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20 Marzo 2010 Manifestazione nazionale a Roma

Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa

Appello per la manifestazione Leggi…

Promozione e adesioni – Per aderire scrivere a segreteria@acquabenecomune.org

Il percorso del corteo e informazioni logistiche

Manifesti, volantini, flyers e banner

Spot radio

Rassegna stampa

Leggi l’appello di Padre Alex Zanotelli – Acqua: Hasta la victoria!

INFO BUS DALLA CALABRIA:
Reggio Calabria: csoacartella[@]ecn.org, 3312279540 (Peppe)
Catanzaro: dogi54[@]tele2.it, 3494479052 (Giovanni)
Cosenza: info[@]difendiamolacalabria.org, 327.6614542 (Oreste)
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Acqua pubblica: il Coordinamento Bruno Arcuri fa il punto

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Scarica il pacchetto “chiavi in mano” per la campagna Salva l’Acqua
Scarica la presentazione mostrata dall’ing. Giovanni Di Leo
Scarica la rassegna stampa sulla due giorni (work in progress)

Dopo i due incontri dell’11 e 12 gennaio “Acqua pubblica (ancora) si può” tenutisi ad Acri e Lamezia Terme, il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” tira le somme. Anzitutto sono da evidenziare le numerose adesioni formali all’iniziativa di Acri da parte dei sindaci della provincia cosentina (almeno una cinquantina, secondo l’assessore Aiello), i quali iniziano a muoversi concretamente, come mostra la delibera per l’acqua pubblica approvata pochissimi giorni fa nel capoluogo bruzio. È da sottolineare inoltre il legame rafforzato tra il Coordinamento e la CGIL nel condurre la battaglia per la ripubblicizzazione, e va rimarcato, come è stato mostrato con dati reali dai tecnici chiamati ad intervenire dal Coordinamento, che una gestione pubblica efficiente dell’acqua in Calabria non solo è possibile, ma in alcune sedi, prima che subentrasse la Sorical, era già realtà.

Non poche sono tuttavia le questioni aperte, ad iniziare dal fatto che sia l’Ass. Greco che l’Ass. Incarnato, anche se con toni diversi, ci hanno riferito che dall’abbraccio con la Veolia (il partner privato della Sorical) non ci si può divincolare. Ci sarebbero penali altissime (250 milioni secondo Greco). Eppure, se un contratto non è rispettato, quanto può costare rescinderlo? In questi primi cinque anni di gestione la Sorical era obbligata ad investire quasi 100 milioni di € negli Acquedotti Calabresi. Lo ha fatto? Questa domanda attende ancora una risposta chiara, così come quella relativa alle garanzie sul mutuo da 240 milioni di € con la banca irlandese Depfa Bank, che ci auguriamo siano tutte a carico del privato. È nostra intenzione inoltre approfondire la questione emersa riguardo agli aumenti tariffari ai comuni, superiori a quanto previsto dalle delibere CIPE.

Continueremo a lavorare per una gestione trasparente della risorsa acqua. Il contesto non è favorevole, perché le SpA che la gestiscono non agiscono nell’ambito del diritto pubblico, ed il contrario della parola “pubblico” è “segreto”, ancor prima che “privato”. La nostra prospettiva è però quella di riappropriarci dei beni comuni, per diventarne pienamente responsabili, come unica possibilità di riscatto per la nostra Regione.

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Acqua pubblica (ancora) si può

L’11 ed il 12 gennaio ad Acri e Lamezia Terme due iniziative per la ripubblicizzazione del servizio idrico

L’art. 15 del D.L. 135/09 –approvato definitivamente dalla Camera dei Deputati il 19 Novembre 2009– obbliga l’affidamento della gestione di tutti i servizi pubblici locali a rilevanza economica ad imprenditori o società private o, in alternativa, a società a partecipazione mista con capitale privato non inferiore al 40%. Tale provvedimento, che evidenzia irrevocabilmente la deriva privatizzatrice di questo Governo, coinvolge anche il servizio idrico, e punta a sottrarre ai cittadini ed alla sovranità dei Comuni l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo a partire dal 2011 agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.

