Archivio per febbraio 2009

Politici italiani attenti! Gli inceneritori saranno un boomerang

Lo definisce, e non da ora, “il peggior metodo per lo smaltimento dei rifiuti” oltre che “l’ennesimo colpo mortale ad un territorio già devastato per la presenza di un numero davvero elevato di impianti altamente inquinanti”. Paul Connett, uno dei massimi esperti mondiali della strategia “Rifiuti Zero”, è drastico sulla scelta del raddoppio dell’inceneritore di Gioia Tauro, annunciato pochi giorni fa dal commissario straordinario all’emergenza rifiuti calabrese, prefetto Goffredo Sottile.

Docente Emerito di chimica ambientale alla St. Lawrence University, Canton, NY, Connett ha appena partecipato a Napoli al V Meeting Internazionale sulla Strategia Rifiuti Zero – promosso dalla “Zero Waste International Alliance e dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero. Insieme a delegazioni di ammministratori, pubblici funzionari e attivisti provenienti da tutto il mondo, ha messo a punto un piano per risolvere la crisi campana proprio evitando inceneritori e discariche. Ecco perchè le notizie che arrivano dalla Calabria lo lasciano letteralmente di stucco.

L’esperto, inglese di nascita americano d’adozione, ci ricorda che nella nostra regione è venuto diverse volte negli ultimi anni, di cui quattro nella piana di Gioia Tauro. La prima delle quali quando i lavori del primo inceneritore non erano neache terminati: “Già allora ebbi a dire che trai i tanti possibili, quello di Gioia era obsoleto”. Ma tipo di inceneritore a parte, Connett contesta proprio la scelta di strumenti del genere, “tutti devastanti per la salute umana e insensati dal punto di vista economico e gestionale”. “Non sarà un caso – aggiunge- che negli Stati Uniti non si costruiscono più inceneritori dal ’95”. Dunque questa corsa “tutta italiana” verso gli inceneritori, per Connett sarebbe bizzarra se non fosse tragica”. Ma ciò che più sorprende l’esperto è la decisione “improvvisa e incomprensibile” del raddoppio a Gioia. “Il 28 novembre scorso, dopo il convegno promosso dagli attivisti di TerritoRiot, all’auditorium comunale di Rosarno -ricorda- avevo lasciato la Calabria convinto che un’ipotesi così scellerata fosse stata definitivamente accantonata. Convinzione supportata anche anche dai buoni risultati che il progetto di racolta differenziata porta a porta, propri a Rosarno, stava dando. Evidentemente le motivazioni che portano a tali scelte rispondono a logiche che nulla hanno a che vedere con il rispetto della salute umana, dell’economia di un territorio e della volontà dei cittadini”.

Fra l’altro, denuncia il chimico americano, l’Italia è l’unico paese dell’Unione Europea che finanzia gli inceneritori attraverso una tassa su ogni utenza elettrica. Tassa che ai cittadini appare come una voce per finanziare le energie rinnovabili e invece è studiata come un meccanismo che di fatto devia questa ingente fonte di denaro verso le cosiddette fonti assimilate”. Bene, tutto ciò finora è stato fatto “all’insaputa dei cittadini”. “Ma per fortuna -sottolinea Connett- le cose stanno cambiando anche in Italia”. Il riferimento è ai famigerati CIP6: “L’energia prodotta dagli inceneritori -spiega- viene pagata proprio da cittadini italiani attraverso un sovrapprezzo del 7% su ogni bolletta dell’energia elettrica. Finora con questo sistema sono stati pagati oltre 40 mld di euro alla lollby dell’incenerimento e dei petrolieri. Somme sottratte alla vera energia rinnovabile: solare ed eolico in primis e alla incentivazione del compostaggio e del riciclaggio”. L’associazione “Diritto al futuro”-fra l’altro particolarmente attiva anche in Calabria, il mese scorso ha presentato la prima vertenza nazionale per il recupero dei soldi “illegalmente prelevati” dalle bollette degli italiani. “Fossi nei panni degli amministratori locali o dei membri del governo centrale che dicono sì agli inceneritori, non sottovaluterei segnali diquesta portata. Sappino che i loro elettori si sono svegliati”.

