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	<title>Difendiamo La Calabria &#187; energia</title>
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		<title>Centrale del Mercure: comunicato stampa dopo seconda interrogazione on Napoli</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 13:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
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		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Centrale del Mercure]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">1</p> <p style="text-align: left;">Il nuovo intervento dell’on. Angela Napoli, su inquietanti aspetti legati al comportamento dell’Enel nella vicenda della Centrale del Mercure, danno conforto e ulteriore coraggio alle popolazioni della Valle che, insieme al Forum “Stefano Gioia,”ormai da circa dieci anni lottano in difesa dei loro diritti e dei loro interessi. Dall’occupazione, alla salute, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 224px"><img title="1" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/08/centrale_parco.jpg" alt="1" width="214" height="261" /><p class="wp-caption-text">1</p></div>
<p style="text-align: left;">Il nuovo intervento dell’on. Angela Napoli, su inquietanti aspetti legati al comportamento dell’Enel nella vicenda della Centrale del Mercure, danno conforto e ulteriore coraggio alle popolazioni della Valle che, insieme al Forum “Stefano Gioia,”ormai da circa dieci anni lottano in difesa dei loro diritti e dei loro interessi. Dall’occupazione, alla salute, dallo sviluppo al progresso economico e sociale. L’on.Napoli è a tutti nota e da tutti unanimemente stimata per le sue battaglie in difesa della legalità e della giustizia. E per la sua strenua opposizione ai fenomeni di criminalità organizzata che cercano di spadroneggiare, troppo spesso riuscendoci, sul territorio calabrese.<br />
Il patetico tentativo di Enel che tramite il Comitato-fantoccio del Si cerca di intorbidire le acque e di confonderle, spostando la discussione su piani diversi da quello, fondamentale e gravissimo, su cui l’on. Napoli lo ha posto, sono destinati ad un miserabile fallimento.<span id="more-7006"></span><br />
Anziché continuare spudoratamente a sproloquiare per interposta persona, Enel  farebbe bene<br />
a dare quelle risposte che le domande contenute nell’interrogazione pretendono!<br />
E’ vero o non è vero che è fin dal 1987 che Enel ha i dati relativi alla situazione climatica –fondamentale per valutare i rischi per la salute delle popolazioni residenti- della Valle del Mercure, ottenuti tramite uno studio finanziato dalla stessa Enel? E’ vero o non è vero che i dati relativi proprio alla situazione climatica, inseriti negli studi ambientali presentati da Enel per ottenere le autorizzazioni per l’attuale progetto, contengono invece dati relativi all’area di Latronico, diversa e distante da quella del Mercure? E’ vero o non è vero che lo studio del 1987 evidenzia anche l’insostenibilità della rete viaria –rimasta nel frattempo immutata, anzi addirittura peggiorata- a sostenere un traffico veicolare pesante delle proporzioni previste per alimentare la centrale? E poi, perché della relazione del 1987 non se n’è mai saputo nulla? Forse perché contiene dati che avrebbero impedito, anche al più benevolo dei valutatori, di dare un qualsiasi parere favorevole al folle e impossibile progetto dell’Enel? Ovviamente non ci attendiamo risposte, almeno non da parte dell’Enel. Speriamo invece che Enti, Istituzioni e soprattutto gli Organi di legge preposti valutino, assieme ai Ministri interpellati, l’impressionante serie di inquietanti domande che l’on. Angela Napoli ha coraggiosamente sollevato per chiudere definitivamente una torbida vicenda che mai sarebbe dovuta neanche iniziare.<br />
21 dicembre 2011</p>
<p style="text-align: right;"><em>Forum “Stefano Gioia”</em><br />
<em> delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani</em><br />
<em> per la tutela della legalità e del territorio</em></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Segue Interrograzione<em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Interrogazione a risposta scritta<br />
Al Ministro dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministro dello Sviluppo Economico;</p>
<p>Per sapere – Premesso che:</p>
<p>- nell’ottobre 2010 l’Enel ha ottenuto dalla regione Calabria l’autorizzazione per il progetto di riattivazione, con conversione a biomasse, della centrale del Mercure, impianto costruito negli anni &#8217;60 nel territorio del comune di Laino Borgo (CS), completamente inattivo da oltre 12 anni;<br />
- avverso tale improvvido provvedimento hanno avanzato autonomi ricorsi presso il TAR di Catanzaro la Regione Basilicata, l’Ente Parco Nazionale del Pollino, i comuni di Rotonda (PZ) e Viggianello (PZ), nonché l’Associazione ambientalista WWF, mentre l’Associazione Italia Nostra ha presentato un ulteriore ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, a significare l’avversione al progetto, negativo sotto ogni punto di vista, compreso quello economico-occupazionale, testimoniato anche dalle imponenti manifestazioni popolari che hanno mobilitato migliaia di persone, per difendere i propri diritti ed interessi e a tutela di una delle aree protette tra le più belle d’Italia;<br />
- la centrale  è, infatti, ubicata all’interno di un’area doppiamente protetta a livello nazionale e comunitario (Parco Nazionale del Pollino e Zona di Protezione Speciale –ZPS- Pollino e Orsomarso -IT 9310903);<br />
- la potenza elettrica prevista per la centrale del Mercure è di 41Mwe, che ne farebbe una delle centrali del genere più grandi d’Europa; la biomassa necessaria ad alimentarla è nell’ordine delle 400-500.000 tonn/anno, da trasportare, per impervie strade di montagna ,già ora insufficienti per il normale traffico veicolare, con circa 150 grossi TIR che quotidianamente dovrebbero transitare su tale rete viaria, all’interno dell’area protetta;<br />
