FUOCO NEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO – CHE FINE HANNO FATTO LA PREVENZIONE E IL CONTROLLO?
E’ da piu’ giorni che non si riesce a spegnere l’incendio divampato lunedi 16 luglio sul versante sud del del Parco Nazionale del Pollino.
Come associazione ambientalista ci chiediamo che fine abbiano fatto la prevenzione e le tanto pubblicizzate misure antincendi con strumentazioni di alta tecnologia. Eppure sono un paio di anni che leggiamo sui giornali locali che la Direzione del Parco Nazionale ha avviato dei progetti per la prevenzione e il controllo degli incendi che puntualmente si verificano ogni estate. Che fine hanno fatto queste misure? Come mai ancora oggi non siamo in grado di spegnere un incendio che dura da 3 giorni?
Abbiamo la consapevolezza che l’unica risorsa su cui puntare e che ci rimane e’ il nostro territorio? Almeno quello non ancora raggiunto dalla cementificazione e dalle discariche.
E che dire poi del patrimonio paesaggistico, faunistico e floristico presente nel Parco Nazionale del Pollino? Ci e’ invidiato in tutto il mondo. Basta citare il simbolo del Parco: il Pino loricato, un fossile vivente (ricordiamo che abbiamo l’albero più vecchio d’Europa, circa 1000 anni) che popola il nostro parco e che ora vede spegnersi per sempre alcuni esemplari unici, divorati dal fuoco. Maestosi alberi che hanno superato le intemperie e la forza della natura, hanno assistito agli ultimi secoli di storia Calabrese e Lucana, ma ora, e’ arrivata la malvagità e l’ignoranza umana e, in un attimo, il fuoco ha preso il sopravvento sulla vita riducendo in cenere secoli di storia.
Chiediamo agli organi competenti di fare i dovuti accertamenti e controlli per verificare, oltre ai possibili piromani, eventuali carenze o ritardi nell’affrontare l’ennesimo agguato inferto ad uno dei più grandi polmoni verdi d’Europa.
LIPU Rende



