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Sorical: lo strano “affare” dei crediti pregressi

Nella “Convenzione per l’affidamento in gestione degli acquedotti Regionali della Calabria e del relativo servizio di erogazione di acqua per usi idropotabili” firmata il 13 giugno 2003, i “crediti pregressi” vengono ribaditi in ben 3 articoli, l’articolo 2 (punto h), l’articolo 6 (comma 6) e l’articolo 9.

  • Articolo 2, punto h: “la SO.RI.CAL. si impegna anche a curare la misurazione, la contabilizzazione e l’esazione per conto della Regione del corrispettivo dell’acqua erogata ed il recupero dei crediti nei confronti degli utenti per i periodi precedenti la presente convenzione, senza corrispettivo e con rimborso spese in misura non superiore al 2% dell’importo recuperato; la Regione, rilasciata apposita specifica procura, fornirà alla SO.RI.CAL. tutta la documentazione occorrente per il recupero di cui sopra.”
  • Articolo 6, comma 6: “La Società affidataria si obbliga a curare, per conto della Regione Calabria, la contabilizzazione e l’esazione relativa ai consumi idropotabili verificatisi nei periodi precedenti all’affidamento della gestione secondo le modalità del disciplinare di cui al punto g) del precedente art.3).
  • Articolo 9 (“Esazione”) : “L’esazione è regolata dall’allegato disciplinare. Per quanto riguarda l’attività di recupero per conto della Regione dei crediti per forniture d’acqua operate prima dall’affidamento, la Società affidataria si obbliga a tenere presso i propri uffici:

a) il giornale di cassa, sul quale registrerà cronologicamente ogni riscossione ed ogni eventuale pagamento;

b) il bollettino delle riscossioni, debitamente numerato e vidimato da un rappresentante della Regione Calabria;

c) i verbali per le verifiche di cassa.

L’attività di recupero per conto della Regione dei crediti per forniture d’acqua operate prima dell’affidamento, esclude la possibilità per la Società affidataria del recupero in via giudiziale restando la responsabilità dell’eventuale azione legale verso i creditori di esclusiva pertinenza della Regione Calabria, titolare del credito”.

Molto importante in relazione ai “crediti pregressi” è l’Accordo integrativo del 20 maggio 2004 siglato tra la Regione Calabria, la Sorical ed Acque di Calabria S.p.A.; in particolare il “Verbale in data 31 luglio 2003” che viene allegato all’accordo e che “si intende integralmente recepito costituendone parte integrante”.

L’accordo integrativo fa parte integrale e sostanziale della D.G.R. n.335 del 18/05/2004 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n.13 in data 16/07/2004.

Quello che è scritto nelle premesse è molto importante perché è riportata una cronistoria proprio relativa ai crediti pregressi.

In particolare è scritto che :

  • In data 27/12/2002 l’Assessore ai LL.PP. chiedeva al prescelto socio minoritario (nel frattempo costituitosi nella forma della S.p.A. Acque di Calabria) … di rinunciare all’attività, pur se già prevista nella Convenzione, della riscossione dei crediti pregressi che la Regione Calabria vanta verso numerose Amministrazioni comunali per forniture acquedottistiche non pagate;
  • In data 16.01.2003 Acque di Calabria S.p.A. … dichiarava la sua disponibilità … alla rinuncia a ricevere il mandato per la riscossione dei crediti pregressi; … subordinando tale disponibilità ad una revisione degli impegni ed obblighi per investimenti di SORICAL…
  • Acque di Calabria con nota del 24/02/2003 : ha confermato l’impegno ad anticipare le quote di competenza del socio pubblico del capitale sociale, fissato nel limite massimo di €13.400.000,00… ed ha condiviso l’opportunità, già discussa con la Regione per le vie brevi, che la restituzione della sopracitata anticipazione del capitale sociale, comprensiva degli oneri connessi, già garantita secondo gli atti approvati, dalla facoltà per Acque di Calabria di trattenere un equivalente importo degli incassi dei crediti pregressi che SORICAL avrebbe dovuto riscuotere per conto della Regione Calabria,possa invece avere luogo scontando un numero congruo di annualità del previsto canone d’uso degli impianti

Quanto sopra si può leggere nelle premesse, ed addirittura nei “considerato” è scritto che:

  • il mancato conferimento del mandato alla riscossione dei crediti pregressi incide sull’equilibrio economico-finanziario della gestione sia per il mancato ricavo relativo al previsto aggio del 2% sugli importi riscossi, sia per il venir meno dei benefici finanziari derivanti dalla gestione, ancorché solo temporanea, del flusso degli importi riscossi”.

Viste le premesse e le considerazioni era chiaro che veniva preclusa alla SORICAL la possibilità di procedere alla riscossione dei crediti pregressi; infatti con l’Accordo integrativo si concorda che :

  • SORICAL conferma l’impegno a non rendere operativo il mandato alla riscossione dei crediti pregressi di cui agli Articoli n.6 comma 6 e n.9 della Convenzione e dal Disciplinare di esazione dei canoni già approvato dalla Delibera di G.R. n.804 dell’11.09.2002”

L’Accordo integrativo, che praticamente è stato un vero e proprio atto di transazione, doveva rappresentare un punto di incontro tra due posizioni (quella della Regione Calabria e della SORICAL) nel senso che ognuna avrebbe rinunciato a qualcosa in cambio di qualcos’altro. Difatti alla rinuncia di SORICAL a riscuotere i canoni pregressi ha fatto da contraltare, tra l’altro, un canone degli impianti “ridicolo” (€ 500.000,00 annui) e soprattutto, NON DIMENTICHIAMOLO, le tariffe dell’acqua che dovevano rimanere bloccate per 5 anni e che invece si è stabilito rimanessero bloccate fino al 01.01.2006 (!!!) aggiungendo pure la possibilità di recuperare il differenziale d’inflazione sin dal 2003.

A questo punto dei “crediti pregressi” la SORICAL non dovrebbe più parlarne, invece …

Nella Legge Regionale n.9 del 11 maggio 2007 all’articolo 14 (“Riscossione di tariffe”) punto 3 è stabilito che: “L’ingiunzione è adottata nella forma del decreto del Dirigente generale del Dipartimento regionale dei lavori pubblici, che si avvale, per le attività istruttorie e per la materiale riscossione del credito derivante da titolo esecutivo, di So.Ri.Cal. S.p.A., in base a quanto previsto dalla vigente convenzione”.

Ma come è possibile? La SORICAL non aveva rinunciato alla riscossione dei crediti pregressi?

La Regione Calabria vuole “aiutare” la SORICAL e va avanti per questa strada.

Con la Legge regionale n.15 del 10 luglio 2007 autorizza la Giunta Regionale “a concedere, in via di anticipazione, a So.Ri.Cal. S.p.A. contributi quindicennali costanti”.

Se qualcuno poi pensa “ancora” all’Accordo integrativo, la Legge Regionale n.495 del 30 luglio 2007 (“Procedure applicative per la riscossione di tariffe in attuazione art.14 Legge Regionale 11 maggio 2007 n.9 e art.1 Legge regionale 10 luglio 2007 n.15”) fuga ogni dubbio sulla “validità” di quell’accordo.

