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25/02/09 LA VOTAZIONE: 7 ASTENUTI, 7 CONTRARI. IL PD COMPLETAMENTE ASSENTE! [da nuovacosenza.it: Il Consiglio Comunale di Cosenza dice no al termovalorizzatore] | |
| [ACQUA] Qualche domanda alla Regione... Ogni volta che parla della Sorical, l'assessore Incarnato tiene a sottolineare che questa società è un'eredità della Giunta precedente, ma che oggi è importante confrontarsi con essa per far fronte ai problemi dell'approvvigionamento idrico in Calabria. Certamente è intenzione di Incarnato far sì che questo confronto sia trasparente e conduca a risultati ben definiti. Apprendiamo dalla stampa che il piano quinquennale di investimenti 2004-2009 è quasi completato e già ci si proietta al futuro, con la proposta di un unico Ato regionale. Dunque, in un'ottica di chiarezza, non sarebbe opportuno riferire ai cittadini calabresi cosa è stato fatto in questo quinquennio? E con quali soldi? La Sorical appartiene per il 53,5% alla Regione e per il 46.5% alla Veolia, la multinazionale francese che ha impiantato in Calabria un ricco business sulle questioni ambientali (guarda caso gestisce anche l'inceneritore di Gioia). Oltre ad ascoltare le lamentazioni circa i ritardi nei pagamenti da parte dei Comuni, ed oltre a leggere di svariati milioni di denari pubblici stanziati in questi anni, è lecito conoscere l'entità degli investimenti privati? Pochini, a quanto pare da qualche dichiarazione dello stesso Incarnato. E per il futuro, cosa si prevede? Che ne sarà ad esempio dell'Abatemarco, questione ancora irrisolta dopo il primo quinquennio, il cui tracciato dalle parti di Malvito percorre svariati chilometri in terreni irrimediabilmente in frana? Chi metterà i soldi? Ed infine, per la questione dell'Ato unico, come superare l'attuale frammentazione? Non si prospetterà un nuovo regalo al privato di turno (magari sempre lo stesso)? In questo caso l'assessore Incarnato non solo non terrebbe conto delle oltre 15000 firme raccolte solo un anno fa per avere l'acqua pubblica in Calabria, ma non potrebbe nemmeno più parlare di eredità di Giunte precedenti... Cosenza, 23 febbraio 2009. | |
SIAMO RITORNATI PIU' E PIU' VOLTE... Brevissima cronaca dello scorso consiglio comunale del 24 febbraio 2009. - la maggioranza prova a rinviare il consiglio ma non ci sono i numeri e con i voti dell'opposizione si vota affinchè il punto si discuta; - ciacco dopo un 15 minuti di sproloquio sull'etica della politica - che a cosenza non permette di discutere della costruzione di un termovalorizzatore - chiude dicendo che serve costruirlo per risolvere il problema, e che le micropolveri non esistono. Dal pubblico si levano brusii e un "neanche i tumori esistono"; - mentre altri consiglieri parlavano, il presidente del consiglio ordina ai vigili di rimuovere un foglio a3 che era in mano ad una cittadina, che recitava "CONSIGLIO COMUNALE APERTO", succede un po di bagarre al punto che molti consiglieri prendono i fogli e li piazzano sui loro banchi o addosso in giro per l'aula. Un disordine generalizzato regna nell'aula; - nel frattempo tutta l'opposizione, opportunisticamente (ed anche molti della maggioranza) si esprimono contro la costruzione di un inceneritore; - intanto i quattro consiglieri della maggioranza rimasti si dileguano, si chiede la verifica del numero legale, che non c'è e si rinvia al giorno successivo nel pomeriggio sempre ore 16 per mozioni/proposte e votazione. MA CHE CIACCO DICI?! NO INCENERITORE, SI RACCOLTA DIFFERENZIATA Cronaca del 22-23/01/2009 - Aula adunanza consiglio comunale. Ore 20.00 - Dopo un'estenuante maratona sui "gruppi e monogruppi", distribuzione di materiali informativi [comunicato - volantino - 10 ragioni] le persone presenti all'interno dell'aula si autodeterminano (oltre 50). Viene interrotto il consiglio per una decina di minuti a