<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Difendiamo La Calabria &#187; salute</title>
	<atom:link href="http://www.difendiamolacalabria.org/category/salute/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.difendiamolacalabria.org</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 22:51:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Ambiente Italia, la battaglia dell&#8217;acqua</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/02/05/ambiente-italia-la-battaglia-dellacqua/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/02/05/ambiente-italia-la-battaglia-dellacqua/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 21:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[beni comuni]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=7385</guid>
		<description><![CDATA[<p>PUNTATA DI SABATO 4 FEBBRAIO 2012</p> <p>Guarda la puntata. Al minuto 42 il servizio sulla situazione calabrese.</p> <p>“Applicare quanto previsto dal referendum sull’acqua, in particolare per il recupero, da parte dei cittadini, delle quote pagate in eccedenza nelle bollette: lo chiedono i comitati referendari di “Obbedienza civile” che preparano la mobilitazione per ottenere il rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PUNTATA DI SABATO 4 FEBBRAIO 2012<a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/02/ambienteitalia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7378" title="ambienteitalia" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/02/ambienteitalia.jpg" alt="" width="194" height="106" /></a></p>
<p><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-46e91442-c4bb-4d62-bfdb-35a54016586e.html">Guarda la puntata</a>. Al minuto 42 il servizio sulla situazione calabrese.</p>
<p>“Applicare quanto previsto dal referendum sull’acqua, in particolare per il recupero, da parte dei cittadini, delle quote pagate in eccedenza nelle bollette: lo chiedono i comitati referendari di “Obbedienza civile” che preparano la mobilitazione per ottenere il rispetto dei diritti riconosciuti dopo la consultazione sull’acqua. Un nuovo capitolo della “battaglia” combattuta per il riconoscimento delle risorse idriche come bene comune. Se ne parla ad “Ambiente Italia”, il settimanale della Tgr curato da Carlo Cerrato e Beppe Rovera, in onda sabato 4 febbraio alle 12.55 su Rai3. Un tema che è stato in primo piano anche a Napoli, dove il sindaco Luigi De Magistris ha deciso di far tornare pubblica l’azienda di gestione dell’acquedotto, “contagiando” anche i comuni vicini e chiamando a raccolta – in nome dei beni comuni, come l’acqua – i sindaci di altre città. Con Beppe Rovera ne parlano gli assessori all’ambiente di Napoli e della Campania, Tommaso Sodano e Giovanni Romano, oltre a rappresentanti dei comitati, del Forum dell’Acqua e a Luca Martinelli, giornalista di Altreconomia.</p>
<p>In sommario, inoltre, un viaggio nell’Italia che – dalla Lombardia alla Liguria alla Calabria – si mobilita contro la privatizzazione del patrimonio idrico e in difesa dei beni comuni.</p>
<p>Obiettivo, infine, sull’acqua dell’isola del Giglio. Dopo il disastroso naufragio cresce l’allarme ambientale e al timore per l’inquinamento marino si aggiunge quello di una contaminazione degli impianti che trattano l’acqua potabile.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F02%2F05%2Fambiente-italia-la-battaglia-dellacqua%2F&amp;title=Ambiente%20Italia%2C%20la%20battaglia%20dell%26%238217%3Bacqua" id="wpa2a_2"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/02/05/ambiente-italia-la-battaglia-dellacqua/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pubblicato il &#8216;riassunto breve&#8217; della visita in Calabria della delegazione Europea ENVI</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/02/05/pubblicato-il-riassunto-breve-della-visita-in-calabria-della-delegazione-europea-envi/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/02/05/pubblicato-il-riassunto-breve-della-visita-in-calabria-della-delegazione-europea-envi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 19:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomafie]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=7370</guid>
		<description><![CDATA[<p>In lingua inglese, in formato PDF </p> <p>La traduzione in italiano:</p> <p>1. Obiettivi e composizione della Commissione</p> <p>Una delegazione della commissione ENVI si è recata in Calabria per esaminare le denunce di problemi di smaltimento di rifiuti tossici e di altre problematiche legate all’attuazione della legislazione ambientale in quella regione.</p> <p>Per conto della Procura della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In lingua inglese, <a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/02/envi-calabria-nov2011en.pdf">in formato PDF</a> <a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/02/envieuropa.jpg"><img class="alignright size-large wp-image-7372" title="envieuropa" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/02/envieuropa-500x271.jpg" alt="" width="300" height="163" /></a></p>
<p>La traduzione in italiano:</p>
<p>1. Obiettivi e composizione della Commissione</p>
<p>Una delegazione della commissione ENVI si è recata in Calabria per esaminare le denunce di problemi di smaltimento di rifiuti tossici e di altre problematiche legate all’attuazione della legislazione ambientale in quella regione.</p>
<p>Per conto della Procura della Città di Paola, è stata condotta un´indagine nella valle del fiume Oliva, in provincia di Cosenza, dove esperti della A.R.P.A.CAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria) hanno trovato grandi quantità di sostanze tossiche (tra queste il cesio radioattivo 137) scaricate illegalmente in luoghi naturali<span id="more-7370"></span></p>
<p>Inoltre sono stati segnalati, in Calabria, altri casi d’inquinamento riguardanti fiumi, il mare e il suolo che rappresentano un grave rischio per la salute dei residenti. Tra i vari casi quello della società “Pertusola Sud ” della città Crotone. La società, parte del Gruppo ENI, anche se adesso dismessa, ha arrecato gravi danni all’ambiente e alla salute dei cittadini in una vasta area della città di Crotone.</p>
<p>La delegazione ha quindi tenuto incontri  con il Procuratore di Paola e  di Crotone, con esperti provenienti dell’ A.R.P.A.CAL, dell’ISPRA e del Ministero dell’Ambiente coinvolti nelle indagini, così come con i sindaci delle aree interessate e le ONG attive in questi settori al fine di avere un quadro più chiaro della situazione.</p>
<p>La delegazione era composta da cinque membri ufficiali (Judith Merkies (S &amp; D, Olanda), Miroslav Mikolášik (PPE, Slovacchia), Radvilē Morkūnaitē-Mikulēnienē (PPE, Lituania), Anna Rosbach (ECR, Danimarca) e Sabine Wils (GUE, Germania) .</p>
<p>La delegazione è stata presieduta dal Sig. Mario Pirillo (S &amp; D, Italia).</p>
<p>La delegazione è stata accompagnata da Emilia Romano e Tina Ohliger del Segretariato della commissione ambiente, dall´agente del Gruppo PPE  Gabor Lejko, e dall´assistente dell`On. Pirillo, Gianpaola Mazzola.</p>
<p>Una nota informativa, sulla legislazione ambientale e la ripartizione delle competenze in materia di ambiente in Italia e nella regione Calabria  redatta dalla professoressa di diritto Barbara Pozzo, è stata fornita dal dipartimento di politica, insieme ad una pubblicazione da parte della ONG “Legambiente” dal titolo “L’ emergenza ambientale in Calabria “, che si focalizza su energia, rifiuti, problemi idro-geologici e trattamento delle acque reflue.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2. Incontri e visite</p>
<p>Mercoledì 23 novembre 2011</p>
<p>Incontro con A.R.P.A.CAL</p>
<p>Dopo l’arrivo nella serata di Mercoledì, la delegazione ha tenuto il suo primo incontro con il presidente dell’ Agenzia di Protezione Ambientale della Calabria, A.R.P.A.CAL, la Professoressa Maria Teresa Fagà, accompagnata dal Dott. Francesco Falco, direttore dell’ufficio provinciale e  da un ingegnere chimico  italiano dell´ Istituto Nazionale per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA,  l´Ing. Leonardo Arru.</p>
<p>L’incontro è avvenuto nel corso di una cena offerta dal Comune della citta´ di Amantea, alla presenza del vicesindaco Mr. Michele Vadacchino e di diversi sindaci delle città circostanti.</p>