- le emissioni di questo enorme ed insostenibile traffico veicolare andrebbero ad assommarsi all’impatto inquinante determinato dalla combustione della biomassa (emissione di particolato, metalli pesanti, diossine ed altri composti tossico-nocivi) e dai vari scarichi della centrale, il tutto con grave nocumento per l’ambiente protetto del Parco del Pollino, la sua biodiversità, le specie vegetali ed animali protette, tra tutte la lontra, animale protetto da norme internazionali perché in via di estinzione e per questo obiettivo specifico anche di un progetto di tutela del Ministero dell&#8217;Ambiente;</p>
<p>- ai rischi per l’ambiente e le specie protette, animali e vegetali, presenti nell’area, vanno aggiunti quelli, assolutamente inaccettabili, anche per la salute delle popolazioni residenti, legati alle emissioni aeree e al loro persistere all’interno della Valle del Mercure, dotata di scarsa ventilazione e caratterizzata, con elevata frequenza, dal fenomeno atmosferico dell’inversione termica che provoca un ulteriore ristagno d’aria, e dunque degli inquinanti, a livello del suolo, agendo, in pratica, come fattore moltiplicativo dei rischi per la salute da inalazione di inquinanti per la popolazione che nella Valle del Mercure vive e risiede;<br />
- per ottenere una positiva Valutazione di Incidenza (VI) per il progetto, l’Enel ha presentato, ai competenti Uffici di Calabria e Basilicata, uno Studio di Impatto Ambientale (SIA) che comprende anche una valutazione dell’impatto dell’opera sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni residenti;</p>
<p>- un aspetto nodale di tale documentazione riguarda il microclima della valle del Mercure, fattore ovviamente condizionante della persistenza e della propagazione degli inquinanti (tra i quali particolato fine e ultrafine, NOx, SOx, diossine) emessi dalla centrale in caso di una sua riattivazione;</p>
<p>- per valutare questo aspetto, l’Enel, anziché effettuare studi e  misurazioni delle condizioni climatiche della Valle del Mercure, le mutua da una valle diversa e distante oltre 10 chilometri da quella del Mercure, assumendone come analoghe le caratteristiche;</p>
<p>- recentemente è stato reso noto dai mezzi di informazione che l’Enel aveva, in realtà, a disposizione uno studio specifico sulla valle del Mercure, finalizzato alla possibilità di convertire la centrale da olio combustibile a carbone, fin dal 1987; studio da essa stessa finanziato e commissionato dall’Amministrazione dell’epoca di Laino Borgo. In tale studio, prescindendo dal motivo per cui fu eseguito, irrilevante ai fini di quello che di seguito si evidenzia, viene bene dettagliata la situazione microclimatica della Valle del Mercure, in cui viene messo in evidenza proprio il fenomeno dell’inversione termica e viene altresì evidenziato il regime dei venti prevalenti nella Valle del Mercure, sostanzialmente dissimile, perché sensibilmente più debole, da quello vigente nella Valle di Latronico;</p>
<p>- che nello studio del 1987 viene pure sottolineata l’impossibilità per la rete viaria, che dall’epoca non risulta abbia subito significativi rifacimenti, a sostenere il carico di camion previsto per trasportare il combustibile al sito della centrale, tanto che viene avanzata la richiesta/necessità della costruzione di una ulteriore arteria stradale dedicata;</p>
<p>- che, oltre che le condizioni climatiche, anche l’aumento del traffico veicolare previsto nella relazione del 1987 è assimilabile a quello che si determinerebbe con la riattivazione della centrale alla luce dell’attuale progetto di riconversione della centrale;</p>
<p>- che, dunque, alcune tra le più gravi preoccupazioni da anni avanzate da più parti, nei confronti dell’attuale progetto di riconversione della centrale del Mercure, trovano puntuale conferma nella relazione del 1987, finanziata proprio dall’ Enel:</p>
<p>- quali iniziative, ove quanto divulgato dai mezzi di informazione sull’esistenza di uno studio sulla Valle del Mercure fosse fondato, i Ministri interessati intendano prendere per chiarire per quali motivi l’Enel abbia fatto ricorso nello Studio di Impatto Ambientale (SIA), presentato ai competenti Uffici della Regione Calabria e Basilicata e fondamentale per l’iter autorizzativo, a dati microclimatici di una valle diversa da quella del Mercure, pur disponendo di quelli relativi a quest’ultima, ancorché in evidente contrasto con le tesi proposte dall’Enel nello Studio di Impatto Ambientale;<br />
- quali ulteriori iniziative si intendano adottare per impedire i gravi rischi per la salute che le popolazioni dell’area subirebbero a motivo delle condizioni microclimatiche che caratterizzano la Valle del Mercure, qualora la centrale dell’Enel venisse riattivata, per come si può dedurre anche dalla relazione commissionata nella seconda metà degli anni “80 dall’Amministrazione di Laino Borgo e finanziata da Enel;<br />
- quali interventi i Ministri interessati intendano assumere per impedire che tali rischi derivanti dalle emissioni della centrale vengano viepiù aumentati dall’inquinamento prodotto dall’imponente traffico veicolare previsto per il trasporto di biomassa all’interno dell’area protetta del Parco del Pollino, situazione che creerebbe, inoltre, una insostenibile congestione della viabilità interna ed autostradale, rischio pur esso segnalato nello studio finanziato dall’Enel nel 1987;<br />
- se, tutto considerato, non sia il caso di porre in essere una immediata moratoria del progetto dell’Enel per eseguire i necessari approfondimenti a tutela della salute delle popolazioni della Valle del Mercure e dei loro legittimi diritti ed interessi.<br />
On. Angela NAPOLI</p>
<p>Roma, 20 dicembre 2011</p>
