<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Difendiamo La Calabria &#187; documenti</title>
	<atom:link href="http://www.difendiamolacalabria.org/category/documenti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.difendiamolacalabria.org</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Feb 2012 21:06:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Crotone: la bonifica subito!</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/01/15/crotone-la-bonifica-subito/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/01/15/crotone-la-bonifica-subito/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 19:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=7170</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il progetto SENTIERI &#8211; studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento – condotto dall’Istituto Superiore della Sanità, dal Ministero per la Salute, dall’Università “La Sapienza” di Roma, dall’Istituto di Fisiologia Clinica, dal Dipartimento epidemiologia SSR regione Lazio, ha ribadito, ancora una volta, che nella città pitagorica vi è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.educando.it/arealocale/fotoalbum/albums/wpw-20091123/normal_Sit-in%20per%20la%20bonifica%20presso%20la%20Prefettura%20di%20Crotone.%2023.11.2009%20%2815%29.JPG" alt="" width="320" height="240" />Il progetto SENTIERI &#8211; studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento – condotto dall’Istituto Superiore della Sanità, dal Ministero per la Salute, dall’Università “La Sapienza” di Roma, dall’Istituto di Fisiologia Clinica, dal Dipartimento epidemiologia SSR regione Lazio, ha ribadito, ancora una volta, che nella città pitagorica vi è un eccesso di morti da inquinamento.</p>
<p>Le due precedenti indagini condotte nel 1997 e 2002 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra di loro sostanzialmente coerenti nei risultati, per come riportato nell’indagine denominata Sentieri, evidenziano un eccesso di mortalità per tutte le cause e per i tumori in particolare negli uomini.</p>
<p>“Lo studio conferma l’osservazione di eccessi di mortalità per numerose cause tra quelle evidenziate in indagini precedenti”. Ad avviso degli studiosi è opportuno attivare un sistema di sorveglianza epidemiologica.<span id="more-7170"></span></p>
<p>La Rete Difesa del Territorio nel ricordare come non vi sia stata alcuna presa di posizione dei rappresentanti istituzionali espressione del territorio sul BLUFF Bonifica area industriale, denunciato dalla RDT nel mese di dicembre del 2011, invita tutti i governanti ad attivarsi per ottenere una bonifica reale ed immediata del sito industriale, l’istituzione del registro dei tumori, e soprattutto il potenziamento del servizio sanitario pubblico locale oggi mortificato da logiche lobbistiche e clientelari.</p>
<p>Tengano presente, i nostri governanti, che  la bonifica integrale del sito industriale di Crotone dovrà essere realizzata nel più breve tempo possibile e che la bonifica non dovrà essere l’ennesima occasione di lucro, con la scusa dello sviluppo economico.</p>
<p>La Rete Difesa del Territorio per tenere alta l’attenzione sulla vicenda è pronta a porre in atto altre forme di protesta anche clamorose e a denunciare coloro i quali, nel segreto delle stanze, sono propensi con accordi trasversali a spartirsi l’ennesima torta in danno della collettività.</p>
<p style="text-align: right;">Per la Rete Difesa del Territorio “Franco Nisticò”</p>
<p style="text-align: left;">
Il <em>RAPPORTO SENTIERI</em> <a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2012/01/Studio-epidemiologico-SENTIERI.pdf">in formato PDF</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2012%2F01%2F15%2Fcrotone-la-bonifica-subito%2F&amp;title=Crotone%3A%20la%20bonifica%20subito%21" id="wpa2a_2"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2012/01/15/crotone-la-bonifica-subito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Finanziaria di lacrime, sangue e..carbone</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/07/25/finanziaria-di-lacrime-sangue-e-carbone/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/07/25/finanziaria-di-lacrime-sangue-e-carbone/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 14:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=5416</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il paese è in crisi e il governo, mentre si appella alla responsabilità, tutela Enel Spa, principessa della speculazione.</p> <p style="text-align: right;">di Flavio Stasi</p> <p>INDICE 1. Questione di responsabilità nazionale 2. Enel e Governo: storia di una violazione continua 3. Cosa prevede la Finanziaria 2011? 4. Questa norma può riguardare la centrale di Rossano? 5. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://3.bp.blogspot.com/-NLCAve47Pg0/Tiwvo6PNAfI/AAAAAAAACA0/DbO_ZG4YkeM/s254/CNNC-logo.jpg" alt="" width="231" height="201" /><em>Il paese è in crisi e il governo, mentre si appella alla responsabilità, tutela Enel Spa, principessa della speculazione.</em></p>
<p style="text-align: right;">di Flavio Stasi</p>
<p>INDICE<br />
1. Questione di responsabilità nazionale<br />
2. Enel e Governo: storia di una violazione continua<br />
3. Cosa prevede la Finanziaria 2011?<br />
4. Questa norma può riguardare la centrale di Rossano?<br />
5. Conclusioni: gli speculatori hanno amici nei governi, ma non sui territori<br />
Appendice A: Riferimenti Legilsativi</p>
<p>[<a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/08/Finanziaria-di-lacrime-sangue-e-carbone.pdf">continua a leggere il documento</a>]</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F07%2F25%2Ffinanziaria-di-lacrime-sangue-e-carbone%2F&amp;title=Finanziaria%20di%20lacrime%2C%20sangue%20e..carbone" id="wpa2a_4"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/07/25/finanziaria-di-lacrime-sangue-e-carbone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il comitato lametino acqua pubblica per la difesa dei beni comuni</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/29/il-comitato-lametino-acqua-pubblica-per-la-difesa-dei-beni-comuni/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/29/il-comitato-lametino-acqua-pubblica-per-la-difesa-dei-beni-comuni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 14:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[beni comuni]]></category>
		<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=5068</guid>
		<description><![CDATA[<p>Alla luce della grande vittoria del 12 e 13 giugno, abbiamo ritenuto opportuno stilare un documento programmatico come punto di partenza per la prossima stagione di lotta. </p> <p>Lo straordinario risultato referendario pone al centro della scena politica &#8211; nazionale ed internazionale &#8211; l’immenso popolo dei comitati che, comune per comune, quartiere per quartiere, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignright" src="http://www.ilmanifesto.it/uploads/pics/beni_comuni.jpg" alt="" width="438" height="182" />Alla  luce della grande vittoria del 12 e 13 giugno, abbiamo ritenuto  opportuno stilare un documento programmatico come punto di partenza per  la prossima stagione di lotta. </em></p>
<p>Lo straordinario risultato referendario pone al centro della scena politica &#8211; nazionale ed internazionale &#8211; l’immenso popolo dei comitati che, comune per comune, quartiere per quartiere, ha fatto valere le ragioni del SI.</p>
<p>Un SI contro vent’anni di politiche neoliberiste che hanno portato grandi profitti ai privati ed alle grosse multinazionali speculando sulle nostre acque; un SI contro la scellerata idea che il nucleare con le sue scorie e le sue inefficienze potesse essere il futuro energetico dell’Italia; un SI contro una idea perniciosa di giustizia che, contro il dettato costituzionale, sovvertiva il principio di eguaglianza dinanzi alla legge.<span id="more-5068"></span></p>
<p>Contro questa deriva antidemocratica, il segnale è stato chiaro: le cittadine ed i cittadini italiani vogliono che l’acqua resti un bene pubblico e che venga invertita la rotta sulle politiche energetiche orientando le scelte politiche non sul carbone e nucleare ma sulle fonti rinnovabili.</p>
<p>Ce l’abbiamo fatta nonostante la solitudine che ha accompagnato le centinaia di migliaia di militanti dei comitati locali. Da soli contro la lobby trasversale centrodestra-centrosinistra abbiamo raccolto oltre 1.400.000 firme e da soli abbiamo condotto una campagna che, in un anno, ha portato al voto 27 milioni di cittadini italiani.</p>
<p>Ce l’abbiamo fatto nonostante l’oscuramento mediatico nazionale e locale, nonostante una destra che invitava ad andare a mare ed una certa sinistra che ha ostacolato il percorso referendario fin dai suoi primi passi, salvo poi tentare di porre le consuete bandierine quando &#8211; oramai troppo tardi – intuiva che la probabile vittoria referendaria potesse servire politicamente per una ulteriore spallata al governo Berlusconi.</p>
<p>Ora assistiamo a conferenze stampa e tribune politiche dove, da Bersani a Fini, tutti si affannano a salire sul carro dei vincitori dichiarando il loro quasi esclusivo merito alla riuscita di questa fantastica avventura.</p>
<p>Ha vinto invece il popolo dell’acqua, del no al nucleare e della giustizia giusta.</p>
<p>Hanno vinto le cittadine ed i cittadini italiani; hanno vinto i comitati popolari autogestiti dal basso che dal 2007 &#8211; anno della presentazione della legge di iniziativa popolare sull’acqua &#8211; hanno percorso in lungo ed in largo lo Stivale per ribellarsi allo strapotere delle multinazionali dell’acqua e dell’energia, all’arroganza dei poteri pubblici locali (Comuni e Regioni) che, fiancheggiando la finanza ed il capitale, hanno fatto gravare sulle spalle dei propri cittadini e dei lavoratori tutti gli ingenti profitti delle multinazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ORA BASTA. BISOGNA CAMBIARE ROTTA!</p>
<p>Vigileremo affinché venga rispettato il volere del popolo italiano che, con uno scatto d’orgoglio, ha ridato dignità al più importante strumento di democrazia popolare: il referendum.</p>
<p>Ci preoccupano le affermazioni trasversali che in questi giorni circolano nelle tv e sui giornali, sulla proposta di legge del PD e sull’asse trasversale destra-sinistra (vedi proposta Bassanini) per aggirare il volere popolare.</p>
<p>Noi diciamo: in parlamento esiste già una proposta di legge sull’acqua consegnata all’allora governo Prodi assieme a 400 mila firme: quella è l’unica proposta valida e coerente rispetto al recente mandato popolare.</p>
<p>La vittoria dei referendum, però, indica con chiarezza una necessità popolare di partecipazione diretta. In particolare, il primo quesito (abolizione del famigerato art. 23 bis) e quello sul nucleare aprono nuovi fronti di lotta per i comitati locali: capitalizzare questa vittoria significa avere la capacità politica di avviare vertenza &#8211; nazionali e locali – affinché tutti i servizi locali ritornino in mano pubblica.</p>