<p>La Professoressa Fagà ha accolto la delegazione ed ha presentato il lavoro dell´Agenzia per la Protezione Ambientale responsabile per la regione Calabria, prima di cedere la parola all´Ing. Arru, responsabile di ISPRA per i siti contaminati, i danni ambientali e le emergenze. Quest’ultimo ha informato i presenti sulle indagini effettuate da ISPRA nella valle contaminata del fiume Oliva, per le quale é stato speso 1 milione di € per analisi chimico-fisiche, indagini geologiche e radiometriche, scavi, valutazione dei rischi e sono stati trovati una serie di metalli pesanti e altre sostanze tossiche, tra l’altro: cromo, stagno, PCB, ferro e manganese.</p>
<p>I Membri hanno chiesto quale fosse l’origine di tutti i metalli pesanti e delle sostanze tossiche ritrovate e il tipo d’industria presente in questa zona. Hanno domandato  qual é la minaccia per la salute, se si tratta di uno stipamento accidentale o di un problema strutturale e chi fosse il responsabile per la bonifica del suolo, perché non ci fosse ancora nessun progetto (di recupero), chi avrebbe sostenuto i costi e cosa sarebbe avvenuto nel caso di mancata identificazione dell`inquinatore.</p>
<p>I Membri sottolineavano come la problematica sembrasse essere un problema di tipo nazionale altamente politicizzato, incoraggiavano  a risolvere questo tipo di problema con una buona legislazione, un buon monitoraggio e una corretta applicazione della legislazione europea invece di accusarsi a vicenda e rivolgersi all´Ue per chiedere aiuto.  Hanno rilevato l’importanza di un accesso diretto ai dati, al ruolo dei cittadini e al loro diritto di essere informati e coinvolti.</p>
<p>Il Dottor. Falco ha precisato che era difficile capire l’origine delle sostanze, poiché sono state sotto terra per decenni. Egli evidenziato che secondo la parte sesta del diritto ambientale italiano (decreto n. 152 che implementa diverse direttive europee sull’ambiente tra le quali la direttiva 2004/35/CE del parlamento Europeo e del Consiglio del 24.04.2004 sul danno ambientale), l’unica autorità competente per i danni ambientali a livello nazionale é il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p>L’Ing. Arru ricorda che essendo un ingegnere chimico non era in grado di rispondere alle domande sulla salute e che lui stesse solo controllando se i limiti stabiliti dalla legge fossero stati rispettati. Ha parlato di un deposito di rifiuti strutturale, che presenta rifiuti freschi a 80 cm di profondità, sotto ai quali sono presenti fanghi industriali provenienti da impianti di depurazione (granulometria di piccola taglia); 2 mt più in basso si trovano rifiuti provenienti da case demolite, a 6 mt di profondità  ancora rifiuti e poi non sono più riusciti ad andare in profondità. Egli ha menzionato che é in corso un procedimento penale e che in mancanza di identificazione del/i colpevole/i sarebbe lo Stato a dover intervenire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovedì 24 novembre 2011</p>
<p>Visita della valle del fiume Oliva</p>
<p>La mattina è iniziata con la visita della vicina valle del fiume Oliva, insieme con i rappresentanti delle ONG ambientaliste e accompagnate da A.R.P.A.CAL. Si è parlato di come l’alveo del fiume Oliva fosse usato alla fine degli anni 80 primi anni 90 per lo scarico di rifiuti illegali (rifiuti industriali provenienti da fuori Calabria, rifiuti inerti e rifiuti solidi urbani). Le ONG hanno parlato di discariche abusive di rifiuti tossici provenienti dal traffico nazionale di rifiuti che venivano scaricati nella valle del fiume e poi coperti con blocchi  con conseguente inquinamento delle falde acquifere e di una zona boschiva seriamente danneggiata. I carotaggi hanno mostrato un’elevata concentrazione di Cesio 137, sostanza che non si trova in natura.</p>
<p>Il 10% della popolazione che vive nella zona soprastante è stata colpita da tumori. Ufficialmente, si diceva che la radioattività sarebbe una conseguenza dell’incidente nucleare di Chernobyl, ma in tal caso, dicono le ONG, queste scorie non sarebbero state ritrovate cosi in profondità.</p>
<p>Incontro con il Procuratore della Città di Paola</p>
<p>La delegazione ENVI ha poi incontrato il Procuratore della Repubblica di Paola, Dott. Bruno Giordano, per avere una conoscenza diretta delle indagini che sta svolgendo sulle presunte pratiche di smaltimento illegale di rifiuti radioattivi nel fiume Oliva, in provincia di Cosenza.</p>
<p>L´Istituto Italiano per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha analizzato il suolo (in parte essiccato) del fiume Oliva ed ha trovato Cesio 137 radioattivo in concentrazioni più elevate che in natura. ISPRA spiega la presenza di questa radioattività con l’incidente di Chernobyl avvenuto nel 1986. Il procuratore però non accoglie questa spiegazione poiché la presenza di Cesio 137 è stata dimostrata non solo negli strati superiori del terreno, ma anche per profondità fino a 6 metri. Egli quindi sostiene ci sia stato uno smaltimento illegale di sostanze radioattive e di altri rifiuti pericolosi che hanno causato la contaminazione radioattiva del sito e impatti sulla salute della popolazione limitrofa (cancro).</p>
<p>Durante la discussione, il Procuratore ha consegnato alla delegazione un fascicolo con diversi documenti concernenti le indagini, comprese le relazioni di analisi tecniche, campioni, referti medici e una misura di sicurezza provvisoria, aggiungendo che tale documentazione é stata data alle autorità regionali, ai politici locali e nazionali e alle ONG che ne hanno fatto richiesta. Ad una rapida visione dei documenti sugli effetti sulla salute un parlamentare europeo ha detto che intuì la dimostrazione che le persone che vivono nelle vicinanze di discariche abusive spesso soffrono di forme aggressive di cancro.</p>
<p>I Membri hanno chiesto, stupiti, perché le autorità pubbliche e i cittadini non si siano accorti della situazione dei rifiuti tossici e se ne erano a conoscenza perché non hanno reagito. Il Procuratore ha spiegato che, in generale, la gente è venuta a conoscenza del problema dello smaltimento solo dopo la pubblica accusa riguardante le navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi affondate al largo della costa calabrese e  da lì sono poi nate proteste spontanee. L’ A.R.P.A.CAL ha ricevuto mandato di controllare i dati e di avviare campagne di sensibilizzazione. Oggi c’é una maggiore attenzione dei media, maggiore vigilanza e i terreni sono stati confiscati.</p>
<p>I Membri hanno inoltre chiesto l’origine dei rifiuti e se ci fosse un´adeguata regolamentazione e una struttura per gestire i rifiuti in Calabria e cosa sarebbe stato fatto per arginarli. Hanno ripetuto che il problema doveva considerarsi di carattere locale e non europeo.</p>
<p>Il Procuratore ha spiegato che in Italia non c’era nessun centro per il trattamento dei rifiuti industriali, per cui era stato necessario esportarli in Germania. Pertanto un enorme profitto poteva essere ricavato dalle aziende che ne avessero disposto in maniera illegale. La maggior parte dei rifiuti ritrovati non proviene dalla Calabria ma da tutta Europa. Hanno difatti ritrovato fanghi industriali contaminati da petrolio, sebbene in Calabria non ci siano raffinerie, ciò significa che questi idrocarburi non sono locali. Una stima prudente ritiene che ci siano 100.000 m3 di fanghi industriali nella zona.</p>
<p>Il Procuratore sottolinea che il problema é europeo visto che la maggior parte dei rifiuti ritrovati non sarebbe proveniente dalla Calabria ma da tutta Europa in particolare quelli dove é stata riscontrata la presenza del Cesio 137 che é un rifiuto tipico da impianto nucleare e in Italia non ci sono impianti di questo tipo. Il Procuratore é convinto che sia invece un problema di tipo europeo.</p>
<p>Ha inoltre spiegato che nel diritto penale italiano le sanzioni sono state fino ad ora molto deboli, e che la criminalità organizzata ha messo  le mani sul traffico di rifiuti.</p>
<p>Paola città</p>
<p>Dopo una breve visita al Santuario di Paola, la delegazione è stata ricevuta nel municipio di Paola dal suo sindaco Roberto Perrotta ed dal presidente del Consiglio Comunale</p>
<p>Laboratorio tecnologico regionale</p>
<p>Sulla strada per la Fattoria della Piana, la delegazione ha fatto una sosta al Laboratorio tecnologico regionale sulla qualità e sicurezza alimentare e nuove tecnologie, nella zona industriale di Lamezia Terme, recentemente inaugurato,</p>
<p>Fattoria della Piana</p>
<p>La delegazione ha poi visitato la cooperativa di agricoltori, ‘Fattoria della Piana’, che copre interamente il suo fabbisogno energetico (e molto di più) grazie ad un impiantistica di bio-gas utilizzando tutti i rifiuti di prodotti agricoli (da allevamento o da trasformazione del latte), senza alcun impatto ambientale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Venerdì 25 Novembre 2011</p>
