Category Archives: beni comuni

Lunedì 21 luglio i comitati ambientalisti e i precari Lsu-Lpu presidieranno insieme Palazzo Campanella

A causa dello slittamento del Consiglio Regionale anche la mobilitazione è di conseguenza spostata a lunedì 21 luglio alle ore 11:00

Un Consiglio regionale decaduto, a seguito delle famose dimissioni del Presidente Scopelliti  successive alla condanna in primo grado per il caso Fallara, continua in maniera spudorata ed arrogante le sue attività, riunendosi e legiferando come se nulla fosse. Certo la giustificazione è data dalla necessità di dover assolvere agli atti indifferibili e urgenti, pena ulteriori danni per i calabresi: ma chi è che stabilisce quali siano gli atti veramente indifferibili e urgenti?

Non ci sembra questo, ad esempio, il caso della legge di riordino del settore rifiuti la cui mancata approvazione,nonostante le minacce apocalittiche dell’assessore Pugliano, a nostro modo di vedere creerebbe più danni ai privati che non vedono l’ora di rientrare a pieno titolo nella gestione del servizio, che ai calabresi che continuano a subire quotidianamente i danni di anni e anni di mala gestione. Una legge piena di belle parole e di grandi proclami, ma che si deve “armonizzare” con delle linee guida che guardano solo ai grandi impianti e a mantenere l’inceneritore di Gioia Tauro, piuttosto che ad un’inversione di rotta radicale che punti alla massimizzazione della raccolta differenziata.

All’incapacità, o mancata volontà, di proporre scelte strutturali, si continua avanzando soluzioni tampone, giustificate dalla necessità di togliere i rifiuti dalle nostre strade, soluzioni che però rappresentano comunque dei gravi costi per le casse ormai vuote del Dipartimento Ambiente. Così ecco la novità degli ultimi giorni:la richiesta di bloccare tutti i pagamenti da parte della Regione nei confronti dei Comuni morosi, che sono la quasi totalità.

Quello che questa eventuale scelta potrà causare ai Comuni calabresi è facilmente immaginare, ma ancor di più è legittimo prevedere cosa succederà per i cittadini e i lavoratori di quei Comuni, venendo a mancare i flussi di denaro dalla Regione.

Ed è una preoccupazione che contribuisce ad allarmare sempre più chi, come i lavoratori Lsu-Lpu , riceve le proprie spettanze con sempre più ritardo, grazie alla concertazione con quelle organizzazioni sindacali che hanno istituzionalizzato la precarietà nel nostro paese.

Lontani da quella contrapposizione ambientalisti-lavoratori, che tanto è stata utile a chi ha voluto devastare i nostri territori in cambio di qualche spicciolo, i comitati che si stanno opponendo alle scelte scellerate della Regione in materia di rifiuti,  i lavoratori Lsu-Lpu, i lavoratori  in mobilità, lunedì 21 luglio, in occasione dell’annunciata seduta del Consiglio regionale, presidieranno Palazzo Campanella per chiedere che non venga discussa la legge di riordino, che venga ritirato il provvedimento per la compensazione debiti-crediti, che venga garantita la copertura dei fondi per gli stipendi dei lavoratori Lsu-Lpu e, soprattutto, il rispetto degli impegni assunti sulla stabilizzazione.

Facciamo appello ai Sindaci dei Comuni calabresi e ai calabresi stessi a stare al nostro fianco per quella che non è una battaglia di parte, ma che segnerà il futuro della nostra regione.

Terre di Calabria, 14 luglio 2014

Coordinamento dei Comitati Ambientalisti calabresi
USB Calabria

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14/15 giugno: i comitati in assemblea a Saracena

