Archivio per la categoria beni comuni

Cosenza si differenzia. Perchè nasconde!

Arriva la Juve al San Vito, e il comune di Cosenza cerca di rifarsi il trucco. C’è un viavai di camioncini e furgoni dell’ufficio Manutenzione su viale Magna Grecia e via degli Stadi. Si spazzano le strade e si installa la nuova segnaletica.
Ma a pochi metri dalle cupole geodetiche, proprio dove sarebbe dovuto sorgere il quartiere fieristico, da più di un anno cresce a vista d’occhio una grossa discarica abusiva. Ci sono montagnole di pneumatici, eternit, carcasse d’auto, inerti e rifiuti di ogni genere e forma. Chissà perché qui il Comune preferisce non intervenire?!? Approfitta forse delle erbacce che in parte coprono alla vista degli automobilisti lo spettacolo indecente. Dall’autostrada Salerno Reggio Calabria, invece, tutto si vede benissimo.
Forse, ancora una volta, l’amministrazione comunale si nasconde dietro l’alibi che l’area è stata sequestrata circa un anno fa, quando durante i carotaggi dei terreni sui quali sarebbe dovuto sorgere il quartiere fieristico, è emerso che in passato ignoti hanno sotterrato una quantità imprecisata di scorie nocive. È comodo giocare a scaricabarile con la magistratura. Di fatto, oggi non esiste intorno a quest’area la minima segnalazione dell’avvenuto sequestro. E così un luogo che dovrebbe essere oggetto di controlli da parte delle autorità competenti, assorbe ogni giorni rifiuti di ogni tipo.
Lupik ha deciso di istituzionalizzare la discarica, in modo che tutti vedano e sappiano…

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Iniziati i lavori del Forum Ambientale Calabrese

Oggi, sabato 17 Luglio, sono iniziati i lavori del Forum Ambientale Calabrese sul lungomare di Rossano. In mattinata sono stati definiti tre gruppi di lavoro “Energia”, “Acqua e beni comuni”e “Ciclo dei rifiuti”. Originariamente era previsto un ulteriore gruppo di lavoro: “Ponte, grandi opere e infrastrutture” ma si è pensato di dar maggior spazio all’argomento “Energia” per discutere dell’attuale problema della riconversione a carbone della centrale dell’ENEL a Rossano, città che ospita il forum.

Al forum si sono ritrovati cittadini, comitati e associazioni provenienti da tutta la Calabria e da altre parti del meridione per informare e rilanciare le attività dei comitati ed attivisti, anche attraverso la stesura di un “libro bianco” sulle realtà in questione.

In serata alle ore 22:30 presso l’anfiteatro sul lungomare di Rossano è previsto un incontro-dibattito pubblico “Carbone, parlano i medici” in cui interverranno il Dott. Ferdinando Laghi primario di medicina interna all’ospedale di Castrovillari e il Dott. Maurizio Portaluri dell’associazione “Salute pubblica” di Brindisi.

Per la giornata di domenica sono previsti nel pomeriggio l’assemblea plenaria per fare un sunto dei lavori svolti e rilanciare le future iniziative. La sera alle ore 22:30 la presentazione del libro-inchiesta sul traffico di rifiuti internazionali “Avvelenati” con la partecipazione degli autori Giuseppe Baldessarro redattore del Quotidiano della Calabria e reporter de La repubblica e Manuela Iatì reporter di SkyTg24.

Il forum è trasmesso in radio-streaming sul web da www.transizionedifase.org, webradio autonoma.

Rossano, 17 luglio 2010.

