Interrogazione parlamentare: Iniziative per garantire un’adeguata gestione integrata del ciclo dei rifiuti in Calabria


(Iniziative per garantire un’adeguata gestione integrata del ciclo dei rifiuti in Calabria – n. 2-01542)

PRESIDENTE. L’onorevole Tassone ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01542, concernente iniziative per garantire un’adeguata gestione integrata del ciclo dei rifiuti in Calabria (Vedi l’allegato A – Interpellanze urgenti).

MARIO TASSONE. Signor Presidente, quest’interpellanza urgente riguarda un po’, anzi, senza «un po’» ovviamente, riguarda molto la regione Calabria, per un aspetto estremamente delicato, importante e per alcuni versi vitale.
Voglio cogliere anche questa occasione, signor Presidente, per richiamare anche un tema inerente all’argomento che stiamo trattando, e che si riferisce alla chiusura dello stabilimento Italcementi di Vibo Valentia Marina, del quale io stesso mi sono interessato, anzi ci siamo interessati. Avevo fatto io stesso un intervento qui, in Aula, sull’ordine dei lavori e poi è stata presentata un’interpellanza, già pubblicata negli atti. C’è stato un annuncio che apre uno spiraglio anche sulla permanenza di questo stabilimento a Vibo Marina. C’è pertanto Pag. 61l’aspetto occupazionale, che dovrebbe essere quantomeno affrontato e risolto. Certamente tutto questo è legato al mercato, ovvero alla crisi dell’edilizia e, quindi, anche alla situazione del cemento.
Questo richiamo è per dire che stiamo trattando e affrontando il tema dello sviluppo e dunque, signor Presidente, vorrei richiamare l’attenzione del sottosegretario su una questione ricorrente. Moltissime volte ci siamo interessati, e l’abbiamo affrontato in quest’Aula, al problema del ciclo dei rifiuti e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Abbiamo anche sottolineato qual era il dramma di questa regione, che è passata attraverso varie vicende ed anche varie stagioni, non soltanto stagioni politiche ovviamente, ma intendo dire anche stagioni climatiche e temporali. L’anno scorso la regione Calabria era arrivata ad una situazione quasi di collasso, ad un’insostenibilità drammatica, anche per l’accumulo di questi rifiuti, soprattutto nelle aree e nelle zone ad alta intensità turistica e, quindi, con un ritorno anche negativo per quanto riguarda i processi produttivi e lo sviluppo di alcune zone e di alcuni territori. I turisti stanno sempre più diminuendo, anche nella regione calabrese, proprio per via di una situazione certamente legata ai rifiuti ed all’inagibilità di alcuni territori, di alcune spiagge, di alcuni comuni, di alcuni paesi, che sono di richiamo a livello non soltanto nazionale, ma anche internazionale.
Quest’interpellanza urgente è un tentativo ulteriore, attraverso il quale vogliamo richiamare l’attenzione del Governo, per capire se è in atto qualche iniziativa forte. Nella mia interpellanza vi sono anche richiami di ordine tecnico: faccio riferimento alle 800 mila tonnellate di rifiuti e quant’altro, e faccio un richiamo, soprattutto, alla Termo energia Calabria Tec Spa, gestore del sistema di smaltimento rifiuti in Calabria, composto da cinque dei sei impianti regionali di trattamento dei rifiuti solidi urbani, più un termovalorizzatore, che ha rescisso, nel dicembre 2011, il contratto concessorio.
Faccio anche riferimento alla gestione straordinaria e all’emergenza, a questa emergenza che ci trasciniamo da oltre 13-14 anni. Quest’emergenza, più volte doveva finire e molte volte i Governi sono venuti in Aula dicendo che ormai era l’ultima fase dell’emergenza e poi si doveva ritornare nella gestione ordinaria; ma i risultati sono stati ampiamente negativi e c’è stata una dispersione di risorse sia umane sia economiche, con ritorni drammatici o inesistenti, spesso con responsabilità anche delle istituzioni locali.
Allora vogliamo capire se c’è una possibilità, al di là di una risposta ad hoc, dell’occasione e delle circostanze formali, se c’è una volontà da parte del Governo, e vedere qual è il cammino e quale possa essere una soluzione per affrontare in termini esaustivi questa vicenda che non è più sostenibile né tollerabile. Non ho fatto riferimento nella mia interpellanza urgente al fatto che la gestione straordinaria di emergenza molte volte è un alibi, una copertura per alcune procedure accelerate, che certamente non hanno dato segni positivi né possono essere tranquillizzanti né per l’oggi, né per il domani. C’è poi stato, anche per quanto riguarda i rifiuti solidi urbani, «un interesse», da parte della criminalità organizzata. Non faccio riferimento a ciò nello scritto, ma certamente mi sento di dirlo a voce nel colloquio, nel confronto con il Governo. Allora faccio anche riferimento, e mi avvio alla conclusione, signor Presidente, a questo monitoraggio dell’intero processo, dell’intero ciclo di gestione dei rifiuti. La richiesta che noi avanziamo riguarda le procedure strategiche ed una programmazione, per capire se si può riprendere tutto il discorso oppure lasciare la situazione così com’è. Questa stagione estiva si presenta sempre di più in termini drammatici, anzi è più drammatica della precedente. Vorrei infine capire, ci ritorno su ed ho concluso, perché la Tec Spa ha chiuso ed hanno chiuso ovviamente sia il termovalorizzatore sia i sei impianti di trattamento dei rifiuti solidi. Chi deve fare questo trattamento dei rifiuti solidi? Questo credo sia il quesito che io ho posto insieme all’onorevole Pag. 62Galletti, a nome certamente di tutto il gruppo dell’Unione di Centro per il Terzo Polo.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare, Tullio Fanelli, ha facoltà di rispondere.

