ENEL: l’energia che ci devasta!

Lo striscione esposto a Lorica (CS) durante il Sila in Festa, sponsorizzato anche dall'Enel. Peppe Voltarelli ha risposto all'appello leggendo dal palco il volantino, tra gli applausi dei presenti.

LO SAPEVATE CHE…

ENEL VUOLE BRUCIARE CARBONE NELLA CENTRALE DI ROSSANO (CS), SULLA SPIAGGIA DEL GOLFO DI SIBARI,

COSTRUIRCI UN MOLO PER NAVI CARBONIERE DA CENTOMILA TONNELLATE, UTILIZZARE 17.000 TIR PER IL

TRASPORTO, DANDO UN COLPO MORTALE A SALUTE, AMBIENTE E TURISMO DI TUTTA LA SIBARITIDE?

LO SAPEVATE CHE…

ENEL VUOLE ACCENDERE UNA ENORME CENTRALE A BIOMASSE NEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO,

BRUCIANDO OLTRE 400.000 TONNELLATE DI LEGNO L’ANNO, TRASPORTATO DA OLTRE 100 CAMION AL

GIORNO, DANNEGGIANDO COSÌ IN MANIERA IRREPARABILE SALUTE, AMBIENTE, TURISMO E SPECIE

PROTETTE?

CHIEDIAMO A TUTTI GLI ARTISTI SOLIDARIETA’ CONTRO QUESTA AGGRESSIONE ALLA NOSTRA TERRA E DI

RICORDARE CHI E’ E COSA FA ENEL…L’ENERGIA CHE CI DEVASTA!

Enel s.p.a. da qualche anno finanzia concerti in tutta Italia attraverso sponsorizzazioni e campagne per promuovere la sua immagine. Il Sila in Festa è sponsorizzato dalla stessa azienda che da otto anni sta utilizzando ogni mezzo a propria disposizione per aprire una centrale termoelettrica nel bel mezzo del Parco Nazionale del Pollino, la cosiddetta “Centrale del Mercure” dal nome dello splendido fiume che attraversa Basilicata e Calabria, che scorre non distante dal sito dove si vorrebbe costruire la nuova centrale e dove vi sono ancora i rottami dell’impianto spento nel 1997. Dal 2005 Enel vorrebbe anche riconvertire a carbone la centrale termoelettrica che si trova a Rossano (CS). Si tratta di una centrale piazzata “opportunamente” nel mezzo della spiaggia, che di fatto divide il litorale delle due cittadine di Rossano e Corigliano Calabro. La riconversione prevede anche la costruzione di un molo ad hoc per navi transoceaniche cariche di carbone e l’utilizzo di 17.400 tir sulla già congestionatissima e tristemente famosa Statale 106. Si tratta di devastazione pura: colpi letali inferti alla salute ed allo sviluppo di un territorio a vocazione naturalistica, turistica, agricola. Certamente non industriale. Sono molti i territori d’Italia che patiscono gli attacchi degli speculatori dell’energia, i quali si ostinano a promuovere centrali a basso costo che però ammalano le persone e danneggiano le economie locali. Lo sanno benissimo i cittadini di Civitavecchia, Vado Ligure, Porto Tolle, Brindisi e tanti altri. Proprio a Brindisi Enel ha organizzato un concerto nella centrale a carbone di Cerano. Una forte spinta popolare ha convinto Simone Cristicchi a rinunciare all’esibizione mentre molta gente, piuttosto che assistere al resto dei concerti, ha preferito restare fuori in segno di protesta. Cristiano De Andrè ha recentemente firmato un volantino dei cittadini di Vado Ligure che denuncia i danni provocati dall’impianto a carbone Tirreno Power.

