Centrale del Mercure

SINTESI SULLA CENTRALE ENEL DELLA VALLE DEL MERCURE (Aggiornata Febbraio 2013)

La Centrale Enel della Valle del Mercure è una vecchia centrale elettrica, alimentata inizialmente a lignite e poi a olio combustibile, costruita nel territorio di Laino Borgo (CS) negli anni “60, e completamente dismessa già dal 1997.

Nel 1993, è stato istituito il Parco Nazionale del Pollino e successivamente, nel 2007, anche due Zone di Protezione Speciale (ZPS), individuate dalla Unione Europea, che lo comprendono completamente. Il fiume Mercure-Lao, sulle rive del quale sorge la Centrale, è famoso in Italia, e non solo, per il rafting che richiama annualmente oltre 20.000 turisti. L’area è inoltre habitat di specie vegetali ed animali protette, alcune delle quali in via di estinzione, come la rarissima lontra, la cui presenza nella zona è stata non soltanto documentata, ma oggetto anche di studi e pubblicazioni scientifiche. Un territorio preziosissimo, dunque, dal punto di vista ambientale e della biodiversità, che sarebbe irreparabilmente danneggiato, anche economicamente, dalla colossale attività industriale, quale quella della riconversione e quindi della riapertura della Centrale. E proprio per tali motivi, nell’area ove viene a trovarsi la Centrale, doppiamente vincolata da norme nazionali e comunitarie, è possibile intervenire “solo per esigenze connesse alla salute dell’uomo e alla sicurezza pubblica, o per esigenze di primaria importanza per l’ambiente, oppure, previo parere della Commissione europea, per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico” (D.P.R. 12 marzo 2003). In tutti gli altri casi (motivi di interesse privato o pubblico non rilevante), la legge esclude l’approvazione di qualsivoglia progetto.

Questa e numerose altre obiezioni d’ordine legale e ambientale, hanno bloccato la riapertura della Centrale, che l’Enel, nel 2000, ha proposto di riconvertire a biomasse, con una potenza (41 MW elettrici) che ne farebbe uno degli impianti del genere più grandi d’Europa. Enorme, di conseguenza, la quantità di biomasse necessarie all’alimentazione (circa 350.000 tonn./anno, secondo Enel, ma il dato appare addirittura sottostimato), da reperirsi, come dichiarato dalla stessa società elettrica, sul territorio dell’intera Unione Europea. Anche il trasporto delle biomasse rappresenterebbe un grave problema viario ed ambientale, atteso che sarebbero necessari oltre centodieci grossi camion al giorno (anche questo dato, ancorchè rilevantissimo, è ritenuto calcolato per difetto) -tra andata e ritorno- che andrebbero a congestionare una rete viaria già ora inadeguata, oltre ad impattare in maniera disastrosa con l’ecosistema del Parco. Altri aspetti criticabili –e criticati-, nel progetto Enel sono le procedure amministrative incomplete e scadute, la mancanza di uno studio di impatto sulla salute delle popolazioni residenti, soprattutto relativamente all’emissione di polveri fini e ultrafini, e ulteriori aspetti in evidente contrasto con la realtà: si sostiene, ad esempio, che l’inquinamento diminuirebbe, ma confrontando l’impatto della Centrale non con l’attuale situazione di chiusura, ma con quella antecedente al 1997. Così come lo studio del regime dei venti della Valle del Mercure, che è stato fatto mutuando i dati di una valle diversa e distante ben 11 chilometri (quella di Latronico), con ovvie e importanti diversità.

Tra le lagnanze dell’Enel, poi, il fatto di aver già speso, a suo dire, per la trasformazione della Centrale, una rilevante somma di danaro (variabile dai 40 ai 90 milioni di euro, a secondo dei comunicati…), denaro speso, comunque, mentre la vertenza era in corso e dunque senza alcuna certezza di validazione definitiva del progetto.

