Ritirata una nota in cui si annunciava una gara d’appalto per la raccolta della differenziata
Danilo Colacino
Ore decisive quelle di oggi per i lavoratori della società partecipata Ambiente & Servizi nata per gestire la raccolta differenziata dei rifiuti.
Monta l’attesa, infatti, per un incontro che appariva incerto già ieri, all’esito di una giornata davvero di passione al termine della quale i lavoratori di Ambiente & Servizi hanno per così dire “deposto le armi” e, verso le ore 19.30, lasciato i corridoi di Palazzo De Nobili, sede del municipio. Una tappa cruciale della loro personale via crucis, vissuta a difesa di uno stipendio che fa la differenza fra una vita dignitosa e un avvenire denso di nubi. Ecco perché ieri ancora una volta avevano manifestato l’intenzione di occupare la casa comunale, per poi desistere (dopo l’arrivo degli agenti e dei funzionari della Digos) di fronte alla prospettiva del faccia a faccia, che pretenderanno stamani, col commissario prefettizio Giuseppina Di Rosa e le figure apicali degli uffici municipali preposti.
La vicenda, pur non essendo al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica, è ormai diventata una tela di Penelope, che 24 ore fa si è addirittura tinta di giallo.
Per un po’ è circolata la notizia, che però non ha trovato riscontro nelle fonti ufficiali, di un comunicato stampa diffuso e poi improvvisamente ritirato.
Il testo della nota, che parrebbe fosse stata ispirata dal dirigente di settore competente Giuliano Siciliano, si richiamava alla gestione della fase emergenziale per l’igiene pubblica cittadina, con l’affidamento della raccolta differenziata all’Aimeri: «In attesa del piano di risanamento aziendale, della cui redazione e presentazione si è incaricato l’amministratore unico dell’Ambiente & Servizi, Umberto Frangipane, considerato che Catanzaro versa in una preoccupante situazione sotto il profilo igienico è stato deciso – avrebbe recitato il testo della nota poi ritirata – di commissionare la differenziata per due mesi, dal primo marzo al 30 aprile, a una ditta scelta fra le tre promotrici di un’offerta pervenuta al Comune. Un’impresa che opererà per un breve lasso di tempo, utile a consentirci di conferire nuovamente il mandato all’A&S. Preciso obiettivo, quest’ultimo, del commissario Di Rosa».
Come premesso, però, non si può certificare l’autenticità del documento. Anzi. Ma nel caso in cui fosse viceversa acclarata, confermerebbe l’espletamento di una gara d’appalto per l’affidamento del servizio di raccolta differenziata dopo la “supplenza” esercitata dall’Aimeri fino al termine della settimana in corso.
Ci stiamo di conseguenza proiettando verso un sabato cruciale per la definizione dell’intricata questione, a meno che già oggi non emergano novità rilevanti nel citato confronto (sempre se ci sarà) tra le rappresentanze sindacali – su tutte la Cgil – il commissario e i dirigenti di settore interessati.
Sarà questo l’appuntamento (a prescindere da quando si consumerà, visto che inizialmente era stato fissato per venerdì 24) da cui i 36 dipendenti della partecipata in dissesto – e le rispettive famiglie – sperano di ricevere convincenti rassicurazioni.
Sul punto il segretario della Cgil Bruno Talarico, che segue la delicata vertenza sin dalla sua genesi, è stato perentorio: «Relativamente alla salvaguardia di tutti i posti di lavoro, saremo intransigenti. Se non si riuscirà a risanare le casse di Ambiente & Servizi, il personale dev’essere interamente ricollocato. Riguardo a questo argomento, non ci saranno trattative di sorta».
Oltre al segretario Talarico, erano presenti all’iniziativa di protesta di ieri Pino Fico, Maurizio Nisticò, Giuseppe Merante e Franco Corapi per conto della stessa Cgil mentre Enrico Pristerà quale membro della Cisl.
I lavoratori hanno anche attivato le procedure per il conferimento delle spettanze relative a gennaio e febbraio 2012.
Hanno invece di recente ricevuto, come reso noto in passato, gli arretrati che inerivano allo scorso dicembre e alla tredicesima mensilità.
Un aspetto non trascurabile, anche se come più volte ribadito dai dipendenti: «La priorità è tornare a svolgere le abituali mansioni».
Troppo importante, non restare in mezzo a una strada per colpe non loro. Fatto da cui deriverà una lotta a oltranza in difesa dei propri diritti






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