Vi siete chiesti perché queste aziende prima devastano e poi ci fanno cantare e ballare? Panem et circenses, si diceva nell’antica Roma. Organizzando concerti nelle peggiori centrali d’Italia si vorrebbe dare a queste fabbriche di veleno un’immagine positiva, far dimenticare quanti dolori provocano alle persone. Sponsorizzando eventi come il Sila in Festa, Enel vorrebbe farci dimenticare i suoi progetti scellerati o gli elettrodotti nei centri abitati. Noi crediamo che l’arte, la musica, non possa avallare tutto questo, anzi: da sempre è stata fonte di coscienza e sana ribellione. Per cui stasera cantiamo e balliamo sulla nostra terra consapevoli di doverla difendere dagli speculatori che intendono sfruttarla e devastarla. Ci appelliamo anche agli artisti: avete voci potenti, lingue allenate a battere il tamburo, per cui unitevi alla nostra battaglia in difesa della salute e della dignità della terra che vi ospita.

Quest’iniziativa aderisce alla campagna “Fuori la musica dalle centrali” lanciata dal Coordinamento Nazionale Contro il Carbone.

Associazione LiberaMente Rossano – Associazione Il riccio Castrovillari – Rete di Difesa Territoriale Franco Nisticò – Forum Stefano Gioia – Coordinamento Nazionale Contro il Carbone – Comitato NO Carbone Rossano

Il Quotidiano della Calabria, ed Cosenza, 31/08/2010

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No ponte. Un’invasione gioiosa e pacifica di Torre Faro

Questo è stato il corteo No Ponte: un’invasione gioiosa e pacifica dei luoghi destinati ad essere stravolti dai cantieri del Ponte sullo Stretto. Un lungo e colorato serpentone ha percorso le vie di Torre Faro in un contesto di grande solidarietà certificato dalle tante bandiere appese ai balconi.

4000 mila partecipanti, in quella che è stata di gran lunga la manifestazione più numerosa svoltasi a Capo Peloro, hanno ribadito la contrarietà al “mostro sullo Stretto” definito inutile, devastante e fortemente costoso in termini di risorse pubbliche.

D’altronde la messa in moto delle trivelle e l’avvio del monitoraggio ambientale, seppure in un contesto di resistenza da parte della popolazione interessata, segnalano l’intenzione del Governo nazionale di volere insistere nel processo di continuo trasferimento di risorse pubbliche nelle tasche dei grossi contractor che si nutrono di appalti pubblici.

In questo modo, seguendo un iter lento, stanco e confuso, contraddistinto dai mille rinvii, viene tenuto aperto un canale di spesa che impedisce qualsiasi altra prospettiva per il nostro territorio.

Il corteo di Torre Faro ha dimostrato che il movimento che si oppone al Ponte e che chiede che le risorse ad esso destinate vengano utilizzate per infrastrutture prossime ai cittadini, per strade, ferrovie, per il potenziamento dei trasporti pubblici nello Stretto, per la messa in sicurezza sismica ed idrogeologica del territorio è in crescita.

Il 2 ottobre questo movimento sarà nuovamente in piazza, questa volta a Messina centro, in occasione dell’anniversario delle frane che hanno causato la morte di decine di persone nella zona sud di Messina.

Sarà quella l’occasione per chiedere che si ponga fine all’inutile scempio di territorio e risorse pubbliche che è il ponte e si avvii una significativa messa in sicurezza del territorio attraverso politiche condivise e partecipate.

Rete No Ponte

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Centrale del Mercure: quelli del “Mini-comitato amici dell’Enel”

