Category Archives: Rigassificatori

Dossier sul Rigassificatore #1

Uno dei più noti trattati di strategia militare giunti fino ai giorni nostri, “L’arte della guerra” del Maestro Sun Tzu, ci insegna che “La suprema arte militare consiste nell’insidiare le altrui strategie”. E per conoscere quelle del nostro nemico, la LNG Medgas Terminal, dobbiamo prima conoscere la società stessa, ossia il nostro nemico.

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Partiamo dai dati basici. Forma giuridica: la LNG Medgas Terminal è una società di capitali, più precisamente una srl, società a responsabilità limitata, concepita ad hoc per il rigassificatore della Piana di Gioia Tauro. Nell’ultima conferenza dei servizi in materia, svoltasi nel 2009, è stato deciso dalle parti di porne la sede sociale a San Ferdinando. Tuttavia, dalle visure camerali effettuate appena nel gennaio scorso, questa risulta situata a Roma, in Piazza di Santa Chiara n. 49. Nell’elenco amministratori risultano: Valter Pallano (amministratore delegato e presidente del consiglio di amministrazione) e Pier Filippo di Peio (consigliere e amministratore delegato).

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A Roma contro il rigassificatore!

Nessuna tregua alla LNG MEDGAS
né nella Piana, né in Calabria, né a Roma
Sorgenia, Iren, Belleli, vi seguiremo ovunque

Il 6 marzo una partecipata manifestazione di dignità degli abitanti della Piana di Gioia Tauro ha impedito che si compisse l’ennesimo sopruso nei confronti di un territorio già pesantemente martoriato, ottenendo il rinvio di quel Comitato portuale che dovrà concedere l’ultima autorizzazione per la costruzione del più grande rigassificatore previsto in Italia.

È un progetto dall’iter anomalo, che è riuscito ad arrivare a questo punto solamente grazie a una forzatura operata con il decreto sviluppo del governo Monti. In questo modo è stato superato persino il pronunciamento negativo del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che non ha voluto approvare un progetto così pericoloso in un’area altamente sismica.

È questo il potere incontrastato di cui godono la Sorgenia di De Benedetti, la Iren, tra le più grandi aziende multiservizi italiane, e il gruppo Belleli che ottengono i loro profitti passando sulla testa del territorio e dei cittadini.

Dopo lo smacco subito il 6 marzo hanno convocato loro, presso il Ministero dello Sviluppo economico, i sindacati supini ai loro diktat. Perché a Roma? Perché non nel territorio interessato che già vi ha manifestato tutta la sua opposizione?

Noi non vi daremo tregua, vi staneremo ovunque vi nasconderete, e il 13 marzo, giorno della convocazione di questo incontro, presidieremo dalle ore 11.00 gli uffici del Ministero in via Molise. Invitiamo i tanti calabresi emigrati a Roma, le associazioni e i movimenti ambientalisti, i comitati impegnati nella difesa del territorio, gli iscritti ai sindacati confederali che non accettano la posizione incomprensibile delle loro organizzazioni, a sostenerci in questa battaglia di dignità.

Coordinamento delle associazioni contro il rigassificatore della Piana

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Non vi daremo tregua, mai… e vinceremo

La lotta contro il rigassificatore non è più una battaglia di opinione. Era una bella giornata ieri, anche se non c’era il sole. Ieri a Gioia Tauro, in Calabria, dove l’astensionismo ha toccato il picco nazionale e i politici vincono in base al numero di clienti, ieri, al porto un popolo ha imposto ai suoi “rappresentanti” il proprio volere.

Valgono a poco le veline di regime e sono ridicole quelle cronache che dipingono gruppi di antagonisti facinorosi a strumentalizzare la questione. Né basta a neutralizzarci la censura dei telegiornali RAI, che scandalosamente al Tg Regionale non hanno mandato servizio alcuno.