Quello che si legge è “incredibile”:

  • che con lettera prot.4855 del 20 giugno 2007 la So.Ri.Cal. S.p.A. si dichiara disponibile a svolgere le attività previste al comma 3, dell’art.14 della L.R. 9/2007, alle condizioni tutte previste nella Convenzione in essere, recedendo dall’impegno a non rendere operativo il mandato alla riscossione dei crediti concordato nell’Accordo”;

inoltre, si può leggere che la Regione Calabria delibera :

  • di delegare il Dirigente generale del Dipartimento regionale dei Lavori Pubblici a predisporre e sottoscrivere un Accordo Integrativo alla Convenzione in essere tra Regione e So.Ri.Cal. S.p.A. che definisca le prestazioni assegnate alla So.Ri.Cal. S.p.A. e le modalità di rimborso alla stessa delle spese sostenute senza ulteriore corrispettivo, recependo quanto indicato al riguardo nella presente Delibera”;
  • di provvedere, con legge di Bilancio, alle procedure amministrative necessarie per permettere il pagamento a So.Ri.Cal. S.p.A. delle spese sostenute per l’attuazione delle attività ad essa delegate, previa certificazione da parte del Dipartimento regionale dei Lavori Pubblici, a valere sulle somme derivanti dai pagamenti dei Comuni”.

In pratica la So.Ri.Cal. S.p.A. recede (bontà sua !!!) dall’impegno sottoscritto nell’Accordo integrativo a NON riscuotere i “crediti pregressi” e la Regione si impegna a preparare un nuovo accordo integrativo.

Ma a questo punto una persona onesta e ragionevole si chiede “Ma se la So.Ri.Cal. S.p.A. recede dagli impegni assunti con l’Accordo integrativo perché non lo fa pure la Regione Calabria che sul piatto della bilancia di quell’accordo aveva posto un canone per gli usi degli acquedotti a dir poco ridicolo (€ 500.000,00 annui) e, SOPRATTUTTO, aveva rinunciato al blocco delle tariffe per 5 anni ?”.

Ultima “botta” è l’articolo 35 (“Riscossione dei crediti del servizio idropotabile”) della Legge Regionale n.19 del 12 giugno 2009, che è la legge finanziaria per l’anno 2009.

Vale la pena di riportare integralmente i due commi che costituiscono l’articolo.

  • 1. Per la riscossione dei crediti vantati dalla Regione per somministrazione di acqua per uso idropotabile nei confronti dei Comuni che hanno dato riscontro alle richieste di pagamento avanzate dalla Regione, peri quali entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente legge non sia presentato il piano di estinzione del debito ai sensi dell’articolo 37-bis della legge regionale 17 ottobre 1997, n.12 e successive modificazioni ed integrazioni, la Giunta regionale nomina, con oneri a carico del comune inadempiente, un commissario ad acta, da individuarsi tra i dirigenti regionali, per la predisposizione, approvazione e trasmissione del piano alla Regione entro trenta giorni”;
  • 2. Per la riscossione dei crediti vantati dalla Regione per somministrazione di acqua per uso idropotabile nei confronti dei Comuni che non rispettino le scadenze dei pagamenti delle rate annuali indicate nei piani di estinzione del debito o non hanno dato riscontro alle richieste di pagamento, avanzate dalla Regione, previa diffida da parte del Dipartimento competente, la Giunta regionale nomina, con oneri a carico del comune inadempiente, un commissario ad acta, individuandolo tra i dirigenti regionali, che provvede alla liquidazione pagamento delle somme dovute alla Regione”.

Ma questi debiti chi li pagherà? Ovviamente saranno pagati dai cittadini Calabresi con l’emissione di cartelle esattoriali; ma TUTTO questo è GIUSTO ?

I Sindaci sono al corrente di questi ultimatum emessi dalla Regione Calabria?

Un’ultima cosa, il termine “somministrare”, tanto caro alla So.Ri.Cal. S.p.A., è più appropriato per le medicine che per l’acqua potabile…

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

NOTA: sul sito www.nuovarassegna.it è riportato un articolo sui servizi idrici in Italia ed un paragrafo (il quarto) è “dedicato” alla situazione Calabrese. In particolare sembra critico nei confronti della delibera n.559 del 7 agosto 2009 con la quale la regione Calabria ha concesso la riscossione dei crediti alla Sorical. E non sanno tutto il resto (tariffa, mutuo, investimenti non effettuati…).

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Rossano. No alla centrale policombustibile

CARI AMICI DEL FORUM, QUESTA VOLTA NON SI SCHERZA, L’ENEL FA SUL SERIO , QUI SIAMO PRONTI ALLE BARRICATE; IERI NELLA RIUNIONE PUBBLICA I SINDACI HANNO DICHIARATO CHE SONO PRONTI ALLA LOTTA DURA. – VORREI SAPERE DA VOI TUTTI, E’ UNA QUESTIONE DI ROSSANO O E’ UNA QUESTIONE DELLA CALABRIA TUTTA?  ALLORA, LASCIATE PER UN MOMENTO LE VOSTRE NOBILISSIME PREOCCUPAZIONI DALL’ACQUA A TUTTO IL RESTO, COSE GIUSTE, ANZI GIUSTISSIME, MA AIUTATECI PERCHE’ IL GOVERNO HA FATTO UNA LEGGE , N. 102 DEL 2009 CON LA QUALE VA AVANTI ANCHE CONTRO IL PARERE DELLE REGIONI E DEI COMUNI. QUI SI VA ALLA GUERRA MURO CONTRO MURO, COME A SCANZANO. ALLORA SIETE PRONTI A DARCI TUTTI UNA MANO? FINORA NON HO VISTO GRANCHE’ SULLA STAMPA, E NEPPURE MANIFESTAZIONI DI SOLIDARIETA’M O ALTRO A ROSSANO. NOI SIAMO PRONTI AD OSPITARVI, CAMPING, E QUANT’ALTRO VOGLIAMO FARE PER BLOCCARE QUESTO MOSTRO CHE CI DISTRUGGERA’. 200 navi carboniere all’anno 50 navi di ceneri e scorie 13500 camion da 20 tonnellate l’uno , e piombo 210 radioattivo, mercurio,c admio e se ne volete ancora ce ne sono altre 67 sostanze tutte tossiche e cancerogene,. Ci sono , abbiamo fatto i conti 37500 posti di lavoro a rischio, contro 90+ 80 dell’indotto che offre l’Enel, nero su bianco per trenta anni, tranne le prime fasi per buttare giù la centrale e costruire quella nuova, cioè per 48 mesi 750 operai..vogliono trasformare il golfo di Sibari e CORIGLIANO in un’area impestata da carbone e navi carboniere. ho giaà dichiaratgo opubblicamente, avrete letto sulla stampa che se davvero l’enel facesse la centrale a carbone chiuderemmo il  WWF perchè le nostre belle oasi e spiagge diventerebbero schifezze di polverino di carbbone olio pesante e catrame dalle stive delle navi.

