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	<title>Difendiamo La Calabria &#187; territorio</title>
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		<title>La lotta No Tav è una lotta di tutti</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 14:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Born Again</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Liber* tutt* Libero Giuseppe Tiano Sabato 28 gennaio presidio a Cosenza ore 17 Piazza XI settembre <p style="text-align: justify;">L&#8217;operazione repressiva scattata contro gli attivisti No Tav conferma che il sistema ha paura e l&#8217;unica arma che conosce è quella repressiva. Un sistema che cerca di delegittimare un grande movimento popolare accreditando l&#8217;ipotesi che non tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #222222;"><strong>Liber* tutt*<a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/no-tav.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7273" title="no tav" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/no-tav-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a><br />
Libero Giuseppe Tiano<br />
Sabato 28 gennaio presidio a Cosenza ore 17 Piazza XI settembre</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;">L&#8217;operazione repressiva scattata contro gli attivisti <em><strong>No Tav</strong></em> conferma che il sistema ha paura e l&#8217;unica arma che conosce è quella repressiva. Un sistema che cerca di delegittimare un grande movimento popolare accreditando l&#8217;ipotesi che non tutti i partecipanti alla imponente manifestazione del 3 luglio scorso fossero valligiani, ma solo criminali scesi in Valle per creare disordini.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;">Ma la lotta contro la Tav è una lotta che investe tutt*, anche quelli che devono ancora nascere. Oltre ai danni ambientali e sociali i costi della Tav stanno indebitando le generazioni future per arricchire le solite lobby finanziarie. <strong><em>Siamo tutti No Tav</em></strong>. Anche in Calabria, anche a Cosenza dove ieri un nostro compagno, <em><strong>Giuseppe Tiano</strong></em>, è stato perquisito e portato in questura. Giuseppe si caratterizza per il suo intenso impegno su mille fronti. È un generoso, ed è per questo motivo che si è spinto fino in Val di Susa, per portare la solidarietà sua e nostra ad un’altra comunità, quella di una Valle in lotta per evitare la devastazione del proprio territorio in favore degli interessi dei soliti noti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;">In questo, la Val di Susa e la Calabria sono molto più vicine di quanto si possa credere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;">Speriamo che Giuseppe sia scagionato al più presto dalle ridicole accuse di cui è oggetto, e ci auguriamo anzi che il suo coinvolgimento in questa vicenda non rappresenti il preludio a negative e gravi sorprese nell’appuntamento del 23 febbraio prossimo, dove a Roma la Cassazione sarà chiamata a chiudere definitivamente la farsa del c.d. processo “No global”, milioni di euro gettati a mare in un altro goffo tentativo di criminalizzazione del movimento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;">La nostra solidarietà va a Giuseppe, a tutti gli arrestati, al movimento No Tav, agli abitanti della Val di Susa e a tutti coloro i quali si rifiutano di abbassare la testa e continuano a lottare per la democrazia e la giustizia sociale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;"><strong>In quei boschi c’eravamo tutti!</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #222222;">Coordinamento Liber* tutt*<br />
Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”<br />
Coordinamento calabrese Acqua pubblica “Bruno Arcuri”<br />
C.i.b. Unicobas Calabria</span><br />
Ateneo libertario Cosenza</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F01%2F27%2Flibero-giuseppe-tiano-la-lotta-no-tav-e-una-lotta-di-tutti%2F&amp;title=La%20lotta%20No%20Tav%20%C3%A8%20una%20lotta%20di%20tutti" id="wpa2a_2"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;RDT al fianco del movimento No Tav. Solidarietà a tutti i colpiti dalla repressione</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 21:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>All&#8217;alba di stamane sono stati tratte in arresto 32 persone e denunciate 11, in diverse città d&#8217;Italia e addirittura in Francia. Un’operazione in grande stile a chiaro scopo mediatico, per colpire il Movimento No Tav e i resistenti della Val di Susa.</p> <p>La Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”, presente in quei giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/No-Tav-081.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7257" title="No Tav 081" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/No-Tav-081-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>All&#8217;alba di stamane sono stati tratte in arresto 32 persone e denunciate 11, in diverse città d&#8217;Italia e addirittura in Francia. Un’operazione in grande stile a chiaro scopo mediatico, per colpire il Movimento No Tav e i resistenti della Val di Susa.</p>
