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	<title>Difendiamo La Calabria &#187; notizie</title>
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		<title>La lotta No Tav è una lotta di tutti</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 14:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Born Again</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Liber* tutt* Libero Giuseppe Tiano Sabato 28 gennaio presidio a Cosenza ore 17 Piazza XI settembre <p style="text-align: justify;">L&#8217;operazione repressiva scattata contro gli attivisti No Tav conferma che il sistema ha paura e l&#8217;unica arma che conosce è quella repressiva. Un sistema che cerca di delegittimare un grande movimento popolare accreditando l&#8217;ipotesi che non tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #222222;"><strong>Liber* tutt*<a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/no-tav.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7273" title="no tav" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/no-tav-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a><br />
Libero Giuseppe Tiano<br />
Sabato 28 gennaio presidio a Cosenza ore 17 Piazza XI settembre</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;">L&#8217;operazione repressiva scattata contro gli attivisti <em><strong>No Tav</strong></em> conferma che il sistema ha paura e l&#8217;unica arma che conosce è quella repressiva. Un sistema che cerca di delegittimare un grande movimento popolare accreditando l&#8217;ipotesi che non tutti i partecipanti alla imponente manifestazione del 3 luglio scorso fossero valligiani, ma solo criminali scesi in Valle per creare disordini.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;">Ma la lotta contro la Tav è una lotta che investe tutt*, anche quelli che devono ancora nascere. Oltre ai danni ambientali e sociali i costi della Tav stanno indebitando le generazioni future per arricchire le solite lobby finanziarie. <strong><em>Siamo tutti No Tav</em></strong>. Anche in Calabria, anche a Cosenza dove ieri un nostro compagno, <em><strong>Giuseppe Tiano</strong></em>, è stato perquisito e portato in questura. Giuseppe si caratterizza per il suo intenso impegno su mille fronti. È un generoso, ed è per questo motivo che si è spinto fino in Val di Susa, per portare la solidarietà sua e nostra ad un’altra comunità, quella di una Valle in lotta per evitare la devastazione del proprio territorio in favore degli interessi dei soliti noti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;">In questo, la Val di Susa e la Calabria sono molto più vicine di quanto si possa credere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;">Speriamo che Giuseppe sia scagionato al più presto dalle ridicole accuse di cui è oggetto, e ci auguriamo anzi che il suo coinvolgimento in questa vicenda non rappresenti il preludio a negative e gravi sorprese nell’appuntamento del 23 febbraio prossimo, dove a Roma la Cassazione sarà chiamata a chiudere definitivamente la farsa del c.d. processo “No global”, milioni di euro gettati a mare in un altro goffo tentativo di criminalizzazione del movimento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;">La nostra solidarietà va a Giuseppe, a tutti gli arrestati, al movimento No Tav, agli abitanti della Val di Susa e a tutti coloro i quali si rifiutano di abbassare la testa e continuano a lottare per la democrazia e la giustizia sociale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #222222;"><strong>In quei boschi c’eravamo tutti!</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #222222;">Coordinamento Liber* tutt*<br />
Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”<br />
Coordinamento calabrese Acqua pubblica “Bruno Arcuri”<br />
C.i.b. Unicobas Calabria</span><br />
Ateneo libertario Cosenza</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F01%2F27%2Flibero-giuseppe-tiano-la-lotta-no-tav-e-una-lotta-di-tutti%2F&amp;title=La%20lotta%20No%20Tav%20%C3%A8%20una%20lotta%20di%20tutti" id="wpa2a_2"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Appello giù le mani dall&#8217;acqua e dalla democrazia</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 10:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto. Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="border: 1px solid black; margin: 1px;" src="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/images/stories/referendum-non-si-tocca.jpg" alt="" width="171" height="240" />Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.<br />
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.<br />
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti. <span id="more-7138"></span><br />
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.<br />
Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.<br />
Noi non ci stiamo.<br />
L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.<br />
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.<br />
Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.<br />
Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.<br />
Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.<br />
Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.<br />
Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.</p>
<p><em>Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua</em></p>
<h1><a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&amp;view=petition&amp;id=181&amp;Itemid=111">Firma l&#8217;appello</a></h1>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F01%2F13%2Fappello-giu-le-mani-dallacqua-e-dalla-democrazia%2F&amp;title=Appello%20gi%C3%B9%20le%20mani%20dall%26%238217%3Bacqua%20e%20dalla%20democrazia" id="wpa2a_4"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Festa dell&#8217;Acqua. Da domani al via la tre giorni</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/09/15/festa-dellacqua-da-domani-al-via-la-tre-giorni/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 07:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Born Again</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Inizia domani Venerdi 16 e andrà avanti fino Domenica 18 la Festa dell&#8217;Acqua che si è organizzata a Reggio Calabria. Per maggiori informazioni clicca sul logo &#8212;&#62;</p> <p>&#160;</p> <p></p> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inizia domani Venerdi 16 e andrà avanti fino Domenica 18 la Festa dell&#8217;Acqua che si è organizzata a Reggio Calabria. <strong>Per maggiori informazioni clicca sul logo</strong> &#8212;&gt;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/acquabenecomune/festaacqua/"><img class="aligncenter size-full wp-image-5621" title="bannerfestah20" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/09/bannerfestah20.gif" alt="" width="384" height="353" /></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F09%2F15%2Ffesta-dellacqua-da-domani-al-via-la-tre-giorni%2F&amp;title=Festa%20dell%26%238217%3BAcqua.%20Da%20domani%20al%20via%20la%20tre%20giorni" id="wpa2a_6"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Le foto dell&#8217;emergenza rifiuti a Lamezia Terme</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2010/12/10/foto-emergenzarifiuti-lamezia/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 14:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
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		<category><![CDATA[territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>[10 dicembre 2010 ore 09:30]</p> <p> </p> <p></p> <p></p> <p>[10 dicembre 2010 ore 12:00]</p> <p></p> <p></p> <p></p> <p></p> <p></p> <p></p> <p></p> <p></p> <p></p> <p>[10 dicembre 2010 ore 15:00]</p> <p></p> <p></p> <p></p> <p>[10 dicembre 2010 ore 19:00]</p> <p></p> <p></p> <p></p> <p>[10 dicembre 2010 ore 23:30] </p> <p></p> <p></p> <p>[11 dicembre 2010 ore 12.30]</p> <p>Dopo giorni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>[10 dicembre 2010 ore 09:30</strong><strong>]</strong></p>
<p><img src="http://lh3.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQIWhFlMCbI/AAAAAAAACZU/qDSaegGPiM4/s720/10-12-2010.JPG" alt="" width="645" height="447" /><br />
<span id="more-2742"></span></p>
<p><img src="http://lh5.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQIWhGhWsgI/AAAAAAAACZY/1SvZuHWkjsI/s720/10-12-2010%20%282%29.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh6.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQIWhVuComI/AAAAAAAACZc/WQTKr3hPKHM/s720/10-12-2010%20%283%29.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><strong>[10 dicembre 2010 ore 12:00]</strong></p>
<p><img src="http://lh4.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQIWhhnf_FI/AAAAAAAACZg/WCfM-bne5ew/s720/10-12-2010%20%284%29.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh5.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQIWiJGGJMI/AAAAAAAACZk/Ujbdl2ovByY/s720/10-12-2010%20%285%29.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh6.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQIXJfjamVI/AAAAAAAACZo/psdaCZIzcgw/s720/10-12-2010%20%286%29.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh3.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQIXKH_cFFI/AAAAAAAACZs/ClqoyvuGdz0/s720/10-12-2010%20%287%29.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh3.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQIXKlaSp1I/AAAAAAAACZw/sGvMXt8ole4/s720/10-12-2010%20%288%29.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh3.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQIXK725NUI/AAAAAAAACZ0/Wu-ViODXkEg/s720/10-12-2010%20%289%29.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh5.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQIXK8zjGzI/AAAAAAAACZ4/-MT4wCEmMJY/s720/10-12-2010%20%2810%29.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh4.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQIXR-QedMI/AAAAAAAACaA/jusXkOH3xic/s720/10-12-2010%20%2811%29.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh6.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQIXSKBXtCI/AAAAAAAACaE/nsORAynxyzA/s720/10-12-2010%20%2812%29.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><strong>[10 dicembre 2010 ore 15:00]</strong></p>