<p>Visita al sito di “Pertusola Sud”</p>
<p>Venerdì mattina la delegazione si é recata in visita nella zona di ‘Pertusola sud’, un sito industriale nella città di Crotone, dove l’ex (ora dismessa) società Franco- italiana di zinco elettrolitico (parte della multinazionale italiana del petrolio e gas del gruppo Eni) ha prodotto gravi danni all’ambiente e alla salute dei cittadini di una vasta area della Calabria.</p>
<p>Un rappresentante della società (oggi ENI-Syndial) ha dato una breve panoramica sulla storia della società che aveva iniziato la sua attività nel 1928 che è stata definitivamente chiusa nel 1999. Poi un rappresentante di A.R.P.A.CAL ha spiegato che avevano preso dei campioni dal suolo e trovato metalli pesanti e radioattività 4-5 volte superiore al valore naturale. Dopo che i rifiuti erano stati recuperati, la radioattività è tornata a livelli normali.  Il Sig. Emilio Tassoni del Ministero dell’Ambiente ha riferito di un progetto a lungo termine per ripulire le acque di falda. Alla domanda da parte dei Membri su cosa sarebbe accaduto al suolo privato che era stato detto, essere ancora più inquinato del suolo pubblico, il funzionario del Ministero ha confermato che sarebbero intervenuti solo sul suolo pubblico poiché i terreni privati sono a carico dei privati.</p>
<p>Ulteriormente i Membri hanno chiesto perché i fanghi industriali, estremamente tossici, fossero stati portati in discarica, invece di procedere allo smaltimento in un altro modo. Il funzionario del Ministero ha spiegato che avevano preferito il trasferimento dei rifiuti pericolosi alla discarica al fine di non lasciare l’inquinamento vicino al mare, che era ancora più pericoloso. A causa della grande quantità di rifiuti contaminati da zinco, sono stati costretti a trovare un’altra soluzione perché il trattamento sarebbe stato difficile. I Deputati hanno insistito che i rifiuti industriali non dovrebbero andare in discarica, ma piuttosto essere ripuliti, poi ridotti e, se possibile riutilizzati e che il conferimento in discarica deve essere l’ultima opzione.</p>
<p>Il sindaco di Crotone, il signor Peppino Vallone, ha riferito che la società era stata smantellata nel 2002, e che rispetto a 20 anni fa, la situazione per quanto riguarda l’inquinamento di aria, terra e mare era ora migliorata.</p>
<p>La vivace discussione tra ONG presenti, il rappresentante della Syndial, A.R.P.A.CAL e il Ministero dell’Ambiente e` continuato fuori e in autobus, prima che l’onorevole Pirillo proponesse di organizzare una riunione tecnica all´ufficio del Parlamento Europeo di Roma con tutte le parti coinvolte.</p>
<p>Per mancanza di tempo, la visita alla discarica di Columbra é stata annullata.</p>
<p>Incontro con il procuratore di Crotone</p>
<p>Il Procuratore  della Repubblica di Crotone, Raffaele Mazzotta, ha accolto la delegazione e ha spiegato come i due grossi impianti chimici, Pertusola (in origine francese, la quale ha avviato la produzione di zinco negli anni 20) e Montecatini (produzione di fertilizzanti) avessero trasformato Crotone in un centro industriale – l’unico della regione Calabria – e che hanno rappresentato una grande fonte di ricchezza e di posti di lavoro in una regione povera. All’inizio e per decenni c’é stata una assoluta mancanza di coscienza ambientale o per la salute pubblica.</p>
<p>Quando nel 1992 gli impianti hanno chiuso la loro produzione, l’area divenne un cimitero industriale lasciandosi alle spalle enormi quantità di rifiuti. Le conseguenze sono state: da un lato un alto tasso di disoccupazione e un crescente tasso di criminalità; dall’altro un lascito velenoso nell´area.</p>
<p>La cosiddetta inchiesta “Montagne Nere” (con riferimento all’ultima fase della produzione di zinco che ha lasciato dietro di sé cubi neri, il cosiddetto conglomerato idraulico catalizzato (CIC) – di polvere nera mescolata con cubilato) ha mostrato un accumulo enorme di rifiuti provenienti da Pertusola. I rifiuti avrebbero dovuto essere trattati e smaltiti secondo la legge in modo da renderli inerti ma lo smaltimento illegale era più conveniente. Il Procuratore ha accusato i vari gestori del sito Pertusola di smaltimento illegale dei rifiuti dicendo che per decenni i rifiuti di zinco sono stati conservati in un piazzale molto vicino al mare e usati come materiale per la costruzione di case e di strade e di scuole o ceduti gratuitamente a chi li avesse voluto.</p>
<p>Carotaggi nel sito posto in sequestro hanno mostrato grandi quantità di rifiuti, tra cui manganese, zinco, cadmio ed altre sostanze pericolose nel terreno, che hanno raggiunto le falde acquifere. Le scuole e le zone limitrofe sono state chiuse e un centinaio di ragazzi sono stati monitorati e sono  emersi dei valori alterati nei liquidi organici. Non si può parlare di patologie in atto ma di potenzialità di rischio. Occorrerà verificare negli anni gli effetti che avranno i metalli nei liquidi organici.</p>
<p>Il procuratore ha terminato il suo rapporto col dire che una volta che l’istruttoria sarà terminata il caso dovrebbe passare al tribunale dal quale si aspetta un’azione contro 45 persone, le quali sono attualmente sotto inchiesta. Al fine di accelerare le indagini e iniziare il prima possibile con la bonifica dell’aria il giudice ha chiesto l’incidente probatorio.</p>
<p>Conferenza stampa</p>
<p>Dopo l’incontro con il procuratore di Crotone, si è svolta una conferenza stampa nel municipio di Crotone, durante il quale i deputati hanno posto l´attenzione per una completa trasparenza e il coinvolgimento dei cittadini. Hanno esortato di evitare di creare situazioni e leggi di emergenza, invece avere come priorità una buona infrastruttura per i rifiuti. Hanno sottolineato che il ruolo dell’Europa è stato quello di produrre una normativa che deve essere rigorosamente applicata e controllata e di agire immediatamente in caso di fallimento, favorendo una politica  di “tolleranza-zero” in caso di non conformità con i rifiuti. Hanno sottolineato la necessità che ci sia una volontà politica a incoraggiare i cittadini a comunicare tra loro  e che poter avere un impatto occorrerà essere meglio organizzati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3. Conclusioni</p>
<p>Il motivo della visita della delegazione in Calabria è stato quello di verificare le denunce relativi allo smaltimento di rifiuti tossici e di altri problemi relativi all’applicazione della legislazione ambientale in questa regione, in particolare nella valle del fiume Oliva, in provincia di Cosenza, dove esperti dell’A.R.P.A.CAL (Agenzia di Protezione Ambientale della Calabria) hanno trovato grandi quantità di rifiuti tossici scaricati illegalmente nei luoghi naturali (tra le altre il cesio 137 radiattivo), così come nella zona di Crotone, dove l’azienda “Pertusola sud”, ora dismessa, ha prodotto gravi danni all’ambiente e alla salute dei cittadini in una vasta area della Calabria.</p>
<p>Oltre all´utile contributo dato dalle ONG, la delegazione ha appreso delle indagini effettuate da ISPRA e da ARPACAL ma si rammarica che le informazioni siano rimaste piuttosto a livello tecnico.</p>
<p>Durante la maggior parte degli incontri i Membri hanno rivolto le stesse domande ottenendo spesso delle risposte vaghe, come ad esempio spiegando che la persona aveva assunto la carica solo pochi anni fa. L’impressione generale era che, oltre a una situazione difficile a causa di molti livelli di governo, nessuno ha voluto assumersi alcuna responsabilità. I Membri hanno riscontrato una mancanza di trasparenza e una mancanza di fiducia sia negli enti pubblici che tra la popolazione. Erano rammaricati di non vedere nessuna idea o volontà politica o piani d’azione concreti per risolvere i problemi alla radice, ma solamente accuse reciproche motivate politicamente. Per quanto riguarda gli incontri con i procuratori, i Membri hanno avuto la sensazione che alcune informazioni sono state confidenziali visto il non coinvolgimento delle rappresentanze della società civile.</p>