colpi di "Noi non vogliamo i tumori" "Vergogna, vergogna" esposto uno striscione "MA CHE CIACCO DICI?! NO INCENERITORE, SI RACCOLTA DIFFERENZIATA". Infine un messaggio è stato scandito, rivolto all'intero consiglio comunale, a Ciacco in particolare, oltre che al sindaco: ritorneremo! Si ritorna il giorno successivo e il punto non viene discusso, il presidente comunica che i punti all'ordine del giorno verranno trattati alla successiva assemblea, di seguito a quelli già definiti. Nel frattempo si decide di rispondere con il seguente comuicato stampa, non pubblicato da alcun giornale. COMUNICATO STAMPA Le foto sono di Marco Ascrizzi ![]() [...] comunico a V.S. che il Consiglio comunale è convocato, in seduta ordinaria pubblica di prima convocazione, per il giorno 22 gennaio 2009, alle ore 16:00, e in eventuale seduta ordinaria pubblica di seconda convocazione, per il giorno 23 gennaio 2009, alle ore 16:00, presso la sala delle adunanze consiliari del Palazzo civico, ubicato in Piazza dei Bruzi, per la trattazione degli argomenti di cui al seguente ORDINE DEL GIORNO: [...] 4)Ordine del Giorno ai sensi dell’art. 29 comma 5 del Regolamento del Consiglio comunale, avente all’oggetto: «Un termovalorizzatore per il Comune di Cosenza e l’area urbana», presentato dal Consigliere Ciacco (prot. n.177/U.P. del 16/9/2008). | |
NO AGLI INCENERITORI E ALLE DISCARICHE! SI ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA E AL RICICLO! Emergenze rifiuti programmate a tavolino, discariche, inceneritori: solo storie di affari, tangenti, mazzette e devastazione ambientale DOPO LA CAMPANIA SARÀ IL TURNO DELLA CALABRIA? Dopo la Campania sarà il turno della Calabria? Sembra proprio di si! In provincia di Cosenza montagne di rifiuti appaiono ormai ovunque. Come mai? Semplice: bisogna convincere i cittadini che la Calabria Nord ha bisogno di discariche e inceneritori che vengano costruiti quanto prima, se si vuole evitare che la situazione precipiti come è accaduto a suo tempo in Campania. I comitati civici e le associazioni ambientaliste e territoriali calabresi da sempre combattono l’incenerimento dei rifiuti e le discariche spiegandone i motivi e avanzando proposte alternative in merito:
Ma a questa denuncia ed a questa proposta le istituzioni politiche ed economiche come rispondono? Criminalizzano la denuncia e ridicolizzano la proposta! Chiunque si opponga alla costruzione di inceneritori e discariche è un criminale, è un pericolo pubblico, e come tale va fermato, denunciato, arrestato, perché impedisce la risoluzione dell’emergenza rifiuti. Infatti, non è forse questo ciò che l’autorità istituzionale fa ovunque ci sono migliaia e migliaia di cittadini che contestano la costruzione di inceneritori e discariche, giungendo persino al dividi et impera, dei buoni e dei cattivi con l’obbiettivo di imporre poi le sue scelte? È pura utopia, dicono lor signori, pensare di poter giungere con una raccolta differenziata generalizzata a risolvere l’emergenza rifiuti. Ma noi ci chiediamo: il lasciare alla “buona volontà” di qualche sindaco la messa in atto della raccolta differenziata senza nessuna politica generalizzata di riferimento e continuare invece a finanziare inceneritori e discariche non significa forse che a coniugare la raccolta differenziata con l’utopia sono proprio le decisioni politiche prese a livello di stato centrale? Comunque, è anche vero che politici ed imprese se non reagissero cosi alle denuncie ed alle proposte dei Comitati civici ed associazioni ambientaliste e territoriali in materia di rifiuti, vuol dire che farebbero male il loro mestiere, che non è certamente quello di salvaguardare la salute pubblica e l’ambiente, bensì quello di riempire il loro portafoglio. Inceneritori e discariche per politici ed imprenditori sono un vero affare, un tesoro di denaro pubblico da saccheggiare. Discariche