<p>La maturità politica dei comitati locali si misurerà sulla capacità di porre fine alla stagione delle società miste per ritornare ad una gestioni interamente pubbliche superando le società di diritto privato. La nostra idea di “pubblico” però non ha nulla a che fare con i carrozzoni modello Prima Repubblica sinonimo di inefficienza, spreco, clientelismo e corruzione.</p>
<p>Noi vogliamo un “pubblico” diverso, caratterizzato da forti momenti popolari di partecipazione: immaginiamo un “pubblico” aperto ai comitati locali, ai cittadini ed ai lavoratori sulla scorta di quanto contenuto nella ns proposta di legge di iniziativa popolare.</p>
<p>Acqua, Rifiuti ed Energia dovranno essere al centro del nostro nuovo corso politico perché queste vertenze sono intimamente connesse tra di loro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ACQUA</p>
<p>Il popolo Calabrese, se pur in basso nella classifica di partecipazione al referendum, ha dato un chiaro segnale ai nostri governanti: l’acqua è un bene comune, nessun profitto su di essa!</p>
<p>Pertanto l’acqua calabrese deve ritornare in mano pubblica; è giunto il momento di cacciare dalla nostra terrà la multinazionale francese Veolia che lucra sulla nostra acqua e specula sui rifiuti. Dobbiamo farlo perché abbiamo il volere popolare dalla nostra parte. Facciamo come a Parigi: la Veolia è stata messa alla porta ed un nuovo processo di ripubblicizzazione è in atto con un forte abbattimento delle bollette idriche ed un miglioramento del servizio offerto ai cittadini.</p>
<p>Nuove vertenze si sono aperte in questi ultimi mesi, dall’approvazione della delibera n°71 della Giunta Regionale all’istituzione dell’Ato Unico Regionale: entrambi gli atti hanno come scopo quello di rafforzare il potere economico e politico della Veolia. Per contrastarne le mire espansionistiche dobbiamo capitalizzare la vittoria referendaria ed aprire un nuovo fronte di lotta che informi e coinvolga i cittadini e le cittadine calabresi.</p>
<p>I comitato locali di Napoli, Milano, e Pugliesi (solo per citarne alcuni) hanno, all’indomani della vittoria dei SI, avanzato chiare rivendicazioni alle rispettive pubbliche amministrazioni perché aver vinto il referendum non ci mette assolutamente al riparo dagli attacchi delle multinazionali dell’acqua e dalle lobby affaristiche pubblico-privato!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>RIFIUTI</p>
<p>Nella nostra regione è giunto il momento di porre fine al Commissariamento per l’emergenza ambientale che dal 1997 opera in maniera incontrollata ed antidemocratica sull’intero ciclo dei rifiuti con risultati catastrofici: 14 anni di emergenza ambientale con sperpero di ingenti quantità di denaro pubblico (oltre un miliardo di euro!) e con l’unico risultato di aver disseminato sul nostro territorio discariche ed impianti di incenerimento dei rifiuti. I livelli della raccolta differenziata in Calabria sono fra i più bassi d’Italia.</p>
<p>Avviare vertenza diffuse sul territorio per chiedere la fine del Commissariamento diventa un passaggio obbligatorio se si intende superare definitivamente l’eterna emergenza e ripensare in maniera collettiva e partecipata una nuova politica regionale dei rifiuti che metta fine allo sperpero delle risorse pubbliche &#8211; e a chi con esse si arricchisce – ed avvii un piano regionale dei rifiuti indirizzato alla politica dei “rifiuti zero”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ENERGIA E FONTI RINNOVABILI</p>
<p>Il Ministero dell&#8217;Ambiente aveva individuato nella nostra regione ben 4 siti per lo stoccaggio di scorie radioattive che si aggiungono a quelle già nascoste dalla ‘ndrangheta e dallo Stato tra i nostri monti, in fondo al nostro mare e in diverse discariche calabresi. La vittoria del Si contro il nucleare ha posto un freno a questo disegno criminale!</p>
<p>La Calabria, inoltre, fornisce al resto del paese oltre la metà dell&#8217;energia che produce.</p>
<p>Paradossalmente però si continuano a costruire nuove centrali costringendo le comunità locali a difendersi dal continuo tentativo, ad opera delle multinazionali dell&#8217;energia e degli amministratore locale complici, di insediarsi con nuovi impianti inquinanti.</p>
<p>Centrali a carbone, come a Rossano e Saline Joniche, a biomasse già attive da tempo come a Crotone, Strongoli, Cutro, Rende o che vorrebbero realizzare come nella valle del Mercure, a Panettieri, e Lamezia Terme; centrali a turbogas come Altomonte, Rossano, Scandale e Rizziconi o a biogas come a Castrolibero, il rigassificatore e l’inceneritore di Gioia Tauro. Sono questi gli impianti che producono immensi profitti alle multinazionali ed ingenti danni alla salute dei cittadini calabresi.</p>
<p>Chiedere un piano energetico regionale orientato alle (vere) fonti rinnovabili ed un piano di bonifica di tutti i siti inquinati che gravi però economicamente su chi ha inquinato e non sulle tasche dei cittadini: queste rivendicazioni dovranno essere il cuore delle vertenze territoriali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>IL COMITATO LAMETINO ACQUA PUBBLICA PER LA DIFESA DEI BENI COMUNI!</p>
<p>Un passaggio è evidentemente necessario sulle questioni lametine.</p>
<p>Abbiamo condotto una campagna referendaria (raccolta firme e referendum) in totale solitudine.</p>
<p>Abbiamo visto muovere il centrosinistra soltanto negli ultimi giorni con qualche sporadica iniziativa in città e con il tentativo – poi rivelatosi fallimentare – della formazione di un coordinamento referendario tra comitato e centrosinistra che non ha portato i frutti sperati.</p>
<p>La quasi totale assenza della Giunta Speranza dalla scena referendaria e le inopportune dichiarazioni in campagna referendaria circa l’inevitabilità della privatizzazione della Lamezia Mutiservizi con la conseguente scelta del socio privato, non ha certamente giovato al raggiungimento del quorum in città.</p>
<p>Inoltre, ci saremmo aspettati, come avvenuto in moltissime città italiane, che il Vescovo si pronunciasse pubblicamente a favore dell’acqua bene comune ed invece questi mesi di campagna referendaria sono passati nel più totale silenzio della Curia.</p>
<p>Il risultato ottenuto in città è sostanzialmente legato all’esclusivo lavoro del comitato lametino.</p>
<p>Nonostante tutto valutiamo il risultato lametino straordinario, anche alla luce della disaffezione alle urne che oramai da oltre un decennio colpisce la città.</p>
<p>Alla luce di quanto detto reputiamo centrale avviare una serie di iniziative pubbliche e nel contempo chiedere al Sindaco ed alla Giunta una serie di impegni e risposte:</p>
<p>approvazione della delibera di iniziativa popolare per la modifica dello statuto comunale così come proposta dai cittadini lametini. Su questo punto non vogliamo tentennamenti da parte del Consiglio Comunale. E’ impensabile che a distanza di oltre un anno i cittadini lametini ed il comitato non abbiano ricevuto nessuna risposta;</p>
<p>annullamento della delibera che un anno fa, di fatto, avviava la privatizzazione della Lamezia Multiservizi;</p>
<p>avvio della procedura legale di recupero crediti nei confronti della Sorical SpA per versamenti di quote non dovute (sono oltre un milione di euro prelevate dalle tasche dei cittadini a causa delle tariffe illegittime);</p>
<p>contrastare la delibera regionale n°71 che prefigura, nei fatti, la totale e definitiva consegna dell’acqua alla Veolia ed alle banche;</p>
<p>avviare, sin da subito, un forum tecnico per ripensare insieme ai cittadini ed al Comitato Lametino un nuovo percorso che superi la forma della SpA e porti la Lamezia Multiservizi ed il Comune di Lamezia Terme ed essere un laboratorio reale di democrazia e partecipazione;</p>
<p>la ripubblicizzazione dell’impianto consortile di depurazione;</p>
<p>il blocco dell’iter di approvazione e realizzazione delle due centrali a biomasse previste nel area industriale cittadina;</p>
<p>nessuna nuova discarica nel lametino: impiegare i 2 anni occorrenti per realizzarla e i quasi 4 milioni di euro per costruirla per potenziare la raccolta differenziata ed avviare da subito un serio Piano Comunale dei Rifiuti che, se pur non obbligatorio per legge, può divenire uno strumento indispensabile per una città come Lamezia Terme dove, dietro la lucrosa gestione dei rifiuti, ha visto cadere due operai, vittime innocenti delle faide di ‘ndrangheta.</p>
<p>Chiedere la fine del Commissariamento per l’Emergenza Ambientale: nessun serio intervento sul ciclo dei rifiuti può prescindere dalla fine della fase emergenziale in Calabria.</p>
<p>Lamezia Terme, 22/06/2011</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://acquapubblicalamezia.blogspot.com/">Comitato Lametino Acqua Pubblica</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F06%2F29%2Fil-comitato-lametino-acqua-pubblica-per-la-difesa-dei-beni-comuni%2F&amp;title=Il%20comitato%20lametino%20acqua%20pubblica%20per%20la%20difesa%20dei%20beni%20comuni" id="wpa2a_6"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/29/il-comitato-lametino-acqua-pubblica-per-la-difesa-dei-beni-comuni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Commissario Melandri. Cui prodest?</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/17/il-commissario-melandri-cui-prodest/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/17/il-commissario-melandri-cui-prodest/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 17:39:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=4884</guid>
		<description><![CDATA[<p>da mezzeuro.it</p> <p>“Ma lo sapete che quando sequestrai la discarica di Reggio Calabria, in qualità di comandante della Guardia di Finanza, Goffredo Sottile era prefetto?” Graziano Melandri lo dichiara alla fine dell’incontro avuto con una delegazione della “Rete difesa del territorio, Franco Nisticò”, che gli ha chiesto a viva voce la chiusura del Commissariamento. Forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da <a href="http://emiliogrimaldi.blogspot.com/2011/06/il-commissario-melandri-cui-prodest.html">mezzeuro.it</a></p>
<p>“Ma lo sapete che quando sequestrai la discarica di Reggio Calabria, in qualità di comandante della Guardia di Finanza, Goffredo Sottile era prefetto?” Graziano Melandri lo dichiara alla fine dell’incontro avuto con una delegazione della “Rete difesa del territorio, Franco Nisticò”, che gli ha chiesto a viva voce la chiusura del Commissariamento. Forse un lapsus, rivelatore del fatto che “tra uomini di Stato” ci si intende. Soprattutto se a girare nel novero dei nomi designati dal Governo sono sempre gli stessi. Sottile è stato commissario per l’emergenza ambientale in Calabria prima di lui e di Giuseppe Scopelliti, governatore della Regione dallo scorso anno. La battuta è la risposta all’osservazione di un appartenente della delegazione, che “anche Sottile ci disse la stessa cosa: che entro il 31 dicembre dell’anno in itinere sarebbe finito il Commissariamento”. Eventualità contraddetta dalla storia. L’Ufficio, tra proroghe e promozioni, sta lì da 14 anni. Un po’ vecchiotto per un’ “Emergenza”.</p>
