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	<title>Difendiamo la Calabria</title>
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	<description>Contro la logica dell&#039;incenerimento, per un uso intelligente delle risorse</description>
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		<title>20 Marzo 2010 Manifestazione nazionale a Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 09:21:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa
 

 Appello per la manifestazione Leggi&#8230;
Promozione e adesioni &#8211; Per aderire scrivere a segreteria@acquabenecomune.org
Il percorso del corteo e informazioni logistiche
Manifesti, volantini, flyers e banner
Spot radio
Rassegna stampa
Leggi l’appello di Padre Alex Zanotelli &#8211; Acqua: Hasta la victoria!
INFO BUS DALLA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<h2>Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa</h2>
<h3><span> <img src="http://www.acquabenecomune.org/IMG/jpg/banner_manif._20-03_piccolo_.jpg" alt="" width="720" height="144" /></span></h3>
</div>
<p><span style="float: left; width: 250px;"> </span><strong>Appello per la manifestazione <a href="http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article7089">Leggi&#8230;</a></strong></p>
<p><a href="http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article7212">Promozione e adesioni</a> &#8211; Per aderire scrivere a <a href="mailto:segreteria@acquabenecomune.org">segreteria@acquabenecomune.org</a></p>
<p><a href="http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article7211">Il percorso del corteo e informazioni logistiche</a></p>
<p><a href="http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article7254">Manifesti, volantini, flyers e banner</a></p>
<p><a href="http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article7280">Spot radio</a></p>
<p><a href="http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article7094">Rassegna stampa</a></p>
<p>Leggi l’appello di Padre Alex Zanotelli &#8211; <a href="http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article7145">Acqua: Hasta la victoria!</a></p>
<h5><strong>INFO BUS DALLA CALABRIA:</strong><br />
<strong>Reggio Calabria: csoacartella[@]ecn.org, 3312279540 (Peppe)<br />
Catanzaro: dogi54[@]tele2.it, 3494479052 (Giovanni)<br />
Cosenza: info[@]difendiamolacalabria.org, 327.6614542 (Oreste)</strong></h5>
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		<title>Megadiscarica di Castrolibero. E tutto, magicamente, sparì!</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 11:36:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello che sta succedendo per la costruzione della nuova strada che porta alla discarica di Castrolibero (discarica che servirà tutta l&#8217;Area Urbana: Cosenza-Rende-Castrolibero, ecc&#8230;) ha dell&#8217;incredibile.
Prima di tutto ricordiamo che esisteva gia&#8217; una strada che raggiungeva la discarica, ma gli amministratori del Comune di Castrolibero ci dissero che era troppo complicato e oneroso allargarla, così hanno pensato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_836" class="wp-caption alignleft" style="width: 454px"><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2010/03/6-marzo-1.jpg"><img class="size-full wp-image-836 " title="6-marzo-1" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2010/03/6-marzo-1.jpg" alt="Ecco come si presentano i luoghi in data 6 marzo" width="444" height="295" /></a><p class="wp-caption-text">Ecco come si presentano i luoghi in data 6 marzo</p></div>
<p>Quello che sta succedendo per la costruzione della nuova strada che porta alla discarica di Castrolibero (discarica che <strong>servirà tutta l&#8217;Area Urbana:</strong> Cosenza-Rende-Castrolibero, ecc&#8230;) ha dell&#8217;incredibile.</p>
<div>Prima di tutto ricordiamo che esisteva gia&#8217; una strada che raggiungeva la discarica, ma gli amministratori del Comune di Castrolibero ci dissero che era troppo complicato e oneroso allargarla, così hanno pensato di studiare un nuovo tracciato piu&#8217; sicuro, tanto sicuro che e&#8217; gia&#8217; franato piu&#8217; volte (vedi foto tracciato) visto che ci troviamo su un costone di collina impervio e franoso, come riportato dalla <strong>carta regionale dei Piani di Bacino per l&#8217;assetto idrogeologico</strong>.</div>
<div>Ma la storia di questa strada, ancora in fase iniziale, non finisce qui. Adesso abbiamo scoperto che, parte del suo percorso, passa proprio sopra una discarica abbandonata e, per giunta, in attesa di essere bonificata dalla Regione Calabria.</div>
<div>Ma i lavori in opera proprio in questi giorni hanno gia&#8217; lacerato i manti impermeabili di protezione lasciando cosi via libera al percolato inquinante di infiltrarsi nel terreno per poi raggiungere la falda freatica che è a poche decine di metri nel sottosuolo.</div>
<div><strong>Ora, vi sembra plausibile costruire un&#8217;opera pubblica sui rifiuti? Si potra&#8217; mai bonificare un&#8217;area su cui ci si costruisce sopra?</strong></div>
<div>Riepilogando:</div>
<ol>
<li>Strada in corso di costruzione su terreno ad alto rischio frana (Dalle carte regionali).</li>
<li>Parte della progettazione della strada insiste proprio su di una vecchia discarica.(dalle foto scattate il 2 marzo 2010).</li>
</ol>
<div>Ieri siamo andati a fare la denuncia ai vigili urbani e al Corpo forestale dello Stato, e oggi (vedi foto 6 marzo) i cumuli di rifiuti asportati e i teli di protezione distrutti dalle ruspe sono scomparsi! Tutto e&#8217; ritornato, per magia, come era prima.</div>
<div>Si tratta di un danno ambientale enorme, vista la rottura dei teli che trattenevano il percolato, oltre alla violazione delle norme di legge in materia di dissesto idrogeologico.</p>
<p>Castrolibero/Cosenza, 6/2/10.</p>
<div style="text-align: right;">Comitato Beni Comuni – Cosenza, Associazione “No alle discariche nei centri urbani” – Castrolibero, Forum Ambientalista – Calabria, LIPU – Rende, Ingegneria senza Frontiere – UNICAL</div>
</div>
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		<title>Replica dei comitati al Sindaco Orlandino Greco</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 12:35:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Replica delle associazioni/comitati all’articolo del 3 marzo pubblicato sui quotidiani locali.

