Archivio per ottobre 2009

NO definitivo del Parco alla Centrale del Mercure

La determina 1111 del 29 ottobre del Direttore dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, Annibale Formica, rende completo e definitivo il no del Parco alla Centrale dell’Enel della Valle del Mercure. L’atto giunge dopo la delibera del Consiglio Direttivo che faceva proprio il parere dell’Avvocatura dello Stato, sollecitato dal Parco stesso, e che aveva bollato il predatorio progetto dell’Enel evidenziando come esso confliggesse con “… l’idea stessa del Parco…”. Un grazie va dunque all’Ente Parco e al suo Presidente, on.le Domenico Pappaterra, a cui vanno riconosciuti, pur in un confronto spesso dialettico, l’onestà intellettuale e il coraggio di assumere iniziative e decisioni certo non gradite nelle “stanze dei bottoni”, seppur perfettamente in linea con il mandato dell’Ente. Un Parco che ha fatto il Parco, dunque, e una brutta storia per una volta a lieto fine, anche se sono fin da ora scontati gli strepiti dell’Enel e dei suoi famigli, di certo traumatizzati da una svolta che mina le certezze del colosso energetico di poter disporre a proprio piacimento di territori e popolazioni, immaginate inermi. Sconfitto un progetto illegittimo, i cui intenti unicamente speculativi hanno trovato una opposizione determinata e instancabile, lunga oltre sette anni e culminata con l’imponente manifestazione del 5 settembre, da parte di Associazioni, Comitati, Amministratori locali, ma soprattutto da parte delle popolazioni della Valle, decise a difendere il proprio diritto alla salute e al progresso economico ed occupazionale. Diritti che la riapertura della Centrale avrebbe irrimediabilmente compromesso. Ma non ci si può fermare qui; la rugginosa ferraglia gonfia di amianto è sempre lì, impotente e minacciosa, a occupare un’area necessitante e meritevole di ben altre iniziative. L’area deve essere bonificata; dall’amianto, per cui non può bastare la “messa in sicurezza”, e dalle decrepite strutture della Centrale stessa. Ma a tutto questo ci si penserà domani. Oggi, per le popolazioni della Valle del Mercure – e non solo- è giorno di festa.

Rotonda 29 ottobre 2009

Il Forum delle Associazioni e Comitati contro la riapertura della Centrale Enel della Valle del Mercure

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Comunicato stampa: Depistaggio sulla Cunski

Comunicato stampa del coordinatore del Movimento ambientalista del tirreno

Francesco Cirillo, giornalista ed ambientalista militante, da almeno dieci anni ha scritto ed indagato sulla Jolly Rosso.

“Sono molto preoccupato per le dichiarazioni alla stampa fatte sia dal ministro Prestigiacomo che dal sottosegretario Menia riguardo all’identità della nave dei veleni nei fondali di Cetraro. Ci troviamo ad un inizio di depistaggio vero e proprio che bisogna subito respingere al mittente. Quella nave non è nè la Cagliari nè la Federico C. in quanto censite nelle mappe nautiche sia delle capitanerie di Porto che della marina Militare e non sono nel luogo indicato dal pentito Fonti. Le due navi sono ben localizzate e conosciut da tutti i pescatori della zona e del tirreno che ben le evitano per non incepparvi le loro reti nello strascico. L’operazione di depistaggio sulla Cunsky ricordano quelle della Jolly Rosso avvenute nel 1990 al momento dello spiaggiamento, che a soli due mesi dal suo spiaggiamento venne subito archiviata l’inchiesta aperta dalla procura di paola e dopo tre mesi ne venne permesso anche lo smantellamento per farne scomparrie ogni prova. I tempi sono identitci a quanto pare. Prima si dice che quella non è la Cunsky, poi si sospendono le analisi e le ricerche e poi si stende un manto di silenzio su tutto facendo ritornare tutto nella normalità. La grande manifestazione di Amantea , ha avuto un solo grido, quello della ricerca della Verità sia sulla Jolly Rosso che sulle navi affondate davanti Amantea, Maratea , Melito Porto Salvo e gli altri luoghi oramai ben noti a tutti. Come ambientalisti chiediamo che si facciano seguire le operazioni sulla Mare Oceano a tecnici esterni nominati dalla regione e dalle associazioni ambientaliste per essere certi che non si compiano manipolazioni di ogni genere che possano nascondere la verità e si dia certezza su quanto avviene su quella nave. Lo diciamo ad alta voce. Noi non ci fidiamo di quanto ci viene detto, in quanto sono in atto una serie di operazioni di carattere strumentale e  politico da parte dei partiti di centrodestra , che fin dall’inizio hanno cercato di coprire l’assenza del governo in Calabria di fronte ad una catasrofe non solo di carattere ambientale ma anche economica e che riguarda la salute di tanti cittadini colpiti da decenni da tumori. Devono vergognarsi tutti coloro che dichiarano senza il minimo dubbio che nel mare di Cetraro non c’è niente di velenoso e che la nave ritrovata ed individuata sia frutto solo del catastrofismo ambientalista e anti governativo. E’ uno schiaffo ai tanti calabresi che hanno manifestato ad Amantea il 24 ottobre scorso. Organizzeremo nei prossimi giorni una manifestazione nel porto di Cetraro perchè a distanza di un mese non si spengano i riflettori sulla vicenda delle navi dei veleni.

