Monthly Archives: giugno 2012
Il blocco del termovalorizzatore produce rischi per la zona
da http://www.corrieredellacalabria.it/
Interrogazione del consigliere regionale di Idv, Giordano, sulle ripercussioni dello stop dell’impianto di Gioia sulla salute e sull’ambiente dei Comuni della Piana
REGGIO CALABRIA Blocco delle attività del termovalorizzatore di Gioia Tauro e conseguenze ambientali nei Comuni ricadenti nell’area. Sono questi i temi al centro dell’interrogazione a risposta scritta formulata dal consigliere regionale di Italia dei valori, Giuseppe Giordano al presidente del Consiglio regionale, Talarico. Nell’interrogazione l’esponente dipietrista punta a comprendere quale sia lo stato attuale del termovalorizzatore, quali siano le criticità esistenti e le soluzioni individuate per superare questi problemi. Ma anche se sussista, al di là delle rassicurazioni del Commissario per l’emergenza ambientale, il reale pericolo di cessazione, anche provvisoria, dell’attività dell’impianto a seguito della decisione della società Veolia di lasciare la gestione del termovalizzatore.
Giordano, si legge in un nota del consigliere regionale «chiede inoltre di sapere se da parte del Commissario per l’emergenza ambientale siano stati adottati dei piani alternativi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti ogni qualvolta si verifica il blocco dell’impianto e quali iniziative, in ogni caso, sono state intraprese per rispondere con urgenza alla difficile situazione ambientale e sanitaria che i comuni della piana di Gioia Tauro stanno vivendo in questi giorni e se, alla luce della conclusione della gestione commissariale prevista per la fine dell’anno, quali azioni l’ente regione stia ponendo in essere per il rientro alla gestione ordinaria e in che mondo intenda programmare una pianificazione complessiva sull’intero territorio regionale del ciclo di gestione dei rifiuti che garantisca una efficace operatività al momento della cessazione della fase emergenziale».
«A seguito di uno stato di agitazione dei lavoratori della società Tec Veolia che gestisce l’impianto termovalorizzatore di Gioia Tauro – scrive nell’interrogazione Giordano – ancora una volta si assiste ad un blocco del ciclo di smaltimento dei rifiuti su tutta l’area della piana, la problematica Veolia investe sotto diversi aspetti la nostra regione e nello specifico la società ritiene di abbandonare la gestione dell’impianto per delle rivendicazioni legati a presunti crediti vantati (100 milioni di euro) a cui si accompagnano le presunte perdite riscontrate che sarebbero pari a 7 milioni di euro nel 2009 e 10 milioni di euro nel 2010».
Una situazione critica che avrebbe, secondo il consigliere regionale, ripercussioni pesanti sul territorio «sotto il profilo ambientale e sanitario». «In questo quadro desolante – si legge nell’istanza di Giordano – l’attuale blocco dell’impianto termovalorizzatore sta creando disagi e, nonostante le rassicurazioni fornite dal Commissario per l’emergenza ambientale ai lavoratori in stato di agitazione sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, la situazione rimane critica come denunciato da sindaci ed amministratori della Piana ed emerge ancora una volta la fragilità del sistema in un contesto che potrebbe diventare grave se la raccolta non dovesse ripartire in tempi brevissimi, come già verificatosi nei mesi scorsi per situazioni analoghe».
Sel: “Il destino della SoRiCal sembra affare interno alla sola Regione”
da http://www.catanzaroinforma.it/
Il Coordinatore provinciale Fernando Miletta: “Ridare centralità d’azione ai Comuni”
“Il destino della SoRiCal sembra un affare interno solo alla Regione dove, in aggiunta alla mancanza di un dibattito pubblico e trasparente, fanno finta che non ci sia mai stato un referendum per l’acqua pubblica. Scopelliti in barba alla volontà popolare ha già dichiarato che presto si provvederà ad individuare un nuovo socio privato. Possibile che il rappresentante del disastroso “modello Reggio” non si è accorto che SoRiCal ha fallito tutti i suoi obiettivi? Che è arrivato il momento di cambiare rotta? La società idrica regionale, con la sua spregiudicata politica di profitti, ha portato sull’orlo del dissesto finanziario una miriade di Comuni, autodeterminando l’aumento delle tariffe arrivate fino al 25% in più in soli 5 anni, aumento in palese violazione delle norme nazionali in materia”. Lo afferma Fernando Miletta, Coordinatore Provinciale di Sel Catanzaro. “La Regione ha sempre dimostrato un certo “riguardo” e, quindi, una grave disattenzione – continua la nota – fin dalla determinazione iniziale delle tariffe grossolanamente in eccesso come ha accertato la Corte dei Conti. Il tutto ha dato vita ad un contenzioso giudiziario per svariati milioni di euro ed, ancora, non precisamente quantificabile visto che sempre più Comuni stanno proponendo azioni giudiziarie. Sul fronte degli investimenti tutto tace mentre le inchieste della magistratura hanno toccato anche i gangli direttivi della SoRiCal. Ma cos’altro deve accadere: non basta il “buco” di bilancio di 170 milioni di euro, la fuga di Veolia, gli arresti, l’inefficienza ed insostenibilità dell’intero sistema? Possibile che in una regione ricchissima di sorgenti e fonti un bene pubblico come l’acqua sia ancora per moltissimi calabresi un diritto negato? Scopelliti deve smetterla di ignorare la volontà popolare in esito al referendum ed essere conseguenziale nelle scelte e nelle politiche da adottare. Perseverare nella irresponsabilità è il segnale più evidente dell’incapacità di misurarsi apertamente e in modo trasparente sulla questione, magari pensando sia più conveniente lasciare ad altri il compito di risolvere questo sfacelo”.