<p>Durante la visita i Membri hanno avuto l’impressione che ci fosse un problema generale e strutturale e che la situazione in Calabria non sembra essere più grave che in altre regioni italiane. L’Italia è spesso in ritardo quando si tratta di applicare la legislazione ambientale (in particolare nel campo dei rifiuti), ed anche se e´uno Stato membro fondatore dell’Unione europea,  manca ancora di una buona struttura per lo smaltimento dei suoi rifiuti. Ciò che ha colpito i Membri, però, è che nessuno cercasse seriamente una strategia per risolvere questo ma che la gente piuttosto aveva l’abitudine di rivolgersi verso l’UE chiedendo aiuto affinché ci sia un maggior controllo del diritto ambientale europeo.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F02%2F05%2Fpubblicato-il-riassunto-breve-della-visita-in-calabria-della-delegazione-europea-envi%2F&amp;title=Pubblicato%20il%20%26%238216%3Briassunto%20breve%26%238217%3B%20della%20visita%20in%20Calabria%20della%20delegazione%20Europea%20ENVI" id="wpa2a_4"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/02/05/pubblicato-il-riassunto-breve-della-visita-in-calabria-della-delegazione-europea-envi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Discarica di Scala Coeli: Basta con questa indifferenza!</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/02/01/discarica-di-scala-coeli-basta-con-questa-indifferenza/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/02/01/discarica-di-scala-coeli-basta-con-questa-indifferenza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 22:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SenzaTregua</dc:creator>
				<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Discarica di Scala Coeli]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti Speciali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=7289</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> <p class="wp-caption-text">Lavori sulla discarica di Cariati - Scala Coeli</p> <p>La discarica di Scala Coeli, non ci stancheremo mai di ripeterlo, sarà riempita con rifiuti speciali non pericolosi e non con RSU, cioè la munnizza classica che quest’estate inondava le nostre piccole comunità. La discarica di Scala Coeli non servirà a risolvere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img title="Discarica di Cariati - Scala Coeli" src="http://resistente.noblogs.org/files/2012/02/image-.jpg" alt="" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">Lavori sulla discarica di Cariati - Scala Coeli</p></div>
<p>La discarica di Scala Coeli, non ci stancheremo mai di ripeterlo, sarà riempita con rifiuti speciali non pericolosi e non con RSU, cioè la munnizza classica che quest’estate inondava le nostre piccole comunità. La discarica di Scala Coeli non servirà a risolvere il problema che persiste e che emergerà, molto probabilmente, la prossima estate, con l’aumento della popolazione e con l’afflusso dei turisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa discarica ricalca invece quello che è il macabro modello di sviluppo industriale che ormai si vuole far intraprendere alla Calabria, e cioè la costruzione a più non posso di discariche di questo tipo,per rifiuti che noi nemmeno produciamo! Proprio così, si sta costruendo una discarica di questo tipo e sotto casa nostra per riempirla di rifiuti nocivi provenienti dai settori industriali del Nord Italia e dell’Europa!!</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo che questo business privato della Bieco sia altamente dannoso al bene pubblico, e, quindi, ad una zona utilizzata per l’agricoltura come è, nonostante qualcuno goffamente quasi prova a negarlo, la zona interessata.</p>
<p style="text-align: justify;">Da poche settimane è terminato il commissariamento all’emergenza rifiuti che durava ormai da più di 15 anni e che ha portato più danni e nessun beneficio. Un risultato importante per gli attivisti, le associazioni e i movimenti che per anni hanno chiesto con forza lo stop al commissariamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli stessi attivisti, le stesse associazioni e gli stessi movimenti sanno bene però che non bisogna abbassare la guardia proprio ora e che non bisogna lasciare il campo, perché l’intera regione Calabria ha bisogno di gente che faccia luce e che vuole si faccia luce su dei danni che vengono fatti in continuo e che nel tempo risultano irreparabili.<span id="more-7289"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Proprio a questi compagni vogliamo, come movimento LELAMPARE, rivolgere il nostro appello: bisogna far quadrato intorno a quest&#8217; opera che ha troppi lati oscuri mentre di chiara rimane solo la consapevolezza che a Noi cittadini non serve, a Noi tutti fa male, anzi malissimo sia sul piano economico( è un grave colpo assestato al mondo dell’agricoltura e al settore turistico),sia sul piano della salute pubblica!!!</p>
<p style="text-align: justify;">In tal senso,ci stiamo già adoperando come movimento nel cercar di dar maggiore forza alla coordinazione tra le diverse realtà antagoniste del territorio, per dare, così, maggiore compattezza alla nostra azione; convinti sempre più che “uniti non passeranno”</p>
<p style="text-align: justify;">Con la manifestazione del 10 dicembre 2011,svoltasi a Cariati(organizzata in sinergia con la RDT-F. Nisticò, con i comitati anti discarica di Scala e Bucita e con gli studenti) siamo riusciti a portare il tema all’attenzione dei media regionali(web, stampa e televisione,tg3 compreso),ma sappiamo fin troppo bene che questo non basterà per fermare la BIECO nella messa in funzione di un’opera odiata da tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma un altro appello, per certi versi maggiormente sentito lo rivolgiamo per l’ennesima volta alle istituzioni locali, a tutti i sindaci del territorio,al sindaco di Crucoli come a quello di Terravecchia, così a quello di Cariati, di Mirto,etc etc: è necessario che si rispetti il motivo principale per cui avvengono le elezioni, per cui esistono effettivamente i sindaci: tutelare il bene pubblico, farsi portatori delle istanze e del disagio della propria gente.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ necessario che Voi tutti vi mettiate in prima linea in questa che è una battaglia innanzitutto di civiltà, perché non si può sottostare alla “legge del più forte” rimanendo in silenzio o bisbigliando un timido “no alla discarica”: rimanere così, immobili, significa avvantaggiare il forte e quindi andare dritti contro il debole, contro i propri cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolar modo, ci rivolgiamo al nostro sindaco, Avv Filippo Sero, al nostro Ass. con deleghe all’ambiente Dott. Sergio Salvati e all’assessore provinciale con delega all’ ambiente e ai nullaosta paesaggistici, anche lui di Cariati, Leonardo Trento per invitarli, ancora una volta, ad adoperarsi nella difesa della volontà pubblica, in una vicenda che ha del torbido e che non può essere snobbata ancora!</p>
<p style="text-align: justify;">Il sindaco di Cariati, Filippo Sero, finora non sembra intenzionato a dare peso alla questione,nel senso che non si è andati fino ad oggi,oltre un”naturalmente siamo contro la costruzione della discarica”…questo noi lo riteniamo insufficiente. Ma come? Proprio lo stesso sindaco che ha fatto lo sciopero della fame in difesa della salute pubblica e dell&#8217;ospedale, non si è accorto che anche questo, al pari della privazione della struttura ospedaliera è un attentato alla salute pubblica??</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso assessore provinciale Leonardo Trento che nel caso delle proteste per l&#8217; H fu additato dal Pres. Scoppelliti come presunto organizzatore di alcuni momenti di contestazione, essendo, addirittura assessore provinciale con delega all&#8217;ambiente e ai nullaosta paesaggistici, cosa pensa del fatto che località Pipino verrà riempita di sostanze altamente nocive??</p>
<p style="text-align: justify;">Un’amministrazione comunale come quella di Cariati che in campagna elettorale e anche dopo, dice per voce del Dott. Salvati di voler essere rivoluzionaria sul tema della tutela dell’ambiente, che dice di volere investire nella raccolta differenziata dovrebbe opporsi con tutte le sue forze a coloro che vogliono quest’opera privata che incide negativamente e direttamente sulla collettività.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;assessore Salvati vorremmo chiedere: non è, perlomeno contraddittorio,non solo politicamente ma anche tecnicamente valutare il programma Zero rifiuti e quindi il ciclo della rivalutazione del rifiuti come necessario e positivo sia a livello etico che economico etc etc, e non opporsi nettamente alla costruzione di tale opera? Noi riteniamo,come già asserito in più occasioni, che si stia nei fatti continuando a snobbare la problematica, come se così facendo il problema non esistesse.</p>
<p style="text-align: justify;">L’amministrazione del comune con il più alto numero di abitanti della zona che soffrirà la costruzione di questa discarica privata, non dovrebbe come minimo, insorgere politicamente contro la sua realizzazione?</p>
