Archivio per settembre 2009

Assemblea NoPonte al c.s.o.a. Cartella

A tutte/i coloro che si riconoscono nel
movimento NoPonte
e che intendono lottare contro la
realizzazione del Ponte sullo Stretto

Car* No pontisti,

dopo la bella manifestazione contro il Ponte, che abbiamo realizzato l’8
agosto a Messina, la grancassa della stampa di regime insiste con la propaganda
a favore della realizzazione dell’opera, riportando che la prima pietra sarà
posata il I gennaio 2010.

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Roma, 3-4 ottobre 2009, Assemblea nazionale Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

L’assemblea si concentrerà sull’approfondimento dei seguenti temi:

  • le vertenze territoriali, approfondendo dentro questo ambito gli strumenti e il confronto su:
    la campagna per il cambiamento degli Statuti e la ripubblicizzazione
    del servizio idrico, la campagna contro le multiutilities quotate in
    Borsa, il Coordinamento nazionale degli enti locali, i Circoli dei
    lavoratori per l’acqua pubblica;
  • l’iniziativa nazionale
    di contrasto alle norme privatizzatici (art. 23bis, art. 15) e di
    sostegno alla legge d’iniziativa popolare, ovvero attraverso quali e
    diversi strumenti tentare di rimettere l’acqua al centro dell’agenda
    politica;
  • l’iniziativa internazionale,
    per capire, anche alla luce delle esperienze sin qui attraversate (Fse
    di Malmoe 2008, Fsm di Belem 2009, ControForum di Istanbul 2009), come
    organizzare gli obiettivi e le modalità di lavoro in vista soprattutto
    dei prossimi appuntamenti (Copenaghen sul cambiamento climatico di
    dicembre 2009 e Fse di Istanbul 2010);
  • l’organizzazione del Forum, per capire attraverso quali strumenti rendere più efficace il compito
    di collegare le mobilitazioni territoriali con una forte iniziativa
    nazionale e più partecipata la gestione quotidiana della segreteria
    operativa.

Di seguito il calendario dei lavori della due giorni del 3-4 Ottobre, che si svolgerà a Roma al Centro Studi Centofiori, in Via Goito 35/B (guarda la mappa):

  • Sabato 3:
    • ore 9.30 – 12.30 tema: vertenze territoriali del movimento per l’acqua
    • ore 13.30 – 16.30 tema: iniziativa nazionale del movimento per l’acqua
    • ore 17.00 – 20.00 tema: iniziativa internazionale del movimento per l’acqua
  • Domenica 4:
    • ore 9.30 – 11.30 tema: l’organizzazione del Forum italiano dei movimenti per l’acqua
    • ore 12.00 – 15.00 Assemblea plenaria e di sintesi
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Sciopero Regionale Unitario di tutti i Ferrovieri Siciliani



Rfi abbandona la Sicilia
Sciopero Regionale Unitario di tutti i Ferrovieri
Siciliani

Dalle ore 21 del 27 settembre alle ore 21 del 28
settembre

La ritirata di Trenitalia dalla
Sicilia sarà reale con la cancellazione delle 8 coppie di treni a lunga
percorrenza, 16 tra Intercity ed Espressi, la chiusura delle Officine
manutenzione di Messina, Siracusa e Palermo, della
Sala operativa di Palermo e di tutti gli uffici collegati e le stazioni, la totale soppressione delle navi che
traghettano i treni nello Stretto e l’abbandono del trasporto merci su
rotaia.

La Sicilia è letteralmente scomparsa dal Progetto di produzione delle
ferrovie e con la Sicilia tutti i treni a lunga percorrenza e il trasporto
nello Stretto.

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Nessuno ci deve imbrogliare!

Comunicato congiunto del comitato civico “Natale de Grazia – Amantea” e del Forum Ambientalista in occasione del dibattito su “Devastazioni Ambientali e Navi dei Veleni tra ‘Ndrangheta e Politica” (Cetraro, 22 settembre 2009)
De Grazia

Il comandante Natale de Grazia

Nella valle del fiume Oliva è stata accertata la presenza di un fortissimo tasso di radioattività; lo confermano i rilievi effettuati dall’Arpacal per conto della Procura di Paola, dai tecnici del Min. dell’ambiente e dai Carabinieri del NOE. Al largo di Cetraro è stata accertata la presenza di una nave affondata con tutto il suo carico di veleni, quasi certamente scorie tossiche e nucleari trasportate dalla Mn. Cunski, affondata dalla ndrangheta per conto di bande assassine  e di chissà quali “servizi” nazionali ed internazionali. Di fronte a questi disastri ecologici accertati, ed a quanti altri ve ne sono nella nostra terra e nei nostri mari, finora il governo nazionale non si è mosso per come avrebbe dovuto fare convocandosi in forma straordinaria ed urgente  e stanziando i fondi necessari. La lentezza delle iniziative governative incomincia a preoccupare ed a far sospettare tentativi di depistaggi programmati e di disinformazione, come è già avvenuto sulla vicenda della Jolly Rosso. A risolvere i problemi connessi a questo disastro ecologico ed ambientale non possono bastare la buona volontà e l’attivismo di un Procuratore della Repubblica e di un assessore regionale.