“Noi abbiamo le nostre idee – prosegue Miletta – e vorremmo offrirle per aprire un confronto pubblico che, partendo dall’esito referendario, avvii un percorso virtuoso in grado di contemperare le giuste esigenze dei calabresi ad avere un servizio idrico integrato efficiente e sostenibile e quelle dei Comuni che da meri “clienti” devono diventare primari protagonisti del nuovo sistema. Allora, a nostro avviso, non resta che una sola direttrice di marcia: la SoRiCal venga messa in liquidazione e si proceda con un nuovo modello organizzativo del sistema idrico integrato, ridando centralità di azione ai Comuni costituiti in bacini ottimali (le cui forme associative si possono discutere) e i soli in grado di valorizzare le potenzialità e porre rimedio alle criticità emerse nei territori. Nessuno si nasconde le difficoltà che si prospettano ma è indispensabile avviare un profondo ripensamento del sistema oramai avvitato su se stesso. Ridare centralità ai Comuni significa, in primo luogo, riportare ad un controllo totalmente pubblico il bene acqua e, in aggiunta, responsabilizzare gli Enti locali in ordine ad una maggiore efficienza, sostenibilità ed economicità dell’intero servizio, dalla captazione fino alla depurazione. Siamo certi che i Comuni sono pronti ad accettare tale sfida. Ma anche la Regione dovrà fare la sua parte favorendo, accompagnando e supportando per un breve periodo tale riorganizzazione. Siamo abituati a guardare con concretezza alle questioni e, dunque, ci auguriamo che il futuro del sistema idrico integrato calabrese non rimanga confinato in ambiti di basso profilo o tra pochi soggetti ma si allarghi a tutte le rappresentanze politiche e sociali per le enormi ricadute che esso ha sulla qualità della vita e dell’ambiente calabrese”.
Dissequestrata la discarica di Casignana nel reggino
da nuovacosenza.it
29 giu 12 E’ stato notificato al Commissario per l’emergenza rifiuti, Vincenzo Speranza, dal comandante del Noe di Reggio Calabria, capitano Paolo Minutoli, il dissequestro della discarica di Casignana. A darne notizia è un comunicato dell’Ufficio del commissario delegato. “Tale dissequestro è stato possibile – è scritto in una nota – dopo che personale dell’Ufficio, in particolare l’ingegnere Massimo Morello e l’ingegnere Giampiero De Stefano, il primo nominato custode giudiziario fin dal momento del sequestro avvenuto nel novembre 2011, si sono adoperati, assieme all’ufficio tecnico del Comune di Casignana, per evitare ogni possibile impatto ambientale negativo mediante la realizzazione di strutture adeguate che hanno consentito all’Ufficio Via del Dipartimento Ambiente della Regione di dare il parere positivo, anche in considerazione del fatto che l’Ufficio del Commissario ha chiesto all’Arpacal ulteriori e più approfondite analisi”. “Il gip che aveva proceduto al sequestro – prosegue la nota – puntualmente informato su tutte le attività, aveva quindi trasmesso gli atti al gup, che nell’ambito del noto procedimento penale ha provveduto, valutato tutto l’insieme, a dissequestrare la discarica. Tale provvedimento, per quel che riguarda le problematiche dell’area della provincia di Reggio, consente, in particolar modo in questo periodo estivo, di affrontare la situazione con maggiore tranquillità, considerato che con la riapertura della discarica di Casignana si registrerà un sensibile alleggerimento del lavoro dell’impianto di Siderno”.