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		<title>Centrale del Mercure. Comune di Laino, Enel e gli &#8220;scenziati&#8221; rifiutano il confronto</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 02:39:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E’ ormai chiaro che l’Enel, trovandosi scoperto di fronte alla verità dei fatti sulla centrale del Mercure, si sottrae al confronto politico e sociale per non ammettere l’inconcludenza, la contraddittorietà e l’inadeguatezza delle proprie tesi e dei dati tecnici proposti per avallare l’azione di business che tenta in tutti i modi di “uccidere” i territori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/09/parco-pollino-mercure-centrale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5811" title="parco pollino mercure centrale" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/09/parco-pollino-mercure-centrale-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a>E’ ormai chiaro che l’Enel, trovandosi scoperto di fronte alla verità dei fatti sulla centrale del Mercure, si sottrae al confronto politico e sociale per non ammettere l’inconcludenza, la contraddittorietà e l’inadeguatezza delle proprie tesi e dei dati tecnici proposti per avallare l’azione di business che tenta in tutti i modi di “uccidere” i territori nei quali si vuole penetrare: la Valle del Mercure, in pieno Parco Nazionale del Pollino. Solo così, alla luce dell’affollatissimo Incontro-dibattito, ospitato presso il centro Nuovi Orizzonti di Laino Borgo e organizzato dall’Associazione L.A.S.T.A.(Laino per Aria Salute Territorio Acqua) – si può spiegare il rifiuto al confronto del Sindaco di Laino Borgo e dei tecnici che, per conto del Comune e pagati da Enel, hanno redatto la relazione pro Centrale. Relazione smontata punto per punto dalle 30 pagine redatte invece dalla commissione multidisciplinare che ha valutato il tutto e che conferma come i dati dell’Enel siano inadeguati, contraddittori e inconcludenti rispetto al merito delle questioni. Ma c’è di più.<span id="more-6559"></span> Il Forum “Stefano Gioia” ha scoperto una relazione, sempre commissionata dal comune di Laino Borgo e pagata da Enel, redatta da esperti nazionali addirittura nel 1987 (gli anni in cui Enel voleva riconvertire la centrale di Laino a carbone) in cui i tecnici di parte Enel avevano evidenziato come la scelta di far ripartire il sito del Mercure avrebbe, come da tempo dicono tutti coloro che vogliono il bene del territorio e della salute delle popolazioni che lo abitano, sprigionato nell’aria sostanze tossiche e cancerogene che avrebbero condizionato la vita della Valle del Mercure. Così come che il traffico veicolare fosse impossibile da  sostenere da parte dell’attuale rete viaria è detto a chiare lettere fin da allora. Ci chiediamo allora come mai il comune di Laino Borgo ed Enel non abbiano mai tirato fuori dal cassetto questi dati che, incontrovertibilmente, sostengono le tesi che da anni annunciamo e denunciamo in tutte le sedi istituzionali e pubbliche. E come è possibile che Enel abbia ottenuto autorizzazione presentando dati microclimatici riferiti ad una Valle diversa e distante –quella di Latronico- da quella del Mercure,pur avendo a disposizione le rilevazioni su quest’ultima. La verità dà ragione a chi, come noi, da tempo e per il solo ed esclusivo bene delle popolazioni, della loro salute, della salvaguardia del lavoro di questa gente, difende il territorio dalle aggressioni affaristiche  dell’Enel e dei suoi spalleggiatori a livello istituzionale. Per questo, convinti e sostenuti anche dai dati tecnici, continueremo a denunciare l’aggressione di Enel a questo territorio ribadendo in tutte le sedi democratiche che le nostre perplessità e i nostri rilievi non sono frutto di visioni ambientalistiche, ma una certezza che i tecnici anche di parte Enel già molti anni fa avevano sottolineato a chi della Valle voleva fare banco di predominio e non di bene comune.</p>
<p style="text-align: right;">Forum”Stefano Gioia” delle Associazioni e Comitati per la tutela della legalità e del territorio</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F11%2F18%2Fcentrale-del-mercure-comune-di-laino-enel-e-gli-scenziati-rifiutano-il-confronto%2F&amp;title=Centrale%20del%20Mercure.%20Comune%20di%20Laino%2C%20Enel%20e%20gli%20%26%238220%3Bscenziati%26%238221%3B%20rifiutano%20il%20confronto" id="wpa2a_4"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Resoconto assemblea di Maida</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 13:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le realtà ambientaliste catanzaresi si sono incontrati a Maida lo scorso venerdì in vista dell’importante manifestazione regionale del 12 novembre per chiedere a gran voce LA FINE del commissariamento all’emergenza rifiuti. La manifestazione si terrà a Crotone, città simbolo della devastazione e dei disastri ambientali: mega discariche, la vergognosa vicenda della Pertusola, trivellazioni dell’ENI, Centrali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Le realtà ambientaliste catanzaresi si sono  incontrati a Maida lo  scorso venerdì in vista dell’importante  manifestazione regionale del 12  novembre per chiedere a gran voce LA  FINE del commissariamento  all’emergenza rifiuti.<br />
La manifestazione  si terrà a Crotone, città simbolo della devastazione e  dei disastri  ambientali: mega discariche, la vergognosa vicenda della  Pertusola,  trivellazioni dell’ENI, Centrali a Biomasse di Cutro, ecc…).<br />
Il  corteo attraverserà i tanti luoghi del crotonese dove, in questi  anni,  si sono perpetrati i peggiori crimini contro l’ambiente e la  salute dei  cittadini. <span id="more-6317"></span><br />
L’evento di Crotone chiude un importante ciclo di  iniziative di lotta e  di mobilitazione avviate con la campagna MO  BASTA!   lanciata in  occasione dei referendum su acqua e nucleare.<br />
L’assemblea provinciale ha visto la partecipazione di numerose   associazioni e comitati ambientalisti che in questi anni hanno condotto   vertenze in difesa del territorio e dei beni comuni: centrale a  turbogas  di Maida, discarica di Pianopoli ed Alli, eolico selvaggio,  depurazione  ed inquinamento marino, privatizzazione del servizio idrico  integrato e  biomasse, questi sono stati  principalmente le vertenza  sulle quali i  vari comitati presenti si sono confrontati proponendo  forme sinergiche  di collaborazione e sostegno alle lotte.</div>
<div>Centrale nel dibattito è stata la richiesta unanime  della fine del   commissariamento all’emergenza rifiuti, pur consapevoli  che la chiusura   dell’ufficio del commissario non porta via con se  l’emergenza  rifiuti,  gli interessi del notabilato calabrese e della  ‘ndrangheta,  ma  certamente sarà un primo passo per ricondurre nei  civici consessi  la  discussione e soprattutto le responsabilità  politiche.</div>