<p>La Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”, presente in quei giorni in Valle, esprime tutta la solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti dalle repressione, compresa una donna al settimo mese di gravidanza che non capiamo per quale pericolosità sia stata portata in carcere.</p>
<p>Comprendiamo come la politica retorica, nella sedicente “democrazia tecnica contemporanea”, si caratterizzi quale ambito supremo della legalità. Si esclude quindi la violenza poiché si ha la pretesa che tutte le opinioni vengano espresse e rappresentate nelle istituzioni politiche.</p>
<p>Eppure per la Tav non è così. Non lo è per tutte le grandi opere progettate e costruite senza il consenso delle persone. Dal Ponte sullo Stretto, alla discariche di Chiaiano, agli inceneritori, alle centrali a carbone e a turbo gas, alle speculazioni sui mega impianti di eolico e fotovoltaico. Sono tutte opere imposte con e mediante operazioni propagandistiche finalizzate al consenso elettorale, al controllo-distruzione del territorio, che va a braccetto con l&#8217;arricchimento delle grandi imprese, del malaffare, delle speculazioni finanziare e scommesse in borsa.<span id="more-7256"></span></p>
<p>All&#8217;apparato repressivo bastano minime azioni, qualche slogan, cortei non autorizzati, scioperi e occupazioni, condite con una buona dose di fantasia giornalistico-giudiziara, per individuare violenza al di fuori delle istituzioni.</p>
<p>Non è violenza, quindi, la devastazione e inquinamento del territorio, il non rispetto dei referendum, l&#8217;aggressiva svendita dei beni comuni e demaniali. Non è violenza l&#8217;incarcerazione, pur senza pericolo di reiterare reato o di fuga. Lo è, invece, la resistenza popolare.</p>
<p>Il disastro economico e finanziario ha come responsabile una casta politica e burocratica chiusa in se stessa, assorbita nelle sue lotte interne, per spartirsi potere e soldi. Ma per fortuna c’è chi resiste.</p>
<p>Noi di Rdt siamo con la gente della Valle, i nuovi resistenti sono loro e tutti coloro che sono colpiti dalla voracità del cemento, dalle avidità delle banche, dalla mafiosetta Equitalia che lavora per loro come tutto l&#8217;apparato burocratico.</p>
<p>Invitiamo tutti i sinceri democratici, amanti della libertà e solidali contro le ingiustizie quali essi siano, ad unirsi ai presidi nelle varie città contro questa operazione di polizia.</p>
<p style="text-align: right;">Rete per la Difesa del Territorio &#8220;Franco Nisticò</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F01%2F26%2Flrdt-al-fianco-del-movimento-no-tav-solidarieta-a-tutti-i-colpiti-dalla-repressione%2F&amp;title=L%26%238217%3BRDT%20al%20fianco%20del%20movimento%20No%20Tav.%20Solidariet%C3%A0%20a%20tutti%20i%20colpiti%20dalla%20repressione" id="wpa2a_4"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Lamezia: presentazione del libro &#8220;Marlane: la fabbrica dei veleni&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marlane]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> Una storia di ordinaria ingiustizia, tutta italiana. Anzi… forse la più emblematica storia di ordinaria ingiustizia tutta italiana. Una storia dimenticata o non conosciuta e proprio per questo emblematica. elementi ci sono tutti: una grande azienda, una fabbrica che promette di dar lavoro, futuro e speranze ad una intera popolazione di un territorio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://colal.altervista.org/Locandina_Marlane.jpg" alt="" width="431" height="610" /></p>
<div><strong>Una storia di ordinaria ingiustizia, tutta italiana.</strong></div>
<div>Anzi…  forse la più emblematica storia di ordinaria ingiustizia tutta  italiana. Una storia dimenticata o non conosciuta e proprio per questo  emblematica.</div>
<div>elementi ci sono tutti: una  grande azienda, una fabbrica che promette di dar lavoro, futuro e  speranze ad una intera popolazione di un territorio del sud bellissimo,  fra i più belli della costa dell’alto tirreno; ma anche imprenditori  senza scrupoli, funzionari pubblici accondiscendenti, disposti a  coprire, insabbiare, nascondere. E poi ci sono i morti, tanti, troppi!<span id="more-7175"></span></div>
<div>Circa  cento secondo la difesa. La difesa, già, di un processo che ha dovuto  superare nei suoi tredici anni di istruttoria tre richieste di  archiviazione, due o tre procuratori del tribunale, tre o quattro  pubblici ministeri. E gli imputati: nomi eccellenti, potenti con la  forza e l’arroganza degli impuniti, nomi importanti nel campo economico  ed istituzionale a livello nazionale.</div>
<div>E  infine le famiglie: quelle degli operai che insieme ai sopravvissuti  lottano disperatamente perché questa loro battaglia contro un sistema di  ordinaria ingiustizia non resti solo la loro battaglia, ma diventi  quella di un intero territorio e di una intera popolazione che ha  pagato, e che continua a pagare, un prezzo altissimo al dio profitto in  nome di un diritto, il diritto al lavoro spesso in questa terra negato.</div>
