Il 19 dicembre scorso, nel corso delle iniziative organizzate dalla Rete No Ponte contro l’annuncio della prima pietra, il compagno Franco Nisticò dopo aver terminato il suo intervento si è accasciato sul palco colto da un malore.
Chi si doveva occupare "dell’ordine e della sicurezza" si è preoccupato solo di militarizzare per l’occasione Villa San Giovanni, si è preoccupato della sicurezza DAI manifestanti e non DEI manifestanti. Franco è morto senza poter ricevere adeguate cure, i medici che sono intervenuti potevano fare ben poco senza mezzi e attrezzature per l’emergenza. È intollerabile che, al momento di necessità, nemmeno un’ambulanza degna di questo nome fosse presente in una cittadina in cui si stava svolgendo una Manifestazione Nazionale. Una manifestazione che ha visto la partecipazione di migliaia di manifestanti giunti a Villa da ogni parte d’Italia per esprimere pacificamente il proprio pensiero. È intollerabile che l’unico soccorso si sia presentato con un notevole ritardo e per di più sprovvisto delle attrezzature e dei medicinali di primo intervento, contenendo solo il necessario per “incerottare” in caso di tafferugli.
Vogliamo che vengano accertate le responsabilità di quanto accaduto! Per questo abbiamo intenzione di supportare legalmente la famiglia di Franco nella sua ricerca della verità!
Archivio per dicembre 2009
Lo proclama in grande stile il Ministro Matteoli.
Ed infatti è così, ma non tanto per la fantomatica prima
pietra del Ponte che, nonostante tutti gli annunci in pompa magna, non si può
proprio “posare”: non solo manca, come ben noto, il progetto esecutivo del
Ponte, ma manca anche quello della Variante di Cannitello.
L’11 dicembre è stata aperta una nuova procedura di VIA, e
il nuovo progetto è attualmente sottoposto a verifica di ottemperanza delle
prescrizioni Cipe: non si può né mettere né tantomeno togliere una pietra fino
al 10 febbraio. Questo lo dovrebbe sapere il Ministro, la Stretto di Messina s.p.a.
e tutti quei dottoroni che straparlano di sviluppo senza specificare che a beneficiare
di questo “sviluppo” sarebbero solo la Stretto di Messina s.p.a.
con la sua mandria di consulenti, l’Impregilo e le mafie calabrese e siciliana.
Il 23 dicembre è però una giornata maledettamente importante
per noi: alle 16 si terranno a Badolato Marina i funerali di Franco Nisticò, il
compagno morto sul palco di Cannitello, vittima della campagna di
criminalizzazione che hanno costruito attorno al nostro movimento e di una
gestione militarista della piazza tesa solo a reprimere. Eppure sono anni che
il movimento No Ponte organizza manifestazioni e iniziative nell’area dello
Stretto, cortei, campeggi, concerti: anni in cui si è sempre dimostrato,
iniziativa dopo iniziativa, la natura pacifica quanto determinata del movimento
e, soprattutto, il suo grande senso di responsabilità. Proprio come sabato 19
dicembre a Cannitello.
Lo abbiamo detto in tutti i modi e lo ribadiamo ancora una
volta: quello che è successo il 19 dicembre è di una pericolosità inaudita! Un
corteo pacifico, colorato, festoso come è sempre stato e come si sapeva bene
sarebbe stato, costretto però a sfilare in una città militarizzata, con
mimetiche di ogni tipo, blindati, motovedette, elicotteri, magari anche qualche
sottomarino nascosto: si temevano scontri e devastazioni! Eppure il corteo
scorre tranquillo e si arriva in piazza a Cannitello dov’è allestito il palco:
tra gli arrivi dei numerosi spezzoni e l’attesa per gli “Artisti contro il
Ponte”, iniziano a susseguirsi i vari interventi, fino all’accorato appello di
Franco Nisticò, un appello all’unità, un appello all’impegno comune, tutti
insieme, giovani ed anziani, per ridare fiato e prospettive alla lotta, per
aprire un cammino nuovo per questa terra sistematicamente violentata. Poi la
tragedia, Franco si accascia colpito da un malore, lo Sciamano dal palco,
pronto ad aprire il pomeriggio di musica e spettacolo, richiede ripetutamente
dal microfono l’intervento di medici, si inizia il massaggio cardiaco, si
pratica la respirazione bocca a bocca, ma non c’è l’ambulanza invocata da tutti,
né gli strumenti per supportare lo sforzo dei medici! Ci sono manganelli,
scudi, blindati, motovedette, elicotteri, tutte le divise, ma non c’è
un’ambulanza… Franco viene trasportato in ospedale con un mezzo della polizia
tra l’indignazione della piazza che ha assistito alla tragedia, vedendo
l’inadeguatezza di chi doveva garantire “l’ordine e la sicurezza”: ma se
davvero ci fossero stati scontri come qualcuno si aspettava – o ci sperava –
che cosa sarebbe successo con tutti quei manganelli e senza neanche
un’ambulanza?