Finalmente abbiamo l’onore di vedere sui quotidiani una dichiarazione del Sindaco di Castrolibero, Orlandino Greco, sulla nuova discarica di Castrolibero. Siamo ormai abituati a sentir parlare di Cittadella Energetica, ma la realta’ la possono andare a vedere tutti: si tratta di un burrone che presto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_831" class="wp-caption alignright" style="width: 510px"><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2010/03/DSCN0414-copia.JPG"><img class="size-large wp-image-831" title="lavoridiscarica" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2010/03/DSCN0414-copia-500x276.jpg" alt="lavoridiscarica" width="500" height="276" /></a><p class="wp-caption-text">Lavori in discarica - i mezzi invece di movimentare terra, pare stiano movimentando rifiuti... di Rende!</p></div>
<address>Replica delle associazioni/comitati all’articolo del 3 marzo pubblicato sui quotidiani locali.<br />
</address>
<p>Finalmente abbiamo l’onore di vedere sui quotidiani una dichiarazione del Sindaco di Castrolibero, Orlandino Greco, sulla nuova discarica di Castrolibero. Siamo ormai abituati a sentir parlare di Cittadella Energetica, ma la realta’ la possono andare a vedere tutti: si tratta di un burrone che presto sarà riempito di rifiuti di ogni genere e che poi vedra’ nascere una centrale per ricavarne biogas. In pratica e’ stato scelto il modo peggiore per fare il biogas dai rifiuti, quello meno ecosostenibile!</p>
<p>E’ facile per un Sindaco organizzare una conferenza stampa, invitare la stampa che preferisce, e divulgare notizie senza un contraddittorio. Noi lo avevamo invitato giorno 20 febbraio all’incontro pubblico con i cittadini per parlare del tema Rifiuti nell’Area Urbana, ma il Sindaco ha preferito rinunciare, cosa che non hanno fatto altri amministratori dell’Area Urbana.  Leggiamo oggi le dichiarazioni del Sindaco sui quotidiani che si trattava di una “trappola”, è completamente falso! La realtà e’ che il Sindaco si e’ sottratto al dialogo e al confronto con i cittadini e con esperti del settore ambientale, medico e sanitario.</p>
<p>Ribadiamo ancora una volta che siamo al di fuori di ogni logica o appartenenza politica, ma siamo dei semplici cittadini stanchi di esser presi in giro, assistere inermi allo spreco di risorse pubbliche e alla violazione dei diritti alla salute dei cittadini!</p>
<p>I cittadini, le associazione ed i comitati non sono affatto soddisfatti della replica &#8211; da parte dell’amministrazione comunale di Castrolibero &#8211; alle tante domande e perplessita’ che la gente dell’area urbana (Cosenza, Castrolibero, Rende) ha fatto e che ancora non hanno avuto degne risposte.</p>
<p>La nostra e’ una battaglia, ancor prima che ambientale, civile, legale  e per il diritto alla salute pubblica.</p>
<p>Elenchiamo e smontiamo punto per punto le dichiarazioni fatte ieri dal Sindaco alla Stampa (ma non tutta):</p>
<p>1.Discarica privata.</p>
<p>Il sindaco parla di una discarica privata, di proprieta’ comunale, ma facciamo notare che i finanziamenti in arrivo sono regionali e provinciali (quindi risorse prelevate attraverso le tasse che tutti noi paghiamo…). Con una mano vuole gestire la discarica privatamente e con l’altra pesca i finanziamenti pubblici.</p>
<p>2.&lt;&lt;Ancora non ho capito se sono contro le discariche a priori o contro quelle fatte male&gt;&gt;.</p>
<p>Il sindaco conosce bene le nostre richieste, perche’ piu’ volte abbiamo avuto incontri presso la casa comunale e scambio di lettere. Noi siamo per una riduzione del numero delle discariche nell’immediato, ma guardiamo con interesse alla prospettiva “rifiuti zero” nel lungo termine.  (Riciclare tutti i materiali che dovrebbero andare in discarica. Se vuole il nostro Sindaco, come tutti, può approfondirla in rete, anche sul nostro sito www.difendiamolacalabria.org). Ma, soprattutto,  siamo per le discariche lontano dai centri abitati!</p>
<p>Inoltre, al Sindaco che cita discariche fatte bene o male,  ricordiamo  che non esistono al mondo discariche sicure. I teli impermeabilizzanti che si mettono a protezione del percolato dal terreno sottostante, hanno dato buoni risultati se il terreno era poco permeabile, mentre su terreni permeabilissimi, come il caso Castrolibero, ha dato, dopo alcuni anni, problemi gravi di inquinamento delle falde acquifere e dei terreni circostanti.</p>
<p>3.Buca chiusa naturalmente sui 4 lati.</p>
<p>Forse il sindaco non conosce bene il suo territorio. Invitiamo i media a fare un sopralluogo per rendersi conto che il lato est è completamente aperto, scende in una valle, dove attualmente scorre il percolato che scorre proprio in direzione del fiume Campagnano.</p>
<p>4.Vivrà 6 o 7 anni e poi ci sarà la centrale a biogas.</p>
<p>Ebbene, un bel modo per sperperare 8 milioni di euro di finanziamenti pubblici che finiranno in una buca e poi ci ritroveremo di nuovo in emergenza rifiuti! Bel modo di programmare! Dove e’ finita la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti? Che è poi l’unico strumento per contrastare l’aumento indiscriminato di nuove discariche. Riguardo al biogas, se il sindaco fosse venuto all’incontro/dibattito con i cittadini – del 20 febbraio 2010 &#8211; avrebbe appreso come è possibile ricavare biogas dai rifiuti in modo ecosostenibile e non come vogliono fare a Castrolibero costruendo nuove discariche.</p>
<p>5.Campo da Golf.</p>
<p>Ancora una volta il sindaco insiste sul voler costruire un campo da golf sulla discarica. E’ solo propaganda politica: per norma di legge le discariche, dopo la chiusura, devono essere controllate per decenni a causa di problemi igienico-sanitari, gas che continuano a fuoriuscire dal sottosuolo e possibilità di inquinamento delle falde acquifere. Ma caro sindaco: Lei manderebbe i suoi figli a giocare su di una discarica?</p>
<p>6.Vicinanza al Polo Scolastico. &lt;&lt;C’è la valutazione di impatto ambientale…&gt;&gt;</p>
<p>Prima di tutto si tratta solo di un assenso preliminare. E poi sappiamo bene come questi certificati, spesso, vengono rilasciati con superficialità. Comunque, l’amministrazione comunale di Castrolibero dovrà spiegare ai cittadini dell’Area Urbana, specialmente a quei cittadini che abitano nei quartieri tutto intorno alla discarica, che il certificato di impatto ambientale non blocca i batteri, gli insetti e, specialmente l’odore nauseabondo dei rifiuti.</p>