<div>La  storia della Marlane e della strage di Praia Mare, del conte Rivetti e  della “sua” statua del Cristo a “sua” immagine che domina la costa dando  ad essa le spalle, della famiglia Marzotto, ma anche la storia di Luigi  Pacchiano ex operaio ammalatosi come i suoi compagni morti sono  raccontati in un libro inchiesta dirompente come un macigno, analitico e  dettagliato come una futura sentenza, un libro inchiesta scritto a sei  mani dallo stesso Pacchiano, dal giornalista Francesco Cirillo,  intervistati dalla brava Giulia Zanfino.</div>
<div>«Questo  gruppetto di lavoratori, soli, aggrediti dai sindacati ufficiali &#8211;  scrive Cirillo nella prefazione &#8211; dai politici tutti, invisi a parte  della cittadinanza compreso il sindaco, colpevolizzati di far chiudere  la fabbrica con le loro denunce e far perdere il posto di lavoro a  centinaia di padri di famiglia, chiedevano a noi un aiuto. E noi ci  mettemmo a disposizione».</div>
<div>Il libro verrà  presentato dai suoi autori a Lamezia nella serata evento che il Comitato  Lametino Acqua Pubblica e l’Associazione Fahrenheit hanno organizzato  domenica 29 Gennaio alle ore 17:30 presso la Rua Sao Joao.</div>
<div>L’occasione  è quella di conoscere un storia che ci riguarda terribilmente da  vicino, più di quanto noi immaginiamo, con la speranza che il grido di  dolore di queste persone diventi una pietra miliare nel difficile  cammino che porta alla verità e alla giustizia.</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F01%2F16%2Flamezia-presentazione-del-libro-marlane-la-fabbrica-dei-veleni%2F&amp;title=Lamezia%3A%20presentazione%20del%20libro%20%26%238220%3BMarlane%3A%20la%20fabbrica%20dei%20veleni%26%238221%3B" id="wpa2a_6"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Livorno, 200 fusti tossici sui fondali del Santuario dei cetacei.</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 21:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecomafie]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[navi dei veleni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Silenzio sui 200 fusti dispersi nel mare di Livorno. I cittadini protestano e la procura avvia un’inchiesta. Ancora una nave dei veleni? </p> <p>Gli organi di informazione di massa non ne parlano. Ma da quasi tre settimane una nave mercantile ha perso, nel mare di Livorno, un carico di 200 bidoni pieni di catalizzatori Co/Mo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Silenzio sui 200 fusti dispersi nel mare di Livorno. I  cittadini protestano e la procura avvia un’inchiesta. Ancora una nave  dei veleni? </em></strong></p>
<div id="attachment_2662"><a href="http://www.comitatodegrazia.org/Blog/wp-content/uploads/2012/01/DSC_01461.jpg"><img class="alignleft" title="Foto scattate da Franco Falsetti, Wwf Italia" src="http://www.comitatodegrazia.org/Blog/wp-content/uploads/2012/01/DSC_01461-300x196.jpg" alt=" Foto scattate da Franco Falsetti, Wwf Italia" width="300" height="196" /></a></div>
<p>Gli organi di informazione di massa non ne parlano. Ma da quasi tre  settimane una nave mercantile ha perso, nel mare di Livorno, un carico  di 200 bidoni pieni di catalizzatori Co/Mo, cioè a base di monossido di  cobalto e molibdeno. Una sostanza usata in un passaggio della  raffinazione del petrolio – la idrodesulfirizzazione. I fusti  viaggiavano sulla nave “Venezia” della compagnia Grimaldi Lines e adesso  si troverebbero su un fondale di circa 500 metri di profondità in  un’area di quasi 45  miglia quadrate a sud dell’isola di Gorgona,  un’area protetta dal Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, nel cuore  del Santuario internazionale di mammiferi marini Pelagos, il cosiddetto  “Santuario dei cetacei”.<span id="more-7123"></span></p>
<p><strong>Ci sono voluti circa 12 giorni perchè la notizia fosse diffusa.</strong> Un lasso di tempo inspiegabile, come inspiegabile è il fatto che la  notizia non passi sugli organi di informazione nazionali. A parte  due  quotidiani che rischiano la chiusura, come <em>il Manifesto</em> e l’<em>Unità</em>, poco  o nulla hanno scritto o raccontato gli altri organi di informazione. E  così come successo qui da noi in Calabria a proposito delle “navi dei  veleni”, i cittadini si sono mobilitati ed hanno organizzato, per oggi  domenica 8 gennaio, una manifestazione di protesta che si è rivelata di  portata nazionale, mentre intanto la procura di Livorno ha aperto  un’inchiesta.</p>