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Casa della Legalità su acqua pubblica e privatizzazione Lamezia Multiservizi

Mercoledì 7 luglio 2010 il Consiglio Comunale di Lamezia Terme ha approvato, in gran fretta, la delibera per avviare la procedura di trasformazione della società Multiservizi S.p.A. (società che gestisce la raccolta RSU e la discarica, il servizio idrico integrato, i trasporti urbani, il canile, il servizio scuolabus, la manutenzione del verde pubblico, l’illuminazione pubblica, la manutenzione stradale, i servizi cimiteriali) da società in “house”, a totale capitale pubblico e partecipata dal Comune di Lamezia Terme, a società mista, ovvero pubblico-privata.
La Casa della Legalità di Lamezia Terme esprime disappunto perché la scelta è stata imposta senza dialogare con la cittadinanza e sono state aggirate le richieste del “Comitato lametino acqua pubblica“, al quale la nostra associazione ha aderito sin dall’inizio della campagna referendaria, di avere la possibilità di un consiglio comunale aperto e discutere, alla luce del sole, del futuro di un bene comune come l’acqua e delle possibili alternative alla vendita della Multiservizi.
Inoltre la Casa della Legalità rende noto che quest’anno per la quinta edizione del Music Against ‘Ndrangheta, che si terrà a settembre, farà a meno del patrocinio comunale, perché in totale disaccordo con la posizione assunta dall’Amministrazione Comunale su temi di fondamentale rilevanza quali l’acqua e la trasparenza nella gestione dei servizi pubblici.

Casa della Legalità e della Cultura Onlus – Lamezia Terme

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Lamezia Terme: no alla privatizzazione della Multiservizi S.p.A.

La decisione dell’Amministrazione Comunale di Lamezia Terme di far entrare soci privati nella misura del 40 per cento nella Multiservizi spa, azienda finora a totale capitale pubblico che gestisce il servizio idrico, il ciclo dei rifiuti e il trasporto pubblico locale, e’ sbagliata e grave.

Sbagliata non solo in sé, perché apre alla gestione privatistica servizi relativi a beni comuni fondamentali, a partire dall’acqua, ma anche perché, in modo del tutto immotivato, anticipa i tempi della scadenza di fine dicembre 2011 previsti dall’attuazione del decreto Ronchi. E ciò proprio nel momento in cui e’ in corso l’iniziativa referendaria che porterà i cittadini del nostro Paese a pronunciarsi sulle forme di gestione del servizio idrico e contro la sua mercificazione. Coerenza vorrebbe che chi, come il sindaco di Lamezia, sottoscrive i nostri quesiti referendari, poi si comporti conseguentemente nelle scelte che gli competono per quanto riguarda la gestione del servizio idrico.

La scelta dell’Amministrazione Comunale di Lamezia e’ grave poi perché esistono alternative praticabili che, anziché l’ingresso dei privati, possono portare alla ripubblicizzazione del servizio idrico, a partire dalla costituzione di un’ Azienda speciale consortile, così come richiesto da più’ di 700 cittadini lametini con una petizione popolare.

La nostra battaglia per contrastare la privatizzazione di Multiservizi spa continuerà: sia nel sostenere il Comitato per l’acqua lametino e calabrese nelle iniziative che intraprenderanno per bloccare la sua fase attuativa, sia con la richiesta di moratoria del decreto Ronchi almeno fino all’effettuazione dei referendum, soprattutto con la preparazione della scadenza referendaria stessa perché i cittadini italiani possano bloccare le privatizzazioni, avviare la ripubblicizzazione del servizio idrico e far tornare sui propri passi Amministrazioni, come quella lametina, che continuano a percorrere strade sbagliate.

Roma, 14.07.2010

Segreteria Forum Italiano Movimenti per l’Acqua

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ROSSANO 17,18 LUGLIO: Forum Ambientale Calabrese

Locandina

IL FORUM AMBIENTALE CALABRESE
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Opuscolo del Forum completo di:

- breve storia del forum

- il programma della due gorni di Rossano

- cenni biografici dei relatori degli incontri pubblici

- locandine

SCARICA

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Giovedì 15 Luglio ore 17:30
Sala Ex Delegazione Comunale, Rossano Scalo
Conferenza Stampa di presentazione del Forum

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Sabato 17 Luglio

Ore 10:00 _ Castello Sant’Angelo
* Apertura registrazione partecipanti
* Allestimento mostra fotografica sulla ferrite di zinco scaricata nel territorio di Cassano e della Sibaritide, a cura di Pasquale Pignataro

Ore 11:30 _ Castello Sant’Angelo
Presentazione dei lavori della due giorni, distribuzione dei documenti.