Noi siamo  pronti alla battaglia, perché di questo si tratta, se vogliamo essere sinceri. Non sappiamo se la mossa di ora viene direttamente dall’Enel o dal governo, oppure da qualcuno nell’ombra che ha fatto contratti con l’est, di carbone. Qualcuno certamente che la destra conosce, ma non sappiamo se abbia nell’ombra amicizie anche a sinistra.  in ogni caso l’Enel vuole la guerra. E guerra avrà statene certi.

Allora compagni e amici di Cosenza ,Castrovillari, e di tutto il Tirreno e la Calabria. Qui non si scherza, c’è in ballo  il futuro della calabria, contro questi signori che già hanno trasformato Rossano in una specie di cimitero puzzolente per via di una discarica di Bucita che uno sciagurato commissario ha ordinato di aprire a tutte le schifezze del mondo, compresa la Romania e quant’altro. Adesso vogliono imporci il carbone. BASTA. CI SIETE. SE CI SIETE FATE UN FISCHIO, ALTRIMENTI , NON LO SO VEDETE VOI.

PROSSIME RIUNIONE DEI COMITATI PER IL NO AL CARBONE:

GIOVEDI  20 MAGGIO H. 18.30 COMUNITA’ MONTANA ROSSANO- RIUNIONE ORGANIZZATIVA

VENERDI ORE 19.00 VILLAGGIO IL SALICE  - PARK HOTEL DEI SIBARITI CORIGLIANO( INGRESSO DAVANTI AUCHAN VERSO IL MARE) riunione del comitatao di corigkliano per ascoltare cosa dicono i politici locali.

Siete tutti invitati. ciao da Fabio menin P. AMICI DEL WWF SILA GRECA

QUI E’ POSSIBILE SCARICARE IL SNT (sintesi non tecnica del SIA) DELL’ENEL SULLA CENTRALE DI ROSSANO.

QUI IL TESTO UFFICIALE DELLE OSSERVAZIONI REDATTE DAL GRUPPO DI LAVORO TECNICO DEL COMITATO CONTRO LA RICONVERSIONE A CARBONE DELLA CENTRALE ENEL DI ROSASANO. LEGGETE E FATECI SAPERE. VANNO CONSEGNATE AL MINISTERO DELL’AMBIENTE ENTRO IL 29 MAGGIO 2010. QUINDI SE AVETE OSSERVAZIONI FATELE ENTRO IL 25 MAGGIO e segnalatele all’indirizzo email arque@libero.it

QUI LA NOTA TECNICA REDATTA DAGLI UFFICI DELL’AMM. COM. DI ROSSANO SULLA VENTILATA TRASFORMAZIONE A CRBONE DELLA CENTRALE ENEL DI ROSSANO. LA NOTA SCATURISCE DOPO ATTENTA LETTURA DELLO STUDIO D’IMPATTO AMBIENTALE PRESENTATO DALL’ENEL AL MINISTERO DELL’AMBIENTE

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Appello al sindaco e ai consiglieri comunali di Castrolibero

Vorremmo comunicarvi le nostre considerazioni, analisi e preoccupazioni – in qualità di associazioni e comitati di cittadini -  in merito all’ampliamento della discarica di Castrolibero.

Premettiamo che la nostra non è una lotta ambientalista – con tutto il rispetto verso le persone che dedicano il loro tempo alla salvaguardia del nostro pianeta – ma una battaglia per ristabilire la legalità e il rispetto della salute dei cittadini!
Non siamo contro le discariche, ma contro quelle costruite a poche centinaia di metri dalle case e dalle scuole; contro quelle concepite per raccogliere rifiuti di ogni genere; contro quelle costruite in zona a rischio frane; contro quelle progettate su terreni geologicamente non adatti.

Siamo contro il malaffare della politica locale, che, sfruttando l’emergenza rifiuti, sperpera finanziamenti pubblici per costruire strade attraverso costoni franosi di colline e per giunta su vecchie discariche da bonificare.
Tante famiglie, che avevano scelto le colline di Castrolibero per respirare aria salubre, ora si ritrovano, a due passi dalle abitazioni: l’ampliamento di una discarica di quasi 1 milione di metri cubi, il deprezzamento delle loro case e per giunta un mutuo sulle spalle ancora da pagare. Ma non è solo un problema di fetori, sarebbe l’ultimo dei problemi, perchè, quando le distanze dai centri abitati sono così ridotte, si va incontro a seri problemi di carattere igienico e sanitario.
Abbiamo il dovere di far notare agli amministratori di Castrolibero che la decisione di voler ampliare la discarica tradisce l’impostazione ecosostenibile della “Cittadella dell’energia” e non rispetta i cittadini dell’Area Urbana che abitano intorno alla discarica.

Ecco le tante ragioni del nostro “NO” alla mega-discarica:

  • 1. Pericoli per la salute pubblica. Oltre alla presenza di centri abitati, la zona limitrofa alla discarica si è popolata anche di giovani studenti, ed è divenuta urgente la questione della salubrità dell’aria, dei fetori nauseabondi che si sprigionano e la pericolosità dei gas prodotti (metano, anidride carbonica, CVM…), che, oltre a puzzare, possono contenere composti tossici e cancerogeni come appunto il cloruro di vinile. Inoltre, la crescita microbica nelle discariche è una possibile fonte di infezioni. Tutta l’area diventerebbe inadatta a qualsiasi attività umana! Altro che campo da golf!!

  • 2. Distanze ridottissime dai centri abitati. A ridosso della discarica, a circa 200 metri in linea d’aria, esiste il quartiere Marchesato (EverGreen) e il nuovo Polo Scolastico. Mentre tutto intorno insistono i quartieri residenziali di S. Agostino, Difesa, Saporito, Cavalcanti, Ortomatera e Andreotta; zone che subiscono l’aumento di popolazione durante l’estate, ma non di persone, bensì di mosche, moscerini, parassiti ed altri insetti.

  • 3. La natura geologica del terreno (sabbioso, invece che roccioso o argilloso) si presta ad un possibile inquinamento delle falde acquifere, situate a soli pochi metri di profondità. E’ stato dimostrato che anche discariche ben costruite, hanno riversato il pericoloso percolato nel sottosuolo, superando le famose barriere composte da teli “impermeabilizzanti” e strati di altri materiali protettivi. Per non parlare poi del fatto che ci troviamo in una zona di dissesto idrogeologico a rischio frana, come classificata dal Piano di Bacino per l’assetto idrogeologico della Regione Calabria.

  • 4. Inosservanza della normativa nazionale e della direttiva dell’Unione Europea (99/31/CE), la quale, ha stabilito che in discarica devono finire solo materiali non riciclabili, dando priorità al compostaggio e al riciclaggio quali strategie primarie per lo smaltimento dei rifiuti: in altre parole, le discariche devono essere l’ultima soluzione per lo smaltimento dei rifiuti.