<p style="text-align: justify;">Davvero faremo nascere una discarica nella quale arriveranno rifiuti industriali dall’Europa e dal Nord Italia senza muovere un dito? E’ questo il nostro destino, quello di una pattumiera costeggiata dal mare? ?</p>
<p style="text-align: justify;">Noi diciamo, anche in questo caso: MO BASTA! BASTA CON QUESTO SILENZIO! BASTA CON QUESTA INDIFFERENZA, MA UNIAMOCI IN DIFESA DEL TERRITORIO!</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Associazione Le Lampare &#8211; Cariati</em></strong></p>
<p style="text-align: right;">www.lelampare.org</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F02%2F01%2Fdiscarica-di-scala-coeli-basta-con-questa-indifferenza%2F&amp;title=Discarica%20di%20Scala%20Coeli%3A%20Basta%20con%20questa%20indifferenza%21" id="wpa2a_6"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/02/01/discarica-di-scala-coeli-basta-con-questa-indifferenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Castrolibero. Non si prendano in giro i cittadini, il sindaco si dimetta</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/01/16/castrolibero-non-si-prendano-in-giro-i-cittadini-il-sindaco-si-dimetta/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/01/16/castrolibero-non-si-prendano-in-giro-i-cittadini-il-sindaco-si-dimetta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 16:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=7181</guid>
		<description><![CDATA[<p>Sembra di aver già assistito a queste scene. Il sindaco del paese che batte i piedi per farsi &#8220;ascoltare&#8221; dalle istituzioni preposte, affinché spianino la strada alla realizzazione di opere che avranno ripercussioni gravi per l&#8217;ambiente e la salute della cittadinanza. Era qualche mese fa che a Casignana, in provincia di Reggio Calabria, tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/cittadella-scuola-castrolibero.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7182" title="cittadella scuola castrolibero" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/cittadella-scuola-castrolibero-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Sembra di aver già assistito a queste scene. Il sindaco del paese che batte i piedi per farsi &#8220;ascoltare&#8221; dalle istituzioni preposte, affinché spianino la strada alla realizzazione di opere che avranno ripercussioni gravi per l&#8217;ambiente e la salute della cittadinanza. Era qualche mese fa che a Casignana, in provincia di Reggio Calabria, tutti i responsabili sono stati indagati e arrestati, scaricavano il percolato nel torrente sottostante la discarica e nel frattempo “pressavano” in maniera inconsueta i vertici delle istituzioni preposte a controllare ed autorizzare ampliamenti e sversamenti.</p>
<p>Anche a Castrolibero succedono cose simili, ma la Procura di Cosenza forse è troppo impegnata: percolato fuori controllo, frane dappertutto, sversamento di rifiuti non consentiti, colline smembrate, odori nauseabondi, eccessiva vicinanza ad abitazioni e scuole, sperpero di denaro pubblico, infrastrutture costruite su terreni incendiati e tanto altro.</p>
<p>Oggi il sindaco Orlandino Greco piange perché non gli vengono concesse le autorizzazioni ed ulteriori soldi per costruire una megadiscarica di rifiuti indifferenziati (camuffata con il nome di cittadella energetica) da oltre 900mila metri cubi. La minacciata chiusura della discarica è un bluff, infatti se dovesse chiudere realmente la discarica dovrebbe anche giustificare e ridare indietro i milioni di euro già ricevuti. Anche il sindaco Greco &#8220;pressa&#8221; in maniera inconsueta, anche se forse non come il suo collega reggino. Noi non possiamo saperlo. Il sindaco parla di “difficoltà economiche”, ma non dice dei finanziamenti già ricevuti per costruire l’ennesima buca nel terreno e la costruzione di una strada inutile.<span id="more-7181"></span></p>
<p>Parla di oneri finanziari troppo alti, eppure il sindaco è anche ingegnere, i costi di gestione li ha scoperti adesso? In verità il sindaco bluffa, ha puntato molto sugli introiti che riceverà da questa mega discarica. Si lamenta della lentezza degli uffici del Commissario, ma forse il sindaco è abituato alle “autorizzazioni a richiesta”; e se gli uffici regionali avessero trovato dati e atti non conformi, e stessero verificando?</p>
<p>Parla di “nostra discarica” quando in realtà la discarica è stata interamente finanziata con soldi regionali, delle tasche di noi cittadini, e alla fine il sindaco si erge pure a proprietario della discarica, “senza portafoglio” aggiungeremmo noi.</p>
<p>Il popolo calabrese non è più disposto ad accettare alcun ricatto o speculazione sul proprio territorio. Il Commissariato per l’emergenza rifiuti,Quello che fino a ieri era un porto delle nebbie di cui molti cittadini ignoravano l’esistenza, è diventato noto a tutti ed ha suscitato il grido che dalle strade di Crotone il 12 novembre è giunto stridente fino a Palazzo Campanella ed ai palazzi romani: MO BASTA! L&#8217;unica via ragionevole è il ritorno della responsabilità agli enti locali, i quali senza alcuna deroga devono realizzare un sistema completamente pubblico che si basi sulla raccolta differenziata spinta porta a porta finalizzata al riciclo e riutilizzo totale. Chi non è in grado di farlo, dal sindaco del piccolo comune alle istituzioni regionali, passando per i presidenti della provincia, si dimetta senza riserve.</p>
<p>Il tempo della cuccagna maleodorante in Calabria è finito. Faccia, il sindaco, un passo di onestà intellettuale, si dimetta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rete per la Difesa del Territorio &#8220;F. Nisticò&#8221; &#8211; Calabria</p>
<p>stampa@difendiamolacalabria.org</p>
<p>Lipu – Rende</p>
<p>No alle Discariche – Castrolibero</p>
<p>RO.MO.RE. &#8211; Rose Montalto Rende</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F01%2F16%2Fcastrolibero-non-si-prendano-in-giro-i-cittadini-il-sindaco-si-dimetta%2F&amp;title=Castrolibero.%20Non%20si%20prendano%20in%20giro%20i%20cittadini%2C%20il%20sindaco%20si%20dimetta" id="wpa2a_8"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/01/16/castrolibero-non-si-prendano-in-giro-i-cittadini-il-sindaco-si-dimetta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lamezia: presentazione del libro &#8220;Marlane: la fabbrica dei veleni&#8221;</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/01/16/lamezia-presentazione-del-libro-marlane-la-fabbrica-dei-veleni/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/01/16/lamezia-presentazione-del-libro-marlane-la-fabbrica-dei-veleni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Marlane]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=7175</guid>
		<description><![CDATA[<p></p> Una storia di ordinaria ingiustizia, tutta italiana. Anzi… forse la più emblematica storia di ordinaria ingiustizia tutta italiana. Una storia dimenticata o non conosciuta e proprio per questo emblematica. elementi ci sono tutti: una grande azienda, una fabbrica che promette di dar lavoro, futuro e speranze ad una intera popolazione di un territorio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://colal.altervista.org/Locandina_Marlane.jpg" alt="" width="431" height="610" /></p>
<div><strong>Una storia di ordinaria ingiustizia, tutta italiana.</strong></div>
<div>Anzi…  forse la più emblematica storia di ordinaria ingiustizia tutta  italiana. Una storia dimenticata o non conosciuta e proprio per questo  emblematica.</div>
<div>elementi ci sono tutti: una  grande azienda, una fabbrica che promette di dar lavoro, futuro e  speranze ad una intera popolazione di un territorio del sud bellissimo,  fra i più belli della costa dell’alto tirreno; ma anche imprenditori  senza scrupoli, funzionari pubblici accondiscendenti, disposti a  coprire, insabbiare, nascondere. E poi ci sono i morti, tanti, troppi!<span id="more-7175"></span></div>
<div>Circa  cento secondo la difesa. La difesa, già, di un processo che ha dovuto  superare nei suoi tredici anni di istruttoria tre richieste di  archiviazione, due o tre procuratori del tribunale, tre o quattro  pubblici ministeri. E gli imputati: nomi eccellenti, potenti con la  forza e l’arroganza degli impuniti, nomi importanti nel campo economico  ed istituzionale a livello nazionale.</div>
<div>E  infine le famiglie: quelle degli operai che insieme ai sopravvissuti  lottano disperatamente perché questa loro battaglia contro un sistema di  ordinaria ingiustizia non resti solo la loro battaglia, ma diventi  quella di un intero territorio e di una intera popolazione che ha  pagato, e che continua a pagare, un prezzo altissimo al dio profitto in  nome di un diritto, il diritto al lavoro spesso in questa terra negato.</div>