<p><img src="http://lh5.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQKqtJoS6mI/AAAAAAAACaw/ryCUMkLd9fk/s720/DSC07019.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh3.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQKq--pFaBI/AAAAAAAACbA/yj-cQrqXK0A/s720/DSC07023.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh6.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQKq_ZNCG1I/AAAAAAAACbM/fS78lmUoteQ/s720/DSC07026.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><strong>[10 dicembre 2010 ore 19:00]</strong></p>
<p><img src="http://lh6.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQKrd6MwWsI/AAAAAAAACbY/wfIi5pn-B8A/s720/DSC07031.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh6.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQKreEAr1rI/AAAAAAAACbc/Vm5Wc4wtTrk/s720/DSC07032.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh5.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQKreI_qu-I/AAAAAAAACbg/V71lecoPp_Q/s720/DSC07035.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><strong>[10 dicembre 2010 ore 23:30]</strong><br />
<img src="http://lh5.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQKrvI4es7I/AAAAAAAACbk/3wkFa2hx44A/s720/DSC07036.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh3.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQKrvHswVUI/AAAAAAAACbo/PIUEVX_OulM/s720/DSC07037.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><img src="http://lh3.ggpht.com/_o51BlDV6oFg/TQKrvJ_AVhI/AAAAAAAACbs/JlyphZEX1F4/s720/DSC07038.JPG" alt="" width="645" height="447" /></p>
<p><strong>[11 dicembre 2010 ore 12.30]</strong></p>
<p>Dopo giorni di emergenza rifiuti riprende la raccolta della spazzatura in città.<br />
In alcune zone sono intervenute le ruspe per raccogliere i cumuli di rifiuti.<br />
Molti i roghi ai cassonetti.<br />
Nel video l&#8217;autocompattatore svuota i cassonetti, ma la spazzatura buttata a terra rimane dov&#8217;era.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="364" height="293" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/usHQpO0G80Q?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="364" height="293" src="http://www.youtube.com/v/usHQpO0G80Q?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2010%2F12%2F10%2Ffoto-emergenzarifiuti-lamezia%2F&amp;title=Le%20foto%20dell%26%238217%3Bemergenza%20rifiuti%20a%20Lamezia%20Terme" id="wpa2a_8"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Gli studenti si prendono la piazza negata al corteo dell&#8217;acqua pubblica</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 21:37:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;">Guarda tutte le foto di Dario Stelitano</p> <p>In occasione della manifestazione regionale per l’Acqua Pubblica, organizzata oggi dal Coordinamento Calabrese “Bruno Arcuri” al fine di ottenere subito la moratoria sul referendum, la mobilitazione studentesca si è spostata nella città di Cosenza.</p> <p>All’interno del colorato e variegato corteo lo spezzone studentesco si è distinto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em><a href="http://www.flickr.com/photos/darioste/sets/72157625407655887/with/5234419366/"><img class="alignright" src="http://farm6.static.flickr.com/5289/5234419366_0106c8b073.jpg" alt="" width="266" height="400" />Guarda tutte le foto di Dario Stelitano</a></em></strong></p>
<p>In occasione della manifestazione regionale per l’Acqua Pubblica, organizzata oggi dal Coordinamento Calabrese “Bruno Arcuri” al fine di ottenere subito la moratoria sul referendum, la mobilitazione studentesca si è spostata nella città di Cosenza.</p>
<p>All’interno del colorato e variegato corteo lo spezzone studentesco si è distinto per numerosità, determinazione e creatività. Guidati da un carrello-sound gli studenti medi ed universitari dell’area urbana hanno seguito tutto il percorso del corteo al quale era stato negato di raggiungere piazza XI settembre (punto centrale del corso Mazzini della città bruzia).</p>
<p>Ancora una volta gli studenti si sono riappropriati della propria libertà e dei propri diritti attraverso un corteo spontaneo che ha invaso il cuore della città con l’obiettivo di socializzare il proprio dissenso alla cittadinanza.</p>
<p>Durante il percorso non autorizzato sulle opere d’arte del MAB (Museo all’aperto Bilotti) sono stati appesi dei cartelli colorati riguardanti la protesta sull’acqua pubblica, quella sul DDL Gelmini, sui tagli al mondo della cultura e della conoscenza.</p>
<p>Gli slogan scanditi e le pratiche adottate sono il segnale del fatto che il movimento universitario ha raggiunto una maturità e consapevolezza tale che gli permette di contestualizzare il proprio disagio all’interno del più ampio disagio sociale ed economico vissuto da tutto il paese, solidarizzando con la lotta di precari, migranti e lavoratori.</p>