<p>Classico vestito blu, camicia celeste a quadri e cravatta gialla. Stempiato quanto basta per la sua età. 57 anni portati bene. Una dialettica pacata, che cerca il confronto. E’ favorevole al nucleare e ai termovalorizzatori. Alle rimostranze replica così: “E’ una mia opinione, non sono libero di averla?” Accoglie i ragazzi con il sorriso sulle labbra. Li fa sedere e ascolta la prima richiesta. Si sente l’aria di “lavoro”. Tanto che quando accenna alla “bonifica delle discariche”, vista la fine del ciclo vitale a cui sono destinate, non sa quali siano le prossime beneficiarie. “Però, spetta ai Comuni, per legge”, spiega. E’ consapevole del sistema “fallimentare” dell’Ufficio. “E’ dal primo giorno d’insediamento che lo dico”. Vero, fallimentare. Sono 480 i procedimenti regressi che ha ereditato dal suo predecessore. 170 milioni di debiti. Una palla al piede che si passano tutti i commissari. Come un’eredità, da predecessore e subentrante. Un trofeo, garante della successione. Tanto che qualora dovesse terminare, l’ “emergenza”, questa resterebbe sempre di competenza di una figura commissariale “minore” rispetto al Commissario. “Anche in Campania è stato così”, racconta.</p>
<p>“La Calabria &#8211; dice &#8211; era stata divisa in tre sistemi. Nord, Centro e Sud. Calabria Nord è fallita in pieno. In Calabria Sud sono stati realizzati anche impianti come Rossano, che non sta proprio a Sud. Calabria Centro è Lamezia e Catanzaro. Ecco perché il Sistema non ha funzionato”. Facile l’analisi della macroeconomia dell’emergenza.</p>
<p>“La raccolta differenziata perché è fallita? Perché è stato creato un sistema che era fallimentare in partenza. A parte le quattordici società per gestire solo due milioni di abitanti. Sono tutte fallite. Perché almeno dovevano fare il 35 per cento della raccolta per stare ai livelli di spesa. E poi perché sono diventate ricettacolo di assunzioni di carattere politico con spese gonfiate di gente pagata quando non c’era la vera raccolta perché non era mista. Io le sto seguendo anche sotto l’aspetto penale. Si sono dispersi i mezzi, è successo di tutto”. Anche questa è agevole, la microeconomia dell’emergenza.</p>
<p>Spazio anche alla critica di merito al “Sistema”. “Era prevista la realizzazione di due impianti di termovalorizzatori. Uno a Nord e uno a Sud. Quello a Sud è quello di Gioia Tauro. Quello a Nord per volontà politica non si riesce mai a realizzare per cui si perde tempo. E andando anche contro ciò che era stato stabilito in un contratto. E si pagano delle penali”. Contro chi? Veolià.</p>
<p>“E come mai le vince sempre Veolià le gare per questi impianti?” Pronta la risposta: “Ma Veolià è una grossa multinazionale…”. Già, non lo avevamo capito.</p>
<p>Tutto sommato, il bicchiere, per il Commissario, è mezzo pieno. “Non bisogna buttare sia il bambino che l’acqua sporca. Qualcosa di buono ha fatto l’Ufficio”, una considerazione avanzata soddisfacendo il diritto di opinione, vista la consegna dell’ “Ordinanza di chiusura dell’Ufficio del Commissario dei Rifiuti della Regione Calabria”, da parte della dalla Rete di difesa del territorio Franco Nisticò”.</p>
<p>“Ma perché non si dimette così da dare un segnale forte al Governo e alla Regione Calabria? chiedono dalla Difesa. “Se mi dimetto verrò sostituito, quindi, tanto vale che rimanga io”, conclude. E poi è il pupillo del governatore. Non può deluderlo. Si conoscono almeno dal 2002, quando Scopelliti, da sindaco di Reggio Calabria, lo convinse a lasciare la Guardia di Finanza per accettare l’incarico di assessore deleghe alla Trasparenza, Viabilità e Polizia municipale. C’è un’affinità elettiva tra i due. È come se fossero la stessa persona. Checché l’Ufficio e la Regione Calabria siano cose diverse.</p>
<p>Emilio Grimaldi</p>
<p>Anche su Mezzoeuro</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F06%2F17%2Fil-commissario-melandri-cui-prodest%2F&amp;title=Il%20Commissario%20Melandri.%20Cui%20prodest%3F" id="wpa2a_8"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/17/il-commissario-melandri-cui-prodest/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mo basta. Sit-in della RDT</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/17/4870/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/17/4870/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 17:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=4870</guid>
		<description><![CDATA[<p>da CALABRIA ORA</p> <p>fi sii in LaRtdaMelandri: basta con Vemergema CATANZARO Circa cinquanta i componenti della &#8220;Rete difesa del territorio Franco Nistìcò&#8221; che ieri sono andati a chiedere le dimissioni al Commissario per l&#8217;emergenza rifiuti Graziano Melandri. Gli ambientalisti hanno inscenato una protesta davanti le porte dell&#8217;ufficio del commissario con una simbolica costruzione di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da <a href="http://88.57.189.197/rassegnaTP/pdf/TELP40770-00.pdf">CALABRIA ORA</a></p>
<p>fi sii in LaRtdaMelandri: basta con Vemergema CATANZARO Circa cinquanta i componenti della &#8220;Rete difesa del territorio Franco Nistìcò&#8221; che ieri sono andati a chiedere le dimissioni al Commissario per l&#8217;emergenza rifiuti Graziano Melandri. Gli ambientalisti hanno inscenato una protesta davanti le porte dell&#8217;ufficio del commissario con una simbolica costruzione di un muro per chiudere definitivamente 14 annidi commissariamento. Una delegazione della &#8220;Rete difesa del territorio&#8221; ha incontrato il commissario chiedendogli di concludere questo mandato e iniziare a dare alla Calabria una vera cultura riguardo il trattamento dei rifiuti. La delegazione ha inoltre consegnato in modo simbolico un&#8217;ordinanza di chiusura dell&#8217;Ufficio di commissario dove si legge: «Vista l&#8217;inutilità e l&#8217;incompetenza dell&#8217;ufficio del Commissario per l&#8217;emergenza rifiuti in Calabria a gestire ben 14 anni la questione rifiuti, visto lo spreco di danaro pubblico avvenuto senza che il problema sia stato risolto, visto il perdurare della situazione con l&#8217;aumento di discariche abusive, la nascita di nuove discariche in danno della salute degli abitanti, vista l&#8217;incapacità di avviare un piano rifiuti regionale che preveda la raccolta differenziata porta a porta, la costruzione di impianti di ricicleria, la chiusura dell&#8217;inceneritore di Gioia Tauro, vista l&#8217;incapacità di trasformare il rifiuto in una risorsa; ordina la chiusura degli uffici, e ordina altresì a Regione, Provincia e amministrazione comunali, di avviare immediatamente la raccolta differenziata da fare porta a porta, coinvolgendo cooperative e giovani disoccupati». Sono arrivati da tutte le province calabresi gli ambientalisti della &#8220;Rete difesa del territorio&#8221; chiedendo una svolta sulla questione rifiuti che, se ben organizzata, porterebbe anche molti posti di lavoro. A sostenere la battaglia degli ambientalisti anche la Cgil, rappresentata ieri dal segretario generale della Camera del lavoro CatanzaroLamezia Giuseppe Valentino il quale ha spiegato che «il ciclo sullo smaltimento dei rifiuti non è completo, arrivano in discarica e poi non se ne sa più niente. Bisogna discutere in termini seri riguardo a questo problema e la Cgil si schiera accanto a questo movimento». MAURIZIO CAC1A</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F06%2F17%2F4870%2F&amp;title=Mo%20basta.%20Sit-in%20della%20RDT" id="wpa2a_10"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/17/4870/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Piano Provinciale Gestione Integrata dei Rifiuti Urbani</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/17/piano-provinciale-gestione-integrata-dei-rifiuti-urbani/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/17/piano-provinciale-gestione-integrata-dei-rifiuti-urbani/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 15:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=4862</guid>
		<description><![CDATA[<p>dal sito della Provincia di Reggio Calabria</p> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dal sito della <a href="http://www.provincia.reggio-calabria.it/uffici/settore-15/piano-provinciale-gestione-integrata-dei-rifiuti-urbani">Provincia di Reggio Calabria</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F06%2F17%2Fpiano-provinciale-gestione-integrata-dei-rifiuti-urbani%2F&amp;title=Piano%20Provinciale%20Gestione%20Integrata%20dei%20Rifiuti%20Urbani" id="wpa2a_12"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/17/piano-provinciale-gestione-integrata-dei-rifiuti-urbani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Relazione Commissione Parlamentare Inchiesta Rifiuti Calabria</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/10/relazione-commissione-parlamentare-inchiesta-rifiuti-calabria/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/10/relazione-commissione-parlamentare-inchiesta-rifiuti-calabria/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 13:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=4815</guid>
		<description><![CDATA[<p>Scarica e leggi la relazioneipertestuale</p> <p>oppure leggi quella originale: </p> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/06/Relazione-Commissione-Parlamentare-Inchiesta-Rifiuti-Calabria.pdf">Scarica e leggi la relazioneipertestuale</a></p>
<p>oppure leggi quella originale:<br />
<iframe src="http://docs.google.com/viewer?url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2Fwp-content%2Fuploads%2F2011%2F06%2FRapporto-Calabria-Rifiuti-Commissione-Parlamentare-Inchiesta-2011.pdf&#038;embedded=true" width="600" height="780" style="border: none;"></iframe></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F06%2F10%2Frelazione-commissione-parlamentare-inchiesta-rifiuti-calabria%2F&amp;title=Relazione%20Commissione%20Parlamentare%20Inchiesta%20Rifiuti%20Calabria" id="wpa2a_14"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/10/relazione-commissione-parlamentare-inchiesta-rifiuti-calabria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In nome del popolo inquinato&#8230; si chiuda il commissariamento!</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/08/in-nome-del-popolo-inquinato-si-chiuda-il-commissariamento/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/08/in-nome-del-popolo-inquinato-si-chiuda-il-commissariamento/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 13:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=4772</guid>