Una vigorosa opposizione alla realizzazione di tale progetto è necessaria anzitutto per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come diritto universale non assoggettabile a logiche di mercato, ed in secondo luogo per le ripercussioni disastrose che la privatizzazione potrebbe generare sulla crescita delle tariffe. Infatti, mentre un ente pubblico non prevede alcun profitto e determina la tariffa rapportando le sole spese gestionali al quantitativo di acqua erogata ai comuni serviti, una società privata (o mista) prevede inevitabilmente la realizzazione di un utile dalla gestione del principale Bene Comune.

Questo secondo scenario ha già condotto ad esperienze molto negative in Italia (es. Latina, Arezzo) ed è quanto si sta verificando in Calabria con la Sorical, la società mista di sovrambito che gestisce il servizio di adduzione, cioè di distribuzione “all’ingrosso” dell’acqua. Il socio privato della Sorical è la francese Veolia, multinazionale leader nei servizi ambientali che, guarda caso, gestisce anche i rifiuti in Calabria (l’inceneritore di Gioia Tauro e varie discariche) ed il cui Presidente, guarda caso, è anche a capo dell’EDF, altro colosso francese protagonista nelle operazioni per “risuscitare” il nucleare in Italia. I vantaggi che i calabresi traggono dalla presenza della Veolia nella Sorical sono ignoti, soprattutto in termini di investimenti economici (si è a conoscenza solo di svariate anticipazioni di cassa concesse dalla Regione e dell’accensione di un mutuo di 240 milioni di euro con la Depfa Bank, istituto irlandese noto alle cronache per via del cosiddetto scandalo dei “derivati tossici”). Del resto il settore idrico, data la sua elevata intensità di capitale e i lunghi tempi di immobilizzo, è molto vulnerabile dal punto di vista finanziario, e si presta meglio ad essere sostenuto dal settore pubblico, che tra l’altro gode di un costo dell’indebitamento generalmente inferiore.

Nonostante il D.L. 135/09 sembri destinare la gestione dell’acqua nelle mani di soli imprenditori o società private, rimane ancora possibile dar vita ad una gestione pubblica del servizio idrico integrato, che può realizzarsi pienamente attraverso l’affidamento diretto ad un Ente di diritto pubblico, strumentale dell’Ente Locale (Consorzio tra Comuni, Azienda speciale, Azienda speciale consortile). La strada per arrivare a tale risultato passa attraverso l’inserimento negli Statuti Comunali di una specifica formulazione che definisca il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. Con tale operazione i Comuni, svincolandosi dall’Art. 15, hanno la potestà di decidere quale forma intendono adottare per la gestione del servizio idrico in quanto servizio privo di rilevanza economica e, quindi, scegliere di affidarlo direttamente ad un’Azienda speciale consortile da essi costituita.

La scelta dell’affidamento ad un’Azienda speciale consortile è quella realmente rispondente ad una gestione pubblica del servizio idrico, anche rispetto all’affidamento ad una S.p.A. “in house”. Questo sia perché, a seguito dell’approvazione del decreto 135/09, le gestioni affidate a società “in house” sono sostanzialmente destinate a cessare, sia soprattutto perché un’Azienda speciale si muove nell’ambito del diritto pubblico, assumendo come vincolo il pareggio di bilancio, e non la produzione di utili. Ciò ha ovviamente una notevole incidenza nella fissazione dell’andamento tariffario.

Il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” e la CGIL hanno organizzato due incontri per approfondire le tematiche della ripubblicizzazione del servizio idrico. Il primo appuntamento è fissato ad Acri, lunedì 11 gennaio alle 17,00 presso la Sala Consiliare di Palazzo Sanseverino, e vedrà tra gli altri la partecipazione dell’Assessore provinciale all’Ambiente Ferdinando Aiello e del missionario comboniano Alex Zanotelli. Nel secondo incontro, che si terrà martedì 12 gennaio alle 17,00 a Lamezia Terme presso il Teatro Umberto, sono previsti gli interventi tra gli altri degli Assessori Regionali Incarnato e Greco e di Marco Bersani, del Coordinamento Nazionale del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. Alle iniziative sono invitati a partecipare in particolar modo gli amministratori locali, cui sarà chiesto di sottoscrivere un manifesto comune per la salvaguardia dell’acqua pubblica in Calabria.

