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	<title>Difendiamo La Calabria &#187; rifiuti</title>
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		<title>In Calabria non servono inceneritori, ma istituzioni con le mani libere.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 22:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Che nel 2012, in una regione a bassissima densità come la Calabria munita già di due impianti di incenerimento, con 15 anni di commissariamento alle spalle e quasi due miliardi di euro spesi, si possa ancora parlare di nuovi inceneritori è davvero ridicolo.</p> <p>Purtroppo la situazione è invece drammatica, in quanto le istituzioni continuano a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/02/logo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2988" title="logo" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/02/logo-284x300.jpg" alt="" width="199" height="210" /></a>Che nel 2012, in una regione a bassissima densità come la Calabria munita già di due impianti di incenerimento, con 15 anni di commissariamento alle spalle e quasi due miliardi di euro spesi, si possa ancora parlare di nuovi inceneritori è davvero ridicolo.</p>
<p>Purtroppo la situazione è invece drammatica, in quanto le istituzioni continuano a rispondere ad interessi specifici di &#8216;ndrangheta e multinazionali e non agli interessi della collettività. Non si tratta di un&#8217;accusa, ma di un dato di fatto sottolineato dalla Commissione Parlamentare d&#8217;Inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Calabria.</p>
<p>Del resto l&#8217;incenerimento è una proposta medioevale per gli RSU, avanzata da chi, evidentemente, nonostante riscuota migliaia di euro mensili di soldi dei calabresi per risolvere il problema dei rifiuti, non ci capisce nulla o quasi, ed è chiamato a tutelare gli interessi dei possessori delle discariche, degli inceneritori e della cricca dei trasporti.<span id="more-7418"></span></p>
<p>Gli inceneritori, anche i più moderni, non solo non risolvono il problema inquinando con tonnellate di sostanze tossiche l&#8217;anno, ma impediscono l&#8217;imposizione della raccolta differenziata, del riciclo e del riutilizzo, foraggiando il folle ciclo dei rifiuti messo su in Calabria in questi decenni.</p>
<p>Inoltre che questa proposta venga da un ennesimo commissario, dopo che l&#8217;ufficio per l&#8217;emergenza ambientale abbia soltanto speso denaro e mai ha corrisposto al suo scopo, che era semplicemente quello di avviare la raccolta differenziata, rende la faccenda ancor più vergognosa.</p>
<p>I cittadini non permetteranno, così come non lo hanno fatto già qualche anno fa, la costruzione di un&#8217;altra inutile fabbrica di veleni sul nostro territorio.</p>
<p>Al Commissario Speranza proponiamo la medesima soluzione suggerita al suo predecessore: faccia un passo verso la risoluzione del problema dei rifiuti in Calabria, si dimetta.</p>
<p style="text-align: right;">Rete per la Difesa del Territorio &#8220;Franco Nisticò&#8221;</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F02%2F08%2Fin-calabria-non-servono-inceneritori-ma-istituzioni-con-le-mani-libere%2F&amp;title=In%20Calabria%20non%20servono%20inceneritori%2C%20ma%20istituzioni%20con%20le%20mani%20libere." id="wpa2a_2"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Riprendiamoci la differenziata. Riprendiamoci Vibo Valentia</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:46:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Riceviamo e volentieri pubblichiamo</p> <p>Prima giornata di conferimento collettivo dei rifiuti differenziati a Vibo Valentia. L&#8217;amministrazione latita e i cittadini si riappropriano di un diritto: quello di avere una città più vivibile. Riprendiamoci Vibo Valentia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="text-align: left; width: 100%;" border="0" cellspacing="1" cellpadding="1">
<tbody>
<tr>
<td style="vertical-align: top;"><object width="560" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qKhQo5fLgoY?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/qKhQo5fLgoY?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></td>
<td style="vertical-align: top;"><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo</em></p>
<p>Prima giornata di conferimento collettivo dei rifiuti differenziati a Vibo Valentia. L&#8217;amministrazione latita e i cittadini si riappropriano di un diritto: quello di avere una città più vivibile. Riprendiamoci Vibo Valentia.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F02%2F07%2Friprendiamoci-la-differenziata-riprendiamoci-vibo-valentia%2F&amp;title=Riprendiamoci%20la%20differenziata.%20Riprendiamoci%20Vibo%20Valentia" id="wpa2a_4"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Pubblicato il &#8216;riassunto breve&#8217; della visita in Calabria della delegazione Europea ENVI</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 19:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In lingua inglese, in formato PDF </p> <p>La traduzione in italiano:</p> <p>1. Obiettivi e composizione della Commissione</p> <p>Una delegazione della commissione ENVI si è recata in Calabria per esaminare le denunce di problemi di smaltimento di rifiuti tossici e di altre problematiche legate all’attuazione della legislazione ambientale in quella regione.</p> <p>Per conto della Procura della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In lingua inglese, <a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/02/envi-calabria-nov2011en.pdf">in formato PDF</a> <a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/02/envieuropa.jpg"><img class="alignright size-large wp-image-7372" title="envieuropa" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/02/envieuropa-500x271.jpg" alt="" width="300" height="163" /></a></p>
<p>La traduzione in italiano:</p>
<p>1. Obiettivi e composizione della Commissione</p>
<p>Una delegazione della commissione ENVI si è recata in Calabria per esaminare le denunce di problemi di smaltimento di rifiuti tossici e di altre problematiche legate all’attuazione della legislazione ambientale in quella regione.</p>
<p>Per conto della Procura della Città di Paola, è stata condotta un´indagine nella valle del fiume Oliva, in provincia di Cosenza, dove esperti della A.R.P.A.CAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria) hanno trovato grandi quantità di sostanze tossiche (tra queste il cesio radioattivo 137) scaricate illegalmente in luoghi naturali<span id="more-7370"></span></p>
<p>Inoltre sono stati segnalati, in Calabria, altri casi d’inquinamento riguardanti fiumi, il mare e il suolo che rappresentano un grave rischio per la salute dei residenti. Tra i vari casi quello della società “Pertusola Sud ” della città Crotone. La società, parte del Gruppo ENI, anche se adesso dismessa, ha arrecato gravi danni all’ambiente e alla salute dei cittadini in una vasta area della città di Crotone.</p>
<p>La delegazione ha quindi tenuto incontri  con il Procuratore di Paola e  di Crotone, con esperti provenienti dell’ A.R.P.A.CAL, dell’ISPRA e del Ministero dell’Ambiente coinvolti nelle indagini, così come con i sindaci delle aree interessate e le ONG attive in questi settori al fine di avere un quadro più chiaro della situazione.</p>
<p>La delegazione era composta da cinque membri ufficiali (Judith Merkies (S &amp; D, Olanda), Miroslav Mikolášik (PPE, Slovacchia), Radvilē Morkūnaitē-Mikulēnienē (PPE, Lituania), Anna Rosbach (ECR, Danimarca) e Sabine Wils (GUE, Germania) .</p>
<p>La delegazione è stata presieduta dal Sig. Mario Pirillo (S &amp; D, Italia).</p>
