La nostra Rete, nata a seguito della grande manifestazione del 24 ottobre ad Amantea per coordinare forze e risorse di tante associazioni e comitati locali diffusi sul territorio calabrese ed impegnati quotidianamente per difenderne i beni comuni e per ricostruirne il tessuto ambientale e sociale, denuncia con forza la grave aggressione perpetrata da taluni equivoci personaggi ai danni di rappresentanti del Forum Stefano Gioia, avvenuta in occasione del Consiglio comunale congiunto di Rotonda e Viggianello che si sono determinati contro la riattivazione della Centrale del Mercure.
Agli aderenti al Forum tutta la nostra solidarietà per le violenze subite, assieme alla censura nei confronti di chi, estraneo al territorio, come estraneo è il progetto dell’Enel, ha creduto, vanamente, di poter imporre con la forza le ragioni dello sfruttamento e della prevaricazione.
Questa preoccupante recrudescenza di fenomeni di intolleranza e violenza, peraltro non nuova e sempre legata ai tentativi di sfruttamento del territorio, non può passare sotto silenzio e deve servire per fare capire a tutti quali inconfessabili e criminosi interessi si nascondano nel settore molto redditizio dello sfruttamento delle fonti rinnovabili in Calabria. Non è un caso che nell’ultima relazione della commissione parlamentare antimafia siano stati espressamente richiamati gli interessi della criminalità organizzata in questo campo.
Multinazionali, arrivisti, speculatori e soggetti senza scrupoli pensano di poter impunemente soddisfare la realizzazione di profitti, magari in combutta con soggetti poco raccomandabili e con la copertura della peggiore mala-politica calabrese e lucana.
A nostro avviso, è indispensabile, per rendere sostenibile il futuro delle regioni meridionali ed inquadrarlo in percorsi di legalità, riconoscere e favorire la partecipazione sociale nei processi di programmazione e di gestione del ciclo dei rifiuti, dell’energia, dell’acqua, dell’urbanistica e delle problematiche sociali legate alla tutela dell’ambiente e del territorio.
Ribadiamo, comunque, che le battaglie di civiltà dei comitati e delle associazioni a fianco delle popolazioni mobilitatesi, come mai era successo, a tutela dei principi di democrazia, libertà, salute e lavoro non si fermeranno e che il prolungarsi di vicende come quella del Mercure, così come di tante altre aperte in territori diversi, chiama direttamente in causa la responsabilità e l’immobilità delle istituzioni provinciali e regionali.
Lamezia Terme (Cz), 10 settembre 2010
Rete per la Difesa del Territorio – Franco Nisticò






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