Archivio per marzo 2009

26/27 marzo: ancora 24 ore di sciopero per i marittimi

Tra il 26 ed il 27 marzo, i lavoratori RFI dell’area dello Stretto, osserveranno 24 ore di sciopero per protestare contro le politiche di dismissione del traghettamento pubblico. Salvaguardare il traghettamento pubblico è necessario per immaginare l’attraveramento dello Stretto senza quel mostro che vorrebbero realizzare: il ponte. Per questo invitiamo tutte/i a rispondere all’appello di sindacati e lavoratori: venerdì 27 marzo alle ore 10 tutte/i nel piazzale navigazione della stazione marittima di Messina.

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Interrogazione del senatore Felice Casson sulla Centrale ENEL del Mercure

cassonDurissimo intervento del senatore Felice Casson sulla Centrale ENEL del Mercure. Il Parlamentare del PD ha presentato una interrogazione al Ministro dell’Ambiente in cui riassume dettagliatamente i fatti fin qui occorsi e si pone in maniera assai critica anche nei confronti di diversi Enti e Istituzioni, che assieme a ENEL sono coinvolti nella vicenda.

Nella parte finale dell’interrogazione il senatore Casson chiede poi al Ministro “quali urgenti iniziative si intendano adottare a tutela della salute e dello sviluppo economico ed occupazionale delle popolazioni della valle del Mercure, nonché dell’ambiente e delle specie protette del parco del Pollino che avrebbero, dall’entrata in esercizio della Centrale del Mercure, gravissimo danno”. Ma non è soltanto la salute delle popolazioni, lo sviluppo economico del territorio e la tutela delle specie protette ad aver spinto il Parlamentare all’intervento, ma anche la evidenza delle illegittimità su cui poggia l’intera vicenda e che mette l’Italia a rischio di infrazione, con i relativi provvedimenti sanzionatori, da parte della Comunità Europea. La Centrale si trova infatti in una zona doppiamente protetta essendo nel Parco del Pollino e nella Zona di Protezione Speciale Pollino e Orsomarso, di interesse comunitario. E il senatore Casson, Magistrato di Cassazione con specifica esperienza in reati ambientali, la vicenda della centrale ENEL del Mercure la conosce bene, avendo firmato, assieme al prof. Paolo Rabitti, uno studio sull’argomento, nel quale, già nel 2006, si evidenziavano quelle carenze e inadeguatezze normative e progettuali che puntualmente stanno man mano venendo alla luce. La domanda finale che pone Casson nell’interrogazione, su “quali ulteriori e urgenti iniziative si intendano adottare per bloccare definitivamente il progetto dell’Enel di riattivazione della centrale del Mercure” è la domanda che si pongono tutti coloro che vogliono voltare pagine chiudendo, una volta per tutta, la scandalosa vicenda della Centrale -ENEL – nel Parco Nazionale del Pollino.  

Castrovillari  22 marzo 2009

Ufficio Stampa Associazione Ambientalista Il Riccio – Castrovillariil riccio

Per saperne di più:

Testo della interrogazione Casson

Relazione Rabitti-Casson

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Un nuovo scandalo investe la Veolia

Siamo seriamente preoccupati dopo l’ultimo di una serie di sequestri e inchieste che vedono coinvolti inceneritori gestiti dalla multinazionale Veolia.

Chiediamo alla Procura di Palmi che vengano avviate delle indagini anche sulla gestione dei rifiuti del sistema “Calabria SUD” e sull’inceneritore di Gioia Tauro, legato da un fattore comune agli impianti oggetto di indagini in altre zone d’Italia: tutti sono stati precedentemente gestiti da “Termomeccanica”, di cui Veolia ha recentemente assorbito il 75% delle proprietà, e con cui la multinazionale avrebbe in corso un lungo contenzioso.

Qualora l’inchiesta fosse già aperta, gli abitanti della piana di Gioia Tauro che per primi subiscono gli effetti nocivi dei fumi dell’inceneritore, hanno il diritto di sapere.

Martedì scorso i Carabinieri del NOE di Lecce hanno effettuato il sequestro del sistema di monitoraggio e controllo per le emissioni in atmosfera dell’inceneritore di Brindisi gestito dalla Veolia; contestualmente sono stati sequestrati 8 serbatoi verticali da 25 metri cubi ciascuno contenenti rifiuti liquidi e circa 1000 fusti accatastati nel piazzale dell’impianto, anche questi contenenti rifiuti di cui non si conoscono la provenienza e le caratteristiche chimiche. Nel corso della perquisizione sono stati ancora sequestrati un computer e diversi documenti cartacei relativi alla gestione dell’impianto, alle emissioni in atmosfera ed ai rapporti della società con altri enti ed aziende. Presso la sede centrale della Veolia a La Spezia, e presso altre aziende lombarde e liguri, sono state requisite ulteriori documentazioni utili per il prosieguo delle indagini.

Il sequestro è a scopo probatorio e servirà agli investigatori per capire se il sistema di monitoraggio ambientale dell’inceneritore di Brindisi sia in regola oppure no. L’inceneritore è attivo dal 2001, costruito e poi gestito dalla spezzina Termomeccanica, fino al 2007 quando, in seguito alla cessione del 75% delle sue azioni, gli impianti targati Termomeccanica sono stati rilevati dalla multinazionale francese Veolia.

La vicenda brindisina ricorda molto il caso degli inceneritori di Vercelli e ancor prima di Pietrasanta (LU), dove a febbraio del 2008 venne registrato uno sforamento delle diossine quattro volte superiore ai limiti previsti dalla legge. La procura lucchese aprì un’inchiesta in cui si ipotizzava che la Termomeccanica avesse realizzato un apposito software per tenere sempre, e quindi falsamente, nella norma i parametri di monossido di carbonio e di diossina.

In seguito a questo episodio la Veolia, che si ritenne parte lesa, fece un giro delle procure italiane, nelle città dove era subentrata a Termomeccanica, per esporre alcune “anomalie” riscontare nella gestione precedente. E pare che a dare il via all’indagine della procura brindisina, sia stato proprio questo esposto della Veolia.

Ancora una volta chiediamo di sapere la verità sull’inceneritore di Gioia Tauro!

TerritoRioT

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