<div>La  storia della Marlane e della strage di Praia Mare, del conte Rivetti e  della “sua” statua del Cristo a “sua” immagine che domina la costa dando  ad essa le spalle, della famiglia Marzotto, ma anche la storia di Luigi  Pacchiano ex operaio ammalatosi come i suoi compagni morti sono  raccontati in un libro inchiesta dirompente come un macigno, analitico e  dettagliato come una futura sentenza, un libro inchiesta scritto a sei  mani dallo stesso Pacchiano, dal giornalista Francesco Cirillo,  intervistati dalla brava Giulia Zanfino.</div>
<div>«Questo  gruppetto di lavoratori, soli, aggrediti dai sindacati ufficiali &#8211;  scrive Cirillo nella prefazione &#8211; dai politici tutti, invisi a parte  della cittadinanza compreso il sindaco, colpevolizzati di far chiudere  la fabbrica con le loro denunce e far perdere il posto di lavoro a  centinaia di padri di famiglia, chiedevano a noi un aiuto. E noi ci  mettemmo a disposizione».</div>
<div>Il libro verrà  presentato dai suoi autori a Lamezia nella serata evento che il Comitato  Lametino Acqua Pubblica e l’Associazione Fahrenheit hanno organizzato  domenica 29 Gennaio alle ore 17:30 presso la Rua Sao Joao.</div>
<div>L’occasione  è quella di conoscere un storia che ci riguarda terribilmente da  vicino, più di quanto noi immaginiamo, con la speranza che il grido di  dolore di queste persone diventi una pietra miliare nel difficile  cammino che porta alla verità e alla giustizia.</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F01%2F16%2Flamezia-presentazione-del-libro-marlane-la-fabbrica-dei-veleni%2F&amp;title=Lamezia%3A%20presentazione%20del%20libro%20%26%238220%3BMarlane%3A%20la%20fabbrica%20dei%20veleni%26%238221%3B" id="wpa2a_10"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/01/16/lamezia-presentazione-del-libro-marlane-la-fabbrica-dei-veleni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Crotone: la bonifica subito!</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/01/15/crotone-la-bonifica-subito/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/01/15/crotone-la-bonifica-subito/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 19:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=7170</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il progetto SENTIERI &#8211; studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento – condotto dall’Istituto Superiore della Sanità, dal Ministero per la Salute, dall’Università “La Sapienza” di Roma, dall’Istituto di Fisiologia Clinica, dal Dipartimento epidemiologia SSR regione Lazio, ha ribadito, ancora una volta, che nella città pitagorica vi è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.educando.it/arealocale/fotoalbum/albums/wpw-20091123/normal_Sit-in%20per%20la%20bonifica%20presso%20la%20Prefettura%20di%20Crotone.%2023.11.2009%20%2815%29.JPG" alt="" width="320" height="240" />Il progetto SENTIERI &#8211; studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento – condotto dall’Istituto Superiore della Sanità, dal Ministero per la Salute, dall’Università “La Sapienza” di Roma, dall’Istituto di Fisiologia Clinica, dal Dipartimento epidemiologia SSR regione Lazio, ha ribadito, ancora una volta, che nella città pitagorica vi è un eccesso di morti da inquinamento.</p>
<p>Le due precedenti indagini condotte nel 1997 e 2002 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra di loro sostanzialmente coerenti nei risultati, per come riportato nell’indagine denominata Sentieri, evidenziano un eccesso di mortalità per tutte le cause e per i tumori in particolare negli uomini.</p>
<p>“Lo studio conferma l’osservazione di eccessi di mortalità per numerose cause tra quelle evidenziate in indagini precedenti”. Ad avviso degli studiosi è opportuno attivare un sistema di sorveglianza epidemiologica.<span id="more-7170"></span></p>
<p>La Rete Difesa del Territorio nel ricordare come non vi sia stata alcuna presa di posizione dei rappresentanti istituzionali espressione del territorio sul BLUFF Bonifica area industriale, denunciato dalla RDT nel mese di dicembre del 2011, invita tutti i governanti ad attivarsi per ottenere una bonifica reale ed immediata del sito industriale, l’istituzione del registro dei tumori, e soprattutto il potenziamento del servizio sanitario pubblico locale oggi mortificato da logiche lobbistiche e clientelari.</p>
<p>Tengano presente, i nostri governanti, che  la bonifica integrale del sito industriale di Crotone dovrà essere realizzata nel più breve tempo possibile e che la bonifica non dovrà essere l’ennesima occasione di lucro, con la scusa dello sviluppo economico.</p>
<p>La Rete Difesa del Territorio per tenere alta l’attenzione sulla vicenda è pronta a porre in atto altre forme di protesta anche clamorose e a denunciare coloro i quali, nel segreto delle stanze, sono propensi con accordi trasversali a spartirsi l’ennesima torta in danno della collettività.</p>
<p style="text-align: right;">Per la Rete Difesa del Territorio “Franco Nisticò”</p>
<p style="text-align: left;">
Il <em>RAPPORTO SENTIERI</em> <a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/Studio-epidemiologico-SENTIERI.pdf">in formato PDF</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F01%2F15%2Fcrotone-la-bonifica-subito%2F&amp;title=Crotone%3A%20la%20bonifica%20subito%21" id="wpa2a_12"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/01/15/crotone-la-bonifica-subito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Processo Marlane. Una vergogna infinita</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/12/30/processo-marlane-una-vergogna-infinita/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/12/30/processo-marlane-una-vergogna-infinita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 20:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=7045</guid>
		<description><![CDATA[<p>Ancora una volta un rinvio. Ancora una volta abbiamo assistito ad una logora pantomima fra avvocati e corte sulla leggittimità delle oramai famigerate notifiche. La solita opposizione degli avvvocati difensori dei 13 impuitati del gruppo Marzotto, il solito rito del ritiro in camera di consiglio, e la solita sentenza di rinvio per difetto di notifiche. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://donnelibertadistampa.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/27889/marlane%201.JPG" alt="" width="288" height="216" />Ancora una volta un rinvio. Ancora una volta abbiamo assistito ad una logora pantomima fra avvocati e corte sulla leggittimità delle oramai famigerate notifiche. La solita opposizione degli avvvocati difensori dei 13 impuitati del gruppo Marzotto, il solito rito del ritiro in camera di consiglio, e  la solita sentenza di rinvio per difetto di notifiche. Anche questa volta un lungo rinvio: al 24 febbraio 2012 ! A nulla è servito l&#8217;appello fatto dal PM affinchè si superino queste pastoie burocratiche e si dia avvio al processo, a nulla è servito il presidio dei familiari e dei militanti del movimento e del sindacato che si è tenuto sin dall&#8217;inizio dell&#8217;udienza. la camera di consiglio è durata ben sei ore per produrre tre paginette sull&#8217;accettazione delle controdeduzioni degli avvocati della difesa, capeggiati dal solito avv. Perugini. Lo abbiamo asserito nel nostro precedente comunicato e non ci stancheremo di ripeterlo mai: quanta gente deve morire perchè la loro vita venga presa in considerazione? Non bastano oltre cento morti ed ammalati di tumore? A Paola nel processo Marlane evidentemente questi numeri non bastano. Perchè con questo nuovo rinvio qui bisogna parlare, più che di leggi, di avere coscienza . Coscienza per le sofferenze di intere famiglie abbandonate dallo Stato e dalle istituzioni, coscienza per chi ha sacrificato la propria vita per il lavoro, coscienza per i sopravvissuti che ancora soffrono per le malattie contratte in quella fabbrica diventata un campo di concentramento.Ci troviamo ad assistere all’ennesimo proditorio rinvio. Ad un estenuante teatrino che gli avvocati difensori dei kapò della Marlane, l’avv.Perugini in testa a nome dei Ghedini, Giarda, D’Ascola, Lucibello, Germanà Tascona dello studio Pisapia, l’onorevole PDL Paolo Sisto, tirano fuori ad ogni udienza. La giustizia in Italia funziona così. Chi è forte vince, chi è debole paga. Ed eccoci al nuovo rinvio al prossimo 24 febbraio.</p>