		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">Il muro simbolico eretto dai manifestanti all&#39;ingresso dell&#39;Ufficio per l&#39;Emergenza ambientale in Calabria</p> <p style="text-align: center;"></p> <p style="text-align: center;">Leggi l&#8217;articolo di Emilio Grimaldi &#8211; Guarda il servizio del TGR Calabria &#8211; Guarda il servizio di Videocalabria &#8211; Guarda i filmati autoprodotti 1 2 3 (thanks to trecarte) &#8211; Gazzetta del Sud &#8211; CalabriaOra</p> <p>Ordinanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 514px"><img title="Il muro simbolico eretto dai manifestanti all'ingresso dell'Ufficio per l'Emergenza ambientale in Calabria" src="http://4.bp.blogspot.com/-GcbyVWb_D2M/TfTn2VbcMRI/AAAAAAAADOY/FUTwydlUymE/s1600/253577_2112491855538_1342913978_32516697_3813010_n.jpg" alt="Il muro simbolico eretto dai manifestanti all'ingresso dell'Ufficio per l'Emergenza ambientale in Calabria" width="504" height="378" /><p class="wp-caption-text">Il muro simbolico eretto dai manifestanti all&#39;ingresso dell&#39;Ufficio per l&#39;Emergenza ambientale in Calabria</p></div>
<p style="text-align: center;"><object width="400" height="300"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Fdarioste%2Fsets%2F72157626913897484%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fdarioste%2Fsets%2F72157626913897484%2F&amp;set_id=72157626913897484&amp;jump_to=" /><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=104087" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="400" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=104087" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Fdarioste%2Fsets%2F72157626913897484%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fdarioste%2Fsets%2F72157626913897484%2F&amp;set_id=72157626913897484&amp;jump_to="></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">Leggi l&#8217;<a href="../2011/06/17/il-commissario-melandri-cui-prodest/">articolo di Emilio Grimaldi</a> &#8211; Guarda il servizio del <a href="http://www.vimeo.com/24862747">TGR Calabria</a> &#8211; Guarda il servizio di <a href="http://www.videocalabria.tv/rvc/servizio-1327/catanzaro-rifiuti-basta-col-commissariamento.html">Videocalabria</a> &#8211; Guarda i filmati autoprodotti <a href="http://qik.ly/Htvxk">1</a> <a href="http://qik.ly/Htvxw">2</a> <a href="http://qik.ly/Htv2d">3</a> (<a href="http://twitter.com/#!/TreCarte">thanks to trecarte</a>) &#8211; <a href="http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/17/4873/">Gazzetta del Sud</a> &#8211; <a href="http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/17/4870/">CalabriaOra</a></p>
<p><a href="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/06/ORDINANZA-DI-CHIUSURA-UFFICIO-COMMISSARIO.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-4773" title="ORDINANZA DI CHIUSURA UFFICIO COMMISSARIO" src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/uploads/2011/06/ORDINANZA-DI-CHIUSURA-UFFICIO-COMMISSARIO-424x600.jpg" alt="" width="297" height="420" /></a>Ordinanza n. 2 del 7 giugno 2011</p>
<p>ORDINANZA DI CHIUSURA DELL’UFFICIO DEL COMMISSARIO DELEGATO PER IL SUPERAMENTO DELLA CRITICITA&#8217; AMBIENTALE NEL TERRITORIO DELLA REGIONE CALABRIA<br />
(detto commissario ai rifiuti)</p>
<p>In nome del POPOLO CALABRESE INQUINATO</p>
<p>unico sovrano, stanco di vedersi togliere sempre più territorio e soffrire per la salute con un aumento vertiginoso di casi tumorali ed in nome della BELLEZZA CHE NON PUO’ ESSERE DETURPATA IMPUNEMENTE</p>
<p>VISTA L’inutilità e l’incompetenza di tale ufficio a gestire da ben 15 anni la questione rifiuti in Calabria;</p>
<p>VISTO Lo spreco di danaro pubblico avvenuto in 15 anni senza che il problema si sia risolto;</p>
<p>VISTO Il perdurare della situazione rifiuti in Calabria con l’aumento di discariche abusive, la nascita di nuove discariche senza le necessarie prevenzioni per la salute degli abitanti (vedi discarica Rossano, Scalea, Castrolibero, Casignana, Siderno, Pianopoli, San Giovanni in Fiore, Scala Coeli, e tante tante altre&#8230;&#8230;);<span id="more-4772"></span></p>
<p>VISTA L’incapacità di avviare un piano rifiuti regionale che preveda la raccolta differenziata porta a porta, la costruzione di impianti di ricicleria, la chiusura dell’inceneritore di Gioia Tauro;</p>
<p>Si ordina alla Prefettura di Catanzaro, ai sindaci delle aree interessate dalle discariche , alla Provincia, alla Regione</p>
<p>Di provvedere immediatamente alla chiusura degli uffici ed alla loro muratura per non permettere episodi di vandalismo.</p>
<p>SI ORDINA ALTRESI’ A REGIONE, PROVINCIA e AMMINISTRAZIONI COMUNALI, di avviare immediatamente la raccolta differenziata da fare porta a porta e per tutto il territorio calabrese coinvolgendo cooperative e giovani disoccupati e tutta la filiera del riciclo, inoltre si ordina di avviare lo studio per l&#8217;adozione della strategia RIFIUTI ZERO.</p>
<p>La Rete Difesa del Territorio “Franco Nisticò” è delegata all’attuazione della presente ordinanza mettendo in atto, nel caso che le forze dell’ordine non vogliano attuarla, forme di protesta perché tale ufficio venga immediatamente chiuso.</p>
<p>Terra di Calabria, 07/06/2011.</p>
<p style="text-align: right;">IL POPOLO CALABRESE INQUINATO</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F06%2F08%2Fin-nome-del-popolo-inquinato-si-chiuda-il-commissariamento%2F&amp;title=In%20nome%20del%20popolo%20inquinato%26%238230%3B%20si%20chiuda%20il%20commissariamento%21" id="wpa2a_16"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/06/08/in-nome-del-popolo-inquinato-si-chiuda-il-commissariamento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lamezia: breve analisi su energie e acqua in vista del voto</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/05/25/lamezia-breve-analisi-su-energie-e-acqua-in-vista-del-voto/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/05/25/lamezia-breve-analisi-su-energie-e-acqua-in-vista-del-voto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 May 2011 07:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>al</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[beni comuni]]></category>
		<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[lamezia terme]]></category>
		<category><![CDATA[multiservizi]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=4579</guid>
		<description><![CDATA[<p></p> REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011 BREVE ANALISI SU ENERGIE E ACQUA IN VISTA DEL VOTO A CURA DEL COLLETTIVO ALTRA LAMEZIA <p>Negli ultimi mesi si sta parlando di centrali nucleari, dell&#8217;energia prodotta da queste centrali, ma si è alzato anche un coro di voci di persone contrarie alla loro costruzione. Il 12 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.fermiamoilnucleare.it/sito/wp-content/themes/nucleare/images/logo.png" alt="" width="149" height="149" /></p>
<div><strong>REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011 </strong></div>
<div><strong> BREVE ANALISI SU ENERGIE E ACQUA IN VISTA DEL VOTO </strong></div>
<div><em><strong>A CURA DEL COLLETTIVO ALTRA LAMEZIA</strong></em></div>
<p>Negli ultimi mesi si sta parlando di centrali  nucleari, dell&#8217;energia prodotta da queste centrali, ma si è alzato anche  un coro di voci di persone contrarie alla loro costruzione. Il 12 e13  giugno, nonostante il tentativo autoritario del Governo di impedirlo, ci  sarà un referendum sulla questione nucleare.<br />
A questo proposito prima del referendum è meglio chiarirsi le idee ed analizzare la situazione. <span id="more-4579"></span><br />
L&#8217;energia  come sappiamo fa muovere tutto dall&#8217;agricoltura, all&#8217;industria, ai  trasporti senza energia tutto si fermerebbe. I combustibili fossili non  sono infiniti e l&#8217;Italia non è che ne sia cosi ricca; ci sono le energie  alternative che attualmente ricoprono circa il 20% della produzione  totale e ci vorranno decenni per soddisfare il consumo dell&#8217;intera  popolazione. Si è pensato quindi alla costruzione di centrali  termonucleari o più comunemente centrali nucleari. In effetti le  centrali nucleari riescono a produrre una potenza elettrica di circa  1600MW ma con un grossissimo  inconveniente: la necessità di smaltimento  di notevoli quantità di calore. Infatti una centrale nucleare ha un  rendimento termodinamico del 30-35% il che significa che per 30 Joule di  energia elettrica prodotta se ne generano 70 joule di calore che vanno  perse e che per lo smaltimento richiedono grosse quantità di ACQUA  (risorsa di per sé molto delicata). In sostanze quella elettronucleare  è, fra tutti i tipi di centrale, quella con più scarso rendimento! Un  altro motivo in più per boicottarla!<br />
In Italia  si è deciso di costruire 8 centrali 4 nell&#8217;immediato e altre 4  successivamente e sono già stati individuati una lista di siti dove  potranno sorgere le centrali. In Calabria sono: l’area costiera di  Sibari (Cosenza), la zona costiera tra il fiume Nicà e la città di  Cosenza, la zona costiera ionica vicino alla foce del Neto a nord di  Crotone (Marina di Strongoli, Torre Melissa, Contrada Cangemi, Tronca),  la zona costiera ionica in corrispondenza di Sella Marina, tra il fiume  Simeri e il fiume Alli (Catanzaro).<br />
Il tipo di  reattore scelto dall&#8217;Italia è EPR (reattore nucleare ad acqua  pressurizzata). Non sono mai stati costruiti prima d&#8217;ora, quindi sono  dei prototipi,  sono  in costruzione in Finlandia e in Francia.  I  lavori per la loro costruzione stanno subendo dei ritardi di consegna  sia perché è la prima volta che viene costruito un reattore in Europa  occidentale post Černobyl sia perché ci sono stati difetti di  progettazione nei sistemi di controllo. Queste centrali hanno come  “pregio” il fatto di produrre delle scorie di volume più piccolo  rispetto alle scorie delle vecchie centrali, ma maggiormente tossiche  perché staranno nel reattore molto più tempo. Produrranno circa 1400 MW,  quindi una produzione inferiore rispetto alle attuali centrali.<br />
Ma  cosa provocano queste radiazioni nel nostro corpo? Le radiazioni  danneggiano le cellule. I raggi alfa e beta creano lesioni al DNA, la  modifica della cellula che cresce in modo anomalo e determina la  comparsa di tumori solidi. In Germania il Dr. Kaatsch, direttore del  registro nazionale dei tumori tedesco, insieme ad altri epidemiologi e  su indicazione del ministero dell’ambiente, dal 2004 al 2007 ha  realizzato uno studio su tutti i casi di leucemia nei bambini da 0 a 5  anni che vivono vicino alle centrali nucleari e sono giunti a questa  terribile conclusione: “nella zona di 5 km attorno alla centrale si  raggiunge un aumento della leucemia infantile superiore di tre volte la  media”.<br />
Da quando sono esistite le centrali  nucleari c&#8217;è sempre stato il problema delle scorie tossiche. Queste  vengono classificate in scorie a bassa-media radioattività e scorie ad  alta radioattività.<br />
NON ESISTONO ancora  depositi definitivi per  nessuna delle due classi, esistono solo centri  temporanei per quelle a bassa-media radioattività.<br />