Commissario «I lavoratori di Veolia non rischiano»
da http://www.corrieredellacalabria.it/
Lo ha assicurato il commissario per l’emergenza ambinetale, Sepranza, che stamattina ha incontrato i delegati sindacali. Scongiurato forse lo stato di agitazione, perchè l’Ufficio ha chiarito che fino a quando non verrà completata una nuova gara d’appatlo per la gestione del ciclo dei rifiuti, la multinazionale non può cedere alcuna parte della propria attività
LAMEZIA TERME L’attuale stato d’agitazione dei lavoratori della società Tec-Veolia, circa l’incertezza sul proprio futuro, non ha motivo di esistere. E’ quanto si sostiene in una nota dell’Ufficio del commissario per l’emergenza ambientale in Calabria, diffusa dopo una riunione svoltasi per cercare il definitivo superamento del contesto di criticità nel settore dei rifiuti urbani in Calabria e richiesta dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil. All’incontro nella sede del commissario, erano presenti anche il capo del personale della societa’ Tec-Veolia spa e il personale degli impianti di Rossano, Crotone, Siderno, Sambatello di Reggio Calabria e Gioia Tauro dipendenti della stessa società. «All’incontro – afferma la nota – è stato presente il commissario, Vincenzo Speranza, unitamente ai collaboratori delle varie aree tecniche e legali, che ha rassicurato tutti i lavoratori in merito al loro futuro occupazionale, anche se sono in corso le verifiche sullo stato di consistenza di ciascun impianto, propedeutiche alle future gare d’appalto nel caso in cui la società Tec-Veolia decidesse effettivamente di affidare ad altri la gestione dell’intero sistema denominato “Calabria Sud”. In ogni caso, nell’attuale regime di prorogatio – prosegue la nota – non è stato indicato un termine finale, su indicazione del commissario, perchè Tec-Veolia continuerà la propria attività fino a quando non sarà espletata tutta l’attività burocratica relativa alla gara d’appalto e quindi non arriverà un eventuale nuovo gestore. Pertanto – conclude la nota – il commissario invita gli operai a riprendere l’attività lavorativa per evitare di creare un notevole disagio ai cittadini della Calabria».
Operativo dal 2 luglio programma contro emergenza rifiuti in Calabria
da http://www.nuovacosenza.it/
29 giu 12 Sarà operativo dal 2 luglio il programma contro l’emergenza rifiuti in Calabria. Lo rende noto l’Ufficio del Commissario delegato per il definitivo superamento del contesto di criticità nel settore dei rifiuti urbani nel territorio della regione Calabria, guidato da Vincenzo Speranza. Il programma, tra l’altro – è scritto in un comunicato – prevede fino al 15 settembre le aperture delle discariche e degli impianti anche nelle giornate di sabato e domenica. “Per quanto riguarda l’area del cosentino, grazie all’intesa raggiunta con il nuovo sindaco di Cassano allo Ionio – prosegue la nota – nella discarica, interessata nelle ultime settimane da una serie di lavori, conferiranno altri 17 comuni del comprensorio. Inoltre, la discarica di San Giovanni in Fiore, gestita dal Consorzio ‘Valle Crati’, potrà essere utilizzata da diversi comuni della provincia cosentina, mentre a Scalea, nel pieno rispetto delle normative vigenti, il Comune è stato autorizzato ad aprire una stazione di trasferenza per superare l’emergenza estiva. In questo quadro l’impianto di Rossano avrà una sensibile diminuzione di conferimenti di rifiuti che consentirà anche di eliminare le interminabili file di camion come successo nella scorsa stagione estiva. L’Ufficio del Commissario, inoltre, in questi giorni sta lavorando per cercare di alleviare le problematiche esistenti nel crotonese, verificando la possibilità di utilizzare gli impianti della Sovreco, nonché la discarica di Scala Coeli, attesa la rispondenza a tutte le norme di legge. A tal proposito, per martedì prossimo, 3 luglio, negli uffici del Commissario delegato è in programma una riunione con tutti i sindaci del crotonese e quelli del cosentino del comprensorio di Scala Coeli per esaminare la situazione complessiva”. “In definitiva, il sistema messo in campo fino al 15 settembre prossimo – riporta ancora la nota – è stato studiato per cercare di evitare il ripetersi della situazioni della scorsa stagione estiva. Il programma è stata varato anche su input del Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, e dell’assessore all’Ambiente, Francesco Pugliano, che seguono costantemente il settore, oltre alla sensibilità dimostrata dalla Direzione tecnica dello stesso Dipartimento. L’Ufficio del commissario, infine, intende ancora una volta rassicurare i lavoratori Tec-Veolia sul loro futuro occupazionale, invitandoli ad una fattiva collaborazione per evitare disagi ai cittadini”.
Rifiuti, una diffida per i Comuni che non raggiungono i limiti di legge sulla differenziata
da http://www.ciaccimagazine.org/
Per il mancato raggiungimento della percentuale di legge della raccolta differenziata (fissata al 65% entro fine 2012) le associazioni Diritto al futuro, Forum ambientalista, Italia Nostra e Wwf hanno presentato un atto di diffida alle amministrazioni comunali di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. L’iniziativa è la prima del genere in Italia: la diffida è stata presentata anche contro le aziende di igiene urbana e gli Ato rifiuti competenti per il territorio comunale interessato. Gli ambientalisti hanno spiegato deciso di «intraprendere una vertenza dai risvolti legali chiedendo conto delle inadempienze in atto» e che si riservano di «dare corso alle azioni di tutela nelle sedi opportune, nel caso che la situazione denunciata con la diffida non venga eliminata». Le associazioni hanno evidenziato che «oltre al danno c’è la beffa», perché «l’inadempienza e l’inefficienza» nel garantire il rispetto delle percentuali di differenziata «costa in alle tasche dei cittadini. Per i mancati risultati, infatti, la Regione applica addizionali ai quantitativi inviati a smaltimento. Ad esempio il Comune di Firenze ha versato 2,3 milioni lo scorso anno». Le associazioni, dopo la diffida, potrebbero anche arrivare a chiedere in sede civile una richiesta di rimborso per conto dei soci. Nell’occasione sono stati ricordati dei dati, riferiti al 2010, sulla raccolta differenziata nei capoluoghi di Provincia: 26% a Massa, 41,8% a Pisa, 41,5% a Livorno, 39,4% a Pistoia, 42,2% a Firenze, 44,9% a Prato, 37,7% ad Arezzo, 30,9% a Grosseto, 47% a Lucca, 45,2% a Siena. Per quanto riguarda gli Ato, il centro registra il 43,9%, la costa il 40,9%, l’area sud il 36,4%.