<div>La necessità di una gestione pubblica e partecipata del ciclo dei   rifiuti  diventa prioritaria per allontanarne l’onta della ‘ndrangheta e   dei  tanti speculatori che in questi anni hanno fatto le proprie fortune    con discariche ed inceneritori. Tutto ciò non può che partire dalla   fine  del regime commissariale (ormai inutilmente in piedi  da oltre 14   anni)  ed il  simultaneo avvio della raccolta differenziata porta a   porta  inserita in un programma più vasto di rifuti zero.</div>
<div>Essere  presenti a Crotone il 12 Novembre, diventa pertanto un occasione    importante per rivendicare con forza e chiarezza la Fine del    Commissariamento all’Emergenza Rifiuti in Calabria e riprenderci il    nostro territorio divenuto negl’anni terra di facili conquiste.</div>
<p><strong>TORNIAMO A DECIRE NOI<br />
IL 12 NOVEMBRE TUTTI A CROTONE!</strong></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F11%2F05%2Fresoconto-assemblea-di-maida%2F&amp;title=Resoconto%20assemblea%20di%20Maida" id="wpa2a_6"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>29 OTTOBRE 2011 GIORNATA NAZIONALE NO CARBONE-Presidio a Saline Joniche</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/10/25/29-ottobre-2011-giornata-nazionale-no-carbone-presidio-a-saline-joniche/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 11:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
				<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[no carbone]]></category>
		<category><![CDATA[Saline Joniche]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il movimento No al Carbone calabrese aderisce, con un presidio a Saline Joniche (RC), alla “Giornata di mobilitazione nazionale contro il Carbone” indetta per il 29 ottobre prossimo ad Adria, nei pressi della centrale Enel di Porto Tolle, situata nel Delta del Po. Contemporaneamente alla manifestazione nel polesine, verranno organizzati dei presidi nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-6121" href="http://www.difendiamolacalabria.org/2011/10/25/29-ottobre-2011-giornata-nazionale-no-carbone-presidio-a-saline-joniche/saline2910_web/"><img class="alignright size-full wp-image-6121" title="saline2910_web" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/10/saline2910_web.jpg" alt="" width="259" height="364" /></a>Il movimento No al Carbone calabrese aderisce, con un presidio a Saline Joniche (RC), alla “Giornata di mobilitazione nazionale contro il Carbone” indetta per il 29 ottobre prossimo ad Adria, nei pressi della centrale Enel di Porto Tolle, situata nel Delta del Po.<br />
Contemporaneamente alla manifestazione nel polesine, verranno organizzati dei presidi nei pressi delle centrali a carbone italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">L’appuntamento è davanti ai cancelli della ex SIPI, discesa porto di Saline, alle ore 9.30.</p>
<p style="text-align: justify;">A Rossano (Cs), Enel vorrebbe convertire a carbone la Centrale Termoelettrica di contrada Sant’Irene, a Saline Joniche la SEI S.p.A., una società privata, vuole costruirne una della potenza di 1320 MWe per un investimento di oltre un miliardo di euro. Tale investimento rappresenterebbe una follia e un paradosso soprattutto per la Calabria: una regione che esporta energia per una quota del 50% rispetto alla produzione e che ha deciso di puntare sulle rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6049"></span><br />
Sebbene l’uso del carbone sia assolutamente vietato dal piano energetico  regionale, la SEI, Saline Energie Ioniche S.p.A, vuole imporre il suo  scellerato progetto, irrispettosa del parere contrario di Regione,  Provincia, Comuni e della maggioranza dei cittadini.<br />
Cambia la multinazionale, ma il copione utilizzato da nord a sud dello  stivale è sempre lo stesso: ricatto occupazionale, false promesse,  tentativo di far passare la centrale come un’isola felice.</p>
<p style="text-align: justify;">La reale strategia di questa società, di cui la svizzera Repower è azionista di maggioranza, si è palesata negli ultimi mesi attraverso discutibili movimenti di denaro e bugie volte a screditare chi ogni giorno combatte per la difesa della salute e del territorio, nel vano tentativo di influenzare l’opinione pubblica e accaparrare consensi.<br />
Le innovazioni tecnologiche che permetterebbero, secondo SEI, di aumentare l’efficienza e ridurre la quantità di emissioni nell’aria non offrono nessuna rassicurazione su quelli che saranno i danni all’ambiente e alla salute. Sono solo slogan, propagandati attraverso manifesti e video dagli effetti speciali, smentiti dai dati medici e scientifici.<br />
L’Agenzia Europea per l’Ambiente scrive, nel report n° 2/2007 pag. 9, “…per il particolato non è stato identificato nessun livello di sicurezza…”, questo vuol dire che sostenere che le emissioni di particolato sono al di sotto dei limiti di legge non dà nessuna garanzia, perché non esiste un quantitativo “sicuro” di particolato che può essere emesso nell&#8217;aria.<br />
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le centrali a carbone sono una delle cause principali dell’emissione delle polveri sottili che ogni anno causano la morte di 2 milioni di persone! Ogni anno, solo in Cina, muoiono 6000 minatori, costretti dalla fame e dalla povertà a rinunciare al loro diritto alla salute e a pagare il loro lavoro ad un prezzo altissimo, la loro vita.<br />
La SEI afferma che il carbone è il combustibile più economico, palesando così il proprio disprezzo per la vita umana, il carbone “costa poco”, ma le centinaia di migliaia di vite umane che ogni anno si spengono non hanno nessun valore?<br />
La centrale a Saline, se realizzata, sarebbe devastante: fonte di malattie e d’inquinamento. Porterebbe solo utili nelle casse delle aziende. La gente l’ha capito.<br />
NOI non vogliamo partecipare a questa mattanza, né vogliamo essere le prossime vittime sacrificate per consentire a queste lobby di arricchirsi!<br />
DIRE SI ALLA CENTRALE A CARBONE VUOL DIRE SI A TUTTO QUESTO, VUOL DIRE AVERE LA RESPONSABILITA’ DI OGNI SINGOLA VITTIMA CAUSATA DAL CARBONE.<br />
A FRONTE DEI 140 POSTI DI LAVORO CHE LA SEI S.p.A. CREEREBBE, QUANTI SE NE PERDEREBBERO?<br />
IL TURISMO, L’AGRICOLTURA , LA PESCA E I PRODOTTI PECULIARI DELLA NOSTRA TERRA COME IL BERGAMOTTO, CHE DANNO LAVORO A MIGLIAIA DI PERSONE, SAREBBERO IRRIMEDIABILMENETE COMPROMESSI.<br />