TULLIO FANELLI, Sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, lo stato di emergenza nella regione Calabria si è protratto dal 1997 ad oggi, ma oggi è in atto una fase transitoria per il rientro all’ordinario. Le criticità attualmente esistenti nel settore dei rifiuti nella regione Calabria sono da ricondurre principalmente alla mancata realizzazione degli interventi e delle attività previste dalla pianificazione regionale e, più in generale, all’inesistenza, sul territorio regionale, di un sistema di gestione integrato dei rifiuti urbani. A tal proposito, è utile precisare che durante il periodo emergenziale sono stati adottati vari piani di gestione dei rifiuti. L’ultimo aggiornamento ha previsto la realizzazione di un obiettivo di raccolta differenziata al 65 per cento da realizzare entro la fine del 2012 ed ha individuato, quali soggetti attuatori del sistema, quattordici società miste pubblico/privato la cui costituzione è stata affidata al commissario delegato. Nonostante ciò, la percentuale di raccolta differenziata attualmente si attesta tra il 12 ed il 15 per cento, come si evince sia da una nota trasmessa al Ministero dell’ambiente dal Presidente della regione Calabria, sia dai dati riportati nel Rapporto ISPRA sui rifiuti urbani del 2011. Questi risultati, molto lontani dagli obiettivi di legge, evidenziano una forte criticità nel settore della raccolta differenziata, che viene poi confermata dal sottoutilizzo degli impianti di compostaggio da matrici organiche selezionate e dall’uso spinto degli impianti di trattamento meccanico-biologico destinati a ricevere il rifiuto tal quale. Su questo aspetto, occorre evidenziare che i sette impianti di trattamento meccanico esistenti sul territorio regionale, sebbene utilizzati al massimo delle loro potenzialità, nel complesso non sono in grado di raggiungere una capacità adeguata a trattare tutto il rifiuto prodotto. Il mancato decollo della raccolta differenziata ha comportato, come conseguenza, l’aumento del rifiuto indifferenziato da gestire. In tal senso, la relazione predisposta dal Dipartimento delle politiche dell’ambiente della regione Calabria, trasmessa in allegato alla citata nota, ha evidenziato che a fronte della produzione di 2.400 tonnellate al giorno di rifiuti urbani, circa 2.100 tonnellate al giorno sono attualmente destinate ad impianti di smaltimento finale. La relazione rappresenta, altresì, che questo quantitativo è destinato ad aumentare nel periodo estivo di circa il 50 per cento e che esiste il pericolo che aumenti ulteriormente, in relazione all’esito della problematica connessa alla richiesta della concessionaria di Calabria Sud (Veolia-TEC Spa) di concordato preventivo da cui può derivare il paventato fallimento o la messa in liquidazione della società stessa. Difatti, è stato stimato che l’eventuale inattività del sistema impiantistico di Calabria Sud determinerebbe un ulteriore surplus di rifiuti da smaltire, pari a circa 1.500 tonnellate al giorno.