  • 5. Spreco di denaro pubblico. Infatti, considerata la natura del sito, tra timpe e burroni, la realizzazione della discarica richiede, inizialmente, ben 4 milioni di euro, mentre altri 4 sono stati destinati per nuove strade, anche se la strada di accesso esisteva già. La stessa discarica, costruita in una zona geologicamente più idonea, costerebbe molto di meno e garantirebbe una sicurezza molto maggiore! Che senso ha sperperare soldi pubblici per riempire un burrone con i rifiuti, per poi chiuderlo fra 5 o 6 anni? Riempita una buca se ne cercherà un’altra e continueremo così a deturpare e inquinare il territorio (la nostra Casa per chi non l’avesse ancora capito).

  • 6. Il Comune di Castrolibero ha aderito nel 2007 alla Carta di Aalborg, impegnandosi ha rispettare l’Ambiente e seguire una condotta ecosostenibile. Ma il semplice fatto di costruire una discarica, progettata per rifiuti indifferenziati, la pone in evidente contrasto con i principi stessi degli “Aalborg Commitments”.

  • 7. Biogas: e’ stato scelto il metodo peggiore per ricavare biogas dai rifiuti, quello meno ecosostenibile!

  • 8. La costruenda discarica incrementerà la produzione dei gas serra (i principali gas che causano i cambiamenti climatici), quindi, facendo esattamente l’opposto di quello che recitano gli “Impegni di Aalborg” e contro le raccomandazioni della comunità scientifica internazionale!

Il progetto di Cittadella Energetica dell’amministrazione comunale di Castrolibero si pone così in netto contrasto con i principi espressi nella carta dei comuni ecosostenibili.

Abbiamo notato che nel nostro Comune l’opposizione politica è in via di estinzione, ma non lo è la critica costruttiva di noi cittadini verso un progetto di Cittadella energetica che, ancor lontano dal vedere la luce, è nato già sbagliato: nel suo DNA porta una malformazione genetica che provoca:

  • Indifferenza alla salvaguardia della Salute pubblica.

  • Arraffamento indiscriminato e sperpero di finanziamenti pubblici.

  • Nascita di opere pubbliche in zone di dissesto idrogeologico.

  • Non rispetto delle direttive europee sullo smaltimento dei rifiuti urbani.

Concludiamo con la speranza che possiate ripensare l’ampliamento della discarica e dirottare i finanziamenti ricevuti dalla Regione Calabria verso politiche atte a realizzare seriamente la raccolta differenziata porta a porta, e quindi avviare la città e l’area urbana verso l’obiettivo piu’ innovativo, cioè Rifiuti Zero (http://rifiutizero.org/). “Rifiuti Zero”, è una strategia che mira a diminuire le discariche nel breve periodo e, nel lungo periodo, eliminare le discariche; si muove quindi, verso la prospettiva rifiuti zero. Non è solo una proposta teorica, ma vede già importanti realizzazioni, in particolare da parte del Consorzio Priula di Treviso, formato da circa 219.000 abitanti: riduzione della produzione di rifiuti a 0,9 kg/die/pro capite (a Brescia oltre 2 kg!); raccolta differenziata oltre il 75%. Mentre il Comune di Capannori (Lucca) ha previsto che entro il 2020 riciclerà praticamente il 100% dei suoi rifiuti. Anche da noi non mancano gli esempi di Comuni virtuosi come ad esempio Saracena, leader per la raccolta differenziata.

Nella speranza che la nostra voce approdi nelle vostre coscienze auguriamo buon lavoro e Cordiali Saluti.

Comitato “No alla mega-discarica” – Castrolibero, No alle discariche nei centri urbani – Castrolibero/Rende, Ingegneria senza frontiere – UNICAL, Forum ambientalista – Calabria, Beni Comuni – Cosenza, LIPU – Rende

Comitato “No alla mega-discarica” Castrolibero
No alle discariche nei centri urbani – Castrolibero/Rende
Ingegneria senza frontiere – UNICAL
Forum ambientalista – Calabria
Beni  Comuni – Cosenza
LIPU – Rende
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“Le tariffe dell’acqua applicate in Calabria sono illegittime”

E’ quanto sostengono in una conferenza stampa congiunta il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” ed il Codacons

DSCN4850_ridSi è tenuta questa mattina presso l’Hotel 106 di Sellia Marina la conferenza stampa organizzata dal Codacons e dal Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”. Nella sala c’erano rappresentanti del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica, del Codacons, tra i quali l’avv. Francesco Di Lieto presidente Regionale e vice-presidente Nazionale del comitato, amministratori tra i quali il Sindaco di Squillace, avv. Guido Rhodio, e numerosi cittadini.

Oltre ad informazioni di carattere generale relative alla privatizzazione dell’acqua ed ai danni provocati laddove è stata fatta questa scellerata scelta, è stata approfondita la problematica delle tariffe applicate in Calabria dimostrando l’assoluta illegittimità e quindi il maggior costo sostenuto dai Comuni e dai Cittadini Calabresi. Ecco in dettaglio le motivazioni addotte dai rappresentanti del Coordinamento “Bruno Arcuri”.

 

In Italia la riorganizzazione dei servizi idrici prende le mosse dalla Legge Galli (n.36/1994) che prevede, all’articolo 13, l’elaborazione di un “metodo normalizzato” per la determinazione della tariffa del servizio idrico. Il “metodo normalizzato” si riferisce alla piena funzionalità del servizio idrico integrato; nell’attesa di determinare o applicare il “metodo normalizzato” una Legge del 1995 (la n.172) stabilisce che il compito di fissare i criteri per l’adeguamento tariffario spetta al CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica). Infatti il CIPE ha stabilito per l’anno 1995, e successivamente con cadenza annuale, gli adeguamenti tariffari fino all’anno 2002 compreso. A decorrere dalla delibera CIPE n.248/1997 viene stabilito che anche il prezzo di cessione dell’acqua all’ingrosso resta regolato dalle delibere CIPE.

Dopo la delibera del 2002 il CIPE non ha ritenuto di dover adottare ulteriori provvedimenti tesi all’adeguamento delle tariffe. Nel frattempo il decreto legislativo n.152 del 3 aprile 2006 nell’abrogare la Legge Galli ha ribadito che, per quanto attiene alla determinazione della tariffa, si deve seguire la disciplina tariffaria indicata proprio dalla Legge n.36/1994 (“Galli”).

In conseguenza di una sentenza del TAR Lazio (n.9673 del 5/11/2008), che ha praticamente stabilito l’obbligo da parte del CIPE di adottare direttive con cedenza annuale per l’adeguamento delle tariffe idriche, il CIPE ha emanato la delibera n.117 (18/12/2008) che prevede 3 fasi di adeguamento tariffario.

La prima, con decorrenza 26 marzo 2009 (data di pubblicazione della delibera sulla Gazzetta Ufficiale), prevede un recupero degli incrementi tariffari dal 2003 al 2007 nella misura massima del 5% complessivo; la seconda stabilisce i criteri per l’adeguamento della tariffa per l’anno 2008 (decorrenza 1° luglio 2009) e la terza quelli per l’adeguamento della tariffa per l’anno 2009 (decorrenza 1° luglio 2010).