CHI VERREBBE IN VACANZA IN UN POSTO INQUINATO DA UNA CENTRALE A CARBONE?<br />
CHI COMPREREBBE ALIMENTI INQUINATI DAI VELENI CHE FUORIESCONO DALLE CIMINIERE DELLA CENTRALE?<br />
Ci opponiamo al progetto SEI, perché il suo accoglimento sarebbe la peggiore risposta alle esigenze del territorio, che dopo anni di beffe e di politiche dissennate aspira a un cambiamento di scenario, di cui esistono già alcuni segni precisi.<br />
Diciamo no alla devastazione di uno dei tratti più suggestivi della costa jonica e del paesaggio dell’Italia Meridionale, a forte vocazione turistica, dove esistono diverse aree dichiarate dall&#8217;Unione Europea a protezione speciale o siti d&#8217;interesse comunitario.<br />
Siamo contrari perché rivendichiamo il diritto di scegliere noi, non altri contro di noi, il nostro futuro.</p>
<p><em>Coordinamento Associazioni Area Grecanica</em><br />
<a href="www.nocarbonesaline.it">www.nocarbonesaline.it</a><br />
info@nocarbonesaline.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Centrale del Mercure: Ricorso all&#8217;UE</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 08:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
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		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Centrale del Mercure]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> E’ falso che l’Unione Europea abbia dato l’autorizzazione alla centrale del Mercure. L’Enel che, come al solito, per non assumersi responsabilità, continua a parlare per interposta persona, cerca di “vendere” per realtà quelle che sono invece solo pie illusioni. Mostri le carte, l’”energia che ascolta solo i propri interessi”, se quello che afferma è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2009/08/centrale_parco.jpg" alt="" width="233" height="283" /> E’ falso che l’Unione Europea abbia dato l’autorizzazione alla centrale del Mercure. L’Enel che, come al solito, per non assumersi responsabilità, continua a parlare per interposta persona, cerca di “vendere” per realtà quelle che sono invece solo pie illusioni. Mostri le carte, l’”energia che ascolta solo i propri interessi”, se quello che afferma è vero! La verità è un’altra, e parla di un progetto, quello relativo alla centrale del Mercure, che impatterebbe in maniera disastrosa sull’ambiente unico e protetto del Parco del Pollino che, non dimentichiamolo, è anche Zona di Protezione Speciale (ZPS) di interesse comunitario. <span id="more-5893"></span>Ma non solo; infatti, a quelli ambientali si aggiungerebbero i danni all’occupazione – i dipendenti Enel sarebbero trasferiti da altre centrali, pochissimi i posti nell’indotto e per di più già appaltati a ditte non locali-, alla salute (emissioni di dannosissime nanopolveri), alla sicurezza sociale, come le intimidazioni e le aggressioni subìte dai rappresentanti del Forum lasciano chiaramente presagire. All’Unione Europea sta per essere invece consegnato un ricorso contro l’Enel, in cui vengono denunciate le gravi violazioni contenute nel progetto che vorrebbe bruciare una quantità enorme di biomasse, di incerta provenienza, veicolate da un numero spropositato di camion, con un traffico che diverrebbe semplicemente insostenibile per la rete viaria stradale e autostradale. Il tutto in un’aria protetta di altissimo pregio che ne avrebbe danni irreparabili! E ricordiamo che una infrazione alle norme comunitarie non è certo una semplice censura morale, ma comporta una revisione dei finanziamenti europei, oltre a pesanti sanzioni pecuniarie -di milioni e milioni di euro-, che l’Italia, cioè noi cittadini, dovrebbe pagare per colpa della rapacità dell’Enel.<br />
26 settembre 2011</p>
<p style="text-align: right;"><em>Forum “Stefano Gioia”</em><br />
<em> delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani</em><br />
<em> per la tutela della legalità e del territorio</em></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F09%2F28%2Fcentrale-del-mercure-ricorso-allue%2F&amp;title=Centrale%20del%20Mercure%3A%20Ricorso%20all%26%238217%3BUE" id="wpa2a_10"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Scandalo a Saline Joniche</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 18:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SenzaTregua</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[carbone]]></category>
		<category><![CDATA[Coordinamento Associazioni Area Grecanica]]></category>
		<category><![CDATA[ex liquichimica]]></category>
		<category><![CDATA[Saline Joniche]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riportiamo il comunicato del Coordinamento Associazioni Area Grecanica con una sola premessa: meglio un no consapevole che diecimila si disinformati, ricattati o comprati. Mo Basta, basta speculazioni e ricatti, delle nostre vite decidiamo noi. </p> <p style="text-align: justify;">Il Coordinamento delle Associazioni dell&#8217;Area Grecanica esprime profonda indignazione per il comportamento ingiustificabile della RePower, socia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Riportiamo il comunicato del Coordinamento Associazioni Area Grecanica con una sola premessa: meglio un no consapevole che diecimila si disinformati, ricattati o comprati. Mo Basta, basta speculazioni e ricatti, delle nostre vite decidiamo noi. </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="margin: 5px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3233/3024091281_1f4dca613c.jpg" alt="" width="286" height="191" />Il <strong>Coordinamento delle Associazioni dell&#8217;Area Grecanica</strong> esprime profonda indignazione per il comportamento ingiustificabile della RePower, socia di maggioranza della SEI s.p.a., che cerca di acquisire consensi foraggiando i comitati &#8220;spontanei&#8221; per il si al carbone.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai microfoni del programma Rundschau, della tv svizzera SF, Kurt Bobst , CEO di Repower, ha confessato di aver finanziato con 9000 franchi svizzeri i comitati pro carbone, affinchè gli aderenti e i simpatizzanti degli stessi potessero presenziare alla manifestazione tenutasi il 27 agosto 2011 a Coira in Svizzera.