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Nave dei veleni. 19 domande al Ministro Prestigiacomo

Premessa:

Coordinate geografiche fornite dalla Regione Calabria per la nave dei veleni (fonte Il Quotidiano della Calabria 03/11/09, pag. 16):

N: 39°28.5′ – E: 15°41.57′

Coordinate geografiche del relitto della Catania (fonte sito uboat.net):

N: 39°32′ – E: 15°42′

Trasformiamo in coordinate Roma40 e quindi in coordinate piane (Gauss-Boaga, fuso Est):

Nave dei veleni: N 4369725 E 2579599

Relitto Catania:  N 4376204 E 2580165

Adottando il teorema di un famoso crotonese, fondatore di scuole senza metalli pesanti, si ricava la distanza indicativa tra i due punti: 6504 m (più o meno la distanza da Cetraro a Guardia Piemontese marina, o da Belvedere a Cittadella del Capo).

mappa navi veleni

Ora, o il sito uboat.net spara numeri a caso, oppure qualcuno non la racconta giusta. Ma magari i dubbi si fermassero qui, ce ne sono almeno 19 da chiarire! Leggi di seguito le domande di Associazioni, movimenti, comitati e sindacati organizzatori della Manifestazione Nazionale del 24 ottobre al Ministro Prestigiacomo.

—————

Tutte le associazioni organizzatrici della manifestazione di Amantea dello scorso 24 ottobre, chiedono al Ministero dell’Ambiente che siano fornite le risultanze documentali delle prospezioni marine e delle analisi di laboratorio effettuate sui campioni prelevati dalla nave “Mare Oceano” che ha operato al largo di Cetraro per individuare l’eventuale presenza della nave carica di rifiuti radioattivi come rivelato dal pentito Fonti.

In attesa di poter valutare direttamente, mediante tecnici di fiducia e di analisi comparate,  chiedono di fugare tutti i dubbi e le perplessità addensatisi su una vicenda piena di contraddizioni. E per questo pongono al Ministro Prestigiacomo le seguenti domande:

  1. Come è possibile che una persona non del luogo, come Francesco Fonti, fosse a conoscenza della presenza di un relitto nei fondali di Cetraro esattamente nel sito dove è stato trovato?
  2. Perché questo relitto, se conosciuto dalla Marina Militare e dalle Capitanerie di Porto, non è stato segnalato a tempo debito al Procuratore Giordano titolare dell’inchiesta?
  3. Perché esistono differenze sostanziali tra le caratteristiche del relitto di Cetraro e del piroscafo Catania? Quest’ultimo, secondo i dati dei costruttori, era lungo 95,8 metri mentre la lunghezza ufficiale del relitto, comunicata dal Governo, è pari a 103 metri. I dati differenti del piroscafo Catania sono ben noti e riportati nel registro navale della World Ship Society e pubblicati dal sito specializzato Miramar Ship Index. Gli stessi identici dati sono pubblicati anche sul sito specializzato nella storia degli U-boat (www.uboat.net).
  4. Perché dai registri navali risulta che il piroscafo Catania venne affondato almeno a 3,2 miglia di distanza dal punto dove la “Mare Oceano” stava effettuando le verifiche. Un punto più a largo di circa cinque chilometri, non qualche centinaio di metri.?
  5. Come mai le foto e le riprese video effettuate dal Rov della Nave Oceano sembrerebbero diverse da quelle realizzate dal Rov dell’Arpacal?
  6. Perché non è stato ancora reso pubblico l’intero filmato georeferenziato realizzato dal Rov della Mare Oceano?
  7. Perché il Ministro, prima ancora che il Rov della Geolab si immergesse nelle acque, ha comunicato che il relitto di Cetraro non poteva essere quello del Cunsky ?
  8. Che fine hanno fatto i fusti o maniche a vento ripresi dal Rov inviato dalla Regione Calabria e perché non sono stati recuperati e portati in superficie a prova della asserita verità?
  9. Perché la ministra Prestigiacomo ha subito detto che il “caso è chiuso” senza neanche accertarsi del carico della nave?
  10. Perché sono stati comunicati solo i dati delle analisi sulla radioattività effettuate a 300 metri di profondità nonostante il relitto si trovi ad oltre 480 metri? Questa differenza incide notevolmente visto che le radiazioni gamma hanno una schermatura diversa a seconda della profondità. Ad esempio 170 metri generano un livello di schermatura pari ad un fattore 3*E126. Quindi anche in presenza di numerosi noccioli di reattori nucleari la contaminazione radioattiva non sarebbe facilmente rilevabile.
  11. Perché, nonostante la richiesta ufficiale da parte della Regione Calabria, non è stato comunicato il protocollo scientifico adottato per compiere le analisi sul relitto, sui fondali e nelle acque circostanti?
  12. Perché non sono state condotte, in via preliminare, le dovute indagini sulla catena alimentare della fauna ittica e  sui sedimenti dei fondali onde rilevare la presenza di eventuali radionuclidi e/o agenti contaminanti di diversa natura? Questo  allo scopo di tranquillizzare la popolazione in caso di eventuale riscontro negativo o viceversa proclamare lo stato di emergenza onde ricorrere agli indennizzi in caso di riscontro positivo (alla luce di indagini pregresse che già paventarono tale possibilità)?
  13. Perché per la vicenda del relitto di Cetraro è stato adottato un metodo differente da quello utilizzato per le indagini sul materiale contaminato rinvenuto nella vallata dell’Oliva dove le analisi sui campioni prelevati saranno condotte da quattro laboratori differenti mentre sulla Nave Oceano non  è stato permesso l’ingresso, se non per poche ore, ai ricercatori dell’Arpacal?
  14. Perché tanta fretta nel chiudere le indagini e nel mandare via la Nave Oceano  mentre , vista la presenza in loco dell’imbarcazione, si sarebbe potuto continuare a scandagliare tutto il mare circostante Cetraro?
  15. Perché la Capitaneria di Porto di Cetraro nel 2007 emise l’ordinanza di divieto di pesca a poche centinaia di metri dal luogo indicato da Fonti , subito dopo le analisi effettuate dall’Arpacal che indicavano la presenza allarmante di metalli pesanti quali l’arsenico, il cobalto ed il cromo sul pescato?
  16. E perché quell’ordinanza venne ritirata un anno dopo? Sarebbe utile comunicare i risultati di quelle analisi.
  17. Perché non sono stati applicati anche a Cetraro i recenti provvedimenti legislativi  (L. 123/2008 e L. 210/2008) che classificano come siti strategici di interesse nazionale le aree in cui vengono smaltiti o individuati rifiuti tossici e/o nocivi?
  18. Chiediamo alla Ministro Prestigiacomo se è a conoscenza dei filmati effettuati nel 2005 2006 per conto della Procura di Paola della società Nautilus e chiediamo cosa questi hanno filmato e di rendere  pubblici tali filmati.
  19. Perché ad esprimersi sui risultati dei riscontri effettuati dalla nave Oceano sono stati la ministra Prestigiacomo ed il procuratore generale della DNA Pietro Grasso e non il titolare delle indagini?

***

Le associazioni, i comitati e i movimenti organizzatori della manifestazione del 24 ottobre ad Amantea:

Comitato Civico Natale De Grazia / Movimento Ambientalista del Tirreno /Forum Ambientalista / Beni Comuni Cosenza / Rosso Cetraro / WWF Amantea-Belmonte C./ Associazione Paolab/ Associazione Confronti / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / CGIL Amantea / Cib Unicobas / Ammazzateci Tutti movimento antimafia.

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1 comment to Nave dei veleni. 19 domande al Ministro Prestigiacomo

  • ZORRO

    A dire il vero non c’era proprio cacca in quel barattolo che, alla fine del servizio da Levanzo, la iena Giulio Golia ha mostrato e poi regalato a Lucio Antinoro, sindaco di Favignana. Non era vera cacca levanzara doc bensì una broda preparata lì per lì con un po’ d’acqua ed uno spray colorato. Il sindaco lo sapeva ma è stato, giustamente, al gioco ed ha fatto ammenda per la mancanza di cartelli che vietino il bagno nella Cala Dogana su cui si affaccia il paesino di Levanzo. Ha fatto ammenda e, ci risulta, nel giro di quarantotto ore i cartelli sono stati affissi.