Il 10 maggio scorso i comitati e le realtà associative che in questi anni si sono mobilitati contro un modello scellerato di gestione dei rifiuti, sono scese in piazza a Cosenza per rivendicare un nuovo piano regionale, senza inceneritori e discariche, e soprattutto il diritto a poter decidere sui propri territori. Ma una manifestazione, seppure partecipata e determinata, non può bastare a bloccare politiche ormai consolidate, fatte di devastazione dei territori e attacchi alla salute e all’ambiente in nome dell’interesse di pochi.
L’ultima ordinanza in materia di gestione dei rifiuti, firmata dalla Vice Presidente Stasi, di fatto impone nella nostra regione un nuovo commissariamento, consegnandolo nelle mani di quel Dipartimento Ambiente che ha congegnato il nuovo Piano rifiuti, prevedendo nuovi impianti e discariche per un valore di 250milioni di euro. Mentre si continua a smaltire il “tal quale” in eccesso direttamente in discarica, si delineano soluzioni immaginifiche buone solo a rinviare il problema, continuando a garantire enormi introiti ai gestori privati.
È necessario perciò proseguire quel lavoro collettivo che ha consentito il 10 maggio, ma soprattutto è necessario immaginare percorsi e passaggi comuni per rendere più efficiente nella nostra martoriata Calabria la battaglia per difendere il diritto alla vita e alla salute, il proprio territorio, per far sì che un futuro per questa terra sia ancora possibile.
Dopo anni di richieste e pressioni il Governo Renzi ha desecretato numerosi documenti precedentemente coperti dal segreto di Stato, e così finalmente è stato svelato il segreto di Pulcinella: trova ufficialmente riscontro quello che associazioni ambientaliste e movimenti denunciano ormai da decenni, e cioè la Calabria usata dalla ‘ndrangheta come un’enorme discarica abusiva per rifiuti tossico-radioattivi. Navi dei veleni, camion sepolti nell’Aspromonte come nelle Serre, bidoni sotterrati qua e la: non sono deliri di qualche pazzo esagitato, ma scenari confermati da numerose note di SISMI e SISDE. Scenari negati per decenni dalla politica, colpevole alla pari della criminalità e delle lobbies che su questi traffici hanno lucrato.
La bonifica dei nostri territori deve essere una bandiera comune per tutti i movimenti, i comitati, le associazioni che in questi anni sono nati, e si sono mobilitati, da agitare sempre, senza timori o opportunismi. Non si può barattare la salvaguardia di alcuna economia con la salute!
Non è più accettabile contrapporre l’alibi di un posto di lavoro a chi difende il proprio territorio ed il diritto di intervenire nelle scelte sul suo uso, o meglio, abuso. Questa contrapposizione falsa, artificiale, dei disoccupati contro ambientalisti-figlidipapà, spesso difesa e sbandierata da un certo sindacalismo in sudditanza totale al modello neoliberista, è una trappola che sacrifica vocazioni, radici, appartenenze, tradizioni. Questa trappola vogliamo trasformare in sfida, valorizzando quelle esperienze che provano a incanalarsi su binari altri, dove al guadagno di pochi viene preferito il benessere collettivo.
Per ragionare insieme, invitiamo tutte e tutti a un momento di confronto che vogliamo largo e partecipato, che si terrà il 14 e 15 giugno a Saracena, Piano di Novacco . Nel corso della due giorni verrà illustrato anche il progetto di gestione dei rifiuti avanzato dal Comune di Saracena, da attuare attraverso un’azienda speciale consortile.

14/15 GIUGNO ASSEMBLEA DEI COMITATI CALABRESI
Piani di Novacco – Saracena (CS)
c/o il Centro Turistico Montano “Novacco” + info http://novacco.eu/

PROGRAMMA
# sabato 14 giugno
– ore 12.30 pranzo libero autorganizzato ‘leggero’ (ogni territorio/partecipante porterà prodotti tipici)
– ore 15.00 discussione introduttiva e organizzazione dei lavori
– ore 16.00 inizio lavori tematici/gruppi
– ore 21.00 cena* collettiva al rifugio (max 10 euro)
– a seguire musica e vino (selezione di vini locali)
– pernottamento grauito*
# domenica 15 giugno
– colazione libera al bar della struttura ospitante
– ore 10.00 assemblea finale e redazione documenti
– ore 13.00 pranzo a buffet offerto
– ore 15.30 presentazione/discussione con i sindaci presenti
* = inviare la prenotazione

SI INVITANO I COMITATI A PORTARE MATERIALI AUTOPRODOTTI, PROGETTI, IDEE, BUONE PRASSI E STRUMENTI MUSICALI. ORGANIZZEREMO MOMENTI DI CONDIVISIONE.