<p>Ricordiamo, che la distanza dalla discarica, in linea d’aria, dai quartieri e dal Polo scolastico è soltanto di poche centinaia di metri! Mentre la normativa parla di almeno 1000 metri. Per non parlare poi di quei cittadini che avevano scelto le colline di Castrolibero e di Rende per respirare aria salubre!</p>
<p>Qualcosina il Sindaco l’ha dimenticata. Non pretendiamo ora di descrivere tutte le cose che non</p>
<p>vanno in questo progetto di “Cittadella Energetica”,   non abbiamo probabilmente tanto  spazio a disposizione, ma permetteteci di segnalare due elementi gravissimi che non sono emersi nella conferenza stampa di ieri:</p>
<p>A pagina 34 (Fonte: Libro pubblicato dal Comune di Castrolibero nel 2007 sulla Sostenibilita’): Si dichiara di voler preservare l’area verde “Timpe di Spada”, ma guarda un po’!? Si tratta proprio del sito dove sorgerà la nuova discarica!  Ma leggiamo quello che c’è scritto: “Le Timpe di Spada sono caratterizzate da elevata stabilità ecologica interna, da un livello medio-alto di biodiversità e da un elevato valore paesistico-culturale, questa grande riserva di naturalità è individuata come eccellenza ambientale.” E hanno deciso di farci una discarica! Figuriamoci se non fosse stata una eccellenza ambientale, come l’hanno giustamente descritta, che cosa ci avrebbero fatto? Una centrale nucleare?</p>
<p>A pagina 84 (Fonte: Libro pubblicato dal Comune di Castrolibero nel 2007 sulla Sostenibilita’): L’ultima incoerenza riguarda un tema di strettissima attualità: il rischio idrogeologico che il nostro territorio sta attraversando. E, purtroppo, dobbiamo dirlo, spesso si costruisce sui dirupi, sul letto dei fiumi, sulle spiagge, e poi la natura si riprende ciò che è suo.  Ora, sul territorio di Castrolibero sono individuate delle aree a rischio frane, &#8211; individuate non da noi, ma dal Comune stesso – dichiarate con instabilità alta e molto alta. E, udite, udite, proprio su queste aree a rischio frane è in costruzione la nuova discarica con relativa strada! Quindi,  diventerà una zona transitata da cittadini oltre che frequentata dal personale che dovrebbe gestire il funzionamento della discarica. In caso di smottamenti, frane, calamità, disastri… (speriamo mai), chi pagherà? Chi  si sta accollando la responsabilità di tali atti scellerati?</p>
<p>Castrolibero 03/03/2010</p>
<p style="text-align: right;">Comitato Beni Comuni – Cosenza, Associazione “No alle discariche nei centri urbani” – Castrolibero, Forum Ambientalista – Calabria, LIPU – Rende, Ingegneria senza Frontiere – UNICAL</p>
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		<title>Centrale del Mercure, le associazioni chiedono un incontro</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 01:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA
Nella riunione convocata dal Prefetto di Cosenza sulla Centrale del Mercure in molti hanno avuto modo di dire la loro, compresi imprenditori privati comparsi solo di recente sulla scena con padronale arroganza. Chi non ha avuto voce, perché non invitate, le Associazioni ambientaliste che pure avevano richiesto di partecipare, essendo per legge portatrici degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>Nella riunione convocata dal Prefetto di Cosenza sulla Centrale del Mercure in molti hanno avuto modo di dire la loro, compresi imprenditori privati comparsi solo di recente sulla scena con padronale arroganza. Chi non ha avuto voce, perché non invitate, le Associazioni ambientaliste che pure avevano richiesto di partecipare, essendo per legge portatrici degli interessi pubblici e diffusi legati al progetto dell’Enel. Ugualmente assenti i rappresentanti istituzionali delle popolazioni che tanto hanno sofferto e temono, a ragione, di soffrire nuovamente per colpa dell’Enel. Presente, pare, il Sindaco di Castelluccio inferiore, unico tra tutti i rappresentanti delle Comunità del Parco a votare a favore della Centrale, della quale ben ventotto altri rappresentanti hanno chiesto lo smantellamento.</p>
<p>Sorprendenti, poi, alcune dichiarazioni rese alla fine dell’incontro, anche dal Prefetto stesso, che, da poco insediatosi, non ha probabilmente ancora avuto il tempo di approfondire parecchi aspetti dell’annosa vicenda. Né possono essere stati d’aiuto i dati del tutto falsi e inattendibili che in troppi in questo periodo vanno divulgando.</p>
<p>Quella del Mercure è anzitutto un problema di rispetto della legalità. Ma anche dei diritti delle popolazioni della Valle del Mercure che certo conoscono i loro  interessi meglio di gente che al territorio è del tutto estranea. Il Forum ha documenti e riferimenti di legge che lo testimoniano, solo che lo si voglia ascoltare. Ribadiamo pertanto al Prefetto, in qualità di rappresentante dello Stato e quindi di tutti i cittadini, l’urgente richiesta di incontro che, crediamo, i fatti stessi impongano.</p>
<p style="text-align: left;">Castrovillari 17 febbraio 2010</p>
<p style="text-align: right;">Il Forum delle Associazioni e Comitati contro la riapertura della Centrale Enel della Valle del Mercure</p>
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		<title>Emergenza rifiuti e discarica dell&#8217;area urbana</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 18:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Anche quest&#8217;anno, per la quattordicesima volta consecutiva e nel silenzio (quasi) generale, è stata prorogata la gestione Commissariale per l&#8217;emergenza rifiuti in Calabria. L&#8217;ossimoro dell&#8217;ordinaria eccezionalità continua a perpetrarsi in assenza di riorganizzazioni strutturali, che puntino seriamente a riduzione, riuso, riciclo, raccolta differenziata e solo infine allo smaltimento, così come prevede la normativa comunitaria. L&#8217;alternativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2010/02/20.02_castrolibero_web.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-807" title="20.02_castrolibero_web" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2010/02/20.02_castrolibero_web-212x300.jpg" alt="20.02_castrolibero_web" width="212" height="300" /></a>Anche quest&#8217;anno, </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><strong>per la quattordicesima volta consecutiva</strong></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> e nel silenzio (quasi) generale, è stata prorogata la </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><strong>gestione Commissariale</strong></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> per l&#8217;emergenza rifiuti in Calabria. L&#8217;ossimoro dell&#8217;ordinaria eccezionalità continua a perpetrarsi in assenza di riorganizzazioni strutturali, che puntino seriamente a riduzione, riuso, riciclo, raccolta differenziata e solo infine allo smaltimento, così come prevede la normativa comunitaria. L&#8217;alternativa sembra essere invece solo tra discariche ed inceneritori.