Riepilogando, in base alla Normativa vigente in materia, la tariffa è stabilita dal “metodo normalizzato” ovvero, dove non è ancora applicato, dalle delibere CIPE. Non esistono altri tipi di fatturazione.

Questo è stato ribadito addirittura da una sentenza (n.29 del 4 febbraio 2010) della Corte Costituzionale, massimo organo Istituzionale che giudica sulle controversie relative ala legittimità delle leggi e degli atti dello Stato e delle Regioni, la quale ha ribadito che le regole per la determinazione della tariffa idrica sono fissate esclusivamente dal Legislatore Statale ed ha dichiarato l’illegittimità dei parametri stabiliti dalle Regioni.

Dal quadro Nazionale passiamo alla situazione Regionale. In Calabria il servizio idrico integrato non è operativo e quindi non si può applicare il “metodo normalizzato”; oltretutto nell’articolo 8 della Convenzione sottoscritta tra la Sorical e la Regione Calabria per l’affidamento in gestione degli acquedotti Calabresi è stabilito che la tariffa determinata secondo il “metodo normalizzato” si dovrà applicare a partire dal 6° anno di gestione. La gestione della Sorical ha inizio il 1° novembre 2004 e quindi, in base alla Normativa vigente in materia riassunta in precedenza, non poteva essere applicato alcun adeguamento tariffario, con decorrenza anteriore al 26 marzo 2009, delle tariffe fissate nella Convenzione.

Invece la Sorical SpA ha disposto aumenti a far data dall’anno 2002; addirittura a tutto il 31 dicembre 2008 gli aumenti sono stati superiori al 20% con maggiori importi richiesti da Sorical alle Amministrazioni Comunali Calabresi quantificabili in circa 30 milioni di euro.

 

Il Coordinamento Calabrese “Bruno Arcuri” ed il Codacons hanno informato di questo i cittadini e gli organi di stampa presenti alla conferenza valutando tutte le iniziative che saranno intraprese a difesa e nell’interesse esclusivo dei Cittadini Calabresi e delle loro Amministrazioni.

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Ai Candidati alla carica di Presidente della Regione Calabria

Leggi la risposta di Callipo

 

Egr. Candidato Presidente,striscione_colors_www_web

In allegato sottoponiamo alla Sua cortese attenzione un documento stilato dal Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, in cui Le chiediamo di esprimersi in merito alla questione della gestione dell’acqua pubblica in Calabria.

Cogliamo l’occasione per segnalarle che domani venerdì 19 marzo alle ore 11 presso l’Hotel 106 di Sellia Marina (Catanzaro) si terrà una conferenza stampa indetta dal Codacons Calabria e dal nostro Coordinamento per la questione delle tariffe dell’acqua applicate ai Comuni Calabresi.

Fiduciosi in una sua pronta risposta, Le porgiamo cordiali saluti

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

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Il coordinamento “Bruno Arcuri” chiede ai candidati Governatori di esprimersi sull’acqua pubblica

Catanzaro, 17 marzo 2010

Caro candidato Presidente,

Il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, parte integrante del Forum nazionale dei movimenti per l’acqua sostiene da sempre la campagna per la diffusione della cultura dell’acqua come bene comune e il processo di ripubblicizzazione dei servizi idrici.

Al Coordinamento Calabrese aderiscono numerosissimi cittadini e diverse associazioni (ambientaliste, cattoliche, di volontariato, operanti nel settore sociale ed a difesa della legalità) che hanno raccolto decine di migliaia di firme a sostegno della legge di iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”, presentata nel luglio 2007 al Presidente della Camera e oggi in discussione alla Commissione Ambiente.

In risposta alla privatizzazione dei servizi idrici disposta con l’art. 15 del D.L. 135/09, il movimento per l’acqua (costituitosi in Forum nel 2006) – utilizzando lo spazio accessibile (cioè quello pubblico), fisico (le piazze) e virtuale (siti internet, facebook e blog) – ha raccolto in pochi giorni 45.000 firme a sostegno dell’appello per chiedere ai parlamentari di non convertire in legge il D.L. 135/09. Ma la fiducia posta dal governo ha “ingessato” il voto e il decreto è stato approvato con 302 voti a favore e 263 contrari), aumentando la distanza fra i cittadini e le istituzioni e contribuendo a rafforzare l’immagine di una politica con la quale sempre più persone trovano difficile identificarsi. Per superare il “disorientamento” il Forum ha esplorato altri possibili percorsi coinvolgendo gli altri livelli istituzionali (Comuni, Province e Regioni).

Alle Regioni è stato chiesto di impugnare l’art. 15 del D.L. 135/2009 dinanzi alla Corte Costituzionale sulla base, fra le altre cose, della mancanza dei requisiti di necessità e urgenza per l’emanazione dei decreti-legge (art. 77 della Cost.) e per la violazione della suddivisione delle competenze fra Stato e Regioni (artt. 117 e art. 127 della Cost.). A oggi, hanno annunciato il ricorso la Puglia, le Marche, il Piemonte e la Liguria mentre altre Regioni stanno valutando l’ipotesi.

Nel contempo sono state avviate delle petizioni popolari per chiedere a Province e Comuni titolari del servizio di introdurre nei rispettivi Statuti il principio dell’acqua come bene comune e diritto umano inalienabile e del servizio idrico come servizio di interesse generale, privo di rilevanza economica, da gestire attraverso soggetti di diritto pubblico.

Nella nostra Regione numerosi Comuni hanno emanato delibere in tal senso ed alcuni (Caulonia, Squillace, Spezzano Sila, ecc.) hanno anche modificato il proprio statuto stabilendo il servizio idrico privo di “rilevanza economica”.

Alla preoccupazione di tanti Calabresi non è però seguita un’eguale attenzione da parte dell’amministrazione Regionale.

Come noto nella nostra Regione la gestione degli acquedotti è stata affidata alla So.Ri.Cal. S.p.A., società mista nella quale la multinazionale francese Veolià (leader anche nella gestione dei rifiuti, vedi inceneritore di Gioia Tauro) ha il 46,50%.

Le problematiche ed i tanti punti oscuri della gestione attuale (tariffa dell’acqua, mutuo Depfa bank, crediti pregressi, trasparenza) sono stati oggetto di forti critiche da parte di tutti gli schieramenti eppure nessuno è riuscito a fare chiarezza su questa gestione dando le necessarie e dovute informazioni a tutti i cittadini Calabresi.

L’esempio della Calabria è peraltro tipico della gestione “privata” dell’acqua dove di partecipato non vi è nulla e dove le decisioni vengono prese all’interno del consiglio di amministrazione e non nei civici consessi.

Come Coordinamento non vorremmo che, ancora una volta, la nostra Regione resti indietro a quello che è ormai il sentimento popolare e cioè il ritorno ad una gestione pubblica dell’acqua.