PRENOTAZIONI VITTO/ALLOGGIO (da inviare entro mercoledì 11 ore 20.00)
inviare a info@difendiamolacalabria.org le seguenti informazioni:
* NOME, COGNOME, NUMERO DI TELEFONO
* ORGANIZZAZIONE DI RIFERIMENTO
* al PRANZO del 14 porterò…
* CENA 14
* PERNOTTAMENTO
(copia/incollare solo le voci che interessano)

I COSTI DI PRANZO/CENA SONO INDICATIVI E VARIERANNO IN BASE AL NUMERO DELLE PRENOTAZIONI, IN OGNI CASO NESSUNO RIMARRA’ A STECCHETTO!

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Sui rifiuti comitati e territori non ci stanno e rilanciano

la salute non si derogaCi siamo riuniti a Lamezia Terme come uomini e donne calabresi, cittadini attivi – facenti parte di comitati ed associazioni di tutto il territorio calabrese – che non si rassegnano a vedere distrutti i loro territori, devastato il loro ambiente ed i loro Beni Comuni e messa a rischio la loro salute per una pericolosa (mal)gestione dei rifiuti, causata in tanti anni da una politica regionale “superficiale e collusa” e caratterizzata da “una cultura mafiosa”.
Come sostiene, il Sindaco di Cosenza, che frequenta e ben conosce i decisori politici attuali, questa (mal)gestione è predisposta e finalizzata a favorire delle imprese private che “hanno interesse nel verificarsi delle emergenze, perché è nel corso di queste crisi che si fanno i massimi profitti”.
Per questo ci stiamo organizzando per gridare la nostra rabbia e, soprattutto, per informare i cittadini calabresi sulla necessità di attivarsi e pretendere, in primis dai sindaci e poi dalla Regione, un ciclo virtuoso, interamente pubblico e partecipato, dei rifiuti.
Una gestione in cui si mettano in campo iniziative di prevenzione della produzione dei rifiuti, si applichi la raccolta differenziata spinta porta-a-porta con  piccoli impianti per il riuso ed il riciclo dei materiali raccolti e per il compostaggio dell’organico. Infine utilizzare poche e controllate discariche per il conferimento della parte residua inertizzata. Tutte pratiche facenti parte di una strategia piu’ ampia: Rifiuti Zero.

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Nuovo incontro per parlare di Acqua e Rifiuti

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Venerdì 8 novembre al Nuvola Rossa
Associazioni e Movimenti si incontreranno per parlare di Acqua e Rifiuti

Sono passati ormai diversi mesi da quando, finalmente, si è chiusa la stagione del Commissariamento in materia di rifiuti nella nostra regione. Eppure, nonostante proclami e promesse, lo spettro di una nuova emergenza rifiuti continua ad aleggiare per le nostre strade, e la possibilità di rivederci sommersi dalla spazzatura un pericolo ancora attuale.

Le linee guida per il nuovo Piano regionale dei rifiuti, così come la proposta di legge per il riordino del settore, sembrano ripercorrere le vecchie strade che tanti danni hanno provocato, abbellendo e sistemando qualcosina, ma non apportando quelle modifiche necessarie a dare una svolta a un ambito vitale per tutti i calabresi.

Proprio per strutturare un’alternativa alle proposte della Giunta regionale in materia di rifiuti, il 27 settembre scorso, associazioni e movimenti regionali si sono incontrati a Lamezia, avviando un percorso condiviso volto a promuovere un diverso approccio, politico e culturale, nella gestione dei servizi pubblici locali in Calabria, a partire da rifiuti e acqua, di cui tra poco si dovrà avviare la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica e partecipata che oltre 11mila calabresi hanno sottoscritto.

Per proseguire questo percorso, le associazioni, i movimenti e i singoli cittadini interessati sono invitati a partecipare all’incontro che si terrà venerdì 8 novembre alle ore 16.30, al centro socio-culturale Nuvola Rossa di Villa San Giovanni, in via II novembre.

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”; Rete per la difesa del Territorio “Franco Nisticò”; Italia Nostra Calabria; Isde Italia – Medici per l’ambiente Calabria; Forum Ambientalista Calabria; WWF Calabria; ARCI Calabria; Legambiente

 

 

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Comuni per l’acqua pubblica: istruzioni per l’uso

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Venerdì 8 novembre a Reggio Calabria – Seminario
Comuni per l’acqua pubblica: istruzioni per l’uso
Percorsi possibili per la gestione pubblica e partecipata dell’acqua (e dei servizi locali)

Nonostante siano trascorsi oltre due anni dalla vittoria dei referendum del 12 e 13 giugno 2011, in tutta Italia continua la mobilitazione per la piena applicazione degli esiti referendari a difesa dell’acqua e della democrazia.