<p><a href="http://www.comitatodegrazia.org/Blog/wp-content/uploads/2012/01/DSC_01511.jpg"><img class="alignright" title="DSC_0151" src="http://www.comitatodegrazia.org/Blog/wp-content/uploads/2012/01/DSC_01511-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>«<strong>I bidoni sono di colore azzurro, chiusi ermeticamente</strong>»  ci hanno riferito da Livorno. E proprio quel “colore azzurro” uguale al  fusto spiaggiato a Longobardi (nella foto) e ritrovato da un cittadino  di Amantea il giorno di capodanno, ha destato all’inizio dei sospetti,  in parte dissipati, grazie alla <em>staffetta</em> di informazioni tra  attivisti del comitato De Grazia e giornalisti de il Manifesto (che  hanno anche lanciato un appello sul loro sito ai cittadini toscani su “<a href="http://www.ilmanifesto.it/approfondimenti/i-bidoni-di-amantea/">I Bidoni di Amantea</a>“).  Parrebbe infatti che il bidone ritrovato in Calabria, a Longobardi,  nulla avrebbe a che fare con i bidoni inabissati nel mare di Livorno  che «dovrebbero essere rimasti tutti nella zona dell’isola di Gorgona su  un fondale di circa 400  metri di profondità» secondo quanto riferito  dagli addetti ai lavori al cronista Riccardo Chiari de <em>IlManifesto.</em></p>
<p><em><strong>Ma “gli addetti ai lavori” sono sempre attendibili?</strong></em></p>
<p><strong>La  Capitaneria</strong><strong> di porto misteriosamente silente per più di dieci giorni.</strong><br />
<strong> </strong>A Livorno si chiedono come sia possibile che una nave  mercantile carica di sostanze tossiche viaggi da Catania a Genova con un  mare in tempesta, sferzato da un libeccio di oltre 125 chilometri  orari. E come sia possibile che la perdita del carico, subito denunciata  dal capitano del cargo “Venezia”, sia stata segnalata <strong>ben dodici giorni dopo</strong> alle autorità interessate, come il sindaco di Livorno. Atteggiamenti  istituzionali che noi calabresi conosciamo bene quando si parla di mare e  di veleni.</p>
<p><strong>Cittadini in piazza</strong><br />
E così cittadini e associazioni ambientaliste oggi sono scesi in piazza,  o sarebbe meglio dire  “in porto”, per affermare che il mare non è una  discarica e i bidoni dispersi sui fondali di Livorno devono essere  recuperati. Una manifestazione che ha raccolto numerosissime adesione di  associazioni nazionali partiti e comuni cittadini che hanno visto in  questi anni ridurre il proprio mare ad una discarica, soprattutto di  rifiuti tossici e pericolosi. I manifestanti depositeranno uno  striscione con la scritta «Il mare non è una discarica» sulla lapide  della Moby Prince luogo simbolo di verità negata.</p>
<p>Per saperne di più leggi su Il Manifesto <strong><a href="http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20120104/manip2pg/06/manip2pz/315889/manip2r1/riccardo%20chiari/">Allarme rifiuti tossici in mare</a> e </strong><strong><a href="http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6218/">“</a><a href="http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6218/">Dove sono quei bidoni?” </a></strong><strong><a href="http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6218/">oggi la manifestazione a Livorno</a></strong><br />
comitatodegrazia.org</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F01%2F08%2Flivorno-200-fusti-tossici-sui-fondali-del-santuario-dei-cetacei%2F&amp;title=Livorno%2C%20200%20fusti%20tossici%20sui%20fondali%20del%20Santuario%20dei%20cetacei." id="wpa2a_8"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Aiello Calabro, proiezione documentario “L’ultima spiaggia…”</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/01/03/aiello-calabro-proiezione-documentario-%e2%80%9cl%e2%80%99ultima-spiaggia%e2%80%a6%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 12:01:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il documentario di Massimo De Pascale utile ad una presa di coscienza collettiva sulla vicenda dell’Oliva, «per la cui risoluzione sarà necessario lottare uniti»</p> <p>AIELLO CALABRO – “L’Ultima Spiaggia – Saggio di geografia disumana” (durata 50 min., anno 2010) è il documentario del regista calabrese Massimo De Pascale che farà da prologo all’incontro organizzato ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.comitatodegrazia.org/Blog/wp-content/uploads/2012/01/Locandina-De-Pascale-Aiello-5-1-121.jpg"><img class="alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 1px;" src="http://www.comitatodegrazia.org/Blog/wp-content/uploads/2012/01/Locandina-De-Pascale-Aiello-5-1-121.jpg" alt="" width="317" height="405" /></a>Il documentario di Massimo De Pascale utile ad una presa di coscienza collettiva sulla vicenda dell’Oliva,  «per la cui risoluzione sarà necessario lottare uniti»</strong></p>
<p>AIELLO CALABRO – “L’Ultima Spiaggia – Saggio di geografia disumana” (durata 50 min., anno 2010) è il documentario del regista calabrese Massimo De Pascale che farà da prologo all’incontro organizzato ad Aiello Calabro per mercoledì 4 gennaio, dai comitati civici “Natale De Grazia” e “Valle Oliva”, per continuare a parlare della questione dell’inquinamento della vallata dell’Oliva e tenere alta l’attenzione.<br />