<p>MA  STIANO TRANQUILLI I PADRONI ED I LORO DIFENSORI , NOI CI SAREMO LO STESSO. CON LE NOSTRE LENZUOLA BIANCHE SIMBOLO DEGLI AMMALATI DI TUMORE DOVE E’ SCRITTA TUTTA LA NOSTRA RABBIA PER QUESTO PROCESSO CHE NON VUOLE CELEBRARSI.</p>
<p style="text-align: right;">Si – Cobas coordinamento Calabria /  Osservatorio Nazionale Amianto / Rete  Difesa Territorio”Franco Nisticò″ / CSOA Rialzo Cosenza / Associazione  Culturale Skatakatascia U*CS Francavilla / Movimento Ambientalista del  Tirreno / ACSSA di Montalto Uffugo- Coessenza</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F12%2F30%2Fprocesso-marlane-una-vergogna-infinita%2F&amp;title=Processo%20Marlane.%20Una%20vergogna%20infinita" id="wpa2a_14"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/12/30/processo-marlane-una-vergogna-infinita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Centrale del Mercure: comunicato stampa dopo seconda interrogazione on Napoli</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/12/22/centrale-del-mercure-comunicato-stampa-dopo-seconda-interrogazione-on-napoli/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/12/22/centrale-del-mercure-comunicato-stampa-dopo-seconda-interrogazione-on-napoli/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 13:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Centrale del Mercure]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=7006</guid>
		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">1</p> <p style="text-align: left;">Il nuovo intervento dell’on. Angela Napoli, su inquietanti aspetti legati al comportamento dell’Enel nella vicenda della Centrale del Mercure, danno conforto e ulteriore coraggio alle popolazioni della Valle che, insieme al Forum “Stefano Gioia,”ormai da circa dieci anni lottano in difesa dei loro diritti e dei loro interessi. Dall’occupazione, alla salute, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 224px"><img title="1" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/08/centrale_parco.jpg" alt="1" width="214" height="261" /><p class="wp-caption-text">1</p></div>
<p style="text-align: left;">Il nuovo intervento dell’on. Angela Napoli, su inquietanti aspetti legati al comportamento dell’Enel nella vicenda della Centrale del Mercure, danno conforto e ulteriore coraggio alle popolazioni della Valle che, insieme al Forum “Stefano Gioia,”ormai da circa dieci anni lottano in difesa dei loro diritti e dei loro interessi. Dall’occupazione, alla salute, dallo sviluppo al progresso economico e sociale. L’on.Napoli è a tutti nota e da tutti unanimemente stimata per le sue battaglie in difesa della legalità e della giustizia. E per la sua strenua opposizione ai fenomeni di criminalità organizzata che cercano di spadroneggiare, troppo spesso riuscendoci, sul territorio calabrese.<br />
Il patetico tentativo di Enel che tramite il Comitato-fantoccio del Si cerca di intorbidire le acque e di confonderle, spostando la discussione su piani diversi da quello, fondamentale e gravissimo, su cui l’on. Napoli lo ha posto, sono destinati ad un miserabile fallimento.<span id="more-7006"></span><br />
Anziché continuare spudoratamente a sproloquiare per interposta persona, Enel  farebbe bene<br />
a dare quelle risposte che le domande contenute nell’interrogazione pretendono!<br />
E’ vero o non è vero che è fin dal 1987 che Enel ha i dati relativi alla situazione climatica –fondamentale per valutare i rischi per la salute delle popolazioni residenti- della Valle del Mercure, ottenuti tramite uno studio finanziato dalla stessa Enel? E’ vero o non è vero che i dati relativi proprio alla situazione climatica, inseriti negli studi ambientali presentati da Enel per ottenere le autorizzazioni per l’attuale progetto, contengono invece dati relativi all’area di Latronico, diversa e distante da quella del Mercure? E’ vero o non è vero che lo studio del 1987 evidenzia anche l’insostenibilità della rete viaria –rimasta nel frattempo immutata, anzi addirittura peggiorata- a sostenere un traffico veicolare pesante delle proporzioni previste per alimentare la centrale? E poi, perché della relazione del 1987 non se n’è mai saputo nulla? Forse perché contiene dati che avrebbero impedito, anche al più benevolo dei valutatori, di dare un qualsiasi parere favorevole al folle e impossibile progetto dell’Enel? Ovviamente non ci attendiamo risposte, almeno non da parte dell’Enel. Speriamo invece che Enti, Istituzioni e soprattutto gli Organi di legge preposti valutino, assieme ai Ministri interpellati, l’impressionante serie di inquietanti domande che l’on. Angela Napoli ha coraggiosamente sollevato per chiudere definitivamente una torbida vicenda che mai sarebbe dovuta neanche iniziare.<br />
21 dicembre 2011</p>
<p style="text-align: right;"><em>Forum “Stefano Gioia”</em><br />
<em> delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani</em><br />
<em> per la tutela della legalità e del territorio</em></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Segue Interrograzione<em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Interrogazione a risposta scritta<br />
Al Ministro dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministro dello Sviluppo Economico;</p>
<p>Per sapere – Premesso che:</p>
<p>- nell’ottobre 2010 l’Enel ha ottenuto dalla regione Calabria l’autorizzazione per il progetto di riattivazione, con conversione a biomasse, della centrale del Mercure, impianto costruito negli anni &#8217;60 nel territorio del comune di Laino Borgo (CS), completamente inattivo da oltre 12 anni;<br />
- avverso tale improvvido provvedimento hanno avanzato autonomi ricorsi presso il TAR di Catanzaro la Regione Basilicata, l’Ente Parco Nazionale del Pollino, i comuni di Rotonda (PZ) e Viggianello (PZ), nonché l’Associazione ambientalista WWF, mentre l’Associazione Italia Nostra ha presentato un ulteriore ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, a significare l’avversione al progetto, negativo sotto ogni punto di vista, compreso quello economico-occupazionale, testimoniato anche dalle imponenti manifestazioni popolari che hanno mobilitato migliaia di persone, per difendere i propri diritti ed interessi e a tutela di una delle aree protette tra le più belle d’Italia;<br />
- la centrale  è, infatti, ubicata all’interno di un’area doppiamente protetta a livello nazionale e comunitario (Parco Nazionale del Pollino e Zona di Protezione Speciale –ZPS- Pollino e Orsomarso -IT 9310903);<br />
- la potenza elettrica prevista per la centrale del Mercure è di 41Mwe, che ne farebbe una delle centrali del genere più grandi d’Europa; la biomassa necessaria ad alimentarla è nell’ordine delle 400-500.000 tonn/anno, da trasportare, per impervie strade di montagna ,già ora insufficienti per il normale traffico veicolare, con circa 150 grossi TIR che quotidianamente dovrebbero transitare su tale rete viaria, all’interno dell’area protetta;<br />
- le emissioni di questo enorme ed insostenibile traffico veicolare andrebbero ad assommarsi all’impatto inquinante determinato dalla combustione della biomassa (emissione di particolato, metalli pesanti, diossine ed altri composti tossico-nocivi) e dai vari scarichi della centrale, il tutto con grave nocumento per l’ambiente protetto del Parco del Pollino, la sua biodiversità, le specie vegetali ed animali protette, tra tutte la lontra, animale protetto da norme internazionali perché in via di estinzione e per questo obiettivo specifico anche di un progetto di tutela del Ministero dell&#8217;Ambiente;</p>
<p>- ai rischi per l’ambiente e le specie protette, animali e vegetali, presenti nell’area, vanno aggiunti quelli, assolutamente inaccettabili, anche per la salute delle popolazioni residenti, legati alle emissioni aeree e al loro persistere all’interno della Valle del Mercure, dotata di scarsa ventilazione e caratterizzata, con elevata frequenza, dal fenomeno atmosferico dell’inversione termica che provoca un ulteriore ristagno d’aria, e dunque degli inquinanti, a livello del suolo, agendo, in pratica, come fattore moltiplicativo dei rischi per la salute da inalazione di inquinanti per la popolazione che nella Valle del Mercure vive e risiede;<br />
- per ottenere una positiva Valutazione di Incidenza (VI) per il progetto, l’Enel ha presentato, ai competenti Uffici di Calabria e Basilicata, uno Studio di Impatto Ambientale (SIA) che comprende anche una valutazione dell’impatto dell’opera sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni residenti;</p>
