Il tetto degli uffici della provincia di Vaglio Lise
E’ da diversi anni che le tute gialle della Vallecrati, lottano per vedere garantiti i loro diritti di lavoratori, sempre calpestati dai vari amministratori succedutesi e dal consorzio tutto. Vallecrati è una società mista pubblico-privato composta da 44 comuni che detengono il 51% e da 4 soci privati che hanno il restante 49%. L’ultimo anno è stato caratterizzato da molte proteste determinate dal continuo tira e molla rispetto agli stipendi e dall’incertezza per il futuro culminate, nel mese di agosto, con una forte radicalizzazione della lotta con vari blocchi dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e la consequenziale sospensione della raccolta dei rifiuti. In pochi giorni la città si riempì di rifiuti e questo argomento visibile spinse finalmente il consorzio a pagare il dovuto, ovvero, una mensilità arretrata. La questione sembrava risolta invece, dopo un mese, si ripresenta il problema, di nuovo a far traboccare i cassonetti e con il mancato pagamento degli stipendi e il rischio di fallimento dell’azienda. Vista l’azione dei sindaci e dei privati appartenenti al consorzio- tesa a distruggere Vallecrati (lavoro con ordinanza e mancato pagamento dei sindaci dei debiti nei confronti della spa), con la consequenziale azione della procura cittadina, anomala per la modalità d’azione, che chiede il fallimento dell’azienda. Gli operai bloccano la raccolta e decidono di scendere nuovamente in piazza, e lo fanno con un gesto che riprende la lotta degli operai dall’ innse di Milano, nella notte di martedì 1 settembre, quando salgono sul tetto del palazzo degli uffici della provincia di Cosenza rivendicando i salari arretrati e garanzie sulla continuità dell’occupazione. Pur trattandosi di un lavoro dequalificato, poco retribuito, sicuramente sporco, le tute gialle, così come molti meridionali abituati ad accettare come una fortuna quella che è di fatto una sciagura, tengono oramai da più di una settimana. Il palazzo della provincia occupato si trova di fronte al carcere di via Popilia e la prima solidarietà arriva proprio dal cortile e dalle celle dove di notte si vedono le fiammelle degli accendini, come nei concerti allo stadio. I primi giorni passano con blocchi estemporanei della S.S. 107 e una occupazione della Salerno-Reggio Calabria. Intanto monta il presidio nel cortile del palazzo della provincia con la presenza fissa di una parte degli operai pronti a dare il cambio ai colleghi che andavano a casa dopo la notte passata sul tetto.
Nei giorni successivi, si susseguono le notizie che vedono naufragare la vallecrati come il titanic. Gli incontri tra cda e sindaci, dove si decide delle sorti della società e dei contratti dei 350 operai, si svolgono nella sede legale della vallecrati a Contrada Cutura, trasformata per l’occasione in un fortino protetto dalle forze dell’ordine, anche se mancano gli operai che decidono di aspettare le notizie dal tetto occupato.
9 settembre
Nel pomeriggio si respira un’aria sospesa [Continua a leggere...]
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Questa di Vallecrati è solo apparentemente una lotta per la difesa del posto di lavoro, o meglio, solo per gli operai si tratta di questo. In realtà è espressione dei giochi di potere che si stanno giocando in casa PD alla vigilia del congresso e delle prossime elezioni regionali. È espressione, ancora, del bieco clientelismo che da decenni ricatta la nostra terra costringendo migliaia di cittadini a sottostare o emigrare. Carrozzoni come quello di Vallecrati creano illusioni e nessuno sviluppo, creano mucche da mungere prima e da macellare quando non si possono più mungere. Dal canto loro i sindacati sonnecchiano, si fidano delle promesse e costringeranno gli operai a trattare con il potente (nemico) di turno, di sempre.
15 settembre
La riunione del cda di vallecrati e del consorzio si protrae per l’intero pomeriggio ma si conclude con un nulla di fatto. La novità è rappresentata dalla proposta, verbale, di acquisto della società da parte della ditta EdilPerri, società che ha effettuato diversi lavori pubblici nella città di cosenza. Oggi l’assemblea del consorzio valuterà le proposte delle società e affronterà nuovamente il problema di fare lavorare tutti gli operai della vallecrati con l’ordinanza. Si prospetta una riunione fiume.
16 settembre
Ennesimo confronto tra i soci privati, tutti i sindaci e delegati sindacali. Le proposte dei nuovi privati devono essere vagliate dall’ufficio legale per stabilire se vallecrati può o meno cedere il 49 % in affitto o in vendita. Concretamente non c’è nessuna certezza ancora. Il sindaco di Cosenza fa l’ennesima, vana, promessa di far avere gli stipendi entro pochi giorni.
17 settembre
Oggi riunione del cda e del consorzio e la tanto attesa prima udienza in tribunale. Riunione fiume, cambia ancora l’ordine del giorno: gli operai possono o no lavorare in ordinanza? I pareri sono contrastanti. Al mattino il parere è contrario, nel pomeriggio, invece, chissà per quale alchimia, lavorare in ordinanza è possibile. Bisogna aspettare il parere dell’ufficio legale che arriverà lunedì. Gli operai si preparano all’ennesimo fine settimana sul tetto. Nel frattempo il tribunale di Cosenza ha acquisito gli atti e rinvia a novembre l’inizio del dibattimento. Vallecrati dal canto suo non cede perché vanta un credito di 16.000.000,00 da vari comuni morosi. Nel pomeriggio gli operai presidiano ancora una volta piazza dei Bruzi e fanno irruzione nel salone di rappresentanza dove Guccione, Covello, Maiolo, Nucci e La Valle presentano la mozione Bersani. Come in un film già visto si legge il documento, si incassano promesse e si torna sul tetto.
18 settembre
Mattinata di fermento. Alle 8.30 il comune di Cosenza sembra Beirut, blindato come se fosse in stato d’assedio. Gli operai raggiungono l’ufficio del dirigente di ragioneria Dattis il quale promette di sbloccare i pagamenti entro lunedì. Un’altra delegazione si reca al comune di Castrolibero e trovano la novità: il sindaco di Castrolibero comunicava di aver fatto l’ordinanza e dava garanzie circa la futura assunzione dei 16 operai ricadenti sul suo comune.
19 settembre
Ennesima riunione che azzera tutte quelle precedenti: Bernaudo (Principe) assieme a Pellegrino propongono di rilanciare Vallecrati attraverso i comuni di Cosenza, Rende, Montalto e Castrolibero. Questo in risposta alle dichiarazione fatte qualche tempo fa da Perugini in conferenza stampa, circa la volontà di ritirare immediatamente l’ordinanza se l’amministratore Giglio avesse dimostrato che Vallecrati poteva garantire i servizi. Gli obiettivi sono chiari. In gioco ci sono interessi politici e imprenditoriali, la mozione Bersani cerca di salvare Vallecrati sia per andare contro l’asse Adamo-Perugini, che vorrebbe smantellare il sistema Vallecrati, sia per trovare consensi negli operai. Pellegrino, invece, mira a far fuori l’impresa Ecologia Oggi che altrimenti si troverebbe dentro quando e se Vallecrati riuscirà a salvarsi.
la lotta continua…