Come riferiscono gli organizzatori, «l’intento è di promuovere una discussione che faccia comprendere ai Cittadini l’importanza del rispetto del territorio e l’importanza della vigilanza su di esso; ma soprattutto la necessità di prendere coscienza di quanto accaduto in passato nel fiume Oliva, della situazione attuale e dei possibili futuri sviluppi».<br />
L’invito che viene rivolto a tutta la Cittadinanza è quello di portare riflessioni, pensieri, idee. Un coinvolgimento corale a partecipare alla discussione «per una presa di coscienza collettiva sulle vicende che ci legano inesorabilmente tutti assieme ad una vicenda per la cui risoluzione sarà necessario lottare uniti».<br />
Il docufilm che aprirà l’incontro – inizio previsto alle 17.45, nel salone del nuovo CineTeatro comunale, messo a disposizione dalla locale Amministrazione comunale -, è stato già presentato in Italia e negli Usa, e ha partecipato a diversi concorsi a tema ambientale con lusinghieri risultati. Il tema della narrazione è il traffico di rifiuti pericolosi che riguarda la Calabria. Un racconto attraverso il linguaggio delle immagini, tra poesia e antropologia, con riflessioni sull’incrinarsi del rapporto tra l’uomo e la natura, che si snoda attraverso una serie di interviste e testimonianze toccanti.<br />
Invitate al dibattito le Istituzioni locali, le Associazioni e la Cittadinanza tutta.</p>
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		<title>Un sabato diverso</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 13:13:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p></p> Pensiero scritto da Mattia, 8 anni, sulla sua esperienza di Crotone ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/lettera-mattia-crotone.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7029" title="lettera mattia crotone" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/lettera-mattia-crotone.jpg" alt="" width="840" height="953" /></a></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl id="attachment_7025" class="wp-caption aligncenter" style="width: 653px;">
<dd class="wp-caption-dd">Pensiero scritto da Mattia, 8 anni, sulla sua esperienza di Crotone</dd>
</dl>
</div>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F12%2F23%2Fun-sabato-diverso%2F&amp;title=Un%20sabato%20diverso" id="wpa2a_12"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Centrale del Mercure: comunicato stampa dopo seconda interrogazione on Napoli</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 13:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Centrale del Mercure]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">1</p> <p style="text-align: left;">Il nuovo intervento dell’on. Angela Napoli, su inquietanti aspetti legati al comportamento dell’Enel nella vicenda della Centrale del Mercure, danno conforto e ulteriore coraggio alle popolazioni della Valle che, insieme al Forum “Stefano Gioia,”ormai da circa dieci anni lottano in difesa dei loro diritti e dei loro interessi. Dall’occupazione, alla salute, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 224px"><img title="1" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/08/centrale_parco.jpg" alt="1" width="214" height="261" /><p class="wp-caption-text">1</p></div>
<p style="text-align: left;">Il nuovo intervento dell’on. Angela Napoli, su inquietanti aspetti legati al comportamento dell’Enel nella vicenda della Centrale del Mercure, danno conforto e ulteriore coraggio alle popolazioni della Valle che, insieme al Forum “Stefano Gioia,”ormai da circa dieci anni lottano in difesa dei loro diritti e dei loro interessi. Dall’occupazione, alla salute, dallo sviluppo al progresso economico e sociale. L’on.Napoli è a tutti nota e da tutti unanimemente stimata per le sue battaglie in difesa della legalità e della giustizia. E per la sua strenua opposizione ai fenomeni di criminalità organizzata che cercano di spadroneggiare, troppo spesso riuscendoci, sul territorio calabrese.<br />
Il patetico tentativo di Enel che tramite il Comitato-fantoccio del Si cerca di intorbidire le acque e di confonderle, spostando la discussione su piani diversi da quello, fondamentale e gravissimo, su cui l’on. Napoli lo ha posto, sono destinati ad un miserabile fallimento.<span id="more-7006"></span><br />
Anziché continuare spudoratamente a sproloquiare per interposta persona, Enel  farebbe bene<br />
a dare quelle risposte che le domande contenute nell’interrogazione pretendono!<br />