Il quesito referendario presentato per abrogare la norma per la  “realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di  energia nucleare” è lungo e articolato. Si tratta di una parte del  decreto legge recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico,  la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza  pubblica e la perequazione tributaria” firmato il 25 giugno 2008 e  convertito in legge “con modificazioni” il 6 agosto dello stesso anno.  Il 12 e 13 bisogna quindi votare SI per dire definitivamente “NO” al  ritorno del nucleare in Italia.<br />
Chiudiamo la  questione nucleare e consideriamo un altro metodo per produrre energia:  gli inceneritori. Bisogna aprire una piccola parentesi: quando viene  proposto di costruire un inceneritore si tratta in realtà di un raggiro  in quanto l&#8217;inceneritore prevede anche una discarica e si compie un  errore chiamandolo termovalorizzatore.<br />
L&#8217;inceneritore come funziona? Sono utilizzati per lo smaltimento dei  rifiuti e attraverso la combustione ad alte temperature il calore  sviluppato viene recuperato e utilizzato per produrre vapore, poi  utilizzato per la produzione di energia elettrica. Per quanto riguarda  lo smaltimento dei rifiuti, l’incenerimento non risolve il problema dei  rifiuti, ma si limita a ridurne la quantità del 30 &#8211;  50% della loro  massa originale, che viene trasformata in una cenere che contiene una  concentrazione di alcune  delle sostanze più tossiche, come le diossine e  i metalli pesanti.<br />
Le centrali a biomasse si  comportano allo stesso modo degli inceneritori. Impianti grotteschi  che  bruceranno spazzatura che per legge è biomassa. Il nostro territorio  non è salvo da questi impianti, uno a legna è previsto a Panettieri, uno  a Sorbo San Basile, mentre altri due impianti (uno a biomasse liquide e  uno a gas) sono previsti nella zona ex Sir di Lamezia Terme. A  Pianopoli, dove evidentemente non bastava la discarica privata della  Daneco, esiste poi un progetto di centrale turbogas da 800MW.<br />
Il futuro è spegnere i reattori nucleari, gli inceneritori, le centrali  a biomasse, a carbone, a turbogas, e iniziare con la raccolta  differenziata porta a porta per concludere con l’adozione della  strategia rifiuti zero, riuscire a produrre sempre più energia con  l&#8217;eolico, il fotovoltaico e il geotermico, con impianti ecocompatibili,  ispirati all&#8217;autosufficienza domestica e senza abusare del territorio  che li ospita, come invece si sta facendo sulle montagne che ci  circondano.<br />
<img src="http://1.bp.blogspot.com/-4Zy5Wu4wYJI/TZR2Sc4JPpI/AAAAAAAAAAc/5PdRVxPOJ40/s150/180373_193504430678242_100000560596223_664745_7438677_n.jpg" alt=" " width="149" height="149" align="right" />Visto  che abbiamo accennato al discorso referendum, non possiamo non  occuparci dell’altra questione referendaria, ovvero la  ripubblicizzazione dell’acqua.<br />
Per capire l’importanza di referendum, occorre partire dall’analisi della situazione calabrese e lametina.<br />
In  Calabria, la titolarità e la gestione degli acquedotti realizzati dalla  Cassa per il Mezzogiorno è passata dal 1° novembre 1983 alla Regione  Calabria che vi ha provveduto direttamente con un proprio Ufficio  (Ufficio Gestione Acquedotti); trattandosi di una Pubblica  Amministrazione la tariffa dell’acqua non prevedeva alcun utile di  bilancio ed era stabilita rapportando semplicemente tutte le spese di  gestione sostenute (tra le quali la manutenzione straordinaria, gli  investimenti, il consumo di energia elettrica, ecc.) con i metri cubi di  acqua erogati; per tale motivo non venivano applicate le delibere  C.I.P.E. di adeguamento tariffario.<br />
Il 13  giugno 2003 è stata stipulata, in applicazione di quanto previsto dalla  legge regionale n.10/97 di recepimento della Legge Galli, la Convenzione  per l’affidamento in gestione degli acquedotti Calabresi alla società  So.Ri.Cal. S.p.A<br />
Il 46,5% delle quote della  So.Ri.Cal sono di proprietà della Veolia, multinazionale francese che  opera principalmente nei campi del trattamento e della distribuzione  dell’acqua, dei rifiuti, dell’energia e dei trasporti. Inoltre in  Calabria gestisce l’inceneritore di Gioia Tauro, la discarica di Rossano  e gli impianti di selezione e trattamento di Crotone, Gioia Tauro,  Reggio Calabria, Rossano e Siderno.<br />
Tutto  questo ha comportato un aumento delle tariffe idriche, una scarsa  manutenzione degli impianti e gravi disservizi, arrivando al blocco  delle forniture nei comuni per il mancato pagamento dei canoni idrici  alla So.Ri.Cal. S.p.A.<br />
A tal proposito  ricordiamo che la Giunta Scopelliti ha approvato una delibera (la n°71  del 28/02/2011) che prevede una serie di misure da intraprendere per il  controllo dell’esposizione debitoria dei comuni  nei confronti della  So.Ri.Cal: di fatto i comuni vengono legati mani e piedi alle banche per  poter avere la certezza della fornitura idrica.<br />
Ancora una volta a decidere sulle nostre vite saranno le banche e le multinazionali!<br />
Ancora una volta i Governi legiferano non sulla base dei pubblici interessi ma sulla base degli interessi del Capitale!<br />
Il  Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” ha denunciato da  diverso tempo la illegittimità delle tariffe idriche applicate ai Comuni  calabresi. Ci sono state ben tre sentenze della Corte Costituzionale,  oltre una deliberazione della Corte dei Conti della Calabria del 30  giugno 2010, che hanno ribadito l’assoluta competenza statale per gli  adeguamenti tariffari dell’acqua.<br />
A Lamezia  Terme la situazione dell&#8217;acqua viaggia di pari passo con la Lamezia  Multiservizi S.p.A., società per azioni oggi totalmente in mano al  Comune, che gestisce i servizi pubblici quali, la raccolta RSU e la  discarica, il servizio idrico integrato, i trasporti urbani, il canile,  il servizio scuolabus, la manutenzione del verde pubblico,  l’illuminazione pubblica, la manutenzione stradale, i servizi  cimiteriali.<br />
Già nel 2006, quando ancora non vi  era nessun obbligo di privatizzazione delle municipalizzate, la prima  Giunta Speranza aveva avviato la privatizzazione della Lamezia  Multiservizi S.p.A. con un processo contraddittorio di acquisizione  delle quote di Sviluppo Italia e, simultaneamente, di un impegno di  cessione di quote della stessa Multiservizi ai privati mediante  l’approvazione di un ordine del giorno proposto dallo stesso Sindaco.<br />
A  luglio del 2010 viene approvata una delibera dal consiglio comunale che  da il via libera alla svendita della Multiservizi S.p.A. con  l’imminente cessione ai privati del 40% delle quote societarie e con  l’approvazione dei cosiddetti patti parasociali che consegnano nelle  mani del socio privato tutti i posti di comando e i reali poteri  decisionale su investimenti, tariffe, assunzioni e licenziamenti del  personale.<br />
Non va poi dimenticato che oltre alla  distribuzione idrica saranno privatizzati anche pezzi importanti dei  servizi pubblici locali. Questo atto è stato voluto dal Sindaco e dalla  sua maggioranza e giustificato come un passaggio obbligatorio legato  all’inevitabilità dei vincoli imposti dalla legge. Vincoli quest’ultimi  inesistenti se si pensa che l’Unione Europea demanda ai singoli Stati  membri la possibilità di definire quali siano i servizi a rilevanza  economica e quali quelli privi e la normativa italiana non si è mai  pronunciata esplicitamente in tal senso.<br />
I  comuni di riferimento della Lamezia Multiservizi S.p.A. hanno la podestà  di decidere quale forma gestionale intendono adottare per la gestione  del Servizio Idrico Integrato e, più in generale, di tutti i beni che  verranno definiti privi di rilevanza economica. Inoltre la scelta del  comune di Lamezia anticipa i tempi della scadenza di fine dicembre 2011  previsti dall&#8217;attuazione del decreto Ronchi.<br />
La  strada da percorrere è quella dell’inserimento nello statuto comunale  di una specifica formula che definisce il servizio idrico integrato  quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.<br />
Per questo il Comitato Lametino Acqua Pubblica  (acquapubblicalamezia.blogspot.com), composto da 15 organizzazioni tra  movimenti, forze politiche, associazioni, collettivi e sindacati, al  quale il Collettivo Altra Lamezia ha aderito sin dall&#8217;inizio della  campagna referendaria, ha presentato a giugno del 2010 al Comune, una  proposta di delibera di Iniziativa Popolare sottoscritta da oltre 700  cittadini lametini i quali chiedono che l’acqua venga definita un  servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. Dalla consegna  della delibera popolare, nessuna risposta esauriente è stata data a  riguardo, se non un timido e fallimentare tentativo di consiglio  comunale aperto poi annullato per mancato raggiungimento del numero  legale.<br />
La privatizzazione della Lamezia  Multiservizi S.p.A. è stato il motivo principale per cui, insieme alle  altre realtà promotrici del Music Against &#8216;Ndrangheta, abbiamo deciso di  rinunciare al patrocinio comunale e contributo economico del comune  alla manifestazione, rinunciando, di fatto, a poter realizzarla in  assenza di qualsiasi fondo.<br />
Per mettere fine ai  processi di privatizzazione dell’acqua serve, però, un gesto concreto;  il 12 e 13 giugno bisogna andare a votare 2 SI.<br />
I quesiti non sono complessi, analizziamoli brevemente.<br />
Con il primo quesito si propone <em>l’abrogazione  dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008, relativo alla  privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica</em>. La  norma stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico  l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a  società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il  privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. Le  società interamente a capitale pubblico (come per il caso nostro la  Lamezia Multiservizi S.p.a.)  dovrebbero cessare di esistere o possono  continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con  capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste  collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del  servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro  giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.<br />
Con il secondo quesito si propone <em>l’abrogazione  dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice  dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che  la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’  “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”</em>.  La parte  di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore  di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta  dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun  collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento  qualitativo del servizio. Abrogando questa norma si impedisce di fare  profitti sull’acqua.</p>