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi comitati, pertanto, rappresentano l’unico esempio di organizzazione “spontanea” in cui la “spontaneità” sembrerebbe essere incentivata da finanziamenti di scopo. Stando a quanto emerso da un’altra inchiesta giornalistica condotta da Mnews.it, la Repower, inoltre, avrebbe anche “supportato” la comunicazione istituzionale degli attivisti del SI, facendo redigere i comunicati stampa dei comitati direttamente da propri dipendenti.<span id="more-5855"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il Coordinamento è fortemente sdegnato per i metodi a dir poco censurabili usati dalla RePower che, mentre ufficialmente, parla di dialogo e confronto con la popolazione poi, adotta comportamenti che Irene Aegerter, vicepresidente dell&#8217;Accademia svizzera delle scienze tecniche e co-firmataria di una lettera aperta contro le centrali a carbone, definisce ASSOLUTAMENTE IMMORALI.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che le due inchieste hanno portato alla luce è a dir poco indecoroso. Le popolazioni dell’Area Grecanica sono state raggirate per tre anni dai comitati &#8220;spontanei&#8221; del si che, alla luce dei fatti emersi, di spontaneo sembrano avere ben poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo, ironia della sorte, è accaduto mentre alcuni comitati del Si e qualche consulente della SEI, lanciavano una campagna denigratoria nei confronti del Coordinamento, al fine di smentire, attraverso dichiarazioni palesemente contrastanti con la realtà dei fatti, la buona riuscita della manifestazione No Carbone di Coira, in Svizzera.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Coordinamento, a questo punto, non può che chiedersi come mai una multinazionale come RePower, che si dichiara sicura della bontà del proprio progetto, abbia deciso di ricorrere a questi mezzucci per creare consenso e soprattutto: cosa ancora potrebbe emergere da tutta questa torbida vicenda?</p>
<p style="text-align: justify;">Il Coordinamento continuerà con sempre maggiore determinazione a vigilare e a lottare in difesa del territorio, informando in modo chiaro, onesto e trasparente, affinchè il NO espresso ripetutamente a gran voce da tutta la popolazione e dalle istituzioni, sia un NO consapevole!</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Coordinamento Associazioni Area Grecanica</strong></em></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F09%2F23%2F5855%2F&amp;title=Scandalo%20a%20Saline%20Joniche" id="wpa2a_12"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Centrale Mercure. La popolazione si autonvita all&#8217;inaugurazione di un corso</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 13:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Centrale del Mercure]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Intervento del Forum “Stefano Gioia” all’inaugurazione, presso la sede dell’Ente Parco del Pollino a Rotonda”, di un Corso di formazione sulla comunicazione ambientale, diretto ai professionisti del settore. Presente, assieme alla Dirigenza del Parco, le più alte autorità politiche ed istituzionale della Basilicata, unitamente al mondo accademico lucano e calabrese. Tema del Corso: i cambiamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.italianostra.org/wp-content/uploads/centrale-mercure1.jpg" alt="" width="327" height="251" />Intervento del Forum “Stefano Gioia” all’inaugurazione, presso la sede dell’Ente Parco del Pollino a Rotonda”, di un Corso di formazione sulla comunicazione ambientale, diretto ai professionisti del settore. Presente, assieme alla Dirigenza del Parco, le più alte autorità politiche ed istituzionale della Basilicata, unitamente al mondo accademico lucano e calabrese. Tema del Corso: i cambiamenti climatici e le foreste. Proprio su questo si è incentrato l’intervento del Forum che ha rilevato come, a fronte di temi così importanti e fondamentali per la salute e lo sviluppo delle popolazioni locali –come dell’intero pianeta- fosse criticabile che nelle giornate di studio previste –cinque- non si parlasse della centrale Enel della Valle del Mercure. Centrale che ai rischi per la salute e ai danni per l’occupazione per la gente del Mercure, unisce anche, a motivo della sua inusitata grandezza (sarebbe una delle centrali del suo genere più grandi d’Europa), abbondante produzione di gas serra e incenerimento di enormi estensioni boschive di tutta Europa. Ma ancor più incomprensibile, anzi addirittura provocatoria, è apparsa la presenza di Enel quale sponsor principale del progetto. <span id="more-5808"></span><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/09/parco-pollino-mercure-centrale.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-5811" title="parco pollino mercure centrale" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/09/parco-pollino-mercure-centrale-500x382.jpg" alt="" width="500" height="382" /></a>Esempio grave ed evidente di ipocrisia ambientale, da parte di chi tiene sotto attacco speculativo, da dieci anni, il prezioso e delicato equilibrio del Parco del Pollino e la gente che ci vive. Pure stigmatizzati, dal Forum, gli atti di intimidazione e violenza che hanno contraddistinto l’attività dei pochissimi sostenitori dell’Enel, gente proveniente da luoghi lontani ed estranei alla Valle del Mercure, i cui abitanti, unanimemente, vogliono difendere i propri diritti ed i propri interessi. La mobilitazione e la democratica e civile protesta della popolazione della Valle è stata anche quest’oggi immediata, a dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che la vertenza del Mercure non si interromperà un sol giorno fino a quando Enel non smantellerà quell’ammasso di ferraglia arrugginita e piena di amianto nota come centrale del Mercure.</p>
<p>Rotonda 19 settembre 2011</p>
<p style="text-align: right;">Forum “Stefano Gioia” delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani per la tutela della legalità e del territorio</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F09%2F19%2Fcentrale-mercure-la-popolazione-si-autonvita-allinaugurazione-di-un-corso%2F&amp;title=Centrale%20Mercure.%20La%20popolazione%20si%20autonvita%20all%26%238217%3Binaugurazione%20di%20un%20corso" id="wpa2a_14"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Interessi inquietanti sulla centrale a biomasse di Sorbo San Basile?</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 21:15:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[centrale biomassa]]></category>