<p>Gli studenti e le studentesse dell’assemblea permanente dell’aula magna occupata calendarizzeranno, nell’assemblea di domani pomeriggio, una serie di iniziative e di azioni di protesta per proseguire il cammino intrapreso: assemblee di facoltà (come quella in programma a scienze politiche già lunedì); attività politico-culturali e momenti artistici in cui, chiunque vorrà socializzare le proprie creazioni, dalla poesia alla pittura alla musica, sarà libero di farlo.</p>
<p>Insomma, ad ogni ora ed in ogni luogo si cercherà di sensibilizzare ulteriormente, passando dalle aule, volantinando e bloccando le lezioni.</p>
<p>Tutto ciò è anche finalizzato alla costruzione della giornata di mobilitazione del 14 in occasione del voto di fiducia al governo nazionale, ormai sfiduciato dal popolo sovrano.</p>
<p style="text-align: right;">Studenti Unical Occupato &#8211; Cosenza</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2010%2F12%2F05%2Fgli-studenti-si-prendono-la-piazza-negata-al-corteo-dellacqua-pubblica%2F&amp;title=Gli%20studenti%20si%20prendono%20la%20piazza%20negata%20al%20corteo%20dell%26%238217%3Bacqua%20pubblica" id="wpa2a_10"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Elettrodotti: il mostro di Montalto Uffugo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 18:56:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Questa è una storia di inquinamento elettromagnetico e di impegni non mantenuti, di leggi disattese e di lassismo governativo. Questa è la storia dell&#8217;elettrodotto Laino-Rizziconi e di una comunità, quella di Montalto Uffugo, che vive da cinque anni sotto un incubo. Dal quale nessuno riesce a svegliarla.</p> <p>L&#8217;ELETTRODOTTO</p> <p>Il 31 ottobre del 2005 viene energizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.nuovacosenza.com/cs/06/febbraio/foto/manifestazionelettrodotto1.jpg" alt="" width="250" height="193" />Questa è una storia di inquinamento elettromagnetico e di impegni non mantenuti, di leggi disattese e di lassismo governativo. Questa è la storia dell&#8217;elettrodotto Laino-Rizziconi e di una comunità, quella di Montalto Uffugo, che vive da cinque anni sotto un incubo. Dal quale nessuno riesce a svegliarla.</p>
<p>L&#8217;ELETTRODOTTO</p>
<p>Il 31 ottobre del 2005 viene energizzato l&#8217;elettrodotto Laino-Feroleto-Rizziconi che attraversa il territorio di Montalto Uffugo nelle due frazioni di Pianette e Lucchetta.</p>
<p>È un decreto ministeriale, il D.M. Ambiente e Tutela del territorio 6102/2002, ad autorizzarlo. Ma ben presto le condizioni poste dalla legislatore per salvaguardare la salute ed il territorio si riveleranno lettera morta.</p>
<p><span id="more-2234"></span>In effetti, il tracciato risulta non conforme agli standard progettuali di qualità, di sicurezza, di salute pubblica, di impatto ambientale ed urbanistico previsti dalla normativa. Il percorso della linea contrasta con quanto stabilito dal decreto, nella parte in cui impegnava Terna Spa, l&#8217;operatore di reti per la trasmissione di energia elettrica, «a valutare l&#8217;introduzione di migliorie tecniche progettuali, con particolare riferimento alle prescrizioni in merito a distanze da abitazioni ed insediamenti vari». Da allora, nessuna miglioria è stata apportata da Terna specialmente nei centri abitati attraversati di Pianette e Lucchetta.</p>
<p>Accade così che i fili dell&#8217;alta tensione siano posizionati a meno di 50 metri lineari dalle abitazioni in presenza di un continuo ed insopportabile disturbo acustico. Nondimeno, le cosiddette funi di guardia non sono in realtà tali, quanto piuttosto funi di conduzioni telefonica Wind. Con cui Terna, espropriando «per pubblica utilità», ha fatto passare una fune di cavo telefonico esclusivamente per i suoi fini commerciali.</p>
<p>Agli atti della Regione Calabria non risulta inoltre prodotta alcuna Valutazione di impatto ambientale (Via) e non risulta redatta o richiesta nemmeno una Valutazione ambientale strategica (Vas) così come previsto dall&#8217;Unione Europea secondo cui tutti gli stati membri si sarebbero dovuti adeguare entro il 2004. Terna non ha mai fornito idonea documentazione circa il cosiddetto «principio di precauzione» sull&#8217;elettromagnetismo ed ha impunemente violato l&#8217;obbligo, sancito dal piano Energetico della Regione Calabria, di «interramento dei cavi o tracciati alternati nel caso di attraversamento in aree antropizzate».</p>
<p>A causa dell&#8217;arroganza della multinazionale, i montaltesi sono così costretti a vivere a contatto con i cavi dell&#8217;alta tensione a 380 Kw. Nonostante studi scientifici testimonino che ad una distanza compresa tra i 4-500 metri da un elettrodotto si muoia facilmente di cancro e leucemia infantile. Gli effetti dell&#8217;elettromagnetismo si sono, peraltro, già manifestati sulla loro salute. Molti abitanti avvertono continui mal di testa e fastidiosi malesseri. «Perché &#8211; si chiedono &#8211; la nostra vita e la nostra salute non viene tutelata? Perché tanto silenzio e tanto disinteresse sul nostro dramma? Perché nessuno riesce a costringere la società Terna ad interrare i cavi e a spostarli sulle montagne?».</p>
<p>IL COMPLEANNO</p>