<div><strong>Sosteniamo la campagna “MO BASTA” della <em>Rete per la difesa del Territorio Franco Nisticò</em> (<a href="../" target="_blank">www.difendiamolacalabria.org</a>),   attiviamoci nei comitati locali per i si ai referendum per l’acqua e   contro il nucleare, il 12 e 13 giugno votiamo e facciamo votare 2 SI per   l’acqua pubblica e un SI per fermare il nucleare!</strong></div>
<div></div>
<div style="text-align: right;"><em>Collettivo Altra Lamezia</em></div>
<div style="text-align: right;"><em>www.altralamezia.tk</em></div>
<div style="text-align: right;"><em>altralamezia@gmail.com</em></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Il documento è disponibile anche in formato pdf cliccando <a href="http://ia700609.us.archive.org/3/items/EnergieNucleareEAcqua/DocumentoEnergieNucleareEAcqua.pdf">qui</a></div>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F05%2F25%2Flamezia-breve-analisi-su-energie-e-acqua-in-vista-del-voto%2F&amp;title=Lamezia%3A%20breve%20analisi%20su%20energie%20e%20acqua%20in%20vista%20del%20voto" id="wpa2a_18"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/05/25/lamezia-breve-analisi-su-energie-e-acqua-in-vista-del-voto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Via gli stranieri dalla nostra terra</title>
		<link>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/04/09/via-gli-stranieri-dalla-nostra-terra/</link>
		<comments>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/04/09/via-gli-stranieri-dalla-nostra-terra/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 13:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[beni comuni]]></category>
		<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomafie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte sullo Stretto]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.difendiamolacalabria.org/?p=3714</guid>
		<description><![CDATA[<p></p> <p>Il documento che segue è il prodotto della due giorni di iniziative che si è tenuta nella Piana di Gioia Tauro il 12 e 13 di marzo per parlare di immigrazione e agricoltura contadina. Leggetelo e, se ne condividete i contenuti, aderite!</p> <p>È ora di dire basta. È ora che gli stranieri sappiano che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/04/altan_stranieri_sfruttati.jpg" alt="" width="240" height="245" /></p>
<p><em>Il documento che segue è il prodotto  della due giorni di iniziative che si è tenuta nella Piana di Gioia  Tauro il 12 e 13 di marzo per parlare di immigrazione e agricoltura  contadina. Leggetelo e, se ne condividete i contenuti, aderite!</em></p>
<p><strong>È ora di dire basta. È ora che gli stranieri sappiano che non  sono i benvenuti e se ne tornino a casa propria. È ora che ci  riprendiamo la nostra terra. </strong></p>
<p><strong>Vengono qui e ci rubano tutto.</strong> Come se non  bastassero i problemi che abbiamo già, dobbiamo sopportare gente che  viene da fuori e mangia sulle nostre spalle. E lo stato che li aiuta  pure, spendendo soldi per loro, mentre a noi chiudono ospedali e scuole.</p>
<p><strong>Vengono accolti dai nostri governi</strong>, che prendono i  loro soldi dandogli in cambio cose che appartengono a tutti noi: le  nostre coste, i nostri terreni e persino l’acqua che scorre dai nostri  rubinetti. Così loro possono decidere di farcela pagare quanto vogliono e  se non saldiamo le bollette sono pronti a togliercela in qualunque  momento.<span id="more-3714"></span></p>
<p><strong>Vengono qui coi loro barconi,</strong> i loro macchinoni, jet  privati, elicotteri… attraversano i nostri territori col passo deciso  di chi si sente padrone e vengono ossequiati da tutte le autorità.  Comprano a basso costo i frutti delle nostre campagne e poi ce li  rivendono a venti, trenta volte tanto dentro i centri commerciali che  nel frattempo ci hanno costruito vicino casa. Altre volte comprano a  quattro soldi direttamente i terreni, sradicano gli alberi e al loro  posto ci mettono centrali o altri mostri, avvelenando l’aria e la terra  anche a quelli che non gliel’hanno venduta.</p>
<p>Sono questi, non gli immigrati che vengono qui a lavorare, che vanno  additati come stranieri e che stanno mettendo noi nella condizione di <strong>stranieri nella nostra terra</strong>.</p>
<p><strong>Dalla Calabria alla Romania, dall’Europa nel Mediterraneo<br />
organizzare la solidarietà, praticare l’utopia</strong></p>
<p>Sono già trascorse due settimane da quando un gruppo di persone di  varia provenienza visitava la piana di Gioia Tauro. Venivano dalla  Francia, dalla Spagna, dalla Polonia, dalla Romania… dall’Africa. Già  dal nome, “Rete europea per la difesa dell’agricoltura contadina e  contro lo sfruttamento dei braccianti”, li abbiamo riconosciuti come  parte della stessa lotta che conduciamo qui e della stessa speranza che  cerchiamo di coltivare.</p>
<p>Con le organizzazioni contadine di questi paesi ci siamo confrontati,  nella convinzione comune che il sistema di sottomissione della piccola  agricoltura governato dalla Grande Distribuzione Organizzata sia lo  stesso in tutta Europa, primo responsabile dello strozzamento dei  piccoli contadini e del supersfruttamento dei braccianti, locali ed  immigrati. Confermando che la lotta contro questo sistema va combattuta  ovunque, abbiamo conosciuto come viene condotta in Francia da <strong>Via Campesina</strong> e dal sindacato contadino <strong>Confederaciòn Paysanne</strong>, che riunisce migliaia di piccoli agricoltori. O in Spagna dal <strong>Sindacato Obrero del Campo</strong>.</p>
<p>Durante gli incontri e i dibattiti, i l<strong>avoratori africani della Piana di Gioia Tauro</strong>,  presenti a decine, hanno ascoltato insieme a noi da Spitou Mendy  l’esperienza di chi in Andalusia vive le stesse circostanze che hanno  determinato l’anno scorso la <strong>rivolta di Rosarno</strong>: lo sfruttamento selvaggio e la violenza che sta dietro le confezioni di pomodori esposte sui banchi della <em>Carrefour</em>.  Dalla sua esperienza, i braccianti della piana hanno colto come sia  impossibile una conquista di pieni diritti senza imparare a parlare per  sé, darsi un’organizzazione propria, unirsi al di là dell’appartenenza  etnica, non delegando a nessuno la difesa dei propri interessi.</p>
<p>Un percorso già intrapreso da alcuni dei loro fratelli che l’anno  scorso, dopo la rivolta e le deportazioni, si sono trovati in qualche  centinaio a Roma e qui hanno trovato nella solidarietà di alcune realtà  di movimento la rete d’appoggio necessaria a cominciare un percorso di  autorganizzazione e lotta, che li ha portati alla conquista del permesso  di soggiorno e che oggi continua, di assemblea in assemblea. La  testimonianza dei compagni dell’<strong>Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma</strong> ha significato per gli africani presenti una verifica importante di  come uscire dall’invisibilità e lottare insieme sia una via davvero  praticabile.</p>
<p>Un cammino ancora tutto da cominciare nella piana. Se l&#8217;accumulo di  esasperazione esploso nella rivolta è figlio di questa condizione  d&#8217;impotenza, dell&#8217;impossibilità a dar voce alle proprie esigenze, oggi  possiamo partire da quel gesto disperato per organizzare la rabbia in  lotta e trasformare l&#8217;urlo scomposto in rivendicazione cosciente. Un  corso nuovo in cui tutti sono coinvolti, le realtà di movimento, le  organizzazioni di solidarietà, gli stessi sindacati, a mettere in  discussione le proprie pratiche e iniziarne di nuove.</p>
<p>Uno stimolo ben recepito dal sindacato che dai braccianti è nato, la <strong>FLAI-CGIL</strong>. <strong>La  recente esperienza del sindacato di strada, condivisa con i  partecipanti ai dibattiti in quei giorni, dimostra la disponibilità di  quest&#8217;organizzazione a mettersi in discussione e riformulare il proprio  essere,  negli assetti come nelle pratiche, alla ricerca del modo più  giusto per svolgere la propria missione nella situazione nuova.  Un&#8217;esperienza ancora tutta da sviluppare, soprattutto nella sua  dimensione vertenziale, che può convergere con le altre istanze di lotta  presenti sul territorio e nella varietà di culture politiche diventare  forza aggiunta sullo stesso fronte di lotta.</strong></p>
<p><strong>Braccianti e piccoli contadini, autoctoni e immigrati: a chi giova la contrapposizione?</strong></p>
<p>Insieme abbiamo ragionato sull’alleanza necessaria tra piccoli  contadini e braccianti contro le multinazionali e i loro alleati locali,  siano mafiosi, politici o imprenditori. Di contro al fossato etnico che  l’anno scorso si è espresso dopo la rivolta in una dinamica di guerra  civile, che ha visto violentemente contrapposti poveri ad altri poveri,  abbiamo puntato il dito sul blocco sociale dominante che specula e  s’arricchisce nel sottosviluppo e questo alimenta, in un rapporto di  simbiosi con i grandi gruppi stranieri, svendendo a questi la nostra  terra e le nostre vite. Sono quelli che dalle annose truffe sui  contributi europei, sugli elenchi anagrafici e le finte giornate ed  anche sulle strozzature all’intermediazione verso la grande  distribuzione hanno speculato, trasformando l’economia agricola un tempo  fiorente di questo territorio in un pantano immobile, un vivaio di  assistenze clientelari, nel quale il guadagno dipendeva dal rapporto di  fedeltà verso un sistema politico-imprenditorial-mafioso corrotto che  invischiava i piccoli contadini nelle clientele dell’elemosina diffusa<strong>. </strong>Nel  mentre pochi grossi realizzavano profitti sulla quantità di prodotto a  poco prezzo, anche i piccoli si accodavano a questo modello nutrito di  chimica ad impoverire i suoli e le colture e compromettere la  possibilità di un’agricoltura di qualità. L’abbassamento dei prezzi  arriva come colpo di grazia insieme al cambiamento della <strong>Politica Agricola Comunitaria</strong>,  che prima alimentava la frode diffusa con le “arance di cartone” ed  oggi premia solo la grande proprietà, commisurando i contributi non al  prodotto ma all’estensione.</p>
<p><strong>Oggi che la nostra agricoltura è prossima alla morte, il  blocco speculativo che ha determinato questa situazione volge altrove i  propri interessi, trovando nel territorio in sé la merce da svendere e  su cui speculare senza bisogno che ci sia qualcuno a coltivarlo, ma  rinnovando sempre quel ciclo del cemento da cui è nata la moderna  impresa mafiosa.  Così pure i grossi proprietari, ancora satolli dei  contributi statali ed europei e forti di una produzione a costi  ridottissimi grazie alla manodopera immigrata, s’accodano al nuovo corso  pensando di convertire i suoli ad altre colture industriali e destinare  quelle meno redditizie ad altri scopi, come le centrali a biomasse…</strong> se le arance vanno vendute a 5 centesimi, che ci sia la diossina dentro  importa poco e così il diavolo può camminare a braccetto con l’acqua  santa a cospargere il nostro territorio di veleni.</p>