<p>La delegazione è stata accompagnata da Emilia Romano e Tina Ohliger del Segretariato della commissione ambiente, dall´agente del Gruppo PPE  Gabor Lejko, e dall´assistente dell`On. Pirillo, Gianpaola Mazzola.</p>
<p>Una nota informativa, sulla legislazione ambientale e la ripartizione delle competenze in materia di ambiente in Italia e nella regione Calabria  redatta dalla professoressa di diritto Barbara Pozzo, è stata fornita dal dipartimento di politica, insieme ad una pubblicazione da parte della ONG “Legambiente” dal titolo “L’ emergenza ambientale in Calabria “, che si focalizza su energia, rifiuti, problemi idro-geologici e trattamento delle acque reflue.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2. Incontri e visite</p>
<p>Mercoledì 23 novembre 2011</p>
<p>Incontro con A.R.P.A.CAL</p>
<p>Dopo l’arrivo nella serata di Mercoledì, la delegazione ha tenuto il suo primo incontro con il presidente dell’ Agenzia di Protezione Ambientale della Calabria, A.R.P.A.CAL, la Professoressa Maria Teresa Fagà, accompagnata dal Dott. Francesco Falco, direttore dell’ufficio provinciale e  da un ingegnere chimico  italiano dell´ Istituto Nazionale per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA,  l´Ing. Leonardo Arru.</p>
<p>L’incontro è avvenuto nel corso di una cena offerta dal Comune della citta´ di Amantea, alla presenza del vicesindaco Mr. Michele Vadacchino e di diversi sindaci delle città circostanti.</p>
<p>La Professoressa Fagà ha accolto la delegazione ed ha presentato il lavoro dell´Agenzia per la Protezione Ambientale responsabile per la regione Calabria, prima di cedere la parola all´Ing. Arru, responsabile di ISPRA per i siti contaminati, i danni ambientali e le emergenze. Quest’ultimo ha informato i presenti sulle indagini effettuate da ISPRA nella valle contaminata del fiume Oliva, per le quale é stato speso 1 milione di € per analisi chimico-fisiche, indagini geologiche e radiometriche, scavi, valutazione dei rischi e sono stati trovati una serie di metalli pesanti e altre sostanze tossiche, tra l’altro: cromo, stagno, PCB, ferro e manganese.</p>
<p>I Membri hanno chiesto quale fosse l’origine di tutti i metalli pesanti e delle sostanze tossiche ritrovate e il tipo d’industria presente in questa zona. Hanno domandato  qual é la minaccia per la salute, se si tratta di uno stipamento accidentale o di un problema strutturale e chi fosse il responsabile per la bonifica del suolo, perché non ci fosse ancora nessun progetto (di recupero), chi avrebbe sostenuto i costi e cosa sarebbe avvenuto nel caso di mancata identificazione dell`inquinatore.</p>
<p>I Membri sottolineavano come la problematica sembrasse essere un problema di tipo nazionale altamente politicizzato, incoraggiavano  a risolvere questo tipo di problema con una buona legislazione, un buon monitoraggio e una corretta applicazione della legislazione europea invece di accusarsi a vicenda e rivolgersi all´Ue per chiedere aiuto.  Hanno rilevato l’importanza di un accesso diretto ai dati, al ruolo dei cittadini e al loro diritto di essere informati e coinvolti.</p>
<p>Il Dottor. Falco ha precisato che era difficile capire l’origine delle sostanze, poiché sono state sotto terra per decenni. Egli evidenziato che secondo la parte sesta del diritto ambientale italiano (decreto n. 152 che implementa diverse direttive europee sull’ambiente tra le quali la direttiva 2004/35/CE del parlamento Europeo e del Consiglio del 24.04.2004 sul danno ambientale), l’unica autorità competente per i danni ambientali a livello nazionale é il Ministero dell’Ambiente.</p>
<p>L’Ing. Arru ricorda che essendo un ingegnere chimico non era in grado di rispondere alle domande sulla salute e che lui stesse solo controllando se i limiti stabiliti dalla legge fossero stati rispettati. Ha parlato di un deposito di rifiuti strutturale, che presenta rifiuti freschi a 80 cm di profondità, sotto ai quali sono presenti fanghi industriali provenienti da impianti di depurazione (granulometria di piccola taglia); 2 mt più in basso si trovano rifiuti provenienti da case demolite, a 6 mt di profondità  ancora rifiuti e poi non sono più riusciti ad andare in profondità. Egli ha menzionato che é in corso un procedimento penale e che in mancanza di identificazione del/i colpevole/i sarebbe lo Stato a dover intervenire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovedì 24 novembre 2011</p>
<p>Visita della valle del fiume Oliva</p>
<p>La mattina è iniziata con la visita della vicina valle del fiume Oliva, insieme con i rappresentanti delle ONG ambientaliste e accompagnate da A.R.P.A.CAL. Si è parlato di come l’alveo del fiume Oliva fosse usato alla fine degli anni 80 primi anni 90 per lo scarico di rifiuti illegali (rifiuti industriali provenienti da fuori Calabria, rifiuti inerti e rifiuti solidi urbani). Le ONG hanno parlato di discariche abusive di rifiuti tossici provenienti dal traffico nazionale di rifiuti che venivano scaricati nella valle del fiume e poi coperti con blocchi  con conseguente inquinamento delle falde acquifere e di una zona boschiva seriamente danneggiata. I carotaggi hanno mostrato un’elevata concentrazione di Cesio 137, sostanza che non si trova in natura.</p>
<p>Il 10% della popolazione che vive nella zona soprastante è stata colpita da tumori. Ufficialmente, si diceva che la radioattività sarebbe una conseguenza dell’incidente nucleare di Chernobyl, ma in tal caso, dicono le ONG, queste scorie non sarebbero state ritrovate cosi in profondità.</p>
<p>Incontro con il Procuratore della Città di Paola</p>
<p>La delegazione ENVI ha poi incontrato il Procuratore della Repubblica di Paola, Dott. Bruno Giordano, per avere una conoscenza diretta delle indagini che sta svolgendo sulle presunte pratiche di smaltimento illegale di rifiuti radioattivi nel fiume Oliva, in provincia di Cosenza.</p>
<p>L´Istituto Italiano per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha analizzato il suolo (in parte essiccato) del fiume Oliva ed ha trovato Cesio 137 radioattivo in concentrazioni più elevate che in natura. ISPRA spiega la presenza di questa radioattività con l’incidente di Chernobyl avvenuto nel 1986. Il procuratore però non accoglie questa spiegazione poiché la presenza di Cesio 137 è stata dimostrata non solo negli strati superiori del terreno, ma anche per profondità fino a 6 metri. Egli quindi sostiene ci sia stato uno smaltimento illegale di sostanze radioattive e di altri rifiuti pericolosi che hanno causato la contaminazione radioattiva del sito e impatti sulla salute della popolazione limitrofa (cancro).</p>
<p>Durante la discussione, il Procuratore ha consegnato alla delegazione un fascicolo con diversi documenti concernenti le indagini, comprese le relazioni di analisi tecniche, campioni, referti medici e una misura di sicurezza provvisoria, aggiungendo che tale documentazione é stata data alle autorità regionali, ai politici locali e nazionali e alle ONG che ne hanno fatto richiesta. Ad una rapida visione dei documenti sugli effetti sulla salute un parlamentare europeo ha detto che intuì la dimostrazione che le persone che vivono nelle vicinanze di discariche abusive spesso soffrono di forme aggressive di cancro.</p>
<p>I Membri hanno chiesto, stupiti, perché le autorità pubbliche e i cittadini non si siano accorti della situazione dei rifiuti tossici e se ne erano a conoscenza perché non hanno reagito. Il Procuratore ha spiegato che, in generale, la gente è venuta a conoscenza del problema dello smaltimento solo dopo la pubblica accusa riguardante le navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi affondate al largo della costa calabrese e  da lì sono poi nate proteste spontanee. L’ A.R.P.A.CAL ha ricevuto mandato di controllare i dati e di avviare campagne di sensibilizzazione. Oggi c’é una maggiore attenzione dei media, maggiore vigilanza e i terreni sono stati confiscati.</p>