<p>A lungo hanno cercato di abbattere il &#8220;mostro&#8221;. Purtroppo le manifestazioni, i blocchi stradali e le raccolte di firme sono serviti a poco. Alla fine, ironici e per nulla rassegnati, gli abitanti di Montalto hanno deciso di festeggiarne il compleanno. Così ogni dodici mesi riempiono di striscioni la piazza centrale del paese per commemorare amaramente l&#8217;anniversario della costruzione dell&#8217;elettrodotto Laino-Rizziconi, il serpentone che taglia in due la Calabria e sorvola minaccioso tetti e teste. Giganteschi tralicci e robusti cavi metallici trasportano fuori dalla regione l&#8217;elettricità a 380kw. Secondo il Comitato Insieme per la salute nuocerebbe gravemente alla salute, provocando tumori e leucemie, soprattutto tra i bambini. Della vicenda si sta occupando anche la procura della repubblica di Cosenza. In base ad una perizia disposta dal tribunale, la distanza tra l&#8217;elettrodotto e le abitazioni non violerebbe i termini di legge.</p>
<p>Rimangono però tanti interrogativi sugli effetti dell&#8217;inquinamento elettromagnetico. Di fronte alle pressioni del comitato, di recente il comune ha commissionato un studio specifico che analizza gli effetti sulla salute delle persone. Le controdeduzioni, affidate al professor Maximilian Caligiuri, saranno rese pubbliche nelle prossime settimane. Se quest&#8217;ultima perizia confermerà sia le conclusioni a cui sono pervenuti diversi esperti negli ultimi anni sia le preoccupazioni dei medici riuniti in convegno nella primavera scorsa a Montalto, la procura non potrà che prenderne atto. E il compleanno dell&#8217;elettrodotto potrebbe trasformarsi in funerale.</p>
<p>In passato, gli abitanti delle località in cui sorgono i tralicci, hanno cercato di raggiungere un accordo con Terna. Si è tentato di ottenere l&#8217;interramento dei cavi o il loro trasferimento sulle colline della catena costiera, in una corsia lontana da centri abitati. Il bastone e la carota! Nella bozza di accordo, Terna proponeva, insieme alla variante di percorso, anche la costruzione in loco di un&#8217;enorme centrale elettrica di smistamento. In pochi mesi, con la caduta del governo Prodi, dell&#8217;accordo non si è parlato più.</p>
<p>Aldo Perri, portavoce del comitato, denuncia l&#8217;indifferenza dell&#8217;amministrazione provinciale e della Regione: «Ci aspettavamo un minimo di attenzione nei confronti della nostra richiesta d&#8217;aiuto. Abbiamo trovato solo indifferenza». Più cinica la disamina di Emanuele Lupo, attivista impegnato da anni nella mobilitazione: «Perché mai dovrebbero ascoltare le nostre richieste? È stata proprio la classe politica locale a farci questo regalo. In Calabria le multinazionali sanno benissimo che le risorse naturali e il territorio intero sono in svendita. Terna, come Veolia, Enel, Eni e Impregilo stanno realizzando investimenti pesanti. Ma a giudicare dai danni all&#8217;ambiente e dai livelli di disoccupazione e degrado con cui noi calabresi dobbiamo fare i conti, l&#8217;affare lo fanno solamente loro».</p>
<p>Con avviso pubblicato su la Repubblica, Terna nel 2008 rendeva noto di aver presentato istanza con relativo progetto al Ministero dello Sviluppo economico ed al Ministero dell&#8217; Ambiente al fine di ottenere l&#8217;autorizzazione alla costruzione di una variante che prevedeva il passaggio dei cavi in prossimità del crinale della montagna. Da due anni il dicastero di Stefania Prestigiacomo non emette il necessario decreto del Via. E i montaltesi continuano a vivere nell&#8217;incubo.</p>
<p style="text-align: right;">il manifesto, venerdì 5 novembre 2010</p>
<p style="text-align: right;">Claudio Dionesalvi, Silvio Messinetti</p>
<p style="text-align: left;">-</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Venerdì 19 c.m. alle ore 17,30 a Montalto ci sarà un consiglio comunale aperto sulla questione ELETTRODOTTO c/o la sede della CALAB (ne pressi del COMAC).</strong></p>
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		<title>Il TAR sospende la caccia in Calabria</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 22:55:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfs</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il TAR della Calabria, accogliendo la richiesta di sospensiva di numerose associazioni protezionistiche (ENPA, Lav, Legambiente, LIPU e WWF Italia) ha annullato il calendario venatorio, disponendo la sospensione immediata della caccia su tutto il territorio regionale. E&#8217; un qualcosa di veramente storico senza precedenti in Calabria! Viene cosi ripristinata la legalità violata dalla Giunta Regionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2010/11/2qa62w1.jpg"></a><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2010/11/beccaccia-parlante.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2164" title="beccaccia parlante" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2010/11/beccaccia-parlante-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il TAR della Calabria, accogliendo la richiesta di sospensiva di numerose associazioni protezionistiche (ENPA, Lav, Legambiente, LIPU e WWF Italia) ha <strong>annullato il calendario venatorio</strong>, disponendo la <a href="http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Catanzaro/Sezione%202/2010/201001039/Provvedimenti/201000774_05.XML" target="_blank"><strong>sospensione immediata</strong> della caccia</a> su tutto il territorio regionale.<br />
