
Mappa dell'area di Amantea
Ci sono voluti diciannove anni per diventare credibili agli occhi della gente , delle istituzioni e dei politici. Diciannove anni sono passati da quel 14 dicembre 1990 quando la motonave Rosso o Jolly Rosso spiaggiò davanti Campora San Giovanni in località Formiciche. C’è voluto un pentito, Francesco Fonti, che ridiventasse credibile dopo tante sciocchezze raccontate in vari altri processi che lo hanno reso senza protezione, e ritornato credibile, anche se ancora senza protezione, solo dopo il ritrovamento della nave Cunsky, affondata da lui stesso davanti Cetraro grazie all’appoggio della ndrangheta di Franco Muto. La sua credibilità si è riflessa anche su quei pochi giornalisti che ne hanno scritto, inascoltati e “non-letti” per diciannove lunghi anni. C’è voluto un Procuratore caparbio come Bruno Giordano che si è attivato per trovare la Cunsky e c’è voluto un assessore all’ambiente della regione come Silvio Greco perché le ricerche portassero al ritrovamento della nave grazie ad un “semplice” rov ed a soli 72 mila euro. E la nave è stata trovata il 13 settembre scorso. Tutto quello che si è scritto per anni ora è finalmente valido. E’ la dimostrazione tangibile e reale, che gli ambientalisti e quei pochi giornalisti di strada non scrivono mai stupidaggini per fare scoop ma per perseguire la verità, che spesso sfugge agli stessi magistrati, ai politici, a chi governa i nostri territori. Ora siamo nell’occhio del ciclone. Tutti quelli che ne abbiamo scritto negli anni passati siamo subissati di interviste, richieste di nuovi articoli, nuove informazioni. Intanto la nave è ancora lì a 500 metri di profondità , così come ancora i fusti tossici sono lungo il fiume Oliva. [continua a leggere sul blog di Francesco Cirillo]