E’ vero o non è vero che è fin dal 1987 che Enel ha i dati relativi alla situazione climatica –fondamentale per valutare i rischi per la salute delle popolazioni residenti- della Valle del Mercure, ottenuti tramite uno studio finanziato dalla stessa Enel? E’ vero o non è vero che i dati relativi proprio alla situazione climatica, inseriti negli studi ambientali presentati da Enel per ottenere le autorizzazioni per l’attuale progetto, contengono invece dati relativi all’area di Latronico, diversa e distante da quella del Mercure? E’ vero o non è vero che lo studio del 1987 evidenzia anche l’insostenibilità della rete viaria –rimasta nel frattempo immutata, anzi addirittura peggiorata- a sostenere un traffico veicolare pesante delle proporzioni previste per alimentare la centrale? E poi, perché della relazione del 1987 non se n’è mai saputo nulla? Forse perché contiene dati che avrebbero impedito, anche al più benevolo dei valutatori, di dare un qualsiasi parere favorevole al folle e impossibile progetto dell’Enel? Ovviamente non ci attendiamo risposte, almeno non da parte dell’Enel. Speriamo invece che Enti, Istituzioni e soprattutto gli Organi di legge preposti valutino, assieme ai Ministri interpellati, l’impressionante serie di inquietanti domande che l’on. Angela Napoli ha coraggiosamente sollevato per chiudere definitivamente una torbida vicenda che mai sarebbe dovuta neanche iniziare.<br />
21 dicembre 2011</p>
<p style="text-align: right;"><em>Forum “Stefano Gioia”</em><br />
<em> delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani</em><br />
<em> per la tutela della legalità e del territorio</em></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Segue Interrograzione<em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Interrogazione a risposta scritta<br />
Al Ministro dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministro dello Sviluppo Economico;</p>
<p>Per sapere – Premesso che:</p>
<p>- nell’ottobre 2010 l’Enel ha ottenuto dalla regione Calabria l’autorizzazione per il progetto di riattivazione, con conversione a biomasse, della centrale del Mercure, impianto costruito negli anni &#8217;60 nel territorio del comune di Laino Borgo (CS), completamente inattivo da oltre 12 anni;<br />
- avverso tale improvvido provvedimento hanno avanzato autonomi ricorsi presso il TAR di Catanzaro la Regione Basilicata, l’Ente Parco Nazionale del Pollino, i comuni di Rotonda (PZ) e Viggianello (PZ), nonché l’Associazione ambientalista WWF, mentre l’Associazione Italia Nostra ha presentato un ulteriore ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, a significare l’avversione al progetto, negativo sotto ogni punto di vista, compreso quello economico-occupazionale, testimoniato anche dalle imponenti manifestazioni popolari che hanno mobilitato migliaia di persone, per difendere i propri diritti ed interessi e a tutela di una delle aree protette tra le più belle d’Italia;<br />
- la centrale  è, infatti, ubicata all’interno di un’area doppiamente protetta a livello nazionale e comunitario (Parco Nazionale del Pollino e Zona di Protezione Speciale –ZPS- Pollino e Orsomarso -IT 9310903);<br />
- la potenza elettrica prevista per la centrale del Mercure è di 41Mwe, che ne farebbe una delle centrali del genere più grandi d’Europa; la biomassa necessaria ad alimentarla è nell’ordine delle 400-500.000 tonn/anno, da trasportare, per impervie strade di montagna ,già ora insufficienti per il normale traffico veicolare, con circa 150 grossi TIR che quotidianamente dovrebbero transitare su tale rete viaria, all’interno dell’area protetta;<br />
- le emissioni di questo enorme ed insostenibile traffico veicolare andrebbero ad assommarsi all’impatto inquinante determinato dalla combustione della biomassa (emissione di particolato, metalli pesanti, diossine ed altri composti tossico-nocivi) e dai vari scarichi della centrale, il tutto con grave nocumento per l’ambiente protetto del Parco del Pollino, la sua biodiversità, le specie vegetali ed animali protette, tra tutte la lontra, animale protetto da norme internazionali perché in via di estinzione e per questo obiettivo specifico anche di un progetto di tutela del Ministero dell&#8217;Ambiente;</p>
<p>- ai rischi per l’ambiente e le specie protette, animali e vegetali, presenti nell’area, vanno aggiunti quelli, assolutamente inaccettabili, anche per la salute delle popolazioni residenti, legati alle emissioni aeree e al loro persistere all’interno della Valle del Mercure, dotata di scarsa ventilazione e caratterizzata, con elevata frequenza, dal fenomeno atmosferico dell’inversione termica che provoca un ulteriore ristagno d’aria, e dunque degli inquinanti, a livello del suolo, agendo, in pratica, come fattore moltiplicativo dei rischi per la salute da inalazione di inquinanti per la popolazione che nella Valle del Mercure vive e risiede;<br />
- per ottenere una positiva Valutazione di Incidenza (VI) per il progetto, l’Enel ha presentato, ai competenti Uffici di Calabria e Basilicata, uno Studio di Impatto Ambientale (SIA) che comprende anche una valutazione dell’impatto dell’opera sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni residenti;</p>
<p>- un aspetto nodale di tale documentazione riguarda il microclima della valle del Mercure, fattore ovviamente condizionante della persistenza e della propagazione degli inquinanti (tra i quali particolato fine e ultrafine, NOx, SOx, diossine) emessi dalla centrale in caso di una sua riattivazione;</p>
<p>- per valutare questo aspetto, l’Enel, anziché effettuare studi e  misurazioni delle condizioni climatiche della Valle del Mercure, le mutua da una valle diversa e distante oltre 10 chilometri da quella del Mercure, assumendone come analoghe le caratteristiche;</p>