ed inceneritori sono solo storie di mazzette e tangenti per politici ed impresari, e storie di tumori e veleni per l’uomo e l’ambiente tutto. Poco importa se danneggiamo salute pubblica ed ambiente, tanto la morte arriverà in ogni caso, e se nel frattempo ci riempiamo di soldi vivremo sicuramente meglio quel che ci resta da vivere: evidentemente è così che ragionano coloro che hanno la pretesa di rappresentarci, coloro che affermano di lavorare per il nostro bene, per il bene comune, coloro che decidono sulle nostre teste. A dire il vero, ogni tanto succede che qualche amministratore locale che vuole stare in pace con la propria coscienza trovi la forza di dire sinceramente no all’incenerimento e si schieri conseguentemente con le contestazioni popolari e le proposte alternative; ci sono però altri che si fanno belli davanti alla protesta per poi spartirsi la torta in camera caritatis una volta “imposti dall’alto” inceneritori e discariche; ed infine ci sono quelli che dinanzi all’odor dei soldi, strafregandosene della salute pubblica, dell’ambiente, delle proteste cittadine, perdono i lumi della ragione e si dicono pronti ad ospitare nel loro territorio discariche, inceneritori, gassificatori, etc. . Il sindaco di San Lorenzo del Vallo apre il suo show Le bande di affari si scatenano, il presidente della Regione Calabria Loiero interviene in Parlamento Da qualche anno a questa parte, il sindaco di San Lorenzo Del Vallo, a più riprese si era detto favorevole ad ospitare in località Fedula la costruzione di un inceneritore, per poi segnare la ritirata; in piena “emergenza rifiuti Campania”, valutando il momento come altamente propizio, si risveglia dal letargo in cui era caduto ed inizia il suo show: scrive all’allora presidente Prodi dicendosi di nuovo pronto ad ospitare la costruzione dell’inceneritore, pubblica con i soldi del comune la sua lettera su fogli nazionali, partecipa a trasmissioni televisive territoriali, rilascia dichiarazioni, attacca i comitati civici ed ambientalisti che si oppongono all’incenerimento, e via discorrendo. Non un comizio pubblico, non un’assemblea sono stati dal sindaco convocati per comunicare la sua decisione alla comunità di San Lorenzo del Vallo ed alle comunità del comprensorio. A Spezzano Albanese, comunità limitrofa di San Lorenzo del Vallo il 1° luglio 2008, c’è stato un importante e partecipato momento di pubblico confronto territoriale, organizzato da comitati ed associazioni calabresi, che ha sancito un netto no agli inceneritori ed un forte si alla raccolta differenziata: naturalmente il sindaco di San Lorenzo del Vallo non solo lo ha disertato ma si è poi divertito a sminuirne la portata seminando falsità e calunnie con dichiarazioni rilasciate a quotidiani provinciali. In quegli stessi giorni appare sempre sulla stampa provinciale, una presa di posizione del presidente del Distretto Agroalimentare di qualità della Sibaritide, Caligiuri: "In Campania … non hanno più venduto un litro di latte né un chilo di mozzarella da quando è in atto questa situazione… E allora oggi voglio dire a tutto il mondo politico, a tutte le istituzioni (a partire da Regione e Provincia) e a chi ci ascolta che bisogna dire basta ai no... dobbiamo realizzare impianti che siano a norma... confermo di aver dato il mio assenso, come imprenditore prima e come presidente del Daq dopo, a dar man forte al sindaco Marranghello perché vada avanti con questa sua idea. E quando tutto manca - avverte, parlando di lotta di civiltà - lo realizzerò io stesso sui miei terreni, a fianco dei pescheti. Se il termovalorizzatore non sarà realizzato a San Lorenzo del Vallo, allora sarà realizzato nella mia azienda: dimostreremo così cosa vuole dire l'imprenditoria". Non c’è che dire.. praticamente il presidente del Distretto Agroalimentare di qualità della Sibaritide, in barba alle