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">Questo vuoto di prospettiva si ripercuote inevitabilmente nella gestione del territorio, con la nascita (paventata o effettiva) di discariche ed inceneritori in ogni angolo della Regione.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">In particolare, nel territorio del comune di </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Castrolibero</strong></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">, nel cuore dell&#8217;area urbana cosentina, si sta procedendo all&#8217;</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><strong>allargamento della vecchia discarica</strong></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">, per portarla alla capienza di un milione di mc. Il coordinamento Beni Comuni Cosenza, l&#8217;Associazione &#8220;No alle discariche nei centri urbani&#8221; e la Lipu &#8211; sezione di Rende ritengono che anche di questa scelta, di forte impatto per tutta l&#8217;aera urbana, </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><strong>si sia discusso troppo poco</strong></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">. Per saperne di più e per favorire un confronto ed una riflessione generale sulla gestione dei rifiuti in Calabria, le stesse associazioni hanno organizzato l&#8217;</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>incontro/dibattito &#8220;Castrolibero: quali vantaggi dalla discarica?&#8221;, che si terrà sabato 20 febbraio alle 17.30 presso l&#8217;auditorium della parrocchia Santa Famiglia di Andreotta</strong></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">, e che vedrà la partecipazione di </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Frank Turco</strong></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;"> (associazione No alle discariche nei centri urbani), </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Marcello Nardi</strong></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;"> (avvocato Forum Ambientalista e CittadinanzAttiva), </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Mario Albino Gagliardi</strong></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;"> (Sindaco di Saracena, comune leader in Provincia nella raccolta differenziata) e </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Ferdinando Laghi</strong></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;"> (primario presso l&#8217;ospedale di Castrovillari e referente calabrese dell&#8217;Ass. ISDE Italia &#8211; Medici per l&#8217;Ambiente)</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">La cittadinanza è invitata a prendere parte a questa occasione di discussione su scelte importanti per il nostro territorio.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">APPROFONDIMENTO: <a href="http://www.difendiamolacalabria.org/discaricastrolibero/">la megadiscarica di Castrolibero</a><br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">Invito <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=299668713113">Facebook</a><br />
</span></span></p>
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		<title>Alex Zanotelli, acqua: Hasta la victoria!</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 09:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alex zanotelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo è l’anno dell’acqua, l’anno in cui noi italiani dobbiamo decidere se l’acqua sarà merce o diritto fondamentale umano.
Il 19 novembre 2009, il governo Berlusconi ha votato la legge Ronchi, che privatizza i rubinetti d’Italia. E’ la sconfitta della politica, è la vittoria dei potentati economico-finanziari. E’ la vittoria del mercato, la mercificazione della ‘creatura’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img class="alignleft" src="http://www.acquabenecomune.org/IMG/jpg/Immagine_1__Manif._1_Dic.jpg" alt="" width="250" height="170" />Questo è l’anno dell’acqua, l’anno in cui noi italiani dobbiamo decidere se l’acqua sarà merce o diritto fondamentale umano.<br />
Il 19 novembre 2009, il governo Berlusconi ha votato la legge Ronchi, che privatizza i rubinetti d’Italia. E’ la sconfitta della politica, è la vittoria dei potentati economico-finanziari. E’ la vittoria del mercato, la mercificazione della ‘creatura’ più sacra che abbiamo : ’sorella acqua’.<br />
Questo decreto sarà pagato a caro prezzo dalle classi deboli di questo Paese, che, per l’aumento delle tariffe, troveranno sempre più difficile pagare le bollette dell’acqua (avremo così cittadini di serie A e di serie B !). Ma soprattutto, la privatizzazione dell’acqua, sarà pagata dai poveri del Sud del mondo con milioni di morti di sete.<br />
Per me è criminale affidare alle multinazionali il bene più prezioso dell’umanità (‘l’oro blu’), bene che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici (scioglimento dei ghiacciai e dei nevai) sia per l’incremento demografico.<br />
L’acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestito dai Comuni a totale capitale pubblico, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile.<br />
Purtroppo, il nostro governo, con la legge Ronchi, ha scelto un’altra strada, quella della mercificazione dell’acqua.<br />
Ma sono convinto che la vittoria dei potentati economico-finanziari  si trasformerà in un boomerang.<br />
E’ già oggi notevole la reazione popolare contro questa decisione immorale. Questi anni di impegno e di sensibilizzazione sull’acqua, mi inducono ad affermare che abbiamo ottenuto in Italia una vittoria culturale ,che ora deve diventare politica.<br />
Ecco perché il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua pubblica, lancia ora il Referendum abrogativo della Legge Ronchi, che dovrà raccogliere, fra aprile e luglio 2010, circa seicentomila firme. Non sarà un referendum solo abrogativo, ma una vera e propria consultazione popolare su un tema molto chiaro <img src='http://www.difendiamolacalabria.org/wp-includes/images/smilies/icon_surprised.gif' alt=':o' class='wp-smiley' />  la privatizzazione dell’acqua o il suo affidamento ad un soggetto di diritto pubblico.<br />