<p>- un aspetto nodale di tale documentazione riguarda il microclima della valle del Mercure, fattore ovviamente condizionante della persistenza e della propagazione degli inquinanti (tra i quali particolato fine e ultrafine, NOx, SOx, diossine) emessi dalla centrale in caso di una sua riattivazione;</p>
<p>- per valutare questo aspetto, l’Enel, anziché effettuare studi e  misurazioni delle condizioni climatiche della Valle del Mercure, le mutua da una valle diversa e distante oltre 10 chilometri da quella del Mercure, assumendone come analoghe le caratteristiche;</p>
<p>- recentemente è stato reso noto dai mezzi di informazione che l’Enel aveva, in realtà, a disposizione uno studio specifico sulla valle del Mercure, finalizzato alla possibilità di convertire la centrale da olio combustibile a carbone, fin dal 1987; studio da essa stessa finanziato e commissionato dall’Amministrazione dell’epoca di Laino Borgo. In tale studio, prescindendo dal motivo per cui fu eseguito, irrilevante ai fini di quello che di seguito si evidenzia, viene bene dettagliata la situazione microclimatica della Valle del Mercure, in cui viene messo in evidenza proprio il fenomeno dell’inversione termica e viene altresì evidenziato il regime dei venti prevalenti nella Valle del Mercure, sostanzialmente dissimile, perché sensibilmente più debole, da quello vigente nella Valle di Latronico;</p>
<p>- che nello studio del 1987 viene pure sottolineata l’impossibilità per la rete viaria, che dall’epoca non risulta abbia subito significativi rifacimenti, a sostenere il carico di camion previsto per trasportare il combustibile al sito della centrale, tanto che viene avanzata la richiesta/necessità della costruzione di una ulteriore arteria stradale dedicata;</p>
<p>- che, oltre che le condizioni climatiche, anche l’aumento del traffico veicolare previsto nella relazione del 1987 è assimilabile a quello che si determinerebbe con la riattivazione della centrale alla luce dell’attuale progetto di riconversione della centrale;</p>
<p>- che, dunque, alcune tra le più gravi preoccupazioni da anni avanzate da più parti, nei confronti dell’attuale progetto di riconversione della centrale del Mercure, trovano puntuale conferma nella relazione del 1987, finanziata proprio dall’ Enel:</p>
<p>- quali iniziative, ove quanto divulgato dai mezzi di informazione sull’esistenza di uno studio sulla Valle del Mercure fosse fondato, i Ministri interessati intendano prendere per chiarire per quali motivi l’Enel abbia fatto ricorso nello Studio di Impatto Ambientale (SIA), presentato ai competenti Uffici della Regione Calabria e Basilicata e fondamentale per l’iter autorizzativo, a dati microclimatici di una valle diversa da quella del Mercure, pur disponendo di quelli relativi a quest’ultima, ancorché in evidente contrasto con le tesi proposte dall’Enel nello Studio di Impatto Ambientale;<br />
- quali ulteriori iniziative si intendano adottare per impedire i gravi rischi per la salute che le popolazioni dell’area subirebbero a motivo delle condizioni microclimatiche che caratterizzano la Valle del Mercure, qualora la centrale dell’Enel venisse riattivata, per come si può dedurre anche dalla relazione commissionata nella seconda metà degli anni “80 dall’Amministrazione di Laino Borgo e finanziata da Enel;<br />
- quali interventi i Ministri interessati intendano assumere per impedire che tali rischi derivanti dalle emissioni della centrale vengano viepiù aumentati dall’inquinamento prodotto dall’imponente traffico veicolare previsto per il trasporto di biomassa all’interno dell’area protetta del Parco del Pollino, situazione che creerebbe, inoltre, una insostenibile congestione della viabilità interna ed autostradale, rischio pur esso segnalato nello studio finanziato dall’Enel nel 1987;<br />
- se, tutto considerato, non sia il caso di porre in essere una immediata moratoria del progetto dell’Enel per eseguire i necessari approfondimenti a tutela della salute delle popolazioni della Valle del Mercure e dei loro legittimi diritti ed interessi.<br />
On. Angela NAPOLI</p>
<p>Roma, 20 dicembre 2011</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F12%2F22%2Fcentrale-del-mercure-comunicato-stampa-dopo-seconda-interrogazione-on-napoli%2F&amp;title=Centrale%20del%20Mercure%3A%20comunicato%20stampa%20dopo%20seconda%20interrogazione%20on%20Napoli" id="wpa2a_16"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/12/22/centrale-del-mercure-comunicato-stampa-dopo-seconda-interrogazione-on-napoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Che aria tira?</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/12/15/che-aria-tira/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/12/15/che-aria-tira/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 21:46:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
				<category><![CDATA[beni comuni]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=6950</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"></p> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/che-aria-tira.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/che-aria-tira.jpg" alt="" width="508" height="719" /></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F12%2F15%2Fche-aria-tira%2F&amp;title=Che%20aria%20tira%3F" id="wpa2a_18"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/12/15/che-aria-tira/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ex Legnochimica di Rende. Riuscito il sit-in</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/12/05/ex-legnochimica-di-rende-riuscito-il-sit-in/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/12/05/ex-legnochimica-di-rende-riuscito-il-sit-in/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=6788</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il sit-in organizzato dall&#8217;Associazione Crocevia &#8211; formata dai residenti della zona inquinata &#8211; è pianamente riuscito, nonostante la pioggia e il luogo isolato. La persone direttamente interessate dall&#8217;inquinamento proveniente dalle vasche quindi dai pozzi abbandonati hanno partecipato e la politica, i media e le classiche associazioni ambientaliste totalmente assenti. Segno che si è nel giusto.</p> [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-bonifica.jpg"><img class="alignright size-large wp-image-6789" title="legnochimica bonifica" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-bonifica-500x430.jpg" alt="" width="389" height="335" /></a>Il sit-in organizzato dall&#8217;Associazione Crocevia &#8211; formata dai residenti della zona inquinata &#8211; è pianamente riuscito, nonostante la pioggia e il luogo isolato. La persone direttamente interessate dall&#8217;inquinamento proveniente dalle vasche quindi dai pozzi abbandonati hanno partecipato e la politica, i media e le classiche associazioni ambientaliste totalmente assenti. Segno che si è nel giusto.</p>
<p>La vicenda della bonifica dell&#8217;ex Legnochimica dura da molti anni. La Procura aveva comunicato che questa doveva cominciare entro il 30 novembre, ma di questa bonifica non esiste neanche il progetto.</p>
<p>Il popolo inquinato tornerà a farsi sentire ben presto.<span id="more-6788"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-salute.jpg"><img class="size-large wp-image-6793 aligncenter" title="legnochimica salute" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-salute-500x154.jpg" alt="" width="500" height="154" /></a></p>
<p><object width="420" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/f97X7_KTLB4?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/f97X7_KTLB4?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-crocevia.jpg"><img class="size-large wp-image-6794 aligncenter" title="legnochimica crocevia" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-crocevia-500x176.jpg" alt="" width="500" height="176" /></a></p>
<p><object width="420" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/vBunXNTUfVE?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/vBunXNTUfVE?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-striscione.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-6795" title="legnochimica striscione" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/12/legnochimica-striscione-500x315.jpg" alt="" width="500" height="315" /></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F12%2F05%2Fex-legnochimica-di-rende-riuscito-il-sit-in%2F&amp;title=Ex%20Legnochimica%20di%20Rende.%20Riuscito%20il%20sit-in" id="wpa2a_20"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/12/05/ex-legnochimica-di-rende-riuscito-il-sit-in/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