    Per chi segue la graffiante trasmissione i fatti sono noti, per chi invece non capisce di che cacca stiamo parlando li riassumiamo brevemente: pochi giorni fa un gruppo di levanzari (a vario titolo) ha fatto pervenire alle Iene un breve video che illustrava lo sbocco ed il galleggiamento nel mare antistante il paese di cacca proveniente dagli scarichi cittadini che finiscono direttamente in mare. A tamburo battente una troupe della trasmissione si è recata sull’isola, ha filmato l’uscita in diretta della cacca (quella sì a denominazione di origine controllata), ha intervistato un paio di signore/i, ha salvato una turista che si stava immergendo proprio sotto uno dei tanti scarichi ed infine è andata dal Sindaco ed ha ottenuto che fossero affissi i cartelli col divieto di balneazione.

    Tutto bene? Sì, però un po’ ci rode; perchè l’indecenza degli scarichi fognari a Cala Dogana questa testata la denuncia ormai da anni, praticamente ogni estate, ma siamo sempre rimasti inascoltati. Solo un anno fa raccontavamo di quell’agghiacciante richiamo – Vieni Luigino, guarda che bella cascatella – che ci aveva fatto uscire a tappo dal bar gridando… ferma signora che è una fognatura. Immagine riferita a: Acqua chiara, acqua azzurra.Anzi nera.giulio golia

    Un po’ ci rode, anche se sappiamo che una trasmissione televisiva ha sicuramente più presa sulla gente di un giornale come il nostro. Poi, si sa, Le Iene è una trasmissione di cult fra i giovani… ma non vorremmo fosse stata la certezza di finire in televisione ad aver fatto, scusate la similitudine, smuovere le acque.

    Parecchio di più ci rode l’immagine complessiva che il breve servizio ha dato alla faccenda. Non so a voi, ma a noi quel servizio ha dato l’impressione che si stesse parlando di un’emergenza, cioè una situazione di pericolo, un fatto o una circostanza imprevista, a cui tutti gli abitanti dell’isola (levanzari e turisti a vario titolo) vorrebbero porre fine; l’impressione che ci sia stato un unico responsabile, la Giunta Antinoro, che ha omesso di disporre i cartelli e che il servizio giornalistico/satirico abbia fatto tirare un sospiro di sollievo a turisti e levanzari.

    E per finire abbiamo avuto l’impressione che l’esposizione dei cartelli col divieto di balneazione avesse risolto il problema. Sì, lo ammettiamo, siamo rimasti molto impressionati.

    In realtà però quegli scarichi fognari sono lì da sempre, sono nati con il paese, e nessuno se ne è mai lamentato, anzi. Se la cacca non fosse ancora lì a galleggiare sotto lo sguardo di centinaia di persone, ci sarebbe da ridere a raccontare tutte le giustificazioni che negli anni ci sono state date per quelle fogne: in questo mare ci abbiamo sempre fatto il bagno e non ci è mai successo niente; oppure: questo è un mare aperto e basta un po’ di corrente a tenerlo pulito… basta non fare il bagno proprio sotto gli scarichi; o meglio ancora: certo ci fosse una diga foranea o un molo più lungo a fermare le correnti, allora sì che la cala sarebbe inquinata. Quindi ringraziamo Iddio dell’assenza una diga foranea e di un molo come Dio comanda che, magari metterebbero in sicurezza il porto, ma di certo impedirebbero agli stronzi di lasciare l’isola. Immagine riferita a: Acqua chiara, acqua azzurra.Anzi nera.levanzo

    Potete non credere a noi, se vi raccontiamo di tutte le volte che siamo stati rimproverati e accusati di remare contro quando ne abbiamo parlato, ma non potete non credere ai commenti che subito si sono riversati sul web dopo la trasmissione: così nessuno vorrà più venire a Levanzo! perchè questa è la maggiore, forse l’unica preoccupazione, perdere turisti. Giusto, guai a perdere turisti, coi turisti i levanzari ci campano, solo che non è sufficiente girarsi dall’altra parte, non parlare della cacca, per avere un mare pulito.