Gli scomposti attacchi all’on. De Magistris, di un fantomatico comitato del si alla Centrale del Mercure, meriterebbero solo indifferenza se non contenessero bugie che non è possibile far passare impunemente sotto silenzio. Anzitutto chi sono costoro? Abbiamo contato finora circa 4 persone, qualcuna clamorosamente sconfessata dal suo stesso partito, che meglio farebbero a definirsi “Mini-comitato amici dell’Enel”. Dall’altra parte, in difesa di legalità, salute e occupazione, ci sono le popolazioni della Valle che in quattromila hanno manifestato per dire l’ennesimo e definitivo NO a questo progetto di speculazione industriale tentato ai loro danni. Ma ci sono anche, e ufficialmente, 13 amministrazioni comunali, oltre quaranta Associazioni locali e Nazionali, esponenti di tutte lo forze politiche. Il Forum “Stefano Gioia” non è un forum contro, ma è “per la tutela della legalità e del territorio”, entrambi troppo e troppo spesso bistrattati nelle nostre regioni. E, mentre il fronte di chi vuole salute, legalità e sviluppo si allarga, il Mini-comitato si riduce. La straordinaria deliberazione di Laino Castello contro il progetto dell’Enel, a favore di lavoro e legalità, ne è la prova lampante. Anche Laino Castello, finora da sempre favorevole al progetto, ha ormai realizzato che la Centrale i posti di lavoro li fa diminuire e frena lo sviluppo dell’intera area. Autorizzazioni? Il caso, unico in Italia, di una centrale di tali dimensioni in un Parco Nazionale, è stato stigmatizzato, con stringenti motivazioni giuridiche, dall’Avvocatura dello Stato. L’Ente Parco è contrario, e lo ha più volte ribadito, e per iscritto. Così la Comunità del Parco che ha chiesto lo smantellamento della Centrale. Del vecchio iter autorizzativo, invocato dal Mini-comitato (meglio sarebbe dire dall’Enel), rimangono solo macerie inutilizzabili, come decretato da TAR e Consiglio di Stato, malgrado la rabbiosa opposizione dell’Enel. Che può molto, ma evidentemente non tutto. Parole vecchie contro fatti nuovi e sempre più incoraggianti. Questa brutta vicenda è ormai avviata ad una prossima e soddisfacente conclusione.

Castrovillari 28 agosto 2010-08-28

Forum “Stefano Gioia” delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani per la tutela della legalità e del territorio

Calabria ora del 28 ago 2010

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Cavallerizzo. Raduno di protesta

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Emergenza idrica nella città di Vibo Valentia

Da diversi giorni la città di Vibo Valentia e diversi comuni della sua Provincia sono in piena emergenza idrica a causa della non potabilità dell’acqua che viene erogata. L’emergenza è scoppiata il 16 agosto scorso ma è lecito chiedersi da quanto tempo le caratteristiche dell’acqua fossero tali da renderla non potabile. La società che attualmente gestisce gli acquedotti regionali, la So.Ri.Cal. S.p.A., come si legge dalla stampa locale avrebbe definito un “disguido” quanto successo ed avrebbe fornito spiegazioni che non hanno convinto affatto gli amministratori locali. La grave situazione che si è venuta a creare nel Vibonese riafferma con forza, ove ce ne fosse bisogno, la necessità di una gestione pubblica, nel senso di partecipata, trasparente e condivisa, dell’acqua come bene comune che appartiene a tutti i cittadini.

E’ il caso di evidenziare come il socio “pubblico” della società, e cioè la Regione Calabria, che dovrebbe controllare l’operato della Sorical SpA non si sia, a tutt’oggi, espresso su di una vicenda che pure condiziona pesantemente la vita di tanti cittadini.

Le oltre 45.000 firme raccolte in Calabria per il Referendum nazionale sulla ripubblicizzazione dell’acqua, del quale il nostro Coordinamento è stato tra i promotori, meritano una risposta a questa nuova emergenza da parte dei vertici regionali.

Sulla gestione della società mista So.Ri.Cal. S.p.A. questo Coordinamento ha posto da diverso tempo domande precise rimaste tutte senza risposte; è il caso di citare, per esempio, la problematica delle tariffe applicate ai Comuni Calabresi.

La gestione delle diverse emergenze sul territorio calabrese impone, così come è avvenuto in altre regioni italiane, la realizzazione di un coordinamento regionale Enti locali per l’Acqua Pubblica in grado di “fare rete” per il ritorno ad una gestione pubblica, condivisa e partecipata dai cittadini.

La Calabria è la regione più povera d’Italia ma nel mondo sono stati proprio gli Stati più poveri, come la Bolivia, ad aver vinto battaglie molto difficili contro le multinazionali che avevano privatizzato le acque di quei Paesi, realizzando profitti sul Bene Comune ed insostituibile per eccellenza, l’Acqua.