Basti pensare a riguardo che la stessa multinazionale francese che in Calabria fa “affari” con le Nostre Acque è stata messa alla porta, dopo 25 anni di gestione, nella propria città e cioè a Parigi.

Il prossimo 20 marzo a Roma ci sarà una manifestazione nazionale, che si prevede partecipata, nella quale sarà annunciata la raccolta di firme per il referendum abrogativo in favore di una gestione delle acque pubblica e quanto mai partecipata.

Per questi motivi Le chiediamo :

* di esprimersi in merito alla questione, esplicitando se Lei e la Sua coalizione siate o no a favore di una gestione del servizio idrico affidata esclusivamente ad enti di diritto pubblico con meccanismi di partecipazione cittadina in quanto servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.

Come Coordinamento Calabrese riteniamo che l’acqua sia un bene comune che appartiene a tutti gli abitanti della terra e che a nessuno dovrebbe essere concesso il diritti di appropriarsene. E’ preoccupante che l’acqua sia considerata un bene economico e che il suo valore sua definito dai meccanismi del mercato.

Cordiali Saluti

Coordinamento Calabrese acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

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6 dicembre – Forum delle associazioni a Lamezia Terme

FORUM DELLE ASSOCIAZIONI

Le associazioni che hanno partecipato alla Manifestazione nazionale del 24 ottobre 2009 ad Amantea cercano di fare “RETE” riunendosi in assemblea presso il Centro AGROALIMENTARE di Lamezia Terme.

Il fine è condividere le problematiche dei vari territori e scrivere un LIBRO BIANCO sulle emergenze ambientali calabresi che dovranno essere sottoposte, per una soluzione definitiva, alle istituzioni competenti.

Per dare la vostra adesione scrivete a:

manifestazione@comitatodegrazia.org

A seguito della grande manifestazione del 24 ottobre ad Amantea, che ha visto la partecipazione di oltre 30 mila persone giunte da tutta la Calabria, per i movimenti della Calabria si è posta la necessità di coordinare meglio le proprie forze e risorse sparse su tutto il territorio per cercare di dare un’unica identità.
Vogliamo promuovere una mobilitazione generale ed avviare una discussione permanente, che coinvolga tutti i movimenti presenti nella nostra regione, puntando a sollevare le problematiche legate alla tutela dell’ambiente nella regione Calabria (bonifiche, difesa delle risorse comuni, ciclo dei rifiuti, aggressione delle coste, etc.), per chiedere la tutela di tutti i beni comuni, dall’acqua, alla salute, alla cultura, al lavoro, all’ambiente.
Ad Amantea, il 24 ottobre scorso, le Associazioni, i Comitati ed i Movimenti di tutta la Calabria, hanno tracciato un percorso lineare e coeso, che parte da semplici e chiare richieste rispetto alla tutela della salute ed il recupero ambientale del territorio di tutta la regione Calabria. Ed in particolare:

• la bonifica immediata, in tempi certi e con procedure trasparenti, di tutti i siti inquinati sino ad oggi individuati in Calabria;

• il monitoraggio ambientale permanente di terra, aria e acqua, partendo da uno studio epidemiologico e tossicologico da effettuarsi su tutta la popolazione residente in prossimità dei siti inquinati, ma anche nelle aree dove sussistono ragionevoli dubbi tuttora di contaminazione e/o inquinamento in Calabria;

• verità e certezza su responsabilità civili, penali e politiche di chi, negli anni ha inquinato, lucrato e permesso lo sfruttamento indiscriminato e senza scrupoli del territorio calabrese;

• la moratoria sui rifiuti affinché si realizzi un nuovo Piano di smaltimento basato sulla riduzione dei rifiuti prodotti e sulla reale raccolta differenziata spinta, evitando così che si realizzino nuove discariche, inceneritori o altre opere invasive sul territorio regionale;

• la moratoria sulla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina e su tutte quelle opere di cementificazione selvaggia delle coste e del paesaggio calabrese;

• impedire lo sfruttamento energetico intensivo e non eco-compatibile del territorio di tutta la Calabria;

• la difesa dell’acqua come bene comune, attraverso il riconoscimento negli ambiti comunali, provinciali e regionale del diritto umano all’acqua e del servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica

• innalzare il livello d’attenzione per prevenire infiltrazioni ed appetiti mafiosi troppo spesso presenti nella realizzazione di opere pubbliche, nella gestione del ciclo dei rifiuti ed, in generale, nell’intera economia calabrese.

Di fronte a queste richieste e di fronte ai tanti disastri ecologici accertati, ed a quanti altri ve ne sono nella nostra terra e nei nostri mari, finora le istituzioni non si sono mosse per come avrebbero dovuto e soprattutto per tutelare gli interessi dell’intera popolazione.
La lentezza delle iniziative governative, rispetto alle bonifiche da effettuare sui tanti siti contaminati dei nostri territori e all’avvio di una campagna organica di ricerca di tutte le navi dei veleni inabissati nei nostri mari, incomincia a preoccupare ed a far sospettare tentativi di depistaggi programmati e di disinformazione.
A risolvere i problemi connessi a questo quadro allarmante fatto da disastri ecologici ed ambientali diffusi su tutto il territorio regionale non può bastare la buona volontà e l’attivismo di un singolo Procuratore della Repubblica o di un assessore regionale, spesso lasciati senza risorse e mezzi.
Non chiediamo rassicurazioni, ma verità provate e dimostrabili, senza alcun elemento di incertezza, soprattutto a noi tutti che siamo i primi soggetti colpiti da questa catena di episodi inquietanti.
Crediamo sia indispensabile, per rendere sostenibile il futuro della nostra regione, essere riconosciuti quale parte attiva entrando nel processo di programmazione e di gestione del ciclo dei rifiuti, dell’energia, dell’acqua, dell’urbanistica e delle problematiche legate alla tutela dell’ambiente e del territorio.
Da qui, dunque, l’idea di costruire un forum di discussione, un luogo fisico dove uomini e donne, soggetti collettivi, associazioni e movimenti di questa regione, possano confrontarsi, dialogare e proporre iniziative concrete per un’azione più incisiva e risolutrice dei problemi.
Dobbiamo discutere e tracciare un percorso, il più unitario possibile, teso a denunciare la crisi ambientale e sanitaria procurata dalla nociva gestione del ciclo dei rifiuti, dalle attuali forme di produzione dell’energia basate quasi esclusivamente su processi di combustione e da una miope politica che punta a realizzare infrastrutture faraoniche dimenticando le reali esigenze dei territori. Viceversa occorre favorire uno sviluppo vero della Calabria che crei nuove possibilità occupazionali, che rispetti e recuperi il nostro territorio, che migliori le condizioni di vita dei calabresi, che difendi l’ambiente e la salute dei cittadini e che tuteli i Beni Comuni e gli interessi concreti delle nostre comunità.
Il Forum punterà, dunque, ad approfondire le tante emergenze ambientali della nostra regione ed a proporre soluzioni condivise. Proprio a questo fine e per facilitare la partecipazione di tutti ma soprattutto per giungere a conclusioni propositive e concrete, il Forum si strutturerà in quattro gruppi di lavoro, che affronteranno le principali vertenze ambientali. Ed in particolare:
1) Acqua e beni comuni
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sulla tutela dei beni comuni in Calabria ed in particolare lo sfruttamento economico delle risorse idriche della regione.
2) Navi dei veleni e rifiuti tossici
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sulle problematiche legate allo smaltimento illegale dei rifiuti tossici in Calabria (Navi dei veleni, scorie nucleari, scorie industriali “Marlane”, il caso Crotone, Cerchiara, Sibari, Cassano Ionio, Amantea – valle del fiume Oliva, Cetraro,etc.)
3) Ponte e infrastrutture
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sulla situazione relativa al progetto di costruzione del ponte sullo Stretto e su tutti gli altri progetti di opere faraoniche, speculative ed aggressive del territorio che proliferano nella regione Calabria. In questo gruppo di lavoro si coordineranno, anche, tutte le azioni legate alla manifestazione del 19 dicembre a Villa San Giovanni contro il ponte sullo Stretto.
4) Ciclo dei rifiuti ed energie
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sul ciclo dello smaltimento dei rifiuti in Calabria (Commissariamento, piano regionale, società miste, discariche, inceneritori ed impianti di smaltimento) e sullo sfruttamento energetico intensivo del territorio.