<p>- recentemente è stato reso noto dai mezzi di informazione che l’Enel aveva, in realtà, a disposizione uno studio specifico sulla valle del Mercure, finalizzato alla possibilità di convertire la centrale da olio combustibile a carbone, fin dal 1987; studio da essa stessa finanziato e commissionato dall’Amministrazione dell’epoca di Laino Borgo. In tale studio, prescindendo dal motivo per cui fu eseguito, irrilevante ai fini di quello che di seguito si evidenzia, viene bene dettagliata la situazione microclimatica della Valle del Mercure, in cui viene messo in evidenza proprio il fenomeno dell’inversione termica e viene altresì evidenziato il regime dei venti prevalenti nella Valle del Mercure, sostanzialmente dissimile, perché sensibilmente più debole, da quello vigente nella Valle di Latronico;</p>
<p>- che nello studio del 1987 viene pure sottolineata l’impossibilità per la rete viaria, che dall’epoca non risulta abbia subito significativi rifacimenti, a sostenere il carico di camion previsto per trasportare il combustibile al sito della centrale, tanto che viene avanzata la richiesta/necessità della costruzione di una ulteriore arteria stradale dedicata;</p>
<p>- che, oltre che le condizioni climatiche, anche l’aumento del traffico veicolare previsto nella relazione del 1987 è assimilabile a quello che si determinerebbe con la riattivazione della centrale alla luce dell’attuale progetto di riconversione della centrale;</p>
<p>- che, dunque, alcune tra le più gravi preoccupazioni da anni avanzate da più parti, nei confronti dell’attuale progetto di riconversione della centrale del Mercure, trovano puntuale conferma nella relazione del 1987, finanziata proprio dall’ Enel:</p>
<p>- quali iniziative, ove quanto divulgato dai mezzi di informazione sull’esistenza di uno studio sulla Valle del Mercure fosse fondato, i Ministri interessati intendano prendere per chiarire per quali motivi l’Enel abbia fatto ricorso nello Studio di Impatto Ambientale (SIA), presentato ai competenti Uffici della Regione Calabria e Basilicata e fondamentale per l’iter autorizzativo, a dati microclimatici di una valle diversa da quella del Mercure, pur disponendo di quelli relativi a quest’ultima, ancorché in evidente contrasto con le tesi proposte dall’Enel nello Studio di Impatto Ambientale;<br />
- quali ulteriori iniziative si intendano adottare per impedire i gravi rischi per la salute che le popolazioni dell’area subirebbero a motivo delle condizioni microclimatiche che caratterizzano la Valle del Mercure, qualora la centrale dell’Enel venisse riattivata, per come si può dedurre anche dalla relazione commissionata nella seconda metà degli anni “80 dall’Amministrazione di Laino Borgo e finanziata da Enel;<br />
- quali interventi i Ministri interessati intendano assumere per impedire che tali rischi derivanti dalle emissioni della centrale vengano viepiù aumentati dall’inquinamento prodotto dall’imponente traffico veicolare previsto per il trasporto di biomassa all’interno dell’area protetta del Parco del Pollino, situazione che creerebbe, inoltre, una insostenibile congestione della viabilità interna ed autostradale, rischio pur esso segnalato nello studio finanziato dall’Enel nel 1987;<br />
- se, tutto considerato, non sia il caso di porre in essere una immediata moratoria del progetto dell’Enel per eseguire i necessari approfondimenti a tutela della salute delle popolazioni della Valle del Mercure e dei loro legittimi diritti ed interessi.<br />
On. Angela NAPOLI</p>
<p>Roma, 20 dicembre 2011</p>
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		<title>Che aria tira?</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 21:46:05 +0000</pubDate>
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<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F12%2F15%2Fche-aria-tira%2F&amp;title=Che%20aria%20tira%3F" id="wpa2a_16"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ex Legnochimica di Rende. Riuscito il sit-in</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:40:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il sit-in organizzato dall&#8217;Associazione Crocevia &#8211; formata dai residenti della zona inquinata &#8211; è pianamente riuscito, nonostante la pioggia e il luogo isolato. La persone direttamente interessate dall&#8217;inquinamento proveniente dalle vasche quindi dai pozzi abbandonati hanno partecipato e la politica, i media e le classiche associazioni ambientaliste totalmente assenti. Segno che si è nel giusto.</p> [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-bonifica.jpg"><img class="alignright size-large wp-image-6789" title="legnochimica bonifica" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-bonifica-500x430.jpg" alt="" width="389" height="335" /></a>Il sit-in organizzato dall&#8217;Associazione Crocevia &#8211; formata dai residenti della zona inquinata &#8211; è pianamente riuscito, nonostante la pioggia e il luogo isolato. La persone direttamente interessate dall&#8217;inquinamento proveniente dalle vasche quindi dai pozzi abbandonati hanno partecipato e la politica, i media e le classiche associazioni ambientaliste totalmente assenti. Segno che si è nel giusto.</p>