chiacchiere degli ambientalisti e della scienza, ci garantisce che le pesche alla diossina allungano la vita. Oppure, sempre Caligiuri, sta pensando che forse, oggi come oggi è più redditizio fare l’imprenditore della “monnezza” anziché l’imprenditore agricolo? Il sindaco Marranghello, comunque, per il momento è felice: dopo il grande e vistoso NO all’incenerimento dei rifiuti incassato dal convegno ambientalista di Spezzano Albanese, ha finalmente incassato un grande Si da una importante istituzione: la Daq. Strada facendo però il vento in poppa comincia a cambiare: altri politici ed altri impresari, a loro volta si risvegliano. Si vociferano altri siti, geograficamente più ambiti, disponibili ad ospitare l’inceneritore della Calabria nord. La saggezza popolare commenta: si è aperta la guerra fra bande! Il sindaco di San Lorenzo del Vallo, però non si perde d’animo e, senza retrocedere, indirettamente rilancia: non rinunciamo all’inceneritore, ma siamo pronti ad ospitare un dissociatore molecolare. E difatti dalla sera alla mattina la comunità di San Lorenzo del Vallo si ritrova con una delibera consiliare che approva la costituzione di una società mista (Ente comunale e privato) che dovrebbe andare a gestire la costruzione e l’attività di un dissociatore molecolare, che poi altro non è se non che un inceneritore con un nome più scientifico. La notizia suscita a livello popolare un lapidario commento: perso un affare si può sempre sopperire con un altro. A metà gennaio corrente anno, siamo inoltre venuti a conoscenza, tramite la stampa provinciale, che il Presidente della regione Calabria Loiero, in audizione parlamentare sul problema dello smaltimento dei rifiuti, ha tracciato una linea di intervento in materia di discariche e inceneritori dichiarando che in Calabria entro otto mesi apriranno dieci discariche ed ha segnalato fra l’altro “per la locazione dell’inceneritore la disponibilità del sindaco di San Lorenzo del Vallo”, nonché una dichiarazione ventilata dell’amministrazione comunale di Cosenza sulla “possibilità di individuare un sito adeguato e sinergico ad altre strutture di raccolta per raggiungere l’autosufficienza del territorio nello smaltimento dei rifiuti”. Chi doveva capire ha capito, ed infatti, trascorso qualche giorno dalle dichiarazioni del presidente Loiero il sindaco di Cosenza convoca per il giorno 23 gennaio un consiglio comunale in cui al quarto punto all’ordine del giorno è prevista la discussione su «Un termovalorizzatore per il Comune di Cosenza e l’area urbana». Non c’è che dire, lor signori sono tutti in azione. Stanno solo cercando un buon accordo e poi via… ecco a voi l’inceneritore della Calabria nord. Ma sono proprio sicuri che filerà loro tutto liscio? Hanno fatto i conti senza l’oste Sindaci, presidenti, commissari governativi e quanti altri pensano di poter imporre le loro sciagurate decisioni sul territorio e sulle comunità che nel territorio ci vivono e ci lavorano, anziché ascoltare le sirene delle bande di affari che girano attorno alla “monnezza” forse farebbero meglio a dare ascolto alle proposte di tutte quelle Associazioni e Comitati, che da anni si occupano del problema rifiuti e, più complessivamente, della tutela di ambiente, salute e diritti delle popolazioni calabresi. Forse farebbero bene ad andare nelle comunità interessate per confrontarsi in maniera diretta con i cittadini: sicuramente avrebbero modo di intendere che andare a braccetto con le bande d’affari non si rivelerà per loro per niente indolore. Troveranno questa forza? Nella prossima campagna elettorale (europea, provinciale, comunale) saliranno sui palchi per dire cosa? Che gli inceneritori e le discariche risolvono il problema rifiuti e non fanno male all’ambiente e neppure alla salute pubblica? Quelli di centrodestra sono già pronti a farlo: molti rifiuti stazionano già per le