Ore 13:30 _ Viale Mediterraneo
Rinfresco offerto dagli operatori turistici che hanno aderito

Ore 16:30 _ Castello Sant’Angelo
Apertura dei lavori delle quattro commissioni tematiche: Energia e ciclo dei rifiuti ; Acqua e beni comuni ; Navi dei veleni e rifiuti tossici ; Ponte, infrastrutture e grandi opere.

Ore 20:30 _ Chiusura dei lavori

Ore 22:30 _ INCONTRO PUBBLICO “CARBONE: PARLANO I MEDICI”
Interverranno:

Ferdinando Laghi, Primario Medicina Interna Ospedale di Castrovillari Membro ISDE ITALIA – Medici per l’ambiente

Maurizio Portaluri, Medico – Associazione SALUTE PUBBLICA – BRINDISI

Locandina

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Domenica 18 Luglio

Ore 9:30 _ Castello Sant’Angelo
Commissione organizzativa

Ore 13:30 _ Viale Mediterraneo
Rinfresco offerto dagli operatori turistici che hanno aderito

Ore 16:30 _ Anfiteatro Viale Mediterraneo
* Assemblea plenaria finale
* Presentazione dei lavori delle commissioni tematiche
* Lancio del prossimo forum

Ore 20:30 _ Chiusura dei lavori

Ore 22:30 _ INCONTRO PUBBLICO

“AVVELENATI”: presentazione dell’inchiesta sul traffico internazionale di rifiuti e la strage di Ustica. Interverranno gli autori:

Manuela IATÌ, Reporter SKY TG 24

Giuseppe BALDESSARRO, Redattore il Quotidiano della Calabria, Collaboratore la Repubblica

Locandina

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In occasione del Forum sarà attivo il media-center, che manderà in streaming web (da radio Transizione di Fase)trasmetteranno i lavori del forum, e che pubblicherà documenti, aggiornamenti, foto e video in aggiornamento reale.

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PROMOVIDEO

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Fermiamo la privatizzazione della Multiservizi

Chiediamo un atto di coerenza e trasparenza al sindaco Speranza

Alla luce della recente consegna al sindaco di oltre 700 firme in calce ad una delibera di iniziativa popolare che chiede, fra i vari punti, la modifica dello statuto affinché nessun profitto venga fatto su un bene pubblico privo di rilevanza economica, appunto, come l’acqua, proviamo a fare alcune riflessioni tese a dimostrare che anche dopo l’emanazione dell’ultimo testo normativo, un percorso di ripubblicizzazione è possibile se ovviamente c’è la volontà politica dei soggetti responsabili e in particolare del Sindaco Speranza e dell’intero Consiglio Comunale che, nei fatti, giustificando la normativa vigente avallano un utilizzo scorretto e strumentale del diritto comunitario con l’unico scopo di giustificare scelte liberiste in barba ai più elementari diritti fondamentali dell’uomo.