<p>La vicenda della bonifica dell&#8217;ex Legnochimica dura da molti anni. La Procura aveva comunicato che questa doveva cominciare entro il 30 novembre, ma di questa bonifica non esiste neanche il progetto.</p>
<p>Il popolo inquinato tornerà a farsi sentire ben presto.<span id="more-6788"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-salute.jpg"><img class="size-large wp-image-6793 aligncenter" title="legnochimica salute" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-salute-500x154.jpg" alt="" width="500" height="154" /></a></p>
<p><object width="420" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/f97X7_KTLB4?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/f97X7_KTLB4?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-crocevia.jpg"><img class="size-large wp-image-6794 aligncenter" title="legnochimica crocevia" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-crocevia-500x176.jpg" alt="" width="500" height="176" /></a></p>
<p><object width="420" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/vBunXNTUfVE?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/vBunXNTUfVE?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-striscione.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-6795" title="legnochimica striscione" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-striscione-500x315.jpg" alt="" width="500" height="315" /></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F12%2F05%2Fex-legnochimica-di-rende-riuscito-il-sit-in%2F&amp;title=Ex%20Legnochimica%20di%20Rende.%20Riuscito%20il%20sit-in" id="wpa2a_18"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Comunicato Stampa a seguito del Sit-in di venerdì a Crotone</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 09:52:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nonostante l’opposizione dei massimi vertici della multinazionale ENI, che da anni blocca lo sviluppo della provincia di Crotone e della Calabria, l’insistenza e la determinazione della Commissione Parlamentare Europea ha consentito a una delegazione della Rete Difesa del Territorio “Franco Nisticò” di partecipare alla ridicola presentazione del progetto di “bonifica” dell’ex area Pertusola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="border: 2px solid black; margin: 1px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-4h0phlPeMrw/TtTTethHHsI/AAAAAAAAA24/tB2Wu7XUwCo/s1600/mobasta.jpg" alt="" width="248" height="192" />Nonostante l’opposizione dei massimi vertici della multinazionale ENI, che da anni blocca lo sviluppo della provincia di Crotone e della Calabria, l’insistenza e la determinazione della Commissione Parlamentare Europea ha consentito a una delegazione della Rete Difesa del Territorio “Franco Nisticò” di partecipare alla ridicola presentazione del progetto di “bonifica” dell’ex area Pertusola proposto da Sindyal.<span id="more-6743"></span><br />
È risultato vano il tentativo di mettere il bavaglio agli esponenti della società civile che in quella sede ha dimostrato come sia sufficiente un minimo di preparazione tecnica per mettere in difficoltà i professionisti della multinazionale. È bastato leggere ed elaborare il progetto presentato da Sindyal per capire che si tratta di una bufala. Quel progetto scellerato, se dovesse essere approvato, non consentirà di bonificare ciò che l’Eni ha inquinato e quindi il riutilizzo dell’area industriale.<br />
Per questo motivo la Rete Difesa del Territorio ringrazia i Parlamentari Europei che hanno voluto istituire un tavolo presso la sede del Parlamento Europeo a Roma alla presenza, oltre che dei rappresentanti istituzionali, anche di una delegazione della Rete Difesa del Territorio e dei suoi tecnici.<br />
Il ruolo di garanzia e supervisione dell’Europa e la presenza di Parlamentari Europei sensibili alle problematiche ambientali non renderà superflui gli incontri bensì sarà fondamentale nessuno commetta ulteriori delitti nei confronti del nostro territorio e la R.D.T. è certa di poter giocare in quella sede un ruolo fondamentale per la reale bonifica del sito Pertusola.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Rete per la Difesa del Territorio  Franco Nisticò</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>[<a href="http://www.youtube.com/watch?v=mdgS5y3ajTw">Guarda il servizio del TGR Calabria</a>]<br />
</em></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F11%2F28%2Fcomunicato-stampa-a-seguito-del-sit-in-di-venerdi-a-crotone%2F&amp;title=Comunicato%20Stampa%20a%20seguito%20del%20Sit-in%20di%20venerd%C3%AC%20a%20Crotone" id="wpa2a_20"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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