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Mercoledì 6 marzo tutte/i a Gioia Tauro per dire No al rigassificatore

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Mercoledì 6 marzo si consumerà l’ultimo atto di una storia divenuta ormai tragicomica: il Comitato Portuale dovrà decidere sulla concessione per la realizzazione del rigassificatore all’interno del porto di Gioia Tauro.

Un’opera che, come ben ricordano i comitati e le associazioni che hanno annunciato per l’occasione un presidio davanti l’Autorità portuale, continua il suo iter nonostante la contrarietà di enti locali come il Comune di Gioia Tauro e dello stesso Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Un progetto spacciato come necessario per affrontare una fantomatica emergenza gas, portatore di occupazione e sviluppo, ma che in realtà è utile solamente alle aziende che ci stanno dietro, che potranno esportare il gas trattato nel resto d’Europa, lasciando poco dal punto di vista economico nel territorio ma tantissimo per quel che riguarda i rischi per la salute e per l’ambiente.

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CONTESTATO IL MINISTRO CLINI A COSENZA

CARO MINISTRO CLINI,
DELLE NOSTRE VITE DECIDIAMO NOI!
Il ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Corrado Clini è oggi in visita a Cosenza e non possiamo tacere il nostro pensiero sulle posizioni e  le politiche per l’ambiente e il territorio che questo Governo sta portando avanti. Queste scelte riteniamo si pongano in maniera, del tutto contrastante con qualsiasi idea di salvaguardia dell’ambiente e del territorio.
Non comprendiamo come un Ministro preposto alla difesa dell’ambiente si dica, in più occasioni, favorevole alla TAV, al ponte sullo stretto,  all’energia nucleare, agli OGM, agli inceneritori mentre non sta affatto operando per la difesa del risultato referendario per la pubblicizzazione dell’acqua. In definitiva suggeriamo di modificare la dicitura del dicastero.

[LEGGI CLINI L'AFRICANO]

RASSEGNA STAMPA: indymedia calabria foto, nuovacosenza.comvideo tmnews.it (anche su repubblica.it, ilsole24ore.it, quotidiano nazionale, video.tiscali.it) video cn24.tv, video telecosenza.it, contropiano.org, ilquotidianoweb.it, corrieredellacalabria.it, calabriaora, libero

In particolare in merito alla questione della TAV intendiamo specificare che non si tratta di una lotta relativa al singolo territorio della Val di Susa, bensì di una battaglia  per l’autodeterminazione dei popoli che hanno il diritto di scegliere cosa accadrà sui loro territori così come i cittadini di tutta Italia hanno il diritto di scegliere quali siano le priorità della popolazione. Mentre si smantellano stato sociale e infrastrutture locali si sceglie di investire miliardi in un’opera che pagheremo tutti e non servirà a nessuno. Così mentre nel resto d’Europa (vedi l’abbandono del progetto TGV Lisbona  – Madrid)  i progetti della TAV vengono ridimensionati o abbandonati perché il popolo ha già pagato un prezzo troppo alto e non può subire ulteriori pressioni economiche,  in Italia si reprime  la volontà popolare a colpi di manganelli e carcere duro. Ecco perchè, da sempre, la RDT e tutto il movimento calabrese esprimono la  piena vicinanza alla battaglia noTAV.

Ci chiediamo per quale motivo il Ministro, con le sue posizioni, mostra una scarsissima attenzione alle volontà popolari: è il caso dell’energia nucleare e dell’acqua pubblica oggetti di quesiti referendari coi quali la cittadinanza ha manifestato la chiara volontà di non far ricorso all’energia nucleare e di mantenere l’acqua pubblica. E perchè ostacola le fonti rinnovabili con il ritardo della pubblicazione dei decreti?
Registriamo una chiusura rispetto alla prosecuzione dell’interlocuzione con il movimento per l’acqua e un conseguente sostanziale inadempimento degli impegni presi il 23 febbraio. Lo sa ad esempio che in Calabria la gestione dell’acqua è svolta in maniera illegale e illecita dalla Regione stessa?