Il commissario delegato ha comunicato che la Veolia ha inteso rescindere il contratto relativo alla gestione degli impianti ubicati a Rossano, Crotone, Siderno, Reggio Calabria, e Gioia Tauro per motivi economici, Lo stesso commissario ha imposto alla Veolia un regime di prorogatio sotto il controllo di commissari liquidatori nominati dal tribunale di La Spezia e con la stessa ha in corso una trattativa per risolvere le problematiche di carattere economico. Da ultimo, ha rescisso i contratti con le inadempienti società Enertech ed Enerambiente dopo il sequestro dell’impianto e delle relativa discarica in località Alli di Catanzaro da parte della Procura e l’arresto dei responsabili delle predette società. In merito alle situazioni di blackout nella passata stagione estiva, riscontrate diffusamente in larga parte delle città calabresi ed, in modo particolare, nelle località turistiche costiere, citate Pag. 63nelle premesse dagli interroganti, il commissario delegato ha fatto presente che le problematiche riscontrate sono state principalmente causate da eventi imprevedibili, quali ad esempio la chiusura per sequestro da parte della magistratura della discarica di Catanzaro – Alli a servizio dei comuni afferenti al bacino del catanzarese e del soveratese.
Inoltre, al fine di scongiurare possibili problemi per la salute pubblica e l’ambiente, dovuti tra l’altro all’aumento della produzione di rifiuti solidi urbani legata all’incremento della popolazione nella stagione estiva, il Commissario delegato ha riaperto l’impianto in località Alli di Catanzaro, consentendo non solo al comune di Catanzaro, ma a tutti i comuni del catanzarese l’invio dei rifiuti urbani, con grande risparmio economico per gli stessi comuni; ha predisposto un programma che entro domani, 15 giugno, sarà inviato a tutti i comuni della Calabria con l’impiego nell’Alto cosentino, oltre dell’impianto di Rossano, delle discariche di San Giovanni in Fiore e di Cassano allo Ionio e fra qualche giorno anche della discarica privata sita in località Scala Coeli; in via d’urgenza è stato autorizzato il comune di Scalea ad aprire una stazione di trasferenza ed è stata messa in sicurezza la discarica di Casignana, già sequestrata dalla magistratura, che potrà servire numerosi comuni.
Il commissario, inoltre, ha segnalato che per la progettazione futura di altri impianti particolari, oltre a quelli esistenti, è stato raggiunto un accordo con l’assessorato all’ambiente della Regione Calabria. Con il programma predisposto, pertanto, il commissario delegato ha assicurato che per la prossima stagione estiva non dovrebbero verificarsi le problematiche riscontrate negli anni precedenti. Per quanto concerne, infine, la chiusura del commissariamento, si fa presente che il commissario delegato sta provvedendo alla sola gestione ordinaria dei flussi di RSU ed alla conclusione delle attività avviate e residuali, provvedendo contestualmente al passaggio di tutti gli atti agli enti ordinariamente competenti.