		<category><![CDATA[sorbo san basile]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, abbiamo assistito ad alcuni importanti e significativi avvenimenti sulla vicenda della centrale a biomasse di Sorbo San Basile (Cz), dai quali potrebbero emergere interessi personali in contraddizione con le funzioni di alcuni amministratori pubblici. Contro la realizzazione di questa pericolosa Centrale nel comune di Sorbo, in un sito di alta valenza ambientale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.sanremobuonenotizie.it/images/stories/ambiente/centrale_biomasse.jpg" alt="" width="205" height="235" />Nei giorni scorsi, abbiamo assistito ad alcuni importanti e significativi avvenimenti sulla vicenda della  centrale a biomasse di Sorbo San Basile (Cz), dai quali potrebbero emergere interessi personali in contraddizione con le funzioni di alcuni amministratori pubblici.<br />
Contro la realizzazione di questa pericolosa Centrale nel comune di Sorbo, in un sito di alta valenza ambientale posto a circa 1100 metri di altitudine nel cuore della Sila catanzarese, nella immediate adiacenze del Parco della Sila (a proposito, è veramente scandaloso il silenzio dell’Ente Parco!) si sono sollevati la maggioranza dei cittadini del comprensorio, le associazioni ed i comitati di tutela del territorio, le organizzazioni degli agricoltori e degli operatori economici nonché le amministrazioni limitrofe (significativa la delibera unanime di contrarietà approvata a Pentone!) tranne quelle di Sorbo e Taverna. <span id="more-5792"></span><br />
Nei mesi scorsi i Comitati hanno organizzato diversi e partecipati incontri pubblici &#8211; da ultimo quello organizzato a Taverna da cui sono emerse le evidenze scientifiche dei danni che questi impianti producono alla salute dell’ambiente, dei cittadini e dell’economia locale &#8211;  per informare la popolazione, sulla scorta di quanto è già stato fatto per l&#8217;altro impianto di Panettieri, sui tanti aspetti negativi connessi alla realizzazione di questo tipo di centrali.<br />
Lo scorso 13 giugno, durante un consiglio comunale tenutosi a Sorbo su altri argomenti, ben sette consiglieri su 11 presenti – in pratica, la maggioranza assoluta del consiglio – hanno fatto verbalizzare al segretario comunale la loro contrarietà totale alla realizzazione di questa pericolosa struttura. Ciò nonostante, e a dispetto di più sedute consiliari convocate sull’argomento specifico, da mesi i rappresentanti eletti dalla comunità sorbese non sono stati messi nelle condizioni di esprimere il loro parere importante e vincolante. Addirittura, durante un consiglio comunale convocato ad hoc, il vice-sindaco Infelise ha proposto di dichiarare il consiglio “incompetente sulla materia”.<br />
Ma perché i comuni di Sorbo San Basile e Taverna non si esprimono sulla realizzazione della centrale? C’entra qualcosa con questo tacito assenso il fatto che il giovane geologo incaricato dalla società proponente abbia lo stesso cognome di un influente amministratore di Sorbo e che i progettisti abbiano lo stesso cognome di un altro influente amministratore di Taverna?<br />
Per vederci chiaro, e per ottenere delle risposte certe, i comitati e le associazioni si sono attivati, e lo hanno preannunciato in sede di conferenza dei servizi svoltasi lo scorso 14 settembre e rinviata al 24 ottobre 2011 presso la Regione Calabria – Dipartimento Attività Produttive, per interessare della vicenda la magistratura.	Proprio dalla magistratura si vorrebbe sapere se gli enti che dovrebbero tutelare il territorio, di importanza notevole dal punto paesaggistico ed ambientale, quali la Provincia di Catanzaro, il Parco della Sila, la Comunità montana, il Dipartimento regionale Agricoltura, la Soprintendenza ai beni paesaggistici  e l’Arpacal, si siano espressi tenendo nella giusta considerazioni gli interessi collettivi.<br />
Presila catanzarese, lì 17 settembre 2011<em><br />
</em></p>
<p><em>Comitati per il No alle centrali a biomasse di Sorbo San Basile e Panettieri<br />
Forum del Reventino<br />
Forum Ambientalista Calabria</em></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F09%2F18%2Finteressi-inquietanti-sulla-centrale-a-biomasse-di-sorbo-san-basile%2F&amp;title=Interessi%20inquietanti%20sulla%20centrale%20a%20biomasse%20di%20Sorbo%20San%20Basile%3F" id="wpa2a_16"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Replica al Preside della facoltà di Ingegneria Paolo Veltri</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/09/02/replica-al-preside-della-facolta-di-ingegneria-paolo-veltri/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 18:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=5581</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: left;">Racconto indiano: Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, (aggiungiamo noi: l’ultimo fazzoletto di terra deturpato dai rifiuti) vi accorgerete che non si può mangiare il denaro. La nostra terra vale più del vostro denaro. E durerà per sempre. Non verrà distrutta neppure dalle fiamme del fuoco. Finchè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>Racconto indiano:<a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/09/inceneritore-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5582" title="inceneritore-1" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/09/inceneritore-1-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a><br />
Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto,<br />
l’ultimo fiume avvelenato,<br />
l’ultimo pesce pescato, (aggiungiamo noi: l’ultimo fazzoletto di terra deturpato dai rifiuti)<br />
vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.<br />
La nostra terra vale più del vostro denaro.<br />
E durerà per sempre.<br />
Non verrà distrutta neppure dalle fiamme del fuoco.<br />
Finchè il sole splenderà e l’acqua scorrerà,<br />
darà vita a uomini e animali.<br />