Non chiediamo rassicurazioni ma verità provate e dimostrate a tutti noi che siamo i cittadini interessati colpiti da questa immane tragedia.

Non ci basta che venga misurata la radioattività presente ad Oliva ma vogliamo che vengano scoperti e portati alla luce tutti i materiali inquinanti sepolti in quella valle dell’inferno. Non ci basta qualche prelievo fatto da una nave “ministeriale” al largo di Cetraro ma vogliamo che i fusti sepolti a 480 metri di profondità vengano tutti recuperati ed analizzati. Vogliamo che vengano ricercate anche le altre “navi a perdere” affondate nei nostri mari con i loro carichi mortali. Vogliamo che si faccia presto perché la nostra salute è ad alto rischio e sull’economia vi saranno ricadute negative pesantissime.

La mobilitazione della popolazione deve essere massima, continua e forte.

Le istituzioni locali e regionali devono fare la loro parte e seguire tutti i percorsi necessari a tenere alta la mobilitazione, compreso il compimento di atti eclatanti e formalmente poco ortodossi.I sindaci in particolare devono vigilare uniti contro ogni tentativo di sottostimare il pericolo e di rabbonire le popolazioni senza ragion veduta.

Chiediamo a tutti i cittadini del Tirreno di costruire in ogni Comune  Comitati civici di lotta per fare, tutti insieme, pressione su coloro che devono intervenire. Di fronte a questa tragedia ogni forma di lotta è legittima. Organizziamo fin da subito una grande manifestazione dalla Calabria a Roma. Chiediamo l’intervento della U.E. e dei suoi organismi di difesa dell’ambiente e della salute.

Soltanto la nostra unità di lotta potrà impedire che ancora una volta  prendano per i fondelli una popolazione tanto bistrattata, tradita ed umiliata.

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Linea Messina querela Cirillo per articoli sulla Jolly Rosso

Francesco Cirillo a San Pietro in Amantea

Francesco Cirillo a San Pietro in Amantea

LA SOCIETA’ MESSINA QUERELA PER DIFFAMAZIONE IL GIORNALISTA FRANCESCO CIRILLO PER GLI ARTICOLI SULLA JOLLY ROSSO

Il boss Muto fa scuola ed ecco arrivare una querela per diffamazione da parte della Messina a nome di Paolo Messina per violazione art.595 e 596 bis del CP ed art.13 L.47/48 . Gli articoli che hanno dato fastidio alla Messina sono quelli scritti per il settimanale Mezzoeuro e pubblicati sul sito www.sciroccorosso.org

Francesco Cirillo ha nominato come difensori gli avvocati Natalia Branda del foro di Diamante e Marcello Nardi e Rodolfo Ambrosio della Legambiente del foro di Cosenza. ” E’ un processo che farò davvero con piacere. – ha dichiarato Francesco Cirillo- Finalmente potremo interrogare questi personaggi che hanno distrutto la nostra Calabria con il traffico delle loro navi e con la Jolly Rosso in particolare, chiedendo loro dove sta la diffamazione nel riferire fatti e circostanze che sono allo studio della magistratura paolana e riportati da tutta la stampa nazionale e regionale, che a questo punto si vedrà querelare in blocco dalla Messina”.

“Quello che sta succedendo in Calabria- continua Cirillo- e nel mare tirreno è di una gravità inaudita. A sentirsi diffamata è la Regione intera, una cittadinanza intera che sta soffrendo per le morti di tumore provocati dal carico di questa maledetta nave. Credo che tutti gli avvocati della Calabria si debbano costituire in questo processo, così come la regione, la provincia i singoli comuni, diffamati e calunniati, per colpa di criminali senza scrupoli che hanno fatto della nostra regione terra bruciata per i loro loschi traffici. Ringrazio Messina e soci per l’opportunità che mi da di guardarci negli occhi e di rendere pubblico tutta la vicenda della nave dei veleni”.