Qualcuno ha definito Franco Nisticò la prima vittima del
Ponte. Forse lo è, forse non lo è, considerando le vittime della grande guerra
di ‘ndrangheta reggina che la DDA
collega proprio agli appetiti riguardo i miliardi del Ponte. Sicuramente Franco
è vittima di un sistema repressivo che ci vorrebbe precari, flessibili,
inquinati, silenti nel vedere svendere la nostra terra o la nostra acqua, vittima di quelle istituzioni che oggi si palleggiano vergognosamente le
responsabilità. L’appello di Franco, le sue parole comunque ricche di speranza
e di fiducia nel popolo calabrese, rimbombano ancora nelle nostre orecchie e
quell’appello vogliamo raccogliere, perché soltanto lottando tutti insieme
possiamo dare dignità e futuro a questa terra; lo faremo a cominciare dal 23
dicembre giorno in cui saremo tutti a Badolato a salutare Franco come avrebbe
voluto, col pugno chiuso alzato e la bandiera rossa listata a lutto.
Solo la lotta porta risultati! Ciao Franco! Alla lotta!
TANTI SI UN SOLO NO
dic 17

Comunicato Stampa
Un corteo di circa 20000 manifestanti era riuscito a smentire il clima di tensione che da giorni si respirava ed a confermare che il 19 dicembre, come annunciato, sarebbe stata una giornata di festa.
A rendere questa festa un’occasione di lutto e rabbia è stato, invece, il decesso di Franco Nisticò, il quale subito dopo il suo intervenuto sul palco, in rappresentanza del Cordinamento per la SS106, si è accasciato sul palco a causa di un malore.
Dopo avere ripetutamente richiesto l’intervento di un’ambulanza, anche attraverso il microfono del palco e dopo i primi interventi di soccorso dei medici presenti tra i manifestanti, è giunto sul posto il camioncino sanitario della Polizia di Stato che è risultato però essere sfornito degli adeguati strumenti di soccorso per questa circostanza.
Dopo circa 20 minuti Franco è stato accompagnato dalla Polizia di Stato agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, mentre ci veniva assicurato che “aveva ancora il polso”.
A quel punto, in quanto organizzatori, abbiamo deciso di sospendere la manifestazione.
La sproporzione tra il massiccio dispiegamento delle forze dell’ordine e la scarsa e pericolosamente inadeguata presenza di presidi sanitari, si è rivelata fatale per il prosieguo della giornata, mettendo, a nostro parere, a rischio la stessa incolumità dei manifestanti.
Dopo un paio d’ore è giunta in piazza la drammatica notizia che tutti temevano.
La Rete No Ponte, che ha organizzato la giornata, esprime dolore e rabbia per quanto accaduto, assoluta vicinanza ai familiari di Franco e provvederà domani stesso a rendere noto come intende chiedere chiarezza su quanto di incomprensibile è avvenuto oggi a Villa san Giovanni.
Reggio Calabria, 19 dicembre 2009
Rete No Ponte
stampa@retenoponte.it
Per seguire la manifestazione in diretta e foto: http://calabria.indymedia.org
Oltre 150 organizzazioni aderenti, circa 50 artisti che hanno aderito al progetto “Artisti contro il Ponte”, Enti Locali, assemblee ed iniziative in preparazione e per la mobilitazione in tutta Italia.
Si aspetta così che arrivi la giornata del 19 dicembre a Villa San Giovanni.