Dopo quella straordinaria affermazione, infatti, si sono susseguiti diversi tentativi politico-amministrativi per annullarne il risultato, mentre altrettanti sono stati i pronunciamenti legali che hanno confermato la fondatezza di quella vittoria, a partire dalla sentenza della Corte Costituzionale no. 199/2012.

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Acqua e Rifiuti: una diversa gestione dei servizi pubblici

acqua-rifiuti

Si è svolto a Lamezia Terme il primo incontro tra associazioni, movimenti ed amministratori calabresi con lo scopo di presentare un’alternativa alla proposta di legge di riordino del servizio di gestione rifiuti della Giunta Regionale.

L’incontro, promosso dal Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” e dalla Rete per la Difesa del Territorio Franco Nisticò, ha visto tra gli altri la partecipazione di rappresentanti di Italia Nostra, del WWF, della Lipu, dell’Isde Italia – Medici per l’ambiente e del Forum Ambientalista. Tra gli amministratori Mario Albino Gagliardi, sindaco di Saracena, comune pioniere nella gestione della raccolta differenziata, e referente di un gruppo di circa altri dieci primi cittadini che con lui condividono una proposta virtuosa di gestione e valorizzazione dei rifiuti solidi urbani.

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Sull’impianto rifiuti a Sambatello

Prima di parlare degli impianti si faccia chiarezza sui modelli gestionali!

U porcu è a muntagna e a caddara bugghi”. Così recita un famoso detto reggino che meglio non potrebbe descrivere le nostre impressioni, dopo aver letto le dichiarazioni dell’assessore Pugliano sulla volontà di realizzare un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti a Sambatello.

Il nostro scetticismo non è dovuto tanto ad una ottusa volontà di contrastare la realizzazione di nuovi impianti, che riteniamo necessari a sostituire l’attuale dotazione regionale assolutamente deficitaria, quanto alla natura degli impianti stessi, ossia alla loro reale compatibilità con un percorso che, dalla raccolta differenziata, giunga ad una valorizzazione economica dei rifiuti attraverso il loro recupero, riciclo e riuso.

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ACQUA E RIFIUTI – ASSEMBLEA REGIONALE A LAMEZIA

acqua-rifiuti

È PARTITA UNA NUOVA STAGIONE POLITICA CHE CI DOVRÀ VEDERE UNITI A DIFENDERE IL FUTURO DELLA CALABRIA

Conclusasi la pausa estiva, la politica regionale è tornata al “lavoro” riprendendo l’iter per la discussione della legge di riordino del servizio di gestione dei rifiuti: una proposta che ha già visto diverse associazioni e movimenti chiedere ed ottenere di essere auditi in Commissione consiliare per manifestare tutte le varie perplessità rispetto ai principi che sottendono il riordino e alle linee guida del nuovo piano regionale sui rifiuti.

L’approvazione di questa proposta, a nostro modo di vedere, rappresenta un rischio grave per la Calabria.

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A Lamezia Terme si rafforza il sostegno ad ABC Calabria

abccalabria.orgSi è tenuto giovedì primo agosto, nel municipio di Lamezia Terme, un incontro tra gli esponenti locali e regionali del Coordinamento calabrese acqua pubblica “Bruno Arcuri”, il sindaco Gianni Speranza ed una nutrita rappresentanza della sua Giunta.
Il confronto, franco e proficuo, si è svolto a pochi giorni sia dalla consegna al Consiglio regionale delle undicimila firme di cittadini (di cui circa mille lametini!) raccolte a sostegno della legge regionale di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dei servizi idrici, che dalla seduta in cui il Consiglio Comunale di Lamezia ha deliberato di sostenere ufficialmente tale proposta di legge; tenendosi, inoltre, proprio all’indomani della partecipatissima assemblea popolare, incentrata sulla necessità di demercificare e tutelare i Beni Comuni, tenutasi all’Abbazia di Corazzo alla presenza di Alex Zanotelli.