Le date del referendum verranno annunciate in una grande manifestazione nazionale a Roma il 20 marzo, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’acqua (22marzo).<br />
Nel frattempo chiediamo a tutti di costituirsi in gruppi e comitati in difesa dell’acqua, che siano poi capaci di coordinarsi a livello provinciale e regionale.<br />
E’ la difesa del bene più prezioso che abbiamo (aria e acqua sono i due elementi essenziali per la vita !). Chiediamo a tutti i gruppi e comitati di fare pressione prima di tutto sui propri Comuni affinché convochino consigli monotematici per dichiarare che l’acqua è un bene di non rilevanza economica. Questo apre la possibilità di affidare la gestione dell’acqua ad un soggetto di diritto pubblico.<br />
Abbiamo bisogno che migliaia di Comuni si esprimano. Potrebbe essere questo un altro  referendum popolare propositivo.<br />
Solo un grande movimento popolare trasversale potrà regalarci una grande vittoria per il bene comune. Sull’acqua ci giochiamo tutto, anche la nostra democrazia.<br />
Dobbiamo e possiamo vincere. Ce l’ha fatta Parigi (la patria delle grandi multinazionali dell’acqua ,Veolia, Ondeo ,Saur che stanno mettendo le mani sull’acqua italiana) a ritornare alla gestione pubblica. Ce la possiamo fare anche noi.<br />
<strong>Mobilitiamoci ! E’ l’anno dell’acqua !</strong>
</p>
<p align="justify"><em>Napoli, 7 febbraio 2010</em></p>
<p align="justify"><em>Alex  Zanotelli</em></p>
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		<title>Centrale del Mercure, inquietanti personaggi difendono l&#8217;Enel</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 19:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
COMUNICATO STAMPA
La comparsa dell’ultim’ora, nella vicenda della Centrale del Mercure, di pochi ma inquietanti personaggi, del tutto estranei al territorio e che difendono esclusivamente gli interessi dell’ENEL è comunque un elemento che induce a riflettere. L’alibi, solito, è il lavoro, condito da dati falsi e di volta in volta mutevoli. La realtà è che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><span style="font-size: x-small;"><strong>COMUNICATO STAMPA<img class="alignright" src="http://magazine.enel.it/pr/ewcm/bap/1621324-1_IMAGE_BIG-1.jpg" alt="" width="314" height="235" /></strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: x-small;">La comparsa dell’ultim’ora, nella vicenda della Centrale del Mercure, di pochi ma inquietanti personaggi, del tutto estranei al territorio e che difendono esclusivamente gli interessi dell’ENEL è comunque un elemento che induce a riflettere. L’alibi, solito, è il lavoro, condito da dati falsi e di volta in volta mutevoli. La realtà è che la centrale il lavoro non lo porta, lo toglie! Ai giovani del rafting, che portano ogni anno 20.000 turisti proprio sul fiume Mercure, alle Guide del Parco, a chi fa e vuole sempre più fare agricoltura biologica e produzione di prodotti tipici. Ma lo toglie anche perché di biomasse non ce ne sono, né in Calabria né in Basilicata. Lo ha dimostrato lo studio Rabitti-Casson; lo afferma  la presidente di Confindustria, Marcegaglia, sta scritto nel piano regionale sulla forestazione. Già oggi la produzione di biomasse è largamente insufficiente per le centrali esistenti in Calabria e che infatti utilizzano legname proveniente da altri continenti e rifiuti solidi urbani.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: x-small;">La realtà è che si vuole resuscitare fraudolentemente un iter autorizzativo ormai azzerato. Azzerato dalle 4.000 persone che hanno manifestato assieme a 14 Sindaci, 50 Associazioni, Sindacati ed esponenti politici di ogni colore; dall’Avvocatura dello Stato che ha scritto come la centrale confligga con l’idea stessa di Parco; dai 28 tra Sindaci e Istituzioni della Comunità del Parco che hanno deliberato lo smantellamento della Centrale, seguiti dal Consiglio Direttivo dell’Ente; dalla Provincia di Cosenza che nel 2009 ha approvato il Piano Territoriale di Coordinamento in cui sono esplicitamente vietate le centrali a biomasse nelle aree protette; dalla Regione Calabria che ha ritirato la Valutazione di Incidenza a suo tempo concessa.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: x-small;">Questo tentativo di sovvertire leggi e volontà popolare, passa da atti amministrativi, dovuti eppure volutamente omessi (per informazioni chiedere al Parco del Pollino) e da illegittime iniziative di funzionari regionali.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: x-small;">Il Forum, da otto anni a difesa del Parco, chiede esplicitamente, e ancora una volta con fiducia, l’intervento del Presidente Loiero, del Presidente del Parco, Pappaterra, dell’Assessore regionale all’Ambiente, Greco, oltre che della Magistratura, perché la legalità violata venga ripristinata, e con essa i diritti delle popolazioni calabresi e lucane della Valle del Mercure.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: x-small;">Castrovillari 11 febbraio 2009</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT">Il Forum delle Associazioni e Comitati</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT">contro la riapertura della Centrale Enel della Valle del Mercure</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2010%2F02%2F11%2Fcentrale-del-mercure-inquietanti-personaggi-difendo-lenel%2F&amp;linkname=Centrale%20del%20Mercure%2C%20inquietanti%20personaggi%20difendono%20l%26%238217%3BEnel"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Zingonia. Una storia, di acqua razzismo e speculazione</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 21:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua]]></category>

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Sembra Rosarno È  Zingonia