Non si può vendere la vita degli uomini e degli animali;<br />
è stato il Grande Spirito a porre qui la terra e non possiamo venderla<br />
perchè non ci appartiene.<br />
Potete contare il vostro denaro<br />
e potete bruciarlo nel tempo in cui un bisonte piega la testa,<br />
ma soltanto il Grande Spirito sa contare i granelli di sabbia<br />
e i fili d’erba della nostra terra.<br />
Come dono per voi vi diamo tutto quello che abbiamo<br />
e che potete portare con voi,<br />
ma la terra mai.<br />
Indiani d’America: Piede di Corvo, Piedineri</em></p>
<p>Parafrasando il racconto indiano: Quando l’ultimo fazzoletto di terra sara’ deturpato dai rifiuti allora i nostri amministratori si renderanno conto che non sono le discariche né gli inceneritori la soluzione al problema rifiuti.</p>
<p>Siamo d’accordo con il prof. Veltri quando parla di tentativi ipocriti di raccolta differenziata, ma quando dichiara che a Rende avevamo un inceneritore su cui si sospettava che producesse diossina allora lo rimandiamo a leggere le carte dei periti del tribunale.<span id="more-5581"></span></p>
<p>E’ un po’ come le automobili: si fanno di prima generazione (euro 1, euro2….euro…) con varie marmitte catalitiche, la successiva e’ sempre migliore della precedente, ma i risultati variano di poco. Cosi’ succede pure per gli inceneritori: prima generazione, 2, 3….. ecc…</p>
<p>Purtroppo la combustione dei rifiuti produce una serie di sostanze nocive e cancerogene che nessun filtro riuscirà mai a trattenere. E’ il limite della combustione.</p>
<p>Piu o meno i nostri amministratori hanno fatto questo: riempito il territorio di buche e ora che gli spazi vengono meno &#8211; i cittadini prendono coscienza, fioriscono i comitati civici, crescono le associazioni ambientaliste &#8211; si sono accorti che  non si può più andare avanti così! Noi associazioni ambientaliste lo dicevamo dagli anni 60’. Gli indiani d’america l’avevano capito intuitivamente migliaia di anni fa.</p>
<p>Oggi ci troviamo proprio in questa situazione: ettari e ettari di terreno della nostra Regione sono ormai occupati da tonnellate di rifiuti depositati in discariche legali e non. Finalmente i nostri amministratori miopi hanno sbattuto con la faccia contro questa realtà e ora si sono accorti che le discariche perpetuano semplicemente il problema!</p>
<p>E l’inceneritore? Fanno la gara in questi giorni (Politici e Professori universitari – alcuni con incarichi professionali in aziende che bruciano i rifiuti) nel dire che l’inceneritore  è un mago che fa sparire i rifiuti; purtroppo non è così. Non siamo ancora riusciti a stravolgere le leggi naturali, dove niente si crea, niente si distrugge, ma tutto si trasforma! E gli inceneritori trasformano i rifiuti in gas (diossine…) pericolosi e ceneri che vanno smaltite in discariche speciali (come recita la normativa vigente).</p>
<p>Quindi diciamolo ai non addetti ai lavori: l’inceneritore o termovalorizzatore non elimina la necessità delle discariche!</p>
<p>Beh, che fare allora? Una volta presi consapevolezza che siamo gli unici esseri viventi a produrre rifiuti, forse potremmo provare a invertire la rotta: prevenire i rifiuti. E’ in questa direzione che si dovrebbero concentrare gli sforzi, sia a livello comunitario, nazionale e locale.</p>
<p>Sono già diverse le imprese che si stanno impegnando a ridurre il packaging e a produrre prodotti che siano al 100% riciclabili. Introdurre ad esempio nella normativa nazionale/comunitaria il “vuoto a rendere” obbligatorio, come era anni addietro.</p>
<p>Ed è questa la direzione da perseguire a livello produttivo/industriale. A livello dei consumatori  bisogna che si attivino nel comprare prodotti riciclati (carta riciclata, batterie ricaricabili, ecc..) e nel riusare il più possibile i prodotti comprati. Inoltre, bisogna che gli amministratori locali incentivino le attività commerciali “alla spina”, dove si possono comprare i prodotti sfusi, senza contenitori, riutilizzando lo stesso contenitore.</p>
<p>Con i rifiuti non abbiamo via di scampo: o scegliamo la strada ecosostenibile di riduzione/riuso/riciclo dei rifiuti oppure saremo condannati a trasformare tutti i territori in discariche con annesso termovalorizzatore, scaricando i problemi sulle generazioni future (visto che in Calabria ancora abbiamo territori vergini da adibire a discarica, vedi i Parchi Nazionali del Pollino o della Sila o il cuore dell’area urbana: Castrolibero).</p>
<p>Ricordiamo poi che ci sono paesi che non costruiscono piu’ inceneritori da 20 anni. Anche in Europa l’inceneritore non viene utilizzato quale strumento di smaltimento dei rifiuti, ma solo a valle di un processo virtuoso che lascia solo quello che non e’ piu’ riciclabile. E questa frazione si riduce di anno in anno, specialmente se si mettono in atto le strategie di rifiuti zero indicate dal guru Paul Connett.</p>
<p>Infine, al professore Veltri chiediamo di scendere dalla cattedra e visitare città come Capannori (Lucca), oppure San francisco o Canberra (Australia),  che attuano la strategia Rifiuti Zero; oppure leggersi un po’ di strategia rifiuti zero su internet:</p>
<p>http://www.zwia.org/</p>
<p>http://www.rifiutizerocapannori.it/</p>
<p style="text-align: right;">LIPU &#8211; Rende, “NO ALLE DISCARICHE”- Castrolibero, RO.MO.RE.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sbilanciarsi? Difficile quando l&#8217;equilibrio è precario</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 08:12:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[acqua]]></category>
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		<category><![CDATA[energia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p></p> <p>IL RACCONTO DELLA TRE GIORNI DI SBILANCIAMOCI dal settimanale Mezzoeuro del 12-18 settembre 2011</p> <p>Speranza sempre più solo di Antonello Iovane</p> ]]></description>
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<p>IL RACCONTO DELLA TRE GIORNI DI SBILANCIAMOCI dal settimanale Mezzoeuro del 12-18 settembre 2011</p>
<p><a href="http://acquapubblicalamezia.blogspot.com/2011/09/il-racconto-della-tre-girni-di.html">Speranza sempre più solo</a> di Antonello Iovane</p>
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