<p>I Membri hanno inoltre chiesto l’origine dei rifiuti e se ci fosse un´adeguata regolamentazione e una struttura per gestire i rifiuti in Calabria e cosa sarebbe stato fatto per arginarli. Hanno ripetuto che il problema doveva considerarsi di carattere locale e non europeo.</p>
<p>Il Procuratore ha spiegato che in Italia non c’era nessun centro per il trattamento dei rifiuti industriali, per cui era stato necessario esportarli in Germania. Pertanto un enorme profitto poteva essere ricavato dalle aziende che ne avessero disposto in maniera illegale. La maggior parte dei rifiuti ritrovati non proviene dalla Calabria ma da tutta Europa. Hanno difatti ritrovato fanghi industriali contaminati da petrolio, sebbene in Calabria non ci siano raffinerie, ciò significa che questi idrocarburi non sono locali. Una stima prudente ritiene che ci siano 100.000 m3 di fanghi industriali nella zona.</p>
<p>Il Procuratore sottolinea che il problema é europeo visto che la maggior parte dei rifiuti ritrovati non sarebbe proveniente dalla Calabria ma da tutta Europa in particolare quelli dove é stata riscontrata la presenza del Cesio 137 che é un rifiuto tipico da impianto nucleare e in Italia non ci sono impianti di questo tipo. Il Procuratore é convinto che sia invece un problema di tipo europeo.</p>
<p>Ha inoltre spiegato che nel diritto penale italiano le sanzioni sono state fino ad ora molto deboli, e che la criminalità organizzata ha messo  le mani sul traffico di rifiuti.</p>
<p>Paola città</p>
<p>Dopo una breve visita al Santuario di Paola, la delegazione è stata ricevuta nel municipio di Paola dal suo sindaco Roberto Perrotta ed dal presidente del Consiglio Comunale</p>
<p>Laboratorio tecnologico regionale</p>
<p>Sulla strada per la Fattoria della Piana, la delegazione ha fatto una sosta al Laboratorio tecnologico regionale sulla qualità e sicurezza alimentare e nuove tecnologie, nella zona industriale di Lamezia Terme, recentemente inaugurato,</p>
<p>Fattoria della Piana</p>
<p>La delegazione ha poi visitato la cooperativa di agricoltori, ‘Fattoria della Piana’, che copre interamente il suo fabbisogno energetico (e molto di più) grazie ad un impiantistica di bio-gas utilizzando tutti i rifiuti di prodotti agricoli (da allevamento o da trasformazione del latte), senza alcun impatto ambientale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Venerdì 25 Novembre 2011</p>
<p>Visita al sito di “Pertusola Sud”</p>
<p>Venerdì mattina la delegazione si é recata in visita nella zona di ‘Pertusola sud’, un sito industriale nella città di Crotone, dove l’ex (ora dismessa) società Franco- italiana di zinco elettrolitico (parte della multinazionale italiana del petrolio e gas del gruppo Eni) ha prodotto gravi danni all’ambiente e alla salute dei cittadini di una vasta area della Calabria.</p>
<p>Un rappresentante della società (oggi ENI-Syndial) ha dato una breve panoramica sulla storia della società che aveva iniziato la sua attività nel 1928 che è stata definitivamente chiusa nel 1999. Poi un rappresentante di A.R.P.A.CAL ha spiegato che avevano preso dei campioni dal suolo e trovato metalli pesanti e radioattività 4-5 volte superiore al valore naturale. Dopo che i rifiuti erano stati recuperati, la radioattività è tornata a livelli normali.  Il Sig. Emilio Tassoni del Ministero dell’Ambiente ha riferito di un progetto a lungo termine per ripulire le acque di falda. Alla domanda da parte dei Membri su cosa sarebbe accaduto al suolo privato che era stato detto, essere ancora più inquinato del suolo pubblico, il funzionario del Ministero ha confermato che sarebbero intervenuti solo sul suolo pubblico poiché i terreni privati sono a carico dei privati.</p>
<p>Ulteriormente i Membri hanno chiesto perché i fanghi industriali, estremamente tossici, fossero stati portati in discarica, invece di procedere allo smaltimento in un altro modo. Il funzionario del Ministero ha spiegato che avevano preferito il trasferimento dei rifiuti pericolosi alla discarica al fine di non lasciare l’inquinamento vicino al mare, che era ancora più pericoloso. A causa della grande quantità di rifiuti contaminati da zinco, sono stati costretti a trovare un’altra soluzione perché il trattamento sarebbe stato difficile. I Deputati hanno insistito che i rifiuti industriali non dovrebbero andare in discarica, ma piuttosto essere ripuliti, poi ridotti e, se possibile riutilizzati e che il conferimento in discarica deve essere l’ultima opzione.</p>
<p>Il sindaco di Crotone, il signor Peppino Vallone, ha riferito che la società era stata smantellata nel 2002, e che rispetto a 20 anni fa, la situazione per quanto riguarda l’inquinamento di aria, terra e mare era ora migliorata.</p>
<p>La vivace discussione tra ONG presenti, il rappresentante della Syndial, A.R.P.A.CAL e il Ministero dell’Ambiente e` continuato fuori e in autobus, prima che l’onorevole Pirillo proponesse di organizzare una riunione tecnica all´ufficio del Parlamento Europeo di Roma con tutte le parti coinvolte.</p>
<p>Per mancanza di tempo, la visita alla discarica di Columbra é stata annullata.</p>
<p>Incontro con il procuratore di Crotone</p>
<p>Il Procuratore  della Repubblica di Crotone, Raffaele Mazzotta, ha accolto la delegazione e ha spiegato come i due grossi impianti chimici, Pertusola (in origine francese, la quale ha avviato la produzione di zinco negli anni 20) e Montecatini (produzione di fertilizzanti) avessero trasformato Crotone in un centro industriale – l’unico della regione Calabria – e che hanno rappresentato una grande fonte di ricchezza e di posti di lavoro in una regione povera. All’inizio e per decenni c’é stata una assoluta mancanza di coscienza ambientale o per la salute pubblica.</p>
<p>Quando nel 1992 gli impianti hanno chiuso la loro produzione, l’area divenne un cimitero industriale lasciandosi alle spalle enormi quantità di rifiuti. Le conseguenze sono state: da un lato un alto tasso di disoccupazione e un crescente tasso di criminalità; dall’altro un lascito velenoso nell´area.</p>
<p>La cosiddetta inchiesta “Montagne Nere” (con riferimento all’ultima fase della produzione di zinco che ha lasciato dietro di sé cubi neri, il cosiddetto conglomerato idraulico catalizzato (CIC) – di polvere nera mescolata con cubilato) ha mostrato un accumulo enorme di rifiuti provenienti da Pertusola. I rifiuti avrebbero dovuto essere trattati e smaltiti secondo la legge in modo da renderli inerti ma lo smaltimento illegale era più conveniente. Il Procuratore ha accusato i vari gestori del sito Pertusola di smaltimento illegale dei rifiuti dicendo che per decenni i rifiuti di zinco sono stati conservati in un piazzale molto vicino al mare e usati come materiale per la costruzione di case e di strade e di scuole o ceduti gratuitamente a chi li avesse voluto.</p>
<p>Carotaggi nel sito posto in sequestro hanno mostrato grandi quantità di rifiuti, tra cui manganese, zinco, cadmio ed altre sostanze pericolose nel terreno, che hanno raggiunto le falde acquifere. Le scuole e le zone limitrofe sono state chiuse e un centinaio di ragazzi sono stati monitorati e sono  emersi dei valori alterati nei liquidi organici. Non si può parlare di patologie in atto ma di potenzialità di rischio. Occorrerà verificare negli anni gli effetti che avranno i metalli nei liquidi organici.</p>