strade di città e paesi, tanti altri nelle periferie, serve solo uno scricchiolio di dita per far scattare l’emergenza, insomma dalla Campania alla Calabria il passo è breve. Ma quelli di centrosinistra che faranno? E sì che faranno? E tra questi soprattutto l’uscente presidente PD della Provincia cosentina, Oliverio, che a tutt’oggi non si è ancora espresso in merito. Farà a gara con il molto probabile suo avversario del PDL, Gentile, sul numero delle discariche e degli inceneritori che intendono realizzare? Continuerà a stare zitto? Farà un pasticcio tra emergenza rifiuti, discariche inceneritori, tutela dell’ambiente e della salute pubblica? Cercherà di mostrarsi contemporaneamente come paladino degli inceneritori, delle discariche e delle ragioni degli ambientalisti, come sono soliti fare quelli di centrosinistra sperando di non far cogliere ai cittadini elettori che in fondo in fondo sono proprio identici a quelli del centrodestra? Mah…, come si suol dire, sono fatti loro. Una cosa è comunque certa: hanno fatto tutti i conti senza l’oste. Le comunità minacciate da installazioni di nuove discariche e nuovi inceneritori non staranno certamente a guardare. Così come non staranno a guardare le associazioni e i comitati che da anni si occupano del problema rifiuti e, più complessivamente, della tutela di ambiente, salute e diritti delle popolazioni calabresi che in seguito alla loro ultima riunione, tenuta nel gennaio c. a. a Spezzano Albanese, hanno emanato un comunicato pubblico(1), ripreso dalla stampa provinciale, con cui ribadiscono il loro ennesimo NO ad ogni ipotesi di incenerimento dei RSU ed il loro chiaro, concreto e soprattutto coerente SI alla Raccolta Differenziata. Momenti di controinformazione, di confronto, sit-in, convegni pubblici, saranno organizzati nei territori interessati. Ogni associazione si mobiliterà nella propria comunità e tutte insieme nel territorio del cosentino per impedire che sciagurate scelte volute dal potere politico ed amministrativo vengano calate dall’alto sulla testa di noi tutti. La FMB - Federazione Municipale di base di Spezzano Albanese promuoverà un’ampia campagna di controinformazione nell’ambito delle comunità del comprensorio e soprattutto in località Fedula e nel comune di San Lorenzo Del Vallo. Il nostro territorio necessita di interventi economici e politici autogestionari e di democrazia diretta, in cui coloro che ci vivono e ci lavorano siano direttamente coinvolti, nei settori dei servizi utili socialmente, del lavoro, della tutela e sviluppo delle risorse ambientali, turistiche, agricole e non certamente di discariche e inceneritori che non elimineranno mai l’emergenza rifiuti, dato che per poter continuare ad esistere hanno sempre bisogno di maggiori ammassi di rifiuti e dunque di altrettante discariche ed inceneritori che continueranno ad avvelenare l’uomo e l’ambiente. Pertanto non ci resta altro che dire un grande No all’incenerimento dei rifiuti ed un altrettanto grande Si alla raccolta differenziata! E questa sarà senza dubbio la convinzione che ci guiderà nel percorso di lotta e di resistenza che tracceremo insieme alle comunità del Cosentino. Sindaci, presidenti, commissari governativi farebbero pertanto bene a tenerne conto. Spezzano Albanese 22.01.09 FMB – Federazione Municipale di Base di Spezzano Albanese (1) Associazioni e comitati firmatari del comunicato: LIPU- Rende, Associazione Ambientalista “il riccio” – Castrovillari, Pensieri Liberi Pollino – Lungro, Medici per l’Ambiente – ISDE Italia – Cosenza, Comitato contro le discariche Bucita – Rossano C., SIN-COBAS Rossano, F.M.B.- Spezzano Albanese, Associazione per il WWF – Rossano, Associazione “NO alle discariche” – Rende, Comitato RO.MO.RE. – Rende, Comitato Beni Comuni – Cosenza, CIB – UNICOBAS – Cosenza, Forum Ambientalista – Calabria, Comitato “NO all’inceneritore e termovalorizzatore” - S. Lorenzo del Vallo, Ingegneria Senza Frontiere – Cosenza, Movimento Ambientalista del Tirreno Cosentino, Rischiozero – Scalea. | |