In merito agli OGM, gli organismi geneticamente modificati, non comprendiamo quali siano i motivi che fanno abbandonare il principio di precauzione rispetto a delle pratiche che possono essere potenzialmente dannose ma che soprattutto devastano la biodiversità favorendo, nei fatti, solo le grandi multinazionali produttrici dei semi modificati e detentrici dei brevetti.
Parliamo poi di inceneritori o, come alcuni si ostinano ancora a definirli, termovalorizzatori. Sappiamo bene che pratiche alternative come una autentica raccolta differenziata o, soprattutto la pratica dei rifiuti zero, potrebbero risolvere il problema rifiuti e rappresentare una adeguata risorsa che nulla ha a che vedere con gli inceneritori causa di morte e distruzione ambientale.
In Calabria qualche giorno fa la Corte dei Conti si è espressa sull’illeggitimità del ‘suo’ commissario straordinario ai rifiuti. Cosa ha da dire?

Chiudiamo col ponte sullo stretto: come si fa a pensare ad una simile opera invasiva del territorio quando ancora in Calabria, ad esempio, le infrastrutture essenziali mancano o versano in condizioni disastrose, il dissesto idrogeologico la fa da padrone, i trasporti pubblici sono fra i più carenti d’Europa come dimostra la linea ferroviaria jonica ancora priva di elettrificazione e addirittura il taglio di numerosi treni.
Ministro Clini… ci chiediamo che razza di tutele all’ambiente, al territorio e al mare, possa rappresentare la sua politica. Sappiamo bene che il Governo tecnico, di cui fa parte il ministro Clini, è stato voluto dalla lobbie finanziarie per  imporre alla popolazione i costi di una crisi che è stato lo stesso sistema a determinare. Noi però non siamo disposti a pagare questa crisi e non staremo a guardare come muti spettatori, le devastazioni ambientali e sociali perpetrate in nome della stessa.
Lo diciamo chiaro: delle nostre vite decidiamo noi.
Cosenza, 27.03,2012

Rete Difesa del Territorio “F. Nisticò”

 

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Assemblea plenaria Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”

La Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò” lancia la prossima assemblea plenaria che si terrà il prossimo 17 marzo, a partire dalle ore 10,00, a Lamezia Terme-Sant’Eufemia, presso la sede della Cgil (vicino la stazione ferroviaria).

Mentre basta un’ondata di maltempo per provocare morti e devastare i nostri territori, mentre imperversano le proposte di mega-discariche, centrali e grandi opere, mentre la Calabria diviene sempre più terreno per i grandi affari, a costo della salute e dell’incolumità dei cittadini, rimangono irrisolte le emergenze ambientali e permane una serie di priorità su cui bisogna costruire percorsi di lotta.

La Calabria, terra di ‘ndrangheta e di malapolitica, che attraverso le opere pubbliche fa grandi affari per rafforzare il suo potere clientelare, riciclare il danaro sporco, favorire le grandi imprese del nord. Sindaci, amministratori provinciali e regionali, fanno la fila per ottenere anche nel più piccolo paese della nostra regione un’opera qualsiasi (una centrale a carbone, un porto, una diga, una centrale a biomasse, un parco eolico, una discarica), perché questa assicura posti di lavoro clientelari, un fiume di danaro, la rielezione.

Per rompere tutto questo esiste un diverso modo di gestire la cosa pubblica, il proprio territorio, la propria popolazione, basata sulle energie alternative, sul riciclaggio dei rifiuti, sulla gestione delle risorse quali il mare, i parchi marini e terrestri, i vecchi borghi: gestire la cosa pubblica partendo dal basso, dalle esigenze vere e primarie delle popolazioni.

Per questi motivi la Rdt dà appuntamento a tutte le calabresi ed i calabresi a Lamezia, il prossimo 17 marzo, per fare il punto e discutere sulle nuove scelte e proposte per i prossimi mesi, per costruire e rafforzare i percorsi di lotta già intrapresi come il prossimo referendum su acqua e nucleare.

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