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

Guarda il post Vibo Valentia. Un sogno l’acqua potabile dove sono pubblicati tutti i documenti prodotti sinora sulla vicenda.

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Cavallerizzo. Il 25 la conferenza stampa ‘Il business dell’emergenza’

Mercoledì 25 agosto si terrà la conferenza stampa dal titolo “Il business dell’emergenza”, organizzata dall’associazione “Cavallerizzo Vive – Kajverici Rron”, alle 10.30 presso la Sala degli Stemmi del Palazzo della Provincia. Verranno trattati temi di scottante attualità con particolare riferimento al prolungarsi di uno stato di emergenza che non giustifica né la ricostruzione del paese né il divieto di accesso al centro storico. Ciò mentre nessuna misura “urgente” è stata adottata sulla parte di territorio colpita dalla frana cinque anni e mezzo or sono. In realtà lo stato di emergenza si protrae al solo fine di avvantaggiare l’operato della Protezione Civile che spende denaro pubblico in deroga a qualsiasi legge dello Stato. La cifra spesa sinora nei cantieri della new town ammonta a più di 70 milioni di euro, oltre alle somme erogate per il sostenimento delle locazioni private e commerciali a carico degli sfollati. Nel corso della conferenza stampa verrà annunciato altresì lo svolgimento di una manifestazione di protesta cui parteciperà una delegazione dei terremotati de L’Aquila. Si invitano pertanto tutti i rappresentanti dei media e delle istituzioni interessate a partecipare, oltre che alla conferenza di dopodomani, all’evento successivo previsto per il giorno 29 prossimo venturo, nel corso del quale tutti potranno rendersi meglio conto del reale stato di fatto, al di là d’ogni strumentalizzazione. Cavallerizzo di Cerzeto non è, in verità, un “paese inghiottito” dalla frana: formuletta abusata spesso anche inconsapevolmente dagli operatori della comunicazione, trattandosi bensì di un centro storico solidamente fermo sulla roccia da oltre cinque secoli e mai colpito da qualsivoglia evento calamitoso. Durante l’incontro verrà distribuito del materiale informativo a supporto delle argomentazioni trattate, siano esse di natura tecnica o giudiziaria.

http://home.cavallerizzovive.com/

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Anche la Calabria a Torre Faro per il corteo No Ponte di sabato 28 agosto

Conferenza stampa Rete No Ponte

Giovedì 26 agosto ore 11,00 – Associazione Cantiere Creativo – Scuole medie di Cannitello

Giovedì 26 agosto alle ore 11.00 presso la sede dell’associazione Cantiere Creativo – scuole medie di Cannitello in Via Vittorio Emanuele 246 – la Rete No Ponte calabrese terrà una conferenza stampa per lanciare anche sul fronte calabrese la mobilitazione per il corteo No Ponte che si terrà a Torre Faro (Me) il prossimo 28 agosto.

Impregilo, amministrazioni locali, governo nazionale e cosche mafiose attendono frementi la costruzione del Ponte: un progetto già morto ancora prima di nascere, incompatibile con le esigenze di questo territorio, inutile per la mobilità delle persone e delle merci, devastante sul piano ambientale e semplicemente folle per i costi economici.

Pensare di spendere più di 6 Miliardi di euro per il Ponte è più di una provocazione: è l’umiliazione di una città strangolata dalla crisi economica, duramente segnata dal collasso del proprio territorio e sempre più invivibile. La demagogia pontista fa finta di non vedere la realtà: i 30.000 disoccupati, i 1.500 sfollati di San Fratello e Giampilieri, i 5.000 lavoratori licenziati solo negli ultimi 12 mesi senza ammortizzatori sociali, gli oltre 3.000 baraccati, i 25.000 emigranti in dieci anni. Secondo recenti studi il partito pontista ha sperperato in progettazione (quella preliminare, nemmeno esecutiva), pubbliche relazioni e prebende oltre 400 milioni di euro: per mettere in sicurezza tutte le aree colpite dalle frane ne sarebbero bastati la metà.