CENTRALE DEL MERCURE COMUNICATO STAMPA All’Assessore è stato significato come la vicenda della Centrale del Mercure dimostri, ancora una volta, al di là delle fantasiose ed infondate tesi di alcuni settori politico e sindacali, lette anche in queste giorni, che in Calabria (e in questo caso anche in Basilicata) l’emergenza vera sia quella della legalità. E’ questa la chiave di lettura proposta anche degli ennesimi colpi di scena avvenuti, ad esempio, durante la Conferenza dei Servizi tenuta dalla Provincia di Cosenza sulla Centrale del Mercure. Conferenza in cui l’Ente Parco ha negato il parere favorevole e dove anche ad alcuni dei Sindaci presenti, che hanno tra l’altro invocato l’immediato intervento della Magistratura, è sembrato che si tentasse – dopo 7 anni!- di disconoscere norme e decreti in vigore nonché di distorcere addirittura la stessa realtà geografica. Di una Centrale cioè, definita vicina, limitrofa, adiacente ad aree protette e che invece si trova, così come riconosciuto dal DPR del 2/12/97, assolutamente all’interno del Parco Nazionale del Pollino e della Zona di Protezione Speciale –ZPS- Pollino e Orsomarso e perciò inibita a qualsiasi attivazione di nuovi impianti (perché tali sono, per legge, quelli dismessi prima del 2000 e inattivi a quella data). All’Assessore Greco sono stati anche illustrate altri aspetti della vicenda che, a parere dei rappresentanti delle Associazioni, rendono del tutto irrealizzabile il progetto ENEL. In attesa di ulteriori sviluppi, comunque, le Associazioni ambientaliste hanno già dato corso ad altre iniziative indirizzate, anche in ordine al principio dell’autotutela, a tutti gli Enti interessati, calabresi e lucani, all’Autorità giudiziaria, al Consiglio regionale, al Parlamento nazionale ed a quello europeo. Cosenza, 20 gennaio 2009 Forum delle Associazioni contro l'attivazione della centrale del Mercure | |
COMUNICATO STAMPA Parlando di Presidenti, poi, sarebbe interessante, e forse doveroso, conoscere, una buona volta, l’opinione in merito allo smaltimento dei RSU della Provincia di Cosenza e del suo Presidente Oliverio. Che è, tra i mille altri impegni, anche Presidente del Distretto Agroalimentare. Come si pone, la Provincia di Cosenza, che pare stia preparando il Piano dell’Ambito Provinciale, nei confronti dell’incenerimento, pratica pericolosa, costosa e, certamente in Calabria, del tutto inutile? Gli interrogativi sono chiari, le risposte un po’ meno. Associazioni e Comitati, che da anni si occupano del problema rifiuti e, più complessivamente, della tutela di ambiente, salute e diritti delle popolazioni calabresi, invitano ancora una volta ad abbandonare ogni ipotesi di incenerimento dei RSU e ad imboccare finalmente la strada della Raccolta Differenziata. Ma in modo chiaro, concreto e soprattutto coerente. Cosenza 16 gennaio 2009 LIPU – Rende, Associazione Ambientalista “il riccio” – Castrovillari, Pensieri Liberi Pollino – Lungro, Medici per l’Ambiente – ISDE Italia – Cosenza, Comitato contro le discariche Bucita – Rossano Calabro, SdL – Rossano, F.M.B. – Spezzano Albanese, Associazione per il WWF – Rossano Calabro, Associazione “NO alle discariche” – Rende, Comitato RO.MO.RE. – Rende, Comitato Beni Comuni – Cosenza, CIB – UNICOBAS – Cosenza, Forum Ambientalista Calabria, Comitato “NO all’inceneritore e termovalorizzatore” - S. Lorenzo del Vallo, Ingegneria Senza Frontiere – Cosenza, Movimento Ambientalista del Tirreno Cosentino, Rischiozero – Scalea RASSEGNA STAMPA: quotidiano, calabriaora RASSEGNA WEB: http://www.asca.it/regioni-CALABRIA__AMBIENTALISTI_PER_RIFIUTI_IMBOCCARE_STADA_RACCOLTA_DIFFENZIATA-359667-calabria.jpg-4.html | |
LASCIATECI LIBERI,
LASCIATECI RESPIRARE!
