Daily Archives: 10 agosto 2012
Sequestrato “tesoretto” a un big manager della Sorical
da http://www.corrieredellacalabria.it
di Paolo Pollichieni
Quasi cinquanta milioni di euro. A tanto ammonterebbero titoli di credito, assegni circolari e denaro contante rinvenuto nella disponibilità di un “big manager” della Sorical sottoposto a perquisizione dai carabinieri, su ordine della Procura di Catanzaro. Il nome del ricco amministratore circola ma gli inquirenti si limitano a confermare il fatto storico mantenendo riservato, invece, il destinatario della perquisizione «in attesa che abbiano esito alcuni delicati accertamenti in corso». Il “tesoretto” sarebbe saltato fuori nel corso di attenti controlli in casa e negli uffici di varie personalità direttamente o indirettamente interessate all’inchiesta che la Procura di Catanzaro ha aperto sulla gestione – chiacchieratissima da sempre – della Sorical, seguendo due diverse ipotesi accusatorie alla quale oggi se ne sarebbe aggiunta una terza: concorso in bancarotta fraudolenta. La prima indagine metteva nel mirino la stessa convenzione tra soggetti privati e Regione Calabria che aveva dato vita alla costituzione della Sorical che in Calabria, ed è questa un’altra anomalia tutta da decifrare, non si occupa del ciclo integrato delle acque, quello che tiene insieme acquedotti, fognature e sistemi di depurazione, ma solo dell’adduzione: vende l’acqua all’ingrosso ai Comuni. E se gli enti locali non pagano, chiude i rubinetti. La differenza l’ha spiegata agli inquirenti un ingegnere idraulico sentito più volte come teste. Dal 1985 lavora nella gestione degli acquedotti calabresi, come dipendente della Regione Calabria. Fino al 1° novembre 2004, data d’avvio dell’era Sorical, si occupava direttamente degli impianti di adduzione, ereditati a metà anni Ottanta dalla Cassa del Mezzogiorno. Ai magistrati ha fatto un esempio semplice quanto illuminante: «È semplice: anche nel sistema idrico c’è la polpa e c’è l’osso. In una regione ricca d’acqua, la polpa è l’adduzione, che non è particolarmente gravosa e non è per nulla onerosa. L’osso è la distribuzione. I Comuni sono costretti ad acquistare l’acqua all’ingrosso: acquistano 100 e fatturano 60. Se il servizio fosse integrato, i costi degli investimenti sulla rete si potrebbero scaricare sull’intera filiera». I numeri del “vantaggio” Sorical che mettono in ginocchio i Comuni, invece, li ha forniti un dossier acquisito agli atti dell’indagine e prodotto da Legautonomie. Il titolo del dossier è ironicamente tragico: “Il buco nell’acqua”; calcola, tra l’altro, che il deficit di gestione accumulato dai Comuni per il servizio idrico integrato tra il 2011 e il 2008 ammonta a 579 milioni di euro. Altro aspetto dell’indagine è quello teso a far luce sul presunto taroccamento della convezione operato dalla Sorical inserendo nei bilanci come “investimento” anche gli interventi di manutenzione straordinaria, che in questo modo incidono direttamente sulla tariffa. E pur calcolando la manutenzione tra gli investimenti, quelli realizzati tra il 2005 e la fine del 2009 ammontano a 57,7 milioni di euro, una quarantina in meno rispetto a quelli previsti secondo la Convenzione Regione-Sorical. Infine la traccia dei soldi: un mega mutuo da 240 milioni di euro acceso con Depfa Bank (banca di diritto irlandese, al centro di un processo a Milano per i derivati venduti al Comune lombardo). Serve a finanziare gli investimenti ma sino al momento non si è mai riusciti a scoprire chi è il soggetto garante del mutuo: è la Regione Calabria o i soci privati? L’amministratore delegato di Sorical, Del Re, assicura che in pegno ci sono «solo le azioni del partner privato», gli inquirenti mantengono più di un dubbio e per questo hanno disposto l’acquisizione dei documenti relativi. In attesa degli esiti giudiziari, però, un primo bilancio politico lo si può tirare ed è fallimentare: in assoluta mancanza di trasparenza, è stata consumata una privatizzazione senza realizzare il servizio idrico integrato.
SORICAL | E nel dubbio, la Regione non nomina commissari liquidatori
da http://www.corrieredellacalabria.it/
Un “dettaglio” su cui la magistratura vuole vederci chiaro, specialmente adesso che le indagini si orientano verso l’ipotesi accusatoria del concorso in bancarotta fraudolenta. I soci privati, invece, hanno scelto Baldassare Quartararo
“Nave senza nocchiere in gran tempesta”, scomodiamo Dante ma diamo bene idea dello stato della Sorical dopo che la Regione tentenna anche nella nomina del proprio liquidatore giudiziario. E sì perché anche questo capita in Calabria: sciolto il consiglio d’amministrazione e portati i libri in tribunale, le parti avrebbero dovuto provvedere alla nomina dei rispettivi liquidatori. I soci privati lo hanno fatto: “Acque Calabria” ha già insediato il suo rappresentante che è il professor Baldassare Quartararo, dell’Università di Palermo. È un esperto del settore e già in passato ha gestito problematiche analoghe avendo rappresentato “Acque Sicilia” in analoga procedura di messa in liquidazione della società mista. Il professor Quartararo proprio mercoledì è stato a Catanzaro dove, con l’assistenza di un notaio, ha distribuito le deleghe necessarie alla prosecuzione della gestione amministrativa. La Regione Calabria, invece, non ha nominato nessuno. Inizialmente ha giustificato tentennamenti e ritardi dicendo che non era chiaro se a lei come socio di maggioranza toccasse nominare uno o due commissari liquidatori. Nel dubbio non ne ha nominato nessuno. Anche su questo “dettaglio” la magistratura vuole vederci chiaro, specialmente adesso che le indagini si orientano verso l’ipotesi accusatoria del concorso in bancarotta fraudolenta.