<p>Nel variegato panorama delle organizzazioni di categoria, l’istanza  dei piccoli contadini può al massimo trovare un posto di subalternità,  ancora, dentro strutture verticali che pensano di unire grossi  proprietari e piccoli produttori, toccando a volte nelle proposte le  possibilità offerte dalla filiera corta ma non mettendo mai in  discussione il sistema dell’agricoltura industriale. Come fa chi ad  esempio da una parte organizza mercati contadini per bypassare le  intermediazioni e dall’altra si limita a chiedere una quantità maggiore  di succo d’arancia per i prodotti industriali, una specie d’elemosina  maggiorata all’agricoltura stracciona della piana. In questo panorama di  soggetti che si accingono a gestire insieme ai governanti della regione  i <strong>fondi europei per lo sviluppo rurale</strong>, non esitiamo a  dire che la classe contadina non è rappresentata nei suoi interessi e  meno che mai l’istanza di uno sviluppo locale sostenibile.</p>
<p><strong>Da questo punto di vista, la necessità di una  sindacalizzazione della manodopera immigrata fa il paio con quella di  un’organizzazione autonoma dei piccoli contadini. In questo, l’esempio  francese di <em>Via Campesina </em>e <em>Confederaciòn Paysanne può </em>rappresentare un modello che già in Italia sta trovando emuli e filiazioni, come <em>l’Associazione Rurale Italiana e Via Campesina &#8211; Italia</em>, presenti quei giorni agli incontri.</strong></p>
<p>A dare corpo e voce all’alternativa per la Calabria, i piccoli produttori della <strong>Campagna</strong> <strong>SOS Rosarno </strong>hanno  raccontato di come attraverso la rete dei gruppi d’acquisto solidale  sia possibile emanciparsi dalle forche caudine del mercato  monopolistico, realizzare un prodotto genuino, senza avvelenare la terra  e senza sfruttare nessuno, vendere ad un prezzo giusto che consente di  retribuire giustamente i lavoratori. A partire da esperienze come  questa, <strong>oggi che gli assetti delle politiche nazionali e  comunitarie cambiano a discapito di questo territorio ed abbandonano la  piccola agricoltura alle crisi feroci del mercato mondializzato, noi  vediamo una grande possibilità: quella di rompere la solidarietà  verticale tra dominanti e dominati e trovare nella lotta per i propri  diritti il collante naturale tra questi soggetti sociali al di là delle  appartenenze di razza o nazione. Filiera corta, filiera solidale,  sostenibilità sociale ed ambientale sono i punti cardinali di questo  nuovo corso storico.</strong></p>
<p>Da questi assunti, gli obiettivi volti a generalizzare quest&#8217;esperienza pilota:</p>
<p><strong>1- Creare le strutture di una filiera corta calabrese:  disertare i centri commerciali, organizzare gruppi d’acquisto e  mercatini in cui possiamo acquistare i prodotti della nostra terra,  lasciando sul territorio in cui viviamo il valore economico dei nostri  consumi.</strong></p>
<p><strong>2- Lo sviluppo locale così inteso è il contrario della chiusura, </strong>dell’egoismo  particolaristico e rappresenta al contrario un modo per centrarsi,  ritrovare la propria identità, anche dal punto di vista  economico-produttivo, e a partire da questa realizzare relazioni di  scambio, incontri con altri territori e popolazioni, nel segno del  mutualismo senza competizione.<strong> La filiera solidale è dunque il  modo in cui i territori si comunicano e scambiano il rispettivo  specifico produttivo e si aiutano a superare le difficoltà, ad  affrontare le necessarie lotte.</strong></p>
<p><strong>3- Produrre senza inquinare, lavorare senza essere sfruttati o  sfruttare, questa è l’alternativa definita dal concetto di  sostenibilità, </strong>rifiutando la logica della competizione tra servi che i padroni vorrebbero imporci.</p>
<p>Ancora, questi percorsi s’incontrano nell’esigenza di <strong>un’accoglienza degna per i lavoratori immigrati</strong>,  che non è affatto contrapposta alla qualità della vita degli abitanti  pianigiani né foriera di degrado ambientale, come vorrebbe farci pensare  chi promuove la segregazione nei <strong>ghetti di cemento </strong>come  unica soluzione di “civile convivenza”. Non stupisce affatto che questi  siano i progetti dello stesso Ministero degli interni che vuole  aumentare i CIE e concepisce la gestione dei flussi migratori in termini  di contenimento e ordine pubblico.</p>
<p><strong>Lo stesso governo che ha creato ad arte la crisi di Lampedusa  e fatto esplodere la psicosi dell&#8217;invasione per i flussi provenienti  dal nord Africa, incapace a gestire l&#8217;arrivo di 20.000 esseri umani  quando la sola Tunisia non ha esitato un attimo ad accoglierne 150.000, a  far ben sperare sul nuovo corso di civiltà inaugurato in quel paese  dalla recente rivoluzione. L&#8217;offerta di accoglienza partita dalla  Locride si sposa con le prese di posizione del sindaco di Riace, di  Domenico Lucano a rifiutare con nettezza modelli basati sulla  concentrazione e il contenimento, siano realizzati in tendopoli o basi  militari. Di contro alle speculazioni politiche ed economiche che  prospettano la costruzione di nuovi lager, rilanciata in questi giorni  dal governo a violare ancora una volta i diritti umani fondamentali, il  coinvolgimento attivo delle istanze locali in formule d&#8217;accoglienza  diffusa resta l&#8217;unica soluzione sensata. L&#8217;incontro tra le persone  l&#8217;unico antidoto alla paura di massa alimentata da politici e  mass-media.</strong></p>
<p>Lo stesso Lucano, a partire dalla virtuosa esperienza realizzata nel  suo comune ormai da anni, ci ha restituito una chiara visione di come  l’ipertrofia cementizia dei nostri territori cozzi contro l’abbandono  del patrimonio edilizio, urbano e rurale. Questo scellerato e continuo  consumo di suolo è insensato tanto in relazione all’edilizia  residenziale quanto alle strutture d’accoglienza. I sigilli posti  qualche settimana fa ad abitazioni del centro cittadino di <strong>Rosarno</strong>, fatiscenti e malsane, occupate, a pagamento, da lavoratori e lavoratrici immigrati, dimostrano come già ci sia una <strong>pratica abitativa della popolazione immigrata che usa il patrimonio edilizio in abbandono dei nostri comuni</strong>.</p>
<p><strong>Una politica coerente con gli interessi del territorio e non  con quelli della speculazione dovrebbe orientarsi al recupero di queste  strutture e destinare i fondi pubblici all’accoglienza diffusa anziché  costruire nuove strutture invasive dal costo esorbitante. Ancor di più,  nel segno di una nuova pianificazione del territorio volta alla  promozione dello sviluppo rurale sostenibile, il recupero dei casolari  abbandonati, e ad oggi occupati con gravi disagi dai lavoratori  immigrati, rappresenterebbe una virtuosa attivazione dell’impresa edile  locale, finalizzata al recupero anziché alla speculazione ed alla  ripresa dei vecchi mestieri e saperi connessi all‘architettura rurale,  oltre che un ripopolamento delle campagne che in prospettiva può  coniugare esperienze di turismo solidale con un nuovo impulso per  l’impresa contadina e di tutte le connesse attività dell‘artigianato  locale oggi purtroppo in decadenza. Anche questo è un fronte di  convergenza tra piccoli contadini e braccianti immigrati, che a Rosarno e  nella piana di Gioia Tauro non mancheremo di sviluppare nei prossimi  mesi chiamando alle proprie responsabilità tutti gli enti locali e  chiedendo loro di schierarsi in tal senso con fatti concreti.</strong></p>
<p><strong>Dall’organizzazione alla lotta comune</strong></p>
<p>Ma questa pratica dell’utopia deve incanalarsi in una lotta politica  che sappia imporsi alle varie istanze di governo nazionali e  sovranazionali, imporre un diverso orientamento delle politiche  agricole, così come coordinarsi ai movimenti antirazzisti per combattere  le politiche migratorie come la <strong>Bossi-Fini</strong>, che creano  ad arte il contesto giuridico in cui maturano le situazioni che  conosciamo nelle campagne del meridione italiano, come di varie altre  zone d’Europa. Non è più possibile affrontare separatamente questi  problemi. I dati del lavoro nero nelle aziende agricole fanno il paio  con quelli della riduzione in clandestinità, come fatto o come minaccia,  ad opera delle leggi dello stato italiano che così impediscono a queste  masse il diritto ad avere diritti. Se queste sono le basi del made in  Italy, <strong>un sistema diverso non può che partire dalla lotta per il  riconoscimento degli immigrati, tutti, come esseri umani con diritti  civili e come lavoratori con diritti sindacali, una lotta unica che va  condotta contetestualmente sul fronte economico e politico.</strong></p>
<p>La piattaforma elaborata dalle realtà romane d’appoggio all’Assemblea  dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma, come pure quella stilata dal  “gruppo di lavoro per la difesa dell’agricoltura contadina e contro lo  sfruttamento bracciantile” ci sembrano due fondamentali punti di  partenza per un percorso vertenziale che sappia articolarsi in varie  dimensioni territoriali, dai tavoli regionali alle sedi del governo UE.</p>
<p><strong>In tal senso accogliamo e rilanciamo la proposta fatta  durante le assemblee di quei giorni dall’Osservatorio Antirazzista  Pigneto-Torpignattara di Roma di una manifestazione unitaria davanti al  Ministero dell’Agricoltura a Roma in cui far convergere tutte le lotte  esistenti nel Mezzogiorno agricolo italiano.</strong></p>
<p>Ma non dobbiamo scordarci che dietro la controparte politica c’è  sempre una controparte economica. Ad oggi, l’agricoltura in tutte le sue  determinazioni, sia essa contadina od industriale, trova nei colossi  della Grande Distribuzione Organizzata gli attori del comando  capitalistico sulla produzione che determinano prezzi, condizioni e modi  di produzione. Il proliferare dei centri commerciali nelle città è un  attentato alla salute pubblica dei consumatori così come l’invasione di  questi nei territori rurali, soprattutto nel Mezzogiorno, rappresenta  uno schiaffo d’impronta coloniale sferrato alle popolazioni locali, con  la complicità del capitalismo mafioso che in questi circuiti ed in  generale nel ciclo del cemento trova solidi canali di riciclaggio e  valenti alleati al proprio strapotere.</p>
<p><strong>Oltre le manfrine retoriche imbastite dai professionisti  dell’antimafia, la vera lotta contro le organizzazioni criminali si può e  si deve condurre sul fronte economico, attaccando i presidi  territoriali degli interessi masso-mafiosi che s’intrecciano con i  circuiti della Grande Distribuzione Organizzata fino a diventare una  cosa sola. Una campagna nazionale di boicottaggio dei centri commerciali  ed in generale delle grandi catene rappresenta allora il momento  principe del fronte comune tra gruppi di consumatori consapevoli,  piccoli contadini e lavoratori agricoli, ed in generale la società  civile meridionale asfissiata dal viluppo  masso-politico-imprenditorial-mafioso.</strong></p>