[scarica e ascolta in mp3 - ogg] ![]() Lasciateci liberi, lasciateci respirare by Germana da Verbicaro is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License. # # # |
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SCARICA LA PRESENTAZIONE (in pdf - 5 Mb) DEL PROF. CONNETT (presto altri materiali) INTERVISTA A PAUL CONNETT ![]() ![]() |
TOUR DI
PAUL CONNETT IN CALABRIA Inizia martedì 25 novembre, promosso dal Forum Ambientalista Calabria ed organizzato grazie all'impegno delle associazioni e dei tanti comitati che si battono per la difesa dei beni comuni regionali (www.difendiamolacalabria.org e territoriot.noblogs.org), un nuovo ciclo di incontri del noto prof. Paul Connett. Queste iniziative, che si svolgono in preparazione della giornata mondiale contro l'incenerimento dei rifiuti (1 dicembre 2008), lanciata da GAIA ed in Italia supportata dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero, assumono in Calabria una valenza particolare. Forte è la polemica sull'incapacità di tanti amministratori, corroborata dalle interessanti dichiarazioni del nuovo assessore regionale all'ambiente, prof. Silvio Greco, di utilizzare i fondi per attivare la raccolta differenziata porta a porta e di attivare pratiche di diminuzione della quantità dei rifiuti solidi urbani e meno invasive sul territorio. Per questo molti comitati ed associazioni, consapevoli dei danni provocati dal ricorso indiscriminato all'allargamento ed all'apertura di nuove discariche nonché dall'impostazione, più volte ribadita dal presidente della Giunta Loiero, tutta protesa verso la pericolosa e dispendiosa utilizzazione degli inceneritori, chiedono un nuovo Piano regionale dei Rifiuti, partecipato alle organizzazioni sociali che in questi anni si sono battute per la difesa del territorio e della salute dei cittadini, che attui la strategia “Rifiuti Zero”, già avviata da diversi ed importanti municipalità (San Francisco, Camberra ed in Italia Capannori). Proprio il prof. Connett, docente di chimica ambientale alla St. Lawrence University di New York, negli ultimi decenni ha studiato le problematiche della gestione dei rifiuti, pubblicando diversi lavori scientifici e promuovendo l'opzione strategica “Rifiuti Zero”. Tale opzione, che presuppone a valle l'impegno di tutta la collettività in azioni di prevenzione e partecipazione attiva ad una seria raccolta differenziata porta a porta e, a monte, una serie di interventi legislativi nazionali e regionali, è l'unica alternativa possibile per ridurre i pericoli ed i costi derivanti dall'attuale smaltimento dei rifiuti in Calabria. Questo il programma delle iniziative: 25/11 -ore 11 incontro Liceo scientifico Decollatura; - ore 18.00 assemblea Santa Maria del Cedro; 26/11 -ore 10 incontro Liceo scientifico di Scalea; - ore 15,30 incontro Università della Calabria aula P 2 cubo 40C; - ore 18,30 assemblea Rogliano Teatro comunale; 27/11 - ore 10 aula magna facoltà di Ingegneria Università di Reggio Calabria; - ore 17,30 Rosarno Auditorium Comunale. |
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Il
9 agosto 2008 noi, rappresentanti di varie associazioni calabresi
impegnate sul problema dei rifiuti, ci siamo incontrati a Vadue di
Carolei (CS) presso la Comunità “Arcadinoé” con i
giovani partecipanti al campo di lavoro organizzato da missionari e
missionarie comboniane. Decidiamo
insieme di lanciare un documento/appello alle istituzioni aperto alla
sottoscrizione di associazioni, comunità di base e singoli
cittadini.
Aria pulita in Calabria! Contro la logica dell’incenerimento, per un uso intelligente delle nostre risorse |
| IL
TESTO DELL'APPELLO
In
Calabria lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) basato su
discariche e incenerimento è una soluzione che va contro il
diritto alla salute dei cittadini, i loro interessi economici ed
occupazionali e la vocazione agricola e turistica della nostra terra.