La discussione nei gruppi di lavoro sarà la base su cui costruire le decisioni da prendere in assemblea plenaria e che riguarderanno anche le prossime iniziative da avviare in Calabria.
I lavori del Forum punteranno soprattutto a:
1) Preparare un LIBRO BIANCO sull’emergenze ambientali della Calabria. A questo scopo sarà necessario che tutti i partecipanti realizzino una descrizione dettagliata dei problemi ambientali dei propri territori.
2) Organizzare al meglio la partecipazione e lo svolgimento della manifestazione del 19 dicembre a Villa San Giovanni contro il ponte sullo Stretto.
3) Avviare una discussione su come costruire una vertenza ambientale che investa tutta la Calabria
4) Decidere la denominazione che accomuni le rivendicazioni e le proposte dei comitati e delle associazioni calabresi partecipanti al Forum.

ORARI E LAVORI

DOMENICA 06 DICEMBRE – LAMEZIA TERME

Ore 9:00 Registrazione partecipanti
Ore 9:30 Apertura dei lavori dell’Assemblea Plenaria e presentazione delle iniziative da intraprendere, lettura del documento base e composizione dei gruppi di lavoro
Ore 10:30 Avvio dell’attività dei gruppi di lavoro
Ore 13:00 Pausa pranzo (colazione a sacco a carico dei partecipanti)
Ore 14:00 Ripresa dei lavori in Assemblea Plenaria
Ore 15:00 Fine dell’attività dei gruppi di lavoro
Ore 15.30 Dibattito in Assemblea Plenaria sul lavoro dei gruppi di lavoro – Proposte e deliberazioni finali

in occasione del Forum sarà attivo il media-center, di Out Of The Shell e Calabria Indy media che in streaming web trasmetterà i lavori del forum, pubblicherà documenti, aggionamenti, foto e video in aggiornamento reale.

ORGANIZZATO DA:

(Altra Lamezia / ARCI Crotone / Associazione Confronti / Ass. Paolab / Associazione Ambientalista “Il riccio” – Castrovillari / Associazione Universitaria “Udu Cosenza” / Beni Comuni Cosenza / Casa della Legalità – Lamezia /CGIL Amantea / Cib Unicobas / Collettivo Universitario Socio-Politico-Culturale “Filol.8 – Azioni Manifeste” / Collettivo Universitario “P2 – Occupata Comitato Civico “Natale De Grazia” / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”/ c.s.o.a. “A. Cartella”/ FORA di Cosenza / Forum Ambientalista / Movimento Ambientalista del Tirreno / Movimento “Terra, Aria, Acqua e Libertà” – Crotone / Progetto Universitario Unical – “Ateneo Controverso”/ Rete No Ponte / Rosso Cetraro / Rua Sao Joa – Lamezia Terme / TerritoRio T) Movimento Studentesco Crotonese / Circolo ARCI “Culture in… Movimento” / Coop. Sociale “Agorà Kroton” / Comitato “Mi Rifiuto” Cutro (Kr) / Circolo ARCI “Pagania” / ItaliaNostra Crotone / Ass. L’Iride

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Basta bugie! Basta prese in giro!

Pubblichiamo il testo del documento che sarà distribuito nel corso dei sit-in davanti alle Prefetture calabresi il prossimo lunedì 23 novembre

 

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BASTA BUGIE! BASTA PRESE IN GIRO!

AVVIO IMMEDIATO DELLE BONIFICHE E MESSA IN SICUREZZA DEI TERRITORI!

 

La Calabria si trova, oggi più che mai, vittima di operazioni e interventi devastanti che rischiano di compromettere definitivamente ogni equilibrio ecologico e sociale, rendendo invivibili le condizioni delle comunità calabresi.

Dal Pollino allo Stretto, la lista delle lagnanze di questa terra martoriata si fa infatti sempre più lunga, quanto tragica, e la “scoperta” delle navi a perdere è solo la punta di un enorme sommerso iceberg.

Non può certo bastare la superficiale e sbrigativa risposta offerta dal Governo nazionale sulla vicenda delle “navi dei veleni”: le oltre 30mila persone che hanno partecipato alla manifestazione del 24 ottobre ad Amantea, testimoniano come i calabresi abbiano acquisito la consapevolezza di vivere su terreni avvelenati. Così nella vallata del Fiume Oliva, a Crotone, a Praia, nella sibaritide come nell’aspromontano:  le nostre montagne e i nostri mari per anni hanno svolto il compito di enormi discariche per rifiuti “ingombranti”.

Purtroppo il saccheggio dei territori si manifesta anche attraverso la svendita delle nostre risorse a favore degli appetiti del grande capitalismo internazionale. Così ci ritroviamo la più importante multinazionale al mondo nella gestione dei servizi ambientali, la francese Veolia, a farla da padrona su settori vitali come la gestione di acqua e rifiuti. Così svendiamo le ricchezze del territorio ed assistiamo all’imposizione di inquinanti impianti di produzione energetica in una regione che da decenni ne esporta grandi quantità.

Scelte dissennate, incuria e avidità, sono tra le principali cause del dissesto idrogeologico che caratterizza i nostri territori: la tragedia che ha colpito il messinese poteva essere assolutamente evitata se si fosse messo davanti a tutto la sicurezza della popolazione. Le tremende alluvioni che hanno causato frane e morti e le mareggiate che hanno devastato le nostre coste lo scorso inverno, avrebbero già dovuto mettere in guardia chi di competenza: poco o nulla è stato fatto per rimediare ai tanti disastri, sicuramente niente per la messa in sicurezza.