A dimostrazione che “ripubblicizzare si può”, diverse centinaia fra consigli comunali, provinciali e regionali hanno già deliberato in tal senso come – solo per citarne alcuni fra le più importanti – la Regione Puglia e la Valle D’Aosta, le province di Napoli, Venezia, Torino, Fermo, Viterbo, diversi municipi di Roma oltre a circa 20 consigli comunali in Calabria.
Premesso ciò, ci sembra per nulla coerente l’atteggiamento del Sindaco che, da una parte firme le tre proposte di referendum con tanto di dichiarazioni altisonanti sulla stampa e, pochi giorni dopo, avvia l’iter di privatizzazione della Lamezia Multiservizi.
A nostro avviso è grave l’aver ignorato il volere popolare di richiesta di un consiglio comunale aperto – rinviandoci a settembre – per la discussione della proposta di delibera di iniziativa popolare scavalcando, di fatto, lo Statuto Comunale, che regola le iniziative popolari e vincola il sindaco ed il consiglio comunale all’obbligo di risposta.
E’, oltremodo, estremamente antidemocratico non coinvolgere la cittadinanza, i movimenti  e i lavoratori della Multiservizi su una decisione così importante che riguarda appunto la gestione di bene comune strategici come l’acqua, la depurazione, i rifiuti e i trasporti.
In aggiunta scopriamo, con estremo rammarico, che sia la Commissione Bilancio che il Consiglio Comunale (delibera n°13 del 10.06.2010) hanno di fatto già messo in bilancio i proventi della privatizzazione della Lamezia Multiservizi per estinguere alcuni debiti di finanziamento contratti con la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.
Ci sconvolge inoltre il silenzio che su questa vicenda regna in città: cosa pensano le tante realtà politiche e associative che,  a livello nazionale hanno aderito alla campagna referendaria e localmente latitano? Cosa pensano i sindacati di base e la CGIL?
Siamo veramente stanchi di sentirci dire: “sono per la gestione pubblica, ma dal punto di vista legislativo  non ho altra alternativa che privatizzare”. Mai fu detta peggiore nefandezza!
Quale soluzione? Senza voler entrare nel merito di evidenti profili di illegittimità costituzionale delle norme correnti (in particolare l’art. 15 del decreto del 2009) evidenziati da costituzionalisti come il Prof. Lucarelli e il prof. Rodotà – per i quali sono stati presentati diversi ricorsi da parte di numerose Regioni al Consiglio di Stato – possiamo senza alcuna ombra di dubbio affermare che il governo e la gestione dell’acqua, come dei beni comuni più in generale, deve essere posta al di fuori della materia normativa introdotta dal decreto Ronchi.
Ripartire – come già proposto al Sindaco Speranza – dai servizi di interesse generale privi di rilevanza economica perché la norma in oggetto si occupa di concorrenza, mercato e servizi pubblici di rilevanza economica, pertanto il governo e la gestione dell’acqua, dei rifiuti, della depurazione e dei trasporti devono restare fuori dal processo di privatizzazione.
Il Trattato di Lisbona (protocollo n. 26 – art. 2), riserva ai singoli stati membri il potere di fornire, commissionare e organizzare servizi di interesse generale.
Sulla base di questa norma gli Stati, o meglio i livelli di governo più bassi (quindi i comuni) in quanto più vicini ai cittadini, sono titolari del potere d’identificare ed organizzare i servizi di interesse generale, scegliendone anche il modello di gestione.
Questo significa che i comuni alla luce del suddetto protocollo potranno, attraverso il loro statuto e regolamento consiliare, disciplinarne i modelli di gestione, anche attraverso alcune definizioni di principio. E qui che subentra la nostra richiesta di modifica dello statuto comunale con l’introduzione di un articolo che definisce l’acqua un bene “privo di rilevanza economica” come primo passa per ostacolare la privatizzazioni dei beni comuni a partire appunto dall’acqua.
Si è dunque aperta a Lamezia Terme la stagione degli affari e delle svendite dei beni comuni che porterà inevitabilmente ad ingrassare le solite “vacche sacre” del capitale .
Si inizierà con la svendita della Multiservizi (probabilmente per una soglia minima del 41%) per poi proseguire con il progressivo sbilanciamento azionario a favore delle società private che si affermeranno, nei fatti, come le vere proprietarie nel definire le scelte strategiche, perché è abbastanza evidente che la proprietà sostanziale dei beni sarà del privato, con effetti negativi sulla tutela dei diritti fondamentali dei cittadini.
Tali soggetti privati, acquisendo il capitale pubblico, diventeranno di fatto società di profitto con l’unico scopo di massimizzare gli utili societari. Come società di diritto privato potranno partecipare a gare per acquisire ulteriori servizi e concessioni accaparrandosi così altre forme di servizi anche fuori del proprio territorio di competenza.
In sostanza avremo una società di diritto privato che offrirà un servizio pubblico locale essenziale non a carattere economico (acqua, rifiuti, ecc…), sul quale però farà del profitto, in totale dispregio ai principi posti dal diritto comunitario di coesione economico-sociale, territoriale e di tutela dei livelli occupazionali (ricordiamo che le privatizzazioni sono state sempre seguite da una diminuzione sostanziale del personale addetto).
Va invece affermato con forza che siamo in presenza di una normativa che si occupa esclusivamente di servizi di interesse economico generale, quindi non produce effetti sul governo e la gestione dei beni comuni che sono invece un ambito direttamente riconducibile ai diritti fondamentali e sui quali nessun profitto è consentito. Ci chiediamo poi, quale necessità avrebbe una società come la Multiservizi di dover partecipare a gare per accaparrarsi profitti provenienti dalla gestione di beni extra territoriali? Sarebbe decisamente più opportuno gestire in maniere trasparente e democratica i servizi del comune di competenza. Suggeriamo al Sindaco Speranza ed al Consiglio Comunale che un servizio di governo e gestione di un bene privo di rilevanza economica, può essere affidato ad un soggetto formalmente e sostanzialmente di diritto pubblico come, ad esempio,  una Azienda Speciale.
In conclusione, occorre soltanto una forte volontà politica per sfondare il muro delle pratiche ultraliberiste anche se, visto il clima politico nazionale e locale, si tratta di una strada ardua ma non impossibile da intraprendere.
Anche questa volta il Sindaco Speranza sta perdendo una grande occasione di segnare la sua consiliatura con uno straordinario messaggio politico perché si scrive acqua ma si legge democrazia!