É paradossale che ciò avvenga proprio in una regione in cui le caratteristiche orografiche e viarie, la densità abitativa, le dimensioni modeste degli agglomerati urbani, le abitudini di vita e le tradizioni sociali e culturali non solo consiglierebbero, ma addirittura imporrebbero uno smaltimento dei RSU incentrato sui metodi alternativi all’incenerimento (riduzione, recupero, riutilizzo), come leggi e norme, nazionali e comunitarie, prevedono. Lo smaltimento dei rifiuti non è soltanto un problema da risolvere, ma anche una formidabile opportunità per enormi profitti, leciti e illeciti, a beneficio di gruppi politico-affaristici e della criminalità organizzata. La concentrazione dei rifiuti, in discariche o inceneritori, è essenziale per lo sviluppo di questo perverso business, anche a costo di trasporti lunghi, economicamente onerosi e a dannoso impatto ambientale. Per giustificare una scelta tecnicamente illogica ed economicamente svantaggiosa per i cittadini si agita forzatamente lo spettro dell’emergenza, un’emergenza che neanche una disastrosa gestione commissariale è riuscita in dieci anni a far esplodere. In questi anni sono state peraltro ostacolate con tutti i mezzi tutte le pratiche virtuose nel campo dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Oggi si torna a discutere per l’ennesima volta di possibili soluzioni tra gli Enti preposti a livello regionale, provinciale e locale. Purtroppo al centro di queste discussioni, ancora una volta, non ci sono gli interessi delle popolazioni e la tutela del territorio, ma le pretese dei potentati economico finanziari (facciamo notare che VEOLIA, la più grande multinazionale al mondo per l’acqua e seconda per i rifiuti, gestisce l’inceneritore di Gioia Tauro e controlla il 46.5% di SORICAL, la società che amministra gli acquedotti regionali). La politica che si sta perseguendo va contro i convincenti esempi dei comuni che in Calabria, e nella provincia di Cosenza in particolare, hanno dimostrato, e ogni giorno dimostrano, la possibilità di risolvere il problema con la Raccolta Differenziata, con grande vantaggio, anche economico, per Amministrazioni e Amministrati. Chi sostiene ancora la necessità del raddoppio dell’inceneritore di Gioia Tauro, o addirittura la costruzione di un altro impianto, magari all’interno del Distretto Agro-Alimentare di Qualità di Sibari (45% del prodotto ortofrutticolo regionale, di cui il 70% destinato all’esportazione!) non solo calpesta i diritti delle popolazioni e obiettive evidenze tecniche, ma finge anche di ignorare le vigenti leggi dello Stato che prevedono il necessario aumento della raccolta differenziata, nel tentativo di difendere l’improponibile scelta politica dell’incenerimento dei rifiuti in Calabria. Noi non siamo disposti a far pagare al nostro territorio ed alla salute dei cittadini le inefficienze e le incapacità di una classe politica che dovrebbe finalmente cominciare a tutelare i reali interessi delle popolazioni calabresi (vorremmo ricordare che gli inceneritori producono diossine e nanoparticelle che costituiscono una grave minaccia alla salute). Vogliamo comunicare a tutti che siamo interessati a mettere a disposizione i nostri saperi, le nostre competenze, la passione che ci lega alla nostra terra, per concertare le soluzioni adeguate a risolvere efficacemente e in maniera sostenibile il problema dello smaltimento dei rifiuti nella nostra regione. A tal fine, le Associazioni e i Comitati che si occupano di questa e di altre vertenze legate al territorio, alla tutela dei Beni Comuni e dei diritti delle popolazioni calabresi, si propongono di “fare sempre più rete” per incidere nella tormentata realtà della nostra terra. Stiamo mettendo in cantiere iniziative di informazione e coinvolgimento delle popolazioni sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Riteniamo che le pratiche necessarie per uscire da questa difficile situazione siano:
Queste
pratiche favoriscono processi di partecipazione e di cittadinanza
attiva e permettono alla gente (non solo a pochi industriali) di
trarne vantaggi economici e sociali.
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