E&#8217; un qualcosa di <strong>veramente storico</strong> senza precedenti in Calabria!<br />
Viene cosi ripristinata la legalità violata dalla <strong>Giunta Regionale</strong> della Calabria che la scorsa estate aveva adottato un calendario venatorio viziato da <strong>numerosi elementi di illegittimità</strong>. Il suddetto calendario venatorio non teneva in alcun conto le modificazioni normative introdotte dall&#8217;articolo 42 della legge comunitaria 2009 che prevedono nuove norme di tutela per gli uccelli selvatici e gli habitat naturali.<br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">Da oggi, 6 novembre dunque la caccia in Calabria è chiusa fino all&#8217;udienza di merito</span></strong>, che si svolgerà  nel prossimo mese di Aprile. La regione ha tutto il tempo per adeguare la normativa calabrese prevedendo, per la prossima stagione, un calendario venatorio che tuteli completamente le specie in stato di conservazione non buono e preveda il divieto assoluto di caccia nei periodi di migrazione e riproduzione, secondo quanto indicato dal documento dell&#8217;ISPRA, ritenuto dal Tribunale l&#8217;indicatore scientificamente attendibile.<br />
Non possiamo che esprimere piena soddisfazione per questa decisione perché una volta tanto la legalità hatrionfato sull&#8217;illegalità su un tema che ci sta particolarmente a cuore!</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2010%2F11%2F06%2Fil-tar-sospende-la-caccia-in-calabria%2F&amp;title=Il%20TAR%20sospende%20la%20caccia%20in%20Calabria" id="wpa2a_14"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Allagata la discarica di Pianopoli</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 22:48:59 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="253" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LJVRIaxyzOU?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="253" src="http://www.youtube.com/v/LJVRIaxyzOU?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
Le immagini descrivono cosa è accaduto questa mattina alla discarica di rifiuti speciali non pericolosi di Pianopoli dopo le piogge delle ultime ore. In particolare, all&#8217;inizio è ben visibile lo scarico che fuoriesce dalla discarica e che, passando in un terreno privato, sfocia in quello che è il greto del torrente Grotte utilizzato comunemente per il passaggio dei camion di rifiuti che confluiscono alla discarica. Alla fine del video si vede, infatti, un camion di rifiuti rimasto impantanato in quello che è l&#8217;alveo del torrente. Sul posto, questa mattina, anche i tecnici del Noe e dell&#8217;Arpacal ad effettuare rilievi. La discarica di rifiuti di Pianopoli è balzata agli onori delle cronache nazionali per ospitare i rifiuti provenienti dalla Campania.</p>
<p>lametino.it</p>
<p>maggiori informazioni su <a href="http://nodiscaricapianopoli.wordpress.com/">http://nodiscaricapianopoli.wordpress.com/</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2010%2F11%2F03%2Fallagata-discarica-pianopol%2F&amp;title=Allagata%20la%20discarica%20di%20Pianopoli" id="wpa2a_16"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>I rifiuti della Seteco alla discarica di Pianopoli</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 15:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I rifiuti della Seteco di Marcellinara saranno trasferiti presso la discarica di Pianopoli. Lo ha deciso il Dipartimento delle politiche dell’Ambiente della Regione Calabria, che ha pubblicato la procedura di gara per l’assegnazione dei lavori di rimozione, trasporto e smaltimento alla ditta appaltatrice. Come l’Url vi aveva anticipato lo scorso 23 agosto i rifiuti verranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I rifiuti della Seteco di Marcellinara saranno trasferiti presso la discarica di Pianopoli. Lo ha deciso il Dipartimento delle politiche dell’Ambiente della Regione Calabria, che ha pubblicato la procedura di gara per l’assegnazione dei lavori di rimozione, trasporto e smaltimento alla ditta appaltatrice. Come l’Url vi aveva anticipato lo scorso 23 agosto i rifiuti verranno conferiti, dunque, presso lo stabilimento di proprietà della Daneco. Questa la notizia sulla bonifica, ma c’è un enigma in questa operazione. I rifiuti. Sono “non pericolosi”, la discarica di Pianopoli non ne smaltisce di altra tipologia. I codici identificativi CER (codice europeo del rifiuto, secondo la normativa europea) del materiale ivi presente, riconosciuti dall’Arpacal, Agenzia regionale di protezione ambientale della Calabria, riferiscono il C.E.R.: 19.07.03 – percolato di discarica; il C.E.R.: 19.05.03 – compost fuori specifica; e il C.E.R.: 19.05.02 – parte di rifiuti animali e vegetali non compostata. Gli ultimi due, circa 7mila metri cubi, saranno traslati presso la