Sono 1231 i chilometri che dividono Rosarno dalla  provincia di Bergamo. Una linea che una volta era percorsa dai migranti del  meridione d’Italia, accolti oltre il Po dai cartelli «non si affitta ai  terroni». Per loro, per i volti mediterranei di Rocco e i suoi fratelli, per  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://medias.cafebabel.com/9746/thumb/355/-/9746.jpg" alt="" width="355" height="266" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Sembra Rosarno È  Zingonia</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">Sono 1231 i chilometri che dividono Rosarno dalla  provincia di Bergamo. Una linea che una volta era percorsa dai migranti del  meridione d’Italia, accolti oltre il Po dai cartelli «non si affitta ai  terroni». Per loro, per i volti mediterranei di Rocco e i suoi fratelli, per  quelle lingue aspirate che odoravano di mare e di terre abbandonate, c’era chi  costruiva case e interi quartieri dedicati, pensati solo per accogliere i  migranti. Lontani dai centri delle città, in quella periferia fatta di palazzoni  allineati. Serviva la mano d’opera per la lingua di terra tra Bergamo, Brescia e  Milano. Ne serviva tanta, subito e a basso costo.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">È nata così Zingonia, enorme speculazione un po’  surreale alle porte di Bergamo. Le fabbriche, le villette per i dirigenti e, a  pochi metri dalla strada statale che fa da confine con il borgo antico di  Ciserano, sei torri per loro, i meridionali.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">In cinquantanni tutto è cambiato, per non  cambiare nulla. Tra gli anziani della bassa bergamasca anche le polacche che  fanno le badanti vengono chiamate ancora oggi <em>terrune</em>. L’africano che  lavora in fabbrica è solo un <em>niger</em>, e nei bar con la bandiera della Lega  non si fa vedere. Nella bassa regno dei duri fedeli di Maroni, di Borghezio e di  Bossi, c’è oggi la crisi. Dall’aeroplano diretto a Orio al Serio si possono  contare le poche automobili stazionate davanti ai capannoni industriali, facendo  una statistica molto empirica ma visivamente efficace. Parcheggi deserti,  pochissimi camion, capannoni chiusi. Passa la crisi vera, quella industriale,  quella cattiva, quel vento che lascia le persone a casa. Quel male che ha  portato un operaio a suicidarsi, a darsi fuoco davanti ad uno dei tanti piazzali  vuoti, grigi e inutili.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">E così anche Zingonia deve cambiare. I  <em>niger</em> e «le facce da cammello» &#8211; come il neopresidente leghista della  provincia di Bergamo amava chiamare i magrebini &#8211; devono andare via. Il  quartiere simbolo dell’industrializzazione costruito da Renzo Zingone nel 1964 &#8211;  prima vera speculazione edilizia del nord Italia &#8211; è ormai da buttare giù. Come  a Rosarno è da ripulire, estirpare, cacciandola<br />
dalle mappe. </span></span>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>L’arma dell’acqua</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">I sei palazzi di Zingonia sono oggi abitati da  150 famiglie, tutte o quasi composte da migranti stranieri. Prevalgono i  senegalesi, i pachistani e i magrebini. Non sono case popolari, gestite da enti  o dal comune. Chi è entrato nei palazzi di Zingonia paga un affitto o, molto  spesso, ha comprato gli appartamenti dai precedenti inquilini italiani. Cacciare  via tutti, come vuole la Lega, è dunque un problema. Il 3 dicembre scorso la  mattina un gruppo di  tecnici della Bas &#8211; azienda di gestione dell’acqua  controllata da A2A &#8211; taglia i tubi dell’acqua, facendo scoppiare una rivolta di  alcune ore. La società si era presentata con un conto salatissimo di quasi 400  mila euro di bollette non pagate. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">Ma non tutto è in realtà così chiaro. Facendo due  conti, in uno dei sei palazzi risulta un consumo idrico per l’ultimo anno di  quasi novecento euro a famiglia. È evidente quindi che i conti non tornano. A  fine dicembre le famiglie di Zingonia hanno raccolto tredicimila euro,  consegnati al sindaco di Ciserano, che a sua volta li ha versati all’azienda  controllata da A2A. Un primo acconto che ha permesso la riapertura dei  rubinetti. Ai signorotti bergamaschi dell’acqua però non è bastato: i  quattrocento mila euro di arretrati li vogliono tutti. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Divide et  impera</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">«Abbiamo un accordo», ha annunciato a fine anno  Enea Biagini, il sindaco ex Ppi &#8211; oggi Pd &#8211; di Ciserano. Un patto firmato da  lui, da A2A e da rappresentanti dei condomini scelti sul campo, senza una  regolare assemblea di condominio. Anzi, il condominio da anni non c’è più, dopo  che l’ultimo amministratore si è dimesso. L’accordo prevede che ogni famiglia  delle torri di Zingonia versi 125 euro, tutti i mesi. In un anno sono 1500 euro,  per l’acqua di A2A. La raccolta dei soldi è affidata dall’improvvisato capo  condominio, che ogni mese deve girare tra gli otto piani del palazzo chiedendo  alle famiglie senza lavoro o in cassa integrazione quei soldi. Basta che  qualcuno non paghi e a fine mese l’acqua viene tagliata di nuovo, all’intero  palazzo. Così è successo all’inizio di questa settimana ad un condominio. E così  probabilmente tra qualche giorno accadrà per un’altra torre di Zingonia. Dopo la  protesta dura del 3 dicembre il taglio dell’acqua anche qui avviene con la  copertura di forze armate. A differenza di Aprilia &#8211; dove le ronde di  Acqualatina sono accompagnate dai vigilantes privati &#8211; l’ordine pubblico è  garantito dagli alpini, dai carabinieri e dalla polizia locale. E se tagliano  l’acqua diventa più facile dare la colpa a quelle famiglie che non sono riuscite  a mettere i 125 euro mensili, dividendo così la comunità degli stranieri. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Via tutti</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">L’esodo è così iniziato. Chi può, chi trova  un’altra casa, chi non ha un mutuo da pagare ha già lasciato Zingonia. Perché  rimanere, d’altra parte: quelle torri dovranno essere abbattute, per far spazio  all’economia speculativa che del lavoro se ne frega. I caterpillar e l’esplosivo  per buttare giù i palazzi creati per i migranti del sud Italia nel 1964 sono già  pronti, nascosti dietro i presidi fascisti della Lega. Sul sito  <em>esecuzionigiudiziarie.it</em> ci sono oggi undici appartamenti di Zingonia  all’asta. Famiglie di stranieri che non sono riuscite a pagare il mutuo e che  hanno perso la casa. Il valore è precipitato sotto i 50 mila euro. In alcuni  casi un appartamento è offerto all’asta a 18 mila euro, con una valutazione  della perizia di 48 mila euro. E anche qui, come per il calcolo delle bollette  dell’acqua del 2009, c’è qualcosa che non torna. Tutte le perizie, tranne una,  mettono nero su bianco che nei palazzi di Zingonia non ci sono debiti di  condominio o di acqua. «L’amministratore non si trova», spiegano i periti e,  dunque, nessuno sa quali siano i reali debiti. E dato che il contatore è sempre  stato condominiale, è impossibile oggi per le famiglie di Zingonia stabilire con  certezza se i conti presentati da A2A sono corretti. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">Analizzando poi le storie giudiziarie degli  undici appartamenti che andranno all’asta si scopre anche il mercato clandestino  degli affitti in nero. E qui gli italiani entrano in scena. C’è il caso ad  esempio di un appartamento di proprietà di un italiano, dove gli ufficiali  giudiziari hanno trovato una famiglia di stranieri. «Abbiamo un contratto  d’affitto», hanno risposto, mostrando un accordo mai registrato. «A chi  pagate?», ha chiesto il perito del Tribunale: </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">«A un tale Massimo, che raccoglie i soldi tutti i  mesi, perché il padrone di casa non lo abbiamo mai visto», è stata la risposta.  Inutile parlare con Massimo, ovviamente, perché dove sia finito il padrone non  lo ha voluto dire neanche ai periti del Tribunale. Gli appartamenti vuoti sono  stati poi murati dal Comune di Ciserano, per evitare che altre famiglie  potessero entrare. Fino ad oggi sono stati chiusi 22 appartamenti e di questi  almeno tre erano di proprietà di italiani, ma utilizzati da famiglie di  stranieri, spesso irregolari.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">Oggi con la scure del taglio dell’acqua &#8211; dopo  che già da cinque anni è stato tagliato il riscaldamento &#8211; buona parte delle  famiglie vorrebbe andarsene. Il problema rimane per chi è in regola con il  pagamento dei mutui &#8211; e non sono pochi &#8211; per chi in quell’appartamento ha visto  la possibilità di un riscatto, di una vita normale, di un futuro per i figli.  Tanti sono qui da anni, riescono a mantenere un lavoro, magari precario, magari  al nero. Mandano i figli nelle scuole, dove &#8211; nonostante Gelmini e la Lega &#8211;  fanno amicizia, studiano, hanno insegnanti che conoscono. È contro queste  famiglie che l’arma del debito dell’acqua è oggi usata: rimanere con i rubinetti  a secco ed essere costretti a usare le fontanelle dei cortili, in pieno inverno  e con gli ascensori rotti è la “exit strategy”. Perché su Zingonia si prepara un  futuro milionario. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Le mani su Zingonia</strong><br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">In nome della sicurezza da queste parti si fa di  tutto. Ed è una sicurezza asimmetrica, dove al sicuro si devono mettere solo i  capitali. Le famiglie, la casa ed il lavoro si p ossono buttar via. «Zingonia è  un ghetto». «Zingonia è il regno dello spaccio». «A Zingonia è meglio non  entrare». Da un anno il martellamento mediatico è intenso. E così quando è stato  presentato il nuovo contratto di quartiere per la zona tutti erano felici. I sei  palazzi venivano buttati giù, la zona veniva destinata allo sviluppo del  commercio e i privati potevano investire. Nella versione presentata  pubblicamente del progetto c’era anche la realizzazione delle nuove case per le  famiglie che abitano le sei torri, i condomini Athena e Anna: accanto alla  speculazione c’era un minimo di criterio di vero sviluppo  sociale.<br />
</span></span><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><br />
«Io ho preso possesso l’8 giugno &#8211; racconta  il sindaco di Ciserano Biagini &#8211; e il 10 la regione mi ha chiesto tutti i  progetti preliminari, pena il respingimento del contratto di quartiere ».  Impossibile ovviamente riuscire a mandare la documentazione. E così il progetto  della nuova Zingonia con un volto più umano è caduto, cassato dalla Regione  Lombardia. </span></span>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">Arrivano le elezioni provinciali, la Lega che  sulla cacciata degli stranieri di Zingonia aveva fatto la sua principale  battaglia, si aggiudica il posto di presidente. A ottobre parte la nuova  proposta dalla Regione: il progetto va rimodulato &#8211; spiegano in una riunione a  porte chiuse &#8211; vi diamo 5 milioni di euro per espropriare tutto e le terre le  assegniamo con «bandi ad hoc». Sparisce tutto lo studio sociale ed economico,  rimane solo la speculazione. Passa un mese ed ecco che la A2A inizia a tagliare  l’acqua e a chiedere cifre impossibili alle famiglie. Una fortuita coincidenza,  ovviamente. Zingonia probabilmente morirà. Le 150 famiglie verranno espulse,  mandate via come è accaduto a Rosarno. Ma per la Lega potrebbe essere una  battaglia solo apparentemente vinta. «Vedi, gli italiani non conoscono il mondo  neanche su internet &#8211; racconta un ragazzo marocchino davanti ai palazzi di  Zingonia &#8211; e questo paese senza di noi morirà». In un lento e tragico  suicidio.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">Andrea Palladino, il manifesto 06/02/10<br />
</span></span></p>
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		<title>Arriva in calabria il ciclone Lannes!</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 00:39:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianni Lannes  è un  giornalista libero ed indipendente della Puglia direttore del giornale on line  www.italiaterranostra.it .  Vive da 24 anni in Italia. Diverse le sue collaborazioni con testate nazionali  quali: L&#8217;Espresso, Panorama, Famiglia Cristiana, Avvenimenti, Diario,  La  Repubblica, Il Corriere della Sera, L&#8217;Unità, Il Manifesto,  Liberazione, La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><a href="http://www.italiaterranostra.it/?p=2359"><img class="    " src="http://www.italiaterranostra.it/wp-content/themes/arras-theme/library/timthumb.php?src=http://www.italiaterranostra.it/wp-content/uploads/2009/10/post_copertina_libro.jpg&amp;w=630&amp;h=250&amp;zc=1" alt="La copertina del libro (clicca sullimmagine per approfondire)" width="400" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina del libro (clicca sull&#39;immagine per approfondire)</p></div>
<p>Gianni Lannes  è un  giornalista libero ed indipendente della Puglia direttore del giornale on line  <a href="http://www.italiaterranostra.it/">www.italiaterranostra.it</a> .  Vive da 24 anni in Italia. Diverse le sue collaborazioni con testate nazionali  quali: L&#8217;Espresso, Panorama, Famiglia Cristiana, Avvenimenti, Diario,  La  Repubblica, Il Corriere della Sera, L&#8217;Unità, Il Manifesto,  Liberazione, La  Gazzetta del Mezzogiorno, Medicina Democratica, La Nuova Ecologia.</p>