<p><strong>La piana di Gioia Tauro, punto più estremo del Mezzogiorno:<br />
alla periferia della crisi, il laboratorio sociale dell’utopia?</strong></p>
<p>La piana di Gioia Tauro rappresenta storicamente il laboratorio forse  più eloquente del sottosviluppo capitalistico innestato in questo  territorio dai tempi della conquista regia sabauda per tutta la storia  nazionale, anche repubblicana, in cui questo territorio più di molti  altri del Mezzogiorno ha visto confermato il suo ruolo di colonia  interna. Oggi, proprio negli ultimi mesi, dentro la crisi generale  italiana, si moltiplicano gli indicatori di una crisi locale accelerata  dai fattori esterni, gli stessi fattori del sistema economico-politico  nazionale che hanno determinato e mantenuto per decenni lo status quo.</p>
<p>I barbari sono arrivati in questa terra molti anni fa, ne hanno  succhiato il nettare risputandoci indietro lo scarto ed ora s’accingono  ad esaurirne l’ultima essenza prima d’abbandonare a se stessa questa  gigantesca discarica sociale a cielo aperto.</p>
<p><strong>A cominciare dall’acqua, elemento primo di vita, stanno procedendo a sottrarci le risorse fondamentali alla sopravvivenza</strong>, come testimonia l’ultimo episodio avvenuto a <strong>Cinquefrondi</strong> solo alcune settimane fa, dove un intero paese è rimasto bloccato per 5  giorni perché privato del prezioso liquido e i cittadini, sindaco  compreso, impediti da guardie private ad accedere all‘acquedotto. Non è  casuale che il nome francese, <em>Veolia</em>, ricorra tra i controllori  di questa e delle altre nostre risorse idriche come pure tra i gestori  del ciclo dei rifiuti, attraverso discariche e soprattutto <strong>l’inceneritore di Gioia in via di raddoppio</strong>,  a compromettere nell’aria l’altro elemento essenziale alla  sopravvivenza. Ecco le loro ricette per il nostro territorio: rovinare  la terra per produrre energia attraverso l’incenerimento dei rifiuti in  un territorio che già l’energia l’esporta e non dovrebbe sopportare  neppure mostri come la <strong>centrale Turbogas di Rizziconi</strong>,  che sputa rumori assordanti e fumo sopra gli ulivi e gli agrumeti a  rendere insopportabile agli abitanti locali la vita quotidiana in casa  propria. Senza andare poi al futuro prossimo del <strong>Rigassificatore</strong>, per cui già altre terre sono state svendute nella zona di San Ferdinando ed altre colture verranno distrutte, o del vicino <strong>Ponte sullo Stretto</strong>, già l’eterno ammodernamento dell’autostrada ha visto gli stessi colossi della megaopera, come <strong>Impregilo</strong> e <strong>Condotte d’Acqua</strong>, prendere miliardi dallo stato e lucrare sul bisogno di lavoro di quanti, come i <strong>dipendenti del Consorzio Scilla</strong>, si vedono sbattuti in mezzo alla strada da un giorno all’altro. Cose che succedono in modo molto simile al <strong>Porto di Gioia Tauro</strong>,  dove la stessa multinazionale che dichiara di non aver problemi a  relazionarsi con le cosche per i propri interessi, schiaccia i  lavoratori che ne hanno fatto la fortuna nel ricatto di dover rinunciare  ad ogni diritto per continuare a poter lavorare, pena l’abbandono dello  scalo ed il ritorno della struttura nel lungo novero delle cattedrali  nel deserto. Fino ad altri francesi, quelli della <strong><em>Valtur</em></strong>,  che quest’anno chiuderanno a Nicotera Marina il megavillaggio dove ogni  anno rinserravano i turisti, dopo decenni di profitti realizzati  appropriandosi dei nostri luoghi e del nostro mare, lasciando a casa  decine di lavoratori e la costa comunque occupata dalla megastruttura.</p>
<p>In questo quadro di dismissione della Calabria e dei calabresi, non stupiscono allora provvedimenti come <strong>il sistema delle autonomie e il federalismo fiscale</strong>,  ovvero la privazione a questo territorio delle risorse erariali per cui  paghiamo le tasse, ricchezza nazionale che a buon diritto qui dovrebbe  tornare a memoria del lavoro di generazioni dei nostri emigranti che  l’hanno costruita. Nel quadro di povertà diffusa e crescente che ne  seguirà, l&#8217;emigrazione, che si conferma alle quote degli anni ‘50, non  potrà allora che aggravarsi assumendo il senso del definitivo abbandono.</p>
<p><strong>Veramente allora ci appare come la ritrosia del paziente di  fronte alla medicina urticante la paura sociale che qui si è diffusa ed è  stata indotta, ugualmente e diversamente che nel resto del paese, verso  la popolazione immigrata. Piuttosto che minaccia al quieto vivere,  secondo la visione di un senso comune da sonnambuli ubriachi, questa  presenza ci sembra piuttosto un benefico <em>novum, </em>umano,  culturale, sociale, in potenza anche economico, in grado di dare a  questo organismo compromesso una possibilità di guarigione. A patto,  s’intende, che l’osso sano di questa società sappia levarsi di dosso la  polpa marcia stratificata in decenni di degrado e lasciar respiro alla  pelle nuova, che può essere fecondamente ibridata dai vari elementi di  quest’altra umanità.</strong></p>
<p>A vederla in quest‘ottica, l’apocalisse alle porte può essere vista  anche come possibile nuovo inizio, a patto però che si sappia collocare  ogni questione in questo scenario generale e inserire ogni percorso di  resistenza e lotta nella prospettiva generale di una nuova  pianificazione del territorio che passa, prima di tutto, per la  riappropriazione dei beni comuni.</p>
<p>Per questo facciamo nostra l&#8217;istanza del referendum contro  privatizzazione del servizio idrico e nucleare, accogliendo l&#8217;appello  della <strong>Rete per la Difesa del Territorio Franco Nisticò</strong> a <strong>“</strong>costruire  insieme un grande percorso di mobilitazione che metta fine al  Commissariamento per l&#8217;emergenza rifiuti. Consegnando la gestione dei  beni comuni alle popolazioni calabresi. Delle nostre vite decidiamo noi.<strong>”</strong>.</p>
<p><strong>PERCHÉ NOSTRA E’ L’ACQUA, NOSTRA L’ARIA, NOSTRO IL MARE E LE COSTE.<br />
NOSTRA  LA TERRA E GLI STRANIERI CHE DOBBIAMO CACCIARE SONO QUANTI LE DEVASTANO  E SE NE VOGLIONO APPROPRIARE E NON QUELLI E QUELLE CHE VENGONO QUI PER  FECONDARLA INSIEME A NOI COL LORO LAVORO.</strong></p>
<p><strong>INVITIAMO TUTTE LE REALTÁ DI SOLIDARIETÁ E LOTTA DEL  MEZZOGIORNO ITALIANO AD ORGANIZZARE UN&#8217;ASSEMBLEA PREPARATORIA PER UNA  GRANDE MANIFESTAZIONE DA TENERSI A ROMA DAVANTI AL MINISTERO  DELL&#8217;AGRICOLTURA PRIMA DELLA PROSSIMA STAGIONE DELLE ARANCE, A PARTIRE  DAL CONFRONTO SU UNA PIATTAFORMA COMUNE.</strong></p>
<p><strong>PER</strong></p>
<ul>
<li>l&#8217;istituzione di un <strong>aiuto speciale per le piccole aziende</strong>, riconoscendo la loro funzione economica, sociale e territoriale, a partire da politiche reali che <strong>contrastino il monopolio della Grande Distribuzione Organizzata e sostengano la filiera corta</strong>;</li>
<li><strong>una campagna nazionale di boicottaggio contro la Grande Distribuzione Organizzata</strong>;</li>
<li>politiche di <strong>sostegno alla filiera del biologico </strong>e una<strong> moratoria alla costruzione di impianti inquinanti</strong> legati al ciclo di smaltimento dei rifiuti e alla produzione d&#8217;energia, incompatibili con l&#8217;agricoltura di qualità;</li>
<li><strong>l&#8217;introduzione nei disciplinari dei prodotti certificati (DOP, IGP, STG, DOC e IGT e BIO) di</strong> <strong>criteri che tutelino i lavoratori, </strong>dando pari importanza alla qualità organolettica ed alla qualità sociale del prodotto;</li>
<li>l&#8217;introduzione degli <strong><em>indici di congruità</em></strong> <strong>nel settore agricolo</strong>;</li>
<li><strong>politiche più efficaci contro il fenomeno sociale ed economico del caporalato</strong>, in linea con la <strong>campagna nazionale Stopcaporalato</strong>;</li>
<li>l&#8217;attuazione della condizionalità degli aiuti legati al rispetto del diritto del lavoro;</li>
<li>il divieto per gli stati membri di sostenere e di sovvenzionare gli  agricoltori che non rispettino i loro obblighi di datori di lavoro;</li>
<li>la firma, la ratifica e l&#8217;attuazione da parte di tutti i Paesi europei della <strong>Convenzione internazionale sui lavoratori migranti</strong>;</li>
<li>la firma, la ratifica e l&#8217;attuazione da parte di tutti i Paesi europei della <strong>convenzione internazionale 184 dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro</strong>;</li>
<li>la regolarizzazione dei lavoratori agricoli e lavoratori senza documenti;</li>
<li><strong>né respingimenti né segregazione: politiche d&#8217;accoglienza diffusa basate sul recupero</strong> dell&#8217;edilizia in disuso tanto nei centri urbani quanto nelle zone  rurali, contro strutture di contenimento, separazione, reclusione.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong>CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO E IL RITORNO AL NUCLEARE</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>OSSERVATORIO MIGRANTI AFRICALABRIA – ROSARNO<br />
EQUOSUD<br />
C.S.O.A. ANGELINA CARTELLA – REGGIO CALABRIA<br />
KOLLETTIVO ONDA ROSSA – CINQUEFRONDI<br />
CHIESA BATTISTA – REGGIO CALABRIA<br />
G.A.S. FELCE E MIRTILLO – REGGIO CALABRIA<br />
COLLETTIVO UNIVERSITARIO UniRC<br />
COMITATO ACQUA PUBBLICA VILLA SAN GIOVANNI</strong></p>
<p>adesioni:<br />
<strong>ASSEMBLEA DEI LAVORATORI AFRICANI DI ROSARNO A ROMA<br />
COMPRESI GLI ULTIMI &#8211; VIBO VALENTIA<br />
FIOM CGIL – REGGIO CALABRIA/LOCRI<br />
FLAI CGIL – PIANA DI GIOIA TAURO<br />
CGIL – COMPRENSORIO DI GIOIA TAURO<br />
OSSERVATORIO ANTIRAZZISTA PIGNETO – TORPIGNATTARA<br />
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA<br />
STALKER &#8211; PRIMAVERA ROMANA<br />
SINISTRA CRITICA – CALABRIA </strong></p>
<p>per adesioni:   <a href="mailto:africalabria@gmail.com">africalabria@gmail.com</a>, <a href="mailto:equosud@libero.it">equosud@libero.it</a><strong>, </strong> <a href="mailto:csoacartella@ecn.org">csoacartella@ecn.org</a></p>
<p>Per visionare l&#8217;elenco aggiornato delle adesioni guarda il sito del <a href="http://www.csoacartella.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=568:via-gli-stranieri-dalla-nostra-terra&amp;catid=7:comunicati&amp;Itemid=2" target="_blank">c.s.o.a. Angelina Cartella</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.difendiamolacalabria.org%2F2011%2F04%2F09%2Fvia-gli-stranieri-dalla-nostra-terra%2F&amp;title=Via%20gli%20stranieri%20dalla%20nostra%20terra" id="wpa2a_20"><img src="http://www.difendiamolacalabria.org/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.difendiamolacalabria.org/2011/04/09/via-gli-stranieri-dalla-nostra-terra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