Francesco Cirillo, coordinatore del movimento ambientalista del Tirreno

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Volete scommettere che ci diranno che non è la Cunski?

la nave Mare Oceano

la nave Mare Oceano

Ho l’impressione che gli unici bidoni li avremo noi. Ma bidoni pieni di bugie,depistaggi,nuove archiviazioni,falsità. Girano voci strane nel porto di Cetraro. Voci che diventano boatos veri e propri. Voci che, sembrano, provengano dalla nave Mare Oceano che da stamane interrompe il suo lavoro. Per una settimana di foto ha preso la bellezza di 350mila euro. Voci che anticipano cose secretate e che andranno direttamente dalla nave posta ad 11 miglia sopra la nave Cunsky fin sulla scrivania del procuratore della DDA di Catanzaro Vincenzo Lombardo titolare dell’inchiesta. Sarà il Procuratore che poi deciderà come interpretare quelle analisi che gli giungeranno sul tavolo e soprattutto se vale la pena di diffonderle stante il clima che esiste in Calabria specie in materia del pescato. Le voci dicono che quella nave non sia la Cunsky !

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Cicconi: “Il Ponte sullo Stretto? Keynes alla rovescia”


Ivan Cicconi, massimo esperto italiano
di lavori pubblici, svela la vera essenza del modello Ponte: “E’
keynesismo al contrario, si usa la ricchezza sociale per trasferirla a
pochi soggetti privati”. Mucche da mungere per portare profitti ai
grandi contractor, dunque, secondo lo schema già sperimentato con il
TAV. Il famoso ‘project financing’, inventato da Cirino Pomicino, ha
già prodotto cantieri eterni e danni erariali. Ora viene riproposto,
senza pudore, per il Ponte…

“Sono politiche keynesiane alla rovescia. In precedenza si
prendeva la ricchezza prodotta per redistribuirla, oggi si danno soldi
a chi è già ricco.
Sono costi che pagheremo per diversi decenni”.
Lo dice a terrelibere.org Ivan Cicconi, uno dei maggiori esperti di
infrastrutture e lavori pubblici, commentando l’annuncio governativo
sulla prima pietra del Ponte sullo Stretto. “La varianti come quella di
Cannitello sono ad hoc per il Ponte, si tratta di opere funzionali al
progetto”. Cicconi, ha denunciato già molti anni fa le storture
dell’Alta velocità. Profitti privati, costi per tutta la collettività,
cantieri lumaca. Oggi ravvisa nel Ponte lo stesso modello. Il keynesimo
alla rovescia, Robin Hood al contrario: la ricchezza sociale che
finisce nella tasche dei soliti noti: i grandi contractors, con
Impregilo sempre in testa.

Esattamente quanto sostenuto nel libro “Ponte sullo Stretto e
mucche da mungere”: è “l’economia basata sulle partnership tra pubblico
e privato che mungono attività senza rischio.
Al primo soggetto
spettano i costi, al secondo i benefici. E’ l’economia delle
infrastrutture inutili, addirittura non volute ed imposte al
territorio. E’ l’economia dei disastri e delle guerre”.