Siamo convinti che la ripubblicizzazione del servizio idrico non sia solo possibile, ma inevitabile. È avvenuta a Parigi, nella patria delle multinazionali dell’acqua, sta avvenendo in Puglia, nella regione che vede operare il più grande acquedotto italiano, avverrà anche in Calabria.

Cosenza, lì 08.01.10

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

Sergio Genco – Segretario Generale Regionale CGIL

 

 

 

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TANTI SI UN SOLO NO

Comunicato Stampa

Un corteo di circa 20000 manifestanti era riuscito a smentire il clima di tensione che da giorni si respirava ed a confermare che il 19 dicembre, come annunciato, sarebbe stata una giornata di festa.
A rendere questa festa un’occasione di lutto e rabbia è stato, invece, il decesso di Franco Nisticò, il quale subito dopo il suo intervenuto sul palco, in rappresentanza del Cordinamento per la SS106, si è accasciato sul palco a causa di un malore.
Dopo avere ripetutamente richiesto l’intervento di un’ambulanza, anche attraverso il microfono del palco e dopo i primi interventi di soccorso dei medici presenti tra i manifestanti, è giunto sul posto il camioncino sanitario della Polizia di Stato che è risultato però essere sfornito degli adeguati strumenti di soccorso per questa circostanza.
Dopo circa 20 minuti Franco è stato accompagnato dalla Polizia di Stato agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, mentre ci veniva assicurato che “aveva ancora il polso”.
A quel punto, in quanto organizzatori, abbiamo deciso di sospendere la manifestazione.
La sproporzione tra il massiccio dispiegamento delle forze dell’ordine e la scarsa e pericolosamente inadeguata presenza di presidi sanitari, si è rivelata fatale per il prosieguo della giornata, mettendo, a nostro parere, a rischio la stessa incolumità dei manifestanti.
Dopo un paio d’ore è giunta in piazza la drammatica notizia che tutti temevano.
La Rete No Ponte, che ha organizzato la giornata, esprime dolore e rabbia per quanto accaduto, assoluta vicinanza ai familiari di Franco e provvederà domani stesso a rendere noto come intende chiedere chiarezza su quanto di incomprensibile è avvenuto oggi a Villa san Giovanni.

Reggio Calabria, 19 dicembre 2009

Rete No Ponte
stampa@retenoponte.it

Per seguire la manifestazione in diretta e foto: http://calabria.indymedia.org

Oltre 150 organizzazioni aderenti, circa 50 artisti che hanno aderito al progetto “Artisti contro il Ponte”, Enti Locali, assemblee ed iniziative in preparazione e per la mobilitazione in tutta Italia.
Si aspetta così che arrivi la giornata del 19 dicembre a Villa San Giovanni.
Nell’attesa, ecco il programma:
ore 9,00 Piazza Valsesia, concentramento e microfono aperto alle organizzazioni aderenti, corteo lungo le vie di Villa e Cannitello. (Invitiamo le organizzazioni a contattarci in anticipo)
Il percorso sarà accompagnato dalla presenza di artisti di strada e stands.
ore 14,00 Chiesa di Porto Salvo di Cannitello, arrivo e inizio spettacoli: Un lungo pomeriggio, circa 8 ore di musica, teatro, spettacoli, proiezioni e artisti di strada per accompagnare la voce di quanti diranno “fermiamo i cantieri, lottiamo per le vere priorità”.
Gli spettacoli saranno alternati a messaggi e testimonianze delle “vere priorità”!
Per info: http://www.retenoponte.it/19dicembre2009

Per contribuire:

Gruppo bancario: CARIME
Intestatario: COMITATO PROM.INIZ.MANIF. NO PONTE 19/12/2009 VILLA S. GIOVANNI
Numero C/C: 000000000507
IBAN: IT97O0306716300000000000507

Per piccole donazioni (anche qualche euro)
PAYPAL (SI FA ONLINE)

Oppure dal tabaccaio o alle Poste:
Carta postepay N. 4023 6005 7330 3270
Titolare Speranza Pasquale – Rappresentante legale del Comitato

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Forum Regionale Ambientale delle Associazioni, Movimenti e Comitati: comunicato stampa

Basta con l’abbandono progressivo dell’intero territorio calabrese contaminato da ogni sorta di materiale tossico-nocivo e radioattivo. Basta con una politica della gestione dei rifiuti che si è ridotta esclusivamente a gestire  discariche disseminate per l’intera Calabria in attesa della loro saturazione. Basta ancora alla mercificazione dei beni comuni ed ad una progressiva cementificazione dei territori per realizzare opere spesso dispendiose e poco utili per un sviluppo reale delle Calabria.

Oltre duecento persone a rappresentare 80 associazioni sparse sul territorio calabrese si sono confrontate per l’intera giornata oggi a Lamezia Terme nei locali del centro Agroalimentare ed hanno rivendicato una reale attenzione sui tanti drammi che interessano la nostra regione. Ad iniziare dalle emergenze che caratterizzano la città di Crotone il cui territorio è stato letteralmente violentato nel corso degli anni. Una consapevolezza che ha già portato in piazza nella città pitagorica migliaia di cittadini  il 3 ottobre. E che ha spinto il Forum a formulare una richiesta ben precisa: “Dovrà essere lo Stato a pagare la bonifica”. Battaglie ambientali che sono state il cuore delle rivendicazioni che hanno portato il 24 ottobre ad Amantea oltre 30 mila persone giunte da tutta la Calabria. Per questo il Forum ha deciso di promuovere nuove iniziative per tenere alta l’attenzione sulle problematiche ambientali.

Tra tutte la stesura di un libro bianco sui danni arrecati ai territori ed ai cittadini calabresi e l’istituzione di un coordinamento permanete tra tutti i movimenti impegnati nella difesa della Calabria. “Vi è la necessità – hanno dichiarato gli organizzatori – di acquisire per avviare poi una piattaforma rivendicativa consapevole quante più informazioni possibili sulle problematiche ambientali legate ai territori interessati dalla contaminazione di rifiuti tossico-nocivi e radioattivi. Per questo occorre dotarsi fin da subito di tutti gli strumenti necessari ad approfondire indagini ambientali, epidemiologiche e  tossicologiche. Ma non solo. Occorre anche verificare le eventuali responsabilità civili, penali politiche ed amministrative per i disastrosi danni arrecati alla Calabria e alla salute dei suoi cittadini”. Sul tema della gestione delle risorse naturali a partire dall’acqua il Forum delle associazioni ha ribadito “la necessità di mantenere la gestione pubblica e renderla partecipata. “Obiettivo ancora possibile – sostengono i partecipanti al Forum – se, all’interno dei propri statuti, i Consigli comunali dichiarano che l’acqua è un diritto umano inalienabile ed un bene privo di rilevanza economica”. Sulla nave dei veleni la posizione resta netta. “Non ci convincono affatto – dichiarano – le rassicurazioni offerte dal Governo che servono solo a diminuire l’attenzione su una questione che è reale e che interessa non solo la Calabria. Per questo sono stati già avviati contatti con altre realtà territoriali anche internazionali che registrano lo stesso dramma”. Il no al ponte sullo stretto di Messina, resta tra le battaglie principali del Forum che verrà ribadito con la partecipazione massiccia alla manifestazione del 19 dicembre prossimo a Villa San Giovanni. “Il nostro impegno – affermano a questo proposito – resta pieno nel difendere ad oltranza tutti i beni comuni del nostro territorio ad iniziare dall’area dello stretto che verrebbe devastata con la realizzazione del ponte”.

Lamezia Terme, 6 dicembre 2009

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