TerritoRioT

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Rifiuti come risorsa

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Presentazione de LO SBRONZO DI RIACE

Il servizio trasmesso da RTV in occasione della presentazione dello Sbronzo di Riace

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Qualche domanda alla Regione

Articolo22.02.2009

Ogni volta che parla della Sorical, l’assessore Incarnato tiene a sottolineare che questa società è un’eredità della Giunta precedente, ma che oggi è importante confrontarsi con essa per far fronte ai problemi dell’approvvigionamento idrico in Calabria. Certamente è intenzione di Incarnato far sì che questo confronto sia trasparente e conduca a risultati ben definiti.
Apprendiamo dalla stampa che il piano quinquennale di investimenti 2004-2009 è quasi completato e già ci si proietta al futuro, con la proposta di un unico Ato regionale. Dunque, in un’ottica di chiarezza, non sarebbe opportuno riferire ai cittadini calabresi cosa è stato fatto in questo quinquennio? E con quali soldi?

La Sorical appartiene per il 53,5% alla Regione e per il 46.5% alla Veolia, la multinazionale francese che ha impiantato in Calabria un ricco business sulle questioni ambientali (guarda caso gestisce anche l’inceneritore di Gioia Tauro).

Oltre ad ascoltare le lamentazioni circa i ritardi nei pagamenti da parte dei Comuni, ed oltre a leggere di svariati milioni di denari pubblici stanziati in questi anni, è lecito conoscere l’entità degli investimenti privati?

Pochini, a quanto pare da qualche dichiarazione dello stesso Incarnato.

E per il futuro, cosa si prevede? Che ne sarà ad esempio dell’Abatemarco, questione ancora irrisolta dopo il primo quinquennio, il cui tracciato dalle parti di Malvito percorre svariati chilometri in terreni irrimediabilmente in frana? Chi metterà i soldi?

Ed infine, per la questione dell’Ato unico, come superare l’attuale frammentazione? Non si prospetterà un nuovo regalo al privato di turno (magari sempre lo stesso)?

In questo caso l’assessore Incarnato non solo non terrebbe conto delle oltre 15000 firme raccolte solo un anno fa per avere l’acqua pubblica in Calabria, ma non potrebbe nemmeno più parlare di eredità di Giunte precedenti…

Cosenza, 23 febbraio 2009

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Lo sbronzo di Riace

sbronzo_riacePuò un tema come quello della privatizzazione dell’acqua diventare argomento per bambini? Niente di più facile e di più divertente, quasi come sfogliare “Lo sbronzo di Riace”, il racconto illustrato che sarà presentato il 20 febbraio, alle ore 17.30, presso la Sala Conferenze del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria.

Il fumetto, nato dall’incontro e dalla collaborazione di diverse realtà reggine, è tratto da un soggetto del c.s.o.a. “Angelina Cartella”, sceneggiato e disegnato dall’Accademia del fumetto “ReggioComix”, edito dal progetto autogestito “Autoproduzioni Appese“.

Trentadue tavole per raccontare le peripezie del più giovane dei mitici Bronzi di Riace, ormai perennemente ubriaco perché costretto a bere soltanto vino, arrivato a costare meno dell’acqua, e dei suoi incontri con svariati personaggi, reali e immaginari, surreali e così veri: come PierPesce, a cui sono cresciute pinne spropositate a causa dei rifiuti tossici sversati nelle montagne e nei mari calabresi, o come Sgocc, una goccia d’acqua impegnata a salvare le sue sorelle dalla prigionia e dalla privatizzazione.

E ad ogni vignetta due personaggi, dai visi familiari e dal parlato tipicamente transalpino, sempre pronti a tassare i malcapitati protagonisti per ogni minima goccia d’acqua utilizzata, anche semplicemente sfiorata, a simboleggiare le grandi multinazionali che si impossessano delle nostre risorse.

Una storia ambientata a Reggio Calabria ma che interessa tantissime città italiane, coinvolte ormai nella follia della privatizzazione di un bene vitale come l’acqua.
Una storia per sorridere ma anche per riflettere su questioni importanti.
Un graphic novel per bambini da lasciare in vista perché lo leggano anche gli adulti.