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Veleni radioattivi. Le richieste delle associazioni

Cosa chiedono le associazioni ambientaliste ai sindaci ed alle autorità istituzionali riunite a san Pietro d’Amantea.

Vista l’aggravarsi della situazione venutasi a creare dopo il ritrovamento della nave Cunsky nel mare di Cetraro ed il pericolo che il tutto si risolva nella solita routine istituzionale alla quale siamo stati abituati negli anni passati con archiviazioni e depistaggi.

Vista l’allarmarsi della popolazione che giustamente non mangia pesce né altri alimenti provenienti dalla valle dell’Olivo e zone limitrofe

Consci dell’azione positiva del Procuratore capo Bruno Giordano che comunque ha pochi mezzi e zero organico nella sua procura

CHIEDIAMO

Che:

- venga dichiarato lo stato d’emergenza in tutto il territorio costiero che va da Maratea ad Amantea

- che venga vietata la pesca in tutto il tratto costiero e la vendita di prodotti nella valle dell’Olivo

- che vengano indennizzati tutti i pescatori della costa e i contadini della valle dell’Olivo

- che venga effettuata un analisi epidemiologica in tutta la costa tirrenica e venga istituito e reso pubblico il registro dei tumori

- che vengano dati mezzi e risorsi alla regione Calabria perchè immediatamente vengano recuperate la nave Cunsky davanti Cetraro e la Vaporais davanti Maratea ed il loro carico radioattivo e tossico

- che venga bonificata tutta la valle dell’Olivo nei luoghi indicati e conosciuti dove risultano sepolti i rifiuti

- che venga riaperta l’inchiesta sulla Jolly Rosso e vengano perseguiti i responsabili del tentato affondamento e si scoprano i responsabili del seppellimento dei rifiuti, delle ditte che vi hanno lavorato, di coloro che hanno depistato l’inchiesta

Comitato Civico Natale De Grazia
Forum Ambientalista del Tirreno
Movimento Ambientalista del Tirreno
Comitato Beni Comuni
Uni Cobas

San Pietro in Amantea (CS), 18/09/09

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Vallecrati. Diario di un fallimento

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Il tetto degli uffici della provincia di Vaglio Lise

E’ da diversi anni che le tute gialle della Vallecrati, lottano per vedere garantiti i loro diritti di lavoratori, sempre calpestati dai vari amministratori succedutesi e dal consorzio tutto. Vallecrati è una società mista pubblico-privato composta da 44 comuni che detengono il 51% e da 4 soci privati che hanno il restante 49%. L’ultimo anno è stato caratterizzato da molte proteste determinate dal continuo tira e molla rispetto agli stipendi e dall’incertezza per il futuro culminate, nel mese di agosto, con una forte radicalizzazione della lotta con vari blocchi dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e la consequenziale sospensione della raccolta dei rifiuti. In pochi giorni la città si riempì di rifiuti e questo argomento visibile spinse finalmente il consorzio a pagare il dovuto, ovvero, una mensilità arretrata. La questione sembrava risolta invece, dopo un mese, si ripresenta il problema, di nuovo a far traboccare i cassonetti e con il mancato pagamento degli stipendi e il rischio di fallimento dell’azienda. Vista l’azione dei sindaci e dei privati appartenenti al consorzio- tesa a distruggere Vallecrati (lavoro con ordinanza e mancato pagamento dei sindaci dei debiti nei confronti della spa), con la consequenziale azione della procura cittadina, anomala per la modalità d’azione, che chiede il fallimento dell’azienda. Gli operai bloccano la raccolta e decidono di scendere nuovamente in piazza, e lo fanno con un gesto che riprende la lotta degli operai dall’ innse di Milano, nella notte di martedì 1 settembre, quando salgono sul tetto del palazzo degli uffici della provincia di Cosenza rivendicando i salari arretrati e garanzie sulla continuità dell’occupazione. Pur trattandosi di un lavoro dequalificato, poco retribuito, sicuramente sporco, le tute gialle, così come molti meridionali abituati ad accettare come una fortuna quella che è di fatto una sciagura, tengono oramai da più di una settimana. Il palazzo della provincia occupato si trova di fronte al carcere di via Popilia e la prima solidarietà arriva proprio dal cortile e dalle celle dove di notte si vedono le fiammelle degli accendini, come nei concerti allo stadio. I primi giorni passano con blocchi estemporanei della S.S. 107 e una occupazione della Salerno-Reggio Calabria. Intanto monta il presidio nel cortile del palazzo della provincia con la presenza fissa di una parte degli operai pronti a dare il cambio ai colleghi che andavano a casa dopo la notte passata sul tetto.