Il Ponte sullo stretto, in un mix di autoritarismo e delirio di onnipotenza, lascia intatte tutte le devastazioni, i drammi e le solitudini di questo territorio per distruggere (con risorse pubbliche) anche le ultime possibilità di riscatto e di liberazione della nostra terra.

Per info sulla manifestazione: www.retenoponte.it – adesioni@retenoponte.it

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Sorical: lo strano “affare” dei crediti pregressi

Nella “Convenzione per l’affidamento in gestione degli acquedotti Regionali della Calabria e del relativo servizio di erogazione di acqua per usi idropotabili” firmata il 13 giugno 2003, i “crediti pregressi” vengono ribaditi in ben 3 articoli, l’articolo 2 (punto h), l’articolo 6 (comma 6) e l’articolo 9.

  • Articolo 2, punto h: “la SO.RI.CAL. si impegna anche a curare la misurazione, la contabilizzazione e l’esazione per conto della Regione del corrispettivo dell’acqua erogata ed il recupero dei crediti nei confronti degli utenti per i periodi precedenti la presente convenzione, senza corrispettivo e con rimborso spese in misura non superiore al 2% dell’importo recuperato; la Regione, rilasciata apposita specifica procura, fornirà alla SO.RI.CAL. tutta la documentazione occorrente per il recupero di cui sopra.”
  • Articolo 6, comma 6: “La Società affidataria si obbliga a curare, per conto della Regione Calabria, la contabilizzazione e l’esazione relativa ai consumi idropotabili verificatisi nei periodi precedenti all’affidamento della gestione secondo le modalità del disciplinare di cui al punto g) del precedente art.3).
  • Articolo 9 (“Esazione”) : “L’esazione è regolata dall’allegato disciplinare. Per quanto riguarda l’attività di recupero per conto della Regione dei crediti per forniture d’acqua operate prima dall’affidamento, la Società affidataria si obbliga a tenere presso i propri uffici:

a) il giornale di cassa, sul quale registrerà cronologicamente ogni riscossione ed ogni eventuale pagamento;

b) il bollettino delle riscossioni, debitamente numerato e vidimato da un rappresentante della Regione Calabria;

c) i verbali per le verifiche di cassa.

L’attività di recupero per conto della Regione dei crediti per forniture d’acqua operate prima dell’affidamento, esclude la possibilità per la Società affidataria del recupero in via giudiziale restando la responsabilità dell’eventuale azione legale verso i creditori di esclusiva pertinenza della Regione Calabria, titolare del credito”.

Molto importante in relazione ai “crediti pregressi” è l’Accordo integrativo del 20 maggio 2004 siglato tra la Regione Calabria, la Sorical ed Acque di Calabria S.p.A.; in particolare il “Verbale in data 31 luglio 2003” che viene allegato all’accordo e che “si intende integralmente recepito costituendone parte integrante”.

L’accordo integrativo fa parte integrale e sostanziale della D.G.R. n.335 del 18/05/2004 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n.13 in data 16/07/2004.

Quello che è scritto nelle premesse è molto importante perché è riportata una cronistoria proprio relativa ai crediti pregressi.

In particolare è scritto che :

  • In data 27/12/2002 l’Assessore ai LL.PP. chiedeva al prescelto socio minoritario (nel frattempo costituitosi nella forma della S.p.A. Acque di Calabria) … di rinunciare all’attività, pur se già prevista nella Convenzione, della riscossione dei crediti pregressi che la Regione Calabria vanta verso numerose Amministrazioni comunali per forniture acquedottistiche non pagate;
  • In data 16.01.2003 Acque di Calabria S.p.A. … dichiarava la sua disponibilità … alla rinuncia a ricevere il mandato per la riscossione dei crediti pregressi; … subordinando tale disponibilità ad una revisione degli impegni ed obblighi per investimenti di SORICAL…
  • Acque di Calabria con nota del 24/02/2003 : ha confermato l’impegno ad anticipare le quote di competenza del socio pubblico del capitale sociale, fissato nel limite massimo di €13.400.000,00… ed ha condiviso l’opportunità, già discussa con la Regione per le vie brevi, che la restituzione della sopracitata anticipazione del capitale sociale, comprensiva degli oneri connessi, già garantita secondo gli atti approvati, dalla facoltà per Acque di Calabria di trattenere un equivalente importo degli incassi dei crediti pregressi che SORICAL avrebbe dovuto riscuotere per conto della Regione Calabria,possa invece avere luogo scontando un numero congruo di annualità del previsto canone d’uso degli impianti