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Assemblea regionale a Corazzo

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MERCATO vs DIRITTI
MERCI vs BENI COMUNI

Alla Abbazia di Corazzo per la difesa del territorio e la riappropriazione dei beni comuni

 Il 28 LUGLIO 2013 promuoviamo un appuntamento regionale presso l’Abbazia di Corazzo, tradizionale luogo di incontro annuale del Coord. Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”.

Questo appuntamento vuole essere un momento di confronto tra le differenti battaglie per la difesa del territorio e la riappropriazione dei beni comuni ed un’occasione per costruire un processo collettivo e dal basso di confronto in Calabria.

Acqua, rifiuti, biomasse, rigassificatore, carbone, Ponte sullo Stretto, bonifiche, sono solo alcune delle tante vertenze oggi in atto in Calabria che provano a contrastare un saccheggio sistematico dei nostri territori, dei beni e dei servizi pubblici; un attacco perpetrato con sempre maggior violenza pianificando progressive privatizzazioni e finanziarizzazione dei beni comuni, privatizzando le ricchezze nazionali e socializzando un debito che di pubblico ha ben poco.

Su questi temi a livello nazionale si è aperto un importante fronte di resistenza, duraturo, radicato e radicale che, a sua volta, ha consentito di costruire una prospettiva alternativa sulla gestione dei territori, i meccanismi partecipativi e gli strumenti di finanza, accompagnato anche da un ragionamento di indirizzo normativo. Le battaglie a difesa dei territori e dei beni comuni rappresentano uno dei più importanti ostacoli all’aggressione dei processi di privatizzazione e finanziarizzazione.

Ci sembra necessario aprire interlocuzioni orizzontali anche in Calabria provando a tessere relazioni ed alleanze che si pongano su un piano nuovo, più avanzato ed innovativo, passando dalla posizione di trincea ad un vero e proprio rilancio di alternative e di nuovi assetti economici e sociali.

Il referendum sull’acqua è stato vinto nel 2011 grazie soprattutto alla capacità di costruire un’alleanza sociale dal basso che ha dettato una nuova agenda e imposto all’opinione pubblica il tema dei beni comuni, oggi scippato e vituperato dalla politica, ma non per questo svuotato di significato.

Pochi gironi fa, infatti, circa 11 mila firme sono state consegnate al Presidente della Regione Calabria a sostegno di una legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, mentre è ancora in corso la campagna di raccolta firme per una proposta di legge nazionale di iniziativa popolare su “Rifiuti Zero”.

Questi utili strumenti devono necessariamente essere affiancati ad una efficace mobilitazione sociale dal basso che produca consapevolezza e coscienza sociale tra i cittadini calabresi.

Al centro di questo incontro vorremmo porre la questione della democrazia.  Ovvero chi decide sul futuro dei nostri territori e delle nostre vite e come costruire nuovo modelli di organizzazione sociale ed economica che pongano al centro le comunità e la loro partecipazione diretta alle decisioni.

Ma per aprire questo spazio politico è necessario trovare strategie comuni per contrastare la finanziarizzazione dei beni comuni, delle risorse naturali e dei territori e la rottura democratica che questo comporta, dettata dalle dinamiche di un nuovo e più aggressivo capitalismo improntato sulla speculazione sui beni collettivi necessari alla vita.

La proposta di quest’incontro nasce dalla necessità di condividere riflessioni, esperienze, prospettive e strategie con movimenti e comitati che oggi, in Calabria, stanno lottando in questa prospettiva.

Non intendiamo creare nessun nuovo contenitore, rete o movimento dei movimenti, né tanto meno offrire un’occasione elettorale a nessuno. Quello che proponiamo è costruire un’opportunità per delineare nessi e punti in comune in cui riuscire ad individuare alcune azioni coordinate.

Un incontro regionale che possa essere propulsore di un ragionamento, ma anche un sostegno concreto alle tante battaglie diffuse sul nostro territorio per fare un passo in avanti tutti/e insieme.

 

promuove:

Coord. Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”
PROGRAMMA DELLA GIORNATA

ore 10.00 – arrivo
ore 13.00 – pranzo sociale autogestito (al sacco)
ore 16.00 – assemblea pubblica regionale

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