Discarica di Bucita

Bucita, rifiuti radioattivi. Il comitato scrive al prefetto

* A S.E. IL PREFETTO – Cosenza

* Alla Procura della Repubblica del Tribunale di Rossano

Il Comitato Popolare contro le Discariche di Bucita riunitosi nella serata di sabato 2 aprile presso l’agriturismo “Il Giardino di Jti” ha espresso viva ed allarmata preoccupazione circa il grave episodio della individuazione di camion con rifiuti radioattivi provenienti dall’impianto di Rossano e smascherati dai controlli dei tecnici della “Eco-Inerti SRL” di Pianopoli (CZ).

Il Comitato, nel confermare lo stato di agitazione permanente, considera ed indica precise ed inequivocabili responsabilità ed omissioni dei dovuti controlli: la gestione aziendale della struttura di Bucita amministrata dalla TEC-VEOLIA’; l’Agenzia Regionale per il Controllo Ambientale (A.R.P.A.Cal) ormai diventato un clientelare carrozzone al servizio del potere politico di turno; il Commissariato Regionale per l’emergenza ambientale che da 15 anni sperpera centinaia di milioni di euro distribuendoli ad amici, politici, faccendieri e mafiosi, in Calabria come a Roma; l’Amministrazione Comunale di Rossano, debole, distratta ed incapace nel recepire le istanze dei cittadini per un governo della città che doveva essere forte ed autorevole.

Il Comitato, nel preparare azioni di lotta forte e di massa, chiede un sollecito intervento di S.E. il Prefetto allo scopo di verificare le condizioni di affidabilità tecnica, funzionalità operativa ed il grado di sicurezza ambientale dell’impianto TEC-VEOLIA’ di contrada Bucita e ne chiede l’immediata chiusura.

Alla Procura della Repubblica del Tribunale di Rossano si chiede l’immediata apertura di un fascicolo d’inchiesta in base alle notizie di reato in corso, per l’individuazione di personali responsabilità a tutela della pubblica incolumità da inquinamento radioattivo.

Grave ed incomprensibile, inoltre, risulta essere il comportamento omissivo ed omertoso delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori del settore, impiegati, operai ed autisti, prime vittime di esposizione ai veleni ed all’inquinamento da batteri e da radioattività.

Il Comitato, infine, individua nella figura del Sindaco il primo ed immediato punto di riferimento istituzionale e ne pretende, pertanto, una più decisa e seria attività di controllo e di verità sull’impianto di Bucità, a cominciare dall’ultimo episodio dei TIR radioattivi, sui danni alla salute dei cittadini e lo invita ad una più concreta e coraggiosa opera di collettiva tutela, opera e comportamenti ritenuti, finora, insufficiente ed omissivi.

Il Comitato, in assenza di concrete determinazioni di parte istituzionale, si determinerà con proprie ed eclatanti iniziative di lotta.

Rossano 04/04/2011

Trasmissione via FAX

Comitato Popolare contro le Discariche di Bucita – ROSSANO

IL PORTAVOCE Pietro Altavilla

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- 24-11-2010: Presidio e blocco dei tir

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Bucita: Vergogna di Stato

Questa mattina, fin dalle ore 9, i cittadini hanno presidiato l’incrocio di Contrada Amica che porta verso la discarica di Bucita. Violentando nuovamente il territorio, infatti, il prefetto Reppucci, sotto diretta indicazione dell’ufficio del Commissario Regionale all’Emergenza Rifiuti, ha revocato l’ordinanza sindacale che impediva il passaggio di automezzi carichi di rifiuti provenienti da tutto il meridione. Abbiamo monitorato i mezzi pesanti carichi di rifiuti, attorniati da un lezzo vomitevole, che si sono recati presso la discarica. Oltre alle decine di tir “marcati” EcoRoss, abbiamo registrato tir provenienti da Gioia Tauro, Crotone, Frascineto, Bisignano, persino dalla Puglia. Nonostante buona parte della città fosse colpevolmente assente, evidentemente inconsapevole dell’avvelenamento quotidiano che subisce, i cittadini hanno bloccato alcuni camion per più di un’ora, prima che le forze dell’ordine li “persuadessero” a permettere il passaggio. Lo diciamo con fierezza senza timore alcuno: se è legale avvelenare una contrada, una città, un popolo, evidentemente è nell’illegalità che siamo costretti a cercare la giustizia, quella reale, ambientale, politica e sociale. La discarica di Bucita, è importante sottolinearlo, è già esaurita da tempo, per cui l’abbanco di ulteriori 10.000 metri cubi di rifiuti rappresenta un disastro ambientale certo ed una profonda illegalità giustificata, come sempre, dallo stato di emergenza. Lo stesso stato di emergenza che ha portato a commissariare l’ufficio rifiuti circa 15 anni fa, col risultato di attribuire poteri straordinari a faccendieri politici e governatori evidentemente incapaci o privi della volontà di risolvere il problema. Cosa hanno risolto in 15 anni di centro-destra e centro-sinistra? Quello che sta accadendo al meridione rappresenta una vergogna di Stato, causata non dal “problema rifiuti”, risolvibile con una gestione oculata ed eco-compatibile, ma dal business che si cela dietro di esso, che evidentemente fa gola alla politica, alla finanza, alla ‘ndrangheta. Ci opporremo con tutte le nostre forze per impedire che si continui a consumare l’ennesimo disastro ambientale sul nostro territorio.

Rete di Difesa Territoriale “Franco Nisticò”

23-11-2010

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- Le altre notizie sulla discarica di Bucita presenti sul sito

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