Tirreno
Calabria: 5Stelle, risposta all’articolo SOS RIFIUTI apparso sul Quotidiano della Calabria
Abbiamo molto apprezzato l’articolo sull’emergenza rifiuti apparso ieri sulle pagine del Quotidiano della Calabria e non solo perché si tratta di un argomento molto caro al Movimento 5 Stelle, ma anche perché mette ben in luce le collusioni Ecologiche-Politiche-Economiche-Mafiose che rappresentano la genesi dello spreco di denaro pubblico, e quindi nostro, che ormai ammonta a circa 2 miliardi di euro. Si, non si tratta di un refuso, è circa un miliardo in più di quanto riportato nell’articolo; sono cifre che è anche difficile immaginare. Proviamo ad aiutare la fantasia: è come se ad ogni cittadino calabrese, qualunque sia l’età, sia stato sottratto l’ammontare di 1000 euro. L’equivalente di una vacanza low-cost ai Carabi o di un TV di ultima generazione o ancora di un’utilitaria di seconda mano per una famiglia di 5 persone.
Vorremmo, però, fare più luce riguardo ad un aspetto che nell’articolo non è stato affrontato e che riteniamo di fondamentale importanza ai fini della formazione di una coscienza critica sull’argomento. La questione può essere sintetizzata in una semplice domanda: se domani stesso finisce il commissariamento, gli enti locali possono gestire in maniera virtuosa le materie prime seconde che si sono raccolte?
Altrettanto semplice è la risposta: NO.
Nessun Amministrazione Comunale calabrese, infatti, potrebbe gestire i suoi rifiuti copiando sistemi virtuosi come Capannori o Vedelago semplicemente perché le nostre leggi regionali glielo impediscono. I due sistemi che abbiamo nominato, che sono il nostro fiore all’occhiello in Europa e nel Mondo, si basano sulla valorizzazione dei materiali raccolti mentre la nostra legge regionale prevede solo una valorizzazione energetica degli stessi (leggasi “incenerimento”), andando di fatto contro i dettami della Comunità Europea.
Queste tematiche sono costantemente omesse dagli organi d’informazione e dalle stesse associazioni ambientaliste locali che si limitano a protestare contro il Commissariamento, dalla scandalosa durata 15ennale, senza mai proferire parola in merito alla “vacatio legis” che al momento impedirebbe di fatto qualsiasi soluzione virtuosa in materia rifiuti alimentando il sistema Eco-Mafioso esistente.
In risposta a questa situazione, il Movimento 5 Stelle Calabria il 29 dicembre 2011 ha presentato, presso la Casa delle Culture a Cosenza, il suo “Piano Regionale sui Rifiuti” nel quale non solo vengono rappresentati i limiti della situazione odierna, ma sono anche tracciate le linee guida per la costruzione di una soluzione sostenibile, economicamente e ecologicamente, nel tempo. Lo stesso Piano, proprio per la vocazione regionale della tematica, è stato donato gratuitamente a tutte le amministrazioni che, su nostro invito, ne hanno fatto richiesta (Cosenza, Crotone, Prov. di Crotone, Marano Marchesato, S. Maria del Cedro, ecc.).
Vorremmo quindi che i giornalisti chiedano ai nostri Dipendenti Regionali (volutamente non diciamo rappresentanti) di legiferare in materia oppure, qualora abbiano difficoltà nel preparare un disegno di legge, di COPIARE le leggi già in vigore in Veneto o in Piemonte (che noi preferiremmo perché si tratta di una legge più all’avanguardia). In tal modo permetterebbero agli amministratori più lungimiranti di occuparsi, da soli o riuniti in consorzi, dei propri materiali incrementando così l’occupazione e risolvendo il problema rifiuti.
Ad oggi, tranne noi che siamo i “soliti demagoghi e populisti”, nessuno ha mai chiesto niente di tutto ciò ed il perché si evince da quello che avete riportato nel vostro articolo.
Vogliamo chiudere con un invito: al prossimo incontro con il governatore Scopelliti chiedete, anche facendo il nostro nome se volete, con quali regole, se domani mattina non ci fosse più il commissario, un’amministrazione comunale dovrebbe gestire i propri materiali se non vuole bruciarli in un inceneritore o buttarli in una discarica.