Per quanto riguarda, infine, l’impatto occupazionale locale, anche questo aspetto è, dal punto di vista degli oppositori del progetto, ampiamente negativo, per i posti di lavoro, attuali e prospettici, che si perderebbero nel settore turistico e in quello dell’agricoltura di qualità. Né altri se ne creerebbero, localmente, nel settore della filiera delle biomasse di cui non si potrebbe assicurare né un approvvigionamento né un trasporto adeguato.

La forza-lavoro direttamente impiegata in centrale, infine, non deriverebbe da nuove assunzioni, ma unicamente da trasferimenti da altri impianti dell’Enel.

Contro la riapertura della Centrale si sono schierate le popolazioni della Valle, con mobilitazioni e manifestazioni, di cui la più importante, del 5 settembre 2009, ha visto la partecipazione di circa 4.000 persone, 14 Amministrazioni comunali, 50 tra Associazioni e Comitati locali e nazionali, esponenti sindacali e politici di ogni schieramento. Ma l’opposizione alla centrale già si era clamorosamente manifestata fin dagli anni in cui la Centrale era funzionante, per i danni da essa arrecati alla salute e alle attività agricole dei residenti, specie dei comuni di Viggianello (PZ) e Rotonda (PZ), i cui abitati sono assai prossimi alla Centrale e i cui Sindaci sono fin dall’inizio a capo dell’opposizione alla centrale.

L’iter autorizzativo, iniziato da Enel nel 2000, è andato avanti per oltre 10 anni fino alla sentenza del Consiglio di Stato dell’ 1 agosto 2012 (n. 4400/2012) che ha accolto le ragioni dei Sindaci di Viggianello e Rotonda, dell’Ente Parco del Pollino e di Associazioni ambientaliste (WWF, Italia Nostra, Forum Ambientalista Nazionale) annullando l’autorizzazione concessa dalla Regione Calabria e azzerando, in pratica, l’intero iter autorizzativo.

La Regione Calabria ha immediatamente indetto una Conferenza di Servizi nel tentativo di “sanare” irregolarità in realtà insanabili, senza tener in alcun conto la sentenza del massimo organo di Giustizia amministrativa del nostro Paese. Tale Conferenza, indetta, incredibilmente già il 10 di agosto, con una solerzia assolutamente sconosciuta per altri versi alla regione Calabria, si è conclusa con la concessione dell’autorizzazione all’Enel, che ha così iniziato le prove di accensione della Centrale. Autorizzazione con ogni evidenza illegittima, che non tiene conto non solo del parere –negativo e vincolante- dell’Ente Parco del Pollino- né, soprattutto, della sentenza del Consiglio di Stato, ma, addirittura, neanche delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione stessa.

In attesa dell’ulteriore e definitivo pronunciamento del Consiglio di Stato che, a breve, si esprimerà nuovamente, a ciò chiamato dai Sindaci di Viggianello e Rotonda, su questa oscura e torbida vicenda, il messaggio che la popolazione ha lanciato all’Enel è apparso forte e chiaro: la Valle del Mercure non è terra di conquista né colonia di alcuno e chi vi abita e lavora saprà difendere sempre e comunque i propri interessi e i propri sacrosanti diritti.

C’è dunque grande speranza e fiducia tra la popolazione e gli attivisti del movimento anti-centrale per una prossima, felice e definitiva chiusura di questa interminabile e durissima vertenza.

Scarica e firma il modulo della PETIZIONE POPOLARE PER LO SMANTELLAMENTO DELLA CENTRALE ENEL DELLA VALLE DEL MERCURE
I fogli compilati potranno essere consegnati ai componenti del Forum “Stefano Gioia” o inviati per posta a questo indirizzo:
Ferdinando Laghi
via dei glicini, 14
87012 Castrovillari (CS)

Sabato 5 settembre 2009 a Laino Borgo manifestazione popolare

Difendiamo insieme la nostra terra e i nostri diritti!!!
La grande mobilitazione popolare al Parco del Pollino, che ha visto tanta gente presidiare i propri diritti dal mattino fino a notte fonda, ha ottenuto la sospensione del parere favorevole del Parco al progetto dell’Enel.