Daneco. Il primo, il percolato, il più tossico, circa 200 mc, invece, presso “una destinazione finale individuata dall’appaltatore”, informa il Capitolato d’oneri. La contraddizione è che, da un lato, sono stati classificati dall’Agenzia quali “non pericolosi”, nello stesso tempo, però, sono anche inquinanti e dannosi per la salute pubblica. Lo considera la delibera del Dipartimento regionale e tutti gli atti della procedura di gara. Nella migliore delle ipotesi la Seteco cambierà nome e città. Daneco e Pianopoli, anziché Marcellinara. E nemmeno di molto, sono solo cinque i chilometri, infatti, che separano i due siti. Costo dell’operazione: 710mila euro con il criterio del prezzo più basso. L’Emergenza ambientale si supera così. Il commissario delegato “ha fornito anche precisazioni relative all’applicazione della tariffa per lo smaltimento”, comunica il dirigente generale Bruno Gualtieri.<br />
Il piano di sicurezza e di coordinamento delle opere di bonifica, messo a punto dal Dipartimento, è per spiriti forti. Non è per tutti. Ma tranquilli! Non sono pericolosi. Il capitolo sette è minuzioso.<br />
“L’area di intervento fa presumere la concentrazione di gas/biogas aereo dispersi”, esordisce. “L&#8217;impresa appaltatrice dovrà mettere a disposizione e far utilizzare ai lavoratori del cantiere delle mascherine adeguate”, sembra il minimo, dato è che insopportabile anche dall’esterno. “Per eventuali lavori all&#8217;interno di pozzi/cisterne/vasche, essendo probabile la concentrazione di gas tossici/esplosivi, l&#8217;impresa appaltatrice dovrà procedere ad analisi strumentali atte a determinare il reale valore di concentrazione dei gas nei punti più sfavorevoli (sacche &#8211; intercapedini, ecc.)”. Il reale valore di concentrazione dei gas? Ma l’Arpacal non lo aveva già fatto?<br />
“I risultati delle analisi dovranno determinare la scelta delle misure di prevenzioni da adottare ovvero bonifica con areazione forzata e/o utilizzo di maschere antigas e/o divieto di utilizzo di attrezzature che possono essere fonti di innesco di esplosioni (ovvero che producono calore e scintille)”. Quindi, i lavoratori andranno prima alla cieca, faranno i prelievi, e poi, sulla base dei risultati, indosseranno i dispositivi individuali.<br />
“La presenza dei rifiuti non pericolosi (grassetto e corsivo miei, ndb) potrebbe potenzialmente apportare dei disturbi di tipo allergico nei lavoratori particolarmente esposti. Nelle aree di cantiere è probabile la presenza di rifiuti infiammabili e esalazioni di odori, quale prodotto della fermentazione dei rifiuti. Sarà inoltre probabile la presenza d’emergenze di percolato prodotte dalla lisciviazione dei rifiuti. Questo liquame è ricco di sostanze inquinanti, tossico per ingestione, con ripercussioni in seguito al contatto con la cute non definibili in senso assoluto in quanto variabili in funzione della quantità e qualità dei composti in soluzione, del soggetto o persona che si trova ad operare. Sembra che tali rischi siano di lieve entità così come dimostrato in alcune sperimentazioni riportate in letteratura (“Allergic and infection risks correlated with workplace enviroment”, M. Bondi, P. Messi e G. Fantuzzi – Atti del convegno Sardigna 99)”. Sembrano di lieve entità, ci sono gli scienziati che lo dimostrano, nella letteratura al riguardo.<br />
“È comunque necessario un controllo sanitario mirato all’individuazione e prevenzione delle comuni forme virali e allergiche che potrebbero essere presenti in un ambiente quale quello in esame”, giusto, appare doveroso dato il rischio. Che, tuttavia, secondo il Piano di sicurezza è medio perché “sui rifiuti si opera con mezzi meccanici”, perché “la salita e la discesa dai mezzi avviene in aree ove i rifiuti sono confinati, e, infine, perché “tutti gli addetti indossano calzature di sicurezza”. Inoltre, il rischio di contatto con percolati è medio perché “si opera in presenza di sistemi di raccolta a pavimento dello stesso”. Tra le disposizioni per ridurre al minimo il rischio per gli addetti al cantiere anche quella di “non fumare” e di, in caso di malore o contatti con presenza di sintomi sospetti, “trasportare l’infortunato al pronto soccorso”.<br />
La traslazione del mostro sarà effettuata tutti i giorni feriali, dalle ore 13 alle 19. Ad aggiudicazione effettuata, nei primi giorni del prossimo mese di novembre. Solo cinque i chilometri che separano la Seteco dalla Daneco. Ecologiche entrambe.</p>
<p>Fonte: emiliogrimaldi.blogspot.com</p>