Noi sapremmo come fare, l’Europa sa come fare, ma i nostri dipendenti regionali secondo voi lo sanno?
Azioni del Comitato Lametino Acqua Pubblica contro la privatizzazione della Multiservizi
Salviamo la Multiservizi. No alla privatizzazione!
Questa la frase che si legge sui due striscioni affissi la sera del 27 giugno dal Comitato Lametino Acqua Pubblica per manifestare il proprio disappunto sulla privatizzazione della Lamezia Multiservizi S.p.A. e sull’incertezza relativa al futuro del settore idrico nella città di Lamezia Terme.
Ad un anno dalla vittoria referendaria che ha sancito l’indiscutibile volere popolare per la difesa dell’acqua bene comune, e dopo oltre sei anni di battaglie del Comitato Lametino per l’Acqua Pubblica, assistiamo ancora alle continue dichiarazioni del Sindaco che, alla prova dei fatti, risultano essere vuote di contenuti e impegni vincolanti.
Interrogazione parlamentare: Iniziative per garantire un’adeguata gestione integrata del ciclo dei rifiuti in Calabria
(Iniziative per garantire un’adeguata gestione integrata del ciclo dei rifiuti in Calabria – n. 2-01542)
PRESIDENTE. L’onorevole Tassone ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01542, concernente iniziative per garantire un’adeguata gestione integrata del ciclo dei rifiuti in Calabria (Vedi l’allegato A – Interpellanze urgenti).
MARIO TASSONE. Signor Presidente, quest’interpellanza urgente riguarda un po’, anzi, senza «un po’» ovviamente, riguarda molto la regione Calabria, per un aspetto estremamente delicato, importante e per alcuni versi vitale.
Voglio cogliere anche questa occasione, signor Presidente, per richiamare anche un tema inerente all’argomento che stiamo trattando, e che si riferisce alla chiusura dello stabilimento Italcementi di Vibo Valentia Marina, del quale io stesso mi sono interessato, anzi ci siamo interessati. Avevo fatto io stesso un intervento qui, in Aula, sull’ordine dei lavori e poi è stata presentata un’interpellanza, già pubblicata negli atti. C’è stato un annuncio che apre uno spiraglio anche sulla permanenza di questo stabilimento a Vibo Marina. C’è pertanto Pag. 61l’aspetto occupazionale, che dovrebbe essere quantomeno affrontato e risolto. Certamente tutto questo è legato al mercato, ovvero alla crisi dell’edilizia e, quindi, anche alla situazione del cemento.
Questo richiamo è per dire che stiamo trattando e affrontando il tema dello sviluppo e dunque, signor Presidente, vorrei richiamare l’attenzione del sottosegretario su una questione ricorrente. Moltissime volte ci siamo interessati, e l’abbiamo affrontato in quest’Aula, al problema del ciclo dei rifiuti e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Abbiamo anche sottolineato qual era il dramma di questa regione, che è passata attraverso varie vicende ed anche varie stagioni, non soltanto stagioni politiche ovviamente, ma intendo dire anche stagioni climatiche e temporali. L’anno scorso la regione Calabria era arrivata ad una situazione quasi di collasso, ad un’insostenibilità drammatica, anche per l’accumulo di questi rifiuti, soprattutto nelle aree e nelle zone ad alta intensità turistica e, quindi, con un ritorno anche negativo per quanto riguarda i processi produttivi e lo sviluppo di alcune zone e di alcuni territori. I turisti stanno sempre più diminuendo, anche nella regione calabrese, proprio per via di una situazione certamente legata ai rifiuti ed all’inagibilità di alcuni territori, di alcune spiagge, di alcuni comuni, di alcuni paesi, che sono di richiamo a livello non soltanto nazionale, ma anche internazionale.
Quest’interpellanza urgente è un tentativo ulteriore, attraverso il quale vogliamo richiamare l’attenzione del Governo, per capire se è in atto qualche iniziativa forte. Nella mia interpellanza vi sono anche richiami di ordine tecnico: faccio riferimento alle 800 mila tonnellate di rifiuti e quant’altro, e faccio un richiamo, soprattutto, alla Termo energia Calabria Tec Spa, gestore del sistema di smaltimento rifiuti in Calabria, composto da cinque dei sei impianti regionali di trattamento dei rifiuti solidi urbani, più un termovalorizzatore, che ha rescisso, nel dicembre 2011, il contratto concessorio.
Faccio anche riferimento alla gestione straordinaria e all’emergenza, a questa emergenza che ci trasciniamo da oltre 13-14 anni. Quest’emergenza, più volte doveva finire e molte volte i Governi sono venuti in Aula dicendo che ormai era l’ultima fase dell’emergenza e poi si doveva ritornare nella gestione ordinaria; ma i risultati sono stati ampiamente negativi e c’è stata una dispersione di risorse sia umane sia economiche, con ritorni drammatici o inesistenti, spesso con responsabilità anche delle istituzioni locali.