<p>Il procuratore ha terminato il suo rapporto col dire che una volta che l’istruttoria sarà terminata il caso dovrebbe passare al tribunale dal quale si aspetta un’azione contro 45 persone, le quali sono attualmente sotto inchiesta. Al fine di accelerare le indagini e iniziare il prima possibile con la bonifica dell’aria il giudice ha chiesto l’incidente probatorio.</p>
<p>Conferenza stampa</p>
<p>Dopo l’incontro con il procuratore di Crotone, si è svolta una conferenza stampa nel municipio di Crotone, durante il quale i deputati hanno posto l´attenzione per una completa trasparenza e il coinvolgimento dei cittadini. Hanno esortato di evitare di creare situazioni e leggi di emergenza, invece avere come priorità una buona infrastruttura per i rifiuti. Hanno sottolineato che il ruolo dell’Europa è stato quello di produrre una normativa che deve essere rigorosamente applicata e controllata e di agire immediatamente in caso di fallimento, favorendo una politica  di “tolleranza-zero” in caso di non conformità con i rifiuti. Hanno sottolineato la necessità che ci sia una volontà politica a incoraggiare i cittadini a comunicare tra loro  e che poter avere un impatto occorrerà essere meglio organizzati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3. Conclusioni</p>
<p>Il motivo della visita della delegazione in Calabria è stato quello di verificare le denunce relativi allo smaltimento di rifiuti tossici e di altri problemi relativi all’applicazione della legislazione ambientale in questa regione, in particolare nella valle del fiume Oliva, in provincia di Cosenza, dove esperti dell’A.R.P.A.CAL (Agenzia di Protezione Ambientale della Calabria) hanno trovato grandi quantità di rifiuti tossici scaricati illegalmente nei luoghi naturali (tra le altre il cesio 137 radiattivo), così come nella zona di Crotone, dove l’azienda “Pertusola sud”, ora dismessa, ha prodotto gravi danni all’ambiente e alla salute dei cittadini in una vasta area della Calabria.</p>
<p>Oltre all´utile contributo dato dalle ONG, la delegazione ha appreso delle indagini effettuate da ISPRA e da ARPACAL ma si rammarica che le informazioni siano rimaste piuttosto a livello tecnico.</p>
<p>Durante la maggior parte degli incontri i Membri hanno rivolto le stesse domande ottenendo spesso delle risposte vaghe, come ad esempio spiegando che la persona aveva assunto la carica solo pochi anni fa. L’impressione generale era che, oltre a una situazione difficile a causa di molti livelli di governo, nessuno ha voluto assumersi alcuna responsabilità. I Membri hanno riscontrato una mancanza di trasparenza e una mancanza di fiducia sia negli enti pubblici che tra la popolazione. Erano rammaricati di non vedere nessuna idea o volontà politica o piani d’azione concreti per risolvere i problemi alla radice, ma solamente accuse reciproche motivate politicamente. Per quanto riguarda gli incontri con i procuratori, i Membri hanno avuto la sensazione che alcune informazioni sono state confidenziali visto il non coinvolgimento delle rappresentanze della società civile.</p>
<p>Durante la visita i Membri hanno avuto l’impressione che ci fosse un problema generale e strutturale e che la situazione in Calabria non sembra essere più grave che in altre regioni italiane. L’Italia è spesso in ritardo quando si tratta di applicare la legislazione ambientale (in particolare nel campo dei rifiuti), ed anche se e´uno Stato membro fondatore dell’Unione europea,  manca ancora di una buona struttura per lo smaltimento dei suoi rifiuti. Ciò che ha colpito i Membri, però, è che nessuno cercasse seriamente una strategia per risolvere questo ma che la gente piuttosto aveva l’abitudine di rivolgersi verso l’UE chiedendo aiuto affinché ci sia un maggior controllo del diritto ambientale europeo.</p>
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		<title>La procura indaga sulla speciale discarica di Scala Coeli</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
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		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Discarica di Scala Coeli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nell’indifferenza generale degli enti pubblici preposti ed interessati al controllo, con nota n. 05/12 del 17/01/2012, la Bieco Srl ha comunicato a vari enti tra cui anche al Sindaco del Comune di Scala Coeli l’apertura con la messa in funzione della Discarica per rifiuti speciali in località Pipino. Il comitato antidiscarica ricorda che contro la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’indifferenza generale degli enti pubblici preposti ed interessati al controllo, con nota n. 05/12 del 17/01/2012, la Bieco Srl ha comunicato a vari enti tra cui anche al Sindaco del Comune di Scala Coeli l’apertura con la messa in funzione della Discarica per rifiuti speciali in località Pipino.<br />
Il comitato antidiscarica ricorda che contro la realizzazione di tale discarica pendono due ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica, una denuncia querela presso la Procura della repubblica di Catanzaro e la Procura generale di Catanzaro, una denuncia querela presso la Procura della repubblica di Rossano, una denuncia querela presso la Procura della repubblica di Crotone.<span id="more-7397"></span><br />
Nelle denunce presentate alla magistratura si evidenzia che il decreto autorizzativo è stato rilasciato nel mancato rispetto della normativa di settore, con una progettazione basata su una falsa attestazione della realtà dei luoghi e con esecuzione di lavori in difformità ai pareri rilasciati con prescrizioni dai vari enti in sede di conferenza dei servizi. Nello specifico le procure interessate e di competenza dovranno esprimersi su quanto segue:<br />
Che l’autorizzazione è stata rilasciata con un decreto dirigenziale e non con un provvedimento della giunta regionale tra l’altro “sfornato” a pochi giorni dalle elezioni regionali del marzo 2010;<br />
Che il sindaco di Scala Coeli ha dato parere positivo in sede di conferenza dei servizi in mancanza dell’obbligatoria precedente delibera del consiglio comunale;<br />
Che la ditta Bieco s,r.l. ha ottenuto l’autorizzazione sulla base di una scrittura privata non registrata di compravendita del terreno sul quale è realizzata la discarica;<br />
Che il terreno sul quale è stata costruita la discarica non è nella esclusiva proprietà della parte venditrice infatti altri soggetti hanno delle quote di proprietà su tali terreni;<br />
Che nell’iter autorizzativo della discarica non si è tenuto conto delle coltivazioni biologiche, dop e doc presenti nell’area di influenza della discarica;<br />
Che per lo stesso terreno interessato dai lavori della discarica l’ufficio tecnico del Comune di Scala Coeli ha rilasciato certificati di destinazione urbanistica diversi gli uni dagli altri ed in particolare nel certificato allegato al progetto della discarica fazio-samente è scritto che non risultano agli atti coltivazioni biologiche, dop e doc nell’area di influenza della discarica, cosa non vera;<br />
Che i lavori di realizzazione della discarica sono iniziati senza rispettare le prescrizioni contenute nel parere della Provincia di Cosenza in merito alla preventiva acquisizione delle aste demaniali;<br />
Che recentemente la ditta Bieco s.r.l. ha ottenuto una variante non sostanziale sulla base di documentazione e relazioni artefatte;<br />
Che durante la realizzazione dei lavori alcune opere ausiliarie alla discarica sono state ubicate su terreni che oltre a non essere nella disponibilità della ditta Bieco srl sono stati esclusi dal parere idrogeologico e forestale rilasciato dalla Regione Calabria dipartimento 6 Agricoltura foreste forestazione Settore 5 in sede di conferenza dei servizi;<br />