Nell’attesa, ecco il programma:
ore 9,00 Piazza Valsesia, concentramento e microfono aperto alle organizzazioni aderenti, corteo lungo le vie di Villa e Cannitello. (Invitiamo le organizzazioni a contattarci in anticipo)
Il percorso sarà accompagnato dalla presenza di artisti di strada e stands.
ore 14,00 Chiesa di Porto Salvo di Cannitello, arrivo e inizio spettacoli: Un lungo pomeriggio, circa 8 ore di musica, teatro, spettacoli, proiezioni e artisti di strada per accompagnare la voce di quanti diranno “fermiamo i cantieri, lottiamo per le vere priorità”.
Gli spettacoli saranno alternati a messaggi e testimonianze delle “vere priorità”!
Per info: http://www.retenoponte.it/19dicembre2009
Per contribuire:
Gruppo bancario: CARIME
Intestatario: COMITATO PROM.INIZ.MANIF. NO PONTE 19/12/2009 VILLA S. GIOVANNI
Numero C/C: 000000000507
IBAN: IT97O0306716300000000000507
Per piccole donazioni (anche qualche euro)
PAYPAL (SI FA ONLINE)
Oppure dal tabaccaio o alle Poste:
Carta postepay N. 4023 6005 7330 3270
Titolare Speranza Pasquale – Rappresentante legale del Comitato
In occasione della pronuncia della regione, relativa alla richiesta di ampliamento della discarica di rifiuti speciali di Pianopoli, riteniamo utile informare la popolazione sui reali rischi di questa discarica.
Occorre prima di tutto un breve excursus storico sulle vicende che hanno interessato la discarica di Pianopoli.
Nel 2001 è stata presentata la richiesta alla regione, la quale ha autorizzato nel marzo del 2004 la realizzazione di un impianto di smaltimento di rifiuti speciali affidato alla Ecoinerti S.r.l., società di Vercelli con capitale sociale di 15.600 euro.
Nel 2005, dopo aver ottenuto l’autorizzazione, i soci della Ecoinerti srl hanno venduto le proprie quote alla Ile S.r.l., società controllata dalla Daneco (che gestisce già a Lamezia Terme un impianto di compostaggio dei rifiuti solidi urbani), facente parte del Gruppo Unendo, colosso del ciclo di smaltimento dei rifiuti (urbani, speciali e pericolosi) in Italia.
In pratica controllori e controllati saranno riconducibili allo stesso gruppo. Quali garanzie quindi?
Inoltre il sito prescelto risulta zona sismica di prima categoria con vincolo idrogeologico, avente un suolo di natura sabbiosa con falde acquifere rilevate ad una profondità inferiore ai 20 metri, distante circa 300 metri dal torrente Grotta (affluente del fiume Amato) ed adiacente un giovane uliveto biologico nel cui terreno vi è la presenza di un pozzo per l’irrigazione.
Non dimentichiamo poi le vicende giudiziarie che hanno interessato la discarica, a partire dal sequestro ad opera del Corpo Forestale dello Stato nel 2005 e il processo ancora in corso.
Su amministratori e progettisti pende una richiesta di rinvio a giudizio per aver falsamente rappresentato la reale condizione del sito, in modo da renderlo compatibile con la destinazione a discarica, e per altri reati.
Un processo in corso e la discarica intanto si sta completando.
Alla discarica vanno aggiunte poi altre situazioni pericolose del nostro territorio, come la centrale Turbo- Gas da 800MW sempre di Pianopoli, l’elettrodotto ad alto voltaggio Laino-Feroleto-Rizziconi, lo scempio dei parchi eolici sulle nostre montagne (molti dei quali, ricordiamolo, costruiti in odor di ‘ndrangheta), le discariche e le cave abusive, le navi dei veleni, la differenziata che non decolla.
Sabato 19 dicembre saremo a Villa San Giovanni per la manifestazione nazionale contro il ponte sullo stretto, dopo la manifestazione di Amantea saremo nuovamente in strada per dire no ad un altro abuso, l’ennesimo, sul nostro territorio, dopo il forum dell’ambiente di Lamezia del 6 dicembre saremo nuovamente al fianco di tutte le realtà ambientaliste calabresi per la difesa del nostro territorio.