Allora vogliamo capire se c’è una possibilità, al di là di una risposta ad hoc, dell’occasione e delle circostanze formali, se c’è una volontà da parte del Governo, e vedere qual è il cammino e quale possa essere una soluzione per affrontare in termini esaustivi questa vicenda che non è più sostenibile né tollerabile. Non ho fatto riferimento nella mia interpellanza urgente al fatto che la gestione straordinaria di emergenza molte volte è un alibi, una copertura per alcune procedure accelerate, che certamente non hanno dato segni positivi né possono essere tranquillizzanti né per l’oggi, né per il domani. C’è poi stato, anche per quanto riguarda i rifiuti solidi urbani, «un interesse», da parte della criminalità organizzata. Non faccio riferimento a ciò nello scritto, ma certamente mi sento di dirlo a voce nel colloquio, nel confronto con il Governo. Allora faccio anche riferimento, e mi avvio alla conclusione, signor Presidente, a questo monitoraggio dell’intero processo, dell’intero ciclo di gestione dei rifiuti. La richiesta che noi avanziamo riguarda le procedure strategiche ed una programmazione, per capire se si può riprendere tutto il discorso oppure lasciare la situazione così com’è. Questa stagione estiva si presenta sempre di più in termini drammatici, anzi è più drammatica della precedente. Vorrei infine capire, ci ritorno su ed ho concluso, perché la Tec Spa ha chiuso ed hanno chiuso ovviamente sia il termovalorizzatore sia i sei impianti di trattamento dei rifiuti solidi. Chi deve fare questo trattamento dei rifiuti solidi? Questo credo sia il quesito che io ho posto insieme all’onorevole Pag. 62Galletti, a nome certamente di tutto il gruppo dell’Unione di Centro per il Terzo Polo.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare, Tullio Fanelli, ha facoltà di rispondere.
TULLIO FANELLI, Sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, lo stato di emergenza nella regione Calabria si è protratto dal 1997 ad oggi, ma oggi è in atto una fase transitoria per il rientro all’ordinario. Le criticità attualmente esistenti nel settore dei rifiuti nella regione Calabria sono da ricondurre principalmente alla mancata realizzazione degli interventi e delle attività previste dalla pianificazione regionale e, più in generale, all’inesistenza, sul territorio regionale, di un sistema di gestione integrato dei rifiuti urbani. A tal proposito, è utile precisare che durante il periodo emergenziale sono stati adottati vari piani di gestione dei rifiuti. L’ultimo aggiornamento ha previsto la realizzazione di un obiettivo di raccolta differenziata al 65 per cento da realizzare entro la fine del 2012 ed ha individuato, quali soggetti attuatori del sistema, quattordici società miste pubblico/privato la cui costituzione è stata affidata al commissario delegato. Nonostante ciò, la percentuale di raccolta differenziata attualmente si attesta tra il 12 ed il 15 per cento, come si evince sia da una nota trasmessa al Ministero dell’ambiente dal Presidente della regione Calabria, sia dai dati riportati nel Rapporto ISPRA sui rifiuti urbani del 2011. Questi risultati, molto lontani dagli obiettivi di legge, evidenziano una forte criticità nel settore della raccolta differenziata, che viene poi confermata dal sottoutilizzo degli impianti di compostaggio da matrici organiche selezionate e dall’uso spinto degli impianti di trattamento meccanico-biologico destinati a ricevere il rifiuto tal quale. Su questo aspetto, occorre evidenziare che i sette impianti di trattamento meccanico esistenti sul territorio regionale, sebbene utilizzati al massimo delle loro potenzialità, nel complesso non sono in grado di raggiungere una capacità adeguata a trattare tutto il rifiuto prodotto. Il mancato decollo della raccolta differenziata ha comportato, come conseguenza, l’aumento del rifiuto indifferenziato da gestire. In tal senso, la relazione predisposta dal Dipartimento delle politiche dell’ambiente della regione Calabria, trasmessa in allegato alla citata nota, ha evidenziato che a fronte della produzione di 2.400 tonnellate al giorno di rifiuti urbani, circa 2.100 tonnellate al giorno sono attualmente destinate ad impianti di smaltimento finale. La relazione rappresenta, altresì, che questo quantitativo è destinato ad aumentare nel periodo estivo di circa il 50 per cento e che esiste il pericolo che aumenti ulteriormente, in relazione all’esito della problematica connessa alla richiesta della concessionaria di Calabria Sud (Veolia-TEC Spa) di concordato preventivo da cui può derivare il paventato fallimento o la messa in liquidazione della società stessa. Difatti, è stato stimato che l’eventuale inattività del sistema impiantistico di Calabria Sud determinerebbe un ulteriore surplus di rifiuti da smaltire, pari a circa 1.500 tonnellate al giorno.