Che durante la realizzazione dei lavori alcune opere ausiliarie alla discarica sono state ubicate su un tratto della strada comunale Capoferro/Cordarella che attraversa l’area della discarica.<br />
Inoltre in riferimento ai lavori abusivi realizzati lungo la strada Comunale Capoferro/Cordarela di collegamento fra la Strada Provinciale n° 6 di Crotone e il sito della costruenda discarica, per dovere di cronaca bisogna ribadire che la sistemazione e il ripristino della strada comunale Capoferro/Cordarella non è compresa nel decreto autorizzativo del 25/03/2010 prot. n° 527 nè tantomeno nelle condizioni dell’AIA così per come chiarito dalla Regione Calabria assessorato alle politiche dell’ambiente e per stessa ammissione della Bieco srl nella richiesta fatta pervenire al Comune di Scala Coeli nel Dicembre 2011 che accompagna il progetto di ripristino e sistemazione della strada stessa.<br />
La ditta Bieco ha la necessità di sistemare la strada Comunale Capoferro/Cordarella in quanto in mancanza non potrà utilizzare la discarica stessa, infatti le condizioni AIA impongono che la strada di accesso alla discarica sia percorribile in ogni periodo dell’anno, oggi la strada Comunale Capoferro/Cordarella è una pista che fra l’altro attraversa un torrente il quale rappresenta una barriera naturale alla normale percorribilità della stessa . In merito all’esecuzione di tali lavori è ormai da troppo tempo che chiediamo agli uffici comunali preposti di adottare i provvedimenti di competenza. Purtroppo bisogna sottolineare che i lavori sulla strada vengono eseguiti nel silenzio assordante degli uffici comunali preposti al controllo del territorio che di contro redigono relazioni opportunamente artefatte che ostacolano e allungano il lavoro della Procura.<br />
Alla luce di quanto detto sopra, non capiamo come la Bieco srl possa pretendere di aprire e mettere in funzione la discarica in questione, ma soprattutto non capiamo come l’ARPACAL di Cosenza, ente preposto al controllo, non abbia ancora verificato il rispetto delle prescrizioni contenuti nell’AIA allegato 1.<br />
Per chi riveste responsabilità amministrative riteniamo che non è sufficiente dire solo e soltanto “che si è contro la discarica” a ciò devono seguire iniziative concrete e non atti di scarsa efficacia. Qui sopra abbiamo elencato una lunga serie di irregolarità e validi motivi per far si che la discarica in questione non venga concretamente mai messa in funzione, noi del comitato non possiamo fare altro che denunciare le irregolarità alla magistratura ed ai vari enti di competenza come abbiamo sempre fatto e continueremo a fare.<br />
Vero è che in Italia la giustizia è lenta ma se chi è preposto ai controlli facesse il proprio dovere con senso civico ed onestà, probabilmente chi è chiamato a giudicare in questioni così importanti non avrebbe bisogno di tanto tempo per adottare i provvedimenti di competenza.</p>
<p>Scala Coeli 01/02/2012</p>
<p>Il comitato no discarica</p>
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		<title>Ionio Cosentino discarica a cielo aperto. Rifiuti speciali in arrivo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 19:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Discarica di Scala Coeli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il nostro territorio continua ad essere sotto continuo l&#8217;attacco di speculatori. Mentre a stento cittadini delle varie località ioniche, da Cassano allo Jonio a Cariati, stanno tentando di risollevare le sorti di un territorio in crisi nonostante le enormi risorse di cui dispone, sta per andare in porto un progetto che ne affosserebbe definitivamente l&#8217;economia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 1px;" src="http://resistente.noblogs.org/files/2012/02/image-.jpg" alt="" width="280" height="210" />Il nostro territorio continua ad essere sotto continuo l&#8217;attacco di speculatori.<br />
Mentre a stento cittadini delle varie località ioniche, da Cassano allo Jonio a Cariati, stanno tentando di risollevare le sorti di un territorio in crisi nonostante le enormi risorse di cui dispone, sta per andare in porto un progetto che ne affosserebbe definitivamente l&#8217;economia ed il turismo: una discarica di rifiuti speciali.<br />
Appuriamo infatti che, nonostante le numerose denunce ed irregolarità, lo scellerato progetto della discarica di Scala Coeli-Cariati rischia di andare realmente in porto.<br />
Per chi non lo sapesse, si tratta di una fossa da centomila metri cubi da riempire con amianto, scarti industriali, fanghi esausti, ceneri dell&#8217;incenerimento e altro: tonnellate di veleno non molto distanti dai centri abitati e dalle falde acquifere che poi finiscono nel nostro mare.<br />
Tutto questo perchè? Per offrire un servizio ai cittadini? Per risolvere un problema del territorio? Niente di tutto questo, semplicemente per speculare privatamente facendo pagare alla collettività i costi di questo ennesimo scempio.<span id="more-7357"></span><br />
La Pertusola di Crotone, le ferriti di zinco di Cassano, le discariche di Bucita e di Olivellosa (Rossano), centrali, elettrodotti, disboscamento, taglio dei treni, strade da terzo mondo: questi sono i risultati decennali di una classe dirigente che continua, a braccetto con gli speculatori, a perseguitare il nostro territorio.<br />
I cittadini sono stanchi di pagare i guadagni di una cricca. Non permetteremo un altro scempio che trascinerebbe la nostra economia ancora più in basso, colpendo prima di tutti agricoltori e operatori turistici, con nuove perdite di posti di lavoro e ancora meno prospettive per un&#8217;intera area.<br />
Intendiamo chiamare a raccolta tutti i cittadini per difenderci da questo nuovo attacco, dalla Sibaritide ai confini meridionali della provincia di Cosenza, per una mobilitazione che non parli solo di discariche, ma che dia anche prospettive di sviluppo e valorizzazione delle nostre risorse.<br />
Ai veri motori della nostra economia, ovvero agricoltori e operatori turistici, alle loro associazioni territoriali e di categoria, rivolgiamo un appello particolare, affinché siano in prima fila a dimostrare che in Calabria si può creare economia anche senza essere &#8216;ndranghetisti, inquinatori o poltronieri.<br />
Ci rivolgiamo anche a quei pochi amministratori che in questi anni hanno dimostrato coerenza e comprensione di queste gravi violazioni del diritto alla salute e dell&#8217;equità sociale, affinché prendano pubblica posizione rispetto alla discarica di Cariati-Scala Coeli e utilizzino tutti i mezzi a loro disposizione, avviando parallelamente una discussione partecipata sul futuro di quest&#8217;area a partire dalle infrastrutture e dall&#8217;occupazione.</p>
<p><em>Rete per la Difesa del Territorio &#8220;Franco Nisticò&#8221;</em></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F02%2F01%2Fionio-cosentino-discarica-a-cielo-aperto-rifiuti-speciali-in-arrivo%2F&amp;title=Ionio%20Cosentino%20discarica%20a%20cielo%20aperto.%20Rifiuti%20speciali%20in%20arrivo" id="wpa2a_10"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Discarica di Scala Coeli: Basta con questa indifferenza!</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 22:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SenzaTregua</dc:creator>