A fronte di tutto questo, siamo costretti a subire l’ennesima provocazione: l’annuncio della prima pietra del ponte sullo Stretto, una farsa che dura ormai da quarant’anni, che è già costata oltre 520 milioni di euro senza riuscire neanche ad arrivare all’approvazione del progetto definitivo.

Come cittadini calabresi siamo stanchi di essere umiliati da istituzioni e affaristi, di vedere la nostra terra svenduta per i loro interessi.

Basta con le false promesse! Noi vogliamo che i soldi destinati al Ponte vengano impiegati da subito per le opere di messa in sicurezza e di bonifica dei nostri territori; vogliamo che la Regione Calabria, dopo la dichiarazione di contrarietà alla realizzazione del Ponte ed all’adesione alla manifestazione di Villa San Giovanni sia conseguenziale ed esca dalla “Stretto di Messina SpA”; vogliamo che il Governo dia risposte concrete alle emergenze concrete!

Come associazioni ambientaliste, movimenti, comitati calabresi ci incontreremo il 6 dicembre, a Lamezia Terme, per coordinare meglio le nostre forze e risorse sparse in tutto il territorio e unificare i nostri sforzi nella difesa di questa terra.

Per rispondere alla beffa natalizia saremo il 19 dicembre a Villa San Giovanni, per dire No al Ponte sullo Stretto.

 

IL 23 NOVEMBRE 2009 FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE AL GOVERNO ED ALLE ISTITUZIONI SEMPRE PIU’ LONTANE DALLE POPOLAZIONI

 

SIT-IN  DAVANTI LE PREFETTURE DI COSENZA, CATANZARO,CROTONE, VIBO VALENTIA,REGGIO CALABRIA.

 

Tanti luoghi una sola voce

 

Organizzato da

 

(Altra Lamezia / ARCI Crotone / Associazione Confronti  / Associazione Paolab / Associazione Ambientalista “Il riccio” – Castrovillari / Associazione Universitaria “Udu Cosenza” / Beni Comuni Cosenza / Casa della Legalità – Lamezia /CGIL Amantea / Centro Sociale “La Riscossa” / Cib Unicobas / Collettivo Universitario Socio-Politico-Culturale “Filol.8 – Azioni Manifeste” / Collettivo Universitario “P2 – Occupata” / Comitato Civico “Natale De Grazia” / Comitato Civico “Valle Oliva Terre a Perdere” / Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”/ c.s.o.a. “A. Cartella”/ FORA di Cosenza / Forum Ambientalista / Movimento Ambientalista del Tirreno / Movimento “Terra, Aria, Acqua e Libertà” – Crotone / Progetto Universitario Unical – “Ateneo Controverso”/ Rete No Ponte / Rosso Cetraro / Rua Sao Joao – Lamezia Terme / TerritoRio T) 

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Verso il Forum Regionale delle associazioni ambientaliste

INCONTRO ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CALABRESI

Mobilitazione per Manifestazione “No Ponte” del 19 dicembre, Costituzione di un Forum ambientalista regionale del 6 dicembre e sit- in davanti le prefetture il 23 novembre.

Si è svolto a Lamezia Terme il 10.11.2009 il primo incontro-contatto tra alcune delle maggiori associazioni e comitati ambientalisti che hanno partecipato attivamente alla manifestazione di Amantea del 24 ottobre scorso contro l’avvelenamento della Calabria e la distruzione sistematica delle sue risorse ambientali.

Nel corso dell’incontro si sono affrontate principalmente tematiche legate al rilancio dell’attività dei movimenti ambientalisti proprio dopo il successo della manifestazione dei Amantea che ha portato in piazza oltre 30 mila persone. In particolare si è proposto di avviare una serie di iniziative tese a mantenere alta l’attenzione sulle problematiche ambientali che interessano la Calabria ad iniziare dalle tante vicende di avvelenamento del territorio in svariati siti della nostra regione, vedasi tra gli altri Crotone, Praia a Mare, la Vallata del torrente Oliva e la Sibaritide.

Inoltre è stato posto l’accento sulla grave minaccia per l’ecosistema calabrese che rappresenta la realizzazione annunciata dal Governo centrale del ponte sullo Stretto di Messina. A questo proposito si è ribadito ed è stato accettato da tutte le delegazioni presenti all’incontro la necessità di rilanciare la manifestazione di protesta contro la realizzazione del ponte del prossimo 19 dicembre a Villa San Giovanni attraverso una serie di azioni di promozione dell’evento da realizzare in tutta la Calabria.

Nello stesso incontro si è stabilito di Costituire un Forum permanete ambientalista regionale fissando un primo appuntamento al 6 dicembre prossimo a Lamezia Terme. Questa iniziativa, secondo gli intervenuti, permetterà tra l’altro di affrontare in un’unica sede le svariate emergenze ambientali che interessano la Calabria. Proprio a questo fine si è deciso di istituire, in quella sede, alcune commissioni che si occuperanno direttamente dei problemi ambientali raggruppandoli per aree tematiche (Acqua e beni comuni; Navi dei veleni e rifiuti tossici; Ponte sullo stretto ed infrastrutture; Ciclo dei rifiuti ed energie).

Si è sostenuto che il Forum permetterà anche di discutere le seguenti problematiche:

1) Preparazione di un LIBRO BIANCO sulla Calabria. Per cui si chiede a tutti i partecipanti di portare una descrizione dettagliata dei problemi ambientali del proprio paese.

2) Adesione, organizzazione e partecipazione alla manifestazione del 19 dicembre a Villa san Giovanni contro il ponte sullo Stretto.

3) Movimento futuro. Discussione sul che fare dopo.

Inoltre nel corso della discussione si è deciso di organizzare per il prossimo lunedì 23 novembre un sit-in da effettuare in contemporanea davanti alle cinque prefetture calabresi per presentare una piattaforma unica di rivendicazione sulle varie emergenze che interessano la Calabria. A questo fine è stato deciso di realizzare un documento unico di rivendicazione da distribuire in quella occasione. Un altro documento, invece, sarà redatto per lanciare un appello per partecipare al Forum ambientalista di Lamezia Terme.

Hanno partecipato a questo primo incontro preparatorio del Forum dei movimenti ambientalisti le seguenti associazioni:

Comitato Civico Natale De Grazia / Movimento Ambientalista del Tirreno / Forum Ambientalista / Beni Comuni Cosenza / Rosso Cetraro / Ass. Paolab / Ass.Confronti / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / Cib Unicobas / ARCI Crotone / Movimento “Terra, Aria, Acqua e Libertà” Crotone / Collettivo Universitario Socio-Politico-Culturale “Filol.8 – Azioni Manifeste” / Collettivo Universitario “P2 – Occupata” / Progetto Universitario Unical – “Ateneo Controverso” / Associazione Universitaria “Udu Cosenza” / FORA di Cosenza / CPo Rialzo / Collettivo L’Evasione / Altra Lamezia / Casa della legalità di Lamezia / Rua Sao Joao Lamezia Terme / il Riccio Castrovillari / Isde Italia – medici per l’ambiente / Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” / Csoa A. Cartella – Reggio Calabria /

LAMEZIA TERME 10.11.2009

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