Lamezia Terme, 26.06.2010

Coordinamento Acqua Pubblica Città di Lamezia Terme

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Subito un consiglio comunale aperto e la modifica dello statuto comunale

Abbiamo accolto positivamente le prese di posizione pubbliche del Sindaco Speranza contro la  privatizzazione dell’acqua. “Il referendum per l’acqua pubblica – ha detto il sindaco Speranza in una nota del 24 maggio – deve essere una battaglia culturale di tutti, impegnati insieme per fare di una risorsa diventata merce un bene comune. Firmare per il referendum significa difendere l’acqua, il bene più prezioso che abbiamo, che non è di rilevanza economica ma è innanzitutto un bene sociale ed umano”.
Anche se Speranza ha perso una buona opportunità, quella di confrontarsi con decine e decine di suoi colleghi sindaci venerdì 28 maggio all’iniziativa cosentina con Marco Bersani (del Coordinamento Nazionale), crediamo comunque che quello intrapreso sia un primo passo verso la direzione giusta; la risposta migliore alle migliaia di persone che in città, come nel resto d’Italia, accorrono ai banchetti per poter firmare le tre proposte referendarie per chiedere l’abrogazione dell’art. 23 bis della Legge n. 133/2008, relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica; dell’art. 150 del D. Lgs. n. 152/2006, relativo ala scelta della forma di gestione e procedure di affidamento, segnatamente al servizio idrico integrato; dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.
Abbiamo raggiunto circa 2000 firme ma continueremo fino al 20 luglio ad essere presenti in città per dare la possibilità a tutti i cittadini di poter firmare le tre proposte di referendum. A tal proposito allestiremo alcuni banchetti in occasione delle festività cittadine di Sant’Antonio e di San Pietro.
A fronte di questo lavoro, abbiamo però voluto predisporre alcune proposte per poter dare inizio ad un percorso partecipato e dal basso di ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato a partire, come dicevamo, dai comuni, anche alla luce dell’art. 15 del decreto 135/09.
Infatti il comitato promotore dei tre referendum ha da tempo affiancato a questa iniziativa una ulteriore raccolta firme per chiedere la modifica dello Statuto Comunale affinché gli stessi enti locali preservino un bene di fondamentale importanza come l’acqua.
Solo a Lamezia Terme circa 700 cittadini hanno firmato la proposta di delibera di iniziativa popolare e, proprio oggi, il comitato promotore ha consegnato al sindaco le firme chiedendo, come prevede lo statuto comunale, la convocazione di un consiglio comunale aperto per la discussione e l’approvazione della proposta di delibera di iniziativa popolare. L’obiettivo è quello di riconoscere nel nostro Statuto Comunale il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile, lo status dell’acqua come bene comune pubblico e il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini.
Centinaia di amministrazioni comunali in Italia hanno già deliberato in tal senso e molti sindaci hanno aderito al Coordinamento Nazionale “Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio Idrico”. Un’organizzazione  che vuole essere strumento di coordinamento e di servizio fra Enti locali ed Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale (AATO) che perseguono l’obiettivo di salvaguardare e promuovere la proprietà, la gestione ed il controllo pubblici dell’acqua, intesa come bene comune e che considerano l’accesso all’acqua nella quantità e qualità sufficienti alla vita come un diritto umano, in un contesto di salvaguardia delle risorse idriche e di sostenibilità ambientali e altresì di cooperazione e di solidarietà internazionale.
Anche in Calabria sono diverse decine le amministrazioni comunali che hanno già provveduto alla modifica dello statuto o si stanno muovendo in tale direzione.
E’ dunque possibile dar vita ad una gestione pubblica, trasparente e dal basso dell’acqua. Il primo passaggio è quello di affidare il servizio direttamente ad un ente di diritto pubblico affinchè nessuna Società per Azioni possa appropriarsi e trarre profitti dalla gestione di un bene comune come l’acqua.
Coscienti che, in una terra martoriata dalla ‘ndrangheta che negli anni ha dimostrato di saper essere precursore nel captare i nuovi filoni d’oro del capitale globale (fornitura di servizi, ciclo dei rifiuti, fonti rinnovabili), la lotta per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato come di tutti i beni comuni, diventa una battaglia di civiltà dalla quale nessuno si deve sentire escluso.
Coordinamento Acqua Pubblica Città di Lamezia Terme
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Cosenza. Milioni di cemento sull’ex officine FdC, giovedì assemblea pubblica cittadina