				<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Discarica di Scala Coeli]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti Speciali]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> <p class="wp-caption-text">Lavori sulla discarica di Cariati - Scala Coeli</p> <p>La discarica di Scala Coeli, non ci stancheremo mai di ripeterlo, sarà riempita con rifiuti speciali non pericolosi e non con RSU, cioè la munnizza classica che quest’estate inondava le nostre piccole comunità. La discarica di Scala Coeli non servirà a risolvere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img title="Discarica di Cariati - Scala Coeli" src="http://resistente.noblogs.org/files/2012/02/image-.jpg" alt="" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">Lavori sulla discarica di Cariati - Scala Coeli</p></div>
<p>La discarica di Scala Coeli, non ci stancheremo mai di ripeterlo, sarà riempita con rifiuti speciali non pericolosi e non con RSU, cioè la munnizza classica che quest’estate inondava le nostre piccole comunità. La discarica di Scala Coeli non servirà a risolvere il problema che persiste e che emergerà, molto probabilmente, la prossima estate, con l’aumento della popolazione e con l’afflusso dei turisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa discarica ricalca invece quello che è il macabro modello di sviluppo industriale che ormai si vuole far intraprendere alla Calabria, e cioè la costruzione a più non posso di discariche di questo tipo,per rifiuti che noi nemmeno produciamo! Proprio così, si sta costruendo una discarica di questo tipo e sotto casa nostra per riempirla di rifiuti nocivi provenienti dai settori industriali del Nord Italia e dell’Europa!!</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo che questo business privato della Bieco sia altamente dannoso al bene pubblico, e, quindi, ad una zona utilizzata per l’agricoltura come è, nonostante qualcuno goffamente quasi prova a negarlo, la zona interessata.</p>
<p style="text-align: justify;">Da poche settimane è terminato il commissariamento all’emergenza rifiuti che durava ormai da più di 15 anni e che ha portato più danni e nessun beneficio. Un risultato importante per gli attivisti, le associazioni e i movimenti che per anni hanno chiesto con forza lo stop al commissariamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli stessi attivisti, le stesse associazioni e gli stessi movimenti sanno bene però che non bisogna abbassare la guardia proprio ora e che non bisogna lasciare il campo, perché l’intera regione Calabria ha bisogno di gente che faccia luce e che vuole si faccia luce su dei danni che vengono fatti in continuo e che nel tempo risultano irreparabili.<span id="more-7289"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Proprio a questi compagni vogliamo, come movimento LELAMPARE, rivolgere il nostro appello: bisogna far quadrato intorno a quest&#8217; opera che ha troppi lati oscuri mentre di chiara rimane solo la consapevolezza che a Noi cittadini non serve, a Noi tutti fa male, anzi malissimo sia sul piano economico( è un grave colpo assestato al mondo dell’agricoltura e al settore turistico),sia sul piano della salute pubblica!!!</p>
<p style="text-align: justify;">In tal senso,ci stiamo già adoperando come movimento nel cercar di dar maggiore forza alla coordinazione tra le diverse realtà antagoniste del territorio, per dare, così, maggiore compattezza alla nostra azione; convinti sempre più che “uniti non passeranno”</p>
<p style="text-align: justify;">Con la manifestazione del 10 dicembre 2011,svoltasi a Cariati(organizzata in sinergia con la RDT-F. Nisticò, con i comitati anti discarica di Scala e Bucita e con gli studenti) siamo riusciti a portare il tema all’attenzione dei media regionali(web, stampa e televisione,tg3 compreso),ma sappiamo fin troppo bene che questo non basterà per fermare la BIECO nella messa in funzione di un’opera odiata da tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma un altro appello, per certi versi maggiormente sentito lo rivolgiamo per l’ennesima volta alle istituzioni locali, a tutti i sindaci del territorio,al sindaco di Crucoli come a quello di Terravecchia, così a quello di Cariati, di Mirto,etc etc: è necessario che si rispetti il motivo principale per cui avvengono le elezioni, per cui esistono effettivamente i sindaci: tutelare il bene pubblico, farsi portatori delle istanze e del disagio della propria gente.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ necessario che Voi tutti vi mettiate in prima linea in questa che è una battaglia innanzitutto di civiltà, perché non si può sottostare alla “legge del più forte” rimanendo in silenzio o bisbigliando un timido “no alla discarica”: rimanere così, immobili, significa avvantaggiare il forte e quindi andare dritti contro il debole, contro i propri cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolar modo, ci rivolgiamo al nostro sindaco, Avv Filippo Sero, al nostro Ass. con deleghe all’ambiente Dott. Sergio Salvati e all’assessore provinciale con delega all’ ambiente e ai nullaosta paesaggistici, anche lui di Cariati, Leonardo Trento per invitarli, ancora una volta, ad adoperarsi nella difesa della volontà pubblica, in una vicenda che ha del torbido e che non può essere snobbata ancora!</p>
<p style="text-align: justify;">Il sindaco di Cariati, Filippo Sero, finora non sembra intenzionato a dare peso alla questione,nel senso che non si è andati fino ad oggi,oltre un”naturalmente siamo contro la costruzione della discarica”…questo noi lo riteniamo insufficiente. Ma come? Proprio lo stesso sindaco che ha fatto lo sciopero della fame in difesa della salute pubblica e dell&#8217;ospedale, non si è accorto che anche questo, al pari della privazione della struttura ospedaliera è un attentato alla salute pubblica??</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso assessore provinciale Leonardo Trento che nel caso delle proteste per l&#8217; H fu additato dal Pres. Scoppelliti come presunto organizzatore di alcuni momenti di contestazione, essendo, addirittura assessore provinciale con delega all&#8217;ambiente e ai nullaosta paesaggistici, cosa pensa del fatto che località Pipino verrà riempita di sostanze altamente nocive??</p>
<p style="text-align: justify;">Un’amministrazione comunale come quella di Cariati che in campagna elettorale e anche dopo, dice per voce del Dott. Salvati di voler essere rivoluzionaria sul tema della tutela dell’ambiente, che dice di volere investire nella raccolta differenziata dovrebbe opporsi con tutte le sue forze a coloro che vogliono quest’opera privata che incide negativamente e direttamente sulla collettività.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;assessore Salvati vorremmo chiedere: non è, perlomeno contraddittorio,non solo politicamente ma anche tecnicamente valutare il programma Zero rifiuti e quindi il ciclo della rivalutazione del rifiuti come necessario e positivo sia a livello etico che economico etc etc, e non opporsi nettamente alla costruzione di tale opera? Noi riteniamo,come già asserito in più occasioni, che si stia nei fatti continuando a snobbare la problematica, come se così facendo il problema non esistesse.</p>
<p style="text-align: justify;">L’amministrazione del comune con il più alto numero di abitanti della zona che soffrirà la costruzione di questa discarica privata, non dovrebbe come minimo, insorgere politicamente contro la sua realizzazione?</p>
<p style="text-align: justify;">Davvero faremo nascere una discarica nella quale arriveranno rifiuti industriali dall’Europa e dal Nord Italia senza muovere un dito? E’ questo il nostro destino, quello di una pattumiera costeggiata dal mare? ?</p>
<p style="text-align: justify;">Noi diciamo, anche in questo caso: MO BASTA! BASTA CON QUESTO SILENZIO! BASTA CON QUESTA INDIFFERENZA, MA UNIAMOCI IN DIFESA DEL TERRITORIO!</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Associazione Le Lampare &#8211; Cariati</em></strong></p>