Nei giorni successivi, si susseguono le notizie che vedono naufragare la vallecrati come il titanic. Gli incontri tra cda e sindaci, dove si decide delle sorti della società e dei contratti dei 350 operai, si svolgono nella sede legale della vallecrati a Contrada Cutura, trasformata per l’occasione in un fortino protetto dalle forze dell’ordine, anche se mancano gli operai che decidono di aspettare le notizie dal tetto occupato.

9 settembre

Nel pomeriggio si respira un’aria sospesa [Continua a leggere...]

Aggiornamenti continueranno su indymedia calabria

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Lettera di Alex Zanotelli. Acqua, il grande rifiuto

ACQUA: IL GRANDE RIFIUTO

Non avrei mai immaginato che il paese di Francesco d’ Assisi (Patrono d’Italia) che ha cantato nelle sue Laudi la bellezza di “sorella acqua” diventasse la prima nazione in Europa a privatizzare l’acqua! Giorni fa abbiamo avuto l’ultimo tassello che porterà necessariamente alla privatizzazione dell’acqua. Il Consiglio dei Ministri , infatti, ha approvato il 9/09/2009 delle “Modifiche” all’articolo 23 bis della Legge 133/2008 . Queste “Modifiche” sono inserite come articolo 15 in un Decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari. Una prima parte di queste Modifiche riguarda gli affidamenti dei servizi pubblici locali, come gas, trasporti pubblici e rifiuti. Le vie ordinarie -così afferma il Decreto- di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica è l’affidamento degli stessi, attraverso gara, a società miste, il cui socio privato deve essere scelto attraverso gara, deve possedere non meno del 40% ed essere socio “industriale”. In poche parole questo vuol dire la fine delle gestioni attraverso SPA in house e della partecipazione maggioritaria degli enti locali nelle SPA quotate in borsa.

Questo decreto è frutto dell’accordo tra il Ministro degli Affari Regionali, Fitto e il Ministro Calderoli. E questo grazie anche alla pressione di Confindustria per la quale, in tempo di crisi, i servizi pubblici locali devono diventare fonte di guadagno.

E’ la vittoria del mercato, della merce, del profitto. Cosa resta ormai di comune nei nostri Comuni? E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, oggi portata avanti brillantemente dalla destra. A farne le spese è sorella acqua. Oggi l’acqua è il bene supremo che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’incremento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta politica gravissima che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese, ma soprattutto dagli impoveriti del mondo (in milioni di morti per sete!)

Ancora più incredibile per me è che la gestione dell’acqua sia messa sullo stesso piano della gestione dei rifiuti! Questa è la mercificazione della politica! Siamo anni luce lontani dalla dichiarazione del Papa Benedetto XVI nella sua recente enciclica Caritas in veritate dove si afferma che “l’accesso all’acqua” è “diritto universale di tutti gli esseri umani senza distinzioni e discriminazioni”.Tutto questo è legato al “diritto primario della vita”.La gestione dell’acqua per il nostro Governo è assimilabile a quella dei rifiuti! Che vergogna! Non avrei mai pensato che la politica potesse diventare a tal punto il paladino dei potentati economico-finanziari. E’ la morte della politica!

Per cui chiedo a tutti di:

- protestare contro questa decisione del governo tramite interlocuzioni con i parlamentari, invio di e-mail ai vari ministeri…;

- chiedere ai parlamentari che venga discussa in Parlamento la Legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua, che ha avuto oltre 400mila firme e ora ‘dorme’ nella Commissione Ambiente della Camera;

- chiedere con insistenza alle forze politiche di opposizione che dicano la loro posizione sulla gestione dell’acqua e su queste Modifiche alla 23 bis;

- premere a livello locale perché si convochino consigli comunali monotematici per dichiarare l’acqua bene comune e il servizio idrico “privo di rilevanza economica”;

- ed infine premere sui propri consigli comunali perché facciano la scelta dell’Azienda Pubblica Speciale a totale capitale pubblico: è l’unica strada che ci rimane per salvare l’acqua.

Sarà solo partendo dal basso che salveremo l’acqua come bene comune, come diritto fondamentale umano e salveremo così anche la nostra democrazia.

E’ in ballo la Vita perché l’Acqua è Vita.

Napoli, 11/09/2009

Alex Zanotelli

Per approfondimenti vai sul sito del FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

Ed intanto in Calabria…

La Sorical riduce l’acqua a Scalea e “mina a tena” con le bollette a Monasterace

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