Da gazzettadelsud.it
Funzionaria regionale chiamata a ricostruirel’iter che ha portato all’autorizzazione
Catanzaro – Continuano le verifiche della Procura della Repubblica di Catanzaro sul parco eolico di Borgia. Ieri mattina il sostituto procuratore Carlo Villani – titolare di tutti i fascicoli sulle presunte illegittimità legate alla produzione di energia da fonti alternative – ha interrogato una ex componente del nucleo regionale per la Valutazione di impatto ambientale (Via), convocata in qualità di indagata. L’interrogatorio, secondo quanto appreso, ha riguardato principalmente l’iter al termine del quale venne fornito il parere favorevole alla costruzione del parco eolico di Borgia. L’indagata ha risposto alle domande del pm ed ha fornito una serie di elementi circa l’attività svolta dal nucleo di valutazione ambientale. Il verbale sarà adesso oggetto di valutazione da parte del magistrato, chiamato a formalizzare le proprie successive determinazioni in ordine alla posizione dell’indagata.
Nell’ambito della stessa inchiesta, nell’agosto scorso la Procura ha chiesto l’interdizione dai pubblici uffici per 13 persone tra componenti del nucleo Via della Regione e funzionari di Enti locali. Sulla richiesta del pm Villani il giudice per le indagini preliminari Antonio Rizzuti, dopo gli interrogatori, non si è ancora pronunciato; il verdetto si attende ormai da un momento all’altro. Già in sede d’interrogatorio tutti gli indagati sentiti dal gip Rizzuti, accompagnati dai rispettivi avvocati difensori, hanno lungamente risposto alle contestazioni fornendo la loro versione dei fatti in relazione alle procedure e alle verifiche effettuate sui progetti; tutti hanno puntato a smontare il castello accusatorio e al termine degli interrogatori gli avvocati difensori hanno chiesto al gip il rigetto dell’istanza della Procura. Da parte sua il sostituto procuratore della Repubblica Carlo Villani ha depositato documentazione; in particolare si tratterebbe di dichiarazioni raccolte nel corso delle indagini che rafforzerebbero le tesi sostenute dalla pubblica accusa.
Il parco eolico dove, secondo l’accusa, sarebbero stati compiuti gli illeciti è denominato “Borgia 1″ e sorge nel territorio dell’omonimo comune. La Procura ipotizza che gli ex componenti del nucleo di valutazione d’impatto ambientale abbiano espresso parere favorevole sulla realizzazione del parco eolico di Borgia, nonostante il progetto fosse falso nel suo contenuto. Due, sempre secondo le accuse, le ditte che avrebbero ricevuto «un ingiusto vantaggio patrimoniale costituito dai profitti derivanti dal parco eolico nonchè arrecato un serio danno all’ambiente e al paesaggio».
Quello su Borgia è soltanto uno dei filoni investigativi legati all’eolico sui quali da tempo lavora il sostituto procuratore Villani. Nell’inchiesta “principale” sulle presunte irregolarità nella realizzazione e nella gestione degli impianti eolici sono coinvolte complessivamente 34 persone, tra le quali ex amministratori regionali, imprenditori e funzionari regionali, indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata alla concussione, corruzione, abuso d’ufficio e falso. In un altro filone d’inchiesta è stato ipotizzato il pagamento di una presunta tangente di due milioni e 400mila euro che sarebbe stata versata ad esponenti politici da imprenditori interessati ad entrare nel business dell’eolico in Calabria; ma sotto i riflettori della Procura della Repubblica sono finite anche tutte le successive attività per la costruzione di vari parchi seguite alle varie richieste autorizzative presentate da diverse ditte. Un esempio è il parco eolico di Caraffa, dove secondo la Procura le pale sarebbero sorte a distanza troppo ravvicinata rispetto ad alcune abitazioni. In questo caso, con le accuse di abuso d’ufficio e falso il pm Villani ha iscritto cinque persone nel registro degli indagati; l’inchiesta è scattata in seguito a una denuncia presentata dai residenti, mentre i presunti reati sarebbero stati commessi fra il 2006 e il 2008.(g.l.r.)






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