Il commissario delegato ha comunicato che la Veolia ha inteso rescindere il contratto relativo alla gestione degli impianti ubicati a Rossano, Crotone, Siderno, Reggio Calabria, e Gioia Tauro per motivi economici, Lo stesso commissario ha imposto alla Veolia un regime di prorogatio sotto il controllo di commissari liquidatori nominati dal tribunale di La Spezia e con la stessa ha in corso una trattativa per risolvere le problematiche di carattere economico. Da ultimo, ha rescisso i contratti con le inadempienti società Enertech ed Enerambiente dopo il sequestro dell’impianto e delle relativa discarica in località Alli di Catanzaro da parte della Procura e l’arresto dei responsabili delle predette società. In merito alle situazioni di blackout nella passata stagione estiva, riscontrate diffusamente in larga parte delle città calabresi ed, in modo particolare, nelle località turistiche costiere, citate Pag. 63nelle premesse dagli interroganti, il commissario delegato ha fatto presente che le problematiche riscontrate sono state principalmente causate da eventi imprevedibili, quali ad esempio la chiusura per sequestro da parte della magistratura della discarica di Catanzaro – Alli a servizio dei comuni afferenti al bacino del catanzarese e del soveratese.
Inoltre, al fine di scongiurare possibili problemi per la salute pubblica e l’ambiente, dovuti tra l’altro all’aumento della produzione di rifiuti solidi urbani legata all’incremento della popolazione nella stagione estiva, il Commissario delegato ha riaperto l’impianto in località Alli di Catanzaro, consentendo non solo al comune di Catanzaro, ma a tutti i comuni del catanzarese l’invio dei rifiuti urbani, con grande risparmio economico per gli stessi comuni; ha predisposto un programma che entro domani, 15 giugno, sarà inviato a tutti i comuni della Calabria con l’impiego nell’Alto cosentino, oltre dell’impianto di Rossano, delle discariche di San Giovanni in Fiore e di Cassano allo Ionio e fra qualche giorno anche della discarica privata sita in località Scala Coeli; in via d’urgenza è stato autorizzato il comune di Scalea ad aprire una stazione di trasferenza ed è stata messa in sicurezza la discarica di Casignana, già sequestrata dalla magistratura, che potrà servire numerosi comuni.
Il commissario, inoltre, ha segnalato che per la progettazione futura di altri impianti particolari, oltre a quelli esistenti, è stato raggiunto un accordo con l’assessorato all’ambiente della Regione Calabria. Con il programma predisposto, pertanto, il commissario delegato ha assicurato che per la prossima stagione estiva non dovrebbero verificarsi le problematiche riscontrate negli anni precedenti. Per quanto concerne, infine, la chiusura del commissariamento, si fa presente che il commissario delegato sta provvedendo alla sola gestione ordinaria dei flussi di RSU ed alla conclusione delle attività avviate e residuali, provvedendo contestualmente al passaggio di tutti gli atti agli enti ordinariamente competenti.
PRESIDENTE. L’onorevole Tassone ha facoltà di replicare.
MARIO TASSONE. Signor Presidente, non so da dove iniziare, onestamente mi trovo in un’enorme difficoltà e lei mi perdonerà e chiedo ovviamente la sua comprensione nei miei confronti. In poche battute, signor sottosegretario, la ringrazio anche per la risposta, però io so di lei, conosco la sua sensibilità e il suo impegno anche sul piano professionale, e se lei fosse al mio posto e si trovasse di fronte a queste problematiche, che ho cercato succintamente di delineare e soprattutto di narrare, non so quale risposta si sentirebbe di dare, se fossero invertiti i rapporti e i ruoli. Le dico subito che non sono ruoli diversi, né il suo né il mio, perché tutti e due facciamo parte di momenti istituzionali importanti, in cui l’assunzione della responsabilità, legata alla sensibilità, non può mai venir meno.
Guai se da quella posizione o da questa posizione ci fossero atteggiamenti preconcetti, pregiudiziali; riterrei che tutto questo sarebbe un fatto negativo per il divenire del nostro Paese, per gli obiettivi delineati e non raggiunti, per i traguardi agognati e quindi svaniti. Mi riferisco a questa vicenda dei rifiuti solidi urbani. Forse lo abbiamo capito e lo ha compreso anche lei, sottosegretario, perché dalla sua risposta c’è una descrizione tutto sommato negativa. Non è che la sua risposta induce ad un ottimismo di maniera, ad un «imbonimento» (se si potesse usare questa parola).