<p style="text-align: right;">www.lelampare.org</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F02%2F01%2Fdiscarica-di-scala-coeli-basta-con-questa-indifferenza%2F&amp;title=Discarica%20di%20Scala%20Coeli%3A%20Basta%20con%20questa%20indifferenza%21" id="wpa2a_12"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Castrolibero. Non si prendano in giro i cittadini, il sindaco si dimetta</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 16:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sembra di aver già assistito a queste scene. Il sindaco del paese che batte i piedi per farsi &#8220;ascoltare&#8221; dalle istituzioni preposte, affinché spianino la strada alla realizzazione di opere che avranno ripercussioni gravi per l&#8217;ambiente e la salute della cittadinanza. Era qualche mese fa che a Casignana, in provincia di Reggio Calabria, tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/cittadella-scuola-castrolibero.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7182" title="cittadella scuola castrolibero" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/cittadella-scuola-castrolibero-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Sembra di aver già assistito a queste scene. Il sindaco del paese che batte i piedi per farsi &#8220;ascoltare&#8221; dalle istituzioni preposte, affinché spianino la strada alla realizzazione di opere che avranno ripercussioni gravi per l&#8217;ambiente e la salute della cittadinanza. Era qualche mese fa che a Casignana, in provincia di Reggio Calabria, tutti i responsabili sono stati indagati e arrestati, scaricavano il percolato nel torrente sottostante la discarica e nel frattempo “pressavano” in maniera inconsueta i vertici delle istituzioni preposte a controllare ed autorizzare ampliamenti e sversamenti.</p>
<p>Anche a Castrolibero succedono cose simili, ma la Procura di Cosenza forse è troppo impegnata: percolato fuori controllo, frane dappertutto, sversamento di rifiuti non consentiti, colline smembrate, odori nauseabondi, eccessiva vicinanza ad abitazioni e scuole, sperpero di denaro pubblico, infrastrutture costruite su terreni incendiati e tanto altro.</p>
<p>Oggi il sindaco Orlandino Greco piange perché non gli vengono concesse le autorizzazioni ed ulteriori soldi per costruire una megadiscarica di rifiuti indifferenziati (camuffata con il nome di cittadella energetica) da oltre 900mila metri cubi. La minacciata chiusura della discarica è un bluff, infatti se dovesse chiudere realmente la discarica dovrebbe anche giustificare e ridare indietro i milioni di euro già ricevuti. Anche il sindaco Greco &#8220;pressa&#8221; in maniera inconsueta, anche se forse non come il suo collega reggino. Noi non possiamo saperlo. Il sindaco parla di “difficoltà economiche”, ma non dice dei finanziamenti già ricevuti per costruire l’ennesima buca nel terreno e la costruzione di una strada inutile.<span id="more-7181"></span></p>
<p>Parla di oneri finanziari troppo alti, eppure il sindaco è anche ingegnere, i costi di gestione li ha scoperti adesso? In verità il sindaco bluffa, ha puntato molto sugli introiti che riceverà da questa mega discarica. Si lamenta della lentezza degli uffici del Commissario, ma forse il sindaco è abituato alle “autorizzazioni a richiesta”; e se gli uffici regionali avessero trovato dati e atti non conformi, e stessero verificando?</p>
<p>Parla di “nostra discarica” quando in realtà la discarica è stata interamente finanziata con soldi regionali, delle tasche di noi cittadini, e alla fine il sindaco si erge pure a proprietario della discarica, “senza portafoglio” aggiungeremmo noi.</p>
<p>Il popolo calabrese non è più disposto ad accettare alcun ricatto o speculazione sul proprio territorio. Il Commissariato per l’emergenza rifiuti,Quello che fino a ieri era un porto delle nebbie di cui molti cittadini ignoravano l’esistenza, è diventato noto a tutti ed ha suscitato il grido che dalle strade di Crotone il 12 novembre è giunto stridente fino a Palazzo Campanella ed ai palazzi romani: MO BASTA! L&#8217;unica via ragionevole è il ritorno della responsabilità agli enti locali, i quali senza alcuna deroga devono realizzare un sistema completamente pubblico che si basi sulla raccolta differenziata spinta porta a porta finalizzata al riciclo e riutilizzo totale. Chi non è in grado di farlo, dal sindaco del piccolo comune alle istituzioni regionali, passando per i presidenti della provincia, si dimetta senza riserve.</p>
<p>Il tempo della cuccagna maleodorante in Calabria è finito. Faccia, il sindaco, un passo di onestà intellettuale, si dimetta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rete per la Difesa del Territorio &#8220;F. Nisticò&#8221; &#8211; Calabria</p>
<p>stampa@difendiamolacalabria.org</p>
<p>Lipu – Rende</p>
<p>No alle Discariche – Castrolibero</p>
<p>RO.MO.RE. &#8211; Rose Montalto Rende</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F01%2F16%2Fcastrolibero-non-si-prendano-in-giro-i-cittadini-il-sindaco-si-dimetta%2F&amp;title=Castrolibero.%20Non%20si%20prendano%20in%20giro%20i%20cittadini%2C%20il%20sindaco%20si%20dimetta" id="wpa2a_14"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Crotone: la bonifica subito!</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 19:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il progetto SENTIERI &#8211; studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento – condotto dall’Istituto Superiore della Sanità, dal Ministero per la Salute, dall’Università “La Sapienza” di Roma, dall’Istituto di Fisiologia Clinica, dal Dipartimento epidemiologia SSR regione Lazio, ha ribadito, ancora una volta, che nella città pitagorica vi è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.educando.it/arealocale/fotoalbum/albums/wpw-20091123/normal_Sit-in%20per%20la%20bonifica%20presso%20la%20Prefettura%20di%20Crotone.%2023.11.2009%20%2815%29.JPG" alt="" width="320" height="240" />Il progetto SENTIERI &#8211; studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento – condotto dall’Istituto Superiore della Sanità, dal Ministero per la Salute, dall’Università “La Sapienza” di Roma, dall’Istituto di Fisiologia Clinica, dal Dipartimento epidemiologia SSR regione Lazio, ha ribadito, ancora una volta, che nella città pitagorica vi è un eccesso di morti da inquinamento.</p>
<p>Le due precedenti indagini condotte nel 1997 e 2002 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra di loro sostanzialmente coerenti nei risultati, per come riportato nell’indagine denominata Sentieri, evidenziano un eccesso di mortalità per tutte le cause e per i tumori in particolare negli uomini.</p>
<p>“Lo studio conferma l’osservazione di eccessi di mortalità per numerose cause tra quelle evidenziate in indagini precedenti”. Ad avviso degli studiosi è opportuno attivare un sistema di sorveglianza epidemiologica.<span id="more-7170"></span></p>
<p>La Rete Difesa del Territorio nel ricordare come non vi sia stata alcuna presa di posizione dei rappresentanti istituzionali espressione del territorio sul BLUFF Bonifica area industriale, denunciato dalla RDT nel mese di dicembre del 2011, invita tutti i governanti ad attivarsi per ottenere una bonifica reale ed immediata del sito industriale, l’istituzione del registro dei tumori, e soprattutto il potenziamento del servizio sanitario pubblico locale oggi mortificato da logiche lobbistiche e clientelari.</p>
<p>Tengano presente, i nostri governanti, che  la bonifica integrale del sito industriale di Crotone dovrà essere realizzata nel più breve tempo possibile e che la bonifica non dovrà essere l’ennesima occasione di lucro, con la scusa dello sviluppo economico.</p>