Da anni ormai l’area delle ex officine delle Ferrovie della Calabria, spazio dismesso della città, è stato oggetto di una azione di auto-recupero degli spazi che ha portato nuova vita e nuova socialità all’intera area.

Una serie di associazioni e realtà (associazione Baobab, associazione Calafrica, associazione Gli Altri Siamo Noi, sportello antisfratto Prendocasa, comunità Filippina, comunità Senegalese, collettivo L’Evasione, comitato Benicomuni, comitato Fiera In Mensa, Compagnia teatrale delle Onde, CPOA Rialzo, Coordinamento calabrese acqua pubblica ‘Bruno Arcuri’, GAS/Mercatino ‘Utopie Sorridenti’, Libera associazione di idee, Mo.C.I., Officine Babilonia, Stella Cometa onlus, Unitalsi, Verdebinario) offrono alla città una serie di servizi ed iniziative quali: sportello di consulenza legale rivolto ai migranti; sportello per il diritto all’abitare; gruppo di acquisto solidale e mercatino biologico; recupero e riutilizzo di mobili usati; riciclo dell’alluminio; cooperazione internazionale; mercatino dei vestiti usati; distribuzione farmaci; laboratori di arte, musica, teatro, giocoleria, riciclo creativo e giardinaggio urbano; inclusione sociale a persone con disabilità; internet social point; attività ludico-sportive; sala prove musicale; area concerti; sostegno ai detenuti. Il tutto condito da numerosi momenti di socialità, basti pensare a Fiera in Mensa, l’annuale appuntamento che si svolge in concomitanza con la Fiera di S. Giuseppe.

Attualmente tutte queste associazioni e realtà sono seriamente preoccupate per il bando comunale per la progettazione, uscito nello scorso mese di aprile, che prevede l’abbattimento di tutte le strutture esistenti nell’area e finalizzato alla costruzione di un auditorium definito ‘Creative City’. Le motivazioni che spingono l’Amministrazione Comunale verso la costruzione di questa imponente struttura (dovrebbe infatti contenere 3-4.000 posti a sedere) restano ignote.