PRESIDENTE. L’onorevole Tassone ha facoltà di replicare.

MARIO TASSONE. Signor Presidente, non so da dove iniziare, onestamente mi trovo in un’enorme difficoltà e lei mi perdonerà e chiedo ovviamente la sua comprensione nei miei confronti. In poche battute, signor sottosegretario, la ringrazio anche per la risposta, però io so di lei, conosco la sua sensibilità e il suo impegno anche sul piano professionale, e se lei fosse al mio posto e si trovasse di fronte a queste problematiche, che ho cercato succintamente di delineare e soprattutto di narrare, non so quale risposta si sentirebbe di dare, se fossero invertiti i rapporti e i ruoli. Le dico subito che non sono ruoli diversi, né il suo né il mio, perché tutti e due facciamo parte di momenti istituzionali importanti, in cui l’assunzione della responsabilità, legata alla sensibilità, non può mai venir meno.
Guai se da quella posizione o da questa posizione ci fossero atteggiamenti preconcetti, pregiudiziali; riterrei che tutto questo sarebbe un fatto negativo per il divenire del nostro Paese, per gli obiettivi delineati e non raggiunti, per i traguardi agognati e quindi svaniti. Mi riferisco a questa vicenda dei rifiuti solidi urbani. Forse lo abbiamo capito e lo ha compreso anche lei, sottosegretario, perché dalla sua risposta c’è una descrizione tutto sommato negativa. Non è che la sua risposta induce ad un ottimismo di maniera, ad un «imbonimento» (se si potesse usare questa parola).
La situazione dei rifiuti in Calabria ha posto una serie di interrogativi, sia di ordine economico, che di ordine gestionale e morale. Non è un problemino, è un problema che si è accompagnato via via nel tempo in termini certamente non positivi. Siamo dal 1997, come lei ha ricordato, nella gestione commissariale dell’emergenza. Dal 1997 ad oggi la situazione è peggiorata. Se noi facciamo un raffronto delle risorse impiegate – risorse tanto per usare un termine nobile, i soldi impiegati, tanto così si capisce bene, i soldi impiegati – con delle procedure accelerate, con degli Pag. 64affidamenti ad hoc, senza nessun ritorno, dove alcune volte la magistratura si è interessata, ma poi abbiamo perso anche i segni delle attività degli inquirenti, ecco, se noi facessimo un raffronto tra i costi e i benefici, i costi sono stati enormi e i benefici pochi. Per quale motivo? Per quali motivi i Governi non hanno mai voluto superare il problema della gestione commissariale? Chi ha voluto e chi ancora tiene alla gestione commissariale? Non dico lei, in quanto questo Governo c’è da sei mesi, ma da anni ogni Governo, con molti colleghi che poi facevano i Ministri, veniva qui in termini sacrali a promettere che era finita la gestione commissariale dell’emergenza. Ma chi la vuole l’emergenza? Ma chi la mantiene l’emergenza?
Ecco perché chiedo e le sollecito certamente a guardare, anche perché, come le ripeto, la conosco, so della sua sensibilità, so che lei si è interessato a questi problemi, sempre. Poi c’è anche un nuovo Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e conosco anche lui. Quali sono gli interessi consolidati in Calabria? In Calabria non hanno funzionato le strutture, nessuna. Il commissario gestionale oggi non può fare il discorso del Lalli. Quella vicenda, che tutti forse conoscevano, non ha avuto nessun controllo fino a quando poi è intervenuta la magistratura e c’era il peculato, c’erano vicende drammatiche. Bella gestione commissariale, belle gestioni commissariali! Che c’è, la magistratura deve intervenire per chiudere e via dicendo una situazione drammatica, una situazione che metteva e che ha messo in pericolo vaste aree del territorio calabrese?
Signor Presidente, non sono soddisfatto, ma sono soddisfatto perché posso interloquire ovviamente con il dottor Fanelli. Uscendo fuori dal formalismo e dalla ritualità, li è veramente e certamente un imbroglio, un grande imbroglio, un incredibile imbroglio, drammaticamente un imbroglio che ricade sulle spalle dei cittadini calabresi e sul territorio calabrese. Non c’è dubbio che la mia sollecitazione è questa ed è rivolta a ciò. Se c’è questa mia sollecitazione pressante certamente non mi posso dire soddisfatto, ma speranzoso di sicuro sì. L’ultima cosa che muore è la speranza e la fiducia, soprattutto su uomini che pensano quanto meno un poco alle istituzioni e alle responsabilità. E poi capire qual è la responsabilità del Ministero e la responsabilità della regione, perché con questo equivoco non si finirà mai di capire la verità. Sono stato e sono uno che nelle Aule parlamentari sta proponendo che l’ambiente, la pubblica istruzione e la sanità devono essere in testa come competenze primarie allo Stato. È un fatto di sicurezza. Dobbiamo capirlo. Attraverso le mediazioni, infatti, di cui lei parlava e a cui lei faceva riferimento, non si va avanti, non si sa la verità e ci sarà sempre un’opacità e una zona d’ombra che non ci porta da nessuna parte, almeno non ci porta verso lidi positivi, ma certamente negativi.

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