Diventa dunque sterile disquisire di particolari tecnici,
problemi ingegneristici, balle mediatiche o bluff elettorali
. La “mucca
da mungere” è un modello che esiste di per sé, è il cuore del
problema. Il Ponte non è realizzabile? Un’ottima occasione per nuovi
studi e revisioni di progetto. Le opere collaterali vanno fatte prima?
Intanto si muove la solita economia para-mafiosa fatta di movimento
terra, sub-appalti, cantieri eterni, lavoratori ricattati ed umiliati.
L’esperienza dell’A3 ci racconta di continue revisioni dei conti,
infiltrati mafiosi in pianta stabile, operai coinvolti loro malgrado in
scene da Far West oppure morti in incidenti sul lavoro che non meritano
neppure poche righe in cronaca.

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Anche in Calabria parte la campagna “Salva l’Acqua”!

Logo_Campagna__Salva_l_Acqua_Si è conclusa la due giorni di appuntamenti promossa dal Coordinamento regionale Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”: i comitati calabresi impegnati nella battaglia per restituire al controllo pubblico il prezioso liquido, hanno avuto così la possibilità di confrontarsi e ragionare, insieme ad amministratori locali e a Corrado Oddi del Coordinamento nazionale del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua, su diverse problematiche legate alla gestione del servizio idrico, sia a livello nazionale che regionale.
Argomento principale della discussione è stato senza dubbio l’art.15 del DL 135/09, che stabilisce come i servizi pubblici locali, idrico compreso, debbano essere affidati tramite gara pubblica oppure direttamente a società miste pubblico-private, ma con capitale privato non inferiore al 40%, e individuando inoltre nel 2011 la cessazione degli affidamenti a società totalmente pubbliche. In pratica il Governo regala l’acqua ai privati!
Da queste considerazioni la decisione del Coordinamento “Bruno Arcuri” di aderire convintamente alla campagna nazionale “Salva l’acqua” per chiedere il ritiro di questo decreto e del precedente art.23bis della famigerata 133 che ne apriva la strada. Da qui al 24 novembre data della conversione il legge del DL 135, quindi saranno organizzati dei banchetti di raccolta firme a sostegno di questa campagna.
Oltre all’adesione alla campagna “Salva l’acqua”, il Coordinamento ha deciso di promuovere su tutto il territorio calabrese una campagna per inserire negli Statuti dei diversi Comuni calabresi il riconoscimento che l’acqua è “un bene comune e un diritto umano universale” e che il servizio idrico è “un servizio privo di rilevanza economica” da gestire in forma pubblica e con la partecipazione delle comunità locali.
Sotto questo aspetto sono stati di conforto sia l’intervento del Sindaco di Caulonia dott. Ilario Ammendolia, “pioniere” in Calabria delle modifiche degli Statuti comunali, che la notizia della recente deliberazione della Giunta Regionale pugliese che, in assoluta controtendenza con le decisioni governative, ha sancito l’avvio della ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese, riconoscendo la non rilevanza economica del servizio idrico e decidendo inoltre di impugnare presso la Corte Costituzionale l’art.15, ritenuto lesivo delle prerogative assegnate alle Regioni.
Una serie di valutazioni sono state fatte naturalmente anche sulla gestione calabrese della francese Veolia e su una serie di stranezze registrate sia dal coordinamento che dagli amministratori stessi, in particolare per quanto riguarda la tariffazione adottata nei confronti dei comuni e ritenuta non conforme alla legislazione nazionale: comitati e amministratori hanno riconosciuto la necessità di lavorare insieme per avere maggiore chiarezza rispetto le questioni messe sul tavolo e, soprattutto, per ottenere una gestione efficiente, democratica e senza alcun lucro dei servizi idrici.
Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

Puoi sottoscrivere l’appello del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua anche on-line.  Clicca qui per Salvare l’Acqua!

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24 ottobre 2009: un fiume di gente. Per la terra, per il mare

P1030477E non finisce qui! Prossima tappa: Roma.