LO SBRONZO DI RIACE è pubblicato sotto Licenza Creative Commons
Tratto da un soggetto del c.s.o.a. “Angelina Cartella”
Il coordinatore del progetto per ReggioComix è Antonio FEDERICO
La sceneggiatura è di Domenico LODDO
Le matite sono di Emilio AMADDEO
Le chine sono di Giusy MORABITO
L’illustrazione di copertina ed il progetto grafico sono di MELTEDMAN
Hanno collaborato Paolo SURACE, Giulia BIANCO e Giovanni BIANCO

Guarda la presentazione dello sbronzo di Riace sul sito del Cartella

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A Gioia Tauro tutto è possibile!

Una decisione che sgomenta ma che non meraviglia! Il prefetto Sottile con la sua ordinanza non ha fatto altro che dimostrare con gesti concreti ciò che andiamo ripetendo da tempo: a Gioia Tauro tutto è possibile, Gioia non è Italia e tantomeno Europa.
E’ che questa sia la posizione di un uomo dello Stato è estremamente grave prima che allarmante.

L’ordinanza di fatto aggira la convenzione internazionale che l’Italia ha ratificato già 8 anni fa, la convenzione di Aahrus. Una convenzione che ha come principio cardine il dovere (semplicemente perché ritenuto utile) da parte degli stati o degli enti locali di coinvolgere i cittadini quando si decide di realizzare opere ad alto impatto ambientale, e il raddoppio dell’inceneritore non può non essere considerato fra queste opere.

Non solo: si finge di dimenticare l’esplicita presa di posizione dei cittadini della Piana e dei sindaci, semplicemente non considerandoli cittadini. Dimenticando che un anno e mezzo fa, il 22 dicembre 2007, a Gioia Tauro in 8.500 scesero in piazza (numeri elevatissimi per un territorio come questo) per dire no alla devastazione ambientale. Furono raccolte altrettante firme contro il raddoppio dell’inceneritore e sempre nello stesso periodo una legge regionale stabiliva una moratoria di tutti gli impianti.

Tutto questo viene spazzato via senza una motivazione plausibile, con un atto d’imperio e senza alcuna consultazione degli individui (visto che cittadini non possono essere considerati) che nella Piana vivono e che già adesso sono costretti a respirare oltre alle emissioni nocive degli impianti esistenti, anche le tonnellate di CO2 a causa delle decine di camion che ogni giorno portano a Gioia il combustibile da rifiuti di tutta la Calabria.

Forse adesso è più chiara anche la richiesta della Regione, che pure continua a dirsi contraria al raddoppio, di mantenere l’emergenza rifiuti e un commissario ad hoc. Un soggetto che senza vincoli con il territorio ne’ problemi di consenso elettorale possa aggirare convenzioni internazionali e soprassedere anche di fronte ad un diritto fondamentale come la salute.

TerritoRioT

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Workshop sul futuro sostenibile dell'area dello Stretto

I lineamenti del
futuro possibile dell’area dello Stretto ed i caratteri di un modello di
sviluppo economico e ambientale, marcato dai canoni della sostenibilità, saranno oggetto dell’incontro “Il futuro sostenibile dell’area dello Stretto
che si terrà giovedì 12 pv, con inizio alle ore 15:30 nella sala CONFERENZE del
DSSGES della
facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Reggio Calabria (piazza Camagna,
salita UPIM). L’iniziativa è promossa dal prof. Domenico Marino del PAU-UNIRC,
insieme al nodo sud della Rete del Nuovo Municipio, con l’adesione del gruppo
di ricerca nazionale MOVITALIA (Osservatorio sui programmi di infrastrutture e
trasporti, animato dal Comitato scientifico del WWF insieme a diverse
Università), di Legambiente, dei comitati e della rete NOPONTE, di “Aspromonte
Liberamente”, del centro sociale Cartella, del movimento Territoriot di difesa
del territorio e di diverse realtà culturali e ambientaliste locali.

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Nuovo sciopero dei marittimi dello Stretto il 19 febbraio

La tattica attendista di Rete Ferroviaria
Italiana non è più sostenibile, chi assiste silente alla gestione scellerata
del Settore Navigazione è complice indiretto dello smantellamento del
traghettamento pubblico organizzato dalla Direzione Navigazione che ha un unico
obiettivo: chiudere l’impianto limitando al massimo i costi e il clamore
popolare.

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