<p>La Rete Difesa del Territorio per tenere alta l’attenzione sulla vicenda è pronta a porre in atto altre forme di protesta anche clamorose e a denunciare coloro i quali, nel segreto delle stanze, sono propensi con accordi trasversali a spartirsi l’ennesima torta in danno della collettività.</p>
<p style="text-align: right;">Per la Rete Difesa del Territorio “Franco Nisticò”</p>
<p style="text-align: left;">
Il <em>RAPPORTO SENTIERI</em> <a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/Studio-epidemiologico-SENTIERI.pdf">in formato PDF</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F01%2F15%2Fcrotone-la-bonifica-subito%2F&amp;title=Crotone%3A%20la%20bonifica%20subito%21" id="wpa2a_16"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Vallecrati&#8230; dopo il danno la beffa!</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 10:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
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		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Vallecrati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#160;</p> <p class="wp-caption-text">Soluzione Vallecrati: politici in discarica e rifiuti differenziati</p> <p>Ripercorriamo i fatti: circa tre anni fa la Vallecrati spa, apparentemente, navigava in cattive acque. Apparentemente perchè, in realtà, vantava dai comuni un credito pari alle perdite, ma per strani giochi politici e giudiziari venne dichiarato il fallimento e messa in liquidazione. Chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 373px"><img class=" " src="http://calabria.indymedia.org/attachments/dec2009/dscn0089.jpg" alt="" width="363" height="272" /><p class="wp-caption-text">Soluzione Vallecrati: politici in discarica e rifiuti differenziati</p></div>
<p>Ripercorriamo i fatti: circa tre anni fa la Vallecrati spa, apparentemente, navigava in cattive acque. Apparentemente perchè, in realtà, vantava dai comuni un credito pari alle perdite, ma per strani giochi politici e giudiziari venne dichiarato il fallimento e messa in liquidazione. Chi ne ha causato e voluto il fallimento? A chi ha giovato? Vallecrati è una storia sporca di poltrone e scatole cinesi. Di spartizioni, favori e clientelismi che ha visto avvicendarsi nei piani alti dell&#8217;amministrazione volti noti e meno noti della politica nostrana, personaggi che, scartati alle elezioni venivano riciclati a vario titolo nella società. Chi ha pagato per questo fallimento? Chiaramente nessun politico ne amministratore. Come può la casta politica e padronale citare se stessa come diretta responsabile del fallimento della principale società di raccolta e smaltimento dei rifiuti? A pagare come al solito sono stati i cittadini, il territorio e, più di tutti naturalmente, gli operai che -ieri hanno perso ben sette mensilità-, ed oggi otto di loro si vedono recapitare un decreto di citazione a giudizio per adunata sediziosa, occupazione di locali pubblici, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento e oltraggio a pubblico ufficiale. Oltre il danno la beffa!<span id="more-7134"></span> Gli operai sono gli unici che hanno lottato per avere riconosciuti i propri diritti, la propria dignità e per il proprio futuro. Hanno occupato l&#8217;autostrada, il tetto della provincia, il comune per fare sentire la propria rabbia e disperazione dopo sette mesi che non percepivano uno stipendio senza che nessuno li ascoltasse. Non li ha ascoltati la politica che su di loro ha “mangiato”, non li hanno ascoltati i sindacati che la loro lotta hanno svenduto. Ed oggi sono i soli sui quali si sta scagliando un sistema giudiziario classista che protegge i predatori e condanna i depredati. Esprimiamo la nostra piena solidarietà agli otto operai denunciati ed a tutte le tute gialle.  <em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>C.P.O.A.Rialzo</em></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F01%2F13%2Fvallecrati-dopo-il-danno-la-beffa%2F&amp;title=Vallecrati%26%238230%3B%20dopo%20il%20danno%20la%20beffa%21" id="wpa2a_18"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il tempo della cuccagna maleodorante in Calabria è finito</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 16:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il popolo calabrese non è più disposto ad accettare alcun ricatto o speculazione sul proprio territorio: questo è il messaggio chiaro scaturito da un intenso anno di iniziative della RdT, culminato con la grande manifestazione del 12 Novembre a Crotone e proseguito col blocco della SS 106 a Cariati l&#8217;11 Dicembre. La parola d&#8217;ordine di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/fine-commissario-game-over.jpg"><img class="size-medium wp-image-7119 alignright" title="fine commissario game over" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/fine-commissario-game-over-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il popolo calabrese non è più disposto ad accettare alcun ricatto o speculazione sul proprio territorio: questo è il messaggio chiaro scaturito da un intenso anno di iniziative della RdT, culminato con la grande manifestazione del 12 Novembre a Crotone e proseguito col blocco della SS 106 a Cariati l&#8217;11 Dicembre. La parola d&#8217;ordine di queste manifestazioni è cristallina: fine del commissariamento all&#8217;emergenza rifiuti. Quello che fino a ieri era un porto delle nebbie di cui molti cittadini ignoravano l&#8217;esistenza, è diventato noto a tutti i calabresi ed ha suscitato il grido che dalle strade di Crotone è giunto stridente fino a Palazzo Campanella ed ai palazzi romani: “&#8217;mo basta”.</p>
<p>Le voci che si susseguono in questi giorni e la mancata consueta proroga del commissariamento calabrese nel decreto “mille proroghe” sembrano dar ragione a quei calabresi, ma consapevoli degli interessi, anche &#8216;ndranghetisti, che ruotano intorno alla monnezza, non abbiamo intenzione di mollare la presa.<span id="more-7118"></span></p>
<p>Nei prossimi giorni i calabresi dovranno avere conferma della cancellazione della ridicola istituzione che da 15 anni ha devastato il territorio agendo in deroga alle norme che tutelano la nostra salute, spendendo 1,4 miliardi di soldi nostri e permettendo ad un manipolo di speculatori privati di tenere in pugno il ciclo dei rifiuti regionale. Qualora questo non accadesse, la Rete Difesa del Territorio “Franco Nisticò” tornerà a manifestare per le strade ed a bloccare le discariche, simbolo del fallimento della classe politica calabrese e punti nevralgici del fragile ciclo dei rifiuti, ad un anno dal blocco della discarica di Pianopoli (CZ).</p>
<p>Non abbiamo intenzione di accettare commissariamenti camuffati da fantomatiche fasi di transizione, come già accadde in passato: l&#8217;unica via ragionevole è il ritorno della responsabilità agli enti locali, i quali senza alcuna deroga devono realizzare un sistema completamente pubblico che si basi sulla raccolta differenziata spinta porta a porta finalizzata al riciclo e riutilizzo totale. Chi non è in grado di farlo, dal sindaco del piccolo comune alle istituzioni regionali, passando per i presidenti della provincia, si dimettano senza riserve.</p>
<p>Il tempo della cuccagna maleodorante che da decenni regna in Calabria è finito.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F01%2F09%2Fil-tempo-della-cuccagna-maleodorante-in-calabria-e-finito%2F&amp;title=Il%20tempo%20della%20cuccagna%20maleodorante%20in%20Calabria%20%C3%A8%20finito" id="wpa2a_20"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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