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		<title>In ricordo di Nicola Zitara</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 10:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Asterix</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò” si associa al dolore della Calabria intera per la perdita di Nicola Zitara, fine intellettuale e studioso della nostra terra e sostenitore del separatismo rivoluzionario. E’ importante ricordare i cardini del suo pensiero, espresso lucidamente in una vita di impegno militante per il progresso della nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1919" href="http://www.difendiamolacalabria.org/2010/10/05/in-ricordo-di-nicola-zitara/zitara/"><img class="alignright size-full wp-image-1919" title="zitara" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2010/10/zitara.jpg" alt="" width="208" height="223" /></a>La Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò” si associa al dolore della Calabria intera per la perdita di Nicola Zitara, fine intellettuale e studioso della nostra terra e sostenitore del separatismo rivoluzionario. E’ importante ricordare i cardini del suo pensiero, espresso lucidamente in una vita di impegno militante per il progresso della nostra terra.<br />
L’unità d’Italia ha prodotto l’espoliazione dei beni del regno borbonico, che era economicamente in condizione più florida del Piemonte e della Lombardia, per le produzioni agricole e le esportazioni che vantava, nonché per il tessuto industriale già avviato, ancora inesistente al nord, programmata a tavolino dal governo piemontese, con conseguente spargimento di sangue di migliaia di contadini e abitanti calabresi sia durante la spedizione dei mille, con interi paesi bruciati e migliaia di fucilati e torturati, sia soprattutto durante il periodo del cosiddetto brigantaggio. Per due volte il governo piemontese dopo l’unità d’italia fu salvato dalla bancarotta attraverso una serie di operazioni economiche che portarono all’esproprio dell’oro contenuto nelle banche meridionali e di altri beni.<br />
La politica coloniale nei confronti del sud dura da centocinquanta anni e prosegue fino ad ora, costringendo a continui flussi migratori le popolazioni meridionali, senza che siano mai state aiutate le economie locali autoctone,specie quelle agricole, sempre a vantaggio delle produzioni toscopadane. Lo stato unitario ha costruito il consenso al sud attraverso la creazione di un sistema parassitario-clientelare semi-assistenzialistico, nel quale si è da tempo infiltrata la malavita mafiosa, all’interno del quale la classe dirigente meridionale, che Zitara definisce ”gli ascari”, partecipa alla gestione amministrativa priva di qualunque visione propulsiva regionale o locale, ma semplicemente asservita al potere statale.<br />
La prima verità storica, quindi che ricostruisce Zitara è che l’unificazione italiana e la politica nazionale hanno creato una questione meridionale, cioè due Italie di cui una colonizza l’altra. Tra l’altro nella cosiddetta politica europea, i governi italiani hanno sempre con molta attenzione evitato che gli aiuti all’agricoltura meridionale ed al sud arrivassero direttamente da Bruxelles, ma sempre prima li hanno per così dire “tutorizzati”, distraendone una parte, talvolta consistente, e guardando che gli incentivi non innescassero forti produzioni locali in grado di competere con il sistema economico tosco padano. Ciò a differenza di quanto è avvenuto in Spagna, in Germania orientale ed in altre situazioni regionali europee.<br />
Il dualismo Nord-Sud, rimane quindi una condizione strutturale, della politica italiana, oggi addirittura portato all’ennesima potenza dal cosiddetto federalismo sostenuto dalla lega, dietro al quale si cela il tentativo di una nuova grande operazione di rapina, paragonabile a quella che avvenne agli inizi dello stato unitario nel 1860. Il Sud ,invece, è stato lautamente utilizzato per le produzioni sporche delocalizzate dai governi centrali che hanno creato gravi problemi ambientali in varie aree meridionali, da Taranto a alla Sicilia, qui in Calabria abbiamo avuto il caso di Crotone.<br />
L’inizio dello sviluppo economico dello stato unitario italiano ha creato una accumulazione primitiva, cioè un corpus di capitale iniziale, costruendolo in una parte non irrilevante sull’espropriazione delle ricchezze del sud, non solo auree, ma anche terriere, artistiche. Il Sud oggi, pur avendo realtà localizzate che hanno avuto sviluppi interessanti, nel suo insieme non ha il capitale iniziale per uno sviluppo autonomo, qualunque sia la forma economica prescelta, tra l’altro non avendo una sua banca di riferimento. Questo è, in estrema sintesi il nucleo centrale del pensiero di Zitara, del quale di fatto occorre sottolineare pure un certo assetto di difesa dei quadri ambientali meridionali, così come sostiene il nostro movimento.<br />
Lo ricordiamo anche per l’amore per le produzioni e le bellezze della nostra terra, e per la raffinata conoscenza della società calabrese, così come l’ha espressa non solo nei suoi saggi politico-economici, ma anche in alcuni suoi notevoli scritti letterari. L’oscurantismo e l’ostracismo culturale di cui egli è stato vittima nel nostro paese, a destra come a sinistra, anche nel momento della sua morte, ignorata da tutta la stampa nazionale, non cancellano in noi il ricordo vivo e attuale e l’impegno a difendere la nostra terra.<br />
Noi lo salutiamo come uno dei più degni figli della terra calabrese e nelle nostre battaglie ambientaliste, cercheremo anche di portare avanti i suoi insegnamenti.</p>
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