
Una decisione che sgomenta ma che non meraviglia! Il prefetto Sottile con la sua ordinanza non ha fatto altro che dimostrare con gesti concreti ciò che andiamo ripetendo da tempo: a Gioia Tauro tutto è possibile, Gioia non è Italia e tantomeno Europa.
E’ che questa sia la posizione di un uomo dello Stato è estremamente grave prima che allarmante.
L’ordinanza di fatto aggira la convenzione internazionale che l’Italia ha ratificato già 8 anni fa, la convenzione di Aahrus. Una convenzione che ha come principio cardine il dovere (semplicemente perché ritenuto utile) da parte degli stati o degli enti locali di coinvolgere i cittadini quando si decide di realizzare opere ad alto impatto ambientale, e il raddoppio dell’inceneritore non può non essere considerato fra queste opere.
Non solo: si finge di dimenticare l’esplicita presa di posizione dei cittadini della Piana e dei sindaci, semplicemente non considerandoli cittadini. Dimenticando che un anno e mezzo fa, il 22 dicembre 2007, a Gioia Tauro in 8.500 scesero in piazza (numeri elevatissimi per un territorio come questo) per dire no alla devastazione ambientale. Furono raccolte altrettante firme contro il raddoppio dell’inceneritore e sempre nello stesso periodo una legge regionale stabiliva una moratoria di tutti gli impianti.
Tutto questo viene spazzato via senza una motivazione plausibile, con un atto d’imperio e senza alcuna consultazione degli individui (visto che cittadini non possono essere considerati) che nella Piana vivono e che già adesso sono costretti a respirare oltre alle emissioni nocive degli impianti esistenti, anche le tonnellate di CO2 a causa delle decine di camion che ogni giorno portano a Gioia il combustibile da rifiuti di tutta la Calabria.
Forse adesso è più chiara anche la richiesta della Regione, che pure continua a dirsi contraria al raddoppio, di mantenere l’emergenza rifiuti e un commissario ad hoc. Un soggetto che senza vincoli con il territorio ne’ problemi di consenso elettorale possa aggirare convenzioni internazionali e soprassedere anche di fronte ad un diritto fondamentale come la salute.
TerritoRioT




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