsabilità riguardo alla gestione dei beni comuni e del Servizio Idrico in particolare.
L’esito del referendum li mette in condizioni di poter agire ed effettuare una scelta che è, evidentemente, tutta di natura politica.
Chiediamo pertanto alla Giunta Speranza di esprimersi e di non nascondersi dietro falsi problemi e tatticismi politici che oramai si protraggono da oltre 5 anni.
Ricordiamo infatti ai cittadini che la scelta di svendere ai privati la Lamezia Multiservizi risale al consiglio comunale del 12 dicembre 2006 quando furono approvati due atti: il primo è stato la delibera di giunta che acquisiva il 49% delle quote di Sviluppo Italia trasformando la Multiservizi in una SpA a totale capitale pubblico; il secondo,  un ordine del giorno del Sindaco Speranza che diceva il contrario e cioè che impegnava l’amministrazione a privatizzare la Multiservizi con cessione tramite gare di una quota consistente della società ai privati. I due atti passarono a maggioranza con il sostegno dell’allora centrosinistra presente in consiglio.
Oggi non ci sono più appigli e vincoli di legge e la Giunta Speranza deve pronunciarsi e decidere.
Noi, da parte nostra, ribadiamo la disponibilità ad un pubblico confronto con il Sindaco ed il Consiglio Comunale e rilanciamo le nostre rivendicazioni:
1 – avvio della procedura legale di recupero crediti nei confronti della So.Ri.Cal SpA per versamenti di quote non dovute (sono oltre due milione di euro prelevate dalle tasche dei cittadini a causa delle tariffe illegittime). Tale atto in un primo tempo avviato dalla giunta Speranza, sembra sia stato sospeso per sopraggiunti accordi tra le parti come evidenziato nel comunicato stampa della Lamezia Mutiservizi pubblicato lo scorso 15 dicembre;
2 – annullamento della delibera del Consiglio Comunale del 7 luglio 2010 che, di fatto, dopo quattro anni ha formalizzato l’avvio della privatizzazione della Lamezia Multiservizi;
3 – approvazione della delibera di iniziativa popolare per la modifica dello statuto comunale così come proposta dai cittadini lametini. Sono passati 18 mesi (prot. n° 0039465 del 08/06/2010) da quando abbiamo formalizzato una richiesta di un consiglio comunale aperto per la discussione di tale delibera (sostenuta da oltre 700 firme di cittadini e cittadine di Lamezia) sul diritto all’acqua e sulla revisione dello statuto comunale per l’introduzione di un articolo riguardante la definizione del Servizio Idrico Integrato come servizio pubblico privo di rilevanza economica.
Uno strumento, quello della delibera di iniziativa popolare, di partecipazione popolare e dal basso utilizzato, crediamo, per la prima volta da quando è nato il comune di Lamezia Terme e disatteso ed affossato per i soliti giochi di potere durante il consiglio comunale convocato in estremo ritardo e fatto poi fallire miseramente per mancanza del numero legale.
Da quella lontana seduta del Consiglio Comunale si sono susseguite una serie di delibere di Giunta che ancora aspettano di essere discusse in consiglio comunale ma che politicamente sono lontane anni luce dal valore simbolico che avrebbe potuto avere (per entrambe le parti) l’approvazione della delibera di iniziativa popolare presentata dai cittadini lametini e sostenuta dal Comitato Lametino Acqua Pubblica.
4 – conversione di tutta la Lamezia Multiservizi da SpA in una azienda speciale di diritto pubblico e, per quanto concerne il servizio idrico, gli indirizzi non potranno che essere quelli contenuti nel testo della proposta di legge di iniziativa popolare concernente “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico” depositata cinque anni fa in Parlamento.
Su questi punti, come da noi più volte proposto, siamo disponibili all’apertura di un tavolo tecnico tra il Comitato Lametino Acqua Pubblica, il Forum Italiano del Movimenti per l’Acqua ed il Comune di Lamezia Terme per definire e portare all’approvazione – in tempi brevi – le necessarie modifiche statutarie per la riconversione della Lamezia Multiservizi SpA in una azienda speciale di diritto pubblico.

Venerdi 6 gennaio 2012 ore 17.30

Area Pedonale Corso Giovanni Nicotera

Share

Aiello Calabro, proiezione documentario “L’ultima spiaggia…”

Il documentario di Massimo De Pascale utile ad una presa di coscienza collettiva sulla vicenda dell’Oliva, «per la cui risoluzione sarà necessario lottare uniti»

AIELLO CALABRO – “L’Ultima Spiaggia – Saggio di geografia disumana” (durata 50 min., anno 2010) è il documentario del regista calabrese Massimo De Pascale che farà da prologo all’incontro organizzato ad Aiello Calabro per mercoledì 4 gennaio, dai comitati civici “Natale De Grazia” e “Valle Oliva”, per continuare a parlare della questione dell’inquinamento della vallata dell’Oliva e tenere alta l’attenzione.
Come riferiscono gli organizzatori, «l’intento è di promuovere una discussione che faccia comprendere ai Cittadini l’importanza del rispetto del territorio e l’importanza della vigilanza su di esso; ma soprattutto la necessità di prendere coscienza di quanto accaduto in passato nel fiume Oliva, della situazione attuale e dei possibili futuri sviluppi».
L’invito che viene rivolto a tutta la Cittadinanza è quello di portare riflessioni, pensieri, idee. Un coinvolgimento corale a partecipare alla discussione «per una presa di coscienza collettiva sulle vicende che ci legano inesorabilmente tutti assieme ad una vicenda per la cui risoluzione sarà necessario lottare uniti».
Il docufilm che aprirà l’incontro – inizio previsto alle 17.45, nel salone del nuovo CineTeatro comunale, messo a disposizione dalla locale Amministrazione comunale -, è stato già presentato in Italia e negli Usa, e ha partecipato a diversi concorsi a tema ambientale con lusinghieri risultati. Il tema della narrazione è il traffico di rifiuti pericolosi che riguarda la Calabria. Un racconto attraverso il linguaggio delle immagini, tra poesia e antropologia, con riflessioni sull’incrinarsi del rapporto tra l’uomo e la natura, che si snoda attraverso una serie di interviste e testimonianze toccanti.
Invitate al dibattito le Istituzioni locali, le Associazioni e la Cittadinanza tutta.

Share