Quanto sopra si può leggere nelle premesse, ed addirittura nei “considerato” è scritto che:

  • il mancato conferimento del mandato alla riscossione dei crediti pregressi incide sull’equilibrio economico-finanziario della gestione sia per il mancato ricavo relativo al previsto aggio del 2% sugli importi riscossi, sia per il venir meno dei benefici finanziari derivanti dalla gestione, ancorché solo temporanea, del flusso degli importi riscossi”.

Viste le premesse e le considerazioni era chiaro che veniva preclusa alla SORICAL la possibilità di procedere alla riscossione dei crediti pregressi; infatti con l’Accordo integrativo si concorda che :

  • SORICAL conferma l’impegno a non rendere operativo il mandato alla riscossione dei crediti pregressi di cui agli Articoli n.6 comma 6 e n.9 della Convenzione e dal Disciplinare di esazione dei canoni già approvato dalla Delibera di G.R. n.804 dell’11.09.2002”

L’Accordo integrativo, che praticamente è stato un vero e proprio atto di transazione, doveva rappresentare un punto di incontro tra due posizioni (quella della Regione Calabria e della SORICAL) nel senso che ognuna avrebbe rinunciato a qualcosa in cambio di qualcos’altro. Difatti alla rinuncia di SORICAL a riscuotere i canoni pregressi ha fatto da contraltare, tra l’altro, un canone degli impianti “ridicolo” (€ 500.000,00 annui) e soprattutto, NON DIMENTICHIAMOLO, le tariffe dell’acqua che dovevano rimanere bloccate per 5 anni e che invece si è stabilito rimanessero bloccate fino al 01.01.2006 (!!!) aggiungendo pure la possibilità di recuperare il differenziale d’inflazione sin dal 2003.

A questo punto dei “crediti pregressi” la SORICAL non dovrebbe più parlarne, invece …

Nella Legge Regionale n.9 del 11 maggio 2007 all’articolo 14 (“Riscossione di tariffe”) punto 3 è stabilito che: “L’ingiunzione è adottata nella forma del decreto del Dirigente generale del Dipartimento regionale dei lavori pubblici, che si avvale, per le attività istruttorie e per la materiale riscossione del credito derivante da titolo esecutivo, di So.Ri.Cal. S.p.A., in base a quanto previsto dalla vigente convenzione”.

Ma come è possibile? La SORICAL non aveva rinunciato alla riscossione dei crediti pregressi?

La Regione Calabria vuole “aiutare” la SORICAL e va avanti per questa strada.

Con la Legge regionale n.15 del 10 luglio 2007 autorizza la Giunta Regionale “a concedere, in via di anticipazione, a So.Ri.Cal. S.p.A. contributi quindicennali costanti”.

Se qualcuno poi pensa “ancora” all’Accordo integrativo, la Legge Regionale n.495 del 30 luglio 2007 (“Procedure applicative per la riscossione di tariffe in attuazione art.14 Legge Regionale 11 maggio 2007 n.9 e art.1 Legge regionale 10 luglio 2007 n.15”) fuga ogni dubbio sulla “validità” di quell’accordo.