Non basta ancora! L’affaristica aggressione dell’Enel deve essere sconfitta definitivamente!

Basta con i tentennamenti e gli opportunismi. Lottiamo per il diritto alla salute e allo sviluppo della Valle del Mercure, che la Centrale ENEL affosserebbe definitivamente.
La nostra terra e le nostre popolazioni hanno già subito fin troppi danni dalla centrale dell’Enel.
Sindaci, Associazioni, Comitati, semplici cittadini, hanno denunciato gravissimi aspetti del progetto Enel. Tra cui, centinaia di camion che congestionerebbero le nostre strade e renderebbero irrespirabile la nostra aria; posti di lavoro persi, nelle attività turistiche e nel commercio dei prodotti tipici locali; nessuno sviluppo reale dell’occupazione, diversamente da come millantato dagli amici dell’Enel.
È tempo che quei Sindaci e Amministratori fin qui troppo sordi o troppo compiacenti prendano finalmente esempio da quelli che invece tutelano veramente e sul campo la legalità e gli interessi dei propri amministrati. Le popolazioni della Valle del Mercure hanno il diritto di decidere del loro territorio e della loro vita. La mobilitazione popolare, segnale di speranza ma anche di democratico monito, è solo agli inizi.

sabato 5 settembre 2009 ore 10.00

loc. Pianette di Laino Borgo (davanti ex stazione)

Guarda la mappa (uscita Laino Borgo dell’autostrada A3 SA-RC)

Approfondimenti:

- Scheda e documenti sulla Centrale del Mercure (a cura dell’associazione Il riccio di Castrovillari)

- Firma l’appello contro la conversione a biomasse della centrale del Mercure.
NB: ENEL ti invierà automaticamente una mail in risposta alla tua adesione. Contiene informazioni fuorvianti, puntualmente già confutate sul sito, ma soprattutto testimonia l’efficacia di questa iniziativa e l’importanza della tua adesione.

- Gruppi su Facebook

Salviamo il Parco Naz. del Pollino! No alla centrale Enel del Mercure!
No alla centrale del Mercure

- Canale YouTube: nocentralemercure

-3000 NO alla Centrale del Mercure

- 20/12/2011: seconda interrogazione Angela Napoli

- Leggi tutti i documenti relativi alla Centrale del Mercure

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3 Responses to Centrale del Mercure

  1. admin scrive:

    dato che i politici sono incompetenti, prendiamo la centrale?
    ridicolo tutto il resto. la storia lo conferma.
    credi di poter governare gli eventi con il solo semplice seguirli, magari dietro una tastiera…
    sei parte del male. ma non lo sai.
    salute

  2. Angelo scaldaferri scrive:

    Nessun commento? TOCCATI?

  3. angelo scaldaferri scrive:

    Mi auguro che in qualche modo possiate ricredervi sul NO a tutti i costi.
    La zona in questione la conosco da sempre, che sia votata al turismo non c’è dubbio ma sono anni che le strutture stentano a decollare definitivamente;PERCHE’? Purtroppo la classe politica incompetente sta’ facendo dell’Italia e sopratutto del SUD,luoghi comodi solo a loro.
    Vi siete mai chiesti che fine farà la centrale se l’ENEL abbandonerà il progetto e metterà in vendita il sito?.Qualcosa ve la anticipo io.
    La centrale è oggetto di desiderio di diverse Holding tra cui quella di EMMA, la quale avendo diversi impianti di questo genere è molto interessata in più la stessa signora non nasconde un’influenza notevole sul Consiglio di Stato il quale inevitabilmente è influenzato.
    Vi sfugge secondo me il fatto che i beni che l’ENEL distribuirà sul territorio vadano alle comunità e non a riempire le tasche di POCHI.
    Salute e benessere possono essere in sintonia con l’industria solo se si ha la maturità sociale di farle coesistere e quì in CALABRIA questo è lontano anni luce.
    SVEGLIATEVI

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