<p>Si occupa &#8211; indagando sul campo a livello internazionale &#8211; delle seguenti  tematiche: traffico di armi tra Stati, commercio di esseri umani, ecomafie a  livello planetario,mafie istituzionali. A partire dal 29 giugno 2009 ha subito tre attentati preceduti da una  minaccia di morte. Mandanti ed esecutori materiali vanno ricercati negli  apparati deviati dello Stato italiano.</p>
<p>Ad aprile 2010 presenterà a Roma e a Strasburgo in conferenza stampa il  dossier &#8220;NAVI DEI VELENI&#8221; (Adriatico, Jonio, Tirreno). <strong>Il 9 febbraio a Cosenza darà un&#8217;anticipazione sulle navi Catania e  Cunski. Prove alla mano smaschererà pubblicamente le menzogne del governo  Berlusconi in materia.</strong></p>
<p>Nel suo ultimo libro  Lannes  parla di navi dei veleni e della tragedia del Francesco Padre. Scrive Andrea Purgatori nella prefazione del libro:</p>
<p><em>La  tragedia insabbiata del Francesco Padre è un paradigma, uno dei tanti, nei quali  ci si imbatte sfogliando la cronaca, anzi la storia ormai, dell’Italia più  recente. Una storia di semplici marinai e di malintesa ragion di Stato (di tanti  stati, talvolta). Di segreti apposti dall’alto o semplicemente applicati in base  alla consegna militare del silenzio, che ha quasi sempre impedito di penetrare  il coverup applicato a molti pasticci che avrebbero potuto mettere in  discussione la sudditanza delle nostre forze armate (e dei nostri governi)  rispetto a strutture sovranazionali come l’Alleanza Atlantica. Non è un caso che  gli snodi impossibili dell’indagine sulla fine del “Francesco Padre” ricordino  in modo impressionante la tecnica del muro di gomma che da trent’anni impedisce  di svelare il retroscena della strage di Ustica. E di accertare le  responsabilità dirette o indirette di alcuni nostri alleati o partner  commerciali nello scenario di guerra di quella notte. Anche la notte del 4  novembre 1994, non era una notte qualsiasi.</em></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Nel libro Gianni Lannes presagisce quello che è accaduto  recentemente riguardo alla nave Cunsky davanti il mare di Cetraro. Una nave  affondata dalla ndrangheta e riaffondata dal governo  Berlusconi. </span></strong></p>
<p>Il FORUM DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE DELLA CALABRIA ORGANIZZATRICI  DELLA GRANDE MANIFESTAZIONE AD AMANTEA IL 24 OTTOBRE 2009 RIPORTANO L’ATTENZIONE  SULLA QUESTIONE DELLE NAVI E DEI VELENI TOSSICI ANCORA SOTTERRATI NELLA  SIBARITIDE, A CROTONE, A PRAIA A MARE , NEI MARI DI CETRARO E DELLA CALABRIA .</p>
<p>Gli incontri con Gianni Lannes saranno l’occasione per rilanciare la  tematica e riportare l’attenzione dei media</p>
<p>NATO: COLPITO E AFFONDATO Segreti e veleni a proposito di navi dei veleni</p>
<p>Questo il calendario delle iniziative:</p>
<p>9 febbraio ore 12 Conferenza stampa di presentazione nella Sala CGIL di  Cosenza piazza Vittorio</p>
<p>ore 19 ad Amantea  Palace  Hotel Mediterraneo, presenta Comitato Natale De Grazia : Gianfranco Posa, Alfonso Lorelli</p>
<p>10 FEBBRAIO COSENZA Ore 10:30 Incontro all’Unical Aula Filol8, presenta  Guerino Nisticò.</p>
<p>ore 17 a Cosenza libreria Ubik presenta Francesco Cirillo</p>
<p>11 febbraio CETRARO  ore  18  Palazzo del Trono</p>
<p>12 febbraio   Reggio Calabria ore 17  presso la sede dell“Associazione piccola Opera  Papa Giovanni Onlus”-Via Vallone  Mariannazzo &#8211; Presenta Nuccio Barillà Legambiente, Domenico Nasone Associazione Libera  coordinatore Regionale</p>
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		<title>Inceneritore a Casabona (KR): ancora parlano i sindaci?!</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 14:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[beni comuni]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[casabona]]></category>
		<category><![CDATA[crotone]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore]]></category>

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		<description><![CDATA[I giovani di Casabona (KR), a seguito della decisione del sindaco di ospitare un inceneritore nel territorio, stanno protestando &#8211; almeno per il momento &#8216;virtualmente&#8217; &#8211; ma non solo&#8230; La protesta è nata spontanea su Facebook, nel gruppo Casabona regna, da parte di cittadini di Casabona, studenti fuori sede, lavoratori emigrati e tante altre persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignright" src="http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2009/01/inceneritore-no.jpg" alt="" width="192" height="189" />I giovani di Casabona (KR), a seguito della decisione del sindaco di ospitare un inceneritore nel territorio, stanno protestando &#8211; almeno per il momento &#8216;virtualmente&#8217; &#8211; ma non solo&#8230; La protesta è nata spontanea su Facebook, nel gruppo Casabona regna, da parte di cittadini di Casabona, studenti fuori sede, lavoratori emigrati e tante altre persone che hanno a cuore la salute e la tutela del territorio di questo piccolo centro calabrese, supportata anche dai comuni limitrofi. Successivamente si è costituito un comitato cittadino per il no all&#8217;inceneritore che sta raccogliendo le adesioni proprio in questi giorni.</div>
<div>Rilanciando anche da queste pagine il secco &#8216;no agli inceneritori&#8217; nè a Casabona nè altrove, ribadiamo ancora una volta che l&#8217;unica alternativa praticabile sia la strategia &#8216;<a href="http://www.difendiamolacalabria.org/rifiuti-zero/">Rifiuti Zero</a>&#8216;, illustrata diverse volte in Calabria proprio dal suo &#8216;creatore&#8217; Paul Connett, che a pochi chilometri da Casabona, a Scala Coeli, qualche mese fa, l&#8217;ha illustrata ai cittadini.</div>
<div></div>
<div>* Gruppo Facebook <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=295450231958&amp;ref=ts">&#8220;Noi k l&#8217;inceneritore a Casabona non lo vogliamo&#8230;!!!&#8221;</a><span><span><span><span><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></span></span></div>
<div>* dal blog di <a href="http://www.byros.splinder.com/post/22112073/Appello+di+alcuni+giovani+per">By.Ros</a></div>
<div>* dal blog di <a href=" http://emiliogrimaldi.blogspot.com/2010/01/casabona-qui-milano-grazie.html">Emilio Grimaldi</a></div>
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