Quello che si legge è “incredibile”:

  • che con lettera prot.4855 del 20 giugno 2007 la So.Ri.Cal. S.p.A. si dichiara disponibile a svolgere le attività previste al comma 3, dell’art.14 della L.R. 9/2007, alle condizioni tutte previste nella Convenzione in essere, recedendo dall’impegno a non rendere operativo il mandato alla riscossione dei crediti concordato nell’Accordo”;

inoltre, si può leggere che la Regione Calabria delibera :

  • di delegare il Dirigente generale del Dipartimento regionale dei Lavori Pubblici a predisporre e sottoscrivere un Accordo Integrativo alla Convenzione in essere tra Regione e So.Ri.Cal. S.p.A. che definisca le prestazioni assegnate alla So.Ri.Cal. S.p.A. e le modalità di rimborso alla stessa delle spese sostenute senza ulteriore corrispettivo, recependo quanto indicato al riguardo nella presente Delibera”;
  • di provvedere, con legge di Bilancio, alle procedure amministrative necessarie per permettere il pagamento a So.Ri.Cal. S.p.A. delle spese sostenute per l’attuazione delle attività ad essa delegate, previa certificazione da parte del Dipartimento regionale dei Lavori Pubblici, a valere sulle somme derivanti dai pagamenti dei Comuni”.

In pratica la So.Ri.Cal. S.p.A. recede (bontà sua !!!) dall’impegno sottoscritto nell’Accordo integrativo a NON riscuotere i “crediti pregressi” e la Regione si impegna a preparare un nuovo accordo integrativo.

Ma a questo punto una persona onesta e ragionevole si chiede “Ma se la So.Ri.Cal. S.p.A. recede dagli impegni assunti con l’Accordo integrativo perché non lo fa pure la Regione Calabria che sul piatto della bilancia di quell’accordo aveva posto un canone per gli usi degli acquedotti a dir poco ridicolo (€ 500.000,00 annui) e, SOPRATTUTTO, aveva rinunciato al blocco delle tariffe per 5 anni ?”.

Ultima “botta” è l’articolo 35 (“Riscossione dei crediti del servizio idropotabile”) della Legge Regionale n.19 del 12 giugno 2009, che è la legge finanziaria per l’anno 2009.

Vale la pena di riportare integralmente i due commi che costituiscono l’articolo.

  • 1. Per la riscossione dei crediti vantati dalla Regione per somministrazione di acqua per uso idropotabile nei confronti dei Comuni che hanno dato riscontro alle richieste di pagamento avanzate dalla Regione, peri quali entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente legge non sia presentato il piano di estinzione del debito ai sensi dell’articolo 37-bis della legge regionale 17 ottobre 1997, n.12 e successive modificazioni ed integrazioni, la Giunta regionale nomina, con oneri a carico del comune inadempiente, un commissario ad acta, da individuarsi tra i dirigenti regionali, per la predisposizione, approvazione e trasmissione del piano alla Regione entro trenta giorni”;
  • 2. Per la riscossione dei crediti vantati dalla Regione per somministrazione di acqua per uso idropotabile nei confronti dei Comuni che non rispettino le scadenze dei pagamenti delle rate annuali indicate nei piani di estinzione del debito o non hanno dato riscontro alle richieste di pagamento, avanzate dalla Regione, previa diffida da parte del Dipartimento competente, la Giunta regionale nomina, con oneri a carico del comune inadempiente, un commissario ad acta, individuandolo tra i dirigenti regionali, che provvede alla liquidazione pagamento delle somme dovute alla Regione”.

Ma questi debiti chi li pagherà? Ovviamente saranno pagati dai cittadini Calabresi con l’emissione di cartelle esattoriali; ma TUTTO questo è GIUSTO ?

I Sindaci sono al corrente di questi ultimatum emessi dalla Regione Calabria?

Un’ultima cosa, il termine “somministrare”, tanto caro alla So.Ri.Cal. S.p.A., è più appropriato per le medicine che per l’acqua potabile…

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

NOTA: sul sito www.nuovarassegna.it è riportato un articolo sui servizi idrici in Italia ed un paragrafo (il quarto) è “dedicato” alla situazione Calabrese. In particolare sembra critico nei confronti della delibera n.559 del 7 agosto 2009 con la quale la regione Calabria ha concesso la riscossione dei crediti alla Sorical. E non sanno tutto il resto (tariffa, mutuo, investimenti non effettuati…).

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