Algo Mas /Altra Lamezia / Casa della Legalità e della Cultura – Lamezia Terme / Collettivo Studenti in Lotta – Lamezia Terme / Meet Up degli Amici di Beppe Grillo di Lamezia Terme / Rua Sao Joao / Sinistra Critica
Verso il 19 dicembre
dic 11
L’Associazione territoriale RO.MO.RE. – Comitato per la Tutela della Salute Pubblica dei cittadini Rose, Montalto Uffugo e Rende, con riferimento all’articolo pubblicato in data odierna a pagina 7 del Quotidiano della Calabria Ediz. Cosenza e Provincia, con il titolo “Il paradosso: l’impianto è pronto ma non è nel piano regionale” a firma di Maria. F. Fortunato.
PRECISA QUANTO SEGUE:
- Il Comitato Ro.Mo.Re. non ha si è mai espresso favorevolmente alla realizzazione dell’impianto di trito-vagliatura rifiuti solidi urbani della Calabro Maceri, così come viene invece riportato nell’articolo.
-Il Comitato ribadisce semmai la propria contrarietà alla realizzazione di detto impianto, poiché ritiene assolutamente inidonea l’ubicazione nell’area dismessa dell’ex-Legnochimica, già fortemente compromessa dal punto di vista ambientale.
DIFATTI DA TEMPO STIAMO DENUNCIANDO:
- la presenza in quel sito di odori nauseabondi;
- i due gravi incendi che nei mesi di Luglio e Agosto 2008 si sono verificati in quell’area e che hanno destato grande allarme in tutta la cittadinanza;
- la necessità di ulteriori indagini approfondite su suolo, sottosuolo, acque superficiali ed acque di falda del sito dismesso, oltre a quelle già svolte dall’Arpacal, che, pare siano all’attenzione della Procura di Cosenza;
- i numerosi casi di neoplasie in quell’area;
- che sino a d ora nessuno degli Enti preposti ha di fatto adottato dei provvedimenti a tutela della salute dei cittadini;
- che detta area dista a meno di 300 metri dai nuclei abitati ed a meno di 1 km dai grossi centri urbani di Settimo di Montalto Uffugo e Quattromiglia di Rende, dove vivono oltre 10000 persone;
- che il carico ambientale dell’area in oggetto è altresì aggravato dalla presenza, nel raggio di 1 km del sito contaminato dall’ex inceneritore di Settimo-Coda di Volpe (anch’esso mai bonificato).
Il Comitato pertanto non darà mai il proprio assenso per tale struttura, perché ha già pagato sulla propria pelle le scelte scellerate fatte negli anni passati in quell’area.
COMITATO TUTELA SALUTE PUBBLICA RO.MO.RE. (ROse-MOntalto Uffugo-REnde)
Casella Postale 35 87036 Castiglione Cosentino Stazione
RENDE (CS) comitato.romore@virgilio.it


Il governo ha confermato – stavolta ufficialmente –
l’accantonamento del progetto del Ponte sullo Stretto, specificando nella
finanziaria che le “risorse residue ad esso destinate verranno rifinalizzate in
opere infrastrutturali e di difesa del suolo, urgenti e prioritarie per la
Sicilia e la Calabria”.
Lungi dal sopirsi, come sarebbe logico, dibattiti e
polemiche seguitano ad essere vivaci, alimentate soprattutto dagli amici della
lobby, che si spingono fino ad annunciare un programma di realizzazione del
progetto al di fuori dell’azione dell’amministrazione centrale dello Stato.
Come spesso avvenuto durante la lunga storia del ponte, siamo tornati alle chiacchiere propagandistiche,
visto che a meno di realizzare una megaopera abusiva, simili intenzioni sono
vietate dalla Costituzione e dalle norme della Repubblica; evidentemente sono
funzionali alla prosecuzione di sprechi e speculazioni finanziarie e politiche,
che peraltro hanno già molto colpito intelligenza, pazienza e tasche di
siciliani, calabresi, e ovviamente di tutti gli italiani. I pontisti, per poter
continuare ad urlare, sono costretti a riportare indietro di una decina di anni
i termini della discussione; infatti, ignorano importantissimi studi e ricerche
che hanno illuminato la vicenda di fondamentali elementi chiarificatori e hanno
portato su posizioni assai critiche non solo politici di centro sinistra, ma,
insieme al Ministro Bianchi – che prima di essere un decisore è studioso e
tecnico – gran parte della comunità scientifica nazionale.