A breve ulteriori approfondimenti sul sito…

 

Intervento ad Amantea di Francesco Cirillo

Parlo a nome del Movimento Ambientalista del Tirreno del quale sono coordinatore, del Comitato Beni Comuni di Cosenza e provincia, della rete No Ponte e di tanti comitati e centri sociali che hanno aderito a questa manifestazione. Parlo a nome dei senza voce, di coloro che nessuno ascolta, di quelle vittime vere di questa tragedia che sono i tanti malati di tumore, costretti dalla malattia a frequentare i nostri ospedali di merda, costretti ad emigrare al nord per ricevere le cure adeguate. Parlo a nome degli avvelenati, avvelenati dalla ‘ndrangheta, da questa quaquaraquà senza onore nè dignità; avvelenati dalle prescrizioni giudiziarie sempre favorevoli a questi ominicchi; avvelenati dai depistaggi, da questa politica che dimostra di non avere nessuna credibilità in quanto essa stessa inquinata e tossica. Avvelenati da questi sindaci che si recano a Roma in ginocchio e che non sanno che pesci prendere, di sicuro all’arsenico, al cobalto, al cromo. Parlo a nome degli operai avvelenati della Marlane di Praia a Mare, morti nel silenzio di tutti (politici, sindacati, sindaci, istituzioni) ancora senza giustizia nonostante 150 morti accertati di tumore.

Avvelenati da 19 anni di silenzi, archiviazioni, depistaggi, magistratura corrotta che ha permesso che la Jolly Rosso venisse smantellata.

Noi ambientalisti antagonisti, ribelli, non siamo qui per fare passerella, per mostrarci, per avere visibilità, per essere eletti alla regione o alla provincia o al comune, siamo qui per dimostrare la presenza e la forza libera e auto determinata,  pulita, che chiede verità sulla Jolly Rosso e sulle navi che ci avvelenano, siamo qui per chiedere che subito si faccia la bonifica dei nostri territori. A Crotone nella città, come a Sibari dove ancora sono sepolte 35mila tonnellate di ferriti di zinco, come a Praia nella Marlane o a Costapisola o nelle campagne di Bisignano. Siamo qui perché stanchi di vedere massacrato il nostro territorio,  e se la politica dei partiti e delle poltrone oggi ci ascolta chiediamo e dobbiamo avere la forza di imporre loro di fermare la politica dell’incenerimento che produce solo diossina ed altri tumori  e guadagni per chi li fa, chiediamo all’assessore Greco di fermare con la stessa determinazione che gli riconosciamo avuta per questa storia i megaporti come quelli di Diamante, Praia, Paola che provocherebbero solo erosioni e nuove e più forti mareggiate, chiediamo un no secco e deciso all’avvio dei lavori di questa enorme ed inutile opera che è il Ponte sullo stretto, venga con noi, con la rete No Ponte a fermare il prossimo 19 Dicembre a Villa San Giovanni la posa della prima pietra.  Per tutto questo siamo qui, stanchi di questa politica di carrieristi e ignoranti dalla quale non ci sentiamo rappresentati; autorganizziamoci nei territori, nei quartieri, nelle scuole, ribelliamoci se vogliamo davvero essere liberi e liberare per sempre la nostra terra.

Ribelliamoci, e parafrasando il buon vecchio Marx , non abbiamo niente da perdere se non i nostri tumori.

letto ad Amantea a conclusione della manifestazione del 24 ottobre 2009, nonostante l’acquazzone e i problemi tecnici risolti poi grazie alla presenza dle mediacamper.

Un po’ di video caricati in rete:

rapido colpo d’occhio del corteo dall’alto

intervento di Alex Zanotelli

intervento di Cirillo

servizio ten (attenti alle “corbellerie” finali)

servizio sky tg24

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BASTA VELENI – Manifestazione nazionale ad Amantea

mediacamperIndymedia Calabria, Out Of the Shell e Radio Ciroma saranno presenti alla manifestazione ad Amantea dalle prime ore della mattina con una postazione fissa per documentare la giornata.

OUT OF THE SHELL TORNA!

INDYMEDIA CALABRIA: Jolly Rosso …e finalmente ve ne siete accorti?!

DIRETTA RADIO
Dalle ore 9.00 diretta radio, per intervenire in diretta, 320.9322854 oppure oots@libero.it per commenti via mail.

STREAMING WEB

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Per ascoltare la trasmissione, fai click sul pulsante “Play” qui sopra. Se per qualche motivo questo non dovesse funzionare, allora fai click sul link diretto allo streaming (compatibile con Winamp, Windows Media Player, Real Player, etc.)

ANCHE SUI 105.7 Mhz FM DI RADIO CIROMA NELL’AREA URBANA DI COSENZA

PER INFORMAZIONI LOGISTICHE SULLA MANIFESTAZIONE VISITA IL SITO DEL COMITATO DE GRAZIA

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