La situazione dei rifiuti in Calabria ha posto una serie di interrogativi, sia di ordine economico, che di ordine gestionale e morale. Non è un problemino, è un problema che si è accompagnato via via nel tempo in termini certamente non positivi. Siamo dal 1997, come lei ha ricordato, nella gestione commissariale dell’emergenza. Dal 1997 ad oggi la situazione è peggiorata. Se noi facciamo un raffronto delle risorse impiegate – risorse tanto per usare un termine nobile, i soldi impiegati, tanto così si capisce bene, i soldi impiegati – con delle procedure accelerate, con degli Pag. 64affidamenti ad hoc, senza nessun ritorno, dove alcune volte la magistratura si è interessata, ma poi abbiamo perso anche i segni delle attività degli inquirenti, ecco, se noi facessimo un raffronto tra i costi e i benefici, i costi sono stati enormi e i benefici pochi. Per quale motivo? Per quali motivi i Governi non hanno mai voluto superare il problema della gestione commissariale? Chi ha voluto e chi ancora tiene alla gestione commissariale? Non dico lei, in quanto questo Governo c’è da sei mesi, ma da anni ogni Governo, con molti colleghi che poi facevano i Ministri, veniva qui in termini sacrali a promettere che era finita la gestione commissariale dell’emergenza. Ma chi la vuole l’emergenza? Ma chi la mantiene l’emergenza?
Ecco perché chiedo e le sollecito certamente a guardare, anche perché, come le ripeto, la conosco, so della sua sensibilità, so che lei si è interessato a questi problemi, sempre. Poi c’è anche un nuovo Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e conosco anche lui. Quali sono gli interessi consolidati in Calabria? In Calabria non hanno funzionato le strutture, nessuna. Il commissario gestionale oggi non può fare il discorso del Lalli. Quella vicenda, che tutti forse conoscevano, non ha avuto nessun controllo fino a quando poi è intervenuta la magistratura e c’era il peculato, c’erano vicende drammatiche. Bella gestione commissariale, belle gestioni commissariali! Che c’è, la magistratura deve intervenire per chiudere e via dicendo una situazione drammatica, una situazione che metteva e che ha messo in pericolo vaste aree del territorio calabrese?
Signor Presidente, non sono soddisfatto, ma sono soddisfatto perché posso interloquire ovviamente con il dottor Fanelli. Uscendo fuori dal formalismo e dalla ritualità, li è veramente e certamente un imbroglio, un grande imbroglio, un incredibile imbroglio, drammaticamente un imbroglio che ricade sulle spalle dei cittadini calabresi e sul territorio calabrese. Non c’è dubbio che la mia sollecitazione è questa ed è rivolta a ciò. Se c’è questa mia sollecitazione pressante certamente non mi posso dire soddisfatto, ma speranzoso di sicuro sì. L’ultima cosa che muore è la speranza e la fiducia, soprattutto su uomini che pensano quanto meno un poco alle istituzioni e alle responsabilità. E poi capire qual è la responsabilità del Ministero e la responsabilità della regione, perché con questo equivoco non si finirà mai di capire la verità. Sono stato e sono uno che nelle Aule parlamentari sta proponendo che l’ambiente, la pubblica istruzione e la sanità devono essere in testa come competenze primarie allo Stato. È un fatto di sicurezza. Dobbiamo capirlo. Attraverso le mediazioni, infatti, di cui lei parlava e a cui lei faceva riferimento, non si va avanti, non si sa la verità e ci sarà sempre un’opacità e una zona d’ombra che non ci porta da nessuna parte, almeno non ci porta verso lidi positivi, ma certamente negativi.
Rigassificatore: nuovo stop dal consiglio superiore dei lavori pubblici
da http://www.inquietonotizie.it
PIANA – Poche informazioni sui rischi e la necessità di modificare il progetto. Queste in sostanza le motivazioni che hanno portato l’assemblea del consiglio superiore dei lavori pubblici a rinviare ancora una volta la decisione sulla costruzione del rigassificatore che dovrebbe sorgere nell’area industriale di Gioia Tauro.
Spetterà ora Lng Medgas terminal (la società che vuole realizzare l’impianto) integrare il progetto e rispondere a tutte le osservazioni avanzate. Già nel 2010 l’assemblea generale del consiglio superiore dei lavori pubblici aveva espresso un parere negativo sulla questione lamentando l’incompletezza della documentazione e avanzando diverse obiezioni relative alla sicurezza, considerata l’altissima densità sismica del territorio.
Soddisfatti dell’esito dell’incontro gli amministratori dei comuni interessati. Per Elisabetta Tripodi, sindaco di Rosarno «la discussione è stata molto dettagliata e si è parlato di tutti gli aspetti tecnici e di sicurezza, che sono quelli più importanti. In primo luogo – ha detto – è necessario garantire al 100% la sicurezza dei cittadini».
«Quello raggiunto oggi è un ulteriore importante risultato – ha dichiarato – il vicesindaco di Gioia Tauro Jacopo Rizzo – l’assemblea ha analizzato in profondità le questioni tecniche e ha avanzato molti subbi sull’opportunità di costruire un impianto del genere in una zona ad altissimo rischio sismico come la nostra».
Il primo cittadino di San Ferdinando Domenico Madafferi ha avanzato perplessità sulla reale utilità dell’impianto. «Ho espresso i miei dubbi sul rigassificatore – ha detto Madafferi – e ho sottolineato che senza lo sviluppo della piastra del freddo la costruzione dell’impianto non servirebbe a nulla».
Rizzo, Madafferi e Tripodi hanno annunciato che domani terrano una conferenza stampa sulla questione.
Lucio Rodinò