    Non c’è dubbio che il governo Antinoro, come tutte le amministrazioni di destra, di sinistra o di mezzo e mezzo che l’hanno preceduta, sia stato colpevole di non aver affisso i cartelli col divieto di balneazione, ma almeno, rispetto a chi l’ha preceduta, la Giunta Antinoro ha fatto ammenda e provveduto a riparare il danno. Non solo, ha pure ripreso in mano (non dopo la trasmissione ma un anno fa) la faccenda del completamento del depuratore: ha rimesso in moto l’iter burocratico e, compatibilmente con i tempi giurassici della burocrazia e l’arrivo di poco più di ottocentomila euro, pare che il depuratore si farà. Parola di Lucio Antinoro sindaco.

    Nel frattempo continuiamo a girarci dall’altra parte, magari per non vedere cosa succede nell’Area Marina Protetta dove tutti, levanzari e non, vanno a pescare, a raccogliere ricci e patelle, a calare ancore sulla posidonia, ecc… come se la riserva non fosse mai esistita: a Levanzo tutto accade alla luce del sole, non potrebbe essere altrimenti in un’isola così piccola, ma chi dovrebbe essere preposto alla salvaguardia delle riserva (lo Stato) non ha mai visto niente. Eppure sarebbe sufficiente passare mezza giornata in uno dei due bar dell’isola e attizzare le orecchie per venire a conoscenza di mille episodi corredati di nomi e cognomi: c’è Tizio che dopo aver spogliato completamente gli scogli dalle patelle adesso si dedica alla raccolta dei ricci… ma in apnea però, cosa vuoi che prenda, tre, quattrocento ricci per mantenere la famiglia… che vuol dire ha già un lavoro, si sa che in famiglia i soldi non bastano mai… e poi Tizio non va mica sempre in un posto, lui comincia da Cala Minnola e giro giro fa tutta la costa fino al paese, mica come Caio che ogni mattina prima dell’alba arriva da Trapani con un barchino, si parcheggia nell’area protetta, si immerge con le bombole, raccoglie tremila (3000) ricci, torna a Trapani e scarica al porto pescherecci, indisturbato, le ceste coi ricci… o come quella paranza che di notte, fra Capo Grosso e Tramontana, mette a mare tre, quattro, cinque barchini di sommozzatori provvisti di fari e aspiratore e tirano su come niente anche ventimila (20000) ricci… che però anche loro hanno famiglia e poi mica vengono tutte le notti a Levanzo… vanno anche a Marettimo… e non sono mica così sfacciati da venire vicino il paese come quegli altri che sono stati presi a sassate, tanto erano vicini alla costa… certo c’è Sempronio che quando può, cioè quasi ogni giorno, fa pesca subacquea… ma mica pesca sempre nella riserva… a volte va anche dall’altra parte e poi lo fa per campare mica per sport… e va in apnea… sapessi com’è bravo… anche Filano a volte pesca nella riserva… sì, anche lui in apnea anche se, l’età sai… e poi Filano mica lo vende sempre il pesce, mica come quella coppia (dicono che di norma vestano in divisa, ma io mica ci credo tanto, magari lo dicono per farsi forti) che viene da Trapani con le bombole… pescano e poi lasciano il pesce ai ristoranti Trapanesi.

    Chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere ma mai una denuncia, una presa di posizione chiara, mai. Tutti girati dall’altra parte, come se l’Amp non esistesse. Tutti girati dall’altra parte per non vedere le decine di roulotte disseminate sull’isola, roulotte destinate a diventare villette, nonostante un esplicito divieto di campeggio, o per non vedere i cubetti rurali trasformati in ville, o per non vedere chi ha depredato il Faro…

    Almeno, finché sull’isola è rimasto il presidio della Finanza, avevamo la certezza che loro, rappresentanti dello Stato, non avrebbero girato la testa dall’altra parte, perchè se almeno una volta l’avessero fatto avrebbero visto che proprio alle spalle della caserma stavano sbancando la montagna per costruire altre ville; adesso ci sorge un dubbio: ma Levanzo di quale Stato fa parte?

    (a.b.)

    Inserito il 02 ottobre 2009

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