Ripercorrendo, brevemente, la storia di questo ampio spazio occorre ribadire come lo stesso sia stato oggetto, da parte dell’ufficio UrbanLab del Comune di Cosenza, di una progettazione partecipata sfociata il 30 ottobre 2008 in un incontro presso l’ex albergo Bologna, a cui hanno preso parte le associazioni presenti nell’area che hanno illustrato al Sindaco Perugini, lì presente, la loro idea progettuale finalizzata ad una bonifica e riqualificazione degli spazi. A cosa è servita quella esperienza, se adesso è stato emanato il bando per la costruzione di un auditorium? Si continua, in questo modo, la tradizione di sperpero del denaro pubblico così come era stato col precedente progetto Urban che non ha garantito alla città una reale modificazione dell’esistente, infatti, è sotto gli occhi di tutti l’attuale degrado del centro storico investito da quella pioggia di miliardi.

Ulteriore domanda alla quale non si riesce a trovare una risposta adeguata è: a cosa serve un ennesimo impianto, come questo auditorium, se la città ha disposizione già quattro teatri, alcuni anche di tradizione, due palazzetti dello sport, due stadi, un auditorium (il 4 giugno verrà inaugurato al Liceo Classico Telesio). Ebbene tutte queste strutture non vivono di adeguata programmazione culturale e, infatti, sopravvivono quasi a se stesse rimanendo, il più delle volte vuote e tristi. Vieppiù, sempre lo stesso Comune di Cosenza ha il cantiere congelato per la realizzazione della Casa della Musica con annesso auditorium nei locali dell’ex Gil di piazza Amendola.

Si intende dunque spendere una esorbitante cifra (20 milioni di euro) per la costruzione di questo Auditorium mentre basterebbe investire una cifra ben inferiore a quella prevista, per avviare la bonifica e un recupero dell’area in modo da permettere alle realtà associative di poter meglio offrire alla città i servizi già esistenti. Una amministrazione attenta ai bisogni della propria città, capace di valorizzare l’economia sociale che anima da anni questi luoghi, certamente avrebbe preso in seria considerazione il percorso posto già in atto dalle associazioni; invece il Comune di Cosenza ha scelto di realizzare una grande struttura che avrà poche ricadute in termini sociali ma anche economici, se non in termini edilizi. Non si sceglie affatto di ripercorrere quanto accade in altre città europee dove si assiste al recupero della memoria storica dei luoghi dismessi, quali opifici o stazioni, che rinascono a nuova vita grazie anche al lavoro delle pubbliche amministrazioni.

Che futuro ci sarà per le associazioni e per le loro attività? Soprattutto a chi si rivolgeranno le migliaia di persone che pagano il costo maggiore dell’attuale crisi economica e che trovano solo da questa realtà solidarietà concreta?

Per tutti questo questi motivi le associazioni hanno chiesto al sindaco Perugini un incontro urgente, la cui formale domanda giace sulla scrivania protocollata dal 7 maggio e ripetuta via fax il 17 dello stesso mese. Ad oggi, tuttavia, non è pervenuta alcuna risposta.

Da giorni è stata avviata una campagna per la raccolta di firme per salvaguardare l’area e per costruire quindi un parco urbano che a piccoli passi le realtà associative stanno già realizzando; le numerose adesioni già pervenute testimoniano la vicinanza della città alle istanze delle realtà dell’area.

Per tutte queste motivazioni le realtà dell’area fanno appello alla cittadinanza ed invitano alla partecipazione all’assemblea pubblica che si terrà giovedì 27 maggio ore 17.30 presso l’area delle ex officine ferroviarie.

Cosenza area delle ex officine delle Ferrovie della Calabria, 23/05/2010.

Le realtà dell’area

http://exofficinecosenza.wordpress.com/

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